{"id":981,"date":"2011-12-26T22:28:56","date_gmt":"2011-12-26T22:28:56","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=981"},"modified":"2013-06-13T00:11:36","modified_gmt":"2013-06-13T00:11:36","slug":"salvatore-tornatore","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=981","title":{"rendered":"Salvatore Tornatore"},"content":{"rendered":"<p>salvotornatore@alice.it<\/p>\n<h3>La corte di Pietro Luna e Isabella Vega, duchi di Bivona<\/h3>\n<p>DOI: 10.7431\/RIV04012011<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La pi\u00f9 importante famiglia feudale di Bivona, in provincia di Agrigento, dopo i Chiaramonte nel XIV secolo, fu quella dei Luna che qui governarono dalla prima met\u00e0 del Quattrocento fino alla fine del Cinquecento, dapprima con il titolo di baroni e poi di duchi<sup><a href=\"#footnote_0_981\" id=\"identifier_0_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"F. SAN MARTINO DE SPUCCHES, La storia dei feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia, Palermo 1924, pp. 359-362; A. MARRONE, Bivona citt&agrave; feudale, vol. I, Caltanissetta 1987, pp. 85-95.\">1<\/a><\/sup>. La terra di Bivona pass\u00f2 dai Chiaramonte ai Peralta grazie al matrimonio di Elisabetta Chiaramonte con Nicol\u00f2 Peralta e poi ai Luna tramite le nozze tra Margherita Peralta e Artale de Luna<sup><a href=\"#footnote_1_981\" id=\"identifier_1_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. MARRONE, Bivona&hellip;, 1987, pp. 86-87.\">2<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Luna sono un&#8217;antica casata dell&#8217;alta nobilt\u00e0 spagnola, una delle otto grandi casate del Regno d&#8217;Aragona. Essi presero il nome dal possesso feudale della citt\u00e0 di Luna, nella provincia di Saragoza. Si divisero in tre rami principali: Martinez de Luna, Lopez de Luna e Ximenes de Luna. Da quest\u2019ultimo discese il ramo italiano che, venuto in Sicilia al seguito dei re aragonesi, ebbe la contea di Caltabellotta, una delle principali dell&#8217;isola, molti feudi in Calabria e si rese protagonista del tristemente noto Caso di Sciacca, una sanguinosa faida contro la potente famiglia feudataria dei Perollo. La famiglia de Luna fu portata in Sicilia da un Artale Luna, zio di re Martino I<sup><a href=\"#footnote_2_981\" id=\"identifier_2_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"I. SCATURRO, Il caso di Sciacca: episodio di storia siciliana, sec. XV-XVI, Mazara del Vallo 1948; A. MARRONE, Bivona&hellip;, 1987, pp. 140-150; D. LIGRESTI, Sicilia aperta (secoli XV-XVII). Mobilit&agrave; di uomini e idee nella Sicilia spagnola, Quaderno n. 3 di &ldquo;Mediterranea-Ricerche storiche&rdquo;, Palermo 2006, p. 123.\">3<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A rendere glorioso il casato fu Pietro (+1575), figlio di Sigismondo Luna e di Luisa Salviati, che nel 1549 ricevette l\u2019investitura della contea di Caltabellotta e della baronia di Bivona e divenne stratigoto di Messina<sup><a href=\"#footnote_3_981\" id=\"identifier_3_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"F. M. EMANUELE E GAETANI MARCHESE DI VILLABIANCA, Della Sicilia Nobile, Palermo 1754-1759, vol. 2, p.159; F. SAN MARTINO DE SPUCCHES, La storia dei feudi&hellip;, 1924, pp. 359-362.\">4<\/a><\/sup>. V. Di Giovanni ci informa che il duca Pietro \u00abnon fu dedito n\u00e9 a cupidit\u00e0, n\u00e9 ad ambizione, n\u00e9 ad avarizia; e fu in effetto per le sue magnanimit\u00e0 e grandezze reputato splendido e magno, essendo riverito ed onorato con gran volont\u00e0 da signori e cavalieri\u00bb. Inoltre, l\u2019autore precisa che era appassionato di caccia, di cavalli (ne possedeva cinquanta), di cani e di falconi<sup><a href=\"#footnote_4_981\" id=\"identifier_4_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"V. DI GIOVANNI, Del Palermo restaurato, in Biblioteca storica e letteraria di Sicilia, serie seconda, vol. I, a cura di G. Di Marzo, Palermo 1872, pp.338-339.\">5<\/a><\/sup>. Nel 1552 spos\u00f2 a Messina Isabella De Vega, figlia del vicer\u00e8 di Sicilia Giovanni De Vega (1547-1557). Dalle numerose fonti gesuite sappiamo che Isabella era una giovane molto devota, dedita ad attivit\u00e0 caritatevoli, figlia spirituale di Sant\u2019Ignazio di Loyola, con il quale ebbe un fitto scambio epistolare<sup><a href=\"#footnote_5_981\" id=\"identifier_5_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"H. RAHNER, Ignazio di Loyola e le donne del suo tempo, Milano 1968, pp. 651-688.\">6<\/a><\/sup>, \u00abinstancabile nel privarsi del suo per beneficare la tanto da lei amata Compagnia\u00bb<sup><a href=\"#footnote_6_981\" id=\"identifier_6_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"P. TACCHI VENTURI, Storia della Compagnia di Ges&ugrave; in Italia narrata col sussidio di fonti inedite, vol. II, Roma 1950, pp. 477-478.\">7<\/a><\/sup>. Grazie all\u2019influenza del Santo, Isabella accett\u00f2 di sposare il conte Luna, obbedendo al volere del padre e lo stesso Ignazio invi\u00f2 alla coppia una lettera di felicitazioni ufficiali. Il conte e la contessa dimorarono a Palermo (dove possedevano una casina di caccia nell\u2019odierno Piano delle Croci, sulla cui area sorge la chiesa di S. Maria di Monserrato)<sup><a href=\"#footnote_7_981\" id=\"identifier_7_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. CHIRCO, Palermo. La citt&agrave; ritrovata. Itinerari fuori le mura, Palermo 2006, p. 317.\">8<\/a><\/sup>, a Trapani per qualche breve soggiorno e a Bivona, presso un palazzo nei pressi dell\u2019antico castello, dove diedero vita a una corte formata da personalit\u00e0 locali e da nobildonne spagnole<sup><a href=\"#footnote_8_981\" id=\"identifier_8_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. MARRONE, Bivona&hellip;, 1987, p. 152. D. LIGRESTI, Sicilia aperta&hellip;., 2006, pp. 32-33.\">9<\/a><\/sup>. Il promotore dell\u2019edificazione del palazzo non \u00e8 noto ma potrebbe essere Gian Vincenzo Luna, nonno del duca Pietro, che dovette completarlo intorno al 1546 con l\u2019aggregazione di altre case vicine, cedute da Giovanni Francesco Raineri<sup><a href=\"#footnote_9_981\" id=\"identifier_9_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. MARRONE, Bivona&hellip;, 1987, p. 160.\">10<\/a><\/sup>. Il palazzo sorgeva nell\u2019area tra la chiesa di S. Pietro e il castello e confinava con i quartieri di S. Pietro, della Maddalena e del Castello<sup><a href=\"#footnote_10_981\" id=\"identifier_10_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per la suddivisione dei quartieri di Bivona cfr. A. MARRONE, Bivona&hellip;, 1987, pp. 198-203.