{"id":3843,"date":"2020-06-30T07:33:55","date_gmt":"2020-06-30T07:33:55","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=3843"},"modified":"2020-12-30T08:34:45","modified_gmt":"2020-12-30T08:34:45","slug":"salvatore-anselmo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=3843","title":{"rendered":"Salvatore Anselmo"},"content":{"rendered":"<p>salvatore.anselmo@tiscali.it<\/p>\n<h2>Statue lignee del Settecento nelle chiese di Ficarazzi: aggiunte alla produzione di Filippo Quattrocchi e della sua bottega<\/h2>\n<p>DOI: 10.7431\/RIV21092020<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ficarazzi, ridente cittadina che si affaccia sul mar Tirreno, sorge sulla strada litoranea che congiunge Palermo a Bagheria. Lungo la statale, infatti, si affacciano, oltre ad edifici storici, come la settecentesca villa con il suo monumentale scalone appartenuta ai Giardina, principi di S. Caterina, tre chiese che conservano opere d\u2019arti di discreto interesse<sup><a href=\"#footnote_0_3843\" id=\"identifier_0_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A riguardo si veda F. S. Oliveri, Ficarazzi e il suo territorio: origini e sviluppo, presentazione di G. Clemente, prefazione G. Naselli Flores, Palermo 1990, pp. 137-138&nbsp; e  passim e Ficarazzi e il suo territorio: origini e sviluppo, a cura di L. Bellanca, S. Bartolino, M. Lo Iacono, presentazione di G. Clemente, prefazione G. Naselli Flores, Palermo 1990, passim.\">1<\/a><\/sup>. Nella Chiesa Madre, edificata ai piedi della dimora con il contributo degli stessi nobili<sup><a href=\"#footnote_1_3843\" id=\"identifier_1_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"F. S. Oliveri, Ficarazzi e il suo territorio&hellip;, 1990, p. 138.\">2<\/a><\/sup>, si custodisce, ad esempio, l\u2019inedita statua di San Giuseppe con il Bambino in braccio realizzata nella bottega dello scultore Filippo Quattrocchi (<a title=\"Fig. 1. Filippo Quattrocchi e bottega, &lt;i&gt;San Giuseppe con il Bambino&lt;\/i&gt;, ultimi decenni del XVIII secolo, Chiesa Madre, Ficarazzi.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/ans01.jpg\">Figg. 1<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 2. Filippo Quattrocchi e bottega, &lt;i&gt;San Giuseppe con il Bambino&lt;\/i&gt;, ultimi decenni del XVIII secolo, Chiesa Madre, Ficarazzi.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/ans02.jpg\">2<\/a>). Questi, nato a Gangi (Pa) nel 1738, si era stabilito a Palermo dove forniva opere per diversi centri delle provincie della Sicilia, come Agrigento, Caltanissetta, Enna, Messina e Trapani<sup><a href=\"#footnote_2_3843\" id=\"identifier_2_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Farinella, Filippo Quattrocchi. Gangitanus Sculptor. Il &ldquo;senso barocco&rdquo; del movimento, catalogo della mostra (Gangi, 24 aprile-11 luglio 2004), Palermo 2004.\">3<\/a><\/sup>. Il Patriarca, deturpato da fessurizzazioni e cadute di colore, si caratterizza per l\u2019espressivit\u00e0 del viso costituita da naso retto, zigomi ed arcate sopraccigliari evidenti, rughe sulla fronte e barba e capelli finemente scolpiti. \u00c8 avvolto da un ampio panneggio dorato e regge, con entrambe le braccia, il Bambin Ges\u00f9 similmente al San Giuseppe dell\u2019eponima chiesa di Caltavuturo (Pa) riferito a Filippo Quattrocchi e bottega e datato all\u2019ultimo quarto del Settecento<sup><a href=\"#footnote_3_3843\" id=\"identifier_3_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Farinella, Filippo Quattrocchi&hellip;, 2004, pp. 168-169 e S. Anselmo, La scultura, in Caltavuturo. Atlante dei beni culturali, a cura di L. Romana, Palermo 2009, pp. 240-241.\">4<\/a><\/sup>. L\u2019opera di Ficarazzi, infatti, \u00e8 affine, nella resa del viso, sia al San Filippo Apostolo della chiesa del SS. Salvatore di Gangi documentato nel 1813 al Quattrocchi sia ai diversi San Giuseppe riferiti allo stesso scultore e datati tra la fine del Settecento e gli inizi del secolo seguente, come quelli Cefal\u00f9, Marineo, Milazzo, Polizzi Generosa e Villalba<sup><a href=\"#footnote_4_3843\" id=\"identifier_4_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Farinella, Filippo Quattrocchi&hellip;, 2004, pp. 168-171 e S. Anselmo, Pietro Bencivinni e la scultura lignea&hellip;, 2009, Pietro Bencivinni e la scultura lignea nelle Madonie, &ldquo;Quaderni dell&rsquo;Osservatorio per le Arti Decorative Maria Acc&agrave;scina&rdquo;, collana diretta da M.C. Di Natale, n. 1, premessa M.C. Di Natale, introduzione R. Casciaro, Bagheria 2009, pp. 144-145 con precedente bibliografia.\">5<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le analogie inducono, quindi, a ricondurre al Quattrocchi e alla sua certamente fiorente bottega quest\u2019opera che si potrebbe datare agli ultimi due decenni del Settecento. Nella stessa chiesa di Ficarazzi si custodisce, inoltre, un\u2019altra inedita scultura raffigurante S. Atanasio (<a title=\"Fig. 3. Francesco Quattrocchi, &lt;i&gt;Sant\u2019Atanasio&lt;\/i&gt;, primi decenni del XIX secolo, Chiesa Madre, Ficarazzi.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/ans03.jpg\">Figg. 3<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 4. Francesco Quattrocchi, &lt;i&gt;Sant\u2019Atanasio&lt;\/i&gt;, primi decenni del XIX secolo, Chiesa Madre, Ficarazzi.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/ans04.jpg\">4<\/a>) che, titolare dell\u2019edificio, versa in precarie condizioni conservative. Il Santo, Vescovo e Dottore della Chiesa, con abiti di rito bizantino, <em>s\u00e0kkos<\/em> e <em>omof\u00f2rion<\/em><sup><a href=\"#footnote_5_3843\" id=\"identifier_5_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Sulle vesti liturgiche di rito orientale cfr. &nbsp;M. Vitella, I paramenti sacri, in Tracce d&rsquo;Oriente. La tradizione liturgica greco-albanese e quella latina in Sicilia, catalogo della mostra (Palermo, Palazzo Bonocore, 26 ottobre &ndash; 25 novembre 2007) cura di M. C. Di Natale, Palermo 2007, pp. 101-109.\">6<\/a><\/sup>, \u00e8 raffigurato con la classica postura a chiasmo. \u00c8 affiancato da due angeli che reggono uno la mitria e l\u2019altro il pastorale e il libro mentre con il piede sinistro schiaccia Ario. \u00c8 una impostazione simile al San Nicol\u00f2 di Bari della Cattedrale di Nicosia attribuito a Filippo Quattrocchi, di cui lo scultore, per soddisfare la committenza, pare che abbia anche eseguito il bozzetto<sup><a href=\"#footnote_6_3843\" id=\"identifier_6_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Farinella, Filippo Quattrocchi&hellip;, 2004, pp. 69, 180-181.