{"id":4209,"date":"2021-06-29T22:49:11","date_gmt":"2021-06-29T22:49:11","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=4209"},"modified":"2021-12-28T17:52:20","modified_gmt":"2021-12-28T17:52:20","slug":"salvatore-anselmo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=4209","title":{"rendered":"Salvatore Anselmo"},"content":{"rendered":"<p>salvatore.anselmo@tiscali.it<\/p>\n<h2>L\u2019inedito <em>antependium<\/em> d\u2019argento di Salvatore Castronovo a San Mauro Castelverde<\/h2>\n<p>DOI: 10.7431\/RIV23052021<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La devozione di una comunit\u00e0, grande o piccola che sia, verso il Santo Patrono o Protettore della stessa, ha fatto s\u00ec che prelati, devoti, nobili, confrati e giurati commissionassero opere d\u2019arte decorativa esclusivamente dedicate ad essi e tendenti ad esaltarne e celebrarne la figura. Come scrigni ricchi e magnifici, dentro i quali si conservarono preziosi monili e suppellettili liturgiche, i luoghi deputati a tale culto, nello specifico altari, cappelle, santuari, eremi e oratori, sono stati, dunque, considerati nel corso del tempo, veri e propri Tesori<sup><a href=\"#footnote_0_4209\" id=\"identifier_0_4209\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A riguardo si veda B. Mancuso, Sacre collezioni, oggetti, pratiche, significati dei Tesori siciliani, in Il Tesoro dell&rsquo;Isola. Capolavori siciliani in argento e corallo dal XV al XVIII secolo, catalogo della mostra (Praga, Maneggio di Palazzo Wellestein, 19 ottobre-21 novembre 2004) a cura di S. Rizzo, 2 vol., Catania 2008, pp. 219-241.\">1<\/a><\/sup>. I sacelli, quando la devozione di una comunit\u00e0 \u00e8 rimasta immutata nei secoli, si sono via via impreziositi di numerosi e pregevoli manufatti artistici consentendo, cos\u00ec, di delineare non solo il variare del gusto della committenza dal Medioevo ad oggi ma anche la storia delle opere d\u2019arte. Talora, purtroppo, alcune suppellettili liturgiche sono state fuse o smontate per realizzarne altre in uno stile rispondente a quello della pi\u00f9 attuale temperie culturale o, come spesso riportano i documenti d\u2019archivio, alla \u201cmoderna\u201d. Incisioni, stampe, inventari e atti di commissione, hanno, per fortuna, consentito di ricostruire e rintracciare manufatti artistici smarriti o, erroneamente, assemblati durante presunti interventi di restauro o di manutenzione e di riconfigurare interi Tesori perduti. Le fonti, inoltre, hanno talvolta rivelato l\u2019originaria immagine del Santo, ricolma di ex voto o attorniata da suppellettili liturgiche, all\u2019interno del suo originario luogo, come ha svelato, ad esempio, la stampa colorata di collezione privata raffigurante la venerata Madonna con il Bambino del Santuario carmelitano della Santissima Annunziata di Trapani<sup><a href=\"#footnote_1_4209\" id=\"identifier_1_4209\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. C. Di Natale, &ldquo;Coll&rsquo;entrar di Maria entrarono tutti i beni nella Citt&agrave;&rdquo;, in Il Tesoro Nascosto. Gioie e Argenti per la Madonna di Trapani, catalogo della mostra (Trapani, Museo Regionale Pepoli, 2 dicembre 1995-3 marzo 1996) a cura di M. C. Di Natale, V. Abbate, Palermo 1995, p. 25.\">2<\/a><\/sup>. Si \u00e8, inoltre, assistito ad una vera e propria competizione tra i committenti i quali hanno voluto, comunque, eternare su dipinti, statue e, nello specifico sulle suppellettili liturgiche, il loro inscindibile legame con il Santo, l\u2019<em>Athleta Christi<\/em>, specialmente nei periodi di calamit\u00e0, con un cartiglio che spesso recita \u201cper devotione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i diversi e tutti ricchi Tesori siciliani, indagati a partire dagli anni Trenta del secolo scorso dalla venturiana Maria Accascina, la quale ha reso note, per prima, le pi\u00f9 importanti opere dedicate a Patroni e Protettori dell\u2019isola<sup><a href=\"#footnote_2_4209\" id=\"identifier_2_4209\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Tra