{"id":3328,"date":"2018-12-29T20:54:47","date_gmt":"2018-12-29T20:54:47","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=3328"},"modified":"2019-06-28T20:11:11","modified_gmt":"2019-06-28T20:11:11","slug":"daria-gastone","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=3328","title":{"rendered":"Daria Gastone"},"content":{"rendered":"<p>dariagastone@gmail.com<\/p>\n<h3>Il corredo d\u2019altare della \u00abCappella dei Miracoli\u00bb nella Cattedrale di Volterra e la committenza della Compagnia del Santissimo Sacramento nel XVIII secolo<\/h3>\n<p>DOI: 10.7431\/RIV18082018<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abEd eccoci all\u2019altare della Cappella con bell\u2019ornato di pietra fiesolana composto di due colonne d\u2019ordine corinto che sostengono un architrave nel cui fregio sono scolpiti dalla parte del Vangelo lo stemma vescovile e dalla parte dell\u2019Epistola quello gentilizio Serguidi. [\u2026] Il detto altare [\u2026] oggi \u00e8 formato tutto di marmi bellissimi, specialmente fini e pregevoli nella esterna incrostatura del ciborio; ed ha un paliotto di giallo di Siena con rapporti di marmo bianco statuario, lavoro fatto eseguire a proprie spese da mons<em>ignor <\/em>Vescovo Giuseppe Gaetano Incontri nel 1814, quando rispose sotto la mensa dell\u2019altare le venerate reliquie delle S<em>ante<\/em> V<em>ergini<\/em> e M<em>artiri <\/em>Attinia e Greciniana\u00bb<sup><a href=\"#footnote_0_3328\" id=\"identifier_0_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. Leoncini, Illustrazione sulla Cattedrale di Volterra, Siena 1869, pp. 61-62.\">1<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con queste parole, nella sua <em>Illustrazione della Cattedrale di Volterra<\/em> edita nel 1869, il canonico Gaetano Leoncini descriveva la Cappella \u00abdei Miracoli\u00bb, ormai \u00abcomunemente\u00bb intitolata al \u00abSantissimo Sacramento\u00bb<sup><a href=\"#footnote_1_3328\" id=\"identifier_1_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. Leoncini, Illustrazione&hellip;, 1869, p. 55. Come ricorda Gaetano Leoncini, la Cappella &laquo;sotto l&rsquo;invocazione dei Miracoli del Signore&raquo; era &laquo;detta altres&igrave; dei Serguidi&raquo; ed infine del Santissimo Sacramento (ibidem).\">2<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 1. Cappella del Santissimo Sacramento, Volterra, Cattedrale.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/gas01.jpg\">Fig. 1<\/a>), aperta nel braccio destro del transetto del Duomo volterrano su impulso del vescovo Guido Serguidi (1574-1598)<sup><a href=\"#footnote_2_3328\" id=\"identifier_2_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Sul presule, vicario generale dell&rsquo;arcivescovo Antonio Altoviti a Firenze e vice nunzio apostolico, si veda G. Leoncini, Illustrazione&hellip;, 1869, pp. 283-285.\">3<\/a><\/sup>. Fautore di una pronta attuazione dei dettami scaturiti dal Concilio di Trento, il prelato avvi\u00f2, dal 1580, un complesso programma di riqualificazione strutturale dell\u2019interno della principale chiesa cittadina diretto dall\u2019architetto Francesco Capriani, in ordine alle rinnovate istanze di funzionalit\u00e0 e <em>decorum<\/em> imposte dalla liturgia post-conciliare<sup><a href=\"#footnote_3_3328\" id=\"identifier_3_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Si veda, in particolare, F.A. Lessi, Il nuovo volto della &laquo;ecclesia maior&raquo;, in La Cattedrale di Volterra tra maniera e riforma, catalogo della mostra (Volterra, 15 luglio-20 ottobre 1994), Venezia 1994, pp. 11-35.\">4<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nitida espressione delle finalit\u00e0 edificanti sottese alla committenza del presule, la campagna decorativa che interess\u00f2 il sacello vide all\u2019opera Leonardo Ricciarelli, autore dell\u2019ornato in stucco dorato che, sul soffitto voltato, accolse le scene raffiguranti episodi della vita di Cristo dipinte da Giovanni Balducci; a quest\u2019ultimo si devono le due tele disposte, nel 1591, alle pareti laterali, l\u2019una illustrante <em>Ges\u00f9 che scaccia dal tempio i mercanti<\/em>, l\u2019altra <em>La moltiplicazione dei pani<\/em>, mentre Santi di Tito dipinse la <em>Resurrezione di Lazzaro <\/em>collocata nel dossale dell\u2019altare privilegiato (1592)<sup><a href=\"#footnote_4_3328\" id=\"identifier_4_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Si veda, in particolare, M. Burresi, Tra maniera e Riforma. L&rsquo;arredo pittorico della cattedrale, in La Cattedrale di Volterra&hellip;, 1994, pp. 51-55.