{"id":4018,"date":"2020-12-30T08:44:34","date_gmt":"2020-12-30T08:44:34","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=4018"},"modified":"2021-06-29T21:42:04","modified_gmt":"2021-06-29T21:42:04","slug":"valentina-filamingo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=4018","title":{"rendered":"Valentina Filamingo"},"content":{"rendered":"<p>valentina.filamingo@beniculturali.it<\/p>\n<h2>Piccoli e preziosi: i cammei del Fondo Girardet al Museo Boncompagni Ludovisi<\/h2>\n<p>DOI: 10.7431\/RIV22092020<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cIl lavoro delle gemme \u00e8 od incavo od di rilievo. Coll\u2019incavo otteniamo un\u2019impronta: e le gemme cos\u2019 incise vengono complessivamente designate sotto il nome di intaglio. Il lavoro di rilievo non \u00e8 che ad ornamento, e d\u00e0 nome e carattere distinto ai cammei\u201d<\/em> (Enrico Girardet)<sup><a href=\"#footnote_0_4018\" id=\"identifier_0_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. E. Girardet, Gemme incise (Archeol. e B. A.), dattiloscritto conservato nei materiali d&rsquo;archivio del Fondo Girardet al Museo Boncompagni Ludovisi per e Arti decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX. La citazione &egrave; stata estrapolata da p.13.\">1<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1997 Il Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX acquisisce in parte per vendita, in parte per donazione il ricco materiale \u2013 cammei finiti e semilavorati, impronte su ceralacca e in gesso, calchi preparatori, pietre dure per la lavorazione, attrezzi di lavoro, corrispondenze relative alle ordinazioni dei cammei e ritagli di giornale &#8211; del Fondo Girardet<sup><a href=\"#footnote_1_4018\" id=\"identifier_1_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Nel 1997 la Galleria Nazionale d&rsquo;arte moderna e contemporanea ha acquistato dagli eredi Girardet per l&rsquo;allora museo satellite di moda e arti decorative n.6 cammei storici, n.3 cammei per gioielli, n.1 sigillo, n.11 medaglie dei presidenti della repubblica Fed. Brasiliana. Gli eredi Girardet hanno accompagnato la vendita con la donazione di circa 1400 ceralacche, 12 gessi di medaglie, 3 grandi bronzi e 3 grandi gessi, 60 cammei in varie fasi di lavorazione, 145 gessi di cammei e incisioni, alcuni campioni di pietre dure pronte per la lavorazione, la corrispondenza relativa alle ordinazioni, alcuni utensili, 12 album contenitori per l&rsquo;esposizione di ceralacche e gessi.\">2<\/a><\/sup>, la storica famiglia di incisori in pietra dura di intagli e cammei e medaglisti attiva a Roma tra il XIX secolo e gli inizi del XX. Una parte del Fondo \u00e8 stato recentemente oggetto dell\u2019esposizione temporanea <em>L\u2019arte del cammeo. Dalla lavorazione ai preziosi del fondo Girardet al Museo Boncompagni Ludovisi<\/em><sup><a href=\"#footnote_2_4018\" id=\"identifier_2_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Mostra inaugurata presso il Museo Boncompagni Ludovisi in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2020 (26-27 settembre) e durata fino al 29 novembre 2020.\">3<\/a><\/sup><em> <\/em>(<a title=\"Fig. 1. Allestimento della mostra L\u2019arte del cammeo. Dalla lavorazione ai preziosi del fondo Girardet al Museo Boncompagni Ludovisi.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/fil01.jpg\">Figg. 1<\/a> &#8211; <a title=\"FIg. 2. Allestimento della mostra L\u2019arte del cammeo. Dalla lavorazione ai preziosi del fondo Girardet al Museo Boncompagni Ludovisi\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/fil02.jpg\">2<\/a>). Sono stati selezionati per l\u2019occasione i cammei storici e cammei gioiello accompagnati da un breve excursus sulle fasi della lavorazione, dai modellini in gesso alla pietra lavorata (cfr. Appendice).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di passare in rassegna alcuni dei materiali pi\u00f9 peculiari del Fondo oggetto della mostra, si rende a mio avviso necessaria una presentazione dell\u2019arte del cammeo nel contesto storico e culturale romano in cui oper\u00f2 la famiglia degli incisori romani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prodotto finissimo e delicato della lavorazione a tutto tondo o in rilievo di alcune pietre dure &#8211; agata, diaspro, sardonica, onice e simili &#8211; specialmente con strati di colorazione diversa tali da ottenere figure chiari su sfondi scuri<sup><a href=\"#footnote_3_4018\" id=\"identifier_3_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. Camm&egrave;o in N. Zingarelli (a cura di), Lo Zingarelli 2004, vocabolario della lingua italiana, Bologna, p.288.\">4<\/a><\/sup>, il cammeo ha una lunga tradizione, le cui origini risalgono all\u2019antichit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019Ottocento il cammeo di piccole dimensioni, generalmente di forma ovoidale, incastonato in oro o argento, con figurazioni varie (spesso ritratti), \u00e8 un gioiello molto apprezzato<sup><a href=\"#footnote_4_4018\" id=\"identifier_4_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. https:\/\/www.sapere.it\/enciclopedia\/camm%C3%A8o.html\">5<\/a><\/sup> e deve la sua fortuna al classicismo trionfante dell\u2019inizio del secolo<sup><a href=\"#footnote_5_4018\" id=\"identifier_5_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. Tassinari, Le pubblicazioni di glittica (2007-2011): una guida critica, in Aquileia Nostra, Anno LXXXII &ndash; 2011, Pubblicazione Annuale Associazione nazionale per Aquileia, p.425.\">6<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Complemento di abiti di ispirazione greca o montato su cinture, collane, bracciali, il cammeo raggiunse ogni livello della societ\u00e0 con una diffusione mai verificatasi prima di allora: dalle <em>parure <\/em>eleganti e vistose di ottima fattura per i personaggi di alto rango ai cammei di minor qualit\u00e0 e costo ma non meno gradevoli per un pubblico modesto e poco esigente<sup><a href=\"#footnote_6_4018\" id=\"identifier_6_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem.