{"id":4330,"date":"2021-12-28T18:40:10","date_gmt":"2021-12-28T18:40:10","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=4330"},"modified":"2021-12-29T11:43:56","modified_gmt":"2021-12-29T11:43:56","slug":"simona-rinaldi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=4330","title":{"rendered":"Simona Rinaldi"},"content":{"rendered":"<p><a>rinaldi@unitus.it<\/a><\/p>\n<h2>Il restauratore Giuseppe Steffanoni al servizio dei Fratelli Mora (1884-1901)<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">DOI: 10.7431\/RIV24082021<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei libri dei conti del bergamasco Giuseppe Steffanoni (1841-1902), capostipite di una dinastia di restauratori in attivit\u00e0 dal 1883 al 1987<sup><a href=\"#footnote_0_4330\" id=\"identifier_0_4330\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"I libri dei conti si trovano nell&rsquo;Archivio Steffanoni presso l&rsquo;Accademia Carrara di Bergamo, in attesa di inventariazione. Prima della cessione all&rsquo;Accademia, l&rsquo;archivio fu fotocopiato da Cristina Giannini (non &egrave; noto se totalmente o in parte) che ne aveva avviato lo studio dal 1994, fino alla sua prematura scomparsa nel 2019. Per volont&agrave; della studiosa la copia dell&rsquo;archivio &egrave; pervenuta a chi scrive, e d&rsquo;ora in avanti sar&agrave; indicata come: Roma, Copia Archivio Steffanoni (RMCAS).\">1<\/a><\/sup>, sono registrati numerosi pagamenti ricevuti dai Fratelli Mora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I pagamenti sono presenti sia nel libro dei conti pi\u00f9 antico, contenente annotazioni relative agli anni 1884-1895, che nel successivo per gli anni 1895-1901, dove sono nuovamente ripetuti gli interventi eseguiti nel 1895 (<a title=\"Fig. 1. Giuseppe Steffanoni, 1895-1896, &lt;i&gt;Libro dei conti, pagamenti ricevuti dai Fratelli Mora&lt;\/i&gt;, Bergamo, Archivio Steffanoni, Archivi Storici dell\u2019Accademia. Carrara. Foto autore.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/rin01.jpg\">Fig. 1<\/a>), per concludersi con l\u2019ultima registrazione risalente al 9 febbraio 1901.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le datazioni riportate si riferiscono specificamente agli interventi condotti per i Fratelli Mora e si discostano dunque dalla cronologia pi\u00f9 estesa registrata nei libri dei conti, poich\u00e9 Giuseppe Steffanoni, e dopo di lui i figli Francesco (1879-1942) e Attilio (1881-1947), che gestirono la ditta di restauro dopo la morte del padre, adottano il tipico criterio archivistico della \u2018pratica aperta\u2019, nel senso che le note di pagamento non sono elencate di seguito in ordine cronologico nelle varie pagine di ciascun libro dei conti, ma sono raggruppate sotto il nome del cliente, aggiungendo in calce al primo intervento i successivi effettuati nel corso degli anni<sup><a href=\"#footnote_1_4330\" id=\"identifier_1_4330\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"&Egrave; stato mantenuto intatto il riordino condotto da Cristina Giannini in dieci faldoni che sono stati unicamente numerati: Libro dei conti 1883-1901, Faldone 1; Libro dei conti 1901-1911, Faldone 2; Libro dei conti 1912-1929, Faldone 3; Copialettere 1896-1910, Faldone 4; Carteggi 1887-1916, Faldone 5; Carteggi 1917-1922, Faldone 6; Carteggi 1923-1956, Faldone 7; Carteggi Attilio Steffanoni antiquario 1939-1945, Faldone 8; Carteggi 1957-1969, Faldone 9; Ritagli di stampa 1890-1989, Faldone 10.\">2<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerato l\u2019arco cronologico delineato dai pagamenti, risulta chiaro che i rapporti con i fratelli Mora siano stati intrattenuti personalmente da Giuseppe Steffanoni, per operazioni concernenti in genere la foderatura di tele, spesso con l\u2019adozione di un nuovo telaio e in qualche caso riguardando anche la stuccatura e la pulitura della superficie pittorica (vedi Tabella 1, in coda al testo). \u00a0Steffanoni operava pertanto rispettando sempre la suddivisione tipicamente tardo ottocentesca dell\u2019intervento di restauro con una prima attivit\u00e0 definita \u2018meccanica\u2019 relativa al consolidamento dei supporti pittorici, cui faceva seguito una seconda fase pi\u00f9 propriamente \u2018artistica\u2019 concernente il ritocco delle lacune. Tale suddivisione, sancita dalle norme varate nel 1877 da Giovan Battista Cavalcaselle, Ispettore centrale per la Pittura e la Scultura del Ministero della Pubblica Istruzione<sup><a href=\"#footnote_2_4330\" id=\"identifier_2_4330\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"V. Curzi, Giovan Battista Cavalcaselle funzionario dell&rsquo;Amministrazione delle Belle Arti e la questione del restauro, &ldquo;Bollettino d&rsquo;arte&rdquo;, serie VI, anno LXXXI, 1996, 96-97, pp. 189-198; S. Rinaldi, Le circolari sul restauro dei dipinti dello Sato italiano e la precedente normativa pontificia, in &ldquo;Annali di critica d&rsquo;arte&rdquo;, 2009, 5, pp. 311-343.\">3<\/a><\/sup>, corrispondeva alla prassi del restauro pittorico italiano almeno dal Settecento ed era adottata nelle botteghe lombarde anche per la pubblicazione nel 1866 del noto <em>Manuale <\/em>del conte Giovanni Secco Suardo (1798-1873)<sup><a href=\"#footnote_3_4330\" id=\"identifier_3_4330\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. Secco Suardo, Manuale ragionato per la parte meccanica dell&rsquo;Arte del Ristauratore dei dipinti, Milano 1866. La seconda parte sul restauro &lsquo;artistico&rsquo; fu pubblicata postuma nel 1894 riunendo in un unico volume le due parti: G. Secco Suardo, Il Ristauratore di dipinti, Milano 1894.\">4<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Steffanoni del resto, si era formato nella bottega di Antonio Zanchi (1826-1883) che era stato il pi\u00f9 stretto collaboratore del Secco Suardo nell\u2019ultimo decennio di attivit\u00e0. E fu presumibilmente proprio in occasione di un cantiere di restauro pittorico affidato ad Antonio Zanchi, che Steffanoni conobbe personalmente i Fratelli Mora: nel 1880 erano stati infatti avviati degli estesi interventi nella Cappella di Teodolinda nel Duomo di Monza. Zanchi era stato incaricato del restauro del ciclo murale degli Zavattari (1444) che, oltre al sudiciume, risultava fortemente compromesso dalla presenza dell\u2019altare barocco addossato alla parete di fondo della cappella occultando i dipinti e una finestra<sup><a href=\"#footnote_4_4330\" id=\"identifier_4_4330\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"R. Delmoro, Per l&rsquo;antico aspetto del Duomo di Monza: appunti dalle Visite pastorali tra XVI e XVII secolo e alcune precisazioni sui polittici di Stefano de Fedeli, in &ldquo;Acme&rdquo;, 2, 2014, pp. 41-81.