{"id":4324,"date":"2021-12-28T18:31:45","date_gmt":"2021-12-28T18:31:45","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=4324"},"modified":"2021-12-28T20:52:19","modified_gmt":"2021-12-28T20:52:19","slug":"elisa-zucchini","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=4324","title":{"rendered":"Elisa Zucchini"},"content":{"rendered":"<p>elisa.zucchini@unifi.it<\/p>\n<h2>Premesse delle medaglie di cantanti d\u2019opera nel mecenatismo degli ultimi Medici<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">DOI: 10.7431\/RIV24072021<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fiorire, nel primo Settecento, di una medaglistica celebrativa delle cantanti e dei cantanti si pu\u00f2 ricondurre al modello mecenatistico del Gran Principe Ferdinando de\u2019 Medici, primogenito di Cosimo III, premorto al padre (1663-1713), della sua consorte Violante Beatrice di Baviera (1673-1731) e del cardinale Francesco Maria de\u2019 Medici, fratello minore di Cosimo III (1660-1711), i quali traslarono la propria intensa attivit\u00e0 in ambito teatrale, dettata da sincera passione per la musica<sup><a href=\"#footnote_0_4324\" id=\"identifier_0_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L. Spinelli, Le esperienze veneziane del principe Ferdinando de&rsquo; Medici e le influenze sulla politica spettacolare e dinastica toscana (1688-1696), in &laquo;Medioevo e Rinascimento&raquo;, XVI n.s., 2005, pp. 159-199, 162.\">1<\/a><\/sup>, sul piano della committenza artistica, suscitando imitazione nell\u2019aristocrazia fiorentina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Gran Principe Ferdinando ricopr\u00ec, fra la fine del Seicento e il primo decennio del Settecento, un ruolo chiave nel mecenatismo delle arti a livello europeo. Fin dagli esordi, i suoi interessi musicali e teatrali, culminanti nelle rappresentazioni operistiche della villa di Pratolino, alle quali partecipavano musicisti e scenografi fiorentini e forestieri, si dipanarono parallelamente alla sua attivit\u00e0 collezionistica<sup><a href=\"#footnote_1_4324\" id=\"identifier_1_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"R. Spinelli, Ferdinando di Cosimo III de&rsquo;Medici, Gran Principe di Toscana&hellip;, in Il Gran Principe Ferdinando de&rsquo;Medici &ndash; collezionista e mecenate, catalogo della mostra (Firenze, Galleria degli Uffizi, 26 giugno &ndash; 3 novembre 2013), a cura di R. Spinelli, Firenze 2013, pp. 34-71: 35-38.\">2<\/a><\/sup>. Se in giovent\u00f9 egli si rivolse ad artisti gi\u00e0 attivi per la corte medicea, in particolare a Mehus, Gabbiani, Foggini e Soldani Benzi, ad eccezione di scenografi e quadraturisti bolognesi<sup><a href=\"#footnote_2_4324\" id=\"identifier_2_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"R. Spinelli, Ferdinando di Cosimo III&hellip;, 2013, pp. 38-41; Idem, L&rsquo;arte a Firenze da Cosimo III de&rsquo;Medici a Pietro Leopoldo d&rsquo;Asburgo-Lorena, in Il fasto e la ragione. Arte del Settecento a Firenze, catalogo della mostra (Firenze, Galleria degli Uffizi, 30 maggio-30 settembre 2009), a cura di A. Natali, C. Sisi e R. Spinelli, Firenze 2009, pp. 23-45, 26-30.\">3<\/a><\/sup>, i viaggi a Venezia del 1688 e del 1696 segnarono una svolta nei suoi gusti in direzione della pittura veneta e in generale non toscana<sup><a href=\"#footnote_3_4324\" id=\"identifier_3_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"R. Spinelli, Ferdinando di Cosimo III&hellip;, 2013, pp. 46, 56.\">4<\/a><\/sup>, che ebbe quale esiti rapporti di mecenatismo con gli artisti pi\u00f9 progrediti del tempo \u2013 Sebastiano e Marco Ricci, Alessandro Magnasco, Giuseppe Maria Crespi \u2013 mentre il suo collezionismo si rivolgeva da un lato ai grandi maestri della pittura cinque-seicentesca, nella raccolta di pale d\u2019altare e nel Gabinetto d\u2019opere in piccolo fondato nella villa di Poggio a Caiano, dall\u2019altro a generi contemporanei poco praticati a Firenze, ossia il paesaggio, la veduta, i soggetti quotidiani e burleschi, la natura morta<sup><a href=\"#footnote_4_4324\" id=\"identifier_4_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"R. Spinelli, L&rsquo;arte a Firenze&hellip;, 2009, pp. 26-30.\">5<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le inclinazioni musicali e teatrali del Gran Principe furono condivise dalla moglie Violante Beatrice di Baviera, il profilo culturale della quale \u00e8 stato ricostruito solo di recente<sup><a href=\"#footnote_5_4324\" id=\"identifier_5_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L. Spinelli, Il principe in fuga e la principessa straniera &ndash; Vita e teatro alla corte di Ferdinando de&rsquo;Medici e Violante di Baviera (1675-1731), Firenze 2010; Idem, Violante di Baviera e gli ultimi divertimenti di una dinastia e S. Benassai, Tra le carte di Violante. Note sul mecenatismo della Gran Principessa di Toscana, in Ferdinando di Cosimo III de&rsquo;Medici, Gran Principe di Toscana e Violante Beatrice di Baviera, atti del seminario (Firenze, Biblioteca degli Uffizi, 25 gennaio 2014), &ldquo;Valori Tattili&rdquo;, 3\/4. 2014, pp. 114-123, 84-112.\">6<\/a><\/sup>. Ella collabor\u00f2 col marito all\u2019organizzazione delle rappresentazioni teatrali del teatro della villa di Pratolino e del teatro S. Sebastiano di Livorno<sup><a href=\"#footnote_6_4324\" id=\"identifier_6_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L. Spinelli, Il principe in fuga&hellip;, 2010, pp. 79-80, 85, 109 sgg.; Idem, Violante di Baviera&hellip;, 2014, p. 115.\">7<\/a><\/sup>, scrisse commedie recitate da cortigiani e, fino al 1701, da lei medesima<sup><a href=\"#footnote_7_4324\" id=\"identifier_7_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L. Spinelli, Il principe in fuga&hellip;, 2010, pp. 85-86; Idem, Violante di Baviera&hellip;, 2014, p. 116.\">8<\/a><\/sup>. Rimasta vedova senza figli, nel 1717 ricevette dal suocero Cosimo III l\u2019incarico di Governatrice di Siena e fiss\u00f2 la propria dimora nella villa di Lappeggi, proseguendo il mecenatismo spettacolare del defunto marito; al suo servizio figurarono primedonne di fama internazionale, quali Aurelia Marcello, Francesca Cuzzoni, Giustina Eberhardt ed altre accompagnate fuori d\u2019Italia da sue lettere di raccomandazione, nonch\u00e9 il castrato Gaetano Berenstadt<sup><a href=\"#footnote_8_4324\" id=\"identifier_8_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L. Spinelli, Violante di Baviera&hellip;, 2014, pp. 116-118. Di Gaetano Berenstadt sono noti una medaglia di Lorenzo Maria Weber datata 1730 (Filippo Antichi, in Plasmato dal fuoco &ndash; la scultura in bronzo nella Firenze degli ultimi Medici, catalogo della mostra &ndash; Firenze, Gallerie degli Uffizi, Palazzo Pitti &ndash; Tesoro dei granduchi,&nbsp;18 settembre 2019-12 gennaio 2020 &ndash; a cura di E.D. Schmidt, S. Bellesi, R. Gennaioli, Firenze 2019, pp. 376-377, n&deg;101) ed un busto di Giovacchino Fortini (S. Bellesi, in Il fasto e la ragione, 2009, pp. 240-241, n&deg; 85).\">9<\/a><\/sup>. Il suo mecenatismo artistico assunse un certo rilievo soprattutto nella vedovanza. La principessa partecip\u00f2 alle esposizioni pubbliche della SS. Annunziata del 1715 e del 1724 con dipinti di Sustermans, Zeggin e Ferretti; dall\u2019inventario <em>post mortem<\/em> della villa di Lappeggi (1732) e da altri documenti sappiamo che collezion\u00f2 opere di Puglieschi, Ferretti, Franchi, Scacciati, Rosalba Carriera, Anton Domenico e Giovanni Gaetano Gabbiani, Pier Dandini, Giovanna Fratellini<sup><a href=\"#footnote_9_4324\" id=\"identifier_9_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Benassai, Tra le carte di Violante&hellip;, 2014, pp. 85-100.\">10<\/a><\/sup>. Tra gli scultori, predilesse Andreozzi, Soldani Benzi e Cornacchini, ma commission\u00f2 medaglie con la propria effigie a Montauti, Selvi e Weber<sup><a href=\"#footnote_10_4324\" id=\"identifier_10_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Benassai, Tra le carte di Violante&hellip;, 2014, pp. 100-103.\">11<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Indizi di una qualche affinit\u00e0 di gusti artistici fra Violante e Ferdinando si ricavano da committenze di quadri analoghi, ad esempio quelli di Antonio Franchi raffiguranti <em>Il Giardino di Venere <\/em>(per Ferdinando) e <em>Venere ed Amorini <\/em>(per Violante)<sup><a href=\"#footnote_11_4324\" id=\"identifier_11_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"F.S. Baldinucci, Vite di artisti dei secoli XVII &ndash; XVIII &ndash; prima edizione integrale del codice palatino 565, a cura di A. Matteoli, Roma 1975, pp. 43-44.