{"id":4014,"date":"2020-12-30T08:44:18","date_gmt":"2020-12-30T08:44:18","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=4014"},"modified":"2021-06-29T21:41:43","modified_gmt":"2021-06-29T21:41:43","slug":"elvira-damico","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=4014","title":{"rendered":"Elvira D&#8217;Amico"},"content":{"rendered":"<p>elvi.damico@alice.it<\/p>\n<h2>Inediti manufatti tessili del periodo Liberty a Palermo<\/h2>\n<p>DOI: 10.7431\/RIV22082020<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni inediti manufatti in tessuto decorati con diverse tecniche artigianali &#8211; dal ricamo al merletto alla pittura \u2013 e di destinazione privata, recano interessanti motivi ornamentali propri del Liberty palermitano, ponendoci degli interrogativi sul contesto culturale e i canali di trasmissione che li hanno generati. E\u2019 noto che il repertorio iconografico liberty del capoluogo siciliano si deve a pittori e designers non comuni, che agiscono sotto la guida di Ernesto Basile, il cui operare modernista si pone in relazione alla teoria della \u201cunit\u00e0 operativa delle arti\u201d e in linea col dibattito sulla rivalutazione delle arti applicate di William Morris e delle Arts and Crafts<sup><a href=\"#footnote_0_4014\" id=\"identifier_0_4014\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. Sessa, Basile Ernesto, in Arti decorative in Sicilia &ndash; Dizionario biografico, a cura di M.C. Di Natale, I, Palermo 2014, pp. 46-50.\">1<\/a><\/sup>. Nelle nuove dimore, sorte tra la fine del secolo XIX e gli inizi del XX, in primis quelle dei Florio, uno stuolo di animali esotici, lacustri e da cortile, di fanciulle danzanti, di putti e di fiori, che talora fanno solo da sfondo a temi pi\u00f9 impegnati, viene profuso tanto nelle pitture d\u2019interni, quanto nelle ceramiche, i vetri o i ferri battuti, con un effetto finale di una omogeneit\u00e0 di altissima qualit\u00e0 formale ed estetica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda il settore meno noto dei tessili, anch\u2019essi protagonisti dell\u2019arredo liberty, il tramite dell\u2019adesione alla nuova cultura si pu\u00f2 individuare nell\u2019opera di benemerite dame dell\u2019aristocrazia e dell\u2019alta borghesia palermitana che si propongono di rinnovare le \u201carti industriali femminili\u201d, sulla scia di quanto avveniva in altre regioni italiane<sup><a href=\"#footnote_1_4014\" id=\"identifier_1_4014\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. I. Bruno, Dalle tappezzerie da parete in stoffa pregiata alla produzione industriale di carta e tessuto da parato, in La Camera Picta. Dalla decorazione pittorica alla carta e tessuto da parati in ville e palazzi palermitani dall&rsquo;Ottocento al primo Novecento, Presentazione di M.C. Di Natale, Caltanissetta 2010, pp. 178-179, Figg.13-15.\">2<\/a><\/sup>. Il movimento, che si proponeva una rifondazione delle arti manuali, in contrapposizione alla meccanizzazione del secolo XIX, era mirato ad una emancipazione lavorativa e sociale delle donne ed era teorizzato da pubblicazioni tematiche, spesso sponsorizzate dalle reali di casa Savoia, circolanti pure nel capoluogo siciliano, dove sono ancora oggi reperibili presso dimore nobiliari<sup><a href=\"#footnote_2_4014\" id=\"identifier_2_4014\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"In Casa Arezzo di Trifiletti ad esempio si conserva, assieme ad antichi manuali e riviste di moda, tessuti e ricami, il volume Le industrie femminili italiane, Cooperativa nazionale sede centrale via Marco Minghetti Roma, con foto iniziale della regina Elena di Savoia, da lei firmata e datata al 1906.