\">5<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019eliminazione dell\u2019altare con la riapertura della finestra, resero necessario un intervento sulle pitture che Zanchi inizi\u00f2 ma lasci\u00f2 incompiuto per il sopraggiungere della morte, avvenuta nel maggio 1883. Il restauro fu condotto a termine dallo Steffanoni che aveva affiancato il suo maestro sin dalle prime fasi, operando il consolidamento dei dipinti eseguiti con un ampio ricorso di stesure a tempera e a olio (<a title=\"Fig. 2. Bottega degli Zavattari, 1444, &lt;i&gt;Cappella di Teodolinda&lt;\/i&gt;, dipinti murali, Monza, Duomo. Foto Giorgio Pappavicini, Creative Commons 4.0.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/rin02.jpg\">Fig. 2<\/a>)<sup><a href=\"#footnote_5_4330\" id=\"identifier_5_4330\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"R. Delmoro-A. Lucchini, &laquo;De Zavatarijs hanc ornavere capellam&raquo;. Precisazioni storiche sull&rsquo;epigrafe nella cappella di Teodolinda alla luce degli interventi di restauro, in &ldquo;Venezia Arti&rdquo;, 26, 2017, pp. 71-87, in part. p. 79.\">6<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un preciso resoconto del restauro \u00e8 fornito da Luca Beltrami nel 1891, quando ricorda che<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa Commissione Conservatrice dei Monumenti della Provincia di Milano, nel 1880 stabil\u00ec le norme per la ripulitura dei dipinti, la quale fu affidata ad Antonio Zanchi di Bergamo, coadiuvato dall\u2019allievo Stefanoni [<em>sic<\/em>] pure di Bergamo. In tale circostanza venne rimosso dalla parete di fondo l\u2019altare barocco e ripristinata la finestra che dall\u2019altare stesso era stata ostruita: in seguito si procedette a rifare gli\u00a0 stucchi nelle parti deteriorate, i quali stucchi vennero nuovamente dorati a cura dei fratelli Mora di Bergamo, mente in tutte le parti dei dipinti distrutte dall\u2019applicazione dell\u2019altare si pass\u00f2 una tinta neutra che attenua l\u2019impressione del danno subito: in tal modo si pot\u00e9, malgrado le molte manomissioni e il sensibile deperimento delle colorazioni, rimettere sufficientemente in luce la importante opera pittorica\u00bb<sup><a href=\"#footnote_6_4330\" id=\"identifier_6_4330\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"C. Fumagalli-L. Beltrami, La Cappella detta della Regina Teodolinda nella Basilica di San Giovanni in Monza e le sue pitture murali, Milano 1891, p. 14.\">7<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">In sostanza, l\u2019intervento coinvolse un variegato gruppo di maestranze, tutte bergamasche, che se per le lacune pittoriche si attenne alle norme ministeriali di colmarle con piatte campiture grigie (le cavalcaselliane tinte neutre), per quanto riguardava i partiti decorativi procedette a un totale rifacimento stilistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune indicazioni aggiuntive sulla pulitura ottocentesca sono fornite da Anna Lucchini cui si deve l\u2019ultimo intervento di restauro sul ciclo pittorico (2009-2014), riportando un documento dell\u2019epoca dove si afferma che i restauratori \u00abattendono alla pulitura generale dei dipinti stessi valendosi di una semplice spugna bagnata nell\u2019acqua pura, e di mollica di pane, con esclusione di qualsiasi agente chimico\u00bb<sup><a href=\"#footnote_7_4330\" id=\"identifier_7_4330\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. Lucchini, Cappella Zavattari: concluso il restauro della volta, in &ldquo;Il Duomo&raquo;&rdquo;, LXXXV, 2011, 9, pp. 15-17, in part. p. 15.\">8<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da un\u2019ulteriore indicazione di Beltrami si apprende che l\u2019intervento di restauro pittorico fu concluso nel 1889, ma nel corso di esso e precisamente nel 1884, vi fu anche il ritrovamento \u00abper caso fortuito\u00bb di \u00abun\u2019antichissimo crocifisso circondato da angeli, frescato sul muro che rimaneva coperto da detto altare della Corona. Ora codesto prezioso affresco venne egregiamente trasportato sulla tela dal Sig. Stefanoni [<em>sic<\/em>] di Bergamo, e vedesi in una sala attigua alla sacristia del Duomo stesso in cui fu scopetto\u00bb<sup><a href=\"#footnote_8_4330\" id=\"identifier_8_4330\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. Carocci, Monza. Quel che s&rsquo;&egrave; fatto nel 1884, in &ldquo;Arte e Storia&rdquo;, IV, 1885, 3, p. 24.\">9<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Steffanoni ebbe dunque a Monza l\u2019occasione di dare prova della sua principale abilit\u00e0, consistente nel distacco e trasporto su tela dei dipinti murali, per la quale divenne particolarmente famoso, mentre i Fratelli Mora tradizionalmente apprezzati come mobilieri ed esperti ebanisti, ricrearono le dorature in rilievo della cappella, seguendo le indicazioni della Commissione Conservatrice per un restauro stilistico<sup><a href=\"#footnote_9_4330\" id=\"identifier_9_4330\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"R. Cassanelli-R. Conti, Monza. La Cappella di Teodolinda nel Duomo. Architettura, decorazioni, restauri, Milano 1990, pp. 137, 141.\">10<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ripristino delle dorature fu eseguito dai Mora con grande perizia mimetica, come documentano i campioni di doratura in rilievo (a pastiglia) prelevati e analizzati nel corso dell\u2019ultimo restauro. Lo stucco costituente la pastiglia successivamente dorata adottato dai Mora, era ottenuto con un impasto di gesso e colla sul quale furono applicati due strati di missione oleosa per l\u2019adesione dell\u2019oro, il primo di colore giallastro (a base di ocra gialla e biacca) e il secondo, molto trasparente, a base di lacca rossa<sup><a href=\"#footnote_10_4330\" id=\"identifier_10_4330\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"C. Danti, Le Storie di Teodolinda nel Duomo di Monza, in Materiali e tecniche nella pittura murale del Quattrocento, a cura di B. Fabjan-M. Cardinali- M.B. De Ruggieri, Roma 2010, pp. 243-258, in part. p. 254.