\">12<\/a><\/sup>, oppure dal comune interesse per i dipinti di piccolo formato<sup><a href=\"#footnote_12_4324\" id=\"identifier_12_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"F. Paliaga &ndash; R. Spinelli, Il Gabinetto d&rsquo;opere in piccolo del Gran Principe Ferdinando de&rsquo;Medici a Poggio a Caiano, &ldquo;Gli Uffizi. Studi e ricerche&rdquo;, 33, 2017; Elisa Acanfora, &ldquo;Si disegna, si minia e si dipinge&rdquo;: la pittura su pergamena nelle fonti e la sua fortuna a Firenze fra Sei e Settecento, in Pergamene fiorite, catalogo della mostra (Poggio a Caiano, Villa Medicea, 13 settembre &ndash; 14 dicembre 2014), a cura di M.M. Simari ed E. Acanfora, Livorno 2014, pp. 23 &ndash; 37: 32.\">13<\/a><\/sup> e per la natura morta<sup><a href=\"#footnote_13_4324\" id=\"identifier_13_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"I. Della Monica, Gran Principe Ferdinando e S. Casciu, Violante Beatrice di Baviera, in Il giardino del Granduca, Torino 1997, pp. 238-289, 329-337.\">14<\/a><\/sup>. Cosa ancor pi\u00f9 importante ai fini di questa ricognizione, sia Ferdinando sia Violante commissionarono ritratti dipinti dei propri musicisti prediletti. Lui richiese ad Anton Domenico Gabbiani cinque tele raffiguranti i virtuosi al proprio servizio, ora nelle Gallerie dell\u2019Accademia di Firenze, facendosi addirittura ritrarre fra loro in una di esse<sup><a href=\"#footnote_14_4324\" id=\"identifier_14_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Strumenti musicali: guida alle collezioni medicee e lorenesi, a cura di G. Rossi Rognoni., Firenze 2009, schede n&deg; 5, 6, 20, 21, 22, pp. 44-49, 82-87.\">15<\/a><\/sup>. Lei conservava a Lappeggi, stando all\u2019inventario del 1732, una coppia di dipinti di autore imprecisato raffiguranti l\u2019uno i poeti estemporanei Maria Domenica Mazzetti, Alessandro Ghivizzani, Jacopo Antonio Lucchesi e i musicisti Pietro Salvetti e Domenico Palafuti, l\u2019altro il pittore Pietro Simone Vannetti<sup><a href=\"#footnote_15_4324\" id=\"identifier_15_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Archivio di Stato di Firenze, Guardaroba Medicea, f. 1393, c. 160; S. Benassai, Tra le carte di Violante&hellip;, 2014, p. 96.\">16<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra le medaglie del Museo del Bargello se ne trovano alcune raffiguranti primedonne eseguite a Firenze entro il primo quarto del diciottesimo secolo, punti di partenza di un filone proseguito nella seconda met\u00e0 del secolo<sup><a href=\"#footnote_16_4324\" id=\"identifier_16_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"H. Van Der Linden, Medals and chamber pots for Faustina Bordoni: celebrity and material culture in early eighteenth-century Italy, &ldquo;Journal for Eighteenth Century Studies&rdquo; vol. 40 n&deg; 1, 2017, pp. 23-47: 33-34.\">17<\/a><\/sup>, riconducibili all\u2019influenza dei suddetti principi Medici sull\u2019ambiente culturale toscano. Si ritiene che le due medaglie di Faustina Bordoni, fuse da Giuseppe Broccetti nel 1723 (Figg. 3-6), inaugurino il genere<sup><a href=\"#footnote_17_4324\" id=\"identifier_17_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"H. Van Der Linden, Medals and chamber pots&hellip;, 2017, p. 24; S.M. Woyke, Faustina Bordoni: Biographie &ndash; Vokalprofil &ndash; Rezeption, Francoforte 2009, p. 87; L. Spinelli 2010, p. 216.\">18<\/a><\/sup>, ma in realt\u00e0 il titolo spetta ad una medaglia attribuita a Massimiliano Soldani Benzi, datata 1708, raffigurante il soprano Vittoria Tarquini, detta \u201cla Bombace\u201d o \u201cla Bambagia\u201d, protagonista nel primo decennio del Settecento delle opere inscenate dal Gran Principe Ferdinando nel teatro della villa di Pratolino e nel teatro di San Sebastiano a Livorno (Figg. 1-2)<sup><a href=\"#footnote_18_4324\" id=\"identifier_18_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L. Spinelli, Il principe in fuga&hellip;, 2010, pp. 121-136; F. Lora, Nel teatro del Principe&ndash; i drammi per musica di Giacomo Antonio Perti per la Villa medicea di Pratolino, Bologna 2016, passim.\">19<\/a><\/sup>. La mancata identificazione di Vittoria Tarquini con una cantante nei repertori<sup><a href=\"#footnote_19_4324\" id=\"identifier_19_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. Toderi &ndash; F. Vannel, Medaglie italiane del Museo Nazionale del Bargello di Firenze, II, Firenze 2005, p. 29.\">20<\/a><\/sup> e la scarsit\u00e0 di documentazione hanno finora ostacolato il riconoscimento della rilevanza della medaglia. Al contrario, le medaglie raffiguranti Faustina godono di un\u2019ampia bibliografia<sup><a href=\"#footnote_20_4324\" id=\"identifier_20_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. Toderi &ndash; F. Vannel, Medaglie italiane del Museo Nazionale del Bargello di Firenze, III, Firenze 2006, schede 243-244, pp. 37-38; Iidem, La medaglia barocca in Toscana, Firenze 1987, p. 129; G. Cantelli, Una raccolta fiorentina di medaglie tra &rsquo;600 e &rsquo;700, Firenze 1979, p. 30; C. Avery, Giuseppe Broccetti&rsquo;s medal of the singer Faustina Bordoni, &ldquo;The Medal&rdquo; 36.2000, pp. 3-7.\">21<\/a><\/sup> e sono menzionate in numerose fonti primarie, anche a causa dello scandalo che la loro fusione suscit\u00f2<sup><a href=\"#footnote_21_4324\" id=\"identifier_21_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"H. Van Der Linden, Medals and chamber pots&hellip;, 2017, pp. 24, 31-32; C. Ricci, Figure e figuri del mondo teatrale, Milano 1920, pp. 12-14; S.M. Woyke, Faustina Bordoni&hellip;, 2009; L. Spinelli, Violante di Baviera&hellip;, 2014, pp. 120-121.\">22<\/a><\/sup>, il che ne ha favorito l\u2019individuazione quale primo esempio di opera d\u2019arte celebrativa di una cantante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le recenti ricerche musicologiche hanno ricostruito la vita di Vittoria Tarquini, inquadrando meglio la sua attivit\u00e0 in Toscana. Nel 1688, anno del suo debutto nella stagione di Carnevale del Teatro di S. Giovanni Crisostomo di Venezia, la Tarquini cant\u00f2 in almeno un\u2019esibizione privata in onore del Gran Principe Ferdinando, in visita a Venezia per la prima volta; egli l\u2019accompagn\u00f2 con la spinetta e forse le fece donare un anello con diamante in segno d\u2019apprezzamento<sup><a href=\"#footnote_22_4324\" id=\"identifier_22_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"B.L. Glixon, &lsquo;Supereminet omnes&rsquo; &ndash; New light on the life and career of Vittoria Tarquini, in &ldquo;H&auml;ndel &ndash; Jahrbuch&rdquo; n. 62, 2016, pp. 401-414: 404-405.\">23<\/a><\/sup>. In seguito lei si trasfer\u00ec ad Hannover, poi a Napoli. La prima testimonianza del suo impiego alla corte fiorentina \u00e8 una quietanza di pagamento del Gran Principe Ferdinando datata marzo 1698 <em>ab Incarnatione<\/em>, allegata in copia al testamento della cantante, forse in relazione ai suoi investimenti<sup><a href=\"#footnote_23_4324\" id=\"identifier_23_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"B.L. Glixon, &lsquo;Supereminet omnes&rsquo;&hellip;, 2016, pp. 405-409.\">24<\/a><\/sup>. Nel 1699 Vittoria \u00e8 registrata nei ruoli dei virtuosi al servizio di Gian Gastone de\u2019Medici<sup><a href=\"#footnote_24_4324\" id=\"identifier_24_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"B.L. Glixon, &lsquo;Supereminet omnes&rsquo;&hellip;, 2016, pp. 407-409; U. Kirkendale, Music and meaning, Firenze 2008, p. 383; E. Selfridge-Field, A New Chronology of Venetian Opera and Related Genres, 1660-1760, Stanford 2007, p. 185; W. Kirkendale, The court musicians in Florence during the Principate of the Medici, Firenze 1993, p. 652.\">25<\/a><\/sup> &#8211; manca una documentazione sul suo trasferimento a Firenze da Napoli, ma si \u00e8 ipotizzato un legame con la corrispondenza fra il vicer\u00e9 di Napoli, duca di Medinaceli, e il cardinale Francesco Maria de\u2019 Medici<sup><a href=\"#footnote_25_4324\" id=\"identifier_25_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"B.L. Glixon, &lsquo;Supereminet omnes&rsquo;&hellip;, 2016, p. 408.