\">7<\/a><\/sup>. Il Santo di Ficarazzi, dall\u2019espressione quasi attonita e al contempo severa, \u00e8 accostabile, in particolare per la resa del viso e della barba, a Ges\u00f9 nell\u2019orto degli ulivi della sagrestia della chiesa di S. Maria della Catena di Gangi del 1837 riferito a Francesco Quattrocchi (1779-1861), figlio di Filippo, o al Ges\u00f9 che ascende in cielo della chiesa del SS. Salvatore di Nicosia (En) realizzato prima del 1852 dallo stesso scultore<sup><a href=\"#footnote_7_3843\" id=\"identifier_7_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Farinella, Filippo Quattrocchi&hellip;, 2004, pp. 72-73, 196-201.\">8<\/a><\/sup>. I putti del Santo Atanasio, poi, timidamente coperti da un lembo di panneggio, sono affini a quelli che graziosamente accompagnano l\u2019ascensione di Cristo dell\u2019opera di Nicosia. I raffronti, come ancora la somiglianza del viso del Dottore della Chiesa con il San Giuseppe della Chiesa Madre di Campofranco (Cl) ricondotto sempre a Francesco e realizzato prima del 1861<sup><a href=\"#footnote_8_3843\" id=\"identifier_8_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Farinella, Filippo Quattrocchi&hellip;, 2004, pp. 200-201.\">9<\/a><\/sup>, permettono di riferire al citato artista, che in quest\u2019opera dimostra il legame con il padre prima di giungere a quelle soluzioni marcatamente neoclassiche, come risulta nel Cristo Risorto della Chiesa Madre di Tusa (Me)<sup><a href=\"#footnote_9_3843\" id=\"identifier_9_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Farinella, Filippo Quattrocchi&hellip;, 2004, pp. 198-199.\">10<\/a><\/sup>, la statua di S. Atanasio verosimilmente scolpita nei primi decenni del XIX secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In uno degli altari laterali della chiesa di San Girolamo di Ficarazzi si custodisce, invece, l\u2019Immacolata Concezione (<a title=\"Fig. 5. Filippo Quattrocchi e bottega, &lt;i&gt;Immacolata Concezione&lt;\/i&gt;, fine del XVIII secolo, chiesa di S. Girolamo, Ficarazzi.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/ans05.jpg\">Figg. 5<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 6. Filippo Quattrocchi e bottega, &lt;i&gt;Immacolata Concezione&lt;\/i&gt;, fine del XVIII secolo, chiesa di S. Girolamo, Ficarazzi (part.).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/ans06.jpg\">6<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 7. Filippo Quattrocchi e bottega, &lt;i&gt;Immacolata Concezione&lt;\/i&gt;, fine del XVIII secolo, chiesa di S. Girolamo, Ficarazzi (part.).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/ans07.jpg\">7<\/a>) rappresentata con il viso leggermente rivolto verso il basso, copricapo a strisce del popolo ebraico, mani sul petto, mantello azzurro fluttuante raccolto sul fianco sinistro, gamba destra leggermente avanti e tre testine di cherubini alati alla base. Chiaro \u00e8 dunque il riferimento alle sculture raffiguranti la Vergine realizzate da Filippo Quattrocchi che \u00e8 in contatto con Vito D\u2019Anna anche per la documentata Madonna del Rosario del 1761 della chiesa di S. Maria della Catena di Gangi di cui fornisce il disegno<sup><a href=\"#footnote_10_3843\" id=\"identifier_10_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Farinella, Filippo Quattrocchi&hellip;,&nbsp; 2004, pp. 47-51, 98-99 con precedente bibliografia.\">11<\/a><\/sup>, e con Ignazio Marabitti (1719-1797), come conferma il Santo Stefano del 1780 della chiesa di Santa Maria della Consolazione di Termini Imerese (Pa), opera che, stando al documento di commissione, doveva avere il parere dello scultore<sup><a href=\"#footnote_11_3843\" id=\"identifier_11_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per l&rsquo;opera di Termini Imerese cfr. M. Guttilla, Dai Gagini ai Bagnasco. Appunti per una storia degli studi sulla scultura lignea in Sicilia, in Mirabile artificio 2. Lungo le vie del legno, del marmo e dello stucco. Scultori e modellatori in Sicilia dal XV al XIX secolo, a cura di M. Guttilla, Palermo 2010, p. 57. L&rsquo;ipotesi che il Quattrocchi abbia frequentato la bottega del Marabitti era gi&agrave; stata avanzata da Cuccia, cfr. A. Cuccia, Filippo Quattrocchi scultore in legno, in &ldquo;Kal&oacute;s. Arte in Sicilia&rdquo;, a, XVI, n. 4, ottobre-dicembre 2004, pp. 31-32.\">12<\/a><\/sup>. Il simulacro di Ficarazzi \u00e8, infatti, accostabile all\u2019Immacolata Concezione del 1799 della Chiesa Madre di Termini Imerese, un tempo riferita a Francesco Quattrocchi e successivamente ricondotta a ben ragione al padre Filippo<sup><a href=\"#footnote_12_3843\" id=\"identifier_12_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Farinella, Filippo Quattrocchi&hellip;, 2004, p. 65 e nota n. 98 a p. 89; A. Cuccia, Non &egrave; di Francesco ma di Filippo Quattrocchi lo scultore dell&rsquo;Immacolata, in &ldquo;Espero. Rivista del comprensorio Termini-Cefal&ugrave;-Madonie&rdquo;, a. IV, n. 34, maggio 2010, p. 10;&nbsp; A. Cuccia, Lo scultore Antonino Barcellona e l&rsquo;immagine condivisa dell&rsquo;Immacolata, in Ciminna e l&rsquo;Immacolata, a cura di A. Anzelmo, contributi di A. Anzelmo, A. Cuccia, G. Correnti, presentazione di F. La Paglia, Palermo 2009, pp. 36-37.\">13<\/a><\/sup>. Il raffronto con l\u2019imponente statua di Termini Imerese e con altre statue raffiguranti le Madonne eseguite da Filippo Quattrocchi tra gli ultimi decenni del Settecento e gli inizi del secolo successivo<sup><a href=\"#footnote_13_3843\" id=\"identifier_13_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Si veda S. Farinella, Filippo Quattrocchi &hellip;, 2004, pp. 62, 106-125, A. Cuccia, Filippo Quattrocchi scultore in legno, in &ldquo;Kal&oacute;s. Arte in Sicilia&rdquo;&hellip;, 2004, passim e S. Anselmo, Pietro Bencivinni e la scultura lignea&hellip;, 2009, pp. 146, 147-148.\">14<\/a><\/sup>, permette di datare l\u2019opera di Ficarazzi, che accenna a soluzioni neoclassiche nella posa aggraziata, slanciata e leggermente arcuata, al medesimo periodo e di ricondurla allo stesso scultore<sup><a href=\"#footnote_14_3843\" id=\"identifier_14_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L&rsquo;opera &egrave; brevemente citata da F. S. Oliveri, Ficarazzi e il suo territorio &hellip;, 1990, p. 105.