\">11<\/a><\/sup>. Il palazzo divenne, tra la met\u00e0 dell\u2019Ottocento e la met\u00e0 del Novecento, sede della Sottointendenza, della Sottoprefettura, del Municipio e del carcere<sup><a href=\"#footnote_11_981\" id=\"identifier_11_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. MARRONE, Bivona dal 1812 al 1881, Bivona 2001, pp. 90, 432\">12<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 1. P. Di Marzo, 1911, cartolina, Bivona piazza della Fiera.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tor01.jpg\">Figg. 1<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 2. Ignoto, prima met\u00e0 del XIX secolo, cartolina, Bivona: facciata principale del palazzo ducale.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tor02.jpg\">2<\/a>) mentre gli ambienti attigui erano utilizzati come grandi magazzini (ancora oggi tali strutture sono visibili e in particolare l\u2019area compresa tra il carcere e la torre dell\u2019Orologio racchiudeva i giardini ducali e i magazzini detti <em>magas\u00e8<\/em>). L\u2019area del palazzo ducale \u00e8 oggi occupata da un moderno condominio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto il conte Pietro si preparava a rivestire una carica unica in Sicilia: infatti nel 1554 l\u2019imperatore Carlo V gli concede il titolo di duca<sup><a href=\"#footnote_12_981\" id=\"identifier_12_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"F. SAN MARTINO DE SPUCCHES, La storia dei feudi&hellip;, Palermo 1924, p. 359.\">13<\/a><\/sup> e Bivona fu elevata a citt\u00e0 ducale. Tali privilegi erano dovuti non tanto all\u2019eccellenza del conte Luna quanto al favore per la moglie Isabella e per la fedelt\u00e0 del padre di lei, il vicer\u00e8 Giovanni Vega. Grazie alla benevolenza goduta dalla duchessa, Sant\u2019Ignazio acconsent\u00ec alle richieste della stessa e del duca affinch\u00e8 venisse fondato a Bivona un collegio di Gesuiti, interamente finanziato dall\u2019 insigne coppia<sup><a href=\"#footnote_13_981\" id=\"identifier_13_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"P. TACCHI VENTURI, Storia della Compagnia di Ges&ugrave;&hellip;, vol. II, Roma 1950, pp. 476-478; A. MARRONE, Storia delle Comunit&agrave; Religiose e degli Edifici Sacri di Bivona, Bivona 1997, pp. 303-305.\">14<\/a><\/sup>. Il collegio venne costruito tra il 1554 e il 1556<sup><a href=\"#footnote_14_981\" id=\"identifier_14_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. MARRONE, Storia delle Comunit&agrave;&hellip;, 1997, pp. 305-306.\">15<\/a><\/sup> mentre la chiesa annessa, dedicata a S. Sebastiano, tra il 1554 e il 1587<sup><a href=\"#footnote_15_981\" id=\"identifier_15_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. MARRONE, Storia delle Comunit&agrave;&hellip;, 1997, pp. 389-390; A. I. LIMA, Architettura e Urbanistica dei Gesuiti in Sicilia, Palermo 2001, pp. 119-120; S. TORNATORE, Arti decorative nella ex chiesa del collegio dei Gesuiti di Bivona in &ldquo;OADI Rivista dell&rsquo;Osservatorio per le Arti Decorative in Italia&rdquo;, n. 2, 2010. Era nelle intenzioni del duca la costruzione di una tomba patrizia all&rsquo;interno di questa chiesa, ma non &egrave; certo che la coppia sia stata realmente seppellita qui (cfr. A. MARRONE, Storia delle Comunit&agrave;&hellip;, 1997, p. 308 e H. RAHNER, Ignazio di Loyola&hellip;, 1968, p. 688).\">16<\/a><\/sup>. Per entrambe le costruzioni \u00e8 documentato l\u2019intervento dell\u2019architetto gesuita Giovanni Tristano che nel 1563 giunse a Bivona per seguire i lavori<sup><a href=\"#footnote_16_981\" id=\"identifier_16_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. MARRONE, Storia delle Comunit&agrave;&hellip;, 1997, pp. 308-309.\">17<\/a><\/sup>. Certamente nel campo architettonico e artistico fu questo l\u2019impegno finanziario pi\u00f9 rilevante da parte dei duchi che, nell\u2019arco di un ventennio circa, spesero migliaia di scudi. Basti pensare che l\u2019impegno iniziale fu di 10.000 scudi per il Collegio e 3.000 per la chiesa, oltre a numerosi doni tra cui vigne e giardini<sup><a href=\"#footnote_17_981\" id=\"identifier_17_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"P. TACCHI VENTURI, Storia della Compagnia di Ges&ugrave;&hellip;, 1950, p. 477\">18<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presenza di un palazzo ducale e di una corte fa supporre l\u2019esistenza di una serie di arredi quali mobili in legno, quadri, statue e oggetti da collezione per il salone di rappresentanza, stoffe e gioielli per le dame, suppellettili per la cappella, per i quali poterono essere impiegate numerose maestranze locali, palermitane o ancora straniere, specie napoletane, spagnole e fiamminghe. Secondo una notizia non adeguatamente documentata, alla corte ducale bivonese lavorarono \u00abmolti pittori stranieri\u00bb<sup><a href=\"#footnote_18_981\" id=\"identifier_18_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"D. LIGRESTI, Sicilia aperta&hellip;, 2006, p. 299.\">19<\/a><\/sup>. Si ricordi che i primi gesuiti giunti a Bivona presso la corte dei duchi e nel nuovo Collegio erano di origine fiamminga, padre Eleuterio Du Pont, primo rettore, padre Geronimo Domenech, Provinciale di Sicilia, e padre Antonio Vinck, confessore della duchessa<sup><a href=\"#footnote_19_981\" id=\"identifier_19_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. MARRONE, Storia delle Comunit&agrave;&hellip;, 1997, pp. 303-305.\">20<\/a><\/sup>. Della presunta attivit\u00e0 di tali pittori stranieri rimarrebbe una testimonianza nelle due tavole raffiguranti S. Caterina d\u2019Alessandria e S. Rocco un tempo nella chiesa di S. Giacomo, annessa al convento dei Cappuccini, e oggi custodite presso il convento palermitano<sup><a href=\"#footnote_20_981\" id=\"identifier_20_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"F. D. FARELLA, Bivona e i Cappuccini. Storia e Arte, in &ldquo;Fiamma Serafica&rdquo;, a. LIII, n. 6, 1974, pp. 76-78; A. MARRONE, Storia delle Comunit&agrave;&hellip;, 1997, p. 348.\">21<\/a><\/sup>. Le tavole, datate tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo e attribuite a un ignoto pittore fiammingo<sup><a href=\"#footnote_21_981\" id=\"identifier_21_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"T. VISCUSO, scheda n. 7, in XI Catalogo di opere d&rsquo;arte restaurate (1976-78), Palermo 1980, pp. 56-59.\">22<\/a><\/sup>, facevano parte di un trittico per la devozione privata e probabilmente vennero donate al convento cappuccino bivonese dai Luna. Fu proprio il duca Pietro, intorno al 1552, a invitare i Cappuccini a fondare un convento a Bivona e la di lui moglie, Isabella De Vega, dispose nel 1557 un legato di 50 scudi<sup><a href=\"#footnote_22_981\" id=\"identifier_22_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. MARRONE, Bivona&hellip;, 1987, p. 265; ASSc, notaio Pietro Falco, vol. 265, 1557-1558, ind. I, cc. 476-482: Testamentum pro Ill.ma D. Donna Isabella de Vega et Luna Ducissa Bisbone, cit. in I. NAVARRA, I coralli dei corallari di Trapani fra i gioielli di Isabella de Vega e Luna, Duchessa di Bivona, in &ldquo;Libera Universit&agrave; Trapani&rdquo;, a. VII, n. 19 Luglio 1988, doc. 1, p. 159; A. MARRONE, Storia delle Comunit&agrave;&hellip;, 1997, pp. 331, 347.