\">26<\/a><\/sup>. \u00c8 quindi indubbio che la medaglia fusa nel 1708 in onore della primadonna dovesse celebrarne i vent\u2019anni di carriera e i dieci anni di permanenza in Toscana<sup><a href=\"#footnote_26_4324\" id=\"identifier_26_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"B.L. Glixon, &lsquo;Supereminet omnes&rsquo;&hellip;, 2016, p. 411.\">27<\/a><\/sup>. Il presunto incarico a Massimiliano Soldani Benzi, stimato medaglista favorito soprattutto dal Gran Principe<sup><a href=\"#footnote_27_4324\" id=\"identifier_27_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"K. Lankheit, Florentinische Barockplastik, Monaco di Baviera 1962, pp. 114-115; M.L. Strocchi, Parigi &ndash; Poggio a Caiano 1661-2003, in Il Gran Principe Ferdinando de&rsquo;Medici e Anton Domenico Gabbiani, Prato 2003, pp. 10-31: 20.\">28<\/a><\/sup>, sembra indicare proprio una committenza da parte di Ferdinando, ma il denso carteggio fra la Tarquini e Francesco Maria de\u2019Medici<sup><a href=\"#footnote_28_4324\" id=\"identifier_28_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"B.L. Glixon, &lsquo;Supereminet omnes&rsquo;&hellip;, 2016, pp. 408-409, 412-413. Per la corrispondenza di Francesco Maria de&rsquo;Medici concernente il teatro si veda F. Fantappi&eacute;, Per una rinnovata immagine dell&rsquo;ultimo cardinale mediceo. Dall&rsquo;epistolario di Francesco Maria Medici (1660-1711), &ldquo;Archivio Storico Italiano&rdquo;, CLXVI, 2008, pp. 495-531; Un garbato fratello et un garbato zio: teatri, cantanti, protettori e impresari nell&rsquo;epistolario di Franceso Maria Medici (1680-1711), tesi di dottorato, Universit&agrave; di Firenze, Dottorato di ricerca in Storia dello Spettacolo, XVI ciclo, 2001-2004.\">29<\/a><\/sup> persuade a non escludere quest\u2019ultimo come possibile committente. Siccome, a quanto mi consta, non si conoscono altri esemplari della suddetta medaglia oltre a quello del Bargello, mi sembra ragionevole supporre che esso rappresenti un <em>unicum<\/em> destinato alla collezione di uno dei due Medici, quindi ad una visione privata, il che spiegherebbe la carenza di fonti e di indicazioni bibliografiche in merito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di particolare interesse risulta l\u2019iconografia della medaglia. Nel diritto (<a title=\"Fig. 1. Massimiliano Soldani Benzi (attr.), &lt;i&gt;Medaglia di Vittoria Tarquini&lt;\/i&gt; (&lt;i&gt;recto&lt;\/i&gt;). 1708. Bronzo, diametro mm 87. Firenze, Museo Nazionale del Bargello.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/zuc01.jpg\">Fig. 1<\/a>), Vittoria Tarquini \u00e8 raffigurata a mezzobusto, col profilo rivolto a destra; \u00e8 abbigliata all\u2019antica con velo ricadente dalla nuca, perle fra i capelli e alle orecchie, ed ha una rosa davanti a s\u00e9, come se la tenesse nella mano, non raffigurata. Nell\u2019 esergo (<a title=\"Fig. 2. Massimiliano Soldani Benzi (attr.), &lt;i&gt;Medaglia di Vittoria Tarquini&lt;\/i&gt; (&lt;i&gt;verso&lt;\/i&gt;). 1708. Bronzo, diametro mm 87. Firenze, Museo Nazionale del Bargello.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/zuc02.jpg\">Fig. 2<\/a>), si nota un emblema naturalistico: una rosa che sovrasta altri fiori, col motto <em>Supereminet omnes<\/em><sup><a href=\"#footnote_29_4324\" id=\"identifier_29_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. Toderi &ndash; F. Vannel, Medaglie italiane&hellip;, 2005, p. 29.\">30<\/a><\/sup><em>.<\/em> Tale frase \u00e8 tratta da un passo dell\u2019<em>Eneide <\/em>relativo all\u2019episodio di Didone durante la costruzione di Cartagine:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00abQualis in Eurotae ripis aut per iuga Cynthi<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">exercet Diana choros, quam mille secutae<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">hinc atque hinc glomerantur Oreades; illa pharetram<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">fert umero gradiensque deas supereminet omnis<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(Latonae tacitum pertemptant gaudia pectus):<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">talis erat et Dido, talem se laeta ferebat<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">per medios instans operi regnisque futuris.\u00bb<sup><a href=\"#footnote_30_4324\" id=\"identifier_30_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Publio Virgilio Marone, Eneide, I 498-503. Traduzione di M. Ramous (Venezia 1998): &laquo;Come sulle rive dell&rsquo;Eurota o per i gioghi del Cinto Diana guida le danze e mille Oreadi da ogni parte al suo seguito si raccolgono; e lei, la faretra sulla spalla, incedendo tutte le altre dee sovrasta (e a Latona segretamente di gioia si gonfia il cuore); tale era Didone, tale raggiante tra i suoi incedeva, spronando l&rsquo;opera di costruzione del futuro regno&raquo;.\">31<\/a><\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto, non si distingue dagli altri motti negli eserghi delle medaglie di Soldani, spesso tratti dalla poesia latina<sup><a href=\"#footnote_31_4324\" id=\"identifier_31_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"K. Lankheit, Florentinische Barockplastik&hellip;, 1962, pp. 119 &ndash; 121.\">32<\/a><\/sup>. Invece, la figurazione fitomorfa si distingue da quelle degli altri rovesci, allegorici o mitologici, che comprendono solitamente figure umane<sup><a href=\"#footnote_32_4324\" id=\"identifier_32_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"K. Lankheit, Florentinische Barockplastik&hellip;, 1962, pp. 121-122.\">33<\/a><\/sup>. Viene da chiedersi se ci\u00f2 non sia correlato allo <em>status<\/em> sociale dell\u2019effigiata, non appartenente alla nobilt\u00e0 o ad una casa reale, al clero o alle schiere dei funzionari di corte e degli eruditi, al contrario degli altri individui effigiati da Soldani<sup><a href=\"#footnote_33_4324\" id=\"identifier_33_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"K. Lankheit, Florentinische Barockplastik&hellip;, 1962, pp. 115-119, 121-123.\">34<\/a><\/sup>; per una donna di tale condizione un\u2019impresa erudita poteva sembrare azzardata. L\u2019 insolita raffigurazione della rosa su ambo i lati valorizza il significato simbolico del fiore. Nel <em>Mundus Symbolicus<\/em> di Filippo Picinelli, la rosa \u00e8 simbolo della fama della virt\u00f9, nella fattispecie, la rosa fra altri fiori col motto <em>Inter omnes<\/em> allude alla suprema bellezza di una donna &#8211; in questo caso bellezza vocale, poich\u00e9 il ritratto rivela un aspetto non proprio avvenente<sup><a href=\"#footnote_34_4324\" id=\"identifier_34_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"F. Picinelli, Mundus Symbolicus, Colonia 1687, voce &ldquo;Rosa&rdquo;.\">35<\/a><\/sup>. L\u2019immagine, unita ad un motto riferito a Didone e a Diana, alludeva senz\u2019altro alla supremazia della Bombace sulle scene toscane, oltre che ai suoi ruoli prediletti di donna regale o nobile<sup><a href=\"#footnote_35_4324\" id=\"identifier_35_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"B.L. Glixon, &lsquo;Supereminet omnes&rsquo;&hellip;, 2016, pp. 412-416; Cambridge Handel Encyclopedia, a cura di A. Landgraf e D. Vickers, Cambridge 2009, voce &ldquo;Tarquini, Vittoria&rdquo;.\">36<\/a><\/sup>. L\u2019accostamento fra la rosa e le perle nel ritratto sul diritto potrebbe rimandare alla grazia della cantante, capace di rapire gli animi sulla scena, nonch\u00e9 al suo temperamento scenico, tendente all\u2019affettuoso e al patetico<sup><a href=\"#footnote_36_4324\" id=\"identifier_36_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"C. Ripa, Iconologia, a cura di S. Maffei, Torino 2012, ad vocem &ldquo;Grazia&rdquo;; Cambridge Handel Encyclopedia, ad vocem &ldquo;Tarquini, Vittoria&rdquo;; F. Lora, Nel teatro del Principe&hellip;, 2016, pp. 138-139.\">37<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicuramente la medaglia di Vittoria Tarquini rappresent\u00f2 un antecedente di quelle fuse da Giuseppe Broccetti in onore di Faustina Bordoni nel 1723, anno nel quale la cantante si esib\u00ec al Teatro della Pergola nel <em>Flavio Anicio Olibrio <\/em>(libretto di Apostolo Zeno e Pietro Pariati, musica di Francesco Gasperini); esse sono note in vari esemplari, conservati al Museo del Bargello, al Victoria and Albert Museum, al Museo Civico Archeologico di Bologna e in collezioni private<sup><a href=\"#footnote_37_4324\" id=\"identifier_37_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S.M. Woyke, Faustina Bordoni&hellip;, 2009, pp. 87-90; L. Spinelli, Il principe in fuga&hellip;, 2010, p. 216; H. Van Der Linden, Medals and chamber pots&hellip;, 2017, p. 24; M. Betti, in Plasmato dal fuoco, 2019, pp. 358-359, n&deg;91.