{"id":4302,"date":"2021-12-28T18:04:57","date_gmt":"2021-12-28T18:04:57","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=4302"},"modified":"2021-12-28T20:50:44","modified_gmt":"2021-12-28T20:50:44","slug":"dominique-charles-fuchs","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=4302","title":{"rendered":"Dominique Charles Fuchs"},"content":{"rendered":"<p>d.fuchs@museostibbert.it<\/p>\n<h2>Leonardo da Vinci e Niccol\u00f2 Silva al Museo Stibbert, armature, stampe, medaglie e incisione<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">DOI: 10.7431\/RIV24022021<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il bulino ed il cesello furono per il metallo delle armature e delle armi ci\u00f2 che il tessuto operato, il damasco e il tessuto broccato, furono per il tessile. A queste tecniche si aggiunse l\u2019incisione ad acido o acquaforte abitualmente associata all\u2019arte della stampa ma che ebbe per prima applicazione la decorazione delle armi. L&#8217;importanza delle arti grafiche e della loro meccanizzazione nel Rinascimento coinvolge i nomi dei pi\u00f9 grandi artisti nei centri artistici pi\u00f9 brillanti nei loro legami con la produzione di oggetti metallici tra i pi\u00f9 importanti e prestigiosi. L&#8217;abbigliamento professionale o da parata per le occasioni straordinarie<sup><a href=\"#footnote_0_4302\" id=\"identifier_0_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ne d&agrave; testimonianza per il mimetismo con l&rsquo;abito tessile, l&rsquo;armatura da parata o da torneo o da giostra regalata da Carlo V a Wilhelm von Regendorf datata 1523, opera dell&rsquo;armaiolo Kolman Helmschmid in collaborazione con l&rsquo;incisore Daniel Hopfer&nbsp; (Kunsthist. Mus. Wien, Rustkammer. Inv. Nr. A 374) maestri che collaborarono anche alla realizzazione della sella incisa con acconciature femminili, accompagnate dal suo monogramma DH nello stesso museo.\">1<\/a><\/sup>, l&#8217;armamento difensivo, l&#8217;armatura in ferro battuto impreziosita da metalli preziosi e le armi di accompagnamento formavano un tutt&#8217;uno con le cinture, i finimenti, l&#8217;abbigliamento tessile, il cuoio e le pellicce. Tutto proveniva dalla stessa bottega come spesso accadeva per esempio a Milano e Norimberga dove recenti studi hanno confermato che l&#8217;armaiolo provvedeva agli insiemi, ampliando fin dove possibile le proprie competenze professionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle raccolte del Museo Stibbert a Firenze, due nomi di straordinario prestigio, Leonardo da Vinci (1452-1519) e\u00a0 Niccol\u00f2 Silva (doc. 1511-1549), \u00a0si legano particolarmente ai temi della decorazione incisa e dei legami tra le armi e le altre arti<sup><a href=\"#footnote_1_4302\" id=\"identifier_1_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Gli scambi tra le arti si verificavano anche a livello personale nei legami rafforzati da matrimoni, alleanze tra membri di grandi famiglie di armaioli, spadai, artigiani orafi e del metallo e artisti come documentato per esempio a Norimberga dove la figlia dell&rsquo;armaiolo Hans Gr&uuml;newald spos&ograve; un membro della famiglia Beham di cui Bartel e Hans-Sebald sono gli incisori pi&ugrave; famosi. Inoltre dal 1509 Albrecht D&uuml;rer abitava a due passi dalla Schmiedgasse, la via degli armaioli dove lavoravano Kunz Lochner il Vecchio, Hans Gr&uuml;newald e Wilhelm von Worms il Vecchio all&rsquo;insegna de &ldquo;Uomo in armatura&rdquo;; quando D&uuml;rer mor&igrave; nel 1528, l&rsquo;artista aveva come apprendisti Valentin Siebenb&uuml;rger e Kurt Lochner il Giovane. Un argentiere e incisore come Wenzel Jamnitzer, a Norimberga dal 1534, fu l&rsquo;inventore della pressa meccanica per imbutire ed era anche un incisore di coni.\">2<\/a><\/sup>, riferiti per Leonardo ad una corazza ed una cubitiera, delle quali si tratta pi\u00f9 avanti, e a Niccol\u00f2 Silva per due pezzi di rinforzo di un\u2019armatura destinata ad Enrico VIII d\u2019Inghilterra<sup><a href=\"#footnote_2_4302\" id=\"identifier_2_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Armatura da campo c.1510-15, Mus&eacute;e de l&rsquo;arm&eacute;e, Parigi, Inv. G. 178.\">3<\/a><\/sup>,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esempi di primaria importanza, all\u2019interno del museo, sono anche le armature dovute a maestri come Konrad Treytz (c.1520) armaiolo dell\u2019imperatore Carlo V, dalle caratteristiche fortemente plastiche<sup><a href=\"#footnote_3_4302\" id=\"identifier_3_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Inv. Stibbert n. 3465.\">4<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 1. 1- Konrad Treytz il Giovane, Armatura da uomo d'arme, Innsbruck, c. 1520.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fuc01.jpg\">Fig. 1<\/a>), oppure a Pompeo della Cesa (c.1585) milanese al servizio delle Corti, Imperiali, di Spagna e di Savoia, con l\u2019armatura Borromeo<sup><a href=\"#footnote_4_4302\" id=\"identifier_4_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Inv.&nbsp; Stibbert n. 3476, Armatura di Renato (?) Borromeo (1585-1590) recante (come l&rsquo;elmetto conservato al Museo Poldi-Pezzoli di Milano) l&rsquo;impresa del liocorno e del morso equino.