{"id":9,"date":"2010-06-13T00:12:04","date_gmt":"2010-06-13T00:12:04","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=9"},"modified":"2013-06-13T01:13:01","modified_gmt":"2013-06-13T01:13:01","slug":"adriano-amendola","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=9","title":{"rendered":"Adriano Amendola"},"content":{"rendered":"<p><a id=\"anonymous_element_329\">amendolaadriano@virgilio.it<\/a><\/p>\n<h3><strong>Le arti decorative nella Roma Barocca: l\u2019ebanista Giovanni Antonio Fagnini guardaroba di casa Caetani e il tabernacolo della chiesa di San Marcello al Corso<\/strong><\/h3>\n<p>DOI: 10.7431\/RIV01082010<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giovanni Antonio Fagnini \u00e8 ricordato nel 1707 quale munifico committente di un\u00a0 tabernacolo per la chiesa romana di San Marcello al Corso nella <em>Roma sacra e moderna<\/em> di Francesco Posterla: <strong>\u00ab<\/strong>un singolare Reliquiario, composto di pietre pretiose, e tutto disfacibile, il di cui ornamento dovizioso di gioie stimabili fu lodevole invenzione di Carlo Francesco Bizaccheri, che seppe unire le sue spiritose idee alla generosit\u00e0 del Sig. Gio. Antonio Fagnini, di cui f\u00f9 tutta la spesa<strong>\u00bb<\/strong><sup><a href=\"#footnote_0_9\" id=\"identifier_0_9\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"F. POSTERLA, Roma sacra, e moderna abbellita di nuove figure in Rame, e di nuovo ampliata, ed accresciuta con le piu fedeli autorita del Baronio, del Ciaconio, del Panciroli, e d&rsquo;altri gravi autori; nella quale si da esatta notizia delle sacre basiliche, chiese, ospedali, monasteri, confraternite, collegi, librerie, accademia, palazzi, giardini, ville, fontane, pitture, sculture, architetture, e statue che sono dentro e fuori la citt&agrave; [&hellip;], Accresciuta al presente di varie erudizione, ed istorie, e divisa in 14 rioni [&hellip;], con diligenza e studio di Francesco Posterla [&hellip;], In Roma, per Francesco Gonzaga in via Lata, 1707, Roma 1707, p. 352.\">1<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tabernacolo, reliquiario in bronzo dorato, lapislazzuli e pietre dure, \u00e8 ancora collocato nella sua ubicazione originaria (<a title=\"Fig. 1 - Carlo Francesco Bizzaccheri, 1691, Tabernacolo del SS. Crocifisso, Roma, Chiesa di San Marcello al Corso, Cappella del SS. Crocifisso, con gli sportelli chiusi.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/ame1.jpg\">Fig. 1<\/a>), la quarta cappella a destra, dove si trova dal 1691, come ricorda l\u2019iscrizione sulla fascia bronzea inferiore<sup><a href=\"#footnote_1_9\" id=\"identifier_1_9\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"&laquo;Gio.Antonio.Fagnini.Donavit.L&rsquo;Anno.1691&raquo;.\">2<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 2 - Carlo Francesco Bizzaccheri, 1691, Tabernacolo del SS. Crocifisso, Roma, Chiesa di San Marcello al Corso, Cappella del SS. Crocifisso, particolare dell\u2019iscrizione sul Tabernacolo.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/ame2.jpg\">Fig. 2<\/a>), seppur manchevole dei due putti e dei due angeli inginocchiati che ne coronavano la sommit\u00e0, come testimonia una fotografia dei primi anni Sessanta del Novecento (<a title=\"Fig. 3 - Fotografia antecedente al furto delle statue del coronamento, 1960 circa, Roma, Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (neg. F 12710).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/ame3.jpg\">Fig. 3<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Aprendo i due sportelli, l\u2019interno si presenta ornato di sei colonne tortili in ebano, disposte simmetricamente e sormontate da capitelli bronzei, a formare un piccolo altare, con una fascia di pietre commesse e un grande zaffiro bianco incastonato al centro della lunetta, sebbene privo di alcune delle decorazioni originali a causa di rimaneggiamenti otto-novecenteschi (<a title=\"Fig. 4 - Carlo Francesco Bizzaccheri, 1691, Tabernacolo del SS. Crocifisso, Roma, Chiesa di San Marcello al Corso, Cappella del SS. Crocifisso, con gli sportelli aperti.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/ame4.jpg\">Fig. 4<\/a>). I lati esterni sono in legno, con una cornice intagliata dorata e due maniglie in ferro per il trasporto (<a title=\"Fig. 5 - Carlo Francesco Bizzaccheri, 1691, Tabernacolo del SS. Crocifisso, Roma, Chiesa di San Marcello al Corso, Cappella del SS. Crocifisso, veduta laterale.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/ame5.jpg\">Fig. 5<\/a>). Il reliquiario \u00e8 posto al centro di una grande predella, donata da Fagnini nel 1689<sup><a href=\"#footnote_2_9\" id=\"identifier_2_9\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"&laquo;Ioannes.Antonius.Fagninus.Donavit.Anno.MDCLXXXIX&raquo;.\">3<\/a><\/sup>, con il fronte in lapislazzulo, riquadri bilobati in agata e cornici in bronzo dorato (<a title=\"Fig. 6 - Carlo Francesco Bizzaccheri, 1689, Tabernacolo del SS. Crocifisso, Roma, Chiesa di San Marcello al Corso, Cappella del SS. Crocifisso, particolare dell\u2019iscrizione sulla predella.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/ame6.jpg\">Figg. 6<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 7 - Carlo Francesco Bizzaccheri, 1689, Tabernacolo del SS. Crocifisso, Roma, Chiesa di San Marcello al Corso, Cappella del SS. Crocifisso, predella (particolare).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/ame7.jpg\">7<\/a>); il ripiano \u00e8 invece rivestito di rame.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019originale ideazione dell\u2019architetto Bizzaccheri e i pregiati materiali scelti esprimono in modo tangibile l\u2019agiatezza e la cultura del committente che, con il ricercato manufatto, intendeva manifestare la sua devozione al Santissimo Crocefisso<sup><a href=\"#footnote_3_9\" id=\"identifier_3_9\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Su Carlo Francesco Bizzacheri si veda N. A. MALLORY, Carlo Francesco Bizzacheri (1655-1721), in &laquo;Journal of the Society of Architectural Historians&raquo;, n. 33, 1974, pp. 27-47; M. CARTA, Un architetto collezionista: Carlo Francesco Bizzacheri, in &laquo;Paragone. Arte&raquo;, n. 36 (429), 1985, pp. 112-130. Per la sua biografia si veda anche In Urbe Architectus. Modelli Disegni Misure La professione dell&rsquo;architetto Roma 1680-1750, catalogo della mostra a cura di B. Contardi, G. Curcio, Roma, Museo Nazionale di Castel Sant&rsquo;Angelo 12 dicembre 1991-29 febbraio 1992, Roma 1991, pp. 323-324, con bibliografia precedente.\">4<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ritrovamento del testamento e dell\u2019inventario dei beni di Fagnini e di altri documenti correlati permettono oggi di far luce su questa singolare figura di ebanista, sul suo legame con l\u2019istituzione religiosa e ancor pi\u00f9 su quello, sconosciuto, con la famiglia Caetani di Sermoneta. Vedovo della moglie Caterina Aversa e privo di eredi, Giovanni Antonio destin\u00f2 i suoi averi all\u2019arciconfraternita del Santissimo Crocefisso, ad eccezione di due candelieri d\u2019argento da tavola offerti alla <strong>\u00ab<\/strong>Cappella della Santissima Concettione posta nella terra di Talara [Tellaro] dello stato di Genova<strong>\u00bb<\/strong>, di uno <strong>\u00ab<\/strong>studiolo con pitture sotto cristallo che fingono pietra<strong>\u00bb<\/strong> assegnato al conte de Fosquin e di un lascito di dieci scudi al collega <strong>\u00ab<\/strong>mastro Cristofaro ebanista abitante al corso incontro alle Convertite<strong>\u00bb<\/strong><sup><a href=\"#footnote_4_9\" id=\"identifier_4_9\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASV, Archiconfraternita SS. Crocifisso in S. Marcello, E-XIX, 1-18, fasc. 7, Legato del sig. Giovanni Antonio Fagnini, ff. sciolti. Nelle carte l&rsquo;ebanista, al quale Fagnini lascia per legato dieci scudi, risponde al nome di Cristoforo Aldgais.\">5<\/a><\/sup>. Nei codicilli aggiunti al testamento sono infine donati <strong>\u00ab<\/strong>all\u2019eccellentissima Signora Donna Anna e Donna Camilla Costanza sorelle Caetani oblate in Tor de Specchi li Ritratti dell\u2019Eccellentissimi Signori Duca Francesco e Duca Filippo Caetani di felice memoria pregandole ad accettare questa mia piccola dimostratione in segno del grande affetto che gli porto e che ho portato all\u2019Eccellentissima loro casa<strong>\u00bb<\/strong><sup><a href=\"#footnote_5_9\" id=\"identifier_5_9\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASR, Trenta Notai Capitolini, ufficio 1, notaio Franciscus Floridus, vol. 850, Testamenti, ff. 369r-378r. Per la trascrizione si veda appendice documentaria I.\">6<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A distanza di due decenni dalla morte del duca Francesco IV Caetani (1683) e del principe Filippo II (1687), Fagnini mostrava di essere ancora molto legato al casato di Sermoneta, tanto da nominare tra i suoi esecutori testamentari il loro computista di casa, Marco Diversi<sup><a href=\"#footnote_6_9\" id=\"identifier_6_9\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASV, Archiconfraternita SS. Crocifisso in S. Marcello, I-V, 4, fasc. 46, Testamento del sig. Giovanni Antonio Fagnini. Nel documento Fagnini dichiara: &laquo;[f. 7v] voglio, che l&rsquo;Archiconfraternita mia erede, ne prendi scudi trentacinque, e ne facci celebrar messe numero trecentocinquanta, cio&egrave; messe doicento all&rsquo;Altare del SS.mo Crocifisso in S. Marcello e messe centocinquanta all&rsquo;Altare di S. Pietro in S. Pudentiana in suffraggio delle anime delle felici memorie dell&rsquo;Eccellentissimi miei Padroni, siano in cielo come appresso; cio&egrave; messe cento per l&rsquo;anima dell&rsquo;Eccellentissimo Signor Duca Francesco Caetani, messe cinquanta per l&rsquo;anima dell&rsquo;Eccellentissima Signora Donna Anna Acquaviva sua consorte, messe cinquanta per l&rsquo;anima dell&rsquo;Eccellentissimo Signor Duca Filippo, messe cinquanta per l&rsquo;anima dell&rsquo;Eccellentissima Signora Duchessa sua consorte, messe cinquanta per l&rsquo;anima dell&rsquo;Eccellentissimo Signor Don Andrea Girolamo figliolo del suddetto Signor Duca Filippo e messe cinquanta per l&rsquo;anima dell&rsquo;Eccellentissima Donna Anna Barberini gi&agrave; consorte dell&rsquo;Eccellentissimo Signor Duca presente Dio conservi [&hellip;]&raquo;\">7<\/a><\/sup>. Un\u2019indagine tra i documenti dell\u2019Archivio Caetani ha permesso di stabilire il tenore di questo legame<sup><a href=\"#footnote_7_9\" id=\"identifier_7_9\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Sulla committenza e sul collezionismo Caetani si veda A. AMENDOLA, I Caetani di Sermoneta. Strategie politiche e storia artistica tra Roma e l&rsquo;Europa nel Seicento, tesi di dottorato in Strumenti e Metodi per la Storia dell&rsquo;Arte, Sapienza Universit&agrave; di Roma, anno accademico 2008\/2009.\">8<\/a><\/sup>, dovuto al fatto che Giovanni Antonio Fagnini fu al servizio della nobile famiglia dal 1650 quando, in veste di ebanista, fu impiegato nell\u2019esecuzione di un prezioso scrittoio, dono per il Re di Spagna, presso la cui corte i Caetani erano tenuti in grande considerazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019importante commissione valse a Fagnini una retribuzione di oltre millesettecento scudi e il viaggio a Madrid, per sovrintendere al trasporto delle casse in cui il mobile fu imballato e per \u00a0curarne il successivo assemblaggio. Il duca Francesco IV Caetani apprezz\u00f2 l\u2019operato dell\u2019ebanista e gli propose l\u2019ambito incarico di guardarobiere della casa. Fagnini naturalmente accett\u00f2 l\u2019offerta, che era irrinunciabile in termini di prestigio, oltrech\u00e9 di stipendio. Il guardaroba, nella scala gerarchica delle figure professionali che ruotavano intorno ad una famiglia nobile, era colui che, al pari del maestro di casa, gestiva i beni mobili del padrone, il loro acquisto, l\u2019eventuale cessione, la riparazione o sostituzione e, in caso di morte o spostamento, la loro inventariazione; egli si occupava in senso lato degli interessi economici della famiglia<sup><a href=\"#footnote_8_9\" id=\"identifier_8_9\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Si veda N. GOZZANO, La quadreria di Lorenzo Onofrio Colonna. Prestigio nobiliare e collezionismo nella Roma barocca, Roma 2004, pp. 155-161. Sull&rsquo;importanza della guardaroba nell&rsquo;architettura palaziale del Seicento si veda M. G. AURIGEMMA, Display\/Not Display: The guardaroba, intervento al workshop Display of Art in Roman Palaces in the Long 17th Century (1550-1750), The Getty Research Institute, Roma, American Academy, 1-2 luglio 2009. Eadem,  Il posto delle cose, in Ludicra. Roma nel Rinascimento, a cura di M. Chiab&ograve;, M. Gargano, A. Modigliani, n. unico, Roma 2009, pp. 163-172.