\">38<\/a><\/sup>. Sulla committenza di queste medaglie la critica ha avanzato ipotesi differenti: alcuni l\u2019hanno ricondotta a Violante Beatrice di Baviera, dedicataria del <em>Flavio Anicio Olibrio<\/em><sup><a href=\"#footnote_38_4324\" id=\"identifier_38_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L. Spinelli, Violante di Baviera&hellip;, 2014, pp. 120-121; M. Betti, in Plasmato dal fuoco, 2019, p. 358.\">39<\/a><\/sup>, ma le pagine di una miscellanea conservata nel fondo Ranuzzi dell\u2019Universit\u00e0 del Texas ad Austin, pubblicate da Huub Van Der Linden, riportano che Faustina<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00abfu regalata dal marchese\u2026Giugni dilettante di musica, che suona a maraviglia il flauto [\u2026] di dodici gran medaglie d\u2019argento di peso sopra quatro oncie, e trenta di bronzo, ove da Giuseppe Broccetti fu fatto il suo ritratto di Faustina Bordoni, e nel rovescio della medaglia eravi in terra un trofeo d\u2019instrumenti musicali sopra de\u2019 quali stava in piedi una deit\u00e0 che mostrava havere posato nella pianta della mano una fenice, e tale impresa haveva il seguente motto \u201cUna avis in terris\u201d. Non paghi di questa illustre espressione, altro sig.<sup>re<\/sup> fece un consimile dono d\u2019altra medaglia pure col ritratto di Faustina Bordoni scolpito da Giuseppe Brocetti [sic], il rovescio della quale era l\u2019eroe Arione armato che sentendo cantare le sirene si butt\u00f2 in mare, e d\u2019intornava questa impresa il seguente motto:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u201cQuis tam ferreus ut teneat se\u201d\u00bb<sup><a href=\"#footnote_39_4324\" id=\"identifier_39_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"H. Van Der Linden, Medals and chamber pots&hellip;, 2017, p. 35. La miscellanea raccoglie in un volume diversi manoscritti di argomento morale, religioso, storico, cronachistico, giuridico (The University of Texas at Austin, Harry Ransom Center, Ranuzzi Papers, MS Ph. 12738, n&deg; 12, cc. 103r-108v).\">40<\/a><\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembra quindi che la commissione dei due modelli giunti sino a noi, fra le poche opere sopravvissute di Broccetti<sup><a href=\"#footnote_40_4324\" id=\"identifier_40_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"K. Lankheit, Florentinische Barockplastik&hellip;, 1962, p. 181; Toderi-Vannel 1987, p. 129.\">41<\/a><\/sup>, si dovesse a due nobili fiorentini &#8211; il primo identificabile con Ottavio Giugni, dedicatario dell\u2019opera <em>L\u2019odio redivivo <\/em>inscenata a Bologna nel Carnevale 1723, o con Giovanni Giugni, cavaliere di Santo Stefano e ciambellano onorario di Cosimo III<sup><a href=\"#footnote_41_4324\" id=\"identifier_41_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"H. Van Der Linden, Medals and chamber pots&hellip;, 2017, p. 26.\">42<\/a><\/sup> &#8211; salvo ipotizzare che essi abbiano richiesto repliche di medaglie originariamente commesse da Violante di Baviera. La succitata descrizione corrisponde a grandi linee agli esemplari conservati. Il diritto \u00e8 identico in entrambe (<a title=\"Fig. 3. Giuseppe Broccetti, &lt;i&gt;Medaglia di Faustina Bordoni&lt;\/i&gt; (&lt;i&gt;recto&lt;\/i&gt;). 1723. Bronzo, diametro mm 83. Firenze, Museo Nazionale del Bargello.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/zuc03.jpg\">Figg. 3<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 4. Giuseppe Broccetti, &lt;i&gt;Medaglia di Faustina Bordoni&lt;\/i&gt; (&lt;i&gt;recto&lt;\/i&gt;). 1723. Bronzo, diametro mm 85. Firenze, Museo Nazionale del Bargello.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/zuc05.jpg\">4<\/a>): Faustina \u00e8 ritratta a mezzobusto \u2018all\u2019antica\u2019, con un velo ricadente dai capelli raccolti, mantello e doppia catena di perle trattenuta da un fermaglio sullo scollo dell\u2019abito. I rovesci invece si differenziano, essendo l\u2019uno di soggetto allegorico, l\u2019altro di soggetto letterario. Nel primo (<a title=\"Fig. 5. Giuseppe Broccetti, &lt;i&gt;Medaglia di Faustina Bordoni&lt;\/i&gt; (&lt;i&gt;verso&lt;\/i&gt; con la Fama). 1723. Bronzo, diametro mm 83. Firenze, Museo Nazionale del Bargello.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/zuc04.jpg\">Fig. 5<\/a>), una figura femminile, identificabile con la Fama grazie alla tromba che tiene in una mano, assisa su un cumulo di strumenti musicali, regge un globo sormontato da una fenice, col motto <em>Una avis in terris<\/em><sup><a href=\"#footnote_42_4324\" id=\"identifier_42_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. Toderi &ndash; F. Vannel, Medaglie italiane&hellip;, 2005, p. 38.\">43<\/a><\/sup><em>.<\/em> Nel secondo (<a title=\"Fig. 6. Giuseppe Broccetti, &lt;i&gt;Medaglia di Faustina Bordoni&lt;\/i&gt; (&lt;i&gt;verso&lt;\/i&gt; con Ulisse, i suoi compagni e la Sirena). 1723. Bronzo, diametro mm 85. Firenze, Museo Nazionale del Bargello.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/zuc06.jpg\">Fig. 6<\/a>), soldati antichi su una nave, con tutta probabilit\u00e0 i compagni di Ulisse, si sporgono verso una sirena che emerge dal mare, col motto <em>Quis tam ferreus ut teneat se<\/em><sup><a href=\"#footnote_43_4324\" id=\"identifier_43_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. Toderi &ndash; F. Vannel, Medaglie italiane&hellip;, 2005; H. Van Der Linden, Medals and chamber pots&hellip;, 2017, p. 30.\">44<\/a><\/sup>. Una <em>\u201cCanzona uscita in Firenze, citt\u00e0 che va alla mallora [sic]\u201d<\/em>, trascritta sempre nella miscellanea Ranuzzi, tramanda il nome del fonditore della medaglia allogata da Giugni, Girolamo Montanti detto Momo<sup><a href=\"#footnote_44_4324\" id=\"identifier_44_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"H. Van Der Linden, Medals and chamber pots&hellip;, 2017, pp. 26-39.\">45<\/a><\/sup>. Un\u2019altra miscellanea manoscritta, ora nella Biblioteca Universitaria di Bologna<sup><a href=\"#footnote_45_4324\" id=\"identifier_45_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"La miscellanea raccoglie diversi fogli o ritagli incollati su fogli, nella fattispecie di argomenti satirico (Bologna, Biblioteca Universitaria, MS 408, busta VI, fascicolo I: Fasciculus I, Satire contro Bolognesi o per esse accadute in Bologna).\">46<\/a><\/sup>, citata da Corrado Ricci, accenna ad una terza medaglia, avente sul diritto il ritratto della cantante e sul rovescio una cicala col motto <em>Vox vox praetereaque nihil,<\/em><sup><a href=\"#footnote_46_4324\" id=\"identifier_46_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Bologna, Biblioteca Universitaria, MS 408, busta VI, fascicolo I: Fasciculus I, Satire contro Bolognesi o per esse accadute in Bologna, pp. 27, 29, 40-41; C. Ricci, Figure e figuri&hellip;, 1920, p. 14.\">47<\/a><\/sup><em>, <\/em>della quale non si conoscono esemplari; \u00e8 probabile che la notizia sia inesatta, in quanto basata su descrizioni altrui<sup><a href=\"#footnote_47_4324\" id=\"identifier_47_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"H. Van Der Linden, Medals and chamber pots&hellip;, 2017, pp. 28-29.\">48<\/a><\/sup>. Sui materiali nei quali le medaglie furono fuse sussistono ugualmente notizie contrastanti. Attualmente si conoscono solo esemplari bronzei, ma la miscellanea Ranuzzi menziona dodici medaglie d\u2019argento e trenta di bronzo, ed un inventario della collezione Riccardi del 1751 ne elenca una di metallo dorato<sup><a href=\"#footnote_48_4324\" id=\"identifier_48_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"H. Van Der Linden, Medals and chamber pots&hellip;, 2017, p. 30.\">49<\/a><\/sup>. Van Der Linden ha sottolineato che i motti delle medaglie derivano entrambi dalle <em>Satire <\/em>di Giovenale: il primo dalla <em>Satira <\/em>VI, 165 (<em>\u00abrara avis in terris nigroque simillima cycno, quis feret uxorem cui constant omnia?