\">7<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cL\u2019artista padrone della difficile tecnica pu\u00f2 nelle pietre, sia in incavo che in rilievo, eseguire ritratti, figure piene di forza e di vigore, oppure di grazia e di eleganza da raggiungere in questo genere di scoltura, quasi in miniatura, dei risultati veramente sorprendenti\u201d <\/em>(Giorgio Antonio Girardet)<sup><a href=\"#footnote_7_4018\" id=\"identifier_7_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. E. Girardet, Relazione sulla Comunit&agrave; 12^ Tagliatori di pietre dure, dattiloscritto conservato nei materiali d&rsquo;archivio del Fondo Girardet al Museo Boncompagni Ludovisi per e Arti decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX. La citazione &egrave; stata estrapolata da p.5 del dattiloscritto.\">8<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Roma, meta del <em>Grand Tour<\/em> e di ricchi collezionisti d\u2019arte sia italiani che stranieri \u00e8 sede di numerosi laboratori di intagliatori, dislocati principalmente nel Tridente, intorno a piazza di Spagna e a piazza del Popolo<sup><a href=\"#footnote_8_4018\" id=\"identifier_8_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. P. Venturelli, L&rsquo;intagliatore Paolo Neri (1813-post 1889): un cammeo e qualche notizia biografica, in &ldquo;OADI &ndash; Rivista dell&rsquo;Osservatorio per le Arti Decorative in Italia&rdquo;, n. 13, Giugno 2016.\">9<\/a><\/sup>. La loro produzione soddisfa il desiderio di riportare dall\u2019Italia, come <em>souvenir<\/em>, un cammeo o un intaglio, di frequente incastonato in un gioiello non ingombrante e prezioso riproducente opere d\u2019arte, soprattutto capolavori neoclassici<sup><a href=\"#footnote_9_4018\" id=\"identifier_9_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. Tassinari, &nbsp;Le pubblicazioni di glittica&hellip;, 2011, p. 425.\">10<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dagli anni Venti dell\u2019Ottocento<sup><a href=\"#footnote_10_4018\" id=\"identifier_10_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"P. Venturelli, L&rsquo;intagliatore Paolo Neri&hellip;, 2016.\">11<\/a><\/sup>, i laboratori iniziano a produrre e smerciare \u2013 accanto ai cammei in pietra dura \u2013 i cammei in conchiglia, materiale pi\u00f9 comune, abbondante ed economico, ricercato per soddisfare la domanda di cammei anche a basso costo. La concorrenza dei cammei in conchiglia ai lavori intagliati nelle pietre dure che presuppongono estro e sapiente e paziente maestria \u00e8 spietata<sup><a href=\"#footnote_11_4018\" id=\"identifier_11_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L. Pirzio Biroli Stefanelli in E. Girardet, Gli acquerelli di Cloty. I Girardet artisti romani, edizioni Com Nuovi Tempi, Roma, 2013, p.8.\">12<\/a><\/sup>. L\u2019ornamento commerciale decorativo si affaccia prepotentemente sul mercato con la crescente industrializzazione e causa a poco a poco il decadere e poi esaurirsi della glittica nella seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento<sup><a href=\"#footnote_12_4018\" id=\"identifier_12_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. Tassinari, &nbsp;Le pubblicazioni di glittica&hellip;, 2011, p. 425.\">13<\/a><\/sup>. L&#8217;impiego del cammeo da ora in poi \u00e8 sempre pi\u00f9 limitato alla bigiotteria, scadendo quindi qualitativamente<sup><a href=\"#footnote_13_4018\" id=\"identifier_13_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. https:\/\/www.sapere.it\/enciclopedia\/camm%C3%A8o.html\">14<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel momento di crisi della produzione artistica del cammeo in pietra dura, gli incisori devono scegliere se cambiare genere producendo lavori mediocri<sup><a href=\"#footnote_14_4018\" id=\"identifier_14_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L. Pirzio Biroli Stefanelli in E. Girardet, Gemme incise&hellip;, p.8.\">15<\/a><\/sup> oppure proseguire nella produzione di opere di grandissima qualit\u00e0 che implicano anche difficili sperimentazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giorgio Antonio Girardet (Roma, 1829 &#8211; Rio de Janeiro 1892), il <em>&#8220;graveur de cam\u00e9es, specialiste de portraits&#8221;<\/em><sup><a href=\"#footnote_15_4018\" id=\"identifier_15_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. www.treccani.it\/enciclopedia\/giorgio-antonio-girardet_(Dizionario-Biografico)\/\">16<\/a><\/sup> prima, e poi i figli Augusto Giorgio (Roma, 1855 \u2013 Rio de Janeiro, 1955), incisore e medaglista, e Enrico, (Roma 1861 &#8211; 1929), incisore di cammei e sigilli, scelgono tenacemente la seconda strada, affinch\u00e9 nella Citt\u00e0 Eterna e in Italia non vada persa la tradizionale e prestigiosa produzione di cammei<sup><a href=\"#footnote_16_4018\" id=\"identifier_16_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L. Pirzio Birolli Stefanelli in E. Girardet, Gemme incise&hellip;, p.8.\">17<\/a><\/sup>. L\u2019impegno di Giorgio Antonio si concretizza nella fondazione della \u201cSociet\u00e0 di Mutuo Soccorso fra gli Operai di Roma\u201d, basata sul \u201cvicendevole amore\u201d<sup><a href=\"#footnote_17_4018\" id=\"identifier_17_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. Art. 1 dello Statuto della Societ&agrave; di Mutuo Soccorso tra gli operai di Roma (1870). Lo Statuto &egrave; conservato nei materiali d&rsquo;archivio del Fondo Girardet al Museo Boncompagni Ludovisi per e Arti decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX.\">18<\/a><\/sup> per la pietra, il cui Statuto (<a title=\"Fig. 3. Statuto della Societ\u00e0 di Mutuo Soccorso fra gli operai di Roma, 1870.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/fil03.jpg\">Fig. 3<\/a>) fu approvato in Adunanza generale il 1\u00b0 novembre 1870.