\">9<\/a><\/sup>. Nel palazzo Caetani di Roma, a via del Corso, attuale palazzo Ruspoli, la guardaroba occupava alcune stanze del secondo piano riservato alla servit\u00f9; a partire dalla seconda met\u00e0 del Seicento, ad essa fu riservato un grande ambiente denominato \u201cGuardaroba da basso\u201d, nel quale furono stipate, in occasione dell\u2019inventario del 1665, anche le piccole sculture antiche dell\u2019<em>antiquarium<\/em><sup><a href=\"#footnote_9_9\" id=\"identifier_9_9\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per la funzione della guardaroba in palazzo Caetani mi sia consentito rimandare ai miei saggi, L&rsquo;abate Giovan Cristoforo Rovelli, Frans Luycx, Fran&ccedil;ois Du Quesnoy, Andrea Sacchi e il mecenatismo artistico dei Caetani nel Seicento, in &laquo;Storia dell&rsquo;Arte&raquo;, nn. 122-123, n.s. 22-23, 2009, pp. 147-176; I Caetani a Roma, Napoli e Caserta: un inedito inventario e un &laquo;giovane pittore casertano&raquo; aiutato da Andrea Sacchi, in &laquo;Ricerche sul &lsquo;600 napoletano&raquo;, 2009, pp. 7-18.\">10<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fagnini fu alle loro dipendenze per circa quattro decenni, come provano il carteggio con il duca e con il principe e le filze di giustificazioni di spesa da lui eseguite, conservate in Archivio Caetani. Divise in pi\u00f9 fascicoli e raccolte in un unico faldone, le ricevute relative agli anni dal 1674 al 1681 restituiscono il tenore dei legami che l\u2019ebanista intrattenne<strong> <\/strong>per conto della famiglia Caetani. Il guardaroba provvedeva a registrare tutte le spese per i suoi signori, dallo strumento matematico per il \u201cduchino\u201d Francesco Gaetano, figlio del principe Filippo II, ai lavori pi\u00f9 importanti; Fagnini si serv\u00ec regolarmente dell\u2019operato di artisti ed artigiani, come l\u2019ebanista fiammingo Bartolomeo Roth, pagato undici scudi <strong>\u00ab<\/strong>per una cornice di ebano con francia di ebano rosso con il Patente intagliato di rame indorato<strong>\u00bb<\/strong><sup><a href=\"#footnote_10_9\" id=\"identifier_10_9\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"AC, Fondo Economico, Giustificazioni di Giovanni Antonio Fagnino, Guardarobba dal 1674 al 1681, n. 13, fasc. XXXII, 29 aprile 1678.\">11<\/a><\/sup>, e tre scudi <strong>\u00ab<\/strong>per una cornice di pero con fregio di legno rosso grande due palmi in circa, serve per un quadro di tre Maggi ovvero la Nativit\u00e0<strong>\u00bb<\/strong><sup><a href=\"#footnote_11_9\" id=\"identifier_11_9\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem, fasc. XXXVI, f. 34, 23 settembre 1678.\">12<\/a><\/sup>. Ricorrono inoltre con frequenza i nomi degli argentieri Guglielmo di Scioliv\u00e8 e Stefano Sassi<sup><a href=\"#footnote_12_9\" id=\"identifier_12_9\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"C. Bulgari, Gemmari, argentieri e orafi d&rsquo;Italia, vol. II, Roma 1958, p. 380.\">13<\/a><\/sup>, pagato <strong>\u00ab<\/strong>per una boccia con il collo lungo per pigliare l\u2019acqua<strong>\u00bb<\/strong> e per altri manufatti d\u2019argento cesellato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un intero fascicolo di giustificazioni \u00e8 occupato dalle ricevute di pagamento per i fanali della processione del Santissimo Crocefisso per il Giubileo del 1675<sup><a href=\"#footnote_13_9\" id=\"identifier_13_9\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"AC, Fondo Economico, Giustificazioni di Giovanni Antonio Fagnino, Guardarobba dal 1674 al 1681, n. 13, fasc. XIII.\">14<\/a><\/sup>; la solenne cerimonia, che si svolse l\u201911 aprile, consisteva nel trasporto dell\u2019antico Crocefisso miracoloso da San Marcello al Corso a San Pietro in Vaticano. Il duca Caetani in veste di capo processione affid\u00f2 il compito di allestire le macchine all\u2019architetto di casa Carlo Fontana<sup><a href=\"#footnote_14_9\" id=\"identifier_14_9\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"BCSMC, Campione Universale, ff. 147r-v: &laquo;nel Gioved&igrave; Santo la sera si fece da Signori della Confraternita, o Archiconfraternita del nostro Santissimo Crocifisso la solenne Processione solita farsi in ogni Anno Santo da questa nostra Chiesa fino alla Basilicaa Vaticana con diversi fanali ricchi di lumi e con Macchina Maestosa, sopra la quale fu portato il sudetto Santissimo Crocifisso e riusc&igrave; una processione assai divota coll&rsquo;intervento di diversi Signori Cardinali e di molti Prelati, ne vi fu alcun disordine, che non fu poco in s&igrave; gran moltitudine di popolo. Furono Capi processione il Signor Duca di Caserta Gaetani e di battenti&raquo;. Si veda inoltre M. FAGIOLO DELL&rsquo;ARCO, La festa barocca, Roma 1997, pp. 276-277.\">15<\/a><\/sup>. Gli inediti documenti permettono di conoscere meglio questi apparati effimeri di cui non si conserva memoria grafica, ma che furono dettagliatamente descritti da Ruggero Caetano ne <em>Le memorie de l&#8217;anno santo 1675<\/em><sup><a href=\"#footnote_15_9\" id=\"identifier_15_9\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"R. CAETANO, Le memorie de l&rsquo;anno santo 1675. celebrato da papa Clemente 10 e consecrate alla santita&rsquo; di N.S. papa Innocenzo 12 descritte in forma di giornale da l&rsquo;abb. Ruggiero Caetano romano, In Roma : per Marc&rsquo;Antonio, &amp; Orazio Campana, 1691, Roma 1691, pp. 134-139.\">16<\/a><\/sup>. Si ricavano inoltre nuove notizie sugli artisti e gli artigiani coinvolti nella loro realizzazione in cartapesta e latta, su strutture portanti in legno; se era noto che a Carlo Fontana spettavano i disegni dei quattro fanali, dalle note contabili rinvenute si evince che egli si occup\u00f2 anche della realizzazione dei modelli, comprese le fiaccole in terracotta; i pezzi furono inoltre argentati e dorati da Girolamo Orlandi e decorati in parte dal pittore Giuseppe Bartolomeo Chiari<sup><a href=\"#footnote_16_9\" id=\"identifier_16_9\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"AC, Fondo Economico, Giustificazioni di Giovanni Antonio Fagnino, Guardarobba dal 1674 al 1681, n. 13, fasc. XIII, f. 15.\">17<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa occasione si consolidarono i rapporti tra Carlo Fontana e Fagnini, come provano alcune lettere in cui l\u2019architetto si rivolge all\u2019ebanista guardaroba, discutendo dei compensi e della complessa esecuzione dei fanali<sup><a href=\"#footnote_17_9\" id=\"identifier_17_9\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per la trascrizione completa del documento si veda A. AMENDOLA, I Caetani di Sermoneta&hellip;, 2008\/2009, pp. 380-381.\">18<\/a><\/sup>; tra i due probabilmente nacque un sodalizio professionale che si protrasse nel tempo; del resto Fontana non era nuovo a simili collaborazioni, come dimostra il monumentale stipo realizzato su suo disegno per i Colonna dall\u2019ebanista Giacomo Herman e dagli intagliatori d\u2019avorio Stainhart<sup><a href=\"#footnote_18_9\" id=\"identifier_18_9\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"O. POLLAK, Italienische Kunstlerbriefe der Barockzeit, in &laquo;Jahrbuch der Koniglich preuszischen Kunstsammlungen&raquo;, XXXIV, 1913, pp. 16-17; A. GONZ&Agrave;LEZ-PALACIOS, Il Tempio del Gusto. Le arti decorative in Italia fra classicismi e barocco. Roma e il Regno delle due Sicilie, Milano 1984, p. 60; Idem, Bernini e la grande decorazione barocca, in Gian Lorenzo Bernini Regista del Barocco, catalogo della mostra a cura di M. G. Bernardini, M. Fagiolo dell&rsquo;Arco, Roma 21 maggio &ndash; 16 settembre 1999, Roma 1999, p. 189; R. VALERIANI, Gli Arredi, in Palazzo Colonna, a cura di E. A. Safarik, Roma 1999, p. 257; E. COLLE, Il mobile Barocco in Italia. Arredi e decorazioni d&rsquo;interni dal 1600 al 1738, Milano 2000, p. 96.\">19<\/a><\/sup>. Per i Chigi l\u2019architetto progett\u00f2 inoltre alcune credenze, realizzate dall\u2019intagliatore berniniano Antonio Chiccari<sup><a href=\"#footnote_19_9\" id=\"identifier_19_9\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"F. PETRUCCI, Alcuni arredi seicenteschi del Palazzo Chigi di Ariccia, in &laquo;Studi Romani&raquo;, XLVI, luglio-dicembre 1998, pp. 320-336.\">20<\/a><\/sup>. Destinati necessariamente ad una <em>\u00e9lite<\/em>, a causa dell\u2019elevato costo delle materie prime utilizzate, come ebano, avorio, bronzo, marmi antichi e pietre semipreziose, i manufatti pi\u00f9 richiesti ad un ebanista erano edicole, studioli, casse per orologi e mobili da parata; caratterizzati dalla presenza di elementi architettonici come timpani, colonne e pilastri, essi erano il prodotto della collaborazione di pi\u00f9 artisti, con diverse competenze e, principalmente, dell\u2019architetto che forniva il progetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nomina di Provveditore dell\u2019arciconfraternita del Santissimo Crocifisso di Giovanni Antonio Fagnini conferma che i rapporti con l\u2019istituzione religiosa, avviati durante la preparazione dei fanali per la processione del 1675, si fecero nel tempo molto saldi e profondi, tanto che l\u2019ebanista acquist\u00f2 dalla congregazione un\u2019abitazione su via dei Banchi <strong>\u00ab<\/strong>sul cantone del vicolo al Pavone<strong>\u00bb<\/strong><sup><a href=\"#footnote_20_9\" id=\"identifier_20_9\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASV, Archiconfraternita SS. Crocifisso in S. Marcello, E-XIX, 1-18, fasc. 7, Legato del sig. Giovanni Antonio Fagnini, ff. sciolti.\">21<\/a><\/sup>, ancora esistente (<a title=\"Fig. 8 - Il palazzetto dell\u2019Arciconfraternita del SS. Crocifisso a via dei Banchi angolo vicolo del Pavone dove abitava Giovanni Antonio Fagnini.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/ame8.jpg\">Fig. 8<\/a>), con il patto di restituirla alla morte<sup><a href=\"#footnote_21_9\" id=\"identifier_21_9\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"AC, Fondo Economico, Giustificazioni di Giovanni Antonio Fagnino, Guardarobba dal 1674 al 1681, n. 13, fasc. XI, [f. 5].