\">11<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come osserva Cristina Danti, \u00abtale doratura, sapiente e preziosa nella ricercatezza di ben due missioni pigmentate per dare riflessi colorati all\u2019oro, \u00e8 con certezza la doratura ottocentesca\u00bb, differenziandosi nettamente da quella originaria, dove la lacca rossa \u00e8 sovrapposta alla foglia d\u2019oro, mentre i Mora utilizzano la lacca rossa all\u2019interno della missione al di sotto dell\u2019oro, per \u00abuna preferenza tutta ottocentesca per la nitidezza dell\u2019oro puro\u00bb<sup><a href=\"#footnote_11_4330\" id=\"identifier_11_4330\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"C. Danti, Le Storie di Teodolinda&hellip;, 2010, pp. 254- 255.\">12<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La perizia riproduttiva delle tecniche antiche dimostrata dai Fratelli Mora non suscita troppo stupore, poich\u00e9 si trattava di una abilit\u00e0 artigianale connaturata alla bottega d\u2019intaglio ed ebanisteria fondata nel 1775 dal loro avo Giovanni Mora e trasferita nell\u2019Ottocento al figlio Pietro e infine ai suoi tre figli Giovanni, Pietro e Luigi, che erano divenuti degli specialisti nella produzione di mobili in stile (<a title=\"Fig. 3. Fratelli Mora, 1871-1900, &lt;i&gt;Sedia a sgabello&lt;\/i&gt;, legno intagliato, cm 98,7x49x39,5, New York, Metropolitan Museum. Foto Metropolitan Museum, CC0.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/rin03.jpg\">Fig. 3<\/a>) e cuoi artistici<sup><a href=\"#footnote_12_4330\" id=\"identifier_12_4330\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. Nebbia, &ldquo;Tutto analogo allo stile del secolo XIII, se non che purgato&rdquo;: un&rsquo;idea di Medioevo nelle arti applicate dell&rsquo;Italia unita. Emergenze dalle grandi esposizioni nazionali del secondo Ottocento e sul territorio piemontese, tesi di dottorato in Storia delle arti visive e dello spettacolo, Universit&agrave; degli studi di Pisa, aa. 2009-2011, tutor A. Capitanio, p. 324, ma cfr. anche V. Muzio, Vecchi cuoi artistici nella raccolta dei signori Mora a Milano, in &ldquo;Arte Italiana Decorativa e Industriale&rdquo;, IX, 1899, 9, pp. 93-96.\">13<\/a><\/sup>. La creazione di \u00abpoltrone medievali\u00bb come di mobilia completa, alternativamente in stile medievale o cinque-seicentesco, consent\u00ec all\u2019antica bottega paterna di trasformarsi in una ditta moderna in grado di realizzare gli arredi di intere stanze, che erano presentati al pubblico nelle numerose esposizioni nazionali e internazionali organizzate costantemente negli ultimi decenni del XIX secolo<sup><a href=\"#footnote_13_4330\" id=\"identifier_13_4330\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"O. Selvafolta, 1850-1890, in C. Paolini-A. Ponte-O. Selvafolta, Il bello &lsquo;ritrovato&rsquo;. Gusto, ambienti, mobili dell&rsquo;Ottocento, Novara 1990, pp. 300-592, in part. p. 466; R. Pavoni, Il Salone Mora, in R. Pavoni-O. Selvafolta, Milano 1894. Le Esposizioni Riunite, Milano 1994, pp. 105-108; F. Nanni, Fratelli Mora, in E. Colle, Il mobile dell&rsquo;Ottocento in Italia: arredi e decorazioni d&rsquo;interni dal 1815 al 1900, Milano 2007, p. 449; O. Selvafolta, Le arti decorative alle grandi esposizioni milanesi, 1881, 1894, 1906: uno sguardo critico, in &ldquo;Istituto Lombardo. Accademia di Scienze e Lettere. Incontri di studio&rdquo;, 2016, 260, pp. 201-234, in part. p. 212.\">14<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dagli annunci pubblicitari della ditta sia in fogli sciolti, sia negli <em>Annuari del Regno d\u2019Italia<\/em>, si apprende che nelle diverse esposizioni cui aveva partecipato, essa aveva ricevuto numerosi premi: a Torino nel 1884, ad Anversa nel 1885, a Liverpool nel 1886, all\u2019Esposizione Universale di Parigi del 1889 e all\u2019Esposizione Italiana di Londra del 1898, fino almeno al 1900, quando ricevette una medaglia d\u2019oro per tappezzerie e tessuti d\u2019arredo all\u2019Esposizione Universale di Parigi<sup><a href=\"#footnote_14_4330\" id=\"identifier_14_4330\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. La lista completa dei premiati italiani, in &ldquo;Il Risveglio Italiano&rdquo;, I, 22 agosto 1900, 25-26, pp. 1-2, in part. p. 2.\">15<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tali appuntamenti espositivi, ormai canonici per le arti applicate di fine Ottocento, va aggiunta anche un\u2019occasione particolare che i Fratelli Mora seppero cogliere nell\u2019effervescente clima artistico milanese, ovvero l\u2019apertura a Brera della prima Triennale nel maggio 1891, per la quale la ditta forn\u00ec l\u2019arredo di tutte le sale<sup><a href=\"#footnote_15_4330\" id=\"identifier_15_4330\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Brera 1891. L&rsquo;esposizione che rivoluzion&ograve; l&rsquo;arte moderna, a cura di E. Staudacher, Milano 2016, p. 100, nota 19, ma cfr. anche L. Chirtani, L&rsquo;Esposizione Triennale di Brera I-III, in &ldquo;L&rsquo;Illustrazione Italiana&rdquo;, XVIII, 17 maggio 1891, n. 20, pp. 309; 318-319; Ivi, 24 maggio 1891, n. 21, pp. 334-335.\">16<\/a><\/sup>. Sull\u2019allestimento della mostra, che rappresent\u00f2 un significativo aggiornamento della pittura italiana con la presentazione dei Divisionisti e di Gaetano Previati in particolare, che espose <em>Maternit\u00e0<\/em><sup><a href=\"#footnote_16_4330\" id=\"identifier_16_4330\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Maternit&agrave; di Gaetano Previati, a cura di P. Plebani-S. Rebora-F. Rossi, Bergamo 2015.\">17<\/a><\/sup>, si rintracciano ben poche notizie sulla tipologia di arredi forniti. Tuttavia, un ruolo rilevante appare assunto da Vittore Grubicy, che oltre a indirizzare la manifestazione verso le sperimentazioni pittoriche divisioniste, favor\u00ec il coinvolgimento dei Fratelli Mora, come testimonia una loro lettera dell\u2019aprile 1891 dove citano la realizzazione di \u00abun tavolo artistico (stato eseguito su disegno di Tranquillo Cremona)\u00bb, sulla base di un accordo con Grubicy sulla fornitura del mobilio per l\u2019esposizione<sup><a href=\"#footnote_17_4330\" id=\"identifier_17_4330\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Brera 1891&hellip;, 2016, p. 100, nota 19.