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cSar\u00f2 ben lieto se mi sar\u00e0 dato vedere una schiera di giovani valorosi che combattendo contro quella dei mercanti dell\u2019umano genio, rialzeranno la battuta arte tanto da quelli avvilita: mentre riportandola nel suo primiero splendore procureranno il loro bene e concorreranno a quello del proprio paese\u201d<\/em> relaziona Giorgio Antonio Girardet il 25 gennaio 1874 in occasione dell\u2019Assemblea generale della Societ\u00e0 Operaia Centrale<sup><a href=\"#footnote_18_4018\" id=\"identifier_18_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. Societ&agrave; operaia centrale. Relazione di G.A. Girardet (incisore in pietre dure) letta all&rsquo;assemblea generale del 25 gennaio 1874. La relazione &egrave; conservata nei materiali d&rsquo;archivio del Fondo Girardet al Museo Boncompagni Ludovisi per e Arti decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX.\">19<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia di incisori \u00e8 supportata a partire dal 1880 dai celebri orafi romani Castellani che, con le loro montature, valorizzano i piccoli capolavori d\u2019arte dei cammei e dei sigilli<sup><a href=\"#footnote_19_4018\" id=\"identifier_19_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. E. Girardet, Gli acquerelli di Cloty. I Girardet artisti romani, Roma 2013, p.53.\">20<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cL\u2019arte dei camei sarebbe ora in decadenza, mentre i cammei di buona fattura non possono essere eseguiti per meno di cinquecento, seicento ed anche mille lire, e trovandosi pochi compratori che siano disposti a spendere simili somme i cammeisti sono costretti a far lavori da terminarsi presto, e del costo di 80 o di 100 lire, per cui non si possono avere quei lavori finiti che formavano la meraviglia di un\u2019altra epoca\u201d<\/em> (Augusto Castellani)<sup><a href=\"#footnote_20_4018\" id=\"identifier_20_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"P. Venturelli, L&rsquo;intagliatore Paolo Neri&hellip;, 2016.\">21<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla morte di Giorgio Antonio e trasferitosi il figlio primogenito<em> <\/em>Augusto Giorgio in Brasile dove diventer\u00e0 medaglista e docente di incisione e medaglie e pietre preziose alla Escola Nacional de Belas Artes di Rio de Janiero, \u00e8 Enrico a perseverare nella tradizione del cammeo lavorato a mano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201c(\u2026) Rivedo l\u2019artista dinanzi al suo deschetto con tutti i suoi ferri d\u2019intorno e il piede sul pedale che fa da paziente motore alla ruota del trapano. Per lui non c\u2019erano pietre troppo dure e difficili ad incidere: intagliare nell\u2019agata, nella corniola, nella turchese, nel lapislazzuli era la stessa cosa!<\/em><sup><a href=\"#footnote_21_4018\" id=\"identifier_21_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. A. Jandolo,&nbsp;Romani intagliatori in pietre dure, in&nbsp;Capitolium, &ndash; XVII ,9, anno 1942, p.288.\">22<\/a><\/sup><em> <\/em>testimonia il poeta, antiquario e scrittore Augusto Jandolo quando nel 1942 si reca in visita dalla signora Maria Socci, vedova di Enrico Girardet.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso Jandolo sulle pagine di \u201cCapitolium\u201d passa in rassegna alcuni cammei incisi da Enrico: <em>\u201cNon si deve dimenticare il famoso ritratto di Adelaide Cairoli ch\u2019\u00e8 ancora in possesso della famiglia la quale gentilmente ne autorizza la riproduzione. Questo cammeo \u00e8 uno dei pi\u00f9 importanti cimeli di quell\u2019arte che oramai pu\u00f2 ritenersi scomparsa. Chi pu\u00f2 dimenticare il ritratto di re Umberto? Quello giovanile del nostro amato sovrano? Quello della regina Elena? Tutte opere eseguite con squisita bravura e nobile senso dell\u2019arte\u201d<\/em><sup><a href=\"#footnote_22_4018\" id=\"identifier_22_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem.\">23<\/a><\/sup><em><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio il cammeo raffigurante Adelaide Cairoli (<a title=\"Fig. 4. Giorgio Antonio Girardet, Enrico Girardet, Donna Adelaide Cairoli, agata sardonica a tre strati, cm 6,7 x 4,8 (abbozzato da Giorgio Antonio ed eseguito dal figlio Enrico).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/fil04.jpg\">Fig. 4<\/a>) in agata sardonica a tre strati \u00e8 uno dei preziosi esemplari del Fondo Girardet nelle collezioni del Museo Boncompagni Ludovisi. Abbozzato da Giorgio Antonio ed eseguito dal figlio Enrico <em>\u201ccon tre mesi di assiduo lavoro\u201d<\/em><sup><a href=\"#footnote_23_4018\" id=\"identifier_23_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. Girardet, Gli acquerelli di Cloty&hellip;, 2013, p. 112.\">24<\/a><\/sup>, il cammeo \u00e8 esposto nel Palazzo della Stampa in occasione dell\u2019Esposizione internazionale delle industrie e del lavoro di Torino nel 1911. Il Giornale d\u2019Italia lo recensisce come la pi\u00f9 bella espressione di <em>\u201cfemminilit\u00e0 italiana\u201d<\/em><sup><a href=\"#footnote_24_4018\" id=\"identifier_24_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. Un artista romano premiato a Torino, in &ldquo;Il Giornale d&rsquo;Italia&rdquo;, anno XI, marted&igrave; 21 novembre 1911. L&rsquo;articolo di giornale &egrave; conservato nei materiali d&rsquo;archivio del Fondo Girardet al Museo Boncompagni Ludovisi per e Arti decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX.\">25<\/a><\/sup> nella resa della <em>\u201cmadre eroica che diede tutti i figli alla patria\u201d<\/em><sup><a href=\"#footnote_25_4018\" id=\"identifier_25_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem.\">26<\/a><\/sup><em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella mostra di Torino figura anche il cammeo della Regina Elena di Savoia (<a title=\"Fig. 5. Enrico Girardet, Elena di Savoia, onice bianco e nero, cm 5,8 x 4,6.