\">22<\/a><\/sup>. Nell\u2019inventario di Fagnini sono elencati, custoditi nei cassetti di una scansia, <strong>\u00ab<\/strong>diversi ferri ad uso di ebanista<strong>\u00bb<\/strong>, i <strong>\u00ab<\/strong>disegni di diversi studioli<strong>\u00bb<\/strong> e, in uno scrittoio, un fascicolo di <strong>\u00ab<\/strong>ricevute diverse d\u2019artisti et altri<strong>\u00bb<\/strong>. Purtroppo il documento non restituisce i loro nomi, ma \u00e8 lecito supporre che l\u2019ebanista avesse collaborato oltre che con Bizzaccheri, con l\u2019architetto di casa Caetani, Carlo Fontana. L\u2019elenco dei beni, redatto il 7 maggio 1708 dagli esecutori Giuseppe Vollar e Francesco Pellegrini in presenza del camerlengo dell\u2019arciconfraternita monsignor Alessandro Tanara e del procuratore dell\u2019eredit\u00e0 Giovan Francesco Marcusi, ci restituisce la paternit\u00e0 di un solo dipinto, un bozzetto di Pieter Van Bloemen detto lo Stendardo raffigurante una <em>Piet\u00e0<\/em>. \u00c8 per\u00f2 difficile pensare che tra i quarantasette dipinti posseduti da Fagnini vi fossero solamente opere di bassa qualit\u00e0, visti i continui contatti avuti con gli artisti in veste di guardaroba per i Caetani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La descrizione, partendo dal corridoio a <strong>\u00ab<\/strong>capo le scale<strong>\u00bb<\/strong>, delinea la successione di due stanze, entrambe parate con i dipinti alle pareti come l\u2019ambiente di passaggio, di una loggetta e una cantina. L\u2019allestimento dell\u2019arredo sembra piuttosto importante e le dieci sedie elencate indicano che Fagnini riceveva ospiti in casa; va notata la presenza, nel corridoio prima di accedere alla stanza, di una <em>Giuditta<\/em> in tela d\u2019imperatore e di una bambocciata descritta come un <strong>\u00ab<\/strong>sopraporto rappresentante diverse figure, una cavalla et alcuni banditi con cornice filettata d\u2019oro di palmi 3 \u00bd e cinque<strong>\u00bb<\/strong><sup><a href=\"#footnote_22_9\" id=\"identifier_22_9\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L&rsquo;inventario di Giovanni Antonio Fagnini &egrave; conservato in ASR, Trenta Notai Capitolini, ufficio 1, notaio Franciscus Floridus, vol 368, ff. 28-37v\/43-51v. Per la trascrizione si veda appendice documentaria II.\">23<\/a><\/sup>. Nella sala erano presenti ventisette opere su tela e carta e, come indicano alcune coppie di dipinti, alternate per formato ad altre che costituiscono gruppi tematici. Si pu\u00f2 facilmente intuire che l\u2019allestimento delle pitture sulle pareti dovesse seguire un dettame di simmetria. Tra i dipinti elencati si segnalano i due ritratti del duca e del principe di Sermoneta, gi\u00e0 menzionati, e i <strong>\u00ab<\/strong>due disegni di studioli in carta di palmi 2 et 1 \u00bd con cornicetta di pero negro<strong>\u00bb<\/strong>. La camera serviva anche per desinare, come indicano le posate, le stoviglie e <strong>\u00ab<\/strong>una scatola con alcuni bicchieri et una Cioccolatiera piccola di rame e tre chicchere di porcellana di Genova<strong>\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda stanza era divisa in due ambienti da un <strong>\u00ab<\/strong>padiglione di interliccio verde con francie e suoi ferri<strong>\u00bb<\/strong>, il secondo dei quali occupato da due letti, uno pi\u00f9 piccolo per il domestico e l\u2019altro padronale pi\u00f9 grande con <strong>\u00ab<\/strong>sua coperta di saia violacea foderata di tela con sua francia verde e gialla e sopra detto letto una trabacca a telaro consistente in sei bandinelle e suo cielo, con francie simili alla detta copertina, e detta trabacca \u00e8 di panno color violaceo usato con suoi quattro vasetti di legno dorati e tornaletto di panno simile<strong>\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo vano era arredato con argenti cesellati e mobili di pregio come <strong>\u00ab<\/strong>un studiolo di pero con cinque cassettini voti con la mostra di pietra di Fiorenza con un sportello in mezzo<strong>\u00bb<\/strong> che, aperto, mostrava il fronte interno tutto intarsiato <strong>\u00ab<\/strong>di varie pietre con adorni di rame indorato e con quattro cipolle indorate<strong>\u00bb<\/strong>; sopra di esso una croce <strong>\u00ab<\/strong>con quattro castoni torchini<strong>\u00bb<\/strong> con decori in argento sopra il piedestallo <strong>\u00ab<\/strong>intersiato di pietre, cio\u00e8 lapislazzaro con in mezzo la cornicetta di rame dorata e dentro la medesima alcuni paesini parimente di pietra dura con otto pometti d\u2019ottone dorati et altri filetti di rame dorato attorno<strong>\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trovava posto nella sala anche un prezioso canterano in noce con sopra <strong>\u00ab<\/strong>due palle di pietra grosse di diaspro esistenti sopra due peducci d\u2019ottone<strong>\u00bb<\/strong>, uno studiolo di <strong>\u00ab<\/strong>granatiglia con due colonnette di diaspro, capitelli di rame indorati<strong>\u00bb<\/strong> con quattro cassetti che sembravano otto grazie ad un gioco illusionistico, realizzati per met\u00e0 in ametista e per met\u00e0 in diaspro; completava il complesso allestimento una <strong>\u00ab<\/strong>urnetta di pero con quattro fogliami di legno indorato e quattro mostre di christallo e quattro peducci di legno dorato fatta per tenere reliquie dentro<strong>\u00bb<\/strong>, posta sulla sommit\u00e0. All\u2019apice di una cassetta di legno era collocato inoltre un altro monetiere <strong>\u00ab<\/strong>di cipresso selvatico<strong>\u00bb<\/strong> con sei cassetti con decori in legno intarsiato e dipinto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era poi descritto lo studiolo lasciato al conte de Fosquin con <strong>\u00ab<\/strong>sei cassettini faciendo la mostra di dodici con suoi scudetti dorati, e le mostre di detti cassettini sono dipinti in figura di pietra sopra cristallo<strong>\u00bb<\/strong>, seguito da un\u2019altra croce di pero con decori in rame dorato e nel piedistallo <strong>\u00ab<\/strong>sei pomettini di rame dorato, sei castoni, quattro colonnette di diaspro con suoi capitelli di rame dorati con mostra di diaspro fiorito nel mezzo et a capo della medesima mostra due dita di lapislazzaro con suoi filettini di rame dorato, et tra le colonne due mascherini di rame dorato, e con suo frontespitio piccolo di rame dorato con in mezzo una corniola<strong>\u00bb<\/strong>. La presenza nella sala di due crocefissi decorati e di un disegno <strong>\u00ab<\/strong>d\u2019un Crocefisso di carta con vetro avanti di palmi 3 et 2<strong>\u00bb<\/strong>, indicano che Fagnini era specializzato anche nella realizzazione di complessi oggetti devozionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i dipinti, a <em>pendant<\/em> della <em>Piet\u00e0<\/em> di Van Bloemen di sette palmi per cinque, \u00e8 descritto un dipinto raffigurante una <strong>\u00ab<\/strong>Madonna Santissima con il Bambino in braccio, il Beato Felice<strong>\u00bb<\/strong>; vi era poi una rara immagine votiva della <em>Madonna nera di Capocavallo<\/em> in rame e due opere rappresentanti <strong>\u00ab<\/strong>il Presepio e l\u2019altro il trasporto di Ges\u00f9 Bambino in Egitto tutti due pitture sopra pietra di Fiorenza<strong>\u00bb<\/strong>, realizzati in pietra paesina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019elenco restituisce l\u2019aspetto ricercato e privato dell\u2019abitazione di Fagnini, ove erano esposti gli amati dipinti, gli studioli, gli argenti, il corredo da ebanista e un vestito <strong>\u00ab<\/strong>di panno grigio ferro nuovo ad uso di servitore<strong>\u00bb<\/strong>, ricordo dei suoi trascorsi di guardarobiere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Legenda<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ASV: Archivio Segreto Vaticano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ASR: Archivio di Stato di Roma<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">AC: Archivio Caetani<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">BCSMC: Biblioteca della Chiesa di San Marcello al Corso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Appendice documentaria<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I. Testamento di Giovanni Antonio Fagnini. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ASR, <em>Trenta Notai Capitolini<\/em>, ufficio 1, notaio Franciscus Floridus, vol. 850, Testamenti, ff. 369r-378r.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[f. 369r]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aperitio Codicillorum Dominis Johannis Antonij Fagnini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Die secunda mensis Maij 1708<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Requisitus pro parte et ad instantiam Venerabilis Archiconfraternitatis Sanctissimi Crucifixi in Ecclesia Sancti Marcelli de Urbe et pro ea Admodum Reverendi Domini Josephi Vollari et Domini Francisci Pellegrini illius Officialium ego Notarius publicus infrascriptus accessi me que personaliter contuli ad Domum per quondam Johannem Antonium Fagninum, dum in humanis agebat, inhabitatam, positam Romae prope Venerabile Oratorium eiusdem Archiconfraternitatis Sanctissimi Crucifixi; quo perventus super quadam tabula extensum vidi cadaver dicti quondam Johannis Antonij Fagnini hac mane defuncti, prout Ego Notarius et testes infrascripti recognovimus; unde predicti Domini Officiales dicte Venerabilis Archiconfraternitatis petierunt et insteterunt penes me Notarium, ut codicillos predicti quondam Johannis Antonij Fagnini in actis meis sub die 24 februarij [f. 369v]<strong> <\/strong>proximi clausos et sigillatos, consignatos, aperirem, legerem et publicarem prout Ego idem Notarius utendo facultate et auctoritate mihi tributa in Consignatione dictorum Codicillorum illos aperiendi et publicandi absque ullo Iudicij decreto, sed propria auctoritate, predictos codicillos coram infrascriptis testibus aperunt, disigillavi et alta ac intelligibili voce perlegi et pubblicavi tenoris etc. ne dum praemisso, verum etiam omni alio meliori et validiori modo etc. super quibus etc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Actum Romae in suprascripta Domo ut supra posita iuxta suos fines etc. ibidem presentibus Reverendo Patre Francisco Maria Manfredi vice paroco Sancti Marcelli predicti et Domino Thoma Andreoli filio Domini Francisci Januensis Testibus etc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pro Domine Francisco Florido Curie Capitolino Notario<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lib[eratu]s substitutus rogatus [f. 370r]<strong> <\/strong>Die 24 febbruarij 1708<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In mei etc. Johannes Antonius Fagninus quondam Johannis Francisci Lunensis Sarzanensis mihi etc. cognitus sanus omnipotentiis Dei gratia omnibus Animae potentiis, licet corpore langues in lecto iacens, asserens et affirmans in actis mei etc. alias et sub die 16 januarii 1707 suum ultimum nuncupativum testamentum clausum et sigillato consignasse in quo suos heredes istituisse et diversa legata fecisse prout in eo, et quiam mens humana et deambulatoria [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[f. 370v]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel nome della Santissima Trinit\u00e0, Padre, Figliolo e Spirito Santo, Amen.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Havendo io Giovanni Antonio Fagnini infrascritto, altre volte e sotto li 22 di settembre 1706; o altro pi\u00f9 vero tempo, fatto il mio ultimo testamento, chiuso e sigillato e consegnato per gl\u2019atti del Floridi Notaio Capitolino, nel quale ho disposto de miei beni et heredit\u00e0: ho fatto alcuni legati et istituito il mio erede come pi\u00f9 ampliamente apparisce in detto testamento al quale etc. e perch\u00e9 la mente umana \u00e8 deambulatoria sino alla morte, volendo alcune cose aggiungere, mutare e disporre, ora che mi trovo per la Dio grazia, sano di mente, loquela et intelletto; bench\u00e8 indisposto di corpo, di mia spontanea volont\u00e0 e in ogni miglior modo, ho deliberato fare, come attualmente faccio li presenti codicilli, nel modo seguente, cio\u00e8: In primis codicillando e in ogni altro miglior modo lascio alla mia Cappella della Santissima Concettione posta nella terra di Talara dello stato di Genova, due candelieri d\u2019argento da tavola, li pi\u00f9 grandi delli quattro che possiedo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Item codicillando e in ogni altro miglior modo, lascio alla Compagnia del Santissimo Crocifisso di San Marcello di Roma gli altri due candelieri da tavola d\u2019argento pi\u00f9 piccoli, per [f. 371r]<strong> <\/strong>servitio della capella ove sta disposto il sudetto Santissimo Crocefisso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Item codicillando e in ogni altro miglior modo, lascio alla Signora Felicita Andrioli mia cugina scudi cento moneta romana da darglisi dal mio erede per una sola volta, subito seguita la mia morte, annullando tutto ci\u00f2 che a detta cugina, avessi io lasciato nel mio ultimo testamento o vero in qualche scrittura privata da me sottoscritta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Item codicillando come sopra, lascio al Signor Giovanni Tomaso Andrioli scudi quindeci moneta romana da darglisi dal mio erede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Item codicillando e in ogni altro miglior modo, lascio all\u2019illustrissimo signor Conte de Fosquin il mio studiolo con pitture sotto cristallo che fingono pietra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Item codicillando come sopra, lascio a mastro Cristofaro ebanista abitante al corso incontro alle convertite scudi dieci moneta romana per una sola volta, da darglisi dal mio erede, subito seguita la mia morte, annullando tutto ci\u00f2 che a detto Cristofaro avessi io lasciato che si dasse, con qualche scrittura da me sottoscritta come sopra<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Item codicillando come sopra, lascio ad Antonio del Toggio, mio servitore scudi venti moneta romana, per una sola volta, da pagarglisi dal mio erede, come sopra: annullando parimente tutto ci\u00f2 che in qualsivoglia scrittura privata gli avessi lasciato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[f. 371v]<strong> <\/strong>Item codicillando e in ogni altro miglior modo, ordino e voglio che dalla somma del denaro da me lasciato nel mio testamento ad Antonio Teresani se ne diano alla di lui moglie scudi dieci moneta romana; et altri scudi venticinque moneta romana si siano o in denari o in pane alli pi\u00f9 poveri abitanti della terra di Talara, da distribuirsi dalli Priori, pro tempore, della compagnia della Santissima Concettione di detta terra e il rimanente sia solo del medesimo Teresani.