\">18<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Triennale di Brera rappresent\u00f2 un rilevante evento culturale per tutto il capoluogo milanese, suscitando attenzione anche a livello nazionale, e la previsione della sua importanza va a tutto merito dei Fratelli Mora che, con spirito veramente imprenditoriale, ne fecero una vetrina pubblicitaria per le loro produzioni artistiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019utilizzo delle esposizioni per finalit\u00e0 commerciali era del resto presente all\u2019interno della stessa struttura produttiva della ditta che, come dichiarato nelle inserzioni pubblicitarie, si era dotata di un \u00abMuseo di Arte Antica\u00bb (<a title=\"Fig. 4. Fratelli Mora, 1892, &lt;i&gt;Locandina pubblicitaria&lt;\/i&gt;, fotografia, Milano, Annuario d\u2019Italia, Roma-Genova 1892, tav. 53. Foto autore.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/rin04.jpg\">Fig. 4<\/a>):<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl Museo ricco di molte migliaia di oggetti rappresenta tutta la storia dell\u2019Arte Decorativa incominciando dal secolo XIV fino al principio dell\u2019attuale. Centinaia di poltrone, sedie e mobili in genere; letti, casse, armadi, panadore, cornici, camini, ecc.; una ricca raccolta di cuoi, di stoffe, di ricami, di passamanterie [<em>sic<\/em>], di guarnizioni in ferro e bronzo, di ceramiche, di vetri, di incisioni e di opere illustrate presentano abbondantemente materia per la decorazione ed ammobigliamento di qualsiasi importanza. Questo potente mezzo di cui la sola Casa Fratelli Mora dispone, mette in condizione di fornire lavori perfettamente fedeli ad ogni stile da non confondersi con tentativi vari di industriali, che si servono di fotografie o di disegni tolti da mobili che escono dagli Stabilimenti Fratelli Mora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il favore nel quale \u00e8 tenuto il Museo da celebrit\u00e0 artistiche e da illustri personaggi che lo visitano, d\u00e0 la giusta idea dell\u2019importanza di esso, che continuamente si accresce di nuovi e numerosi acquisti. Le artistiche produzioni degli Stabilimenti Fratelli Mora, si trovano esclusivamente nei magazzini Corso Vittorio Emanuele 12 e 14 \u2013 Stabilimento via Milazzo 10 \u2013 Museo via Solferino 35 e via Milazzo 8 \u2013 Milano\u00bb<sup><a href=\"#footnote_18_4330\" id=\"identifier_18_4330\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Annuario d&rsquo;Italia. Calendario Generale del Regno, anno XXX, Parte Prima, Roma-Genova 1892, tav. 53.\">19<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come rilevato da numerosi studi, tale esposizione permanente derivava dai continui viaggi condotti dai Mora in tutta Europa \u00abvisitando le principali collezioni di arte applicata e acquistando numerosi pezzi autentici confluiti in seguito nella loro raccolta\u00bb<sup><a href=\"#footnote_19_4330\" id=\"identifier_19_4330\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. Nebbia, &ldquo;Tutto analogo allo stile&hellip;, 2009-2011, p. 434, ma cfr. anche F. Nanni, Fratelli Mora &hellip;, 2007, p. 449; O. Selvafolta, 1850-1890 &hellip;, 1990, p. 466.\">20<\/a><\/sup>, la cui finalit\u00e0 era di mostrare \u00abin una sorta di catalogo illustrato\u00bb gli oggetti che i clienti potevano acquistare \u00abcon la garanzia di ottenere repliche fedeli e storicamente corrette\u00bb<sup><a href=\"#footnote_20_4330\" id=\"identifier_20_4330\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem.\">21<\/a><\/sup> degli arredi esposti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per avere un\u2019idea dell\u2019organizzazione produttiva della ditta Mora si pu\u00f2 ricorrere a un articolo pubblicato nel 1892 su un periodico francese dove da un lato, si rievoca l\u2019antica discendenza dalla famiglia Mora de Bernabotti di Venezia, e dall\u2019altro se ne elogia il carattere di opificio moderno, in grado di occupare ben trecento operai, al quale risulta annessa anche una scuola professionale di disegno, con corsi serali rivolti all\u2019istruzione nella copia dagli originali visibili nel Museo<sup><a href=\"#footnote_21_4330\" id=\"identifier_21_4330\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"La fabbricazione dei mobili artistici e i cuoi artistici brevettati della Casa Fratelli Mora, in &ldquo;Le Pantheon de l&rsquo;Industrie&rdquo;, 1&deg; gennaio 1892, p. 196.\">22<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra gli ebanisti che lavorarono nella ditta dei Mora tra 1895 e 1898 si rintraccia anche la testimonianza di Lorenzo Gritti, resosi successivamente autonomo con una propria bottega, che ricorda Giovanni Mora attivo come restauratore all\u2019Accademia Carrara<sup><a href=\"#footnote_22_4330\" id=\"identifier_22_4330\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. https:\/\/www.bottegagritti.com\/la-bottega\/lorenzo [ultimo accesso: 25\/06\/2021].\">23<\/a><\/sup>, la quale rappresent\u00f2 un\u2019altra occasione d\u2019incontro e di collaborazione con Giuseppe Steffanoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando a esaminare i pagamenti registrati dallo Steffanoni, si pu\u00f2 osservare che i dipinti restaurati dal 1884 al 1901 erano certamente parte della raccolta dei fratelli, ma presumibilmente non come collezione nelle proprie abitazioni private, quanto piuttosto integralmente inseriti negli arredi dei salotti esposti per i clienti. Sembrano confermarlo le iconografie di tali dipinti, raffiguranti in genere paesaggi, vedute veneziane, nature morte e qualche sporadica rappresentazione sacra, che si vedono appesi nei salotti allestiti all\u2019interno delle esposizioni cui partecipavano, come quella di Milano del 1894 (<a title=\"Fig. 5. Fratelli Mora, 1894, &lt;i&gt;Sala espositiva&lt;\/i&gt;, fotografia, Milano, Esposizioni Riunite di Milano del 1894, p. 185. Foto autore.