{"id":3341,"date":"2018-12-29T21:41:56","date_gmt":"2018-12-29T21:41:56","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=3341"},"modified":"2018-12-31T13:13:49","modified_gmt":"2018-12-31T13:13:49","slug":"anita-paolicchi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=3341","title":{"rendered":"Anita Paolicchi"},"content":{"rendered":"<h3><strong><em>Preziose dediche. Arte cerimoniale ebraica a Livorno<\/em><\/strong><\/h3>\n<p><strong>a cura di Dora Liscia Bemporad, Comunit\u00e0 Ebraica di Livorno, Media Print, Livorno 2018<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ambito degli eventi organizzati a Livorno per l\u2019edizione 2018\/5779 della Giornata Europea della Cultura Ebraica, il 14 ottobre, \u00e8 stato presentato il volume <em>Preziose dediche. Arte cerimoniale ebraica a Livorno <\/em>curato da Dora Liscia Bemporad e pubblicato per i tipi Media Print dalla Comunit\u00e0 Ebraica Livornese, del cui patrimonio storico-artistico gli oggetti catalogati in questo volume costituiscono una selezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il testo si apre con un ricco contributo di Dora Liscia Bemporad intitolato \u201cIl Tempio di Livorno e i suoi arredi cerimoniali. L\u2019eredit\u00e0 di un grande passato\u201d, nel quale viene ricapitolata la storia della comunit\u00e0 ebraica livornese, al fine di contestualizzare l\u2019origine del patrimonio \u2013 estremamente eterogeneo \u2013 presentato nelle pagine successive. Il catalogo che costituisce la parte centrale del volume, con voci curate dalla stessa Dora Liscia Bemporad assieme a Elisa Andreiani, Laura Ciampini e Daniela Degl\u2019Innocenti, \u00e8 articolato in tre sezioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella prima, <em>Sefer Tor\u00e0. Ornamenti<\/em>, sono presentati tutti gli elementi destinati a ornare il Rotolo della Legge una volta chiuso e rivestito con i paramenti tessili (<em>me\u00ecl<\/em>): dodici coppie di<em> ez ha\u00ecm <\/em>(bastoni attorno a cui si avvolge il rotolo), venti <em>atar\u00e0<\/em> (corone che si pongono sulla sommit\u00e0 del rotolo chiuso e vestito), diciassette coppie di <em>rimon\u00ecm<\/em> (pinnacoli ornamentali da inserire nei puntali degli <em>ez ha\u00ecm<\/em>) di varie forme e molteplici provenienze (molti da centri orafi della penisola italiana, ma anche olandesi e nord-africani), e infine un cospicuo numero di <em>tassim<\/em> (medaglioni da porre sopra al <em>me\u00ecl<\/em>). A questi arredi destinati ad ornare il rotolo chiuso e vestito si accompagnano alcune <em>yad<\/em> (piccola asta usata per agevolare la lettura della Tor\u00e0 senza che venga toccata con le mani, in segno di rispetto) in argento, avorio, un materiale importato dalla Tunisia dagli ebrei livornesi e commerciato in tutta Europa, e corallo, la cui lavorazione era un\u2019attivit\u00e0 di cui alcune famiglie di ebrei livornesi nel XVII secolo detenevano il monopolio, come illustrato nel saggio introduttivo al volume (sp. pp. 21-22).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella seconda, <em>Oggetti di uso non cerimoniale<\/em>, sono schedati calici, candelieri, chiavi e lampade. Questi oggetti si distinguono da quelli presentati nella parte precedente in quanto non legati al rito sinagogale, tanto pi\u00f9 che alcuni di essi facevano parte del patrimonio di argenti posseduto dalle famiglie livornesi e non hanno quindi alcuna caratteristica ebraica se non talvolta le scritte dedicatorie. Si tratta prevalentemente di argenterie ottocentesche di produzione locale, tra le quali una <em>channukki\u00e0<\/em> (lampada a nove lumi accesa per gli otto giorni in cui si svolge l\u2019omonima festa) si distingue sia per la realizzazione in ottone sia per la datazione all\u2019inizio del Settecento. Della fine dello stesso secolo \u00e8 invece un calice in argento, dorato all\u2019interno, probabilmente riadattato a uso sinagogale da un\u2019originale destinazione ecclesiastica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella terza, <em>Doni<\/em>, appaiono alcune tipologie di oggetti gi\u00e0 incontrati nelle sezioni precedenti, ma anche alcuni oggetti legati alla quotidianit\u00e0 delle famiglie ebree, come portafortuna da appendere al collo o sulle culle dei bambini (<em>shaddai<\/em>) o una <em>mezuz\u00e0<\/em>, un astuccio contenente una piccola pergamena con passi biblici affisso sugli stipiti delle porte di ogni casa e luogo ebraico per indicare la protezione del Signore su coloro che vi dimorano. Questo oggetto, pur non avendo un particolare valore artistico, \u00e8 interessante per la scritta \u201cMade in Palestine-Jerusalem\u201d che ne dichiara una realizzazione anteriore alla proclamazione dello Stato di Israele nel 1948.