\">5<\/a><\/sup>, opera finemente incisa e parzialmente dorata con un repertorio allegorico e araldico (<a title=\"Fig. 2. Pompeo della Cesa, Armatura, Milano, c. 1585-1590.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fuc02.jpg\">Fig. 2<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo spallaccio e il pezzo di rinforzo del Museo Stibbert, incisi e dorati ad opera di Niccol\u00f2 Silva, si distinguono \u201cper l\u2019eleganza e la precisione del disegno\u201d<sup><a href=\"#footnote_5_4302\" id=\"identifier_5_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Museo Stibbert, Inv. 3122, 3127 discussi in S.W. Pyhrr, Some elements of Armour attributed to Niccol&ograve; Silva, &ldquo;Metropolitan Museum Journal&rdquo;, vol. 18 (1983), p. 111.\">6<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 3. Niccol\u00f2 Silva, Spallaccio con guardagoletta, Milano c. 1510.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fuc03.jpg\">Fig. 3<\/a>). La superficie \u00e8 interamente decorata con fasce parallele di trofei ed ornamenti floreali sotto l\u2019orlo superiore rialzato (haute-pi\u00e8ce) che reca un\u2019affollata scena di battaglia, incisa a bulino con tratto sottile, con lanzichenecchi in parte con capello di ferro a visiera e combattenti con picche (<a title=\"Fig. 4. Niccol\u00f2 Silva, Dettaglio del  guardagoletta, Milano c. 1510.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fuc04.jpg\">Figg. 4<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 5. Niccol\u00f2 Silva, Scena di battaglia, particolare del guardagoletta, Milano c. 1510.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fuc05.jpg\">5<\/a>). Questa iconografia si ritrova alle origini della incisione su metallo su matrice di ferro, la <em>Battaglia di Th\u00e9rouanne<\/em> di Daniel Hopfer, Augsburg, 1493, conservata a Bologna<sup><a href=\"#footnote_6_4302\" id=\"identifier_6_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Gabinetto Disegni e Stampe, Bologna, numero di inventario PN 8138 Hopfer Daniel, Volume 48, La battaglia presso Th&eacute;rouanne, foglio smarginato, mm 234&times;220, tecnica acquaforte (lastra di ferro), provenienza Collezione Ludovico Aurelio Savioli.\">7<\/a><\/sup>. La finezza dei due pezzi di Niccol\u00f2 Silva si lega, per qualit\u00e0, alla fattura delle armature del Mus\u00e9e de l\u2019Arm\u00e9e e dello spallaccio del Metropolitan Museum<sup><a href=\"#footnote_7_4302\" id=\"identifier_7_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Parigi, Mus&eacute;e de l&rsquo;Arm&eacute;e (inv. G. 7, G. 178); New-York, Metropolitan Museum (Bashford Dean Memorial Fund), inv.29.158.81.\">8<\/a><\/sup> aggiunge Pyhrr: \u00abdevono essere state parte di una guarnitura incredibilmente ricca che in questo caso sarebbe stata la prima armatura conosciuta agli studi che fosse interamente incisa e dorata, probabilmente il capolavoro di Niccol\u00f2 Silva\u201d<sup><a href=\"#footnote_8_4302\" id=\"identifier_8_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S.W. Pyhrr, Some elements&hellip;, 1983, p. 112.\">9<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Legato all\u2019altro nume del Rinascimento, Leonardo da Vinci, il Museo Stibbert vanta i \u00abresti di un corsaletto da cavallo leggero\u00bb con petto, gorgiera e cubitiera decorati da Maestro Nicodemo, incisore a Milano, e databile intorno al 1500-1510 (<a title=\"FIg. 6. Maestro Nicodemo, Busto e goletta, Milano, c. 1510.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fuc06.jpg\">Fig. 6<\/a>). La presenza della firma dell\u2019incisore \u00e8 in s\u00e9 di grande rarit\u00e0 e significato, e il legame diretto con le invenzioni grafiche leonardesche ne fanno ulteriormente un oggetto di grande richiamo. L\u2019applicazione di un disegno del maestro fiorentino ad un elemento appartenente all\u2019abbigliamento guerresco non \u00e8 sorprendente in quanto l\u2019artista ide\u00f2 vari costumi, ma anche armi e armamenti per la corte milanese e si applic\u00f2 anche alla trasformazione -a beneficio dell&#8217;ornamento- di oggetti da cui dipendevano la sicurezza, l&#8217;onore o la vita dei potenti. Progetti di Hans Holbein il Giovane e Giulio Romano per questa tipologia di oggetti stravaganti sono ancora conservati, ma sono estremamente rari pur essendo esistiti in abbondanza e poi danneggiati nell\u2019uso nelle officine dove venivano realizzate le armi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come per tutti questi Maestri, gi\u00e0 a partire dagli anni della sua formazione nella bottega di Andrea del Verrocchio, l\u2019interesse di Leonardo per le armi e le armature fu costante. Un suo disegno per una corazza decorata, databile intorno al 1478-1480, ben si avvicina a quella del pannello coevo della <em>Decollazione del Battista<\/em> in argento sbalzato del suo maestro per l\u2019altare del Battistero di Firenze<sup><a href=\"#footnote_9_4302\" id=\"identifier_9_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Leonardo da Vinci, Windsor RL 12370 v&deg;, Disegno per una corazza ornata; Andrea del Verrocchio, Decollazione del Battista, 1477-1480, argento e smalti montati su supporto ligneo. Firenze, Museo dell&rsquo;Opera del Duomo.