<strong> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Item codicillando come sopra, lascio a Filiberto Alberti mio antico e presente servitore, oltre ci\u00f2 che gli lascio nel mio ultimo testamento tutto il rimanente de miei mobili, da me non disposti nel mio ultimo testamento e nel presente codicillo; con che per\u00f2 voglio e dichiaro sia detto Filiberto tenuto et obbligato subito seguito la mia morte, di sborzare per una sola volta a gl\u2019infrascritti, dal ritratto di detti mobili o vero dalli denari da me lasciatigli per legati del mio ultimo testamento, come segue: cio\u00e8 scudi venticinque moneta romana all\u2019illustrissimo Signor Conte de Fosquin, per disporne nella conformit\u00e0, che gli ho lasciato detto a bocca. Al signor Marco Diversi, mio esecutore testamentario, come in appresso scudi dieci moneta romana. Al Signor Francesco Prati scudi cinque moneta romana. Al Barbiere che presentemente mi serve scudi dieci moneta romana, che in tutto for- [f. 372r]<strong> <\/strong>mano la somma di scudi cinquanta moneta da pagarsi alli sudetti dal mio servitore Filiberto. Di pi\u00f9 voglio, ordino e comando che detto Filiberto non possa essere astretto a rendere conto alcuno di tutto ci\u00f2 che li \u00e8 pervenuto dal mio, assolvendolo e liberandolo da tal rendimento di conto, come anco da qualsivoglia debito ascendente a qualsisia somma, che per causa di detto maneggio potesse restare in qualsisia modo debitore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Item dichiaro e voglio che unitamente con i vestiti da darsi alli fratelli del Santissimo Crocefisso di San Marcello, come nel mio testamento, vi si aggiunghino le calzette di lana nera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Item il pane da darsi alli fratelli sudetti interverranno il giorno del mio funerale alla messa cantata, sia fabricato del grano, solito darmisi in pagamento de frutti decorsi delli luoghi di monte da me posseduti dall\u2019Eccellentissima Casa di Sermoneta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In oltre prego la bont\u00e0 del Signor Marco Diversi computista dell\u2019Eccellentissimo Signor Duca di Sermoneta volersi assumere il peso di essere uno de miei esecutori testamentarij, in compagnia del molto reveredo Signor Giuseppe Voller e Signor Francesco Pellegrini, nominati e dichiarati nel detto testamento alli quali raccomando etc. e questo dico che sia la mia volont\u00e0 quale voglio che vaglia per ragione di codicillo o vero donatione per causa di morte e per qualsi- [f. 372v]<strong> <\/strong>sia altra ragione, modo, via, capo e forma che de jure vaglia o possa valere come se il relitto fosse a pia causa non ostante quello habbia Io disposto in detto testamento o altra mia dispositione o potuto disporre, che sia, o possa essere pregiuditiale o contrario a questi miei codicilli et ultima volont\u00e0 e dichiaratione non solo questo ma in ogni altro miglior modo in fede Roma questo di 23 di febbraio 1708<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io Giovanni Antonio Fagnini Mano propria<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io Francesco Merisi sono stato a presente et ho veduto quanto il signor Giovanni Antonio Fagnini ha reso tutto al presente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io Bastiano Tino accetto e sono stato presente quando il signor Giovanni Antonio Fagnini a sottoscritto come sopra<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Callatum concordat salva semper. In fidem hac die 20 Junii 1708<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Clemens A. de Aurelis Archivista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[f. 373r]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aperitio testamenti Domino Johannes Antonij Fagnini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Die secunda maij 1708<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ego Notarius pubblicus infrascriptus requisitus pro parte et ad instantiam Venerabilis Archiconfraternitatis Sanctissimi Crucifixi in Ecclesia Sancti Marcelli de Urbe, et pro ea admodum Reverendi Domini Josephi Vollari et Domini Francisci Pellegrini [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[f. 374r]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Die Decimasexta januarii 1707<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In mei etc. Domini Johannes Antonius Fagnini quondam Johannis Francisci Lunensis Sarzanensis mihi etc. cognitus sanus omnipotentiis Dei gratia omnibus potentiis tam animae quam corporis, pre manibus habens haec folia sic circum suta, clausas et sigillata mihi consignavit sua sponte ac alias omni coram infrascripti testibus et asseruit in eis ultimam eius voluntate contineri [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[f. 375v]<strong> <\/strong>[\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lascio all\u2019eccellentissima Signora Donna Anna e Donna Camilla Costanza sorelle Caetani oblate in Tor de Specchi li Ritratti dell\u2019Eccellentissimi Signori Duca Francesco e Duca Filippo Caetani di felice memoria pregandole ad accettare questa mia piccola dimostratione in segno del grande affetto che gli porto e che ho portato all\u2019Eccellentissima loro casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lascio alla figlia d\u2019agata Aversa di Lusiano sorella della quondam Caterina Aversa gi\u00e0 mia moglie scudi dieci moneta fra tutte per una sola volta da pagarseli in Roma come sopra perch\u00e9 cos\u00ec etc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[f. 376v]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tutti poi li miei beni mobili, stabili, e raggioni, crediti e altri qualsivoglia sorte e in qualunque modo a me spettanti et in qualsivoglia luogo posti et esistenti, istituisco, nomino e dichiaro mio Erede Universale la Venerabile  Archiconfraternita del Santissimo Crocifisso di Roma di cui indegnamente sono fratello con questo per\u00f2 che puntualmente osservi tutto ci\u00f2 che nel presente Testamento dispongo prohibendogli qualunque detruttione di Falcidia o altra che potesse pretendere et in caso che la sudetta Venerabile Archiconfraternita del Santissimo Crocifisso ricusasse o non volesse accettare la mia eredit\u00e0 con tutti li pesi contenuti nel presente testamento, ovvero non li osservasse puntualmente, gli sostituisco e voglio che succeda nella mia eredit\u00e0 con li medesimi patti in tutto e per tutto la venerabile Compagnia di Santa Maria della Piet\u00e0 di Camposanto della natione tedesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dispongo dunque che la sopradetta Venerabile Archiconfraternita del Santissimo Crocefisso mia erede come sopra oltre l\u2019adempimento delli sudetti legati et altro come sopra, seguita la mia morte facci vendere con ogni celerit\u00e0 possibile con l\u2019assistenza dei Signori Giuseppe Voller e Signor Francesco Pellegrini tutti li miei mobili, riscuoter crediti et unire tutta la mia eredit\u00e0 in denaro e facci depositarlo nel Sacro Monte della Piet\u00e0 in credito della mia eredit\u00e0, ad effetto e con ordine delli Signori Guardiani e Camerlengo della detta Archiconfraternita mia erede di pagarne legato et altro che per la mia eredit\u00e0 bisognar\u00e0 et il restante di rinvestirlo in luoghi di monte o altri affitti fruttiferiche a detti Signori Guardiani con il parere e consenso del sudetto domine Giuseppe parer\u00e0 e stimar\u00e0 gi\u00e0 proficui [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[f. 378r]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dichiaro ancora haver un credito di scudi doicentoventuno e baiocchi 92 per il quale credito ne ho un mandato o ordine di simil somma a mio favore sottoscritto dalla felice memoria dell\u2019eccellentissimo Signor Duca Filippo Caetani sin da 31 maggio 1687<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>II. Inventario dei beni di Giovanni Antonio Fagnini. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ASR, <em>Trenta Notai Capitolini<\/em>, ufficio 1, notaio Franciscus Floridus, vol 368, ff. 28-37v\/43-51v.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[f. 28<em>r<\/em>]<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inventarium bonorum pro Venerabili Archiconfraternitati Santissimi Crucifixi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Die septima maij 1708<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hoc est Inventarium omnium et singulorum bonorum et creditorum hereditariorum quondam Johannes Antonij Fagnini repertorum in domo per ipsus dum vixit, inhabitata Romae posita prope Verebile Oratorium Archiconfraternitatis Sanctissimi Crucifixi in Ecclesia Sancti Marcelli de Urbe confectum pro parte et ad instantiam dictae Venerabilis Archiconfraternitatis Sanctissimi Crucifixi uti heredis universalis testamentarii beneficiati dicti quondam Johannes Antonii Fagnini cum presentia et assistentia tamen Admodum Reverendi domini Josephi Vollari et domini Francisci Pellegrini illius executorum testamentariorum; nec non per llustrissis et Admodum excellentis domine Johannes Francisci [f. 28v] Marcus procuratoris eiusdem Venerabilis Archiconfraternitatis specialiter deputati et constituti ad formam fidei insertae in Istrumento Aditionis illius hereditatis adeptae per eadem acta mei etc. rogati sub die quinta correntis, ab quod etc.; nec non Philiberti Alberti et Antonij del Toccio amborum legatariorum dicti quondam Fagnini intimatis sub externa die ad huiusmudi effecto omnibus et singulis legatariis et aptis creditoribus, si qui sint, dicti quondam Johannes Antonii Fagnini, ad interessendum huiusmudi Inventario conficiendo ad formam intimationis contra eosdem legitime execute, quae hic inseritur tenoris etc. Et expectata hora undecima intimata et duodecima suscipienti pulsata et elapsa, et nemine ex dictis legatariis neque aptis creditoribus, si qui sint, dicti quondam Fagnini comparente et confectioni huiusmudi Invantarii assistere non curante. Pro inde suprascripti Domini executores testamentarii ac dictus dominus Procurator dicta Venerabilis Archiconfraternitatis accusarunt contumaciam dictorum intimatorum ut supra non comparentium minus quam presenti Inventario intervenire curantium, qua de re praemisso solito signo huiusmudi Crucis per dictum dominum Johannem Franciscum Marcum [f. 29r] Procuratorem prefatum eius propria manu confecto deventum fuit ad eorundem bonorum hereditariorum dicti quondam Fagnini Inventarium ut infra videlicet:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corritore da capo le scale di detta Casa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[1] Un quadro di tela da imperatore rappresentante una Giuditta con cornice negra filettata d\u2019oro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[2] Altro quadro sopraporto rappresentante diverse figure, una cavalla et alcuni banditi con cornice filettata d\u2019oro di palmi 3 \u00bd e cinque.