\">15<\/a><\/sup>. Non \u00e8 tuttavia da escludere l\u2019intervento della bottega, possibilmente del gi\u00e0 menzionato figlio Francesco che si avviava all\u2019arte seguendo le orme del padre e che realizza, per\u00f2, opere pi\u00f9 affine ai linguaggi dei neostili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stesso ambito culturale che fa capo al Quattrocchi, sebbene occorra un restauro che elimini le pesanti ridipinture per meglio individuare quelle caratteristiche compositive che aiutano a comprenderne l\u2019ambito di produzione, si potrebbe pure riferire l\u2019Immacolata Concezione dell\u2019eponima chiesa, detta del Patellaro, di Ficarazzi<sup><a href=\"#footnote_15_3843\" id=\"identifier_15_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L&rsquo;opera &egrave; brevemente citata da F. S. Oliveri, Ficarazzi e il suo territori&hellip;,1990, pp. 106-107.\">16<\/a><\/sup>, di dimensioni minori rispetto al precedente simulacro e raffigurata con la mani giunte, viso verso l\u2019alto, mantello svolazzante raccolto sul fianco sinistro e testine di cherubini alati. La scultura, a differenza della Vergine della chiesa di San Girolamo, \u00e8 ancora legata alla cultura rococ\u00f2, lo dimostrano sia la morbida posa sia il movimento del mantello. Queste caratteristiche permettono di datare l\u2019opera al settimo-ottavo decennio del Settecento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto\u201d (Ap 12, 1-2) cos\u00ec la Vergine viene dunque raffigurata da pittori, scultori, intagliatori, argentieri, orafi, corallari e ricamatori in numerose opere d\u2019arte in Sicilia<sup><a href=\"#footnote_16_3843\" id=\"identifier_16_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Si veda a riguardo Bella come la luna, pura come il sole. L&rsquo;Immacolata nell&rsquo;arte in Sicilia, catalogo della mostra a cura di M. C. Di Natale e M. Vitella, Palermo 2004 e La Sicilia e l&rsquo;Immacolata. Non solo 150 anni, atti del convegno di studio (Palermo 1-4 dicembre 2004), a cura di D. Ciccarelli e M. Dora Valenza, Palermo 2006. Per una panoramica pi&ugrave; ampia si consulti Una Donna vestita di sole, l&rsquo;Immacolata Concezione nelle opere dei grandi maestri, catalogo della mostra (Citt&agrave; del Vaticano, 2 febbraio-13 maggio 2005) a cura di G. Morello, V. Francia, F. Fusco, Roma&nbsp; 2005.\">17<\/a><\/sup>. I versi della Genesi, dell\u2019Apocalisse di San Giovanni in particolare e quelli del Cantico dei Cantici, furono i principali testi a cui fecero costante riferimento gli artisti<sup><a href=\"#footnote_17_3843\" id=\"identifier_17_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L. R&egrave;au, Iconographie de l&rsquo;art chretienne, Paris 1954, V. II, pp. 79-82.\">18<\/a><\/sup>. Questi ultimi, infatti, su commissione di prelati, nobili, associazioni laicali e ordini religiosi, che diffusero e sostennero il culto della <em>Tota pulchra<\/em>, hanno diramato, tra Seicento e Settecento, l\u2019immagine codificata in Spagna &#8211; a cui la Sicilia era politicamente legata &#8211; dal trattatista Francisco Paceco del Rio nel suo testo <em>El arte de la pintura<\/em> del 1649<sup><a href=\"#footnote_18_3843\" id=\"identifier_18_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"V. Abbate, &ldquo;Ad aliquid sactum significandum&rdquo;. Immagine della Purissima Reina tra Cinque e Seicento e M. Vitella, Alcune immagini dell&rsquo;Immacolata Concezione nella Sicilia occidentale, in Bella come la luna&hellip;, 2004, pp. 30-60 e M. Guttilla, La falce, le stelle e il serpente. Rappresentazioni pittoriche dell&rsquo;Immacolata Concezione tra Seicento e Settecento, in La Sicilia&hellip;, 2004, pp. 231-246 con precedente e specifica bibliografia.\">19<\/a><\/sup>. Il Dogma dell\u2019Immacolata, per\u00f2, fu solamente approvato da papa Pio IX nel 1854 anche se la festivit\u00e0 della Vergine risale a tempi lontani, sin dal Cinquecento<sup><a href=\"#footnote_19_3843\" id=\"identifier_19_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"P. Filippo Rotolo, L&rsquo;Immacolata Concezione di Maria Madre di Ges&ugrave;, in Bella come&hellip;, 2004, pp. 17-29.\">20<\/a><\/sup>, e di conseguenza anche le opere d\u2019arte ad Ella dedicate. Basta, infatti, sfogliare il manoscritto del canonico Antonio Mongitore, <em>Palermo divoto di Maria Vergine e Maria Vergine protettrice di Palermo<\/em> o il testo a stampa del nobile gesuita Ottavio Caietano, <em>Raguagli delli ritratti della santissima Vergine nostra Signora pi\u00f9 celebri, che si riveriscono in varie chiese nell\u2019Isola di Sicilia. Aggiuntavi una breve relatione dell\u2019origine e miracoli di quelli<\/em><sup><a href=\"#footnote_20_3843\" id=\"identifier_20_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. Mongitore, Palermo divoto di Maria Vergine e Maria Vergine protettrice di Palermo, Palermo 1719 e O. Caietani, Raguagli delli ritratti della santissima Vergine nostra Signora pi&ugrave; celebri, che si riveriscono in varie chiese nell&rsquo;Isola di Sicilia. Aggiuntavi una breve relatione dell&rsquo;origine e miracoli di quelli, Palermo 1664, rist. anast. 1991. A riguardo si veda pure M. C. Di Natale, Cammini Mariani per i tesori siciliani, parte&nbsp; I e II, &nbsp;in &ldquo;OADI. Rivista dell&rsquo;Osservatorio per le Arti Decorative in Italia&rdquo;, a. I, nn. 1-2, giugno-dicembre 2010; M. C. Di Natale, Ave Maria, La Madonna in Sicilia. Immagini e devozione, introduzione di M. Luzi, Palermo 2003; M. C. Di Natale, Imago Virginis, La Madonna in Sicilia. Immagini e devozione, introduzione di C. Peri, Palermo 2003.\">21<\/a><\/sup> per capire quanto fosse radicato il culto mariano in Sicilia. Nel Seicento, non a caso, la Vergine senza peccato divenne protettrice della Spagna e di tutti i suoi domini e i sovrani spagnoli, quali Filippo IV e Filippo V, si impegnarono affinch\u00e9 i Papi ne definissero il culto<sup><a href=\"#footnote_21_3843\" id=\"identifier_21_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. C. Di Natale, L&rsquo;Immacolata nelle arti decorative in Sicilia, in Bella come la luna&hellip;, 2004, p. 62 con precedente bibliografia.