\">23<\/a><\/sup>. Interessante appare la presenza di alcune dame spagnole al seguito di Isabella De Vega: Maria de Massa, Maria Usorio e Imperia Vigliena la quale sposa il bivonese Geronimo Bombici<sup><a href=\"#footnote_23_981\" id=\"identifier_23_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. MARRONE, Bivona&hellip;, 1987, p. 152.\">24<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altre donne al suo servizio erano: donna Caterina de Arosuo, donna Maria de Arouso, donna Antonia de Vega, donna Laviana, donna Caterina Osoria, donna Violante, le schiave Margherita, Graziana, Angelica, Caterina, Eleonora, Itisal e Arcangela<sup><a href=\"#footnote_24_981\" id=\"identifier_24_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"I. NAVARRA, I coralli dei corallari di Trapani&hellip;, in &ldquo;Libera Universit&agrave; Trapani&rdquo;, a. VII, n. 19 Luglio 1988, pp. 158-159.\">25<\/a><\/sup>. Le ultime due, dopo la morte della duchessa, rimarranno per sei anni presso la corte di Bivona a servire i tre figli, Luisa, Eleonora e Giovanni. Isabella si mostr\u00f2 particolarmente affezionata e munifica verso le dame e le schiave lasciando loro, secondo le volont\u00e0 testamentarie, numerosi scudi e preziosi ornamenti come \u00abli bottoni de oro che io fece fare jn Napoli\u00bb e gioielli con perle e diamanti. Inoltre, dispose che le reliquie da lei donate nel 1556 al collegio dei Gesuiti \u00abde l\u00ec non li possano levare per darle ne portarle ad altra terra\u00bb, che \u00absi diano cinquanta (scudi) acioch\u00e8 se ajuti a finire la fabrica delli Scappuccini de Bivona\u00bb, e ancora lascia al collegio bivonese \u00abcinquecento scudi acio se finisca la chiesa\u00bb<sup><a href=\"#footnote_25_981\" id=\"identifier_25_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASSc, notaio Pietro Falco, vol. 265, 1557-1558, ind. I, cc. 476-482: Testamentum pro Ill.ma&hellip;, cit. in I. NAVARRA, I coralli dei corallari di Trapani&hellip;, in &ldquo;Libera Universit&agrave; Trapani&rdquo;, a. VII, n. 19 Luglio 1988, doc. 1, p. 159.\">26<\/a><\/sup>. \u00c8 pertanto verosimile che la duchessa e le sue dame commissionarono ad orafi palermitani, napoletani o ad artigiani spagnoli attivi a Palermo nella seconda met\u00e0 del Cinquecento, preziosi gioielli quali catene, pendenti, anelli, bracciali e cinture<sup><a href=\"#footnote_26_981\" id=\"identifier_26_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. C. DI NATALE, Oro, argento e corallo tra committenza ecclesiastica e devozione laica, in Splendori di Sicilia. Arti decorative dal Rinascimento al Barocco, catalogo della mostra a cura di M. C. Di Natale, Milano 2001, p. 28.\">27<\/a><\/sup>. A conferma di ci\u00f2 basti analizzare il testamento<sup><a href=\"#footnote_27_981\" id=\"identifier_27_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASSc, notaio Pietro Falco, vol. 265, 1557-1558, ind. I, cc. 476-482: Testamentum pro Ill.ma&hellip;, cit. in I. NAVARRA, I coralli dei corallari di Trapani&hellip;, in &ldquo;Libera Universit&agrave; Trapani&rdquo;, a. VII, n. 19 Luglio 1988, doc. 1, pp. 157-161.\">28<\/a><\/sup> (1557) e l\u2019inventario<sup><a href=\"#footnote_28_981\" id=\"identifier_28_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASSc, notaio Pietro Falco, vol. 265, 1557-1558, ind. I, cc. 419-425: Inventarium bonorum quondam Ill.me D.ne Ducisse Bisbone cit. in I. NAVARRA, I coralli dei corallari di Trapani&hellip;, in &ldquo;Libera Universit&agrave; Trapani&rdquo;, a. VII, n. 19 Luglio 1988, doc. 4, pp. 162-169.\">29<\/a><\/sup> (1558) dei beni della duchessa Isabella, custoditi presso l\u2019Archivio di Stato di Sciacca e fino ad ora poco indagati dagli studiosi<sup><a href=\"#footnote_29_981\" id=\"identifier_29_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"I. NAVARRA, I coralli dei corallari di Trapani&hellip;, in &ldquo;Libera Universit&agrave; Trapani&rdquo;, a. VII, n. 19 Luglio 1988, pp. 151-169; R. F. MARGIOTTA, Gioielli e suppellettili d&rsquo;argento nelle corti dei Moncada tra XVI e XVII secolo, in J. RIVAS CARMONA (a cura di), Estudios de Plateria, Murcia 2010, pp. 423-432.\">30<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel lungo inventario sono descritte varie tipologie di gioielli e arredi personali come braccialetti, cinture, anelli d\u2019oro con diamanti, smeraldi e rubini, medaglie, bottoni, corone di rosario, quadri, libri, cappelli, mantelli, borse e guanti, gilet, corpetti, stoffe, fazzoletti, cuscini, lenzuola. I materiali segnalati sono: smeraldi, diamanti, oro, rubini, coralli, cristallo, argento, avorio, damasco, taffit\u00e0, velluto, raso, broccato, tela di Olanda, tela di Calambraj, tela di Tunisi, seta di Napoli, cuoio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le opere pi\u00f9 interessanti per tipologia e per preziosit\u00e0 si segnalano: \u00abuna roccia di curallj cum uno Crucifissu et Santo Francisco intro una caxetta\u00bb (si tratta di una sacra composizione con il Crocifisso e S. Francesco posti su una piccola montagna fatta di corallo, all\u2019interno di una scatola, detta scarabattola, fornita di vetri che permettevano la visione delle sacre immagini), \u00abuno agnus dej ingastato di argento\u00bb (\u00e8 un particolare monile, un pendente di forma ovoidale fornito di tre catenelle, che raffigurava l\u2019<em>Agnus Dei <\/em>ovvero l\u2019Agnello mistico e veniva indossato per la forte valenza apotropaica)<sup><a href=\"#footnote_30_981\" id=\"identifier_30_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. M. C. DI NATALE, scheda I, 3, in Il Tesoro nascosto. Gioie e argenti per la Madonna di Trapani, catalogo della mostra a cura di M. C. Di Natale e V. Abbate, Palermo 1995, pp. 99-100.