i diversi testi della studiosa si cita M. Accascina, Oreficeria di Sicilia dal XII al XIX secolo, Palermo 1974. Per&nbsp; i successivi studi sulle opere d&rsquo;arte decorativa in Sicilia si rimanda a Le arti decorative del Quattrocento in Sicilia (Messina, chiesa dell&rsquo;Annunziata dei Catalani, 28 novembre 1981-31 gennaio 1982), Roma 1981; Ori e argenti in Sicilia, catalogo della mostra (Trapani, Museo Regionale Pepoli, 1 luglio-30 ottobre 1989) a cura di M.C. Di Natale, Milano 1989; Splendori di Sicilia. Arti decorative dal Rinascimento al Barocco, catalogo della mostra (Palermo, Albergo dei Poveri, 10 dicembre 2000-30 aprile 2001) a cura di M.C. Di Natale, Milano 2001; M.C. Di Natale, Gioielli di Sicilia, Palermo 2000, II ed. 2008; Argenti e Cultura Rococ&ograve; nella Sicilia Centro-Occidentale 1735-1789, catalogo della mostra (Lubecca, St. Annen&ndash;Museum, 21 ottobre 2007-6 gennaio 2008) a cura S. Grasso, M.C. Gulisano, Palermo 2008, p. 596 e Il Tesoro dell&rsquo;Isola. Capolavori siciliani&hellip;, 2008.\">3<\/a><\/sup>, si inserisce quello, pressoch\u00e9 inedito, di San Mauro Castelverde. Il borgo, piccolo centro madonita in provincia di Palermo ricadente nella Diocesi di Cefal\u00f9, appartenne, unitamente ai centri limitrofi, ai Ventimiglia, nobili committenti di diverse opere d\u2019arte anche nell\u2019intero comprensorio<sup><a href=\"#footnote_3_4209\" id=\"identifier_3_4209\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per la storia e le opere del borgo madonita si veda M. Ragonese, San Mauro Castelverde, Palermo 1976; Idem, Sulle origini di San Mauro Castelverde tra storia e leggenda. Le stazioni della Via Crucis quadri, affreschi ed altre cose non pubblicate nel libro del 1975 mestieri e cose scomparse o trasformate e racconti vari, Palermo 1987 e S. Anselmo Madonie. L&rsquo;arte e la storia, Palermo 2008, II ed. aggiornata 2021, pp. 231-247. Per i Ventimiglia, committenti di diverse opere, si consultino O. Cancila, I Ventimiglia di Geraci (1258-1619), &ldquo;Quaderni di Mediterranea. Ricerche storiche&rdquo;, n. 30, collana diretta da R. Cancila, Palermo 2016 e Alla corte dei Ventimiglia. Storia e committenza artistica, atti del convegno di studi (Geraci Siculo, Gangi, 27-28 giugno 2009) a cura di G. Antista, Geraci Siculo 2009.\">4<\/a><\/sup>. Nel suddetto centro montano si custodisce, infatti, il reliquiario antropomorfo d\u2019argento, dalla forma di testa, di San Mauro Abate, patrono e protettore del borgo, gelosamente conservato nella Chiesa Madre. La suppellettile liturgica, che non sfugg\u00ec, per l\u2019appunto, alle pioneristiche ricerche dell\u2019Accascina, \u00e8 stata realizzata, come riferisce l\u2019iscrizione e il punzone della maestranza di Palermo, da un argentiere palermitano, su commissione, anzi \u201cp(er) manu\u201d come recita l\u2019iscrizione, del procuratore S. La Barbera nel 1496<sup><a href=\"#footnote_4_4209\" id=\"identifier_4_4209\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. Accascina, Oreficeria di Sicilia&hellip;, 1974, p. 146. L&rsquo;iscrizione &egrave; la seguente SANTO MAURO MCCCCLXXXXVI FATTA P MANO DE S LABARVERA PRECURATO. L&rsquo;opera &egrave; stata restaurata nel 1700, si veda a riguardo M. Ragonese, San Mauro Castelverde&hellip;, 1976, p. 66.&nbsp; Per il culto e la custodia della reliquia del Patrono, si consulti Arc. Dr. D. Francesco La Rocca, Tradizioni e memorie della terra di S. Mauro (oggi S. Mauro Castelverde), pubblicate ed annotate dal Dr. Gioacchino Drago, Palermo 1976, II. ed. Roma-San Mauro Castelverde 1997, pp. 31-33.\">5<\/a><\/sup>. Alla prima met\u00e0 del Seicento risale, invece, il simulacro ligneo di San Mauro riferito alla bottega dei Mancuso e custodito nell\u2019eponima chiesa<sup><a href=\"#footnote_5_4209\" id=\"identifier_5_4209\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. Fazio, La cultura figurativa in legno nelle Madonie tra la gran corte di Cefal&ugrave;, il marchesato dei Ventimiglia e le citt&agrave; demaniali, in Manufacere et scolpire in lignamine. Scultura e intaglio in legno in Sicilia tra Rinascimento e Barocco, a cura di T. Pugliatti, S. Rizzo, P. Russo, Catania 2012, p. 231.