\u00bb<\/em>), il secondo dalla I, 30-31 (\u00ab<em>Nam quis iniquae tam patiens urbis, tam ferreus, ut teneat se\u00bb<\/em>)<sup><a href=\"#footnote_49_4324\" id=\"identifier_49_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"H. Van Der Linden, Medals and chamber pots&hellip;, 2017, pp. 26, 28, 31; Plasmato dal fuoco 2019, p. 358. Traduzione di U. Dotti (Milano 2013): &laquo;Raro uccello qui in terra, del tutto simile ad un cigno nero, chi mai potr&agrave; sopportare una donna di tante virt&ugrave;?&raquo;; &laquo;Chi mai, in una citt&agrave; tanto perversa, la potr&agrave; sopportare? Bisognerebbe essere di ferro per trattenersi&raquo;.\">50<\/a><\/sup>. Mi sembra eccessivo leggere in questa scelta un invito implicito alla satira, che sarebbe stato colto a Bologna dal marchese Giovanni Paolo Pepoli, autore di un\u2019iscrizione latina denigratoria riprodotta, insieme alle due facce della medaglia con la <em>Fenice<\/em>, su vasi da notte fatti fabbricare da lui<sup><a href=\"#footnote_50_4324\" id=\"identifier_50_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"H. Van Der Linden, Medals and chamber pots&hellip;, 2017, pp. 27-28, 32, 34, 35, 39-42.\">51<\/a><\/sup>, poich\u00e9 il primo motto \u00e8 chiaramente encomiastico, il secondo decontestualizzato per far assumere alla frase un senso positivo<sup><a href=\"#footnote_51_4324\" id=\"identifier_51_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S.M. Woyke, Faustina Bordoni&hellip;, 2009, pp. 87-88; Plasmato dal fuoco, 2019.\">52<\/a><\/sup>. Comunque, la satira di Pepoli, nonch\u00e9 le lettere di Antonio Cocchi, medico fiorentino residente a Londra, e dell\u2019inglese Anthony Dereham a Gian Giacomo Zamboni a Londra, comprovano la circolazione delle medaglie fuori dai confini toscani<sup><a href=\"#footnote_52_4324\" id=\"identifier_52_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"H. Van Der Linden, Medals and chamber pots&hellip;, 2017, pp. 28-30.\">53<\/a><\/sup>, causa di scalpore perch\u00e9 dedicate ad una donna di teatro, quindi di basso rango, anzi reputata alla stregua di una cortigiana<sup><a href=\"#footnote_53_4324\" id=\"identifier_53_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem; C. Ricci, Figure e figuri&hellip;, 1920, pp. 13-14; L. Spinelli, Violante di Baviera&hellip;, 2014, pp. 120-121.\">54<\/a><\/sup>. Proprio l\u2019audacia di tale omaggio porta a non sottovalutare il possibile influsso di Violante di Baviera.<em> <\/em>Al tempo dell\u2019esordio di Faustina a Firenze la principessa, vedova da dieci anni del Gran Principe Ferdinando e da sei anni Governatrice di Siena, autrice e promotrice di spettacoli teatrali e musicali anche nella vedovanza<sup><a href=\"#footnote_54_4324\" id=\"identifier_54_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L. Spinelli, Il principe in fuga&hellip;, 2010, pp. 85-86; Idem 2014, p. 118.\">55<\/a><\/sup>, ricevette la cantante nella propria villa di Lappeggi, coerentemente col proprio impegno a liberare le cantanti e le attrici dal pregiudizio che le accostava alle cortigiane<sup><a href=\"#footnote_55_4324\" id=\"identifier_55_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L. Spinelli, Violante di Baviera&hellip;, 2014, p. 120.\">56<\/a><\/sup>. Il desiderio di Violante di celebrare le virt\u00f9 canore della Bordoni sta forse dietro al ritratto a pastello di quest\u2019ultima, eseguito contemporaneamente alle medaglie da Giovanna Fratellini, artista favorita della principessa, nel quale la cantante mostra abito e posa da gentildonna<sup><a href=\"#footnote_56_4324\" id=\"identifier_56_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L. Spinelli, Violante di Baviera&hellip;, 2014, p. 121.\">57<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 7. Giovanna Fratellini, &lt;i&gt;Ritratto di Faustina Bordoni&lt;\/i&gt;, 1723 circa. Pastello su carta applicata su tela, cm 56 x 44. Firenze, Galleria degli Uffizi, Depositi.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/zuc07.jpg\">Fig. 7<\/a>). \u00a0D\u2019altronde, fin dalla giovent\u00f9 la bavarese si era distinta per la rivendicazione dell\u2019uguaglianza di virt\u00f9 fra uomini e donne, espressa nella carit\u00e0 a favore delle fanciulle povere, delle malmaritate e delle ex meretrici e nella promozione dei talenti femminili<sup><a href=\"#footnote_57_4324\" id=\"identifier_57_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L. Spinelli, Il principe in fuga&hellip;, 2010, pp. 83-88, 141; D. Balestracci, Violante Beatrice Gran Principessa di Baviera, Siena 2010, pp. 114-117, 122-127.\">58<\/a><\/sup>. Pu\u00f2 darsi che i presunti committenti delle medaglie volessero emulare la principessa nell\u2019onorare il raro talento della Bordoni, come suggeriscono le parole di Antonio Cocchi a Francesco Nefetti. in una lettera del 23 agosto 1723:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abMi \u00e8 piaciuta la nuova delle medaglie donate alla Faustina, ma voi per non so qual supina negligenza avete tralasciato di dirmi chi le ha fatte fare, chi le ha fatte, qual ne sia il rovescio, se siano gettate o coniate, e di qual grandezza. Lodo s\u00ec nobile ed ingegnosa maniera di fare un bel presente a quella divina Donna [\u2026]. \u00c8 interesse pubblico che l\u2019eccellenza nelle arti sia distintamente onorata, ci\u00f2 invoglia molti allo studio, e produce gli ottimi artisti che fanno tutto il comodo e \u2018l diletto dell\u2019umana societ\u00e0. Avreste voi forse caro che \u2018l canto e la musica si spegnesse?\u00bb<sup><a href=\"#footnote_58_4324\" id=\"identifier_58_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"H. Van Der Linden, Medals and chamber pots&hellip;, 2017, pp. 29, 31, 45.\">59<\/a><\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sembra improbabile che la novit\u00e0 dello stile canoro di Faustina, una delle ragioni del suo successo<sup><a href=\"#footnote_59_4324\" id=\"identifier_59_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Aspden, The rival sirens, Cambridge 2013, pp. 43-45; Woyke 2009, pp. 138-140, 157.\">60<\/a><\/sup>, abbia motivato la scelta di celebrarla con opere solitamente riservate ad aristocratici, chierici, dotti e poeti<sup><a href=\"#footnote_60_4324\" id=\"identifier_60_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S.M. Woyke, Faustina Bordoni&hellip;, 2009, p. 87.\">61<\/a><\/sup> e soprattutto di diffondere tali opere. Stando a quel che si deduce dalle testimonianze coeve, Faustina si distingueva dalle primedonne precedenti e contemporanee per le agilit\u00e0 eseguite a voce spiegata, con facilit\u00e0 strumentale, perci\u00f2 rappresentava lo \u201cstile nuovo\u201d del canto, incentrato su tempi veloci e colorature che imitavano quelle degli strumenti, solitamente associato ai castrati<sup><a href=\"#footnote_61_4324\" id=\"identifier_61_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Aspden, The rival sirens&hellip;, 2013, pp. 43-49; Woyke 2009, pp. 138-149.\">62<\/a><\/sup>; queste caratteristiche favorirono, lungo tutta la sua carriera, ma specialmente nel periodo in cui cant\u00f2 a Londra nella compagnia di Georg Friedrich H\u00e4ndel al teatro Haymarket, un\u2019associazione con ruoli di donna attiva e di forte carattere, nonch\u00e9 con ruoli <em>en travesti<\/em><sup><a href=\"#footnote_62_4324\" id=\"identifier_62_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Aspden, The rival sirens&hellip;, 2013, pp. 44-49. Per una lista completa dei ruoli interpretati da Faustina Bordoni vedi &lt;https:\/\/mugi.hfmt-hamburg.de\/artikel\/Faustina_Bordoni.html&gt;.\">63<\/a><\/sup>, anche per via del suo timbro androgino<sup><a href=\"#footnote_63_4324\" id=\"identifier_63_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S.M. Woyke, Faustina Bordoni&hellip;, 2009, p. 162.\">64<\/a><\/sup>. Tali meriti artistici, accostati ad una forte personalit\u00e0 scenica, agli occhi di Violante, convinta sostenitrice del valore femminile, potevano valere una commemorazione pubblica eccezionale per mano di Broccetti e una nobilitazione tramite il ritratto di mano della Fratellini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Faustina fu la cantante d\u2019opera pi\u00f9 ritratta del tempo, anche grazie alla sua bellezza e alle sue amicizie con artisti, in particolare Anton Maria Zanetti e Rosalba Carriera<sup><a href=\"#footnote_64_4324\" id=\"identifier_64_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"K. Lowerre, Beauty, talent, virtue and charm: portraits of two of Handel&rsquo;s sopranos, &ldquo;Imago musicae&rdquo; 9-12 (1992-1995), pp. 205-244: 225 &ndash; 227.