\">31<\/a><\/sup>, \u00abun quadreto cum la immagini di santo Francisco et santo Hieronimo cum due portj undi su dipictj santo Francisco et santo Saverio\u00bb (\u00e8 la descrizione di un trittico con due sportelli laterali che all\u2019apertura mostravano le facce dipinte con figure di santi), \u00abuna smiralda di oru con la figura di Herculj sculpita di calmeo\u00bb (\u00e8 un gioiello d\u2019oro con al centro scolpita a bassorilievo la figura di Ercole di cammeo), \u00absessanta pernj grossi cum soi partituri di oro grossi cum la chruchj che tutti cum li pernj sunnu una curuna\u00bb (si tratta di una corona di rosario), \u00abuna chinta di oru cum chinquanta pezi di pernj diamanti et rubini et ala punta chi \u00e8 una la broncha smiralda\u00bb (cintura d\u2019oro con perni di diamanti e rubini e con una bronchia di smeraldi)<sup><a href=\"#footnote_31_981\" id=\"identifier_31_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASSc, notaio Pietro Falco, vol. 265, 1557-1558, ind. I, cc. 419-425: Inventarium bonorum&hellip;, cit. in I. NAVARRA, I coralli dei corallari di Trapani&hellip;, in &ldquo;Libera Universit&agrave; Trapani&rdquo;, a. VII, n. 19 Luglio 1988, doc. 4, pp. 163, 165-166.\">32<\/a><\/sup>. Tra i materiali descritti merita attenzione il corallo, che chiaramente proveniva da Trapani dove gi\u00e0 nel XVI secolo operavano numerosi maestri corallari<sup><a href=\"#footnote_32_981\" id=\"identifier_32_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. COSTANZA, Per una storia dei corallari in L&rsquo;arte del corallo in Sicilia, catalogo della mostra a cura di C. Maltese e M. C. Di Natale, Palermo 1986, pp. 25-49; V. ABBATE, Le vie del corallo: maestranze, committenti e cultura artistica in Sicilia tra Sei e Settecento in L&rsquo;arte del corallo&hellip;, 1986, p. 53; A. PRECOPI LOMBARDO, L&rsquo;artigianato trapanese dal XIV al XIX secolo, Trapani 1987; M. C. DI NATALE, I maestri corallari trapanesi dal XVI al XIX secolo in Materiali preziosi dalla terra e dal mare nell&rsquo;arte trapanese e della Sicilia occidentale tra il XVIII e il XIX secolo, catalogo della mostra a cura di M. C. Di Natale, Palermo 2003, pp. 23-52; Il tesoro dell&rsquo;isola: capolavori siciliani in argento e corallo dal XV al XVIII secolo, a cura di S. Rizzo, Catania 2008.\">33<\/a><\/sup>. In particolare vengono segnalate alcune immagini di San Giorgio, di San Cristoforo e della Veronica, due anelli, \u00abuno fiscaletto\u00bb e una gamba. Tra gli oggetti in argento: un immagine raffigurante da un lato il Crocifisso e dall\u2019altro la Deposizione, una saliera, due cucchiai, un sigillo con le insegne, un calice con patena in argento dorato, un secchiello per l\u2019acqua benedetta, due candelieri. Ancora sono presenti un cane di pietra o marmo, quattro statuette di legno di Santa Barbara, Santa Chiara, San Domenico e San Giovanni Battista, una medaglia d\u2019oro con l\u2019immagine della Nativit\u00e0, un crocifisso di osso di balena<sup><a href=\"#footnote_33_981\" id=\"identifier_33_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASSc, notaio Pietro Falco, vol. 265, 1557-1558, ind. I, cc. 419-425: Inventarium bonorum&hellip;, cit. in I. NAVARRA, I coralli dei corallari di Trapani&hellip;, in &ldquo;Libera Universit&agrave; Trapani&rdquo;, a. VII, n. 19 Luglio 1988, doc. 4, pp. 164, 167.\">34<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non potevano mancare i dipinti, probabilmente di piccolo formato per la devozione privata: oltre al gi\u00e0 citato quadro con i santi Francesco e Girolamo, si segnalano almeno sette quadri che raffiguravano il Santo Volto, la Coronazione di spine, la Madonna col Bambino, un\u2019altra Madonna, la Deposizione dalla croce, \u201clo ministerio dila Passioni\u201d, la Resurrezione <sup><a href=\"#footnote_34_981\" id=\"identifier_34_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASSc, notaio Pietro Falco, vol. 265, 1557-1558, ind. I, cc. 419-425: Inventarium bonorum&hellip;, cit. in I. NAVARRA, I coralli dei corallari di Trapani&hellip;, in &ldquo;Libera Universit&agrave; Trapani&rdquo;, a. VII, n. 19 Luglio 1988, doc. 4, p. 166.\">35<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interessanti sono ancora i numerosi libri, taluni forniti di coperte preziose, citati nell\u2019inventario: \u00abitem uno libro di li Evangeli cum soj buccoli di argento, item un altro libro cum la cuperta di parchimino bianco di la Vita di lo imperador, item uno libretto pichulo cuperto di parchimino chiamato Desideruso, item uno libretto vecho di la vita di la biata Camilla di Urbino, item uno altro libretto pichulo cuperto di parchimino bianco di la Vittoria del marchisi di Piscara\u00bb<sup><a href=\"#footnote_35_981\" id=\"identifier_35_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASSc, notaio Pietro Falco, vol. 265, 1557-1558, ind. I, cc. 419-425: Inventarium bonorum&hellip;, cit. in I. NAVARRA, I coralli dei corallari di Trapani&hellip;, in &ldquo;Libera Universit&agrave; Trapani&rdquo;, a. VII, n. 19 Luglio 1988, doc. 4, pp. 166-167.\">36<\/a><\/sup>. Tutto ci\u00f2 dimostra come anche presso il palazzo ducale di Bivona esistesse una <em>Wunderkammer<\/em> ovvero una stanza delle meraviglie dove venivano custoditi i tesori di famiglia, alla pari delle migliori dimore patrizie siciliane del Cinquecento<sup><a href=\"#footnote_36_981\" id=\"identifier_36_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Wunderkammer siciliana: alle origini del museo perduto, a cura di V. Abbate, Napoli 2001.\">37<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La duchessa Isabella mor\u00ec a Sciacca il 3 gennaio 1558 dopo un difficile parto e secondo alcune fonti venne sepolta nella prima chiesa del collegio dei Gesuiti di Bivona da lei fortemente voluta e finanziata e dove fu, probabilmente, costruito un monumento sepolcrale<sup><a href=\"#footnote_37_981\" id=\"identifier_37_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"H. RAHNER, Ignazio di Loyola&hellip;, 1968, p. 688.\">38<\/a><\/sup>. La chiesa in questione \u00e8 quella di S. Sebastiano, oggi detta di S. Chiara (1554-1587 circa), recentemente ricostruita <em>ex novo<\/em>, ma di cui rimane il portale tardo manierista in pietra<sup><a href=\"#footnote_38_981\" id=\"identifier_38_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. TORNATORE, Arti decorative nella ex chiesa del collegio dei Gesuiti di Bivona in &ldquo;OADI Rivista dell&rsquo;Osservatorio per le Arti Decorative in Italia&rdquo;, n. 2, 2010.\">39<\/a><\/sup>. E\u2019 probabile che il corpo di Isabella non venne mai sepolto in questa chiesa perch\u00e9 venne completata soltanto nel 1587 quando il duca era morto da dodici anni e potrebbe trovarsi nel luogo provvisorio designato dalla stessa duchessa l\u2019\u00abAbbatia Grandi di Xacca\u00bb, ovvero la chiesa di S. Maria dell\u2019Itria detta della Badia grande a Sciacca<sup><a href=\"#footnote_39_981\" id=\"identifier_39_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"I. NAVARRA, I coralli dei corallari di Trapani&hellip;, in &ldquo;Libera Universit&agrave; Trapani&rdquo;, a. VII, n. 19 Luglio 1988, pp. 151-169.