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/fil05.jpg\">Fig. 5<\/a>) in onice bianco e nero. L\u2019esposizione dei ritratti vale a Enrico Girardet il gran premio e una medaglia d\u2019argento da parte del Ministero dell\u2019industria<sup><a href=\"#footnote_26_4018\" id=\"identifier_26_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. Girardet, Gli acquerelli di Cloty&hellip;, 2013, p.114.\">27<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il repertorio iconografico dei Girardet al Museo Boncompagni Ludovisi attinge di frequente dai personaggi di Casa Savoia. I rapporti con la famiglia reale sono gi\u00e0 stati avviati da Giorgio Antonio, il padre di Enrico che intaglia in onice bianco carnicino e rosso e in onice bianco e nero il ritratto del Re Umberto I di Savoia e in onice bianco carnicino e rosso il ritratto di Vittorio Emanuele III giovinetto (<a title=\"Fig. 6. Giorgio Antonio Girardet, Umberto I di Savoia, cm 3,8 x 2,8; Umberto I di Savoia, cm 3,6 x 2,6; Vittorio Emanuele III giovinetto, cm 3,2 x 2,4.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/fil06.jpg\">Fig. 6<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del cammeo in agata rossa e carnicino del 1884 con il ritratto della Regina Margherita di Savoia, oggi non pi\u00f9 rintracciabile<sup><a href=\"#footnote_27_4018\" id=\"identifier_27_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. L. Pirzio Biroli Stefanelli, Cammei per Casa Savoia: i ritratti di Giorgio Antonio Girardet, in Strenna dei Romanisti, LVIII, Roma 1997, p. 514.\">28<\/a><\/sup>, il Museo Boncompagni Ludovisi conserva il gesso del cammeo (<a title=\"Fig. 7. Giorgio Antonio Girardet, Regina Margherita di Savoia, gesso, cm 4,2 x 3,2.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/fil07.jpg\">Fig. 7<\/a>) e il gesso a tutto tondo (<a title=\"Fig. 8. Giorgio Antonio Girardet, Regina Margherita di Savoia, gesso a tutto tondo, h cm 3,2.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/fil08.jpg\">Fig. 8<\/a>) dove emergono il diadema, gli orecchini a pendente e undici fili di perle<sup><a href=\"#footnote_28_4018\" id=\"identifier_28_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem.\">29<\/a><\/sup>, immancabili nella parure di rappresentanza della Regina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cCon l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia e con la presenza dei reali a Roma erano arrivati anche i due inviti per presentare ai sovrani due memorabili lavori (\u2026) Cloty ricorda ancora l\u2019emozione e l\u2019eccitamento familiare quando nel 1884 era arrivata una seconda comunicazione questa volta direttamente dal Quirinale. Il marchese di Villamarina pregava l\u2019incisore Girardet \u201cdi favorire a Palazzo del Quirinale luned\u00ec 3 marzo alle ore una\u201d. Si trattava di consegnare una piccola agata rossa dal bianco carnicino raffigurante il profilo a grande rilievo della regina Margherita di Savoia con i suoi immancabili fili di perle, firmato a destra \u201cG. A. Girardet\u201d. Anche questo cammeo aveva riscosso pieno successo e la regina lo aveva acquistato per lire 1.500 per farne dono a sua madre la duchessa di Genova\u201d<\/em><sup><a href=\"#footnote_29_4018\" id=\"identifier_29_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. Girardet, Gli acquerelli di Cloty&hellip;, 2013, p.53.\">30<\/a><\/sup><em> <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche un\u2019altra regina \u00e8 protagonista dei cammei dei Girardet: la Regina Guglielmina d\u2019Olanda, il cui grande cammeo ovale in agata \u00e8 compiuto da Enrico Girardet per commissione di un ricco olandese di nome Hora Siccama. Del cammeo il Museo Boncompagni Ludovisi conserva il calco in metallo e il gesso (<a title=\"Fig. 9. Enrico Girardet, Regina Guglielmina d\u2019Olanda, gesso del cammeo in agata, cm 6,6 x 4,5; Regina Guglielmina d\u2019Olanda, calco in metallo, cm 6,5 x 4,5\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/fil09.jpg\">Fig. 9<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cNel 1904 un nobile olandese, Hora Siccama (\u2026) ordin\u00f2 un cammeo di grandi dimensioni raffigurante la regina Guglielmina D\u2019Olanda. Fu una vera avventura. Hora Siccama aveva solo una cartolina con l\u2019effigie della regina, per\u00f2 avvert\u00ec Enrico che la sovrana sarebbe passata in incognito alla stazione Termini. L\u2019olandese fece avere un lasciapassare per Enrico che, in prima fila, nel piccolo gruppo di fedelissimi, attese Guglielmina. (\u2026) Enrico ebbe solo un attimo per imprimersi bene nella mente il viso di Guglielmina d\u2019Olanda. Con fantasia Enrico riprodusse la regina non certo in abito da viaggio, ma con il diadema sull\u2019abbondante capigliatura e un vaporoso tulle attorno all\u2019ampia scollatura\u201d<\/em><sup><a href=\"#footnote_30_4018\" id=\"identifier_30_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. Girardet, Gli acquerelli di Cloty&hellip;, 2013, pp.113-114.\">31<\/a><\/sup><em>. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I preziosi del Fondo Girardet non attingono solo dai reali, ma anche da uomini illustri del passato e del presente, da episodi storici e da temi mitologici<sup><a href=\"#footnote_31_4018\" id=\"identifier_31_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. L. Pirzio Biroli Stefanelli, Cammei per Casa Savoia: i ritratti di Giorgio Antonio Girardet, p.512.\">32<\/a><\/sup>. Di Giorgio Antonio Girardet \u00e8 l\u2019onice bianco e nero, non montato a gioiello, della Danzatrice con veli (<a title=\"Fig. 10. Giorgio Antonio Girardet, Danzatrice con veli, onice bianco e nero, cm 2,3 x 1,8, non montato a gioiello.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/fil10.jpg\">Fig. 10<\/a>), in cui il voile magistralmente reso diventa quasi evanescente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre amorini spiccano sul cammeo in conchiglia (firmato in basso Thorwaldsen inv.) montato a ciondolo, mentre da un\u2019agata sardonica a fondo chiaro emerge ad alto rilievo Venere che afferra Cupido (<a title=\"Fig. 11. Giorgio Antonio Girardet, Tre amorini, cammeo in conchiglia montato a ciondolo, cm 4,1 x 3,6; Venere afferra Cupido, agata sardonica, fondo chiaro, cm 3,7 x 2,8.