\">6<\/a><\/sup>. Al Santo benedettino, a conferma della grande devozione che la comunit\u00e0 madonita ha sempre nutrito verso l\u2019oblate, \u00e8 dedica la gi\u00e0 citata e omonima chiesa la quale, come riferisce Francesco La Rocca nel manoscritto del 1700<sup><a href=\"#footnote_6_4209\" id=\"identifier_6_4209\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Arc. Dr. D. Francesco&nbsp; La Rocca, Tradizioni e memorie della terra di S. Mauro &hellip;, 1997, p. 49.\">7<\/a><\/sup>, \u00abnon tanto per l\u2019antichit\u00e0 quanto per la sua grandezza, e devotione delli popoli, tiene il terzo luogo, tra le nostre Chiese, \u00e8 stata ed \u00e8 la pi\u00f9 decorata d\u2019ogni altra, toltone le due gi\u00e0 ragguagliate, della usa primiera fundatione, per\u00f2 non ho memoria che mi additassero il tempo; certo \u00e8, che la Chiesa, \u00e8 assai antica; e non saria fuora di proposito il credere che fosse stata edificata in quel tempo, che capit\u00f2 nella nostra Terra la Reliquia del Santo\u00bb. L\u2019edificio chiesastico, oggetto dunque di grande venerazione da parte della comunit\u00e0, nel Settecento, periodo in cui l\u2019esuberante stile tardo barocco prima e rococ\u00f2 dopo invase con le sue briose soluzioni decorative i prospetti, i decori e gli arredi delle chiese siciliane<sup><a href=\"#footnote_7_4209\" id=\"identifier_7_4209\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A riguardo si veda M.R. Nobile, S. Piazza, L&rsquo;architettura del Settecento in Sicilia. Storie e protagonisti del tardobarocco, Palermo 2009, D. Surtera. Ricostruire: storia e rappresentazione. Prospetti chiesastici nella Sicilia del Settecento, Palermo 2013, Il Settecento e il suo doppio: rococ&ograve; e neoclassicismo, stili e tendenze europee nella Sicilia dei vicer&egrave;, atti del convegno internazionale di studi (Palermo, 10-12 novembre 2005) a cura di M. Guttila, Palermo 2008 e Argenti e Cultura Rococ&ograve;&hellip;, 2008 a cui si rimanda per la specifica bibliografia.\">8<\/a><\/sup>, si arricchisce di altre opere. Tra queste gli affreschi della volta del presbiterio, verosimilmente realizzati da un pittore siciliano nel 1716, raffiguranti l\u2019<em>Apoteosi di San Mauro<\/em><sup><a href=\"#footnote_8_4209\" id=\"identifier_8_4209\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Anselmo Madonie. L&rsquo;arte&hellip;, 2021, p. 244.\">9<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A conclusione, dunque, del processo di rinnovamento stilistico della chiesa, venne commissionato, nel 1778, l\u2019inedito paliotto architettonico in argento, con la figura del Patrono al centro, che doveva decorare l\u2019altare maggiore durante le principali funzioni liturgiche (<a title=\"Fig. 1. Salvatore Castronovo, 1778, &lt;i&gt;Paliotto architettonico&lt;\/i&gt;, argento sbalzato, cesellato e inciso, chiesa di San Mauro, San Mauro Castelverde.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/ans01.jpg\">Fig. 1<\/a>)<sup><a href=\"#footnote_9_4209\" id=\"identifier_9_4209\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Sull&rsquo;argomento si veda M. Vitella, scheda II,11, in Il Tesoro Nascosto&hellip;, 1995, pp. 200-202 e G. Cantelli, Il paliotto e la ritualit&agrave; scenografica dell&rsquo;altare barocco, in Architetture barocche in argento e corallo, catalogo della mostra (Lubecca, Katharinenkirche, 15 luglio-26 agosto 2007, Vicenza, Pinacoteca Civica, Palazzo Chiericati, 7 settembre-7 ottobre 2007) a cura di S. Rizzo, Catania 2008, pp. 15-25.