\">40<\/a><\/sup>. Non \u00e8 nemmeno documentata una traslazione del corpo alla nuova chiesa dei Gesuiti, nella parte settentrionale del paese, oggi Chiesa Madre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la morte di Isabella, il duca Pietro spos\u00f2 in seconde nozze nel 1563 Angela La Cerda, figlia del nuovo vicer\u00e8, il duca di Medinaceli, la quale continu\u00f2 presso il palazzo ducale di Bivona lo stile di vita lussuoso della duchessa Isabella<sup><a href=\"#footnote_40_981\" id=\"identifier_40_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"F. D&rsquo;AVENIA, Il mercato degli onori: i titoli di don nella Sicilia spagnola, in &ldquo;Mediterranea. Ricerche storiche&rdquo;, a. III, agosto 2006, n. 7, p. 278.\">41<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questo secondo matrimonio nacque un solo figlio, Giovanni, che nel 1576, dopo la morte del padre (1575), ne eredit\u00f2 i beni e i titoli. Nel 1584 furono ceduti alla sorellastra Aloisia (Luisa), primogenita di Pietro e Isabella, che nel 1592, in seguito alla morte del fratellastro Giovanni, assunse l\u2019investitura della ducea di Bivona. Due anni prima, nel 1590, il duca Giovanni aveva donato ai Gesuiti il quadro (anch\u2019esso perduto) raffigurante la Madonna della Neve che fu collocato sull\u2019altare maggiore della chiesa gesuita di S. Sebastiano per poi essere trasferito, alla fine del \u2018500, nella nuova chiesa<sup><a href=\"#footnote_41_981\" id=\"identifier_41_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. MARRONE, Storia delle Comunit&agrave;&hellip;, 1997, p. 171.\">42<\/a><\/sup>. E\u2019 probabile che negli stessi anni il duca abbia finanziato l\u2019acquisto del quadro per l\u2019altare maggiore della chiesa del convento dei Cappuccini, raffigurante la Madonna degli Angeli, realizzato da un pittore fiammingo, Ettore Cruzer o Cornelio<sup><a href=\"#footnote_42_981\" id=\"identifier_42_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"V. ABBATE, I tempi del Caravaggio: situazione della pittura in Sicilia (1580-1625), in Caravaggio in Sicilia, il suo tempo, il suo influsso, catalogo della mostra, Palermo 1984, p. 65; IDEM, Cruzer Ettore, ad vocem, in L. Sarullo, Dizionario degli artisti Siciliani, vol. II, Pittura, a cura di M. A. Spadaro, Palermo 1993, pp. 120-121; A. MARRONE, Artisti bivonesi dell&rsquo;et&agrave; moderna, in L&rsquo;isola ricercata. Inchieste sui centri minori della Sicilia secoli XVI-XVIII, atti del convegno di studi (Campofiorito, 12-13 Aprile 2003), a cura di A. G. Marchese, Palermo 2008, pp. 319-320.\">43<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche Aloisia, come il padre e il fratellastro, fu molto legata a Bivona e alla corte ducale dove visse fino al 1567, quando spos\u00f2 don Cesare Moncada, principe di Patern\u00f2, trasferendosi definitivamente a Caltanissetta<sup><a href=\"#footnote_43_981\" id=\"identifier_43_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. MARRONE, Storia delle Comunit&agrave;&hellip;, 1997, p. 153; La Sicilia dei Moncada. Le corti, l&rsquo;arte e la cultura nei secoli XVI-XVII, a cura di L. Scalisi, Catania 2006.\">44<\/a><\/sup>. La duchessa port\u00f2 con s\u00e9, oltre alla ricca dote di 40.000 scudi in danaro, svariati manufatti come biancheria, gioielli e sette arazzi con le storie di Alessandro  Magno, provenienti dalla sua casa natale<sup><a href=\"#footnote_44_981\" id=\"identifier_44_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"R. ZAFFUTO ROVELLO, Cultura e corte nella Caltanissetta del Cinquecento, in La Sicilia dei Moncada&hellip;, 2006, p. 278; Le pretiose merci della Sapientia, a cura di R. Zaffuto Rovello, catalogo della mostra (Catania 12 marzo-12 aprile 2007), Palermo 2007, p. 18.\">45<\/a><\/sup>. A Caltanissetta cre\u00f2 una splendida corte frequentata da molti artisti e uomini di cultura, cos\u00ec come aveva fatto la madre Isabella a Bivona<sup><a href=\"#footnote_45_981\" id=\"identifier_45_981\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"B. MANCUSO, L&rsquo;Arte signorile d&rsquo;adoprare le ricchezze. I Moncada mecenati e collezionisti tra Caltanissetta e Palermo (1553-1672), in La Sicilia dei Moncada&hellip;, 2006, pp. 98-109.\">46<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Appendice Documentaria<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Archivio di Stato di Sciacca, notaio Pietro Falco, vol. 265, a. 1557-1558, ind. I, cc. 419-425.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>INVENTARIUM BONORUM QUONDAM ILL.ME D.NE DUCISSE BISBONE<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gioielli:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026] una joya cum ycula di oro cum soi trj pernj et sua smiralda. Item una altra joya di oru cum trj pernj grossi cum uno diamanti et uno rubino. Item una cruchi di deamanti cum sei pernj. Item un&#8217;altra joya cum uno diamanti cum quattro rubinj. Item due brazalettj di oru cum sidichj camafei per uno. Item una chinta di oru cum chinquanta pezi di pernj diamanti et rubinj at ala punta chi \u00e8 una la broncha smiralda. Item uno curdunj di chinchirj di oru cum vintj una petra di Lazaro et cum quatordichi paternostra grossi di oru cum soj rubinij cum novantachinco paternostra di oru pivuli. Item una smiralda di oru con la figura di Herculj sculpita di calmeo. Item uno anello di oro cum uno diamanti et quatro punti. Item uno altro anello di oro cum suo diamanti grandi. Item uno altro anello grandi di oro cum una smiralda. Item uno altro anello grandi cum uno rubbino grandi. Item uno altro anello di oro cum septi diamanti pichuli et quatro robbinj pichuli. Item uno altro anello di oro cum otto rubini in mezzo una punta di diamanti [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Coralli:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026] item una roccia di curallj cum uno Crucifissu et Santo Francisco intro una caxetta. Item quatro coralli infilati in una catinella di oro. Item uno paro di paternostra di curallj cum dechinovi partituri di oru pichulj li quali chi beneditti dilo papa. Item una immagini di santo Georgio di curallj. Item uno altro di santo Christofano. Item una Vironica di curallj. Item duj anelli di curallj. Item una tavoletta di curallj, uno fiscaletto di curallj et una gamba di curallj [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Argenti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026] item una immagini di argento: in una banda lu crucifissu et laltra banda quando nostro Signuri discisi dila cruchj. Item due pignatelli di argento pichuli et una firmaturella di argento. Item un&#8217;altra tazetta di argento picula. Item uno panaretto di argento. Item uno fiaschetto di argento. Item duj candilirettj pichulj di argento. Item una cazoletta di argento. Item uno vaschiletto di argento. Item uno vachilj grandi di argento di lavari la testa. Item uno fiscaletto di argento. Item uno pumo di argento. Item una salera di argento diaurata. Item dui cucharellj di argento. Item uno sigillo di argento cum soj armi. Item uno calachj cum sua patena di argento deaurati intro sua inbesta. Item uno brayeri seu conca di focu di argentu. Item uno panarettu di argentu.