\">3<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Palermo la nobildonna Teresa Maglione Oneto, ricamatrice essa stessa, rielabora nuovi modelli per ricamatrici e merlettaie di professione, intonati al gusto modernista e fornisce la sua collaborazione all\u2019opera di Ernesto Basile e di Vittorio Ducrot<sup><a href=\"#footnote_3_4014\" id=\"identifier_3_4014\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. Sessa, Maglione Oneto Teresa, in&nbsp; Arti Decorative&hellip;, II, 2014, pp. 396-397.\">4<\/a><\/sup>; e l\u2019abile artigiana della moda Jeanne Durand, facendo tesoro dell\u2019esperienza acquisita nell\u2019atelier materno, fonda nel 1906 una \u201cSezione ricamo\u201d nella fabbrica Ducrot, appartenente alla famiglia del marito Vittorio, volta al rinnovamento dei motivi tradizionali dell\u2019arte del pizzo e del ricamo e all\u2019ideazione di nuovi disegni per tappezzerie e tessuti, finalizzati all\u2019impiego nello stabilimento palermitano<sup><a href=\"#footnote_4_4014\" id=\"identifier_4_4014\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Idem, Durand Jeanne, in&nbsp; Arti Decorative&hellip;, I, 2014, pp. 230-231.\">5<\/a><\/sup>. \u00a0Ed \u00e8 facile supporre che, grazie all\u2019impulso dato da queste antesignane, gli innovativi motivi decorativi del tempo venissero recepiti anche dalle donne palermitane che effettuavano in privato i \u201clavori femminili\u201d su oggetti utili all\u2019abbellimento della propria casa e sulla propria biancheria da corredo, raggiungendo talora un grado di piacevolezza e perfezione pari a quello delle professioniste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una traccia del rinnovato interesse riservato al settore dei tessuti si pu\u00f2 individuare anche nelle decorazioni pittoriche del tempo, che raffigurano spesso coltri, drappi e merletti, come si nota ad esempio a Villino Favaloro (<a title=\"Fig. 1. Pittore-decoratore palermitano, inizi sec. XX, decorazione parietale (part.), tempera su muro, Palermo, Villino Favaloro-Di Stefano (foto Soprintendenza ai Beni Culturali Ambientali di Palermo).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/dam01.jpg\">Fig. 1<\/a>), ove leggiadre coperte di piquet bianco disseminate da margherite ed ornate da bordure di pizzo traforato, incorniciano i consueti motivi floreali ed eclettici coevi (inizi sec. XX)<sup><a href=\"#footnote_5_4014\" id=\"identifier_5_4014\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"cfr. I. Bruno, La pittura murale a Palermo tra neoclassicismo,romanticismo ed eclettismo, in&nbsp; La Camera Picta&hellip;, 2010, p.72, Figg. 73-74, Eadem,  La stagione Liberty. Repertori,motivi e patterns nella decorazione di interni signorili , in&nbsp; La Camera Picta&hellip;, 2010, pp.106-107, Figg. 5-8.\">6<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni di questi ameni manufatti si sono insperatamente tramandati fino a noi e sono ancora rinvenibili in collezioni private o familiari, ragguagliandoci sul livello qualitativo raggiunto da queste anonime artiste tessili. Cos\u00ec \u00e8 per un sorprendente arazzo (<a title=\"Fig. 2. Ricamatrice palermitana, inizi sec. XX, drappo ricamato , Palermo, collezione privata.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/dam02.jpg\">Figg. 2<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 3. Ricamatrice palermitana, inizi sec.XX, drappo ricamato (part.), Palermo, collezione privata.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/dam03.jpg\">3<\/a> &#8211; <a title=\"FIg. 4. Ricamatrice palermitana, inizi sec.XX, drappo ricamato (part.), Palermo, collezione privata.