\">10<\/a><\/sup>. Su tutte le lamine che compongono l\u2019<em>antependium<\/em> si trova impresso sia il punzone della maestranza palermitana, l\u2019aquila a volo alto con l\u2019acronimo RUP (<em>Regia Urbs Panormi<\/em>), sia i marchi dei due saggiatori del capoluogo siculo. Uno di essi \u00e8 di don Gioacchino Garaffa, console degli argentieri nel 1778 con il punzone DGG78, mentre l\u2019altro \u00e8 di Salvatore Castronovo, artefice che rivest\u00ec il pi\u00f9 alto ruolo della maestranza nel medesimo anno, verificando la qualit\u00e0 delle opere in oro con il bollo SC78<sup><a href=\"#footnote_10_4209\" id=\"identifier_10_4209\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Barraja, I marchi degli argentieri e orafi di Palermo, saggio introduttivo di M. C. Di Natale, Milano 1996, II. ed. 2010, p. 80.\">11<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 2. Salvatore Castronovo, 1778, &lt;i&gt;Paliotto architettonico&lt;\/i&gt;, argento sbalzato, cesellato e inciso, chiesa di San Mauro, San Mauro Castelverde (part.).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/ans02.jpg\">Fig. 2<\/a>). L\u2019anomala presenza dei due marchi di garanzia consente di ipotizzare che il paliotto possa essere stato eseguito dal Castronovo stesso che utilizza il marchio consolare. Questi, console degli orafi anche negli anni 1762, 1769, 1777<sup><a href=\"#footnote_11_4209\" id=\"identifier_11_4209\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Barraja, I marchi degli argentieri e orafi&hellip;, 2010, pp. 78-80.\">12<\/a><\/sup>, risulta attivo a Palermo dal 1753 al 1789<sup><a href=\"#footnote_12_4209\" id=\"identifier_12_4209\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Barraja, ad vocem Castronovo Salvatore, in Arti Decorative in Sicilia. Dizionario biografico, a cura di M.C. Di Natale, Palermo 2014, vol. I, p. 122.\">13<\/a><\/sup>. Lo scenografico arredo d\u2019altare \u00e8 verosimilmente da identificarsi con quello commissionato all\u2019argentiere dal sacerdote Vincenzo Scialabba<sup><a href=\"#footnote_13_4209\" id=\"identifier_13_4209\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"D. Ruffino, in Catalogo dei documenti, in Ori e argenti&hellip;, 1989, p. 396.\">14<\/a><\/sup>. Il cognome del prelato, di cui il documento non riferisce n\u00e9 la provenienza del committente n\u00e9 il luogo di destinazione del manufatto, \u00e8, infatti, particolarmente diffuso nel centro madonita. Secondo il documento di commissione, individuato da Daniele Ruffino in occasione delle ricerche per la mostra <em>Ori e argenti di Sicilia<\/em>, l\u2019artefice si impegna, l\u201911 novembre 1778, con il presbitero ad eseguire \u201cun certo altare ossia palio con sua cornice d\u2019argento di bollo, lavorato a tenore del disegno da farsi dal dicto di Castronovo a sue spese, e da firmarsi, e sottoscriversi dal dicto reverendo di Scialabba, dovendo essere dicto palio di altezza palmi quattro e di longhezza palmi 9 a tenore della misura data dal dicto Reverendo di Scialabba ad detto Castronovo\u201d<sup><a href=\"#footnote_14_4209\" id=\"identifier_14_4209\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem.\">15<\/a><\/sup>. Si tratta, allo stato attuale degli studi, dell\u2019unica opera esistente dell\u2019argentiere di cui sono noti soltanto documenti di commissione, del 1762 e del 1767-1768, relativi a manufatti in oro e argento ancora da rintracciare<sup><a href=\"#footnote_15_4209\" id=\"identifier_15_4209\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Si veda G. Mendola, Orafi e argentieri a Palermo tra il 1740 e il 1790, in Argenti e Cultura Rococ&ograve;&hellip;, 2008, pp. 596, 616.\">16<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <em>vestis altaris<\/em>, che afferisce alla tipologia del paliotto a pannello scenografico-architettonico, come quello eseguito dall\u2019argentiere Vincenzo Bonaiuto nel 1764-1765 e custodito nella chiesa di San Tommaso Becket di Marsala (Tp)<sup><a href=\"#footnote_16_4209\" id=\"identifier_16_4209\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per l&rsquo;opera si consulti D. Scandariato, scheda n. 8, in Architetture barocche in argento&hellip;, 2008, pp. 133-137 con precedente bibliografia.