\">65<\/a><\/sup>. Le medaglie ed il ritratto a pastello eseguiti a Firenze precedono di un anno il primo dei celebri ritratti eseguiti da Rosalba Carriera<sup><a href=\"#footnote_65_4324\" id=\"identifier_65_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"K. Lowerre, Beauty, talent, virtue&hellip;, 1995, pp. 227-232; Bernardina Sani, Rosalba Carriera, Torino 200, p. 184, n&deg; 183.\">66<\/a><\/sup> e si collocano pertanto al principio della sua consacrazione in ambito figurativo, correlata al suo successo internazionale<sup><a href=\"#footnote_66_4324\" id=\"identifier_66_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"H. Van Der Linden, Medals and chamber pots&hellip;, 2017, p. 34.\">67<\/a><\/sup>. Mi pare significativo che la fortuna iconografica della Bordoni sia iniziata in un ambiente nel quale era stato creato il precedente della medaglia di Vittoria Tarquini<sup><a href=\"#footnote_67_4324\" id=\"identifier_67_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S.M. Woyke, Faustina Bordoni&hellip;, 2009, p. 87.\">68<\/a><\/sup>. Alla distanza temporale di quindici anni tra queste opere si associa un\u2019evoluzione degli emblemi dei rovesci: le figurazioni, da botaniche, diventano allegoriche e mitologiche, affini a quelle solitamente usate per soggetti illustri, il che probabilmente acu\u00ec lo scandalo suscitato dalle opere di Broccetti<sup><a href=\"#footnote_68_4324\" id=\"identifier_68_4324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"H. Van Der Linden, Medals and chamber pots&hellip;, 2017, pp. 31-32, 38-39.\">69<\/a><\/sup>, eppure dovette rappresentare la conseguenza del trattamento riservato a Faustina dalla Gran Principessa vedova.<\/p>\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_4324\" class=\"footnote\">L. Spinelli, <em>Le esperienze veneziane del principe Ferdinando de\u2019 Medici e le influenze sulla politica spettacolare e dinastica toscana (1688-1696),<\/em> in \u00abMedioevo e Rinascimento\u00bb, XVI n.s., 2005, pp. 159-199, 162.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_4324\" class=\"footnote\">R. Spinelli, <em>Ferdinando di Cosimo III de\u2019Medici, Gran Principe di Toscana\u2026<\/em>, in <em>Il Gran Principe Ferdinando de\u2019Medici<\/em> <em>\u2013 collezionista e mecenate<\/em>, catalogo della mostra (Firenze, Galleria degli Uffizi, 26 giugno &#8211; 3 novembre 2013), a cura di R. Spinelli, Firenze 2013, pp. 34-71: 35-38.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_2_4324\" class=\"footnote\">R. Spinelli, <em>Ferdinando di Cosimo III<\/em>&#8230;, 2013,<em> <\/em>pp. 38-41; Idem, <em>L\u2019arte a Firenze da Cosimo III de\u2019Medici a Pietro Leopoldo d\u2019Asburgo-Lorena<\/em>, in <em>Il fasto e la ragione. Arte del Settecento a Firenze<\/em>, catalogo della mostra (Firenze, Galleria degli Uffizi, 30 maggio-30 settembre 2009), a cura di A. Natali, C. Sisi e R. Spinelli, Firenze 2009, pp. 23-45, 26-30.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_2_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_3_4324\" class=\"footnote\">R. Spinelli, <em>Ferdinando di Cosimo III<\/em>&#8230;, 2013, pp. 46, 56.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_3_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_4_4324\" class=\"footnote\">R. Spinelli, <em>L\u2019arte a Firenze<\/em>&#8230;, 2009, pp. 26-30.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_4_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_5_4324\" class=\"footnote\">L. Spinelli, <em>Il principe in fuga e la principessa straniera &#8211; Vita e teatro alla corte di Ferdinando de\u2019Medici e Violante di Baviera (1675-1731)<\/em>, Firenze 2010; Idem, <em>Violante di Baviera e gli ultimi divertimenti di una dinastia <\/em>e S. Benassai, <em>Tra le carte di Violante. Note sul mecenatismo della Gran Principessa di Toscana<\/em>, in <em>Ferdinando di Cosimo III de\u2019Medici, Gran Principe di Toscana e Violante Beatrice di Baviera<\/em>, atti del seminario (Firenze, Biblioteca degli Uffizi, 25 gennaio 2014), \u201cValori Tattili\u201d, 3\/4. 2014, pp. 114-123, 84-112.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_5_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_6_4324\" class=\"footnote\">L. Spinelli, <em>Il principe in fuga<\/em>&#8230;, 2010, pp. 79-80, 85, 109 sgg.; Idem, <em>Violante di Baviera<\/em>&#8230;, 2014, p. 115.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_6_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_7_4324\" class=\"footnote\">L. Spinelli, <em>Il principe in fuga<\/em>&#8230;, 2010, pp. 85-86; Idem, <em>Violante di Baviera<\/em>&#8230;, 2014, p. 116.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_7_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_8_4324\" class=\"footnote\">L. Spinelli, <em>Violante di Baviera<\/em>&#8230;, 2014, pp. 116-118. Di Gaetano Berenstadt sono noti una medaglia di Lorenzo Maria Weber datata 1730 (Filippo Antichi, in <em>Plasmato dal fuoco<\/em> &#8211; <em>la scultura in bronzo nella Firenze degli ultimi Medici, <\/em>catalogo della mostra &#8211; Firenze, Gallerie degli Uffizi, Palazzo Pitti &#8211; Tesoro dei granduchi,\u00a018 settembre 2019-12 gennaio 2020 &#8211; a cura di E.D. Schmidt, S. Bellesi, R. Gennaioli, Firenze 2019, pp. 376-377, n\u00b0101) ed un busto di Giovacchino Fortini (S. Bellesi, in <em>Il fasto e la ragione<\/em>, 2009, pp. 240-241, n\u00b0 85).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_8_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_9_4324\" class=\"footnote\">S. Benassai, <em>Tra le carte di Violante<\/em>&#8230;, 2014, pp. 85-100.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_9_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_10_4324\" class=\"footnote\">S. Benassai, <em>Tra le carte di Violante<\/em>&#8230;, 2014, pp. 100-103.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_10_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_11_4324\" class=\"footnote\">F.S. Baldinucci, <em>Vite<\/em> <em>di artisti dei secoli XVII \u2013 XVIII &#8211; prima edizione integrale del codice palatino 565, <\/em>a cura di A. Matteoli, Roma 1975, pp. 43-44.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_11_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_12_4324\" class=\"footnote\">F. Paliaga &#8211; R. Spinelli, <em>Il Gabinetto d\u2019opere in piccolo del Gran Principe Ferdinando de\u2019Medici a Poggio a Caiano<\/em>, \u201cGli Uffizi. Studi e ricerche\u201d, 33, 2017; Elisa Acanfora<em>, \u201cSi disegna, si minia e si dipinge\u201d: la pittura su pergamena nelle fonti e la sua fortuna a Firenze fra Sei e Settecento<\/em>, in <em>Pergamene fiorite<\/em>, catalogo della mostra (Poggio a Caiano, Villa Medicea, 13 settembre &#8211; 14 dicembre 2014), a cura di M.M. Simari ed E. Acanfora, Livorno 2014, pp. 23 &#8211; 37: 32.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_12_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_13_4324\" class=\"footnote\">I. Della Monica, <em>Gran Principe Ferdinando <\/em>e S. Casciu, <em>Violante Beatrice di Baviera<\/em>, in <em>Il giardino del Granduca<\/em>, Torino 1997, pp. 238-289, 329-337.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_13_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_14_4324\" class=\"footnote\"><em>Strumenti musicali: guida alle collezioni medicee e lorenesi<\/em>, a cura di G. Rossi Rognoni., Firenze 2009, schede n\u00b0 5, 6, 20, 21, 22, pp. 44-49, 82-87.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_14_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_15_4324\" class=\"footnote\">Archivio di Stato di Firenze, Guardaroba Medicea, f. 1393, c. 160; S. Benassai, <em>Tra le carte di Violante<\/em>&#8230;, 2014, p. 96.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_15_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_16_4324\" class=\"footnote\">H. Van Der Linden, <em>Medals and chamber pots for Faustina Bordoni: celebrity and material culture in early eighteenth-century Italy<\/em>, \u201cJournal for Eighteenth Century Studies\u201d vol. 40 n\u00b0 1, 2017, pp. 23-47: 33-34.