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La trascrizione e la traduzione delle iscrizioni che accompagnano questi oggetti, accompagnate dalla lettura attenta di alcuni marchi di orafi presenti su alcuni di essi, rivelano un universo di micro-storie individuali che, a seguito di un\u2019accurata ricerca d\u2019archivio, permettono di cogliere uno spaccato della quotidianit\u00e0 della realt\u00e0 ebraica livornese. Cos\u00ec, a fianco di personalit\u00e0 di spicco della Comunit\u00e0, ricordate per i loro ricchi doni, acquista la propria dignit\u00e0 storica anche la memoria \u201cdel vecchio Aaron Coen Salomon\u201d, negoziante algerino che, alla met\u00e0 dell\u2019Ottocento, abitava al secondo piano di una casa in piazza Leopolda con la moglie e i due figli, i quali donarono alla sinagoga una corona in sua memoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su questa base anche l\u2019analisi stilistica rivela la propria utilit\u00e0, permettendo di indagare a fondo quali fossero i modelli di riferimento per gli orafi locali e quale il gusto dei committenti, al contempo consentendo di constatare quanto disparate potessero essere le provenienze degli oggetti arrivati a Livorno tramite commerci o al seguito del trasferimento di famiglie ebree. Di particolare importanza e di estrema rarit\u00e0 sono alcuni oggetti di provenienza nordafricana, poich\u00e9, come osservato da Dora Liscia Bemporad, in Tunisia era uso fondere gli arredi vecchi per sostituirli con altri nuovi e quindi questi sono testimonianza di eccezionale antichit\u00e0. Il carattere moresco della struttura e dello stile di questi arredi, distintivo degli arredi livornesi, si estese fino ad essere considerato un elemento proprio del popolo ebraico e fu presto adottato anche da alcuni argentieri toscani di particolare importanza, che li riproposero anche in alcune argenterie destinate a fondazioni cattoliche<sup><sup><a href=\"#footnote_0_3341\" id=\"identifier_0_3341\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ad esempio in alcune carteglorie eseguite per la Cattedrale di Livorno  dalla bottega di Roberto Onorato Pini si ritrova un tema floreale (rose,  in particolare) tipico degli arredi tunisini (p. 20).\">1<\/a><\/sup><\/sup>. La comunit\u00e0 livornese era infatti la pi\u00f9 numerosa e influente in Italia: Roma era oppressa dal governo papalino, mentre Venezia aveva ormai perso la sua egemonia, essendo \u00abincapace di proporre soluzioni che fossero alla pari con la tradizione che nei secoli precedenti le aveva consentito di diffondere in tutta Italia gli arredi eseguiti nelle sue botteghe\u00bb. In questo contesto, \u00abLivorno si afferm\u00f2 con uno stile che da un lato era orientato verso la tradizione locale, dall\u2019altra verso il mondo mediterraneo\u00bb (pp. 20-21).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ben spiegato nel gi\u00e0 citato saggio di Dora Liscia Bemporad, le condizioni che determinarono la fioritura della Comunit\u00e0 livornese, una delle pi\u00f9 importanti del Mediterraneo, vanno cercate a partire dalla cosiddetta \u201cCostituzione Livornina\u201d voluta dal granduca Ferdinando I, i cui decreti fecero della citt\u00e0 un luogo di rifugio privilegiato per gli ebrei in fuga dalle persecuzioni in atto nelle rispettive patrie. Questo episodio ebbe ricadute consistenti non solo sul tessuto sociale livornese, ma anche sul suo panorama economico, portando a un periodo di grande crescita grazie ai traffici mercantili con innumerevoli centri europei. Ad esempio, particolarmente stretti erano i legami fra gli ebrei e l\u2019Impero Ottomano, dai cui porti giungevano non solo materie prime, come la soda per fabbricare i vetri, e le spezie, ma anche seta, tappeti e altri manufatti, che influenzavano a loro volta la produzione locale, incidendo positivamente sull\u2019evoluzione della produzione artigianale locale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi cambiamenti sono chiaramente riflessi nella variet\u00e0 dei patrimoni delle varie comunit\u00e0 religiose cittadine: chi voleva offrire doni al luogo di culto \u2013 chiese e monasteri, ma anche, nel caso di nostro interesse, sinagoghe, sia a Livorno che nelle altre citt\u00e0 toscane \u2013 ebbe, dalla fine del Cinquecento, un\u2019ampia scelta di merci a cui attingere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una grande quantit\u00e0 degli oggetti preziosi presenti a Livorno and\u00f2 tuttavia distrutta o dispersa durante le requisizioni napoleoniche, nel 1796. Un ulteriore danno al patrimonio liturgico della Comunit\u00e0 Ebraica fu inferto dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale, e dai successivi saccheggi avvenuti nella Sinagoga sventrata. Se ci\u00f2 che resta \u00e8 solo