{"id":4343,"date":"2021-12-28T19:03:42","date_gmt":"2021-12-28T19:03:42","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=4343"},"modified":"2021-12-28T19:03:42","modified_gmt":"2021-12-28T19:03:42","slug":"bijoux-anciens","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=4343","title":{"rendered":"Bijoux Anciens"},"content":{"rendered":"<p><strong>Bijoux Anciens: Un \u00c1lbum In\u00e9dito de dibujos de joyas en La Biblioteca De Archeologia E Storia Dell&#8217;arte De Roma (Ca. 1680-1820)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Autore: Carolina Naya Franco<\/strong><\/p>\n<p><strong>Editore: \u200e Ediciones Universidad de Cantabria; 1\u00b0 edizione (1 marzo 2021)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Lingua: \u200e Spagnolo<\/strong><\/p>\n<p><strong>Copertina flessibile: \u200e 198 pagine<\/strong><\/p>\n<p><strong>ISBN-10: \u200e 8417888071<\/strong><\/p>\n<p><strong>ISBN-13: \u200e 978-8417888077<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno degli aspetti che non viene talvolta messo molto in evidenza nella storia dell\u2019oreficeria \u00e8 l\u2019importanza del disegno nella pratica artistica di orafi, argentieri, gioiellieri. Tale <em>vulnus<\/em> \u00e8 spesso correlato alla insufficienza di fonti che non consentono di mettere pienamente a fuoco quanto questo ambito sia stato nel corso del tempo privilegiato dagli artisti dei materiali preziosi, bench\u00e9 negli ultimi anni siano stati restituiti fondamentali contributi grazie anche alle recenti e interessanti pubblicazioni di Antonella Capitanio, Cinzia Sicca, Sabina De Cavi, Francesca Barberini e Michela Dickmann, Teresa Vale e ai progetti internazionali curati da Maria Teresa Cruz Y\u00e1bar, per cui questa branca del disegno oggi risulta sempre pi\u00f9 approfondita e studiata, grazie anche alle investigazioni di Priscilla Muller che hanno lasciato una traccia indelebile in questo settore di ricerca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa preziosa direzione si colloca il volume \u201c<em>Bijoux Anciens: un <\/em><em>\u00c1lbum in\u00e9dito de dibujos de joyas en la Biblioteca di Archeologia e Storia dell\u2019Arte de Roma (ca.1680-1820)<\/em>\u201d di Carolina Naya Franco, cui si deve la scoperta, presso la Biasa, di un album che consta di due manoscritti nei quali sono raccolti 345 disegni in cui sono rappresentati monili femminili, realizzati in un arco temporale che va dalla fine del XVII agli inizi del XIX secolo. Questo ritrovamento si considera sensazionale non solo per il materiale restituito, ma anche per l\u2019analisi puntuale effettuata dalla studiosa. Il volume presenta la prefazione a firma di Ana \u00c1greda Pino, specialista di arti decorative che attraverso l\u2019interesse scaturito dalle ricerche di Naya Franco afferma l\u2019importanza degli studi dedicati ai gioielli e sottolinea come essi richiedano una maggiore attenzione da parte degli storici dell\u2019arte, ancora oggi troppo spesso legati, seppure implicitamente, a quell\u2019anacronistica gerarchia che, nello studio delle arti, soleva un tempo distinguerle in <em>maggiori<\/em> e <em>minori<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo studio di Naya Franco parte da una descrizione accurata dell\u2019album per cui vengono analizzati ubicazione, caratteristiche formali e tecniche, con grande attenzione a un uso di una terminologia specifica e da un convincente confronto con un esemplare conservato nella sala Goya de Bellas Arte della Biblioteca Nazionale di Spagna. Le analogie tra i due album risiedono nel fatto che entrambi sono plasmati dal gusto francese imperante nell\u2019alta gioielleria di tutta Europa, nell\u2019epoca in cui sono stati realizzati entrambi i manoscritti. \u00c8 noto, infatti, come la moda francese si imponesse dal regno di Luigi XIV nella realizzazione di gioielli spagnoli, portoghesi inglesi, italiani e, in particolare, siciliani come anche Maria Concetta Di Natale osserva in \u201cGioielli di Sicilia\u201d. Tali dettami fanno s\u00ec che si creasse una omogeneizzazione del gusto, anticipando una sorta di globalizzazione nel segno delle arti