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/rin05.jpg\">Fig. 5<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E proprio per l\u2019acquisizione di paesaggi e vedute veneziane che i Mora si rivolgono a Steffanoni in una lettera del 3 marzo 1900 dove affermano:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abAbbiamo spedito al signor Antonio Carrer antiquario a Venezia quattro pezzi cuojo imitazioni di lavoro antico e i relativi campioni. Vi pregheremmo darne avviso allo stesso della spedizione fatta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi raccomandiamo di farci tenere il pi\u00f9 presto possibile le 4 vedute di Venezia e i due paesaggi dipinti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Salutandovi con stima<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">F.lli Mora\u00bb<sup><a href=\"#footnote_23_4330\" id=\"identifier_23_4330\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"RMCAS, Carteggi 1887-1916, Faldone 5.\">24<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il riferimento ad Antonio Carrer, mercante d\u2019arte e di arredi, pi\u00f9 volte citato nei libri dei conti dello Steffanoni insieme a Michelangelo Guggenheim, attivo a Venezia nel restauro di mobili antichi ma anche nella produzione di mobilia e arredi in stile tra i pi\u00f9 noti all\u2019epoca<sup><a href=\"#footnote_24_4330\" id=\"identifier_24_4330\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. Martignon, Michelangelo Guggenheim e le arti decorative, in &ldquo;Saggi e Memorie di storia dell&rsquo;arte&rdquo;, 39, 2015, pp. 46-71.\">25<\/a><\/sup>, testimonia l\u2019estesa rete di contatti e scambi che il restauratore bergamasco aveva saputo tessere tra Bergamo, Milano e Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dipinti e tutte le raccolte dei Mora furono venduti all\u2019asta nel 1910 per volont\u00e0 di Luigi, ultimo dei fratelli ad essere sopravvissuto<sup><a href=\"#footnote_25_4330\" id=\"identifier_25_4330\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ceramiche, vetri, quadri, ferri, bronzi, mobili, cornici e specchi di compendio della Raccolta Mora in vendita all&rsquo;asta, Milano 1910.\">26<\/a><\/sup>. L\u2019asta si svolse nella Sala verde della Corte Ducale del Castello Sforzesco dal 28 maggio al 4 giugno 1910 disperdendo tutti quegli oggetti accumulati in almeno cinquant\u2019anni di attivit\u00e0. Gran parte di essi confluirono nei musei civici milanesi, incrementandone le raccolte di arte applicata<sup><a href=\"#footnote_26_4330\" id=\"identifier_26_4330\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. Colle, Introduzione, in Museo d&rsquo;Arte Applicata. Mobili e intagli lignei, Milano 1996, pp. 26-28.\">27<\/a><\/sup>, ma anche la Pinacoteca<sup><a href=\"#footnote_27_4330\" id=\"identifier_27_4330\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Museo d&rsquo;Arte Antica del castello Sforzesco: Pinacoteca, a cura di M. T. Fiorio, Milano 1997, vol. 1, pp. 24, 234, n. 169 (Madonna con bambino, tempera su tela, 65 x 47, inv. 699); vol. 3, p. 34 (E. Baschenis, Strumenti musicali, olio su tela, 75 x 97) e altre nature morte con fiori e frutta.\">28<\/a><\/sup>. Con l\u2019occasione fu venduto anche un \u00abviolino con archetto\u00bb<sup><a href=\"#footnote_28_4330\" id=\"identifier_28_4330\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. Restelli, Il mercato antiquario di strumenti musicali a Milano tra Ottocento e Novecento, Milano 2017, p. 42.\">29<\/a><\/sup>, confermando l\u2019estensione merceologica della raccolta, che rispecchiava una concezione del museo come ricostruzione storica d\u2019ambienti antichi, all\u2019epoca assai comune e integralmente condivisa, per esempio, da Luca Beltrami, al quale si doveva la rinascita del Castello Sforzesco<sup><a href=\"#footnote_29_4330\" id=\"identifier_29_4330\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"F. Tasso, &ldquo;Un tranquillo asilo di arte e di memorie cittadine&rdquo;: Beltrami e i musei del Castello Sforzesco di Milano, in Luca Beltrami, catalogo della mostra a cura di S. Paoli, Milano 2014, pp. 157-167; Eadem, Malaguzzi Valeri, le arti industriali e il Museo artistico municipale di Milano, in Francesco Malaguzzi Valeri (1867-1928) tra storiografia artistica, museo e tutela, atti del convegno a cura di A. Rovetta-G.C. Sciolla, Segrate 2014, pp. 177-185.\">30<\/a><\/sup>. Si tratt\u00f2 di un approccio al collezionismo e all\u2019allestimento museale del tutto coerente con le predilezioni della societ\u00e0 lombarda di fine XIX secolo, cui diedero un fattivo contributo gli artigiani specializzati sia della ditta Mora che della bottega Steffanoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tabella 1<\/strong><\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\"><strong>Data<\/strong><\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\"><strong>Operazione effettuata<\/strong><\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\"><strong>Costo<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">16\/02\/1884<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Foderato due ritratti di donna   con telajo nuovo<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3 16.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">15 \/04\/1884<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Foderato con telaio due Pale di   altare e due quadrotti<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3 60.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">16\/02\/1885<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Foderato un quadretto ovale con   telaio e stuccato<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3 5.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">15\/12\/1885<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Foderato con telaio nuovo e   stuccato quadro un Baschenis<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3 8.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">10\/06\/1886<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Foderato con telaio nuovo e stuccato   un quadro di genere che rappresenta una figura d\u2019uomo con frutti<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3 8.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">14\/09\/1886<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Per aver smontato e rimontato   cornici<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3 16.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">Giugno 1891<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Foderato con telaio nuovo quadro   rappresentante la Madonna angioli ed un pontefice<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3 12.