una piccola parte dell\u2019originale patrimonio sinagogale, le attestazioni documentarie e le fotografie storiche suggeriscono comunque che questo fosse estremamente sontuoso, congruente quindi con l\u2019importanza e la bellezza della Sinagoga seicentesca, una delle pi\u00f9 note in Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019oggetto pi\u00f9 antico oggi conservato presso il Museo Ebraico di Livorno \u00e8 una corona datata 1661-1662, dei cui donatori \u2013 Avraham Da Costa e Avraham Franco \u2013 \u00e8 tramandato il nome da un\u2019iscrizione. Il nome di Yacov Vega Alvares, uno dei trenta governanti aggiunti al governo della Comunit\u00e0 nel 1693, si lega invece a una coppia di <em>ez ha\u00ecm<\/em> (bastoni attorno a cui si avvolge il rotolo pergamenaceo del <em>Sefer Tor\u00e0<\/em>) donati dalla sua vedova in memoria del suocero, un marrano portoghese giunto a Livorno attraverso Amsterdam, da dove aveva presumibilmente portato il rotolo a cui la nuora fece aggiungere le impugnature e i puntali d\u2019argento. \u201cPreziose dediche\u201d, appunto, che permettono di ricostruire la caleidoscopica variet\u00e0 di storie e identit\u00e0 che trovarono in Livorno un comune porto sicuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concludono il volume una <em>bibliografia essenziale <\/em>curata da Duccio Filippi, composta da poco meno di cento titoli utili a contestualizzare e approfondire alcuni aspetti legati alla storia della Comunit\u00e0 Ebraica di Livorno e sui beni culturali ebraici livornesi, e un <em>glossario.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 opportuno sottolineare che la pubblicazione di questo volume non rappresenta un episodio isolato, ma deve anzi essere inteso come una tappa importante di un lungo e articolato percorso mirato al censimento e alla valorizzazione del patrimonio artistico della Comunit\u00e0 Ebraica di Livorno. Un primo episodio di questo percorso si pu\u00f2 riconoscere nel progetto \u201cArte e cultura ebraica in Toscana\u201d (1991-1997): negli anni successivi le schede allora realizzate e raccolte dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno sono state riviste, aggiornate e integrate grazie a campagne fotografiche e di studio. Parallelamente, sono stati valorizzati anche il patrimonio librario della Comunit\u00e0, l\u2019Archivio Storico e il Cimitero Monumentale<sup><a href=\"#footnote_1_3341\" id=\"identifier_1_3341\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"I risultati di queste campagne di catalogazione sono liberamente  accessibili sul sito del Sistema Documentario Territoriale di Livorno http:\/\/opacsol.comune.livorno.it\/SebinaOpac\/Opac.  Ai manoscritti ebraici antichi e alle cinquecentine della Biblioteca  del Talmud Tor&agrave; sono stati dedicati due volumi pubblicati nella collana  &ldquo;Quaderni della Labronica&rdquo;, curati rispettivamente da Mauro Perani (I manoscritti della biblioteca del Talmud Torah di Livorno, 1997) e da Angelo Piattelli (Edizioni ebraiche del XVI secolo nella Biblioteca del Talmud Tor&agrave; di Livorno, 1992).\">2<\/a><\/sup>. L\u2019insieme di queste attivit\u00e0 di censimento e di studio ha prodotto negli anni mostre documentarie di grande interesse, fra le quasi si ricorda \u201cFili di storia. Il patrimonio tessile della Nazione Ebrea di Livorno\u201d (2006), del cui catalogo riccamente illustrato (Sillabe, Livorno 2006) il presente volume si pone come ideale complemento.<\/p>\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_3341\" class=\"footnote\">Ad esempio in alcune carteglorie eseguite per la Cattedrale di Livorno  dalla bottega di Roberto Onorato Pini si ritrova un tema floreale (rose,  in particolare) tipico degli arredi tunisini (p. 20).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_3341\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_3341\" class=\"footnote\">I risultati di queste campagne di catalogazione sono liberamente  accessibili sul sito del Sistema Documentario Territoriale di Livorno <a href=\"http:\/\/opacsol.comune.livorno.it\/SebinaOpac\/Opac\">http:\/\/opacsol.comune.livorno.it\/SebinaOpac\/Opac<\/a>.  Ai manoscritti ebraici antichi e alle cinquecentine della Biblioteca  del Talmud Tor\u00e0 sono stati dedicati due volumi pubblicati nella collana  \u201cQuaderni della Labronica\u201d, curati rispettivamente da Mauro Perani (<em>I manoscritti della biblioteca del Talmud Torah di Livorno<\/em>, 1997) e da Angelo Piattelli (<em>Edizioni ebraiche del XVI secolo nella Biblioteca del Talmud Tor\u00e0 di Livorno, <\/em>1992).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_3341\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Preziose dediche. 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