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_16_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_17_4324\" class=\"footnote\">H. Van Der Linden, <em>Medals and chamber pots<\/em>\u2026, 2017, p. 24; S.M. Woyke, <em>Faustina Bordoni: Biographie \u2013 Vokalprofil \u2013 Rezeption<\/em>, Francoforte 2009, p. 87; L. Spinelli<em> <\/em>2010, p. 216.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_17_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_18_4324\" class=\"footnote\">L. Spinelli, <em>Il principe in fuga<\/em>&#8230;, 2010, pp. 121-136; F. Lora, <em>Nel teatro del Principe<\/em><em>&#8211; i drammi per musica di Giacomo Antonio Perti per la Villa medicea di Pratolino<\/em>, Bologna 2016, <em>passim<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_18_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_19_4324\" class=\"footnote\">G. Toderi &#8211; F. Vannel, <em>Medaglie italiane del Museo Nazionale del Bargello di Firenze, <\/em>II, Firenze 2005, p. 29.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_19_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_20_4324\" class=\"footnote\">G. Toderi &#8211; F. Vannel, <em>Medaglie italiane del Museo Nazionale del Bargello di Firenze<\/em>, III, Firenze 2006, schede 243-244, pp. 37-38; Iidem, <em>La medaglia barocca in Toscana, <\/em>Firenze 1987, p. 129; G. Cantelli, <em>Una raccolta fiorentina di medaglie tra \u2019600 e \u2019700<\/em>, Firenze 1979, p. 30; C. Avery, <em>Giuseppe Broccetti\u2019s medal of the singer Faustina Bordoni<\/em>, \u201cThe Medal\u201d 36.2000, pp. 3-7.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_20_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_21_4324\" class=\"footnote\">H. Van Der Linden, <em>Medals and chamber pots<\/em>\u2026, 2017, pp. 24, 31-32; C. Ricci, <em>Figure e figuri del mondo teatrale<\/em>, Milano 1920, pp. 12-14; S.M. Woyke, <em>Faustina Bordoni<\/em>&#8230;, 2009; L. Spinelli, <em>Violante di Baviera<\/em>&#8230;, 2014, pp. 120-121.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_21_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_22_4324\" class=\"footnote\">B.L. Glixon, \u2018<em>Supereminet omnes\u2019 \u2013 New light on the life and career of Vittoria Tarquini<\/em>, in \u201cH\u00e4ndel \u2013 Jahrbuch\u201d n. 62, 2016, pp. 401-414: 404-405.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_22_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_23_4324\" class=\"footnote\">B.L. Glixon, \u2018<em>Supereminet omnes\u2019<\/em>\u2026, 2016, pp. 405-409.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_23_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_24_4324\" class=\"footnote\">B.L. Glixon, \u2018<em>Supereminet omnes\u2019<\/em>\u2026, 2016, pp. 407-409; U. Kirkendale, <em>Music and meaning, <\/em>Firenze 2008, p. 383; E. Selfridge-Field,<em> A New Chronology of Venetian Opera and Related Genres<\/em>, <em>1660-1760<\/em>, Stanford 2007, p. 185; W. Kirkendale, <em>The court musicians in Florence during the Principate of the Medici<\/em>, Firenze 1993, p. 652.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_24_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_25_4324\" class=\"footnote\">B.L. Glixon, \u2018<em>Supereminet omnes\u2019<\/em>\u2026, 2016, p. 408.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_25_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_26_4324\" class=\"footnote\">B.L. Glixon, \u2018<em>Supereminet omnes\u2019<\/em>\u2026, 2016, p. 411.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_26_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_27_4324\" class=\"footnote\">K. Lankheit, <em>Florentinische Barockplastik<\/em>, Monaco di Baviera 1962, pp. 114-115; M.L. Strocchi, <em>Parigi \u2013 Poggio a Caiano 1661-2003<\/em>, in <em>Il Gran Principe Ferdinando de\u2019Medici e Anton Domenico Gabbiani<\/em>, Prato 2003, pp. 10-31: 20.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_27_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_28_4324\" class=\"footnote\">B.L. Glixon, \u2018<em>Supereminet omnes\u2019<\/em>\u2026, 2016, pp. 408-409, 412-413. Per la corrispondenza di Francesco Maria de\u2019Medici concernente il teatro si veda F. Fantappi\u00e9, <em>Per una rinnovata immagine dell\u2019ultimo cardinale mediceo. Dall\u2019epistolario di Francesco Maria Medici (1660-1711)<\/em>, \u201cArchivio Storico Italiano\u201d, CLXVI, 2008, pp. 495-531; <em>Un garbato fratello et un garbato zio: teatri, cantanti, protettori e impresari nell&#8217;epistolario di Franceso Maria Medici (1680-1711),<\/em> tesi di dottorato, Universit\u00e0 di Firenze, Dottorato di ricerca in Storia dello Spettacolo, XVI ciclo, 2001-2004.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_28_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_29_4324\" class=\"footnote\">G. Toderi &#8211; F. Vannel, <em>Medaglie italiane<\/em>&#8230;,<em> <\/em>2005, p. 29.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_29_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_30_4324\" class=\"footnote\">Publio Virgilio Marone<em>, Eneide<\/em>, I 498-503. Traduzione di M. Ramous (Venezia 1998): \u00abCome sulle rive dell\u2019Eurota o per i gioghi del Cinto Diana guida le danze e mille Oreadi da ogni parte al suo seguito si raccolgono; e lei, la faretra sulla spalla, incedendo tutte le altre dee sovrasta (e a Latona segretamente di gioia si gonfia il cuore); tale era Didone, tale raggiante tra i suoi incedeva, spronando l\u2019opera di costruzione del futuro regno\u00bb.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_30_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_31_4324\" class=\"footnote\">K. Lankheit, <em>Florentinische Barockplastik<\/em>&#8230;, 1962, pp. 119 \u2013 121.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_31_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_32_4324\" class=\"footnote\">K. Lankheit, <em>Florentinische Barockplastik<\/em>&#8230;, 1962, pp. 121-122.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_32_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_33_4324\" class=\"footnote\">K. Lankheit, <em>Florentinische Barockplastik<\/em>&#8230;, 1962, pp. 115-119, 121-123.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_33_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_34_4324\" class=\"footnote\">F. Picinelli, <em>Mundus Symbolicus<\/em>, Colonia 1687, voce \u201cRosa\u201d.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_34_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_35_4324\" class=\"footnote\">B.L. Glixon, \u2018<em>Supereminet omnes\u2019<\/em>\u2026, 2016, pp. 412-416; <em>Cambridge Handel Encyclopedia, <\/em>a cura di A. Landgraf e D. Vickers, Cambridge 2009, voce \u201cTarquini, Vittoria\u201d.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_35_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_36_4324\" class=\"footnote\">C. Ripa, <em>Iconologia<\/em>, a cura di S. Maffei, Torino 2012, <em>ad vocem<\/em> \u201cGrazia\u201d; <em>Cambridge Handel Encyclopedia, ad vocem<\/em> \u201cTarquini, Vittoria\u201d; F. Lora, <em>Nel teatro del Principe<\/em>&#8230;, 2016, pp. 138-139.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_36_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_37_4324\" class=\"footnote\">S.M. Woyke, <em>Faustina Bordoni<\/em>&#8230;, 2009, pp. 87-90; L. Spinelli, <em>Il principe in fuga<\/em>&#8230;, 2010, p. 216; H. Van Der Linden, <em>Medals and chamber pots<\/em>\u2026, 2017, p. 24; M. Betti, in <em>Plasmato dal fuoco<\/em>,<em> <\/em>2019, pp. 358-359, n\u00b091.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_37_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_38_4324\" class=\"footnote\">L. Spinelli, <em>Violante di Baviera<\/em>&#8230;, 2014, pp. 120-121; M. Betti, in <em>Plasmato dal fuoco<\/em>, 2019, p. 358.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_38_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_39_4324\" class=\"footnote\">H. Van Der Linden, <em>Medals and chamber pots<\/em>\u2026, 2017, p. 35. La miscellanea raccoglie in un volume diversi manoscritti di argomento morale, religioso, storico, cronachistico, giuridico (The University of Texas at Austin, Harry Ransom Center, Ranuzzi Papers, MS Ph. 12738, n\u00b0 12, cc. 103r-108v).