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/dam04.jpg\">4<\/a>), gi\u00e0 passato sul mercato antiquario ed oggi in collezione privata, in raso bianco impeccabilmente ricamato in fili di seta policroma nei punti raso e pittoresco, realizzato per fasce concentriche cucite tra loro, che reca nel pannello centrale il motivo di un pergolato ricoperto da uva e pampini nascenti da due vasi di ceramica decorata, che alloggia al suo interno una zolla di terra fiorita con un trampoliere in piedi e un altro uccello in volo. Altri pavoni, da soli o in coppia sono presenti lungo le fasce ondulate applicate attorno al quadrilobo centrale, entro un giardino paradisiaco costellato da fiori di ogni specie, nascenti da zolle di terra, dalle tinte tenui e sfumate improntate al massimo naturalismo. Una terza bordura esterna di forma rettangolare contiene ancora ghirlande e vasi fioriti ai quattro angoli. L\u2019opera, di estrema fantasia e raffinatezza formale, si configura probabilmente come un tappeto per tavolo ovale, che ci piace immaginare dovesse ornare il giardino d\u2019inverno di una dimora gentilizia palermitana, come poteva essere quello di villa Chiaramonte Bordonaro, la cui \u201cserra\u201d \u00e8 decorata da Rocco Lentini in un incipiente stile liberty, con rose centifolie che fanno capolino da eleganti inferriate in ferro battuto<sup><a href=\"#footnote_6_4014\" id=\"identifier_6_4014\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Eadem, La pittura murale&hellip;, 2010, pp. 53-55.\">7<\/a><\/sup>. Ma il manufatto a ricamo sembra riecheggiare altre opere emblematiche dell\u2019ultimo quarto del secolo XIX, quali le pitture parietali di villa Florio ai Colli di Antonino Leto, ove il motivo dominante \u00e8 appunto quello di un pergolato con rampicanti entro cui alloggiano personaggi della famiglia Florio, che si affacciano su un prato popolato da cigni ed animali da cortile, mentre altre inferriate incorniciano estensioni di terreno con pavoni, frammisti ad elementi antichizzanti, quali vasi in terracotta su alte colonnine<sup><a href=\"#footnote_7_4014\" id=\"identifier_7_4014\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Eadem,  La stagione Liberty&hellip;., 2010, pp. 102-104.\">8<\/a><\/sup>. Su queste basi l\u2019opera a ricamo, probabilmente eseguita a pi\u00f9 mani sotto una regia sapiente e colta, sembra databile tra la fine dell\u2019800 e gli inizi \u00a0del \u2018900, prima che la stilizzazione novecentesca del liberty prendesse il posto del naturalismo di fine Ottocento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pure la tradizionale tecnica ottocentesca del ricamo a <em>petit point<\/em> d\u00e0 risultati di alta qualit\u00e0 nell\u2019ambito degli arazzi e rivestimenti da salotto, come si nota dal delizioso cuscino poggia piedi (<a title=\"Fig. 5. Ricamatrice palermitana, fine sec. XIX, cuscino, Palermo, collezione privata.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/dam05.jpg\">Fig. 5<\/a>), di provenienza nobiliare, ricamato in lana policroma nei toni sfumati del rosa, del rosso e del verde, con una composizione floreale gi\u00e0 di gusto Art Nouveau , sito in un\u2019altra collezione privata della provincia palermitana, nota per l\u2019eccezionalit\u00e0 dei suoi pezzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 possibile che simili lavori fossero praticati personalmente dalle aristocratiche proprietarie, dato che il ricamo a mezzo punto assieme a quello a punto in croce erano i capisaldi dell\u2019insegnamento dei \u201clavori donneschi\u201d nei collegi femminili<sup><a href=\"#footnote_8_4014\" id=\"identifier_8_4014\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. D&rsquo;Amico, Ricami romantici nelle collezioni di Palazzo Abatellis, in &ldquo;Kal&ograve;s- arte in Sicilia&rdquo;, Anno 5, n.6 (novembre-dicembre 1993), pp. 30-33; Eadem, Samplers siciliani, in &ldquo;Jacquard&rdquo;, a cura della Fondazione Arte della seta Lisio, n. 24 1995, numero di Primavera, pp. 6-11.\">9<\/a><\/sup>, \u00a0nei quali esistono ancora le prove di ricamo delle allieve, come questo inedito imparaticcio conservato al Collegio di Maria all\u2019Olivella, firmato \u201cAntonina Oneto\u201d e datato al 1888 (<a title=\"Fig. 6. Antonina Oneto, 1888, imparaticcio, Palermo, Collegio di Maria all\u2019Olivella.