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una portiera di corame usata e rotta con suoi ferri, et occhietto sotto detto quadro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella prima stanza<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[3] Un quadro da testa senza cornice rappresentante San Francesco stimmatizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[4] Altro da testa rappresentante la madonna Santissima del Carmine cornice negra ordinaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[5] Un quadro di palmi 2 e 1 \u00bd rappresentante li Farisei [f. 29v]<strong> <\/strong>leganti Nostro Signore con cornice negra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[6] Un quadro tela da imperatore rappresentante Ecce Homo cornice negra filettata d\u2019oro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[7] Un quadro di palmi 3 e 2 di stampa in carta cornice negra ordinaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[8] Altro di palmi 2 e 1 \u00bd rappresentante la  Madonna Santissima, San Gioacchino con bambino in braccio cornicetta rotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[9] Altro di palmi 5 e 3 \u00bd rappresentante Santa Maria Maddalena con sua cornice negra filettata d\u2019oro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[9] Altro di palmi 2 et 1 \u00bd rappresentante Nostro Signore in atto d\u2019Ascensione con cornice negra e sue cantonate dorate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[10] Un quadro di palmi 6 e 4 rappresentante la  Madonna, Sant\u2019Anna, Bambino e San Giovanni Battista con cornice negra filettata d\u2019oro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[11] Un quadruccetto un palmo lungo rappresentante il Volto Santo in corame.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[12] Una Cornice negra con dentro la figliolanza de Cappuccini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[13] Un ritratto della bona memoria Signor Duca Don [f. 30r]<strong> <\/strong>Francesco Gaetani [sic Caetani] con cornice dorata di palmi 5 e 4<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[14] Un quadro da mezza testa rappresentante la  Madonna con Bambino in braccio con cornice negra filettata d\u2019oro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[15] Un quadro da testa rappresentante il ritratto della bona memoria Signore Duca Filippo Gaetani [sic Caetani] con cornice dorata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[16] Due quadrucci di carta cornicette negre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[17] Un quadro da mezza testa rappresentante San Pietro piangente con cornicetta negra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[18] Un altro da testa rappresentante il Beato Pio V con cornice negra e cantonate dorate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[19] Un quadruccio di carta fatto a barbaracolletto con sua cornicetta di legno<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[20] Un quadro di palmi 4 e 3 rappresentante san Carlo Borromeo cornice negra filettata d\u2019oro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[21] Un quadruccio di palmi 2 et 1 \u00bd in tavola rappresentante Ecce Homo con cornice d\u2019ebano negra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[22] Altro in tavola di palmi 2 et 1 \u00bd rappresentante [f. 30v]<strong> <\/strong>la  Madonna Santissima con Bambino in braccio cornice dorata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[23] Un quadro di palmi 5 e 4 rappresentante la  Madonna, San Giuseppe, San Giovanni Battista et il Bambino con cornice colorita filettata d\u2019oro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[24] Un quadro di palmi 4 e 3 rappresentante San Filippo, la Madonna e bambino con cornice negra filettata d\u2019oro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[25] Due disegni di studioli in carta di palmi 2 et 1 \u00bd con cornicetta di pero negro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[26] Due paesetti in carta con cornicetta come sopra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[27] Un quadro di palmi 4 e 3 rappresentante Santa Caterina della Rota cornice filettata d\u2019oro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[28] Uno specchio di palmi 2 \u00bd e 1 di luce con sua cornice di pero negra<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un buffetto di noce usato con due tiratori, vasi, piedi rintorti e ferri sotto tre sgabelli di noce con suoi appoggi vecchi e tarmati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quattro sedie di vacchetta d\u2019appoggio usate assai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[f. 31<em>r<\/em>]<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un credenzone d\u2019albuccio in due pezzi cio\u00e8 uno sopra l\u2019altro in tutto palmi 10 e largo palmi sei con dentro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un vestito di panno grigio ferro nuovo ad uso di servitore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un Busto di Dante [danae?] con suo batticchio [tatticho? batticolo]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una posata d\u2019argento cio\u00e8 cucchiaro, forchetta a 4 corni e cortello con suo manico d\u2019argento di peso che forchetta e cucchiaro di oncie sei compreso il coltello e lama d\u2019esso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre forchette d\u2019ottone et un coltello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due candellieri d\u2019ottone fatti alla spagnola piccoli di libre tre in tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una scatola con alcuni bicchieri et una Cioccolatiera piccola di rame e tre chicchere di porcellana di genova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un tavolino d\u2019albuccio tutto tarmato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un tavolinuccio per mangiare al foro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un credenzone di noce in due pezzi [f. 31v]<strong> <\/strong>alto palmi 9 largo 7 con serratura sopra e sotto e suoi scudetti dorati, con dentro di sopra:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un giustacore usato et rotto di cordellone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un corpetto con sue maniche d\u2019ormessino verde usato<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un brandeburgo di panno pavonazzo usato<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un faraiola da campagna di cammellottino usato foderato di saia pavonazza con due alamaretti d\u2019argento da capo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un faraiolo di panno d\u2019Olanda usato<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel pezzo di sotto di detto credenzone:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quattro para di mutande usate e rappezzate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quattro camiscie usate e rotte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altre tre camiscie usate quasi nuove.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nove lenzuoli usati uno con reticella et uno con francetta d\u2019essi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un cortinaggio da letto di cortinella con sue francie e reticelle cio\u00e8 sei bandinelle, tornaletto e cielo et una copertina di dobletta tutta rotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sopra detto credenzone<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[f. 32r]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un forziero coperto di pelle e foderato dentro con tela turchina vota con sua serratura e chiave.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un prete d\u2019albuccio da scaldare il letto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una bilancia di ferro con cappa di rame la quale porta dalla parte piccola libre quindici e dalla grossa sessanta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un cuccumo di rame di peso libre sette.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una concolina di rame di libre noce<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un fagone di rame di libre tredici e mezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una conserva di rame rotta di libre cinque.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una concolina piccola rotta di rame di libre due e mezza<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un coperchio di rame di libra una e mezza<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un scaldavivande d\u2019ottone di libra una e mezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un boccaletto alla tedesca di stagno usato di libre due<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una cucchiara di rame sbusciata con manico di fello di libro in tutto libbre due e mezza<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un polzonetto di rame rotto con manico [f. 32v]<strong> <\/strong>di ferro di libbre tre in tutto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro pi\u00f9 grande parimente di rame con manico di ferro in tutto libre sei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un mortarino di bronzo con suo pestello di bronzo in tutto libre quindici<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due piatti di stagno di libre in tutto libre tre<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una stagnata da bicchieri di libre cinque.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una graticola tonda di ferro mezzana di un palmo di diametro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due treppiedi tondi di ferro piccoli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due altri a triangolo piccoli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una paletto di ferro con pomo d\u2019ottone con sue molle compagne da fuoco<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un grattacacio et un sgomarello piccolo et una cucchiara piano di ferro ad uso di cucina, tre spiedi di ferro, uno grande et uno piccolo; una cucchiara da schiumare di ferro e due palettine di ferro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due lucerne di latta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un caldarello di rame usato con suo manico [f. 33r]<strong> <\/strong>di ferro di libre otto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro pi\u00f9 piccolo di sei libbre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un secchio d\u2019ottone con manico di ferro esistente al pozzo di libre in tutto libre quattro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una concolina piccola di rame di libre una e mezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro pi\u00f9 grande di libre due.