\">17<\/a><\/sup>, \u00e8 un\u2019opera che esalta le vicende terrene del Patrono del borgo madonita. Nell\u2019esedra centrale, infatti, \u00e8 raffigurata l\u2019Estasi di San Mauro (<a title=\"Fig. 3. Salvatore Castronovo, 1778, &lt;i&gt;Paliotto architettonico&lt;\/i&gt;, argento sbalzato, cesellato e inciso, chiesa di San Mauro, San Mauro Castelverde (part.).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/ans03.jpg\">Fig. 3<\/a>) mentre nei fornaci aggettanti, che conferiscono spazialit\u00e0 all\u2019intera composizione, campeggiano due episodi relativi alla vita dell\u2019oblate. A sinistra emerge il Santo che salva il confratello Placido, il quale, uscito per attingere l\u2019acqua nel lago, \u00e8 travolto dalle onde, a destra, invece, l\u2019apparizione di Dio Padre (<a title=\"Fig. 4. Salvatore Castronovo, 1778, &lt;i&gt;Paliotto architettonico&lt;\/i&gt;, argento sbalzato, cesellato e inciso, chiesa di San Mauro, San Mauro Castelverde (part.).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/ans04.jpg\">Figg. 4<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 5. Salvatore Castronovo, 1778, &lt;i&gt;Paliotto architettonico&lt;\/i&gt;, argento sbalzato, cesellato e inciso, chiesa di San Mauro, San Mauro Castelverde (part.).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/ans05.jpg\">5<\/a>)<sup><a href=\"#footnote_17_4209\" id=\"identifier_17_4209\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. Lentini, ad vocem S. Mauro, in Bibliotheca Sanctorum, vol. IX, Roma 1967, cc. 210-219.\">18<\/a><\/sup>. Sotto quest\u2019ultima rappresentazione \u00e8 cesellata e sbalzata una fiabesca veduta del centro madonita che richiama alla sua configurazione paesaggistica originaria, si distinguono, infatti, in alto, la Chiesa Madre e il castello, e, in posizione sottostante, la chiesa di San Mauro con il campanile dalla caratteristica guglia a bulbo maiolicata. La stessa visuale, che allude alla funzione chiaramente protettiva del Santo nei confronti del borgo delle Madonie, \u00e8 raffigurata sullo zoccolo basamentale dell\u2019esedra centrale (<a title=\"Fig. 6. Salvatore Castronovo, 1778, &lt;i&gt;Paliotto architettonico&lt;\/i&gt;, argento sbalzato, cesellato e inciso, chiesa di San Mauro, San Mauro Castelverde (part.).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/ans06.jpg\">Fig. 6<\/a>). Va sottolineata l\u2019importanza storico-artistica di questa rappresentazione che si inserisce tra le rare vedute gi\u00e0 note di centri siciliani dovute agli abili argentieri palermitani<sup><a href=\"#footnote_18_4209\" id=\"identifier_18_4209\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Si veda a riguardo M. C. Di Natale, Vedute di citta nelle arti decorative siciliane dal XV al XVIII secolo, in L&rsquo;obietto move il senso, Giornate di studi su arte e paesaggio (Palermo, Lumsa 28-29 settembre 2001) a cura di G. E. Viola, &ldquo;Quaderni della Libera Universit&agrave; &ldquo;Maria SS. Assunta&rdquo; Lumsa Roma&rdquo;, n. 20, Roma 2003, pp. 1-28.\">19<\/a><\/sup>. Il pavimento a scacchi accentua, inoltre, l\u2019effetto prospettico dell\u2019intera struttura architettonica. Questa \u00e8 resa pi\u00f9 briosa da eleganti e quasi modulari tralci floreali sulle pareste e sulla cornice che circonda l\u2019intera costruzione, mentre timidi inserti rococ\u00f2 impreziosiscono la parte superiore dei frontoni e i timpani dei due corpi aggettanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta, quindi, di una suppellettile liturgica che tradisce chiaramente il periodo in cui \u00e8 stata realizzata, quello di transizione dallo stile rococ\u00f2 al neoclassicismo, e che si aggiunge ai diversi paliotti architettonici custoditi nei pi\u00f9 ricchi Tesori siciliani<sup><a href=\"#footnote_19_4209\" id=\"identifier_19_4209\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per le opere d&rsquo;arte decorativa che presentano elementi di transizione tra il rococ&ograve; e il neoclassicismo, si consulti Argenti e Cultura Rococ&ograve;&hellip;, 2008, pp. 395-425. Per i paliotti siciliani si rimanda a M.C. Ruggeri Tricoli, Il teatro e l&rsquo;altare. Paliotti d&rsquo;architettura in Sicilia, contributi tematici di G. Bongiovanni, E. Brai, E. D&rsquo;Amico, S. Di Bella, C. Filizzola, C. Laezza, L. Novara, Palermo 1992 e Architetture barocche in argento&hellip;, 2008.