\">10<\/a><\/sup>. Capace di ideare armature fantastiche, Leonardo disegn\u00f2 anche vari progetti per else di spade e per armi in asta, alabarde con lame estremamente sofisticate<sup><a href=\"#footnote_10_4302\" id=\"identifier_10_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Disegni con else di spade, Codice Atlantico, f. 133r-a. e Studi per undici punte di lance e tre mazze d&rsquo;armi, Parigi, Institut de France, Ms. 2184.\">11<\/a><\/sup> e di realizzazione opinabile.\u00a0 Queste sue ricerche forse echeggiavano l\u2019interesse rinnovato per la trattatistica militare in seguito alla pubblicazione del <em>De re militari <\/em>(scritto tra 1446 e1455) di Roberto Valturio nelle due edizioni a stampa in latino del 1472 e arricchite da illustrazioni xilografiche nel 1483.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un riepilogo efficace la specialista di stampe Evelina Borea<sup><a href=\"#footnote_11_4302\" id=\"identifier_11_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. Borea, L&rsquo;effetto di Leonardo, in Lo specchio dell&rsquo;arte italiana, stampe in cinque secoli, 4 vol., Pisa 2009, I, pp. 31 sgg.\">12<\/a><\/sup> non identifica nessuna incisione come direttamente attribuibile alla mano di Leonardo da Vinci e limita gli esempi di stampe leonardesche alle riproduzioni dell\u2019<em>Ultima Cena<\/em>, incise poco dopo il completamento dell\u2019affresco nel 1498, a tre studi grafici per un monumento equestre riferibili al monumento Sforza distrutto nel 1499, e ai sei rami chiamati <em>Academia Leonardo da Vinci<\/em>; si tratta dei soli esempi di incisione che \u00e8 possibile avvicinare, seppur indirettamente, alle opere del maestro fiorentino. Si pu\u00f2 aggiungere che l\u2019incisione di riproduzione poco poteva comunicare della sottigliezza cromatica e tonale della produzione pittorica dell\u2019artista e infatti non contribu\u00ec alla diffusione della sua opera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il corsaletto del Museo Stibbert<sup><a href=\"#footnote_12_4302\" id=\"identifier_12_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"La goletta ha otto lame incise e si presenta con il petto bombato, lo scollo dritto e il&nbsp; guardascella con tortiglione aggettante. Sotto lo scollo vi &egrave; una larga fascia incisa, tripartita da pilastri che reggono un architrave: vi si scorge a destra, molto abraso, un santo barbuto con tonaca che alza la mano; a sinistra, santa Barbara stante. Al di sotto della fascia tripartita &egrave; iscritto un verso apotropaico dal Vangelo di Giovanni, XIX, 36: &laquo;OS NON COMMINUETIS EX EO&raquo;. Sul petto &egrave; incisa un&rsquo;impresa con due fiaccole ardenti decussate, annodate da bende con tintinnaboli e accompagnate da uno svolazzo con il motto &laquo;[UT] NON.DIFICIAT.FIDES.TUA &raquo; (&laquo; affinch&eacute; la tua fede non venga meno &raquo;, Luca, 22,32). Sulla schiena la decorazione a liste di girali che circondava scollo e ascelle &egrave; quasi sparita.\">13<\/a><\/sup> ha una larga fascia incisa sull\u2019alto del petto rappresentante una Sacra conversazione, come sovente si vedeva nelle armature e i corsaletti milanesi di questi anni (c.1510) e ha la goletta incisa sul padiglione anteriore con un medaglione leonardesco tra due nodi, raffigurante Marco Curzio che si getta nella voragine e, sotto, l\u2019iscrizione petrarchesca in capitale \u00abVN BEL MORIR TVTA LA VITA ONORA\u00bb<sup><a href=\"#footnote_13_4302\" id=\"identifier_13_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Canzoniere CCVII: &laquo;Ben mi credea passar mio tempo omai [&hellip;] Tu &agrave;i li strali et l&rsquo;arco fa&rsquo; di tua man, non pur bramand&rsquo;io mora, ch&rsquo;un bel morir tutta la vita honora&raquo;.\">14<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 7. Maestro Nicodemo, Particolare della goletta, Milano, c. 1510.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fuc07.jpg\">Fig. 7<\/a>); il medaglione \u00e8 raccordato alla lista che contorna lo scolo mediante campiture, incise con i nodi vinciani e chiuso da altre due liste disposte a triangolo e convergenti. Le liste sono incise a candelabri di fogliami su fondi graffiti obliqui, mentre quelle sul cordone e le altre lame sono messe a girali con piccole parti d\u2019armi. I nodi figurano nei suoi disegni all\u2019incirca dal 1482 al 1497 \u00a0e Leonardo li utilizza nella scollatura della <em>Gioconda<\/em>, nella veste di Maria e dell\u2019Angelo nella <em>Vergine delle Rocce<\/em> di Londra, nella Pala Sforza della National Gallery di Londra e sono presenti in opere di Ambrogio de Predis. Altri esempi si ritrovano nel foglio 385 v\u00b0 (ex 140v-b) del Codice Arundel della British Library a Londra che si presenta come un vero e proprio catalogo degli intrecci vinciani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul padiglione posteriore della goletta, tra liste incise con fogliami e nodi, troviamo un altro medaglione inciso molto consunto con a destra un personaggio seduto, un cane accosciato, a sinistra una bandiera iscritta dove si legge \u00abRIZO\u00bb e un personaggio che si avvicina inchinandosi; all\u2019esergo, una scritta s\u2019ispira a qualche canzone petrarchesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al corsaletto si aggiunge una cubitiera dalla lista mediana incisa con un libro aperto, due bastoni decussati una sfera armillare e una targhetta che reca la firma \u00abNICODE(MO)\u00bb (<a title=\"Fig. 8. Maestro Nicodemo, Cubitiera, Milano, c. 1510.