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/fil11.jpg\">Fig. 11<\/a>). Il cammeo in questione montato a spilla in oro e zaffiri reca sotto il piedistallo la firma di G. A. Girardet e sull\u2019agata la sigla Castellani. Un pregevole esempio, dunque, di quella collaborazione tra gli incisori romani e la celebre famiglia di orafi a cui prima si \u00e8 accennato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un sigillo, non un cammeo, \u00e8 dedicato al mito della Citt\u00e0 Eterna. Si tratta della Lupa del Campidoglio, di cui il Museo Boncompagni conserva sia due piccoli gessi sia il sigillo finito in diaspro sanguigno con monogramma di Aloisio Ravani (<a title=\"Fig. 12. Giorgio Antonio Girardet, Lupa con Romolo e Remo, gesso, cm 2,7 x 2; Lupa del Campidoglio con monogramma di Aloisio Ravani, diaspro sanguigno cm 2,2 x 1,6, h cm 2,1.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/fil12.jpg\">Figg. 12<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 13. Giorgio Antonio Girardet, Lupa del Campidoglio con monogramma di Aloisio Ravani, diaspro sanguigno cm 2,2 x 1,6 cm (altezza) x cm 2,1.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/fil13.jpg\">13<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Completa la panoramica dei preziosi del Fondo Girardet il cammeo a due facce raffigurante la composizione allegorica con Mazzini e l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia (<a title=\"Fig. 14. Giorgio Antonio Girdardet, Augusto Giorgio Girardet, Unit\u00e0 d\u2019Italia, composizione allegorica lavorata su due facce, diametro 4 cm, parte convessa con allegoria dell'Unit\u00e0 d'Italia.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/fil14.jpg\">Figg. 14<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 15. Giorgio Antonio Girdardet, Augusto Giorgio Girardet, Unit\u00e0 d\u2019Italia, composizione allegorica lavorata su due facce, diametro 4 cm, parte convessa con profilo di Mazzini.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/fil15.jpg\">15<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Doppia \u00e8 sia la lavorazione \u2013 la parte convessa \u00e8 lavorata su due strati con il volto di Mazzini di profilo e la parte concava \u00e8 lavorata su tre strati con l\u2019allegoria dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia \u2013 che l\u2019esecuzione, poich\u00e9 il cammeo viene iniziato da Giorgio Antonio e terminato dal figlio Augusto. Ma lasciamo che siano ancora una volta i ricordi di Clotilde Girardet, la figlia di Giorgio Antonio, a descrivere il capolavoro in pietra dura:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cCloty non ricorda bene, le sembra che suo padre lo avesse iniziato nel 1882 per i dieci anni della morte di Mazzini. Non gli era stato ordinato da nessuno, quello era un lavoro tutto suo, un suo omaggio a Mazzini. Su agata a pi\u00f9 strati il cammeo, cos\u00ec inconsueto, era inciso su due lati, come le medaglie. Sulla superficie leggermente convessa era il profilo di Mazzini, sopra di lui un sole leggermente accennato e tutto intorno al cammeo una corona di alloro. Nella parte concava suo padre aveva iniziato a incidere un\u2019allegoria sull\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia. Giorgio Antonio l\u2019aveva portato con s\u00e9 in Brasile per finirlo. Per non lasciare incompleta una simile rarit\u00e0 di lavoro, Augusto lo aveva terminato, dopo la morte improvvisa del padre\u201d<\/em><sup><a href=\"#footnote_32_4018\" id=\"identifier_32_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. Girardet, Gli acquerelli di Cloty&hellip;, 2013, p. 57.\">33<\/a><\/sup><em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Appendice: Come nasce un cammeo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In occasione dell\u2019esposizione temporanea <em>L\u2019arte del cammeo. Dalla lavorazione ai preziosi del fondo Girardet al Museo Boncompagni Ludovisi<\/em> la mostra dei cammei storici e cammei gioiello \u00e8 stata integrata da un breve rassegna sui materiali per la loro preparazione, dalla pietra dura ai gessi\/ceralacche per le impronte ai cammei abbozzati e semilavorati. Sono calzanti in proposito le parole di Enrico Girardet tratte da alcuni dattiloscritti conservati nel Fondo degli incisori romani al Museo Boncompagni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le pietre dure<\/strong> (<a title=\"Fig. 16. Pietre dure pronte per la lavorazione di cammei ad alto e basso rilievo a due o pi\u00f9 strati di colore per incisioni e sigilli su unica tinta.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/fil16.jpg\">Fig. 16<\/a>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cLa durezza della pietra, la sua trasparenza, la possibilit\u00e0 di dare il lucido alle parti che si desidera; la possibilit\u00e0 di ottenere su pietre a pi\u00f9 colori differenti colorazioni tra le parti in rilievo e quelle costituenti il fondo e le gradazioni di sfumature che derivano dalla trasparenza della pietra in corrispondenza dei differenti spessori sono tutti fattori questi che danno alle gemme ben incise un aspetto di eccezionale eleganza e bellezza artistica. E chi ha senso artistico non pu\u00f2 fare a meno di ammirare un cammeo ove una nettissima testa bianca, finemente disegnata e modellata spicchi sul fondo scuro a cui naturalmente aderisce e che qua e l\u00e0 traspare nelle parti meno rilevate dando con ci\u00f2 pi\u00f9 risalto. \u00c8 bello vedere un panneggiamento scuro stendersi nelle varie sue pieghe sopra carni bianche di una figura le quali staccano meravigliosamente dal campo d\u2019un vario colore\u201d<\/em><sup><a href=\"#footnote_33_4018\" id=\"identifier_33_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. Girardet, Relazione sulla Comunit&agrave; 12^ Tagliatori di pietre dure, dattiloscritto conservato nei materiali d&rsquo;archivio del Fondo Girardet al Museo Boncompagni Ludovisi per e Arti decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX. La citazione &egrave; stata estrapolata da p. 5-6 del dattiloscritto.