\">20<\/a><\/sup>. Il <em>frontale<\/em>, che conferma l\u2019importanza e la centralit\u00e0 riservata dalla Chiesa all\u2019altare<sup><a href=\"#footnote_20_4209\" id=\"identifier_20_4209\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Si veda a riguardo M. Vitella, Paliotti architettonici d&rsquo;argento nella Sicilia occidentale: espressione dell&rsquo;arte controriformata, in Architetture barocche in argento&hellip;, 2008, pp. 57-65.\">21<\/a><\/sup>, si configura generalmente come un lavoro di \u00e9quipe che coinvolge, non solo gli artefici dell\u2019opera e gli intagliatori che eseguono il supporto ligneo, ma anche gli architetti, i quali, spesso, realizzano il progetto dietro precise indicazioni da parte di committenti specifici, talora dotti teologi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Referenze fotografiche<\/strong><br \/>\nLe fotografie sono dell\u2019autore per gentile concessione della Presidenza della Consulta per i Beni Culturali Ecclesiali della Diocesi di Cefal\u00f9 del 5 ottobre 2020<\/p>\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_4209\" class=\"footnote\">A riguardo si veda B. Mancuso, <em>Sacre collezioni, oggetti, pratiche, significati dei Tesori siciliani<\/em>, in <em>Il Tesoro dell\u2019Isola. Capolavori siciliani in argento e corallo dal XV al XVIII secolo<\/em>, catalogo della mostra (Praga, Maneggio di Palazzo Wellestein, 19 ottobre-21 novembre 2004) a cura di S. Rizzo, 2 vol., Catania 2008, pp. 219-241.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_4209\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_4209\" class=\"footnote\">M. C. Di Natale, <em>\u201cColl\u2019entrar di Maria entrarono tutti i beni nella Citt\u00e0\u201d,<\/em> in <em>Il Tesoro Nascosto. Gioie e Argenti per la Madonna di Trapani<\/em>, catalogo della mostra (Trapani, Museo Regionale Pepoli, 2 dicembre 1995-3 marzo 1996) a cura di M. C. Di Natale, V. Abbate, Palermo 1995, p. 25.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_4209\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_2_4209\" class=\"footnote\">Tra i diversi testi della studiosa si cita M. Accascina, <em>Oreficeria di Sicilia dal XII al XIX secolo<\/em>, Palermo 1974. Per\u00a0 i successivi studi sulle opere d\u2019arte decorativa in Sicilia si rimanda a <em>Le arti decorative del Quattrocento in Sicilia<\/em> (Messina, chiesa dell\u2019Annunziata dei Catalani, 28 novembre 1981-31 gennaio 1982), Roma 1981; <em>Ori e argenti in Sicilia<\/em>, catalogo della mostra (Trapani, Museo Regionale Pepoli, 1 luglio-30 ottobre 1989) a cura di M.C. Di Natale, Milano 1989; <em>Splendori di Sicilia. Arti decorative dal Rinascimento al Barocco,<\/em> catalogo della mostra (Palermo, Albergo dei Poveri, 10 dicembre 2000-30 aprile 2001) a cura di M.C. Di Natale, Milano 2001; M.C. Di Natale, <em>Gioielli di Sicilia<\/em>, Palermo 2000, II ed. 2008; <em>Argenti e Cultura Rococ\u00f2 nella Sicilia Centro-Occidentale 1735-1789<\/em>, catalogo della mostra (Lubecca, St. Annen\u2013Museum, 21 ottobre 2007-6 gennaio 2008) a cura S. Grasso, M.C. Gulisano, Palermo 2008, p. 596 e <em>Il Tesoro dell\u2019Isola. Capolavori siciliani<\/em>\u2026, 2008.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_2_4209\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_3_4209\" class=\"footnote\">Per la storia e le opere del borgo madonita si veda M. Ragonese, <em>San Mauro Castelverde<\/em>, Palermo 1976; Idem, <em>Sulle origini di San Mauro Castelverde tra storia e leggenda. Le stazioni della Via Crucis quadri, affreschi ed altre cose non pubblicate nel libro del 1975 mestieri e cose scomparse o trasformate e racconti vari<\/em>, Palermo 1987 e S. Anselmo <em>Madonie. L\u2019arte e la storia<\/em>, Palermo 2008, II ed. aggiornata 2021, pp. 231-247. Per i Ventimiglia, committenti di diverse opere, si consultino O. Cancila, <em>I Ventimiglia di Geraci (1258-1619)<\/em>, \u201cQuaderni di Mediterranea. Ricerche storiche\u201d, n. 30, collana diretta da R. Cancila, Palermo 2016 e <em>Alla corte dei Ventimiglia. Storia e committenza artistica<\/em>, atti del convegno di studi (Geraci Siculo, Gangi, 27-28 giugno 2009) a cura di G. Antista, Geraci Siculo 2009.