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fuc08.jpg\">Fig. 8<\/a>). L\u2019aletta \u00e8 decorata con due monumenti equestri incisi contro il fondo graffito obliquo, uno per parte rispetto alla cordonatura, ispirati a modelli di Leonardo da Vinci che furono incisi entro il 1499 a Milano. Si tratta, per vasto consenso degli studiosi, di invenzioni leonardesche ispirate da schizzi \u00absottratti al Maestro senza il suo consenso, contro la consuetudine del tempo di incidere composizioni compiute, definitive\u00bb<sup><a href=\"#footnote_14_4302\" id=\"identifier_14_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. Borea, L&rsquo;effetto di Leonardo&hellip;, 2009, p. 31.\">15<\/a><\/sup>. I due cavalieri impennati raffigurati sulla cubitiera derivano dai progetti dei due monumenti equestri ai quali si dedic\u00f2 Leonardo a Milano, quello col cavallo impennato e cavaliere volto a sinistra dal foglio a bulino riferito a Zoan Andrea e quello con i Quattro studi per il monumento a Francesco Sforza del 1483-1493<sup><a href=\"#footnote_15_4302\" id=\"identifier_15_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Da Leonardo, Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli, n. segnatura: Art. prez. m. 278. Con attribuzione a Zoan Andrea, Quattro studi per un Monumento equestre a Francesco Sforza, 14831493, 21.7 x 15.9 cm, in The Illustrated Bartsch, n&deg; 2509.019.\">16<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scena con Marco Curzio che si getta nella voragine presente sul padiglione della goletta Stibbert \u00e8 adattata da un disegno di Leonardo cronologicamente molto vicino all\u2019invenzione del maestro e la decorazione incisa a forma di una collana con un medaglione appeso collega Leonardo all\u2019arte della medaglia, un tema affrontato da lui in vari disegni. All\u2019interno del <em>Codice sul volo degli uccelli<\/em> della Biblioteca Reale di Torino egli scrive schematiche annotazioni per \u00abimprontare medaglie\u00bb che rimandano alle \u201cmedaglie\u201d (insegne) per copricapi recanti imprese e motti, una moda ricorrente alla fine del \u2018400. L\u2019artista contribu\u00ec, probabilmente con l\u2019elaborazione di emblemi, alla messa a punto di soggetti per medaglie come per <em>l\u2019Allegoria del Ramarro<\/em><sup><a href=\"#footnote_16_4302\" id=\"identifier_16_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Leonardo da Vinci, Allegoria del Ramarro, recto: schizzo, inserito in un tondo, di un giovane addormentato con una lucertola che lotta contro una serpe accanto alla testa reclinata, 1494-96, New York City, Metropolitan Museum of Art, Rogers Fund. Potrebbe essere il progetto per una medaglia, di 7 cm di diametro, vicino allo standard di Pisanello (8 cm). La scena sarebbe un&rsquo;allegoria della fedelt&agrave;, come spiega il testo: &laquo;Il ramarro fedele all&rsquo;omo vedendo quello addormentato combatte cholla bisscia. Comprendendo di non poter vincere il serpente, la lucertola corre sul volto dell&rsquo;omo per farlo risvegliare&raquo;.\">17<\/a><\/sup>. Allo stesso modo, i disegni entro cerchi e ovali con l\u2019<em>Allegoria del Destinato rigore<\/em> e dell\u2019<em>Hostinato rigore<\/em> potrebbero essere dei progetti per una medaglia o una placchetta per il re Luigi XII di Francia al quale rimanda sullo stesso foglio il tema dei <em>Tre gigli nel sole<\/em><sup><a href=\"#footnote_17_4302\" id=\"identifier_17_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Leonardo, Imprese col giglio, Windsor Library, inv. n&deg; RL 12700.\">18<\/a><\/sup>. La serie di piccoli studi sul tema <em>Nulla \u00e8 occulto sotto il sole<\/em><sup><a href=\"#footnote_18_4302\" id=\"identifier_18_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Allegoria sul tema della verit&agrave; e della menzogna, c. 1508-10, Windsor Castle, The Royal Collection Trust, inv. n&deg; RL 12700; Allegoria dell&rsquo;Invidia smascherata, Bayonne, Mus&eacute;e Bonnat, inv. n&deg; 656.\">19<\/a><\/sup>, pu\u00f2 essere stata concepita anch\u2019essa per delle medaglie, analogamente all\u2019<em>Allegoria dell\u2019ermellino<\/em><sup><a href=\"#footnote_19_4302\" id=\"identifier_19_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L&rsquo;ermellino, simbolo di purezza, 1488-90, 91 mm. Cambridge, The Syndics of the Fitzwilliam Museum, inv. n&deg; PD 120-1961.\">20<\/a><\/sup>. L\u2019associazione tra medaglia e catena si riscontra, oltre che nell\u2019oreficeria, nella decorazione dei piatti di rilegatura<sup><a href=\"#footnote_20_4302\" id=\"identifier_20_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Si veda ad esempio la rilegatura approntata a Milano nel 1509 per Jean Grolier col Giudizio di Paride del Maestro IO F.F. e, sul retro di copertina, Orfeo che incanta gli animali entro una cornice annodata per il volume di Procopio, La Guerra gotica, stampato a Roma nel 1506. Un esempio di piatto di rilegatura con doppia cornice a catena si riscontra nel Pontificale del 1511 della Morgan Library, New-York, fatto rilegare da Simon Charetier, Abbate di Jouy le Chatel dal rilegatore di Louis XII e Fran&ccedil;ois Ier nel 1521-1522.