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una tela turchina usata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019altra stanza<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una portiera nella porta d\u2019essa di panno rosso usata con suo ferro et occhielli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[29] Un quadro da testa rappresentante la Santissima Annuntiata con cornice negra filettata d\u2019oro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[30] Altro di palmi 7 e 5 rappresentante la  Madonna Santissima con il Bambino in braccio, il Beato Felice con cornice negra filettata d\u2019oro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[31] Un quadruccio di palmi 1 \u00bd et 1 rappresentante diversi Angeli et un Bambino cornice colorita filettata d\u2019oro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[f. 33v]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[32] Un quadro di palmi 5 e 4 rappresentante la  Maddalena con Nostro Signore in fa d\u2019Ortolano con cornice negra filettata d\u2019oro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[33] Un Sant\u2019Antonio da Padova in carta con cornicetta di pero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[34] Un quadro da testa rappresentante San Francesco d\u2019Assisi con cornice negra filettata d\u2019oro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[35] Altro di palmi 7 e 5 rappresentante la Piet\u00e0 abozzo di Stendardo con sua cornice larga indorata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[36] Un immagine d\u2019un Crocefisso di carta con vetro avanti di palmi 3 et 2 con sua cornicetta di pero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[37] Un quadro di palmi 8 e 6 rappresentante un Ecce Homo con due figure con cornice negra filettata d\u2019oro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[38] Un quadro da testa rappresentante San Girolamo con cornice negra filettata d\u2019oro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[39] Altro simile rappresentante la  Madonna Santissima piangente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[40] Due cornicette compagne dorate [f. 34r]<strong> <\/strong>alte palmi 1 e 2 senza tela.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[41] Due quadrucci compagni con cornicetta di pero negra rappresentanti cio\u00e8 uno il Presepio e l\u2019altro il trasporto di Ges\u00f9 Bambino in Egitto tutti due pitture sopra pietra di Fiorenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[42] Una Madonna di Loreto in taffetano con cornice d\u2019ebano di palmi 2 \u00bd e 2<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[43] Un quadruccio di Santa Caterina della Rota \u00e0 piede la Madonna con Bambino in braccio sopra cristallo la sua pittura con filetto d\u2019ottone e cornice d\u2019ebano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[44] Un Reliquiario di palmi 2 et 1 \u00bd con cornice di fico d\u2019India et ebano con due pometti d\u2019ottone sopra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[45] Una Madonna di Capocavano in rame con cornice di rame indorata sopra altra cornicetta di legno d\u2019altezza palmi 1 \u00bd e larga uno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una conchiglia di rame dorato per acquasan- [f. 34v<strong>] <\/strong>ta di sotto di detta immagine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[46] Una Concettione in carta con cornicetta di pero palmi 1 e \u00bd<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[47] Un Sant\u2019Ignatio in carta con cornicetta di pero con sei pometti sotto dorati<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[48] Un Crocefissetto di rame dorato rappresentante la Santissima Concettione sopra una Croce di fico d\u2019India dentro in un ornamento fondo di carta attorno cornicetta con diversi adorni di rame indorato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Deinde ob tarditatem hore fuit dimissus Inventarium [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[f. 35<em>r<\/em>]<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Actum Roma in dicta domo ut sopra descripta posit ibidem D. Domini Francesco Merix quondam Franciscus Caravaggio Mediolanense Diocesi et Antonio del Toccio quondam Gaudentii [f. 35v]<strong> <\/strong>de Domodossola Mediolanense diocesi nec non DD. Georgio Barlati quondam Nicolai Soroli Ceccarelli quondam Petrio Pacchi romano et Francesco Griglioni quondam Claudi par romano qui interfuerunt loco Creditorum et Lagatariorum absentius et sese subscripserunt ubi\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi sottoscritti semo stati presenti al sudetto inventario per li legatari e pretesi Creditori assenti io Francesco Griglioni mano propria<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io Antonio Ceccarelli mano propria<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io Giorgio Berlati mano propria<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Die octava dicta<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Continuatas fuit supradictum Inventarium ad Instia dicta Venerabile Archiconfraternitis [\u2026] quosupra noi et cum presentia et assistentia domini Josephi Vollari et Francisci Pellegrini Executorum testamentarium presenti ac domino Johannes Francisci Marcus illius Prioris ac Philiberti Alberti et Antonii del Toccio amborum legatariorum domino quondam Fagnini ut sopra in pro dictis die et horis<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[f. 36r]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sudetta altra stanza<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un buffetto di noce con due tiratori voti e sotto piedi rintorti e ferri sotto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro buffetto simile parimente di noce con due tiratori parimente voti con sopra<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[49] Un studiolo di pero con cinque cassettini voti con la mostra di pietra di Fiorenza con un sportello in mezzo, quale aperto vi sono tre tiretti con la facciata di pero e la facciata di detto sportello intarsiata di varie pietre con adorni di rame indorato e con quattro cipolle indorate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[50] Sopra detto Studiolo una Croce dentro una [f. 36v]<strong> <\/strong>scatola di legno la quale Croce \u00e8 di pero con quattro castoni torchini e suo Crocefisso e titolo d\u2019argento esistente sopra un piedestallo parimente di pero intersiato di pietre, cio\u00e8 lapislazzaro con in mezzo la cornicetta di rame dorata e dentro la medesima alcuni paesini parimente di pietra dura con otto pometti d\u2019ottone dorati et altri filetti di rame dorato attorno e detto piedistallo di palmi 1 \u00bd et 1 \u00bd.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due sedie di vacchetta d\u2019appoggio usate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quattro sedie di paglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un Canterano di noce alto palmi sei e largo l\u2019istesso con quattro tiratori con sue maniglie di ferro e scudetti simili e sue serrature e chiave et il suo tiretto di sopra dentro del quale alcuni collari usati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel primo tiratore<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un habito da Citt\u00e0 d\u2019amoerre [<em>sic<\/em> <em>mohair<\/em>] usato cio\u00e8 [f. 43r]<strong> <\/strong>Calzoni, casacca e feraiolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due cappelli di lana di Spagna usati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel secondo tiratore<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un paro di calzoni e casacca di panno negro usati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro paro di calzoni stretti di saia schirlattata usato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due camiscie rappezzate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una tovaglia usata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un fazzoletto di seta color di rose usato<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel terzo tiratore<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un Giustacore di draghetto d\u2019Olanda foderato di felpa usato<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due para di calzoni et una camisciola di roverso bianco usati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel quarto tiratore<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diversi ritagli di tela e panno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sopra detto Canterano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[51] Due palle di pietra grosse di diaspro e- [f. 43v]<strong> <\/strong>sistenti sopra due peducci d\u2019ottone incastrati in detto Canterano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[52] Sopra il medesimo un Studioletto di granatiglia dico granatiglia con due colonnette di diaspro, capitelli di rame indorati et altri sei scudetti et altri lavorini nella base parimente di rame indorato con quattro tiratori voti che fanno la mostra otto, colle facciate di 4 ametiste e 4 di diaspro con loro cornicette di pero e cinque di castoni sparse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[53] Sopra il medesimo Canterano un urnetta di pero con quattro fogliami di legno indorato e quattro mostre di christallo e quattro peducci di legno dorato fatta per tenere reliquie dentro cassa d\u2019albuccio alta detta Urna due palmi e mezzo incirca senza veruna cosa dentro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Et superveniente [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[f. 44r]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una cassetta d\u2019albuccio usata di palmi 3 e 3 \u00bd con sua serratura e chiave vota.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[54] Sopra la medesima un studioletto alto palmi 2 e 3 di cipresso selvatico con sei tiratoretti et un altro lungo et una mostra in mezzo voti con loro cornicette di detto legno e mostre con legni commessi dipinti, che Filiberto Alberti servitore sudetto disse essere suo assieme con la sudetta cassetta qual studiolo esiste dentro una cassa di legno ordinario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un Scrittoio di noce con suoi piedi e suoi ferri sotto, con [f. 44v]<strong> <\/strong>due tiratori voti uno e l\u2019altro con dentro una nota di mano d\u2019esso testatore che apparisce fatta sotto li 27 ottobre 1705 contenente la nota di cinque cedole del Monte di Piet\u00e0 di scudi novecentoventotto moneta in tutto, come anche la nota d\u2019un ordine della Compagnia del Santissimo Crocefisso di scudi centoventotto e dentro detta nota fatta in mezzo foglio di carta solamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una cedola del Monte della Piet\u00e0 di scudi cento libera a favore del detto quondam Giovanni Antonio Fagnini sotto 14 maggio 1688 e sotto detta cedola altro credito di scudi trecentocinquanta sotto li 26 gennaio 1693, a conto de quali apparisce a tergo di detta cedola essere stati pagati scudi cinquanta [f. 45r]<strong> <\/strong>li 2 giugno 1693.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altra cedola di scudi duecento liberi a favore del medesimo Fagnini del detto Monte fatta sotto li 12 maggio 1692 a tergo del quale apparisce esserne pagati scudi cento li 23 maggio 1704.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altra simile di scudi centoventotto fatta li 3 luglio 1702.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ordine diretto al Monte della Compagnia del santissimo Crocefisso solvibile al detto quondam Fagnini fatto sotto li 4 dicembre 1705 di scudi cento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due altri ordini diretti come sopra solvibili al medesimo quondam Fagnini fatti sotto li 7 febbraio prossimo passato di scudi, cio\u00e8 uno centoventotto e l\u2019altro di scudi settantadue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[f. 45v]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un foglio di ricevute di pigione di casa incominciando il primo giugno 1704 pagato in diversi pagamenti persino a tutto il corrente mese di maggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Et a piede del foglio e nota sudetta di carattere del detto quondam Fagnini estinente la nota delle cedole et un ordine della Compagnia s\u2019\u00e8 osservato essere una nota di carattere del detto Signore Domino Giuseppe Vollori del seguente tenore \u2013 A di cinque gennaio 1708. Levato cedola li 24 marzo 1692 di scudi duecento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un libretto in ottavo ritagliato da una parte d\u2019avanti con coperta di carta pecora contenente diverse note di mano d\u2019esso testatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro libretto in quarto foglio di mano del medesimo di carte venti [f. 46r]<strong> <\/strong>de quali ne sono solamente scritte tredici contenente diverse spese fatte dal medesimo et altre note.