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">07\/03\/1892<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Foderato n\u00b0 12 quadretti   rappresentanti la Via crucis, accordo fatto \u00a3 2 cadauno<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3 24.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">07\/03\/1892<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Foderato un Cristo dipinto della   figlia Balpina<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3 4.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">25\/02\/1893<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Foderato un quadro ovale che   rappresenta angioli<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3 4.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">15\/06\/1893<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Foderato a Milano due Crivelloni   con telaio nuovo<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3 16.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">16\/06\/1893<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Fodera [<em>sic<\/em>] la tela di   Volta grande sagomata d\u2019accordo<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3 38.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">07\/02\/1894<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Foderato [<em>sic<\/em>] semplice   foderatura e stuccatura quattro quadretti eguali che rappresentano fondi in   legno con oggetti appesi<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3 16.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">14\/04\/1894<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Fatto la doppia foderatura con   varie aggiunte a due angioli attribuiti del Talpino<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3 12.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">Febbraio 1895<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Per aver fatto la doppia foderatura   ad un quadro rapp.<sup>te<\/sup> La Crocifizione di G. C. con telaio nuovo, ed   aggiunti di Cent.<sup>tri <\/sup>40 in altezza di tela impressa con stuccatura   al dipinto<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3. 45.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">Novembre 1895<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Foderato con telaio nuovo, pulitura   e stuccatura ad un quadro di forma ovale del pitt. Lisandrino<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3 6.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">Novembre 1895<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Foderato, stuccato e pulito con   telaio nuovo ad un\u2019architettura<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3 6.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\"><\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Foderato, stuccato e puliti N\u00b0 6   Lisandrini , d\u2019accordo \u00a3 4 cad.<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3 24.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">Novembre 1895<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Fatto ai medesimi una seconda   foderatura su cartone pesante<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3 6.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">Marzo 1896<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Foderato, stuccato e pulito con   telaio nuovo ad un\u2019architettura<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3. 6.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">Marzo 1896<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Foderato, con telaio nuovo,   pulitura e stuccatura a N\u00b0 6 quadri uguali di forma ovali-rapp.<sup>ti <\/sup>paesaggi   del pitt. [<em>spazio vuoto<\/em>] a \u00a3 6 cadauno<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3 36.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">Settembre 1896<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Foderato un quadro rapp.<sup>te <\/sup>l\u2019Inverno   copia Bassano<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3 7.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">Maggio 1897<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Foderato su cartone un paesaggio   del pittor Lisandrino<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3 2.50<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">23\/09\/1898<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Per l\u2019operazione di doppia   foderatura, telaio nuovo e grande stuccatura ad un quadro rapp.<sup>te<\/sup> \u201cIl Ponte di Rialto\u201d<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3 18.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">08\/03\/1900<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Per l\u2019operazione di doppia foderatura,   telaio nuovo a quattro vedute di Venezia<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3 25.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">08\/03\/1900<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Per come sopra a due paesaggi<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3 15.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">12\/04\/1900<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Per come sopra ad una Santa   Caterina<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3 18.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">12\/04\/1900<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Per come sopra a due putti<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3 6.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">13\/11\/1900<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Per la foderatura di N\u00b0 3 fiori   (senza telaio) fatta a Milano<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3 12.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">13\/11\/1900<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Come sopra ad un putto con fiori,   forte stuccatura e montato su telaio<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3 5.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">29\/01\/1901<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Per l\u2019operazione di doppia   foderatura, telaio nuovo, stuccatura e forte pulitura a quattro quadri eguali   rapp.