\">22<\/a><\/sup>. Il prototipo iconografico iberico utilizzato nel Seicento continua, con le dovute differenze stilistiche, nel secolo seguente ed in Sicilia, almeno nella seconda met\u00e0 del Settecento, \u00e8 spesso costituito dalla Vergine con la sguardo rivolto verso il basso, mani sul petto, gamba leggermente inclinata, mantello svolazzante raccolto su un lato e falce lunare ai piedi. Ne costituisce significativo esempio l\u2019Immacolata realizzata dal palermitano Ignazio Marabitti, di cui \u00e8 noto il suo soggiorno a Roma e l\u2019alunnato presso Filippo Della Valle, principe dell\u2019Accademia di San Luca<sup><a href=\"#footnote_22_3843\" id=\"identifier_22_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"F. Pipitone ad vocem Marabitti Francesco Ignazio, in L. Sarullo, Dizionario degli artisti siciliani, vol. III, a cura di B. Patera, Palermo 1994, pp. 205-207. Per l&rsquo;artista si vede pure D. Malignaggi, Ignazio Marabitti, in &ldquo;Storia dell&rsquo;arte&rdquo;, n. 17, 1974, pp. 5-61.\">23<\/a><\/sup>. L\u2019opera \u00e8 stata eseguita per la facciata del Duomo di Siracusa, insieme alle statue dei Santi Pietro e Paolo, Marziano e Lucia, tra il 1753 e il 1757 su commissione del vescovo Francesco Testa, di cui si conservano i bozzetti in terracotta al Palazzo Arcivescovile di Monreale (Pa)<sup><a href=\"#footnote_23_3843\" id=\"identifier_23_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem. Per i bozzetti cfr. A. Cuccia, scheda n. I, 33, in Gloria Patri. L&rsquo;Arte come linguaggio del Sacro, catalogo della mostra (Monreale, Palazzo Arcivescovile, Corleone, complesso di S. Ludovico, 23 dicembre 2000 &ndash; 6 maggio 2001) a cura di G. Mendola, Palermo 2001, pp. 103-105 con precedente bibliografia.\">24<\/a><\/sup>. \u00c8 lo stesso soggetto che il noto scultore ripropone, in un apparato pi\u00f9 scenografico corredato da svolazzanti putti gi\u00e0 peraltro sperimentato in altre pale marmoree eseguite a Palermo e Monreale, nel rilievo rappresentante sempre la Vergine del 1766 della chiesa del Collegio dei Gesuiti di Trapani<sup><a href=\"#footnote_24_3843\" id=\"identifier_24_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"F. Pipitone ad vocem Marabitti Francesco Ignazio, in L. Sarullo, Dizionario degli artisti&hellip;, 1994, pp. 205-207 e M. Vitella, Su alcune immagini dell&rsquo;Immacolata Concezione nel trapanese, in Bella come la luna&hellip;, 2004, pp. 139-140.\">25<\/a><\/sup>. A questi si pu\u00f2 aggiungere l\u2019ovale con la Madonna del Ponte, dalla composta ed equilibrata posa con viso verso il basso e mani giunte, riferito a Federico Siracusa, allievo del primo, oggi nella Chiesa Madre di Termini Imerese ma precedentemente all\u2019ingresso del ponte che attraversava il fiume della cittadina demaniale<sup><a href=\"#footnote_25_3843\" id=\"identifier_25_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. Vitella, Alcune immagini&hellip;, in Bella come&hellip;, 2004, p. 51 con precedente bibliografia.\">26<\/a><\/sup>. \u00c8 raffigurata con lo sguardo verso il basso, mani sul petto, gamba inclinata e panneggio raccolto sul lato opposto, l\u2019Immacolata dipinta dal noto pittore palermitano Vito D\u2019Anna che si rec\u00f2 pure a Roma nella scuola di Corrado Giaquinto<sup><a href=\"#footnote_26_3843\" id=\"identifier_26_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"C. Siracusano, La Pittura del Settecento in Sicilia, saggio introduttivo di A. Marabottini, Roma 1986, p. 270.\">27<\/a><\/sup>. Si tratta della tela ora nella chiesa di San Francesco di Ciminna (Pa) commissionatagli nel 1766 dal Senato di Palermo quale modello per l\u2019esecuzione a Roma di un quadro mosaicato destinato alla Basilica di San Francesco del capoluogo siciliano ed il cui perduto bozzetto venne approvato dall\u2019Accademia di San Luca<sup><a href=\"#footnote_27_3843\" id=\"identifier_27_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per la cappella e la tela citata si veda P. F. Rotolo, La Cappella dell&rsquo;Immacolata nella Basilica di San Francesco d&rsquo;Assisi a Palermo, Palermo 1998, p. 108 e passim; G. Cusmano, Storia dell&rsquo;Immacolata Signora di Ciminna, Ciminna 1993, passim; A. Anzelmo, Del culto dell&rsquo;Immacolata Concezione di M. V. a Ciminna, in La Sicilia&hellip;, 2006, pp. 23-40; M. Guttila, La falce, le stelle e il serpente. Rappresentazioni pittoriche dell&rsquo;Immacolata Concezione tra Seicento e Settecento, in La Sicilia&hellip;, 2006, pp. 242-245; M. Vitella, Alcune immagini dell&rsquo;Immacolata&hellip;., in&nbsp; Bella come la luna&hellip;, 2004, pp.&nbsp; 56-58; A. Anzelmo, Ciminna, percorsi di arte, in Ciminna &ldquo;Palermu lu nicu&rdquo;. Identit&agrave; culturali di un paese della provincia palermitana, a cura di M. Rotolo e A. Anzelmo, Palermo 2014, pp. 125-127 con precedente bibliografia.\">28<\/a><\/sup>. Questo prototipo iconografico dell\u2019Immacolata, ripetuto dal D\u2019Anna in altre opere<sup><a href=\"#footnote_28_3843\" id=\"identifier_28_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. Guttila, La falce, le stelle e il serpente. Rappresentazioni pittoriche dell&rsquo;Immacolata Concezione tra Seicento e Settecento, in La Sicilia&hellip;, 2004, pp. 243-244.\">29<\/a><\/sup>, \u00e8 stato diffuso da quest\u2019ultimo pittore e dal Marabitti su influsso di modelli accademici romani considerato che entrambi gli artisti lavorarono nella Citt\u00e0 Eterna<sup><a href=\"#footnote_29_3843\" id=\"identifier_29_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Con lo scultore, infatti, nota Diana Malignaggi, &ldquo;gli stilemi compositivi della scultura romana della prima met&agrave; del secolo sono stati conosciuti e divulgati&rdquo; cfr. D. Malignaggi, La scultura della seconda met&agrave; del Seicento e del Settecento, in Storia della Sicilia, vol. X, Napoli-Palermo 1981, p.&nbsp; 101. Si veda pure A. Cuccia, Lo scultore Antonino Barcellona&hellip;, in Ciminna &hellip;, 2009, p. 36.\">30<\/a><\/sup>. Tale impostazione della Vergine, che risente non a caso anche della pittura di Carlo Maratta (1625-1713), di cui un\u2019opera di custodisce presso l\u2019Oratorio del SS. Rosario in S. Cita a Palermo, e di quella di Sebastiano Conca (1680 (?)-1764)<sup><a href=\"#footnote_30_3843\" id=\"identifier_30_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L. Bartolotti, G. Scavizzi, ad voces, in Dizionario Biografico degli Italiani, voll. 69, 27, 2007, 1982 (http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/carlo-maratti_(Dizionario-Biografico); http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/sebastiano-conca_%28Dizionario-Biografico%29\/) e P. Palazzotto, Gli oratori di Palermo, Palermo 1999, 243-248.