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dipinti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026] Item uno quatro del vulto di nostro Signorj. Item un altro quatro dello incoronamento di nostro Signorj. Item un altro quatro di nostra Donna cum suo Figlo in braza. Item un altro quatro di nostra Donna diaurata cum li lettiri di oru. Item un altro quatro antico cum lo Ministeri odila passioni di due portj. Item un altro quadreto pichulo undi chi \u00e8 pinto nostro Signorj quando discisi dila cruchj cum sua catinella di oru. Item un altro quadreto pichulo di nostra Donna cum sua catinella di argento. Item un altro quadreto cum la immagini di santo Francisco et santo Hieronimo cum due portj undi su dipictj santo Francisco et santo Saverio. Item una immagini dila Resurressionj. Item un&#8217;altra immaginj dila oracioni di mortu [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sculture in legno:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026] Item quatro santuchj di ligno di santa Barbara, santa Clara, santo Domenico et san Jouan Battista [\u2026].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Libri:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026] Item uno libro di Evangeli cum soj buccoli di argento. Item uno altro libro cum la cuperta hornata vecho dili ephigie di santo Geronimo. Item un altro libro cum la cuperta di parchimino bianco dila Vita dilo imperador. Item uno altro libro cum la cuperta hornata del transito di santo Geronimo. Item altri dui libri di cuperta azoli lavorati di oru intranbo dila Sagra scrittura. Item uno officiolo cum sua cuperta di villuto camixino cum soj buccoli di argento diauratj di parchimino dilo officiolo di nostra Donna. Item item tri officioli di parchimino uno cum la sua imbesta buccola di argento [\u2026].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tessuti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026] Item uno manto di sita guarnuto cum duj listi di sita di oro et camexino. Item uno gippuni di raso usato. Item uno manto di brocato. Item uno cappello di villuto nigro. Item item una mantellina di villuto nigro infurrata di felpa di bardigla et bianca. Item quaranta uno linzolo di tila di Landa. Item cultrichelli di poniri supra li spalli. Item quatro coxini grandi et duj pichulj lavurati di sita virdi di tila di Landa. Item uno coxinetto di tafita carmexino guarnuto di gruppi di oru chino di rosj. Item trj tovagliettj di Calambraj. Item uno muscaloro di sita bianca incarnata et oro inbugliato intro un pezo di tafita bianco. Item uno coteto di panno di Spagna guarnuto di villuto usato [\u2026].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ABBREVIAZIONI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ASSc: Archivio di Stato di Sciacca<\/p>\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_981\" class=\"footnote\">F. SAN MARTINO DE SPUCCHES, <em>La storia dei feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia<\/em>, Palermo 1924, pp. 359-362; A. MARRONE, <em>Bivona citt\u00e0 feudale<\/em>, vol. I, Caltanissetta 1987, pp. 85-95.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_981\" class=\"footnote\">A. MARRONE, <em>Bivona&#8230;<\/em>, 1987, pp. 86-87.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_2_981\" class=\"footnote\">I. SCATURRO, <em>Il caso di Sciacca: episodio di storia siciliana<\/em>, sec. XV-XVI, Mazara del Vallo 1948; A. MARRONE, <em>Bivona&#8230;<\/em>, 1987, pp. 140-150; D. LIGRESTI, <em>Sicilia aperta (secoli XV-XVII). Mobilit\u00e0 di uomini e idee nella Sicilia spagnola<\/em>, Quaderno n. 3 di \u201cMediterranea-Ricerche storiche\u201d, Palermo 2006, p. 123.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_2_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_3_981\" class=\"footnote\">F. M. EMANUELE E GAETANI MARCHESE DI VILLABIANCA, <em>Della Sicilia Nobile<\/em>, Palermo 1754-1759, vol. 2, p.159; F. SAN MARTINO DE SPUCCHES, <em>La storia dei feudi\u2026<\/em>, 1924, pp. 359-362.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_3_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_4_981\" class=\"footnote\">V. DI GIOVANNI, <em>Del Palermo restaurato<\/em>, in <em>Biblioteca storica e letteraria di Sicilia<\/em>, serie seconda, vol. I, a cura di G. Di Marzo, Palermo 1872, pp.338-339.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_4_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_5_981\" class=\"footnote\">H. RAHNER, <em>Ignazio di Loyola e le donne del suo tempo<\/em>, Milano 1968, pp. 651-688.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_5_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_6_981\" class=\"footnote\">P. TACCHI VENTURI, <em>Storia della Compagnia di Ges\u00f9 in Italia narrata col sussidio di fonti inedite<\/em>, vol. II, Roma 1950, pp. 477-478.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_6_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_7_981\" class=\"footnote\">A. CHIRCO, <em>Palermo. La citt\u00e0 ritrovata. Itinerari fuori le mura<\/em>, Palermo 2006, p. 317.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_7_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_8_981\" class=\"footnote\">A. MARRONE, <em>Bivona\u2026<\/em>, 1987, p. 152. D. LIGRESTI, <em>Sicilia aperta\u2026., <\/em>2006, pp. 32-33.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_8_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_9_981\" class=\"footnote\">A. MARRONE, <em>Bivona&#8230;<\/em>, 1987, p. 160.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_9_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_10_981\" class=\"footnote\">Per la suddivisione dei quartieri di Bivona cfr. A. MARRONE, <em>Bivona&#8230;<\/em>, 1987, pp. 198-203.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_10_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_11_981\" class=\"footnote\">A. MARRONE, <em>Bivona dal 1812 al 1881<\/em>, Bivona 2001, pp. 90, 432<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_11_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_12_981\" class=\"footnote\">F. SAN MARTINO DE SPUCCHES, <em>La storia dei feudi\u2026<\/em>, Palermo 1924, p. 359. <span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_12_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_13_981\" class=\"footnote\">P. TACCHI VENTURI, <em>Storia della Compagnia di Ges\u00f9\u2026, <\/em>vol. II, Roma 1950, pp. 476-478; A. MARRONE, <em>Storia delle Comunit\u00e0 Religiose e degli Edifici Sacri di Bivona<\/em>, Bivona 1997, pp. 303-305.