\">21<\/a><\/sup> come quelle eseguite a Milano per il bibliofilo Jean Grolier (1479-1565) negli stessi anni di realizzazione del pezzo di armatura Stibbert. Le medaglie utilizzate per le rilegature sono da attribuire a Giovanni Fondulino de Fondulis (Maestro IO.FF.) (1420\/30-1485\/97) per il Marco Curzio<sup><a href=\"#footnote_21_4302\" id=\"identifier_21_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Placchetta a forma di scudo, Morte di Marco Curzio, seconda met&agrave; XV secolo, bronzo, patina marrone scuro, 6,1 x 5,9 cm. Washington D.C., National Gallery of Art, Samuel H. Kress Collection, inv. n&deg; 1957.14.481.\">22<\/a><\/sup> e l\u2019Orazio Coclite, a Galeazzo Mondella detto il Moderno (1467-1528 c.), e a Zoan Antonio (Giovanni Antonio) da Brescia (1460c.-1523).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le placchette circolari o profilate a scudo, spesso usate per decorare i pomi delle spade milanesi o bresciane trovano nel Maestro IO.FF un artista fortemente influenzato da Leonardo, la cui opera si diffuse fino a Venezia a partire dal 1495 grazie all\u2019attivit\u00e0 di Andrea Solario. Paola Venturelli scrive in proposito: \u201cnelle placchette \u00e8 vinciano il movimento avvolgente assunto dalle figure, con il busto in diagonale quasi a misurare la profondit\u00e0 dello spazio, cosi come le anatomie caratterizzate da una ricercata indagine, con la compiaciuta definizione della dinamica dei muscoli con la posizione della testa che deflette dal busto e le sinuose delineazioni. A Leonardo rimandano anche la complessa e sottile allusivit\u00e0 dei gesti e dei \u2018moti d\u2019animo\u2019. Esemplificativo, \u00e8 il personaggio nel gruppo di sinistra dell\u2019impronta con Marco Curzio con il dito alzato verso il cielo, rinviante all\u2019Angelo dell\u2019Annunciazione [\u2026]. Nella placchetta con Orazio Coclite che difende il ponte, agli echi della colonna Traiana si coniugano gli studi per il Monumento equestre che al tempo della dominazione francese era per il Monumento a Giangiacomo Trivulzio\u201d<sup><a href=\"#footnote_22_4302\" id=\"identifier_22_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"P. Venturelli, Legature a placchetta per Jean Grolier, tesoriere generale di Luigi XII a Milano. Considerazioni sul maestro IO. F. F., in Milano e Luigi XII. Ricerche sul primo dominio francese in Lombardia (1499-1512), a cura di L. Arcangeli, Milano 2002, pp. 85-105.\">23<\/a><\/sup>. Leonardo lasci\u00f2 Milano nel 1499 all\u2019arrivo dei francesi e si rec\u00f2 a Mantova dove esegu\u00ec il ritratto d\u2019Isabella d\u2019Este e vide sicuramente gli affreschi cruenti del ciclo arturiano del Pisanello (1435-1444) la cui brutalit\u00e0 pu\u00f2 costituire un precedente della Battaglia d\u2019Anghiari per Palazzo Vecchio a Firenze (1503-1506) conosciuta attraverso copie della zuffa centrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo studio pi\u00f9 vicino all\u2019incisione presente sul pezzo Stibbert \u00e8 quello con il combattente a cavallo sulla destra di un famoso foglio conservato al Louvre<sup><a href=\"#footnote_23_4302\" id=\"identifier_23_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Leonardo da Vinci, Lotta col dragone, tre cavalli al passo, un cavaliere su cavallo rampante, un cane, penna e inchiostro bruno, acquerellato in bruno, 19.3 x 12.3 cm. Paris, Mus&eacute;e du Louvre, D&eacute;partement des arts graphiques, Fonds Rothschild, inv. n&deg; 781.\">24<\/a><\/sup>, la <em>Lotta col dragone<\/em>, con la sola differenza del cavallo senza sella. Simile, ma pi\u00f9 accurato grazie alle ombreggiature a inchiostro, \u00e8 l\u2019omonimo <em>Cavaliere che combatte un drago<\/em> del British Museum<sup><a href=\"#footnote_24_4302\" id=\"identifier_24_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Leonardo da Vinci, Uomo che combatte contro un drago, c. 1480. British Museum, Prints and Drawings, inv. n&deg; 1952.1011.2.\">25<\/a><\/sup>, con il cavallo nella stessa posizione del bronzetto di Budapest<sup><a href=\"#footnote_25_4302\" id=\"identifier_25_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Figura su cavallo impennato, bronzo, sec. XVI. Budapest, Sz&eacute;pmuv&eacute;szeti M&uacute;zeum, Dipartimento di scultura antica, 1914, inv. n&deg; 5362, cf. nota 24.\">26<\/a><\/sup>. Il foglio inciso a bulino con <em>Quattro studi per un monumento equestre<\/em><sup><a href=\"#footnote_26_4302\" id=\"identifier_26_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"V. nota 16.\">27<\/a><\/sup> attribuita a Zoan Andrea \u00e8 invece quasi certamente riferibile a bronzetti fusi su modelli di Leonardo approntati nella fase di preparazione del monumento Sforza e variamente replicati in seguito. L\u2019incisione \u00e8 il frammento di una composizione pi\u00f9 ampia, che comprendeva altri due studi, di analogo soggetto, nella parte alta, messa in relazione con gli <em>Studi per il monumento equestre di Francesco Sforza<\/em>, ai quali Leonardo da Vinci stava lavorando a Milano tra il 1489 e il 1493. Il disegno eseguito a punta d\u2019argento su carta blu, databile verso 1484, fa pure parte degli studi per lo stesso monumento che raffigurava Francesco Sforza a cavallo con il capo nudo, il bastone di commando nella destra e le briglie nella sinistra e il cavallo impennato con le zampe anteriori sollevate scavalcava un guerriero a terra<sup><a href=\"#footnote_27_4302\" id=\"identifier_27_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Windsor R. L. n. 1235730; Y. Hackenbroch, Renaissance Jewellery, London, Sotheby Parke Bernet, 1979, p. 70, fig. 156, segnala un pendente con il motivo del Cavaliere su cavallo impennato, databile al 1490, che sembra tenere conto dei progetti di Leonardo.