\">34<\/a><\/sup>.<em><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le impronte su ceralacca e in gesso <\/strong>(<a title=\"Fig. 17. Enrico Girardet, Calchi e figure; Giorgio Antonio Girardet, Impronte cammei e intagli.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/fil17.jpg\">Fig. 17<\/a>)<strong> e gli utensili per la lavorazione <\/strong>(<a title=\"Fig. 18. Astuccio metallico con piccoli utensili.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/fil18.jpg\">Figg. 18<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 19. Sostegni in legno e ceralacca per la lavorazione dei cammei con cammeo non finito Testa con elmo.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/fil19.jpg\">19<\/a>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019intagliatore (scalptor dei Lat.) s\u2019accosta o seduto ovvero in pi\u00e8 ad un piccolo banco, sul quale alla sua sinistra ha varie sorte di rotelle di ferro larghe quant\u2019\u00e8 un centesimo comune per le maggiori, e come una lenticchia per le minime. Alcune di queste valgono per tagliare, e perci\u00f2 sono sottili; altre per ispianare, ed hanno certa spessezza, maggiore e minore secondo l\u2019uso a cui servono (&#8230;)<\/em><sup><a href=\"#footnote_34_4018\" id=\"identifier_34_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. Girardet, Gemme incise&hellip;, p.16.\">35<\/a><\/sup>.<em> <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Scelta la gemma adattata al lavoro da eseguirsi, e di cui gi\u00e0 si fece un modellino di cera in rilievo, l\u2019intagliatore comincia con una rotella sottile da taglio a segnarne in essa il contorno. Ci\u00f2 fatto, e cambiata rotella, abbozza le parti pi\u00f9 larghe e di maggior profondit\u00e0. E dopo queste le altre, procurando sempre di penetrar alquanto meno di quel che farebbe d\u2019uopo ad opera finita. E per esser pi\u00f9 sicuro di quello che fa, conserva accanto al modellino di norma un pezzo di creta di modellatore, sul quale, a misura che opera, prova sovente la gemma, fintanto che l\u2019impronta di questa nel complesso venga simile al modellino. L\u2019artista, ci\u00f2 eseguito, s\u2019accinge al finire, che \u00e8 la parte pi\u00f9 difficile e che costituisce il merito principale<\/em><sup><a href=\"#footnote_35_4018\" id=\"identifier_35_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. Girardet, Gemme incise&hellip;, pp.18-19.\">36<\/a><\/sup><em>. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I cammei difettati<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cTanto a chi le prepara, quanto a chi le deve scegliere dopo la pulitura, \u00e8 necessario avvertire ch\u2019esse (le pietre) siano senza paglie, senza mancanze, senza screpolature; che se sono onici per cammei,\u00a0 abbiano i loro strati regolari e continui; che lo strato il quale deve servire per le carni sia d\u2019un bel bianco di latte; ovvero bianco roseo, e distacchi su di un bruno caldo ed intenso di tinta; che il bianco non\u00a0 sia venato: e quando vogliasi fare uso di tre colori, il bianco di mezzo sia tale da poter somministrare un bel rilievo alle parti nude della figura che si ha da incidere. Per gli intagli poi, quantunque il lavoro d\u2019incavo che in essi praticasi abbia per iscopo principale di ricavarne un\u2019impronta, pure suolsi aver molto riguardo alle venature ed alle macchie della gemma. Perocch\u00e8 hanno un prezzo maggiore, anche a parit\u00e0 di lavoro, quelle in cui il colore pi\u00f9 scuro cadendo sulla capigliatura o sul panneggio della figura, contribuisce naturalmente al buon effetto della medesima\u201d<\/em><sup><a href=\"#footnote_36_4018\" id=\"identifier_36_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem.\">37<\/a><\/sup>.<em> <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I cammei abbozzati <\/strong>(<a title=\"Fig. 20. Giorgio Antonio Girardet, Cammeo non ultimato per l\u2019insorgere di difetti nella pietra; Cammeo quasi ultimato, senza fondo; Cammeo appena abbozzato.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/fil20.jpg\">Fig. 20<\/a>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cOgnuno il quale abbia certa giustezza d\u2019occhio e certa pratica meccanica degli ordigni pu\u00f2 bozzare con bont\u00e0 sufficiente; ma s\u2019egli non ha precisa cognizione del disegno, e abilit\u00e0 di dar forme ch\u2019egli vuole alla materia che lavora, non far\u00e0 mai cosa di qualche merito. Epperci\u00f2 diversissimo \u00e8 il valore che ha una gemma soltanto abbozzata da una ben condotta; ed i poco intelligenti amatori d\u2019intagli spesse volte restano ingannati, credendosi di comprare a buon prezzo oggetti che pagano carissimo, avuto riguardo al poco o niun prezzo in che si tengono dai periti cotesti abbozzi\u201d<\/em><sup><a href=\"#footnote_37_4018\" id=\"identifier_37_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem.\">38<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I cammei ultimati a carattere commerciale<\/strong> (<a title=\"FIg. 21. Giorgio Antonio Girardet, Cammei ultimati non firmati a carattere commerciale in pasta di vetro e conchiglia.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/fil21.jpg\">Fig. 21<\/a>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>Presentemente quest\u2019arte di incidere gemme \u00e8 ormai scomparsa. (\u2026) Le incisioni in conchiglia credo abbiano dato il colpo maggiore all\u2019incisione in gemme. In queste conchiglie di natura tenerissima, distruttibili, di nessun valore e di facilissima lavorazione, sul principio si fecero dei bei lavori, ma sempre per speculazione e per sfruttamento dei negozianti se ne sono fatte e se ne fanno tante e male di queste incisioni in conchiglia da riempirne il mondo, chiamandoli cammei\u201d<\/em><sup><a href=\"#footnote_38_4018\" id=\"identifier_38_4018\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. Girardet, Relazione sulla Comunit&agrave; 12^ Tagliatori di pietre dure, dattiloscritto conservato nei materiali d&rsquo;archivio del Fondo Girardet al Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX. La citazione &egrave; stata estrapolata dalle pp. 6-7 del dattiloscritto.