\">5<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante i primi decenni del XVIII secolo, la Cappella \u2013 \u00abdi propriet\u00e0\u00bb dei fiorentini Riccardi, eredi dei Serguidi<sup><a href=\"#footnote_5_3328\" id=\"identifier_5_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"BGV, [G. Guidi], Notizie delle Pitture e Sculture che si vedono nelle Chiese della citt&agrave; di Volterra, s.d. [1747-1750], ms. 19006 (riproduzione dell&rsquo;originale), ff. 7r-v.\">6<\/a><\/sup>, ma di patronato dei Martelli di Firenze<sup><a href=\"#footnote_6_3328\" id=\"identifier_6_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCV, HI 106,&nbsp;Sacramento. Deliberazioni, ff. 46r-v.\">7<\/a><\/sup> \u2013 venne sottoposta ad una importante opera di restauro promossa dalla Compagnia del Santissimo Sacramento istituita nella Chiesa Cattedrale<sup><a href=\"#footnote_7_3328\" id=\"identifier_7_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per il generico riferimento ai settecenteschi interventi di restauro si veda G. Leoncini, Illustrazione&hellip;, 1869, p. 55; F. A. Lessi, Il nuovo volto&hellip;, 1994, p. 27; M. Burresi, Tra maniera e riforma&hellip;, 1994, p. 52.\">8<\/a><\/sup>; la vicenda si colloca nel pi\u00f9 ampio quadro del processo di rinnovo dell\u2019arredo interno degli edifici ecclesiastici che ebbe luogo, anche a Volterra, nel corso del Settecento, connotandosi per lo \u00a0spiccato orientamento verso le maestranze attive nei coevi cantieri artistici fiorentini<sup><a href=\"#footnote_8_3328\" id=\"identifier_8_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. C. Giometti, La decorazione plastica, in Chiese di Volterra, a cura di U. Bavoni-P. G. Bocci-A. Furiesi, vol. III, Pontedera 2008, p. 235. Si veda, inoltre, R.P. Ciardi-F.A. Lessi, Sant&rsquo;Andrea degli Olivetani: un &ldquo;monastero barocco&rdquo; a Volterra, Siena 1989, pp. 34, 42.\">9<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I lavori vennero inaugurati nel 1720, per far fronte alle critiche condizioni strutturali del sacello che, nonostante gli sforzi gi\u00e0 profusi dal sodalizio laicale<sup><a href=\"#footnote_9_3328\" id=\"identifier_9_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCV, HI 106,&nbsp;Sacramento. Deliberazioni, f. 46r [1 aprile 1720]: &laquo;Il Signore Cavaliere Bardinj rappresent&ograve; come per conservazione dej quadrj, che sono nella Cappella dej Serguidi, dove presentemente si tiene il Santissimo Sagramento, era stato necessario far qualche Spesa, e che avendone richiesto li Signori Martellj di Firenze Patronj della Cappella, questj non avevano voluto concorrere a&rsquo; cosa alcuna, sicch&egrave; era stato necessario far detta Spesa coj denarj della Compagnia, acci&ograve; la Cappella non ne restasse deturpata [&hellip;]&raquo;; cfr. ASCV, HI 98, Sacramento. Campione, f. 107sx.\">10<\/a><\/sup>, appariva deteriorato dal \u00abtempo\u00bb e dall\u2019umidit\u00e0<sup><a href=\"#footnote_10_3328\" id=\"identifier_10_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Durante l&rsquo;adunanza del primo aprile 1720, il governatore Raffaello Maffei ed i deputati, cavalieri, Giulio Bardini, Curzio Inghirami e Michele Buonamici, poich&eacute; &laquo;detta Cappella de&rsquo; Serguidj a&rsquo; Causa dell&rsquo;Umidit&agrave;, e&rsquo; del tempo &egrave; in molte partj scalcinata, e&rsquo; maldipinta, onde qualunque adornamento si faccia sull&rsquo;altare, non vj fa&rsquo; comparsa&rsquo;, e vedendosj che non &egrave; da&rsquo; spettare alcuna riparazione alla medesima da Signori Martelli suoj Patronj Deliberorno per pura Carit&agrave;, e&rsquo; per onor di Dio, e senza addossarsj verun obligo in avvenire, di risarcire le pitture, e stucchj di detta Cappella, in quella parte che sar&agrave; giudicato proprio, siccome di coprire con parato di Seta il restante della medesima, il qual&rsquo;apparato perche deve starvj quotidianamente, ordinorno che si faccia doppio, cio&egrave; uno pi&ugrave; nobile, e&rsquo; altro pi&ugrave; ordinario, affine di mutarlo secondo le solennit&agrave;, che corrono; e ne commessero al Signor Cavaliere Giulio Bardinj di tutti i predetti lavorj la pronta esecuzione&raquo;, ASCV, HI 106,&nbsp;Sacramento. Deliberazioni, ff. 46r-v.