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_3_4209\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_4_4209\" class=\"footnote\">M. Accascina, <em>Oreficeria di Sicilia<\/em>\u2026, 1974, p. 146. L\u2019iscrizione \u00e8 la seguente SANTO MAURO MCCCCLXXXXVI FATTA P MANO DE S LABARVERA PRECURATO. L\u2019opera \u00e8 stata restaurata nel 1700, si veda a riguardo M. Ragonese<em>, San Mauro Castelverde<\/em>\u2026, 1976, p. 66.\u00a0 Per il culto e la custodia della reliquia del Patrono, si consulti Arc. Dr. D. Francesco La Rocca, <em>Tradizioni e memorie della terra di S. Mauro (oggi S. Mauro Castelverde)<\/em>, pubblicate ed annotate dal Dr. Gioacchino Drago, Palermo 1976, II. ed. Roma-San Mauro Castelverde 1997, pp. 31-33.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_4_4209\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_5_4209\" class=\"footnote\">G. Fazio, <em>La cultura figurativa in legno nelle Madonie tra la gran corte di Cefal\u00f9, il marchesato dei Ventimiglia e le citt\u00e0 demaniali,<\/em> in<em> <\/em>Manufacere et scolpire in lignamine<em>. Scultura e intaglio in legno in Sicilia tra Rinascimento e Barocco<\/em>, a cura di T. Pugliatti, S. Rizzo, P. Russo, Catania 2012, p. 231.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_5_4209\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_6_4209\" class=\"footnote\">Arc. Dr. D. Francesco\u00a0 La Rocca, <em>Tradizioni e memorie della terra di S. Mauro<\/em> \u2026, 1997, p. 49.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_6_4209\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_7_4209\" class=\"footnote\">A riguardo si veda M.R. Nobile, S. Piazza, <em>L\u2019architettura del Settecento in Sicilia. Storie e protagonisti del tardobarocco<\/em>, Palermo 2009, D. Surtera. <em>Ricostruire: storia e rappresentazione. Prospetti chiesastici nella Sicilia del Settecento<\/em>, Palermo 2013, <strong><em>Il Settecento e il suo doppio: rococ\u00f2 e neoclassicismo, stili e tendenze europee nella Sicilia dei vicer\u00e8<\/em>, atti del convegno internazionale di studi (Palermo, 10-12 novembre 2005) a cura di M. Guttila, Palermo 2008 e <\/strong><em>Argenti e Cultura Rococ\u00f2<\/em>\u2026, 2008 a cui si rimanda per la specifica bibliografia.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_7_4209\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_8_4209\" class=\"footnote\">S. Anselmo <em>Madonie. L\u2019arte<\/em>\u2026, 2021, p. 244.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_8_4209\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_9_4209\" class=\"footnote\">Sull\u2019argomento si veda M. Vitella, scheda II,11, in <em>Il Tesoro Nascosto<\/em>\u2026, 1995, pp. 200-202 e G. Cantelli, <em>Il paliotto e la ritualit\u00e0 scenografica dell\u2019altare barocco<\/em>, in <em>Architetture barocche in argento e corallo<\/em>, catalogo della mostra (Lubecca, Katharinenkirche, 15 luglio-26 agosto 2007, Vicenza, Pinacoteca Civica, Palazzo Chiericati, 7 settembre-7 ottobre 2007) a cura di S. Rizzo, Catania 2008, pp. 15-25.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_9_4209\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_10_4209\" class=\"footnote\">S. Barraja, <em>I marchi degli argentieri e orafi di Palermo<\/em>, saggio introduttivo di M. C. Di Natale, Milano 1996, II. ed. 2010, p. 80.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_10_4209\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_11_4209\" class=\"footnote\">S. Barraja, <em>I marchi degli argentieri e orafi<\/em>\u2026, 2010, pp. 78-80.