<sup>ti<\/sup> Le 4 parti del Mondo<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3 50.00<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"104\" valign=\"top\">09\/02\/1901<\/td>\n<td width=\"369\" valign=\"top\">Per come sopra a numero 3 vedute   di Venezia a \u00a3 5 cadauna<\/td>\n<td width=\"64\" valign=\"top\">\u00a3 15.00<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_4330\" class=\"footnote\">I libri dei conti si trovano nell\u2019Archivio Steffanoni presso l\u2019Accademia Carrara di Bergamo, in attesa di inventariazione. Prima della cessione all\u2019Accademia, l\u2019archivio fu fotocopiato da Cristina Giannini (non \u00e8 noto se totalmente o in parte) che ne aveva avviato lo studio dal 1994, fino alla sua prematura scomparsa nel 2019. Per volont\u00e0 della studiosa la copia dell\u2019archivio \u00e8 pervenuta a chi scrive, e d\u2019ora in avanti sar\u00e0 indicata come: Roma, Copia Archivio Steffanoni (RMCAS).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_4330\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_4330\" class=\"footnote\">\u00c8 stato mantenuto intatto il riordino condotto da Cristina Giannini in dieci faldoni che sono stati unicamente numerati: <em>Libro dei conti 1883-1901, <\/em>Faldone 1; <em>Libro dei conti 1901-1911<\/em>, Faldone 2; <em>Libro dei<\/em> <em>conti 1912-1929, <\/em>Faldone 3; <em>Copialettere 1896-1910<\/em>, Faldone 4; <em>Carteggi 1887-1916, <\/em>Faldone 5; <em>Carteggi 1917-1922, <\/em>Faldone 6; <em>Carteggi<\/em> <em>1923-1956, <\/em>Faldone 7; <em>Carteggi Attilio Steffanoni antiquario 1939-1945, <\/em>Faldone 8; <em>Carteggi 1957-1969, <\/em>Faldone 9; <em>Ritagli di stampa 1890-1989, <\/em>Faldone 10.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_4330\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_2_4330\" class=\"footnote\">V. Curzi, <em>Giovan Battista Cavalcaselle funzionario dell\u2019Amministrazione delle Belle Arti e la questione del restauro<\/em>, \u201cBollettino d\u2019arte\u201d, serie VI, anno LXXXI, 1996, 96-97, pp. 189-198; S. Rinaldi, <em>Le circolari sul restauro dei dipinti dello Sato italiano e la precedente normativa pontificia<\/em>, in \u201cAnnali di critica d\u2019arte\u201d, 2009, 5, pp. 311-343.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_2_4330\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_3_4330\" class=\"footnote\">G. Secco Suardo, <em>Manuale ragionato per la parte meccanica dell\u2019Arte del Ristauratore dei dipinti<\/em>, Milano 1866. La seconda parte sul restauro \u2018artistico\u2019 fu pubblicata postuma nel 1894 riunendo in un unico volume le due parti: G. Secco Suardo, <em>Il Ristauratore di dipinti<\/em>, Milano 1894.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_3_4330\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_4_4330\" class=\"footnote\">R. Delmoro, <em>Per l\u2019antico aspetto del Duomo di Monza: appunti dalle Visite pastorali tra XVI e XVII secolo e alcune precisazioni sui polittici di Stefano de Fedeli<\/em>, in \u201cAcme\u201d, 2, 2014, pp. 41-81.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_4_4330\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_5_4330\" class=\"footnote\">R. Delmoro-A. Lucchini, <em>\u00abDe Zavatarijs hanc ornavere capellam\u00bb. Precisazioni storiche sull\u2019epigrafe nella cappella di Teodolinda alla luce degli interventi di restauro<\/em>, in \u201cVenezia Arti\u201d, 26, 2017, pp. 71-87, in part. p. 79.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_5_4330\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_6_4330\" class=\"footnote\">C. Fumagalli-L. Beltrami, <em>La Cappella detta della Regina Teodolinda nella Basilica di San Giovanni in Monza e le sue pitture murali,<\/em> Milano 1891, p. 14.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_6_4330\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_7_4330\" class=\"footnote\">A. Lucchini, <em>Cappella Zavattari: concluso il restauro della volta,<\/em> in \u201cIl Duomo\u00bb\u201d, LXXXV, 2011, 9, pp. 15-17, in part. p. 15.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_7_4330\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_8_4330\" class=\"footnote\">G. Carocci, <em>Monza. Quel che s\u2019\u00e8 fatto nel 1884<\/em>, in \u201cArte e Storia\u201d, IV, 1885, 3, p. 24.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_8_4330\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_9_4330\" class=\"footnote\">R. Cassanelli-R. Conti, <em>Monza. La Cappella di Teodolinda nel Duomo. Architettura, decorazioni, restauri<\/em>, Milano 1990, pp. 137, 141.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_9_4330\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_10_4330\" class=\"footnote\">C. Danti, <em>Le Storie di Teodolinda nel Duomo di Monza<\/em>, in <em>Materiali e tecniche nella pittura murale del Quattrocento<\/em>, a cura di B. Fabjan-M. Cardinali- M.B. De Ruggieri, Roma 2010, pp. 243-258, in part. p. 254.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_10_4330\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_11_4330\" class=\"footnote\">C. Danti, <em>Le Storie di Teodolinda<\/em>&#8230;, 2010, pp. 254- 255.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_11_4330\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_12_4330\" class=\"footnote\">M. Nebbia, \u201c<em>Tutto analogo allo stile del secolo XIII, se non che purgato\u201d: un\u2019idea di Medioevo nelle arti applicate dell\u2019Italia unita. Emergenze dalle grandi esposizioni nazionali del secondo Ottocento e sul territorio piemontese,<\/em> tesi di dottorato in Storia delle arti visive e dello spettacolo, Universit\u00e0 degli studi di Pisa, aa. 2009-2011, tutor A. Capitanio, p. 324, ma cfr. anche V. Muzio, <em>Vecchi cuoi artistici nella raccolta dei signori Mora a Milano<\/em>, in \u201cArte Italiana Decorativa e Industriale\u201d, IX, 1899, 9, pp. 93-96.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_12_4330\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_13_4330\" class=\"footnote\">O. Selvafolta, <em>1850-1890<\/em>, in C. Paolini-A. Ponte-O. Selvafolta<em>, Il bello \u2018ritrovato\u2019. Gusto, ambienti, mobili dell\u2019Ottocento<\/em>, Novara 1990, pp. 300-592, in part. p. 466; R. Pavoni, <em>Il Salone Mora<\/em>, in R. Pavoni-O. Selvafolta, <em>Milano 1894. Le Esposizioni Riunite<\/em>, Milano 1994, pp. 105-108; F. Nanni, <em>Fratelli Mora<\/em>, in E. Colle, <em>Il mobile dell\u2019Ottocento in Italia: arredi e decorazioni d\u2019interni dal 1815 al 1900<\/em>, Milano 2007, p. 449; O. Selvafolta, <em>Le arti decorative alle grandi esposizioni milanesi, 1881, 1894, 1906: uno sguardo critico<\/em>, in \u201cIstituto Lombardo. Accademia di Scienze e Lettere. Incontri di studio\u201d, 2016, 260, pp. 201-234, in part. p. 212.