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un foglio del detto con dentro molte ricevute concernenti li pagamenti de frutti de monti novennali della Compagnia di Telara da lui fatti d\u2019ordine de ministri di detta Compagnia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una ricevuta di scudi settantacinque per quello di rubbia dodici e mezzo di grano pagati dal medesimo Fagnini all\u2019Eminentissimo Signore Don Federico Cesi dal medesimo sottoscritta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel medesimo Scrittoio nella parte di sopra che s\u2019apre in mezo un fascetto di ricevute diverse d\u2019artisti et altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro fascetto di scritture cio\u00e8 capitoli e conventioni fatte dal detto Fagnini colla Compagnia di Talara [f. 46v]<strong> <\/strong>per l\u2019istitutione della Cappellania fatta suppellettilizzati e regole da essere diversi dalli cappellani d\u2019essa et altre diverse scritture concernenti la medesima Cappella.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sopra al sudetto Scrittoio una scantia di noce con suoi sportelli davanti, quattro cassettini di sotto, e due cassetti di sopra, in un cassettino di sotto due para di forbici, ci\u00e8 uno grande et l\u2019altro pi\u00f9 piccolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un altro due matasse di filo, e in un altro dieci fogli di carta da scrivere, e l\u2019altro voto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelli due di sopra sei collari e due para di manichetti usati<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[55] Dentro poi alla detta scantia sette spartimenti aperti, in uno dei quali diversi disegni di diversi studioli, in un altro diverse lettere e gli altri voti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In mezzo poi alla medesima scantia [f. 47r]<strong> <\/strong>undici cassettini chiusi, in uno dei quali diversi ferri ad uso di ebanista, nell\u2019altro alcuni pometti di legno tinto, in un altro quattro castoni rossi et alcuni scudetti di rame imperfetti, in un altro alcuni ferri al detto uso, e gli altri voti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un tavolinetto di noce da mangiare a letto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una spalliera di vacchetta da levarsi al letto alcuni ferracci in un fondo di scatola con un martello di ferro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">un caldarello di rame per la colla con suoi piedi, e manichi di ferro di peso di una libra in tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quattro trivelli, due sgurfie, tre scelpelli al detto uso, quattro serrature usate, un studiolo di pero con quattro cipollette indorate di legno in piedi d\u2019esso alto palmi 2 largo palmi 3 con sei cassettini faciendo la mostra di dodici con suoi scudetti [f. 47v]<strong> <\/strong>dorati, e le mostre di detti cassettini sono dipinti in figura di pietra sopra cristallo tutti voti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[56] Una croce di pero, ossia antano con tre ornamenti di rame dorate alle tre teste d\u2019essa esistente sopra un piedistallo parimente di pero con sei pomettini di rame dorato, sei castoni, quattro colonnette di diaspro con suoi capitelli di rame dorati con mostra di diaspro fiorito nel mezzo et a capo della medesima mostra due dita di lapislazzaro con suoi filettini di rame dorato, et tra le colonne due mascherini di rame dorato, e con suo frontespitio piccolo di rame dotato con in mezzo una corniola d\u2019altezza detto piedistallo di un palmo e mezzo, e largo l\u2019istesso, racchiuso in una scatola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una cassa grande di noce con sua serratura alla tedesca con dentro una [f. 48r]<strong> <\/strong>saccoccia bianca nella quale vi sono otto foderette grandi usate, due camiscie usate, una tovaglia con francia attorno usata, tredici salviette sottili usate con sue francie, e due grosse nuove parimente con francia, un sciugatore di mussolina con franciette di seta color oro, bianca e paonazzo, tre sciugatori bianchi ordinari usati et un fazzolettino novo di zenzione fatto alla forestiera, e due, e cio\u00e8 di merletto e di barbantina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[57] Uno scatolino con di dentro del quale in una cartuccia una scaglietta di diamante piccolo sciolto, quattro bottoni d\u2019argento filati, e mezza fibbia d\u2019argento da armacollo di peso in tutto di oncia una.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una borsa di seta lavorata a punto [f. 48v] francese et un\u2019altra simile con sette patenti di luoghi del Monte Sermoneta in tutto fanno luoghi otto 16\/100 contanti in faccia, e credito di detto quondam Giovanni Antonio Fagnini, et un foglio contenente un saldo dell\u2019amministratione e servitio da detto quondam Fagnini prestato all\u2019Eminentissima Casa Gaetani sotto a pi\u00e8 d\u2019ogni facciata della bona memoria Eminentissimo Signor Duca Filippo Gaetani, dal quale apparisce esso Fagnini restar creditore della casa sudetta in scudi duecentoventuno e baiocchi 92 moneta, per li quali in fine di detto foglio vi \u00e8 l\u2019ordine diretto al Mastro di Casa per pagarli al detto Fagnini sotto li 31 maggio 1683 dal medesimo Eminentissimo Signor Duca Filippo Gaetani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due candellieri d\u2019argento alla spagnola con sue palline di sotto di peso once ventuno<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri due simili senza palline di peso once ventisette<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[f. 49r]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una sottocoppa d\u2019argento di peso once ventisette<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una saliera d\u2019argento di peso once tre lavorata cesellata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una posata piccola d\u2019argento, cio\u00e8 cucchiaro, forchetta a quattro corni con uno rotto, e cortello con lama piccolo di peso oncie cinque e con la lama di esso cortello<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un candeliere d\u2019ottone da olio con sua chiave di peso libre cinque e due once<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un lume da olio a tre pizzi con suo fusto d\u2019ottone libre nove e cinque once<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno scaldaletto di rame con manico di ferro e di legno in pi\u00e8 d\u2019esso di libre otto e tre once in tutto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un inginocchiatore di noce alto palmi quattro e lungo due e mezzo con suo tiratore e sportello voto con sue serrature e chiavi e sotto dove si inginocchia parimente voto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due parti di padiglione di interliccio verde con francie e suoi ferri che [f. 49v]<strong> <\/strong>dividono detta stanza<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un letto cio\u00e8 banchi e tavole di legno numero tre pagliericci, due matarazzi usati, due lenzoli oridnari usati e due coperte, cio\u00e8 una di lana e l\u2019altra di stoppa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro letto grande con suoi banchi di ferro quattro tavole d\u2019albuccio tre materassi usati, due pagliericci, un capezzale, tre coperte di lana vecchia con sua coperta di saia violacea foderata di tela con sua francia verde e gialla e sopra detto letto una trabacca a telaro consistente in sei bandinelle e suo cielo, con francie simili alla detta copertina, e detta trabacca \u00e8 di panno color violaceo usato con suoi quattro vasetti di legno dorati e tornaletto di panno simile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno specchio fatto a triangolo con cornicetta piana negra<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una cassetta a selaro di legno con suo vaso [f. 50r]<strong> <\/strong>dentro coperta di panno verde<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una carabinetta a fucile alta quattro palmi con fucile alla romanesca<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">una spada lunga alla spagnola con sua guardia di ferro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">nella cantina<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella loggetta<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">dieci piatti tra grandi e piccoli di terra [f. 50v]<strong> <\/strong>e sei pile di terra tra grandi e piccole esistenti sopra d\u2019una canestra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Crediti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Li frutti decorsi e non pagati delli due censi vitalitii che essa Venerabile Archiconfraternita del Santissimo Crocefisso haveva a favore di detto quondam Fagnini cio\u00e8 una di scudi novecento e l\u2019altro di milleseicento in sorte presente, quali frutti sono decorsi per il censo di scudi milleseicento dalli 19 di dicembre 1707 e per l\u2019altro dalli 28 settembre 1707 non essendo compresi gli altri frutti decorsi per prima, per li quali vi sono l\u2019ordini fatti dalla Compagnia a detto quondam Fagnini nel presente Inventario descritti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Li frutti decorsi e non pagati dei Luoghi di Monte Sermoneta sopra descritti nella somma di scudi quattrocento moneta in circa si come s\u2019apprende da domino Filiberto Alberti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un credito di scudi cento e due moneta dovuti dal detto Signor domino Giuseppe Vollori per resto della cedola di scudi duecento consegnata [f. 51r]<strong> <\/strong>del detto Fagnini al detto Signor domino Giuseppe con sua girata altrimente al Monte e notata di carattere del medesimo Signor domine Giuseppe \u00e0 pi\u00e8 del foglio o nota di cedole di mano del medesimo Fagnini descritta di sopra havendo detto Signor domine Giuseppe consegnati e speso in pi\u00f9 volte per servitio di detto Fagnini, li remanenti scudi novantadue e baiocchi 76 a compimento della detta cedola di scudi duecento e scudo uno e baiocchi 76 che parimente detto Signor domine Giuseppe ebbe dal detto Fagnini vivente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un libro in quarto con suo indice dove sono descritte diverse note di denari di carte centocinquantacinque ritrovato sotto uno di detti studioli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un cambio di scudi duecento alla ragione di scudi sei per cento et [***] consegnato da Giacomo Filippo Propagini a favore di detto Fagnini con frutti decorsi e non pagati per istromento rogato per gli atti miei li 23 luglio 1677.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un censo contro il medesimo di scudi duecento alla ragione di scudi 50 per cento et &#8212;&#8212; con suoi frutti decorsi e non pagati per istromento rogato per medesimi atti sotto li 3 giugno 1671 e di due crediti si sono trovati di mano del medesimo Fagnini in un foglio dentro il libro descritto di sopra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si deve dal detto Fagnini per salario di un mese e mezzo ad Antonio del Toggio essendo soddisfatto per il possesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si deve dal medesimo a Filiberto Alberti per salario del mese di aprile prossimo passato essendo soddisfatto per adietro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[f. 51v]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Et stante terminante presentis Inventari [\u2026]<\/p>\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_9\" class=\"footnote\">F. POSTERLA, <em>Roma sacra, e moderna abbellita di nuove figure in Rame, e di nuovo ampliata, ed accresciuta con le piu fedeli autorita del Baronio, del Ciaconio, del Panciroli, e d&#8217;altri gravi autori; nella quale si da esatta notizia delle sacre basiliche, chiese, ospedali, monasteri, confraternite, collegi, librerie, accademia, palazzi, giardini, ville, fontane, pitture, sculture, architetture, e statue che sono dentro e fuori la citt\u00e0 [&#8230;], Accresciuta al presente di varie erudizione, ed istorie, e divisa in 14 rioni [&#8230;], con diligenza e studio di Francesco Posterla [\u2026], <\/em><em>In Roma, per Francesco Gonzaga in via Lata, 1707<\/em>, Roma 1707, p. 352.