\">39<\/a><\/sup>.<\/p>\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_4018\" class=\"footnote\">Cfr. E. Girardet, <em>Gemme incise (Archeol. e B. A.)<\/em>, dattiloscritto conservato nei materiali d\u2019archivio del Fondo Girardet al Museo Boncompagni Ludovisi per e Arti decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX. La citazione \u00e8 stata estrapolata da p.13.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_4018\" class=\"footnote\">Nel 1997 la Galleria Nazionale d\u2019arte moderna e contemporanea ha acquistato dagli eredi Girardet per l\u2019allora museo satellite di moda e arti decorative n.6 cammei storici, n.3 cammei per gioielli, n.1 sigillo, n.11 medaglie dei presidenti della repubblica Fed. Brasiliana. Gli eredi Girardet hanno accompagnato la vendita con la donazione di circa 1400 ceralacche, 12 gessi di medaglie, 3 grandi bronzi e 3 grandi gessi, 60 cammei in varie fasi di lavorazione, 145 gessi di cammei e incisioni, alcuni campioni di pietre dure pronte per la lavorazione, la corrispondenza relativa alle ordinazioni, alcuni utensili, 12 album contenitori per l\u2019esposizione di ceralacche e gessi.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_2_4018\" class=\"footnote\">Mostra inaugurata presso il Museo Boncompagni Ludovisi in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2020 (26-27 settembre) e durata fino al 29 novembre 2020.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_2_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_3_4018\" class=\"footnote\">Cfr. Camm\u00e8o in N. Zingarelli (a cura di), Lo Zingarelli 2004, vocabolario della lingua italiana, Bologna, p.288.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_3_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_4_4018\" class=\"footnote\">Cfr. https:\/\/www.sapere.it\/enciclopedia\/camm%C3%A8o.html<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_4_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_5_4018\" class=\"footnote\">G. Tassinari, <em>Le pubblicazioni di glittica (2007-2011): una guida critica<\/em>, in <em>Aquileia Nostra<\/em>, Anno LXXXII \u2013 2011, Pubblicazione Annuale Associazione nazionale per Aquileia, p.425.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_5_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_6_4018\" class=\"footnote\"><em>Ibidem.<\/em><span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_6_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_7_4018\" class=\"footnote\">Cfr. E. Girardet, Relazione sulla Comunit\u00e0 12^ Tagliatori di pietre dure, dattiloscritto conservato nei materiali d\u2019archivio del Fondo Girardet al Museo Boncompagni Ludovisi per e Arti decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX. La citazione \u00e8 stata estrapolata da p.5 del dattiloscritto.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_7_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_8_4018\" class=\"footnote\">Cfr. P. Venturelli, <em>L\u2019intagliatore Paolo Neri (1813-post 1889): un cammeo e qualche notizia biografica<\/em>, in \u201cOADI \u2013 Rivista dell\u2019Osservatorio per le Arti Decorative in Italia\u201d, n. 13, Giugno 2016.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_8_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_9_4018\" class=\"footnote\">G. Tassinari, \u00a0<em>Le pubblicazioni di glittica<\/em>&#8230;, 2011,<em> <\/em>p. 425.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_9_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_10_4018\" class=\"footnote\">P. Venturelli, <em>L\u2019intagliatore Paolo Neri<\/em>&#8230;, 2016.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_10_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_11_4018\" class=\"footnote\">L. Pirzio Biroli Stefanelli in E. Girardet, <em>Gli acquerelli di Cloty. I Girardet artisti romani<\/em>, edizioni Com Nuovi Tempi, Roma, 2013, p.8.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_11_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_12_4018\" class=\"footnote\">G. Tassinari, \u00a0<em>Le pubblicazioni di glittica<\/em>&#8230;, 2011,<em> <\/em>p. 425.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_12_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_13_4018\" class=\"footnote\">Cfr. https:\/\/www.sapere.it\/enciclopedia\/camm%C3%A8o.html<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_13_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_14_4018\" class=\"footnote\">L. Pirzio Biroli Stefanelli in E. Girardet, <em>Gemme incise<\/em>&#8230;, p.8.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_14_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_15_4018\" class=\"footnote\">Cfr. <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/giorgio-antonio-girardet_(Dizionario-Biografico)\/\">www.treccani.it\/enciclopedia\/giorgio-antonio-girardet_(Dizionario-Biografico)<\/a>\/<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_15_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_16_4018\" class=\"footnote\">L. Pirzio Birolli Stefanelli in E. Girardet, <em>Gemme incise<\/em>&#8230;, p.8.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_16_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_17_4018\" class=\"footnote\">Cfr. Art. 1 dello <em>Statuto della Societ\u00e0 di Mutuo Soccorso tra gli operai di Roma<\/em> (1870). Lo Statuto \u00e8 conservato nei materiali d\u2019archivio del Fondo Girardet al Museo Boncompagni Ludovisi per e Arti decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_17_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_18_4018\" class=\"footnote\">Cfr. <em>Societ\u00e0 operaia centrale. Relazione di G.A. Girardet (incisore in pietre dure) letta all&#8217;assemblea generale del 25 gennaio 1874<\/em>. La relazione \u00e8 conservata nei materiali d\u2019archivio del Fondo Girardet al Museo Boncompagni Ludovisi per e Arti decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_18_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_19_4018\" class=\"footnote\">Cfr. E. Girardet, <em>Gli acquerelli di Cloty. I Girardet artisti romani<\/em>, Roma 2013, p.53.