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_11_4209\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_12_4209\" class=\"footnote\">S. Barraja, <em>ad vocem<\/em> Castronovo Salvatore, in <em>Arti Decorative in Sicilia. Dizionario biografico<\/em>, a cura di M.C. Di Natale, Palermo 2014, vol. I, p. 122.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_12_4209\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_13_4209\" class=\"footnote\">D. Ruffino, in <em>Catalogo dei documenti<\/em>, in <em>Ori e argenti<\/em>\u2026, 1989, p. 396.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_13_4209\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_14_4209\" class=\"footnote\"><em>Ibidem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_14_4209\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_15_4209\" class=\"footnote\">Si veda G. Mendola, <em>Orafi e argentieri a Palermo tra il 1740 e il 1790<\/em>, in <em>Argenti e Cultura Rococ\u00f2<\/em>\u2026, 2008, pp. 596, 616.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_15_4209\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_16_4209\" class=\"footnote\">Per l\u2019opera si consulti D. Scandariato, scheda n. 8, in <em>Architetture barocche in argento<\/em>\u2026, 2008, pp. 133-137 con precedente bibliografia.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_16_4209\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_17_4209\" class=\"footnote\">A. Lentini, <em>ad vocem<\/em> S. Mauro, in <em>Bibliotheca Sanctorum<\/em>, vol. IX, Roma 1967, cc. 210-219.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_17_4209\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_18_4209\" class=\"footnote\">Si veda a riguardo M. C. Di Natale, <em>Vedute di citta nelle arti decorative siciliane dal XV al XVIII secolo<\/em>, in <em>L\u2019obietto move il senso, <\/em>Giornate di studi su arte e paesaggio (Palermo, Lumsa 28-29 settembre 2001) a cura di G. E. Viola, \u201cQuaderni della Libera Universit\u00e0 \u201cMaria SS. Assunta\u201d Lumsa Roma\u201d, n. 20, Roma 2003, pp. 1-28.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_18_4209\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_19_4209\" class=\"footnote\">Per le opere d\u2019arte decorativa che presentano elementi di transizione tra il rococ\u00f2 e il neoclassicismo, si consulti <em>Argenti e Cultura Rococ\u00f2<\/em>\u2026, 2008, pp. 395-425. Per i paliotti siciliani si rimanda a M.C. Ruggeri Tricoli, <em>Il teatro e l\u2019altare. Paliotti d\u2019architettura in Sicilia<\/em>, contributi tematici di G. Bongiovanni, E. Brai, E. D\u2019Amico, S. Di Bella, C. Filizzola, C. Laezza, L. Novara, Palermo 1992 e <em>Architetture barocche in argento<\/em>\u2026, 2008.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_19_4209\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_20_4209\" class=\"footnote\">Si veda a riguardo M. Vitella, <em>Paliotti architettonici d\u2019argento nella Sicilia occidentale: espressione dell\u2019arte controriformata<\/em>, in <em>Architetture barocche in argento<\/em>\u2026, 2008, pp. 57-65.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_20_4209\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>salvatore.anselmo@tiscali.it L\u2019inedito antependium d\u2019argento di Salvatore Castronovo a San Mauro Castelverde DOI: 10.7431\/RIV23052021 La devozione di una comunit\u00e0, grande o piccola che sia, verso il <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=4209\" title=\"Salvatore Anselmo\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":4283,"menu_order":6,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4209"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4209"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4209\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4294,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4209\/revisions\/4294"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4283"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4209"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}