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_39_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_40_4324\" class=\"footnote\">K. Lankheit, <em>Florentinische Barockplastik<\/em>&#8230;, 1962, p. 181; Toderi-Vannel 1987, p. 129.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_40_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_41_4324\" class=\"footnote\">H. Van Der Linden, <em>Medals and chamber pots<\/em>\u2026, 2017, p. 26.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_41_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_42_4324\" class=\"footnote\">G. Toderi &#8211; F. Vannel, <em>Medaglie italiane<\/em>&#8230;,<em> <\/em>2005, p. 38.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_42_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_43_4324\" class=\"footnote\">G. Toderi &#8211; F. Vannel, <em>Medaglie italiane<\/em>&#8230;,<em> <\/em>2005<em>; <\/em>H. Van Der Linden, <em>Medals and chamber pots<\/em>\u2026, 2017, p. 30.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_43_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_44_4324\" class=\"footnote\">H. Van Der Linden, <em>Medals and chamber pots<\/em>\u2026, 2017, pp. 26-39.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_44_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_45_4324\" class=\"footnote\">La miscellanea raccoglie diversi fogli o ritagli incollati su fogli, nella fattispecie di argomenti satirico (Bologna, Biblioteca Universitaria, MS 408, busta VI, fascicolo I: <em>Fasciculus I, Satire contro Bolognesi o per esse accadute in Bologna<\/em>).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_45_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_46_4324\" class=\"footnote\">Bologna, Biblioteca Universitaria, MS 408, busta VI, fascicolo I: <em>Fasciculus I, Satire contro Bolognesi o per esse accadute in Bologna<\/em>, pp. 27, 29, 40-41; C. Ricci, <em>Figure e figuri<\/em>&#8230;,<em> <\/em>1920, p. 14.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_46_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_47_4324\" class=\"footnote\">H. Van Der Linden, <em>Medals and chamber pots<\/em>\u2026, 2017, pp. 28-29.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_47_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_48_4324\" class=\"footnote\">H. Van Der Linden, <em>Medals and chamber pots<\/em>\u2026, 2017, p. 30.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_48_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_49_4324\" class=\"footnote\">H. Van Der Linden, <em>Medals and chamber pots<\/em>\u2026, 2017, pp. 26, 28, 31; <em>Plasmato dal fuoco<\/em> 2019, p. 358. Traduzione di U. Dotti (Milano 2013): \u00abRaro uccello qui in terra, del tutto simile ad un cigno nero, chi mai potr\u00e0 sopportare una donna di tante virt\u00f9?\u00bb; \u00abChi mai, in una citt\u00e0 tanto perversa, la potr\u00e0 sopportare? Bisognerebbe essere di ferro per trattenersi\u00bb.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_49_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_50_4324\" class=\"footnote\">H. Van Der Linden, <em>Medals and chamber pots<\/em>\u2026, 2017, pp. 27-28, 32, 34, 35, 39-42.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_50_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_51_4324\" class=\"footnote\">S.M. Woyke, <em>Faustina Bordoni<\/em>&#8230;, 2009, pp. 87-88; <em>Plasmato dal fuoco<\/em>,<em> <\/em>2019.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_51_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_52_4324\" class=\"footnote\">H. Van Der Linden, <em>Medals and chamber pots<\/em>\u2026, 2017, pp. 28-30.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_52_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_53_4324\" class=\"footnote\"><em>Ibidem<\/em>; C. Ricci, <em>Figure e figuri<\/em>&#8230;,<em> <\/em>1920, pp. 13-14; L. Spinelli, <em>Violante di Baviera<\/em>&#8230;, 2014, pp. 120-121.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_53_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_54_4324\" class=\"footnote\">L. Spinelli, <em>Il principe in fuga<\/em>&#8230;, 2010, pp. 85-86; Idem 2014,<em> <\/em>p. 118.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_54_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_55_4324\" class=\"footnote\">L. Spinelli, <em>Violante di Baviera<\/em>&#8230;, 2014, p. 120.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_55_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_56_4324\" class=\"footnote\">L. Spinelli, <em>Violante di Baviera<\/em>&#8230;, 2014, p. 121.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_56_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_57_4324\" class=\"footnote\">L. Spinelli, <em>Il principe in fuga<\/em>&#8230;, 2010, pp. 83-88, 141; D. Balestracci, <em>Violante Beatrice Gran Principessa di Baviera<\/em>, Siena 2010, pp. 114-117, 122-127.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_57_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_58_4324\" class=\"footnote\">H. Van Der Linden, <em>Medals and chamber pots<\/em>\u2026, 2017, pp. 29, 31, 45.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_58_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_59_4324\" class=\"footnote\">S. Aspden, <em>The rival sirens<\/em>, Cambridge 2013, pp. 43-45; Woyke 2009, pp. 138-140, 157.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_59_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_60_4324\" class=\"footnote\">S.M. Woyke, <em>Faustina Bordoni<\/em>&#8230;, 2009, p. 87.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_60_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_61_4324\" class=\"footnote\">S. Aspden, <em>The rival sirens<\/em>&#8230;, 2013, pp. 43-49; Woyke 2009, pp. 138-149.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_61_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_62_4324\" class=\"footnote\">S. Aspden, <em>The rival sirens<\/em>&#8230;, 2013, pp. 44-49. Per una lista completa dei ruoli interpretati da Faustina Bordoni vedi &lt;https:\/\/mugi.hfmt-hamburg.de\/artikel\/Faustina_Bordoni.html&gt;.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_62_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_63_4324\" class=\"footnote\">S.M. Woyke, <em>Faustina Bordoni<\/em>&#8230;, 2009, p. 162.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_63_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_64_4324\" class=\"footnote\">K. Lowerre, <em>Beauty, talent, virtue and charm: portraits of two of Handel\u2019s sopranos<\/em>, \u201cImago musicae\u201d 9-12 (1992-1995), pp. 205-244: 225 &#8211; 227.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_64_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_65_4324\" class=\"footnote\">K. Lowerre, <em>Beauty, talent, virtue<\/em>\u2026, 1995,<em> <\/em>pp. 227-232; Bernardina Sani, <em>Rosalba Carriera<\/em>, Torino 200, p. 184, n\u00b0 183.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_65_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_66_4324\" class=\"footnote\">H. Van Der Linden, <em>Medals and chamber pots<\/em>\u2026, 2017, p. 34.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_66_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_67_4324\" class=\"footnote\">S.M. Woyke, <em>Faustina Bordoni<\/em>&#8230;, 2009, p. 87.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_67_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_68_4324\" class=\"footnote\">H. Van Der Linden, <em>Medals and chamber pots<\/em>\u2026, 2017, pp. 31-32, 38-39.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_68_4324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>elisa.zucchini@unifi.it Premesse delle medaglie di cantanti d\u2019opera nel mecenatismo degli ultimi Medici DOI: 10.7431\/RIV24072021 Il fiorire, nel primo Settecento, di una medaglistica celebrativa delle cantanti <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=4324\" title=\"Elisa Zucchini\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2,"menu_order":7,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4324"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4324"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4324\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4379,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4324\/revisions\/4379"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4324"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}