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_19_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_20_4018\" class=\"footnote\">P. Venturelli, <em>L\u2019intagliatore Paolo Neri<\/em>&#8230;, 2016.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_20_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_21_4018\" class=\"footnote\">Cfr. A. Jandolo,\u00a0<em>Romani intagliatori in pietre dure<\/em>, in\u00a0<em>Capitolium<\/em>, &#8211; XVII ,9, anno 1942, p.288.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_21_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_22_4018\" class=\"footnote\"><em>Ibidem.<\/em><span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_22_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_23_4018\" class=\"footnote\">E. Girardet, <em>Gli acquerelli di Cloty<\/em>&#8230;, 2013, p. 112.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_23_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_24_4018\" class=\"footnote\">Cfr. <em>Un artista romano premiato a Torino<\/em>, in \u201c<em>Il Giornale d\u2019Italia\u201d<\/em>, anno XI, marted\u00ec 21 novembre 1911. L\u2019articolo di giornale \u00e8 conservato nei materiali d\u2019archivio del Fondo Girardet al Museo Boncompagni Ludovisi per e Arti decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_24_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_25_4018\" class=\"footnote\"><em>Ibidem.<\/em><span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_25_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_26_4018\" class=\"footnote\">E. Girardet, <em>Gli acquerelli di Cloty<\/em>&#8230;, 2013, p.114.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_26_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_27_4018\" class=\"footnote\">Cfr. L. Pirzio Biroli Stefanelli, <em>Cammei per Casa Savoia: i ritratti di Giorgio Antonio Girardet<\/em>, in <em>Strenna dei Romanisti<\/em>, LVIII, Roma 1997, p. 514.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_27_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_28_4018\" class=\"footnote\"><em>Ibidem.<\/em><span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_28_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_29_4018\" class=\"footnote\">E. Girardet, <em>Gli acquerelli di Cloty<\/em>&#8230;, 2013, p.53.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_29_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_30_4018\" class=\"footnote\">E. Girardet, <em>Gli acquerelli di Cloty<\/em>&#8230;, 2013, pp.113-114.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_30_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_31_4018\" class=\"footnote\">Cfr. L. Pirzio Biroli Stefanelli, <em>Cammei per Casa Savoia: i ritratti di Giorgio Antonio Girardet<\/em>, p.512.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_31_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_32_4018\" class=\"footnote\">E. Girardet, <em>Gli acquerelli di Cloty<\/em>&#8230;, 2013, p. 57.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_32_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_33_4018\" class=\"footnote\">E. Girardet, Relazione sulla Comunit\u00e0 12^ Tagliatori di pietre dure, dattiloscritto conservato nei materiali d\u2019archivio del Fondo Girardet al Museo Boncompagni Ludovisi per e Arti decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX. La citazione \u00e8 stata estrapolata da p. 5-6 del dattiloscritto.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_33_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_34_4018\" class=\"footnote\">E. Girardet, <em>Gemme incise<\/em>&#8230;, p.16.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_34_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_35_4018\" class=\"footnote\">E. Girardet, <em>Gemme incise<\/em>&#8230;, pp.18-19.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_35_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_36_4018\" class=\"footnote\"><em>Ibidem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_36_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_37_4018\" class=\"footnote\"><em>Ibidem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_37_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_38_4018\" class=\"footnote\">E. Girardet, <em>Relazione sulla Comunit\u00e0 12^ Tagliatori di pietre dure<\/em>, dattiloscritto conservato nei materiali d\u2019archivio del Fondo Girardet al Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX. La citazione \u00e8 stata estrapolata dalle pp. 6-7 del dattiloscritto.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_38_4018\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>valentina.filamingo@beniculturali.it Piccoli e preziosi: i cammei del Fondo Girardet al Museo Boncompagni Ludovisi DOI: 10.7431\/RIV22092020 \u201cIl lavoro delle gemme \u00e8 od incavo od di rilievo. <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=4018\" title=\"Valentina Filamingo\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":4162,"menu_order":11,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4018"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4018"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4018\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4178,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4018\/revisions\/4178"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4162"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4018"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}