\">31<\/a><\/sup>, e della scultura romana del primo Settecento (C. Rusconi), fu utilizzata sia da Antonino Barcellona e Filippo Quattrocchi<sup><a href=\"#footnote_31_3843\" id=\"identifier_31_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. Cuccia, Lo scultore Antonino Barcellona &hellip;, in Ciminna e l&rsquo;Immacolata&hellip;, 2009, p. 36 e M. Guttilla, scheda n. I,16, in Mirabile artificio 2. Lungo le vie del legno, del marmo e dello stucco. Scultori e modellatori in Sicilia dal XV al XIX secolo, a cura di M. Guttilla, Palermo 2010, pp. 106-107.\">32<\/a><\/sup> sia da altri scultori come quelli trapanesi che lavoravano l\u2019alabastro, l\u2019avorio e l\u2019ambra<sup><a href=\"#footnote_32_3843\" id=\"identifier_32_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Si veda M.C. Di Natale, Iconografia mariana, Materiali preziosi dalla terra e dal mare nell&rsquo;arte trapanese e della Sicilia occidentale tra il XVIII e il XIX secolo, catalogo della mostra (Trapani, Museo Regionale &ldquo;A. Pepoli&rdquo;, 15 febbraio &ndash; 30 settembre 2003) a cura di M. C. Di Natale, Palermo 2003, pp. 125-126.\">33<\/a><\/sup>. Tra le diverse opere di questi ultimi artisti, ricordiamo la piccola Immacolata in avorio e legno di collezione privata palermitana riferita alla bottega dei Tipa e datata al XVIII secolo<sup><a href=\"#footnote_33_3843\" id=\"identifier_33_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Si veda R. Vadal&agrave;, Catalogo delle opere, in Bella come la luna&hellip;, 2004, pp. 172-173.\">34<\/a><\/sup>. Al Quattrocchi viene, infatti, riferito il modello ligneo della statua della Vergine senza peccato commissionata all\u2019argentiere Vincenzo Natoli nel 1766 ed in vero eseguita nel 1767 da Vincenzo Damiani della Cattedrale di Palermo, ma proveniente dalla distrutta chiesa dei Padri Mercedari Scalzi<sup><a href=\"#footnote_34_3843\" id=\"identifier_34_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. Cuccia, Lo scultore Antonino Barcellona e&hellip;, in Ciminna e l&rsquo;Immacolata&hellip;, 2009, p. 36. Per la statua si veda M. C. Di Natale, L&rsquo;Immacolata&hellip; in Bella come&hellip;, 2004, pp. 77-78 con precedente bibliografia. Per la commissione dell&rsquo;opera G. Mendola, Orafi e argentieri a Palermo tra il 1740 e il 1790, in Argenti e cultura rococ&ograve; nella Sicilia Centro-Occidentale 1735-1789, catalogo della mostra (Lubecca, St. Annen-Museum, 21 ottobre 2007-6 gennaio 20080) a cura di S. Grasso e M. C. Gulisano, con la collaborazione di S. Rizzo, Palermo 2008, pp. 579-580.\">35<\/a><\/sup>. Il palermitano Antonino Barcellona utilizz\u00f2 questo schema nell\u2019Immacolata Concezione del 1776-1777 della Chiesa Madre di Bisacquino (Pa) e ancora in quelle eseguite per altri centri della provincia siciliana come Corleone, Caprileone, Caltabellotta, Ciminna e Polizzi Generosa<sup><a href=\"#footnote_35_3843\" id=\"identifier_35_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per le opere citate si veda R. F. Margiotta, Tesori d&rsquo;Arte a Bisacquino, &ldquo;Quaderni di Museologia e Storia del Collezionismo&rdquo;, n. 6, Collana di studi diretta da M. C. Di Natale, premessa di M. C. Di Natale, Caltanissetta-Roma 2008, p. 50; M. Guttilla, scheda n. I,16, in Mirabile artificio 2. &hellip;, 2010, pp. 106-107; A. Cuccia, Lo scultore Antonino Barcellona e&hellip;, in Ciminna e l&rsquo;Immacolata&hellip;, 2009, p. 40-42; A. Anzelmo, Ciminna, percorsi di arte, in Ciminna &hellip;, 2014, p. 140; V. Abbate, Polizzi. I grandi momenti dell&rsquo;arte, Caltanissetta 1997, p. 145;S. Anselmo, Pietro Bencivinni e la scultura lignea nelle Madonie &hellip;, 2009, pp. 128-129 con precedente bibliografia.\">36<\/a><\/sup>. L\u2019Immacolata Concezione del 1799 della Chiesa Madre di Termini Imerese ricondotta a Filippo Quattrocchi<sup><a href=\"#footnote_36_3843\" id=\"identifier_36_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Farinella, Filippo Quattrocchi&hellip;, 2004, p. 65 e nota n. 98 a p. 89 e A. Cuccia, Non &egrave; di Francesco&hellip;, in &ldquo;Espero. Rivista del &hellip;&rdquo;, 2010, p. 10 con precedente bibliografia.\">37<\/a><\/sup>, presenta la stessa impostazione che ha origine nella citata Vergine senza peccato d\u2019argento della Cattedrale di Palermo<sup><a href=\"#footnote_37_3843\" id=\"identifier_37_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. Cuccia, scheda III. 33, Le confraternite dell&rsquo;Arcidiocesi di Palermo. Committenza, arte e devozione, a cura di M.C. Di Natale, Palermo 1993, pp. 212-213.\">38<\/a><\/sup>. Alla <em>Tota pulchra<\/em> di Termini di Imerese, il cui culto nella cittadina demaniale \u00e8 abbastanza noto<sup><a href=\"#footnote_38_3843\" id=\"identifier_38_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"F. Giunta, Il culto dell&rsquo;Immacolata a Termini Imerese attraverso la storia delle Confraternite mariane, Termini Imerese 2003.\">39<\/a><\/sup>, \u00e8 stata accostata la statua di analogo soggetto attribuita prima a Filippo Quattrocchi e poi al figlio Francesco e custodita nella chiesa della Madonna di Daina di Marineo, centro della provincia di Palermo<sup><a href=\"#footnote_39_3843\" id=\"identifier_39_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Le attribuzioni sono rispettivamente di A. Cuccia, scheda n. III,50, in Le confraternite&hellip;, 1993, p. 221 e F. Dell&rsquo;Utri, La statua dell&rsquo;Immacolata di Marineo nella scultura lignea del secolo XVIII (fra i Bagnasco e i Quattrocchi), Caltanissetta 1990 con precedente bibliografia.\">40<\/a><\/sup>. Affine al simulacro termitano e a quelli citati \u00e8, infatti, la Vergine senza peccato della chiesa di San Girolamo di Ficarazzi, restaurata nel 2013 e compatrona del centro dal 2008 per volere del cardinale Salvatore Di Giorgi<sup><a href=\"#footnote_40_3843\" id=\"identifier_40_3843\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L&rsquo;opera &egrave; stata restaurata da Gaetano Correnti, si veda http:\/\/www.sangirolamodottore.arcidiocesi.palermo.it\/la-chiesa\/limmacolata\/. Colgo l&rsquo;occasione per ringraziare il prof. G. Correnti per avermi fornito la fotografia dell&rsquo;Immacolata della chiesa di S. Girolamo, il sig. Andrea Di Bartolo per le immagini relative alle altre opere di Ficarazzi e i prof. A. Cuccia, M. Vitella e l&rsquo;arch. S. Farinella per gli utili confronti.\">41<\/a><\/sup>.