\">28<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 necessario confrontare l\u2019incisione del pezzo Stibbert con la medaglia di Francesco di Giorgio Martini, una prova di fusione non nettata senza iscrizione o firma della medaglia di Federico da Montefeltro, recante sul verso Bellerofonte e la chimera, databile dopo il 1476<sup><a href=\"#footnote_28_4302\" id=\"identifier_28_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Bronzo, diam. 9.8 cm. London, British Museum, inv. n&deg; 1922-7-9-5.\">29<\/a><\/sup>.\u00a0\u00a0 Ne \u00e8 stata tratta una placchetta in bronzo dorato profilata a scudo (1475-80), del tipo destinato alle impugnature di spade, con la stessa composizione: tra schiacciato donatelliano e sfumato leonardesco, il Bellerofonte mostra una conoscenza delle sperimentazioni fiorentine degli anni 1460-1480 nella bottega del Verrocchio, il cui protagonista era il giovane Leonardo da Vinci. La placchetta presenta delle piccole rielaborazioni autografe di Francesco di Giorgio<sup><a href=\"#footnote_29_4302\" id=\"identifier_29_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cm. 9.5 x 9.4, London, Victoria and Albert Museum, inv. n&deg; A.410-1910.\">30<\/a><\/sup>, nel copricapo di Bellerofonte, nella criniera e nella coda del cavallo. La destinazione tipica di queste placchette a pomo di spada, precede la serie delle placchette del Maestro IO. FF, ma non pu\u00f2 discostarsi di molto cronologicamente dalla realizzazione della medaglia di Federico di Montefeltro (1476c.) o di altre famose opere di Francesco di Giorgio come il bassorilievo della <em>Deposizione<\/em> (1475 c.) oggi nella chiesa del Carmine a Venezia, o dalla <em>Discordia Chigi-Saracini<\/em> (1475-1480) oggi a Siena. L\u2019uso della placchetta \u00e8 illustrato nel <em>Ritratto di gentiluomo<\/em> dell\u2019Amico Friulano del Dosso (attivo 1500-1530), in cui l\u2019impugnatura della spada \u00e8 ornata con la placchetta di Muzio Scevola del Maestro IO F.F.<sup><a href=\"#footnote_30_4302\" id=\"identifier_30_4302\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Amico Friulano del Dosso, Ritratto di gentiluomo, 1515-20, olio su tela, 84 x 74 cm. Warwick Castle, collezione Lord Warwick.\">31<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il legame rappresentato dall\u2019attivit\u00e0 di sommi artisti tra armature, armi, oreficeria, incisione e stampa appare imprescindibile nello studio dei maggiori artisti al di l\u00e0 della loro sola produzione di opere di pittura e di scultura e i pezzi conservati nel Museo Stibbert ne sono un\u2019efficace dimostrazione.<\/p>\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_4302\" class=\"footnote\">Ne d\u00e0 testimonianza per il mimetismo con l\u2019abito tessile, l\u2019armatura da parata o da torneo o da giostra regalata da Carlo V a Wilhelm von Regendorf datata 1523, opera dell\u2019armaiolo Kolman Helmschmid in collaborazione con l\u2019incisore Daniel Hopfer\u00a0 (Kunsthist. Mus. Wien, Rustkammer. Inv. Nr. A 374) maestri che collaborarono anche alla realizzazione della sella incisa con acconciature femminili, accompagnate dal suo monogramma DH nello stesso museo.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_4302\" class=\"footnote\">Gli scambi tra le arti si verificavano anche a livello personale nei legami rafforzati da matrimoni, alleanze tra membri di grandi famiglie di armaioli, spadai, artigiani orafi e del metallo e artisti come documentato per esempio a Norimberga dove la figlia dell&#8217;armaiolo Hans Gr\u00fcnewald spos\u00f2 un membro della famiglia Beham di cui Bartel e Hans-Sebald sono gli incisori pi\u00f9 famosi. Inoltre dal 1509 Albrecht D\u00fcrer abitava a due passi dalla Schmiedgasse, la via degli armaioli dove lavoravano Kunz Lochner il Vecchio, Hans Gr\u00fcnewald e Wilhelm von Worms il Vecchio all\u2019insegna de &#8220;Uomo in armatura&#8221;; quando D\u00fcrer mor\u00ec nel 1528, l&#8217;artista aveva come apprendisti Valentin Siebenb\u00fcrger e Kurt Lochner il Giovane. Un argentiere e incisore come Wenzel Jamnitzer, a Norimberga dal 1534, fu l&#8217;inventore della pressa meccanica per imbutire ed era anche un incisore di coni.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_2_4302\" class=\"footnote\">Armatura da campo c.1510-15, Mus\u00e9e de l\u2019arm\u00e9e, Parigi, Inv. G. 178.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_2_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_3_4302\" class=\"footnote\">Inv. Stibbert n. 3465.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_3_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_4_4302\" class=\"footnote\">Inv.