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_9\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_9\" class=\"footnote\">\u00abGio<sup>.<\/sup>Antonio<sup>.<\/sup>Fagnini<sup>.<\/sup>Donavit<sup>.<\/sup>L\u2019Anno<sup>.<\/sup>1691\u00bb.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_9\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_2_9\" class=\"footnote\">\u00abIoannes<sup>.<\/sup>Antonius<sup>.<\/sup>Fagninus<sup>.<\/sup>Donavit<sup>.<\/sup>Anno<sup>.<\/sup>MDCLXXXIX\u00bb.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_2_9\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_3_9\" class=\"footnote\">Su Carlo Francesco Bizzacheri si veda N. A. MALLORY, <em>Carlo Francesco Bizzacheri (1655-1721)<\/em>, in \u00abJournal of the Society of Architectural Historians\u00bb, n. 33, 1974, pp. 27-47; M. CARTA, <em>Un architetto collezionista: Carlo Francesco Bizzacheri<\/em>, in \u00abParagone. Arte\u00bb, n. 36 (429), 1985, pp. 112-130. Per la sua biografia si veda anche <em>In Urbe Architectus. Modelli Disegni Misure La professione dell\u2019architetto Roma 1680-1750, <\/em>catalogo della mostra a cura di B. Contardi, G. Curcio, Roma, Museo Nazionale di Castel Sant\u2019Angelo 12 dicembre 1991-29 febbraio 1992, Roma 1991, pp. 323-324, con bibliografia precedente.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_3_9\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_4_9\" class=\"footnote\">ASV, <em>Archiconfraternita SS. Crocifisso in S. Marcello<\/em>, E-XIX, 1-18, fasc. 7, Legato del sig. Giovanni Antonio Fagnini, ff. sciolti. Nelle carte l\u2019ebanista, al quale Fagnini lascia per legato dieci scudi, risponde al nome di Cristoforo Aldgais.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_4_9\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_5_9\" class=\"footnote\">ASR, <em>Trenta Notai Capitolini<\/em>, ufficio 1, notaio Franciscus Floridus, vol. 850, Testamenti, ff. 369r-378r. Per la trascrizione si veda appendice documentaria I.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_5_9\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_6_9\" class=\"footnote\">ASV, <em>Archiconfraternita SS. Crocifisso in S. Marcello<\/em>, I-V, 4, fasc. 46, Testamento del sig. Giovanni Antonio Fagnini. Nel documento Fagnini dichiara: <strong>\u00ab<\/strong>[f. 7v]<sup> <\/sup>voglio, che l\u2019Archiconfraternita mia erede, ne prendi scudi trentacinque, e ne facci celebrar messe numero trecentocinquanta, cio\u00e8 messe doicento all\u2019Altare del SS.mo Crocifisso in S. Marcello e messe centocinquanta all\u2019Altare di S. Pietro in S. Pudentiana in suffraggio delle anime delle felici memorie dell\u2019Eccellentissimi miei Padroni, siano in cielo come appresso; cio\u00e8 messe cento per l\u2019anima dell\u2019Eccellentissimo Signor Duca Francesco Caetani, messe cinquanta per l\u2019anima dell\u2019Eccellentissima Signora Donna Anna Acquaviva sua consorte, messe cinquanta per l\u2019anima dell\u2019Eccellentissimo Signor Duca Filippo, messe cinquanta per l\u2019anima dell\u2019Eccellentissima Signora Duchessa sua consorte, messe cinquanta per l\u2019anima dell\u2019Eccellentissimo Signor Don Andrea Girolamo figliolo del suddetto Signor Duca Filippo e messe cinquanta per l\u2019anima dell\u2019Eccellentissima Donna Anna Barberini gi\u00e0 consorte dell\u2019Eccellentissimo Signor Duca presente Dio conservi [\u2026]<strong>\u00bb<\/strong><span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_6_9\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_7_9\" class=\"footnote\">Sulla committenza e sul collezionismo Caetani si veda A. AMENDOLA, <em>I Caetani di Sermoneta. Strategie politiche e storia artistica tra Roma e l\u2019Europa nel Seicento<\/em>, tesi di dottorato in Strumenti e Metodi per la Storia dell\u2019Arte, Sapienza Universit\u00e0 di Roma, anno accademico 2008\/2009.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_7_9\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_8_9\" class=\"footnote\">Si veda N. GOZZANO, <em>La quadreria di Lorenzo Onofrio Colonna. Prestigio nobiliare e collezionismo nella Roma barocca<\/em>, Roma 2004, pp. 155-161. Sull\u2019importanza della guardaroba nell\u2019architettura palaziale del Seicento si veda M. G. AURIGEMMA, <em>Display\/Not Display: The guardaroba,<\/em> intervento al workshop <em>Display of Art in Roman Palaces in the Long 17<sup>th<\/sup> Century (1550-1750)<\/em>, The Getty Research Institute, Roma, American Academy, 1-2 luglio 2009. Eadem,  <em>Il<\/em><em> posto delle cose<\/em>, in <em>Ludicra<\/em>.<em> Roma nel Rinascimento<\/em>, a cura di M. Chiab\u00f2, M. Gargano, A. Modigliani, n. unico, Roma 2009, pp. 163-172.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_8_9\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_9_9\" class=\"footnote\">Per la funzione della guardaroba in palazzo Caetani mi sia consentito rimandare ai miei saggi, <em>L&#8217;abate Giovan Cristoforo Rovelli, Frans Luycx, Fran\u00e7ois Du Quesnoy, Andrea Sacchi e il mecenatismo artistico dei Caetani nel Seicento<\/em>, in \u00abStoria dell\u2019Arte\u00bb, nn. 122-123, n.s. 22-23, 2009, pp. 147-176; <em>I Caetani a Roma, Napoli e Caserta: un inedito inventario e un \u00abgiovane pittore casertano\u00bb aiutato da Andrea Sacchi, <\/em>in \u00abRicerche sul \u2018600 napoletano\u00bb, 2009, pp. 7-18.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_9_9\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_10_9\" class=\"footnote\">AC, <em>Fondo Economico<\/em>, Giustificazioni di Giovanni Antonio Fagnino, Guardarobba dal 1674 al 1681, n. 13, fasc. XXXII, 29 aprile 1678.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_10_9\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_11_9\" class=\"footnote\"><em>Ibidem<\/em>, fasc. XXXVI, f. 34, 23 settembre 1678.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_11_9\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_12_9\" class=\"footnote\">C. Bulgari, <em>Gemmari, argentieri e orafi d\u2019Italia<\/em>, vol. II, Roma 1958, p. 380.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_12_9\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_13_9\" class=\"footnote\">AC, <em>Fondo Economico<\/em>, Giustificazioni di Giovanni Antonio Fagnino, Guardarobba dal 1674 al 1681, n. 13, fasc. XIII.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_13_9\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_14_9\" class=\"footnote\">BCSMC, <em>Campione Universale<\/em>, ff. 147r-v: <strong>\u00ab<\/strong>nel Gioved\u00ec Santo la sera si fece da Signori della Confraternita, o Archiconfraternita del nostro Santissimo Crocifisso la solenne Processione solita farsi in ogni Anno Santo da questa nostra Chiesa fino alla Basilicaa Vaticana con diversi fanali ricchi di lumi e con Macchina Maestosa, sopra la quale fu portato il sudetto Santissimo Crocifisso e riusc\u00ec una processione assai divota coll\u2019intervento di diversi Signori Cardinali e di molti Prelati, ne vi fu alcun disordine, che non fu poco in s\u00ec gran moltitudine di popolo. Furono Capi processione il Signor Duca di Caserta Gaetani e di battenti<strong>\u00bb<\/strong>. Si veda inoltre M. FAGIOLO DELL&#8217;ARCO, <em>La festa barocca<\/em>, Roma 1997, pp. 276-277.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_14_9\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_15_9\" class=\"footnote\">R. CAETANO, <em>Le memorie de l&#8217;anno santo 1675. celebrato da papa Clemente 10 e consecrate alla santita&#8217; di N.S. papa Innocenzo 12 descritte in forma di giornale da l&#8217;abb. Ruggiero Caetano romano<\/em><strong><em>, <\/em><\/strong><em>In Roma : per Marc&#8217;Antonio, &amp; Orazio Campana, 1691<\/em>, Roma 1691, pp. 134-139.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_15_9\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_16_9\" class=\"footnote\">AC, <em>Fondo Economico<\/em>, Giustificazioni di Giovanni Antonio Fagnino, Guardarobba dal 1674 al 1681, n. 13, fasc. XIII, f. 15.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_16_9\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_17_9\" class=\"footnote\">Per la trascrizione completa del documento si veda A. AMENDOLA, <em>I Caetani di Sermoneta&#8230;<\/em>, 2008\/2009, pp. 380-381.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_17_9\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_18_9\" class=\"footnote\">O. POLLAK, <em>Italienische Kunstlerbriefe der Barockzeit<\/em>, in \u00abJahrbuch der Koniglich preuszischen Kunstsammlungen\u00bb, XXXIV, 1913, pp. 16-17; A. GONZ\u00c0LEZ-PALACIOS, <em>Il Tempio del Gusto. Le arti decorative in Italia fra classicismi e barocco. Roma e il Regno delle due Sicilie<\/em>, Milano 1984, p. 60; Idem, <em>Bernini e la grande decorazione barocca<\/em>, in <em>Gian Lorenzo Bernini Regista del Barocco<\/em>, catalogo della mostra a cura di M. G. Bernardini, M. Fagiolo dell\u2019Arco, Roma 21 maggio &#8211; 16 settembre 1999, Roma 1999, p. 189; R. VALERIANI, <em>Gli Arredi<\/em>, in <em>Palazzo Colonna<\/em>, a cura di E. A. Safarik, Roma 1999, p. 257; E. COLLE, <em>Il mobile Barocco in Italia. Arredi e decorazioni d\u2019interni dal 1600 al 1738<\/em>, Milano 2000, p. 96.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_18_9\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_19_9\" class=\"footnote\">F. PETRUCCI, <em>Alcuni arredi seicenteschi del Palazzo Chigi di Ariccia<\/em>, in \u00abStudi Romani\u00bb, XLVI, luglio-dicembre 1998, pp. 320-336.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_19_9\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_20_9\" class=\"footnote\">ASV, <em>Archiconfraternita SS. Crocifisso in S. Marcello<\/em>, E-XIX, 1-18, fasc. 7, Legato del sig. Giovanni Antonio Fagnini, ff. sciolti.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_20_9\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_21_9\" class=\"footnote\">AC, <em>Fondo Economico<\/em>, Giustificazioni di Giovanni Antonio Fagnino, Guardarobba dal 1674 al 1681, n. 13, fasc. XI, [f. 5].<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_21_9\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_22_9\" class=\"footnote\">L\u2019inventario di Giovanni Antonio Fagnini \u00e8 conservato in ASR, <em>Trenta Notai Capitolini<\/em>, ufficio 1, notaio Franciscus Floridus, vol 368, ff. 28-37v\/43-51v. Per la trascrizione si veda appendice documentaria II.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_22_9\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>amendolaadriano@virgilio.it Le arti decorative nella Roma Barocca: l\u2019ebanista Giovanni Antonio Fagnini guardaroba di casa Caetani e il tabernacolo della chiesa di San Marcello al Corso <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=9\" title=\"Adriano Amendola\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":616,"menu_order":8,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/9"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9"}],"version-history":[{"count":56,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/9\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1509,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/9\/revisions\/1509"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/616"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}