<\/p>\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_3843\" class=\"footnote\">A riguardo si veda F. S. Oliveri, <em>Ficarazzi e il suo territorio: origini e sviluppo<\/em>, presentazione di G. Clemente, prefazione G. Naselli Flores, Palermo 1990, pp. 137-138\u00a0 e <em> passim <\/em>e <em>Ficarazzi e il suo territorio: origini e sviluppo<\/em>, a cura di L. Bellanca, S. Bartolino, M. Lo Iacono, presentazione di G. Clemente, prefazione G. Naselli Flores, Palermo 1990, <em>passim<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_3843\" class=\"footnote\">F. S. Oliveri, <em>Ficarazzi e il suo territorio<\/em>\u2026, 1990, p. 138. <span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_2_3843\" class=\"footnote\">S. Farinella, <em>Filippo Quattrocchi. Gangitanus Sculptor. Il \u201csenso barocco\u201d del movimento<\/em>, catalogo della mostra (Gangi, 24 aprile-11 luglio 2004), Palermo 2004.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_2_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_3_3843\" class=\"footnote\">S. Farinella, <em>Filippo Quattrocchi<\/em>\u2026, 2004, pp. 168-169 e S. Anselmo, <em>La scultura<\/em>, in <em>Caltavuturo. Atlante dei beni culturali<\/em>, a cura di L. Romana, Palermo 2009, pp. 240-241.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_3_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_4_3843\" class=\"footnote\">S. Farinella, <em>Filippo Quattrocchi<\/em>\u2026, 2004, pp. 168-171 e S. Anselmo, <em>Pietro Bencivinni <\/em><em>e la scultura lignea<\/em>\u2026, 2009, <em>Pietro Bencivinni <\/em><em>e la scultura lignea nelle Madonie<\/em>, \u201cQuaderni dell&#8217;Osservatorio per le Arti Decorative Maria Acc\u00e0scina\u201d, collana diretta da M.C. Di Natale, n. 1, premessa M.C. Di Natale, introduzione R. Casciaro, Bagheria 2009, pp. 144-145 con precedente bibliografia.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_4_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_5_3843\" class=\"footnote\">Sulle vesti liturgiche di rito orientale cfr. \u00a0M. Vitella, <em>I paramenti sacri<\/em>, in <em>Tracce d\u2019Oriente. La tradizione liturgica greco-albanese e quella latina in Sicilia, <\/em>catalogo della mostra (Palermo, Palazzo Bonocore, 26 ottobre \u2013 25 novembre 2007) cura di M. C. Di Natale, Palermo 2007, pp. 101-109.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_5_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_6_3843\" class=\"footnote\">S. Farinella, <em>Filippo Quattrocchi<\/em>\u2026, 2004, pp. 69, 180-181.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_6_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_7_3843\" class=\"footnote\">S. Farinella, <em>Filippo Quattrocchi<\/em>\u2026, 2004, pp. 72-73, 196-201.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_7_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_8_3843\" class=\"footnote\">S. Farinella, <em>Filippo Quattrocchi<\/em>\u2026, 2004, pp. 200-201.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_8_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_9_3843\" class=\"footnote\">S. Farinella, <em>Filippo Quattrocchi<\/em>\u2026, 2004, pp. 198-199.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_9_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_10_3843\" class=\"footnote\">S. Farinella, <em>Filippo Quattrocchi<\/em>\u2026,\u00a0 2004, pp. 47-51, 98-99 con precedente bibliografia.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_10_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_11_3843\" class=\"footnote\">Per l\u2019opera di Termini Imerese cfr. M. Guttilla, <em>Dai Gagini ai Bagnasco. Appunti per una storia degli studi sulla scultura lignea in Sicilia, <\/em>in<em> Mirabile artificio 2. Lungo le vie del legno, del marmo e dello stucco. Scultori e modellatori in Sicilia dal XV al XIX secolo,<\/em> a cura di M. Guttilla, Palermo 2010, p. 57. L\u2019ipotesi che il Quattrocchi abbia frequentato la bottega del Marabitti era gi\u00e0 stata avanzata da Cuccia, cfr. A. Cuccia, <em>Filippo Quattrocchi<\/em> <em>scultore in legno<\/em>, in \u201cKal\u00f3s. Arte in Sicilia\u201d, a, XVI, n. 4, ottobre-dicembre 2004, pp. 31-32.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_11_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_12_3843\" class=\"footnote\">S. Farinella, <em>Filippo Quattrocchi\u2026<\/em>, 2004, p. 65 e nota n. 98 a p. 89; A. Cuccia, <em>Non \u00e8 di Francesco ma di Filippo Quattrocchi lo scultore dell\u2019Immacolata<\/em>, in \u201cEspero. Rivista del comprensorio Termini-Cefal\u00f9-Madonie\u201d, a. IV, n. 34, maggio 2010, p. 10;\u00a0 A. Cuccia, <em>Lo scultore Antonino Barcellona e l\u2019immagine condivisa dell\u2019Immacolata<\/em>, in <em>Ciminna e l\u2019Immacolata<\/em>, a cura di A. Anzelmo, contributi di A. Anzelmo, A. Cuccia, G. Correnti, presentazione di F. La Paglia, Palermo 2009, pp. 36-37.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_12_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_13_3843\" class=\"footnote\">Si veda S. Farinella, <em>Filippo Quattrocchi<\/em> \u2026, 2004, pp. 62, 106-125, A. Cuccia, <em>Filippo Quattrocchi<\/em> <em>scultore in legno<\/em>, in \u201cKal\u00f3s. Arte in Sicilia\u201d\u2026, 2004, <em>passim<\/em> e S. Anselmo, <em>Pietro Bencivinni <\/em><em>e la scultura lignea<\/em>\u2026, 2009, pp. 146, 147-148.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_13_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_14_3843\" class=\"footnote\">L\u2019opera \u00e8 brevemente citata da F. S. Oliveri, <em>Ficarazzi e il suo territorio<\/em> \u2026, 1990, p. 105.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_14_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_15_3843\" class=\"footnote\">L\u2019opera \u00e8 brevemente citata da F. S. Oliveri, <em>Ficarazzi e il suo territori\u2026,<\/em>1990, pp. 106-107.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_15_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_16_3843\" class=\"footnote\">Si veda a riguardo <em>Bella come la luna, pura come il sole. L\u2019Immacolata nell\u2019arte in Sicilia<\/em>, catalogo della mostra a cura di M. C. Di Natale e M. Vitella, Palermo 2004 e <em>La Sicilia e l\u2019Immacolata. Non solo 150 anni<\/em>, atti del convegno di studio (Palermo 1-4 dicembre 2004), a cura di D. Ciccarelli e M. Dora Valenza, Palermo 2006. Per una panoramica pi\u00f9 ampia si consulti <em>Una Donna vestita di sole, l\u2019Immacolata Concezione nelle opere dei grandi maestri<\/em>, catalogo della mostra (Citt\u00e0 del Vaticano, 2 febbraio-13 maggio 2005) a cura di G. Morello, V. Francia, F. Fusco, Roma\u00a0 2005.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_16_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_17_3843\" class=\"footnote\">L. R\u00e8au, <em>Iconographie de l\u2019art chretienne<\/em>, Paris 1954, V. II, pp. 79-82.