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_13_4330\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_14_4330\" class=\"footnote\">Cfr. <em>La lista completa dei premiati italiani<\/em>, in \u201cIl Risveglio Italiano\u201d, I, 22 agosto 1900, 25-26, pp. 1-2, in part. p. 2.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_14_4330\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_15_4330\" class=\"footnote\"><em>Brera 1891. L\u2019esposizione che rivoluzion\u00f2 l\u2019arte moderna<\/em>, a cura di E. Staudacher, Milano 2016, p. 100, nota 19, ma cfr. anche L. Chirtani, <em>L\u2019Esposizione Triennale di Brera I-III<\/em>, in \u201cL\u2019Illustrazione Italiana\u201d, XVIII, 17 maggio 1891, n. 20, pp. 309; 318-319; <em>Ivi<\/em>, 24 maggio 1891, n. 21, pp. 334-335.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_15_4330\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_16_4330\" class=\"footnote\"><em>Maternit\u00e0 di Gaetano Previati<\/em>, a cura di P. Plebani-S. Rebora-F. Rossi, Bergamo 2015.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_16_4330\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_17_4330\" class=\"footnote\"><em>Brera 1891<\/em>\u2026, 2016, p. 100, nota 19.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_17_4330\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_18_4330\" class=\"footnote\"><em>Annuario d\u2019Italia. Calendario Generale del Regno<\/em>, anno XXX, Parte Prima, Roma-Genova 1892, tav. 53.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_18_4330\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_19_4330\" class=\"footnote\">M. Nebbia, \u201c<em>Tutto analogo allo stile<\/em>\u2026, 2009-2011, p. 434, ma cfr. anche F. Nanni, <em>Fratelli Mora<\/em> \u2026, 2007, p. 449; O. Selvafolta, <em>1850-1890<\/em> \u2026, 1990, p. 466.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_19_4330\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_20_4330\" class=\"footnote\"><em>Ibidem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_20_4330\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_21_4330\" class=\"footnote\"><em>La fabbricazione dei mobili artistici e i cuoi artistici brevettati della Casa Fratelli Mora<\/em>, in \u201cLe Pantheon de l\u2019Industrie\u201d, 1\u00b0 gennaio 1892, p. 196.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_21_4330\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_22_4330\" class=\"footnote\">Cfr. <a href=\"https:\/\/www.bottegagritti.com\/la-bottega\/lorenzo\">https:\/\/www.bottegagritti.com\/la-bottega\/lorenzo<\/a> [ultimo accesso: 25\/06\/2021].<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_22_4330\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_23_4330\" class=\"footnote\">RMCAS, <em>Carteggi 1887-1916, <\/em>Faldone 5.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_23_4330\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_24_4330\" class=\"footnote\">A. Martignon, <em>Michelangelo Guggenheim e le arti decorative<\/em>, in \u201cSaggi e Memorie di storia dell\u2019arte\u201d, 39, 2015, pp. 46-71.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_24_4330\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_25_4330\" class=\"footnote\"><em>Ceramiche, vetri, quadri, ferri, bronzi, mobili, cornici e specchi di compendio della Raccolta Mora in vendita all\u2019asta<\/em>, Milano 1910.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_25_4330\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_26_4330\" class=\"footnote\">E. Colle, <em>Introduzione<\/em>, in <em>Museo d\u2019Arte Applicata. Mobili e intagli lignei<\/em>, Milano 1996, pp. 26-28.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_26_4330\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_27_4330\" class=\"footnote\"><em>Museo d\u2019Arte Antica del castello Sforzesco: Pinacoteca<\/em>, a cura di M. T. Fiorio, Milano 1997, vol. 1, pp. 24, 234, n. 169 (<em>Madonna con bambino<\/em>, tempera su tela, 65 x 47, inv. 699); vol. 3, p. 34 (E. Baschenis, <em>Strumenti musicali<\/em>, olio su tela, 75 x 97) e altre nature morte con fiori e frutta.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_27_4330\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_28_4330\" class=\"footnote\">A. Restelli, <em>Il mercato antiquario di strumenti musicali a Milano tra Ottocento e Novecento<\/em>, Milano 2017, p. 42.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_28_4330\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_29_4330\" class=\"footnote\">F. Tasso, <em>\u201cUn tranquillo asilo di arte e di memorie cittadine\u201d: Beltrami e i musei del Castello Sforzesco di Milano<\/em>, in <em>Luca Beltrami<\/em>, catalogo della mostra a cura di S. Paoli, Milano 2014, pp. 157-167; Eadem, <em>Malaguzzi Valeri, le arti industriali e il Museo artistico municipale di Milano<\/em>, in <em>Francesco Malaguzzi Valeri (1867-1928) tra storiografia artistica, museo e tutela<\/em>, atti del convegno a cura di A. Rovetta-G.C. Sciolla, Segrate 2014, pp. 177-185.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_29_4330\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>rinaldi@unitus.it Il restauratore Giuseppe Steffanoni al servizio dei Fratelli Mora (1884-1901) DOI: 10.7431\/RIV24082021 Nei libri dei conti del bergamasco Giuseppe Steffanoni (1841-1902), capostipite di una <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=4330\" title=\"Simona Rinaldi\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2,"menu_order":8,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4330"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4330"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4330\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4386,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4330\/revisions\/4386"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4330"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}