preziose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naya Franco riflette sul titolo che compare sull\u2019album \u201c<em>Bijoux Anciens<\/em>\u201d in lingua francese ipotizzando correttamente che potesse materializzare la temperie culturale in atto, coerentemente con lo <em>zeitgeist<\/em>. Le pertinenti comparazioni effettuate dalla studiosa con manufatti conservati in collezioni internazionali e con le gioie dipinte dimostrano questa uniformit\u00e0 nel gusto del tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver ben ricostruito l\u2019arrivo dell\u2019album alla biblioteca romana attraverso la figura di Leo Samuel Olschki nel 1941, la studiosa in un saggio intitolato \u201c<em>Principales tipolog<\/em><em>\u00edas, temas, materiales represantados y destacadas ausencias: un <\/em><em>\u00c1lbum de joyas napolitano?<\/em>\u201d si concentra non solo sulle tipologie di monili rappresentati e sui motivi ornamentali ma anche sui materiali raffigurati nei disegni formulando ipotesi interessanti in merito alla cronologia. L\u2019osservazione sui tagli dei diamanti ritratti nei disegni mostra la dimestichezza della studiosa nell\u2019affrontare tematiche legate alle arti decorative con un approccio interdisciplinare, grazie agli studi dedicati alla gemmologia e al conseguimento di un dottorato in Storia dell\u2019Arte. Si reputano altres\u00ec interessanti le puntualizzazioni in merito ai grandi assenti nei disegni come le perle, in particolare quelle di forma irregolare, inserite nella struttura metallica del gioiello che conducono la studiosa a interrogarsi sulla destinazione d\u2019uso di questo album. Naya Franco ipotizza con convincenti argomentazioni che l\u2019album fosse un repertorio illustrativo di un lussuoso atelier italiano, ritenendo Napoli la sede ideale per l\u2019elaborazione del manoscritto per le numerose connessioni tra le gioie spagnole e le napoletane che la studiosa riporta, menzionando una puntuale bibliografia selezionata tra cui si segnalano gli studi di Angelo Lipinsky. L\u2019attribuzione alla citt\u00e0 napoletana viene realizzata con un punto di domanda, incentivando ulteriori studi che si potranno evolvere in future ricerche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ulteriore contributo del volume, di notevole interesse, riguarda la rassegna delle principali esposizioni e studi internazionali sulle fonti grafiche della gioielleria italiana che non solo contestualizza l\u2019album ritrovato dalla studiosa, ma consente anche di delineare una panoramica dei fondi grafici per lo studio della storia della gioielleria di Roma, incoraggiando lo studio di questo particolare aspetto della storia dell\u2019oreficeria. Ogni disegno nel catalogo \u00e8 restituito attraverso una opportuna breve scheda realizzata con rigore scientifico. Le immagini dei gioielli disegnati consentono di immaginare la ricchezza dei monili realizzati in Et\u00e0 Moderna, oggi in gran parte non pi\u00f9 esistenti, ad eccezione dei rari esemplari oggi custoditi in collezioni private e pubbliche. I gioielli disegnati e ritrovati da Carolina Naya Franco scintillano di nuova luce grazie a uno studio che si considera pertanto di fondamentale importanza per la conoscenza della storia dell\u2019oreficeria.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>Lucia Ajello<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Bijoux Anciens: Un \u00c1lbum In\u00e9dito de dibujos de joyas en La Biblioteca De Archeologia E Storia Dell&#8217;arte De Roma (Ca. 1680-1820) Autore: Carolina Naya Franco <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=4343\" title=\"Bijoux Anciens\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":4340,"menu_order":1,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4343"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4343"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4343\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4344,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4343\/revisions\/4344"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4340"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4343"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}