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/dam06.jpg\">Fig. 6<\/a>), appartenente probabilmente ad una giovane dello stesso casato di Teresa Oneto, di cui s\u2019\u00e8 detto sopra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri manufatti, contenenti firme e date, gelosamente tramandati in collezioni familiari, fissano dei punti fermi sull\u2019acquisizione dei motivi del Liberty presso ricamatrici appartenenti alla media borghesia palermitana. Cos\u00ec \u00e8 per un quadretto, con la data 1904 e la sigla GP, scioglibile in Grazia Provenzano (<a title=\"Fig. 7. Grazia Provenzano, 1904, quadro ricamato, Palermo, collezione privata.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/dam07.jpg\">Fig. 7<\/a>), ricamato in lana policroma a mezzo punto e fili tagliati con effetto a rilievo, che raffigura un pappagallo appollaiato su un ramo fiorito, particolarmente vicino a certe composizioni con volatili misti a rose del tardo Ottocento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla stessa giovane, probabilmente coadiuvata da altre componenti della sua famiglia, \u00e8 da attribuire un\u2019originale coltre eseguita a pi\u00f9 mani, in seta moir\u00e8 azzurra, dipinta ad olio con bouquets di papaveri\u00a0 e rose (<a title=\"Fig. 8. Pittrice su tessuto e merlettaia palermitana, inizi sec. XX, coltre, Palermo, collezione privata.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/dam08.jpg\">Fig. 8<\/a>) e il motivo dei doppi nastri verdi intrecciati punteggiati da boccioli di rosa e fermati da fiocchi (<a title=\"Fig. 9. Pittrice su tessuto e merlettaia palermitana, inizi sec. XX, coltre, Palermo, collezione privata.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/dam09.jpg\">Fig. 9<\/a>), che riecheggia quelli tipici del Basile e del Gregorietti; in essa poi le liste di seta sono alternate ad ampi tramezzi a fuselli, con formelle costituite da foglie lanceolate a rilievo racchiudenti piccole margherite entro <em>rotae<\/em>. Alla stessa merlettaia appartengono pure alcune balze a fuselli ed a filet ricamato, con motivi simili di margherite entro cornici romboidali, destinate ad altra biancheria da corredo e rimaste inutilizzate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro settore interessato dalle nuove decorazioni, tra il Liberty e il D\u00e9co, \u00e8 quello delle tappezzerie, di cui alcuni significativi esempi si conservano nei depositi della Galleria Regionale di Palazzo Abatellis. Qui un tendaggio in tela di lino avorio (<a title=\"Fig. 10. Manifattura palermitana, II decennio del sec. XX, tenda, Palermo, Galleria Regionale della Sicilia.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/dam10.jpg\">Fig. 10<\/a>) ricamato ad applicazione nei toni del bianco-giallo-marrone, con rialzi di viola e di rosso, \u00e8 incentrato sul motivo di un cigno bianco fiancheggiato da iris e margherite, entro un paesaggio agreste popolato da felci, piantine e funghetti, ispirato ai tipici motivi floreali e i suggestivi paesaggi lacustri della decorazione palermitana del tempo. Infine, nello stesso museo, una mantovana in tessuto bicolore \u2013panno beige e velluto verde scuro (<a title=\"Fig. 11. Manifattura palermitana, II decennio del sec. XX, mantovana, Palermo, Galleria Regionale della Sicilia.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/dam11.jpg\">Fig. 11<\/a>) &#8211; presenta un altro ricamo appliqu\u00e9 con rami fioriti in tinte pastello entro una cornice ondulata a chiocciole, molto vicino ad alcune composizioni stilizzate del Gregorietti del secondo decennio del Novecento (<a title=\"Fig. 12. Salvatore Gregorietti, II decennio del sec. XX, decorazione musiva (part.), Palermo, Villino Favaloro-Di Stefano, torretta (foto Soprintendenza ai Beni Culturali Ambientali di Palermo).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/dam12.jpg\">Fig. 12<\/a>), che preludono ormai allo stile Art D\u00e9co.