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_13_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_14_981\" class=\"footnote\">A. MARRONE, <em>Storia delle Comunit\u00e0&#8230;<\/em>, 1997, pp. 305-306.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_14_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_15_981\" class=\"footnote\">A. MARRONE, <em>Storia delle Comunit\u00e0&#8230;<\/em>, 1997, pp. 389-390; A. I. LIMA, <em>Architettura e Urbanistica dei Gesuiti in Sicilia<\/em>, Palermo 2001, pp. 119-120; S. TORNATORE, <em>Arti decorative nella ex chiesa del collegio dei Gesuiti di Bivona in \u201cOADI Rivista dell&#8217;Osservatorio per le Arti Decorative in Italia\u201d, n. 2, 2010.<\/em> Era nelle intenzioni del duca la costruzione di una tomba patrizia all\u2019interno di questa chiesa, ma non \u00e8 certo che la coppia sia stata realmente seppellita qui (cfr. A. MARRONE, <em>Storia delle Comunit\u00e0&#8230;<\/em>, 1997, p. 308 e H. RAHNER, <em>Ignazio di Loyola\u2026<\/em>, 1968, p. 688).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_15_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_16_981\" class=\"footnote\">A. MARRONE, <em>Storia delle Comunit\u00e0&#8230;<\/em>, 1997, pp. 308-309.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_16_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_17_981\" class=\"footnote\">P. TACCHI VENTURI, <em>Storia della Compagnia di Ges\u00f9&#8230;<\/em>, 1950, p. 477<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_17_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_18_981\" class=\"footnote\">D. LIGRESTI, <em>Sicilia aperta\u2026, <\/em>2006, p. 299.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_18_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_19_981\" class=\"footnote\">A. MARRONE, <em>Storia delle Comunit\u00e0&#8230;<\/em>, 1997, pp. 303-305.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_19_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_20_981\" class=\"footnote\">F. D. FARELLA, <em>Bivona e i Cappuccini. Storia e Arte<\/em>, in \u201cFiamma Serafica\u201d, a. LIII, n. 6, 1974, pp. 76-78; A. MARRONE, <em>Storia delle Comunit\u00e0&#8230;<\/em>, 1997, p. 348.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_20_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_21_981\" class=\"footnote\">T. VISCUSO, <em>scheda n. 7, in XI Catalogo di opere d\u2019arte restaurate (1976-78),<\/em> Palermo 1980, pp. 56-59.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_21_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_22_981\" class=\"footnote\">A. MARRONE, <em>Bivona\u2026<\/em>, 1987, p. 265; ASSc, <em>notaio Pietro Falco<\/em>, vol. 265, 1557-1558, ind. I, cc. 476-482: <em>Testamentum pro Ill.ma D. Donna Isabella de Vega et Luna Ducissa Bisbone<\/em>, cit. in I. NAVARRA, <em>I coralli dei corallari di Trapani fra i gioielli di Isabella de Vega e Luna, Duchessa di Bivona,<\/em> in \u201cLibera Universit\u00e0 Trapani\u201d, a. VII, n. 19 Luglio 1988, doc. 1, p. 159; A. MARRONE, <em>Storia delle<\/em> <em>Comunit\u00e0&#8230;<\/em>, 1997, pp. 331, 347.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_22_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_23_981\" class=\"footnote\">A. MARRONE, <em>Bivona&#8230;<\/em>, 1987, p. 152.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_23_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_24_981\" class=\"footnote\">I. NAVARRA, <em>I coralli dei corallari di Trapani\u2026,<\/em> in \u201cLibera Universit\u00e0 Trapani\u201d, a. VII, n. 19 Luglio 1988, pp. 158-159.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_24_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_25_981\" class=\"footnote\">ASSc, <em>notaio Pietro Falco<\/em>, vol. 265, 1557-1558, ind. I, cc. 476-482: <em>Testamentum pro Ill.ma\u2026<\/em>, cit. in I. NAVARRA, <em>I coralli dei corallari di Trapani\u2026,<\/em> in \u201cLibera Universit\u00e0 Trapani\u201d, a. VII, n. 19 Luglio 1988, doc. 1, p. 159.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_25_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_26_981\" class=\"footnote\">M. C. DI NATALE, <em>Oro, argento e corallo tra committenza ecclesiastica e devozione laica<\/em>, in <em>Splendori di Sicilia. Arti decorative dal Rinascimento al Barocco<\/em>, catalogo della mostra a cura di M. C. Di Natale, Milano 2001, p. 28.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_26_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_27_981\" class=\"footnote\">ASSc, <em>notaio Pietro Falco<\/em>, vol. 265, 1557-1558, ind. I, cc. 476-482: <em>Testamentum pro Ill.ma\u2026<\/em>, cit. in I. NAVARRA, <em>I coralli dei corallari di Trapani\u2026,<\/em> in \u201cLibera Universit\u00e0 Trapani\u201d, a. VII, n. 19 Luglio 1988, doc. 1, pp. 157-161. <span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_27_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_28_981\" class=\"footnote\">ASSc, <em>notaio Pietro Falco<\/em>, vol. 265, 1557-1558, ind. I, cc. 419-425: <em>Inventarium bonorum quondam Ill.me D.ne Ducisse Bisbone <\/em>cit. in<em> <\/em>I. NAVARRA, <em>I coralli dei corallari di Trapani\u2026,<\/em> in \u201cLibera Universit\u00e0 Trapani\u201d, a. VII, n. 19 Luglio 1988, doc. 4, pp. 162-169.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_28_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_29_981\" class=\"footnote\">I. NAVARRA, <em>I coralli dei corallari di Trapani\u2026,<\/em> in \u201cLibera Universit\u00e0 Trapani\u201d, a. VII, n. 19 Luglio 1988, pp. 151-169; R. F. MARGIOTTA, <em>Gioielli e suppellettili d\u2019argento nelle corti dei Moncada tra XVI e XVII secolo<\/em>, in J. RIVAS CARMONA (a cura di), <em>Estudios de Plateria<\/em>, Murcia 2010, pp. 423-432.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_29_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_30_981\" class=\"footnote\">Cfr. M. C. DI NATALE, <em>scheda I, 3, in Il Tesoro nascosto. Gioie e argenti per la Madonna di Trapani<\/em>, catalogo della mostra a cura di M. C. Di Natale e V. Abbate, Palermo 1995, pp. 99-100.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_30_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_31_981\" class=\"footnote\">ASSc, <em>notaio Pietro Falco<\/em>, vol. 265, 1557-1558, ind. I, cc. 419-425: <em>Inventarium bonorum\u2026, <\/em>cit. in<em> <\/em>I. NAVARRA, <em>I coralli dei corallari di Trapani\u2026,<\/em> in \u201cLibera Universit\u00e0 Trapani\u201d, a. VII, n. 19 Luglio 1988, doc. 4, pp. 163, 165-166.