\u00a0 Stibbert n. 3476, Armatura di Renato (?) Borromeo (1585-1590) recante (come l\u2019elmetto conservato al Museo Poldi-Pezzoli di Milano) l\u2019impresa del liocorno e del morso equino.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_4_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_5_4302\" class=\"footnote\">Museo Stibbert, Inv. 3122, 3127 discussi in S.W. Pyhrr, <em>Some elements of Armour attributed to Niccol\u00f2 Silva<\/em>, \u201cMetropolitan Museum Journal\u201d, vol. 18 (1983), p. 111.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_5_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_6_4302\" class=\"footnote\">Gabinetto Disegni e Stampe, Bologna, numero di inventario PN 8138 Hopfer Daniel, Volume 48, <em>La battaglia presso Th\u00e9rouanne<\/em>, foglio smarginato, mm 234&#215;220, tecnica acquaforte (lastra di ferro), provenienza Collezione Ludovico Aurelio Savioli.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_6_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_7_4302\" class=\"footnote\">Parigi, Mus\u00e9e de l\u2019Arm\u00e9e (inv. G. 7, G. 178); New-York, Metropolitan Museum (Bashford Dean Memorial Fund), inv.29.158.81.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_7_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_8_4302\" class=\"footnote\">S.W. Pyhrr, <em>Some elements<\/em>&#8230;, 1983, p. 112.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_8_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_9_4302\" class=\"footnote\">Leonardo da Vinci, Windsor RL 12370 v\u00b0, <em>Disegno per una corazza ornata<\/em>; Andrea del Verrocchio, <em>Decollazione del Battista<\/em>, 1477-1480, argento e smalti montati su supporto ligneo. Firenze, Museo dell\u2019Opera del Duomo.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_9_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_10_4302\" class=\"footnote\"><em>Disegni con else di spade<\/em>, Codice Atlantico, f. 133r-a. e <em>Studi per undici punte di lance e tre mazze d\u2019armi<\/em>, Parigi, Institut de France, Ms. 2184.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_10_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_11_4302\" class=\"footnote\">E. Borea, <em>L\u2019effetto di Leonardo<\/em>, in <em>Lo specchio dell\u2019arte italiana, stampe in cinque secoli<\/em>, 4 vol., Pisa 2009, I, pp. 31 sgg.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_11_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_12_4302\" class=\"footnote\">La goletta ha otto lame incise e si presenta con il petto bombato, lo scollo dritto e il\u00a0 guardascella con tortiglione aggettante. Sotto lo scollo vi \u00e8 una larga fascia incisa, tripartita da pilastri che reggono un architrave: vi si scorge a destra, molto abraso, un santo barbuto con tonaca che alza la mano; a sinistra, santa Barbara stante. Al di sotto della fascia tripartita \u00e8 iscritto un verso apotropaico dal Vangelo di Giovanni, XIX, 36: \u00abOS NON COMMINUETIS EX EO\u00bb. Sul petto \u00e8 incisa un\u2019impresa con due fiaccole ardenti decussate, annodate da bende con tintinnaboli e accompagnate da uno svolazzo con il motto \u00ab[UT] NON.DIFICIAT.FIDES.TUA \u00bb (\u00ab affinch\u00e9 la tua fede non venga meno \u00bb, Luca, 22,32). Sulla schiena la decorazione a liste di girali che circondava scollo e ascelle \u00e8 quasi sparita.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_12_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_13_4302\" class=\"footnote\">Canzoniere CCVII: \u00abBen mi credea passar mio tempo omai [\u2026] Tu \u00e0i li strali et l\u2019arco fa\u2019 di tua man, non pur bramand\u2019io mora, ch\u2019un bel morir tutta la vita honora\u00bb.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_13_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_14_4302\" class=\"footnote\">E. Borea, <em>L\u2019effetto di Leonardo<\/em>&#8230;, 2009, p. 31.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_14_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_15_4302\" class=\"footnote\">Da Leonardo, Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli, n. segnatura: Art. prez. m. 278. Con attribuzione a Zoan Andrea, <em>Quattro studi per un Monumento equestre a Francesco Sforza<\/em>, 14831493, 21.7 x 15.9 cm, in <em>The Illustrated Bartsch<\/em>, n\u00b0 2509.019.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_15_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_16_4302\" class=\"footnote\">Leonardo da Vinci, <em>Allegoria del Ramarro<\/em>, <em>recto<\/em>: schizzo, inserito in un tondo, di un giovane addormentato con una lucertola che lotta contro una serpe accanto alla testa reclinata, 1494-96, New York City, Metropolitan Museum of Art, Rogers Fund. Potrebbe essere il progetto per una medaglia, di 7 cm di diametro, vicino allo standard di Pisanello (8 cm). La scena sarebbe un\u2019allegoria della fedelt\u00e0, come spiega il testo: \u00abIl ramarro fedele all\u2019omo vedendo quello addormentato combatte cholla bisscia. Comprendendo di non poter vincere il serpente, la lucertola corre sul volto dell\u2019omo per farlo risvegliare\u00bb.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_16_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_17_4302\" class=\"footnote\">Leonardo, <em>Imprese col giglio<\/em>, Windsor Library, inv. n\u00b0 RL 12700.