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_17_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_18_3843\" class=\"footnote\">V. Abbate, \u201cAd aliquid sactum significandum\u201d. <em>Immagine della<\/em> Purissima Reina <em>tra Cinque e Seicento<\/em> e M. Vitella, <em>Alcune immagini dell\u2019Immacolata Concezione nella Sicilia occidentale<\/em>, in <em>Bella come la luna<\/em>\u2026, 2004, pp. 30-60 e M. Guttilla, <em>La falce, le stelle e il serpente. Rappresentazioni pittoriche dell\u2019Immacolata Concezione tra Seicento e Settecento<\/em>, in <em>La Sicilia<\/em>\u2026, 2004, pp. 231-246 con precedente e specifica bibliografia.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_18_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_19_3843\" class=\"footnote\">P. Filippo Rotolo<em>, L\u2019Immacolata Concezione di Maria Madre di Ges\u00f9<\/em>, in <em>Bella come<\/em>\u2026, 2004, pp. 17-29.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_19_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_20_3843\" class=\"footnote\">A. Mongitore, <em>Palermo divoto di Maria Vergine e Maria Vergine protettrice di Palermo<\/em>, Palermo 1719 e O. Caietani, <em>Raguagli delli ritratti della santissima Vergine nostra Signora pi\u00f9 celebri, che si riveriscono in varie chiese nell\u2019Isola di Sicilia. Aggiuntavi una breve relatione dell\u2019origine e miracoli di quelli<\/em>, Palermo 1664, rist. anast. 1991. A riguardo si veda pure M. C. Di Natale, <em>Cammini Mariani per i tesori siciliani<\/em>, parte\u00a0 I e II, \u00a0in \u201cOADI. Rivista dell\u2019Osservatorio per le Arti Decorative in Italia\u201d, a. I, nn. 1-2, giugno-dicembre 2010; M. C. Di Natale, <em>Ave Maria, La Madonna in Sicilia. Immagini e devozione<\/em>, introduzione di M. Luzi, Palermo 2003; M. C. Di Natale, <em>Imago Virginis, La Madonna in Sicilia. Immagini e devozione<\/em>, introduzione di C. Peri, Palermo 2003.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_20_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_21_3843\" class=\"footnote\">M. C. Di Natale, <em>L\u2019Immacolata nelle arti decorative in Sicilia<\/em>, in <em>Bella come la luna<\/em>\u2026, 2004, p. 62 con precedente bibliografia.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_21_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_22_3843\" class=\"footnote\">F. Pipitone <em>ad vocem<\/em> Marabitti Francesco Ignazio, in L. Sarullo, <em>Dizionario degli artisti siciliani<\/em>, vol. III, a cura di B. Patera, Palermo 1994, pp. 205-207. Per l\u2019artista si vede pure D. Malignaggi, <em>Ignazio Marabitti<\/em>, in \u201cStoria dell\u2019arte\u201d, n. 17, 1974, pp. 5-61.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_22_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_23_3843\" class=\"footnote\"><em>Ibidem<\/em>. Per i bozzetti cfr. A. Cuccia, scheda n. I, 33, in <em>Gloria Patri. L\u2019Arte come linguaggio del Sacro<\/em>, catalogo della mostra (Monreale, Palazzo Arcivescovile, Corleone, complesso di S. Ludovico, 23 dicembre 2000 &#8211; 6 maggio 2001) a cura di G. Mendola, Palermo 2001, pp. 103-105 con precedente bibliografia.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_23_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_24_3843\" class=\"footnote\">F. Pipitone <em>ad vocem<\/em> Marabitti Francesco Ignazio, in L. Sarullo, <em>Dizionario degli artisti<\/em>\u2026, 1994, pp. 205-207 e M. Vitella, <em>Su alcune immagini dell\u2019Immacolata Concezione nel trapanese<\/em>, in <em>Bella come la luna<\/em>\u2026, 2004, pp. 139-140.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_24_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_25_3843\" class=\"footnote\">M. Vitella, <em>Alcune immagini<\/em>\u2026, in <em>Bella come<\/em>\u2026, 2004, p. 51 con precedente bibliografia.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_25_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_26_3843\" class=\"footnote\">C. Siracusano, <em>La Pittura del Settecento in Sicilia<\/em>, saggio introduttivo di A. Marabottini, Roma 1986, p. 270.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_26_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_27_3843\" class=\"footnote\">Per la cappella e la tela citata si veda P. F. Rotolo, <em>La Cappella dell\u2019Immacolata nella Basilica di San Francesco d\u2019Assisi a Palermo<\/em>, Palermo 1998, p. 108 e <em>passim<\/em>; G. Cusmano, <em>Storia dell\u2019Immacolata Signora di Ciminna<\/em>, Ciminna 1993, <em>passim<\/em>; A. Anzelmo, <em>Del culto dell\u2019Immacolata Concezione di M. V. a Ciminna<\/em>, in <em>La Sicilia<\/em>\u2026, 2006, pp. 23-40; M. Guttila, <em>La falce, le stelle e il serpente. Rappresentazioni pittoriche dell\u2019Immacolata Concezione tra Seicento e Settecento<\/em>, in <em>La Sicilia<\/em>\u2026, 2006, pp. 242-245; M. Vitella, <em>Alcune immagini dell\u2019Immacolata<\/em>\u2026., in\u00a0 <em>Bella come la luna<\/em>\u2026, 2004, pp.\u00a0 56-58; A. Anzelmo, <em>Ciminna, percorsi di arte<\/em>, in <em>Ciminna<\/em> \u201cPalermu lu nicu\u201d. <em>Identit\u00e0 culturali di un paese della provincia palermitana<\/em>, a cura di M. Rotolo e A. Anzelmo, Palermo 2014, pp. 125-127 con precedente bibliografia.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_27_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_28_3843\" class=\"footnote\">M. Guttila, <em>La falce, le stelle e il serpente. Rappresentazioni pittoriche dell\u2019Immacolata Concezione tra Seicento e Settecento<\/em>, in <em>La Sicilia<\/em>\u2026, 2004, pp. 243-244.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_28_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_29_3843\" class=\"footnote\">Con lo scultore, infatti, nota Diana Malignaggi, \u201cgli stilemi compositivi della scultura romana della prima met\u00e0 del secolo sono stati conosciuti e divulgati\u201d cfr. D. Malignaggi, <em>La scultura della seconda met\u00e0 del Seicento e del Settecento<\/em>, in <em>Storia della Sicilia<\/em>, vol. X, Napoli-Palermo 1981, p.\u00a0 101. Si veda pure A. Cuccia, <em>Lo scultore Antonino Barcellona<\/em>\u2026, in <em>Ciminna<\/em> \u2026, 2009, p. 36.