<\/p>\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_4014\" class=\"footnote\">E. Sessa, <em>Basile Ernesto<\/em>, in <em>Arti decorative in Sicilia &#8211; Dizionario biografico<\/em>, a cura di M.C. Di Natale, I, Palermo 2014, pp. 46-50.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_4014\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_4014\" class=\"footnote\">Cfr. I. Bruno, <em>Dalle tappezzerie da parete in stoffa pregiata alla produzione industriale di carta e tessuto da parato<\/em>, in <em>La Camera Picta. Dalla decorazione pittorica alla carta e tessuto da parati in ville e palazzi palermitani dall\u2019Ottocento al primo Novecento<\/em>, Presentazione di M.C. Di Natale, Caltanissetta 2010, pp. 178-179, Figg.13-15.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_4014\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_2_4014\" class=\"footnote\">In Casa Arezzo di Trifiletti ad esempio si conserva, assieme ad antichi manuali e riviste di moda, tessuti e ricami, il volume <em>Le industrie femminili italiane, <\/em>Cooperativa nazionale sede centrale via Marco Minghetti Roma, con foto iniziale della regina Elena di Savoia, da lei firmata e datata al 1906.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_2_4014\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_3_4014\" class=\"footnote\">E. Sessa<em>, Maglione Oneto Teresa<\/em>, in\u00a0 <em>Arti Decorative<\/em>\u2026, II, 2014, pp. 396-397.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_3_4014\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_4_4014\" class=\"footnote\">Idem, <em>Durand Jeanne<\/em>, in\u00a0 <em>Arti Decorative<\/em>\u2026, I, 2014, pp. 230-231.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_4_4014\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_5_4014\" class=\"footnote\">cfr. I. Bruno, <em>La pittura murale a Palermo tra neoclassicismo,romanticismo ed eclettismo<\/em>, in\u00a0 <em>La Camera Picta<\/em>\u2026, 2010, p.72, Figg. 73-74, Eadem, <em> La stagione Liberty. Repertori,motivi e patterns nella decorazione di interni signorili<\/em> , in\u00a0 <em>La Camera Picta&#8230;<\/em>, 2010, pp.106-107, Figg. 5-8.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_5_4014\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_6_4014\" class=\"footnote\">Eadem, <em>La pittura murale\u2026<\/em>, 2010, pp. 53-55.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_6_4014\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_7_4014\" class=\"footnote\">Eadem, <em> La stagione Liberty&#8230;.<\/em>, 2010, pp. 102-104.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_7_4014\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_8_4014\" class=\"footnote\">E. D\u2019Amico,<em> Ricami romantici nelle collezioni di Palazzo Abatellis<\/em>, in \u201cKal\u00f2s- arte in Sicilia\u201d, Anno 5, n.6 (novembre-dicembre 1993), pp. 30-33; Eadem, <em>Samplers siciliani<\/em>, in \u201cJacquard\u201d, a cura della Fondazione Arte della seta Lisio, n. 24 1995, numero di Primavera, pp. 6-11.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_8_4014\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>elvi.damico@alice.it Inediti manufatti tessili del periodo Liberty a Palermo DOI: 10.7431\/RIV22082020 Alcuni inediti manufatti in tessuto decorati con diverse tecniche artigianali &#8211; dal ricamo al <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=4014\" title=\"Elvira D&#8217;Amico\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":4162,"menu_order":10,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4014"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4014"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4014\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4177,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4014\/revisions\/4177"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4162"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4014"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}