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_17_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_18_4302\" class=\"footnote\"><em>Allegoria sul tema della verit\u00e0 e della menzogna<\/em>, c. 1508-10, Windsor Castle, The Royal Collection Trust, inv. n\u00b0 RL 12700; <em>Allegoria dell\u2019Invidia smascherata<\/em>, Bayonne, Mus\u00e9e Bonnat, inv. n\u00b0 656.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_18_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_19_4302\" class=\"footnote\"><em>L\u2019ermellino, simbolo di purezza<\/em>, 1488-90, 91 mm. Cambridge, The Syndics of the Fitzwilliam Museum, inv. n\u00b0 PD 120-1961.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_19_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_20_4302\" class=\"footnote\">Si veda ad esempio la rilegatura approntata a Milano nel 1509 per Jean Grolier col Giudizio di Paride del Maestro IO F.F. e, sul retro di copertina, Orfeo che incanta gli animali entro una cornice annodata per il volume di Procopio, La Guerra gotica, stampato a Roma nel 1506. Un esempio di piatto di rilegatura con doppia cornice a catena si riscontra nel Pontificale del 1511 della Morgan Library, New-York, fatto rilegare da Simon Charetier, Abbate di Jouy le Chatel dal rilegatore di Louis XII e Fran\u00e7ois Ier nel 1521-1522.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_20_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_21_4302\" class=\"footnote\">Placchetta a forma di scudo, Morte di Marco Curzio, seconda met\u00e0 XV secolo, bronzo, patina marrone scuro, 6,1 x 5,9 cm. Washington D.C., National Gallery of Art, Samuel H. Kress Collection, inv. n\u00b0 1957.14.481.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_21_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_22_4302\" class=\"footnote\">P. Venturelli, <em>Legature a placchetta per Jean Grolier, tesoriere generale di Luigi XII a Milano. Considerazioni sul maestro IO. F. F<\/em>., in <em>Milano e Luigi XII. Ricerche sul primo dominio francese in Lombardia (1499-1512)<\/em>, a cura di L. Arcangeli, Milano 2002, pp. 85-105.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_22_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_23_4302\" class=\"footnote\">Leonardo da Vinci, <em>Lotta col dragone, tre cavalli al passo, un cavaliere su cavallo rampante, un cane, penna e inchiostro bruno<\/em>, acquerellato in bruno, 19.3 x 12.3 cm. Paris, Mus\u00e9e du Louvre, D\u00e9partement des arts graphiques, Fonds Rothschild, inv. n\u00b0 781.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_23_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_24_4302\" class=\"footnote\">Leonardo da Vinci, <em>Uomo che combatte contro un drago<\/em>, c. 1480. British Museum, Prints and Drawings, inv. n\u00b0 1952.1011.2.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_24_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_25_4302\" class=\"footnote\"><em>Figura su cavallo impennato<\/em>, bronzo, sec. XVI. Budapest, Sz\u00e9pmuv\u00e9szeti M\u00fazeum, Dipartimento di scultura antica, 1914, inv. n\u00b0 5362, cf. nota 24.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_25_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_26_4302\" class=\"footnote\">V. nota 16.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_26_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_27_4302\" class=\"footnote\">Windsor R. L. n. 1235730; Y. Hackenbroch, Renaissance Jewellery, London, Sotheby Parke Bernet, 1979, p. 70, fig. 156, segnala un pendente con il motivo del <em>Cavaliere su cavallo impennato<\/em>, databile al 1490, che sembra tenere conto dei progetti di Leonardo.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_27_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_28_4302\" class=\"footnote\">Bronzo, diam. 9.8 cm. London, British Museum, inv. n\u00b0 1922-7-9-5.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_28_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_29_4302\" class=\"footnote\">Cm. 9.5 x 9.4, London, Victoria and Albert Museum, inv. n\u00b0 A.410-1910.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_29_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_30_4302\" class=\"footnote\">Amico Friulano del Dosso, <em>Ritratto di gentiluomo<\/em>, 1515-20, olio su tela, 84 x 74 cm. Warwick Castle, collezione Lord Warwick.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_30_4302\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>d.fuchs@museostibbert.it Leonardo da Vinci e Niccol\u00f2 Silva al Museo Stibbert, armature, stampe, medaglie e incisione DOI: 10.7431\/RIV24022021 Il bulino ed il cesello furono per il <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=4302\" title=\"Dominique Charles Fuchs\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2,"menu_order":2,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4302"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4302"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4302\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4374,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4302\/revisions\/4374"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4302"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}