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_31_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_32_981\" class=\"footnote\">S. COSTANZA, <em>Per una storia dei corallari<\/em> in <em>L\u2019arte del corallo in Sicilia<\/em>, catalogo della mostra a cura di C. Maltese e M. C. Di Natale, Palermo 1986, pp. 25-49; V. ABBATE, <em>Le vie del corallo: maestranze, committenti e cultura artistica in Sicilia tra Sei e Settecento<\/em> in <em>L\u2019arte del corallo\u2026,<\/em> 1986, p. 53; A. PRECOPI LOMBARDO, <em>L\u2019artigianato trapanese dal XIV al XIX secol<\/em>o, Trapani 1987; M. C. DI NATALE, <em>I maestri corallari trapanesi dal XVI al XIX secolo<\/em> in <em>Materiali preziosi dalla terra e dal mare nell\u2019arte trapanese e della Sicilia occidentale tra il XVIII e il XIX secolo<\/em>, catalogo della mostra a cura di M. C. Di Natale, Palermo 2003, pp. 23-52; <em>Il tesoro dell\u2019isola: capolavori siciliani in argento e corallo dal XV al XVIII secolo<\/em>, a cura di S. Rizzo, Catania 2008.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_32_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_33_981\" class=\"footnote\">ASSc, <em>notaio Pietro Falco<\/em>, vol. 265, 1557-1558, ind. I, cc. 419-425: <em>Inventarium bonorum\u2026, <\/em>cit. in<em> <\/em>I. NAVARRA, <em>I coralli dei corallari di Trapani\u2026,<\/em> in \u201cLibera Universit\u00e0 Trapani\u201d, a. VII, n. 19 Luglio 1988, doc. 4, pp. 164, 167.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_33_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_34_981\" class=\"footnote\">ASSc, <em>notaio Pietro Falco<\/em>, vol. 265, 1557-1558, ind. I, cc. 419-425: <em>Inventarium bonorum\u2026, <\/em>cit. in<em> <\/em>I. NAVARRA, <em>I coralli dei corallari di Trapani\u2026,<\/em> in \u201cLibera Universit\u00e0 Trapani\u201d, a. VII, n. 19 Luglio 1988, doc. 4, p. 166.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_34_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_35_981\" class=\"footnote\">ASSc, <em>notaio Pietro Falco<\/em>, vol. 265, 1557-1558, ind. I, cc. 419-425: <em>Inventarium bonorum\u2026, <\/em>cit. in<em> <\/em>I. NAVARRA, <em>I coralli dei corallari di Trapani\u2026,<\/em> in \u201cLibera Universit\u00e0 Trapani\u201d, a. VII, n. 19 Luglio 1988, doc. 4, pp. 166-167.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_35_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_36_981\" class=\"footnote\"><em>Wunderkammer siciliana: alle origini del museo perduto<\/em>, a cura di V. Abbate, Napoli 2001.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_36_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_37_981\" class=\"footnote\">H. RAHNER, <em>Ignazio di Loyola\u2026<\/em>, 1968, p. 688.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_37_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_38_981\" class=\"footnote\">S. TORNATORE, <em>Arti decorative nella ex chiesa del collegio dei Gesuiti di Bivona<\/em> in \u201cOADI Rivista dell&#8217;Osservatorio per le Arti Decorative in Italia\u201d, n. 2, 2010.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_38_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_39_981\" class=\"footnote\">I. NAVARRA, <em>I coralli dei corallari di Trapani\u2026,<\/em> in \u201cLibera Universit\u00e0 Trapani\u201d, a. VII, n. 19 Luglio 1988, pp. 151-169.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_39_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_40_981\" class=\"footnote\">F. D\u2019AVENIA, <em>Il mercato degli onori: i titoli di don nella Sicilia spagnola,<\/em> in \u201cMediterranea. Ricerche storiche\u201d, a. III, agosto 2006, n. 7, p. 278.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_40_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_41_981\" class=\"footnote\">A. MARRONE, <em>Storia delle Comunit\u00e0\u2026<\/em>, 1997, p. 171.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_41_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_42_981\" class=\"footnote\">V. ABBATE, <em>I tempi del Caravaggio: situazione della pittura in Sicilia (1580-1625<\/em>), in <em>Caravaggio in Sicilia, il suo tempo, il suo influsso<\/em>, catalogo della mostra, Palermo 1984, p. 65; IDEM, <em>Cruzer Ettore<\/em>, <em>ad vocem<\/em>, in L. Sarullo, <em>Dizionario degli artisti Siciliani<\/em>, vol. II, <em>Pittura<\/em>, a cura di M. A. Spadaro, Palermo 1993, pp. 120-121; A. MARRONE, <em>Artisti bivonesi dell\u2019et\u00e0 moderna<\/em>, in <em>L\u2019isola ricercata. Inchieste sui centri minori della Sicilia secoli XVI-XVIII<\/em>, atti del convegno di studi (Campofiorito, 12-13 Aprile 2003), a cura di A. G. Marchese, Palermo 2008, pp. 319-320.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_42_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_43_981\" class=\"footnote\">A. MARRONE, <em>Storia delle Comunit\u00e0\u2026<\/em>, 1997, p. 153; <em>La Sicilia dei Moncada. Le corti, l\u2019arte e la cultura nei secoli XVI-XVII<\/em>, a cura di L. Scalisi, Catania 2006.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_43_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_44_981\" class=\"footnote\">R. ZAFFUTO ROVELLO, <em>Cultura e corte nella Caltanissetta del Cinquecento,<\/em> in <em>La Sicilia dei Moncada\u2026, <\/em>2006, p. 278; <em>Le pretiose merci della Sapientia<\/em>, a cura di R. Zaffuto Rovello, catalogo della mostra (Catania 12 marzo-12 aprile 2007), Palermo 2007, p. 18.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_44_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_45_981\" class=\"footnote\">B. MANCUSO, <em>L\u2019Arte signorile d\u2019adoprare le ricchezze. I Moncada mecenati e collezionisti tra Caltanissetta e Palermo (1553-1672),<\/em> in <em>La Sicilia dei Moncada\u2026, <\/em>2006, pp. 98-109.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_45_981\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>salvotornatore@alice.it La corte di Pietro Luna e Isabella Vega, duchi di Bivona DOI: 10.7431\/RIV04012011 La pi\u00f9 importante famiglia feudale di Bivona, in provincia di Agrigento, <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=981\" title=\"Salvatore Tornatore\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":1108,"menu_order":1,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/981"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=981"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/981\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1469,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/981\/revisions\/1469"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1108"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=981"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}