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_29_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_30_3843\" class=\"footnote\">L. Bartolotti, G. Scavizzi, <em>ad voces<\/em>, in <em>Dizionario Biografico degli Italiani<\/em>, voll. 69, 27, 2007, 1982 (http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/carlo-maratti_(Dizionario-Biografico); <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/sebastiano-conca_%28Dizionario-Biografico%29\/\">http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/sebastiano-conca_%28Dizionario-Biografico%29\/<\/a>) e P. Palazzotto, <em>Gli oratori di Palermo<\/em>, Palermo 1999, 243-248.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_30_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_31_3843\" class=\"footnote\">A. Cuccia, <em>Lo scultore Antonino Barcellona<\/em> \u2026, in <em>Ciminna e l\u2019Immacolata<\/em>\u2026, 2009, p. 36 e M. Guttilla, scheda n. I,16, in <em>Mirabile artificio 2. Lungo le vie del legno, del marmo e dello stucco. Scultori e modellatori in Sicilia dal XV al XIX secolo,<\/em> a cura di M. Guttilla, Palermo 2010, pp. 106-107.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_31_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_32_3843\" class=\"footnote\">Si veda M.C. Di Natale, <em>Iconografia mariana<\/em>, <em>Materiali preziosi dalla terra e dal mare nell\u2019arte trapanese e della Sicilia occidentale tra il XVIII e il XIX secolo<\/em>, catalogo della mostra (Trapani, Museo Regionale \u201cA. Pepoli\u201d, 15 febbraio \u2013 30 settembre 2003) a cura di M. C. Di Natale, Palermo 2003, pp. 125-126.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_32_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_33_3843\" class=\"footnote\">Si veda R. Vadal\u00e0, <em>Catalogo delle opere<\/em>, in <em>Bella come la luna<\/em>\u2026, 2004, pp. 172-173.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_33_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_34_3843\" class=\"footnote\">A. Cuccia, <em>Lo scultore Antonino Barcellona e<\/em>\u2026, in <em>Ciminna e l\u2019Immacolata<\/em>\u2026, 2009, p. 36. Per la statua si veda M. C. Di Natale<em>, L\u2019Immacolata<\/em>\u2026 in <em>Bella come<\/em>\u2026, 2004, pp. 77-78 con precedente bibliografia. Per la commissione dell\u2019opera G. Mendola, <em>Orafi e argentieri a Palermo tra il 1740 e il 1790<\/em>, in <em>Argenti e cultura rococ\u00f2 nella Sicilia Centro-Occidentale 1735-1789<\/em>, catalogo della mostra (Lubecca, St. Annen-Museum, 21 ottobre 2007-6 gennaio 20080) a cura di S. Grasso e M. C. Gulisano, con la collaborazione di S. Rizzo, Palermo 2008, pp. 579-580.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_34_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_35_3843\" class=\"footnote\">Per le opere citate si veda R. F. Margiotta, <em>Tesori d\u2019Arte a Bisacquino<\/em>, \u201cQuaderni di Museologia e Storia del Collezionismo\u201d, n. 6, Collana di studi diretta da M. C. Di Natale, premessa di M. C. Di Natale, Caltanissetta-Roma 2008, p. 50; M. Guttilla, scheda n. I,16, in <em>Mirabile artificio 2. <\/em>\u2026, 2010, pp. 106-107; A. Cuccia, <em>Lo scultore Antonino Barcellona e<\/em>\u2026, in <em>Ciminna e l\u2019Immacolata<\/em>\u2026, 2009, p. 40-42; A. Anzelmo, <em>Ciminna, percorsi di arte<\/em>, in <em>Ciminna<\/em> \u2026, 2014, p. 140; V. Abbate, <em>Polizzi. I grandi momenti dell\u2019arte<\/em>, Caltanissetta 1997, p. 145;S. Anselmo, <em>Pietro Bencivinni <\/em><em>e la scultura lignea nelle Madonie<\/em> \u2026, 2009, pp. 128-129 con precedente bibliografia.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_35_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_36_3843\" class=\"footnote\">S. Farinella, <em>Filippo Quattrocchi&#8230;<\/em>, 2004, p. 65 e nota n. 98 a p. 89 e A. Cuccia, <em>Non \u00e8 di Francesco\u2026<\/em>, in \u201cEspero. Rivista del \u2026\u201d, 2010, p. 10 con precedente bibliografia.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_36_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_37_3843\" class=\"footnote\">A. Cuccia, scheda III. 33, <em>Le confraternite dell\u2019Arcidiocesi di Palermo. Committenza, arte e devozione<\/em>, a cura di M.C. Di Natale, Palermo 1993, pp. 212-213.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_37_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_38_3843\" class=\"footnote\">F. Giunta, <em>Il culto dell\u2019Immacolata a Termini Imerese attraverso la storia delle Confraternite mariane<\/em>, Termini Imerese 2003.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_38_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_39_3843\" class=\"footnote\">Le attribuzioni sono rispettivamente di A. Cuccia, scheda n. III,50, in <em>Le confraternite<\/em>\u2026, 1993, p. 221 e F. Dell\u2019Utri, <em>La statua dell\u2019Immacolata di Marineo nella scultura lignea del secolo XVIII (fra i Bagnasco e i Quattrocchi)<\/em>, Caltanissetta 1990 con precedente bibliografia.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_39_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_40_3843\" class=\"footnote\">L\u2019opera \u00e8 stata restaurata da Gaetano Correnti, si veda <a href=\"http:\/\/www.sangirolamodottore.arcidiocesi.palermo.it\/la-chiesa\/limmacolata\/\">http:\/\/www.sangirolamodottore.arcidiocesi.palermo.it\/la-chiesa\/limmacolata\/<\/a><span style=\"text-decoration: underline;\">.<\/span> Colgo l\u2019occasione per ringraziare il prof. G. Correnti per avermi fornito la fotografia dell\u2019Immacolata della chiesa di S. Girolamo, il sig. Andrea Di Bartolo per le immagini relative alle altre opere di Ficarazzi e i prof. A. Cuccia, M. Vitella e l\u2019arch. S. Farinella per gli utili confronti.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_40_3843\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>salvatore.anselmo@tiscali.it Statue lignee del Settecento nelle chiese di Ficarazzi: aggiunte alla produzione di Filippo Quattrocchi e della sua bottega DOI: 10.7431\/RIV21092020 Ficarazzi, ridente cittadina che <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=3843\" title=\"Salvatore Anselmo\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":4083,"menu_order":11,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3843"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3843"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3843\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3896,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3843\/revisions\/3896"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4083"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3843"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}