\">11<\/a><\/sup>; incaricato della gestione delle operazioni, promosse \u00abper pura Carit\u00e0, e\u2019 per onor di Dio\u00bb, fu il cavaliere Giulio Bardini, coadiuvato dagli altri deputati e dal governatore, il cavaliere e canonico Raffaello Maffei<sup><a href=\"#footnote_11_3328\" id=\"identifier_11_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem. Sui Bardini di Volterra si veda V. Galardi, Antiche casate volterrane, Firenze 1988, p. 3; B. Casini, I cavalieri lucchesi, volterrani e samminiatesi membri del sacro militare ordine di S. Stefano Papa e Martire, Pisa 1991, pp. 142-143, n. 155.\">12<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta restaurate le tele e messe a punto le opere di muratura (1720-1721)<sup><a href=\"#footnote_12_3328\" id=\"identifier_12_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCV, HI 99, Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra&hellip;, ff. 56r, 58r; cfr. ASCV, HI 98, Sacramento. Campione, f. 110sx.\">13<\/a><\/sup>, venne commissionato un rivestimento parietale in seta costituito da due parati, l\u2019uno d\u2019uso quotidiano e l\u2019altro d\u2019impiego solenne; interventi di ripristino e ridipintura riguardarono i \u00abcorniciamj\u00bb e l\u2019\u00abarchitettura dj stuccho\u00bb<sup><a href=\"#footnote_13_3328\" id=\"identifier_13_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCV, HI 99, Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra&hellip;, f. 58r; in questa occasione venne dipinta, sulla parete della Cappella, una &laquo;finestra finta&raquo; (ibidem).\">14<\/a><\/sup>, mentre pi\u00f9 tardi, negli anni Quaranta del secolo, il fiorentino Agostino Veracini si dedic\u00f2 al restauro del ciclo pittorico sviluppato sulle pareti<sup><a href=\"#footnote_14_3328\" id=\"identifier_14_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCV, HI 99, Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra&hellip;, f. 99r. L&rsquo;intervento degli anni Quaranta del Settecento &egrave; ricordato in BGV, C. Borgucci Verani, Compendio istorico e Nota delle pitture e sculture che si vedono nelle chiese della citt&agrave; di Volterra, s.d. [post 1755], ms. 5869, f. 208v; Guida per la citt&agrave; di Volterra, Volterra 1832, p. 100; G. Leoncini, Illustrazione&hellip;, 1869, p. 55; U. Bavoni, La Cattedrale di Santa Maria Assunta e il Museo Diocesano di Arte Sacra di Volterra, Firenze 1997, p. 42; F. A. Lessi, La pittura, in Chiese di Volterra, a cura di P. G. Bocci-F. A. Lessi, vol. I, Firenze 2000, p. 58.\">15<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cospicui interventi furono dedicati al corredo dell\u2019altare, all\u2019epoca ancora dotato di un \u00abunico grado di legno a rabeschi dorati\u00bb<sup><a href=\"#footnote_15_3328\" id=\"identifier_15_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. Leoncini, Illustrazione&hellip;, 1869, p. 61.\">16<\/a><\/sup>, sormontato da un tabernacolo ligneo elevato in posizione mediana<sup><a href=\"#footnote_16_3328\" id=\"identifier_16_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem.\">17<\/a><\/sup>; i due arredi, rimossi dalla propria collocazione in un momento imprecisabile<sup><a href=\"#footnote_17_3328\" id=\"identifier_17_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"I due manufatti risultano gi&agrave; alienati nei primi anni Trenta del Settecento, ASCV, HI 99, Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra&hellip;, f. 79v. Intervenne, presumibilmente, sul pi&ugrave; antico ciborio ligneo, il maestro intagliatore Aurelio Trenta che, nel 1724, venne compensato per &laquo;fattura della Base fatta di nuovo al Ciborio della Cappella&raquo;, ASCV, HI 99, Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra&hellip;, f. 66r; cfr. ASCV, HI 98, Sacramento. Campione, f. 121dx.\">18<\/a><\/sup>, vennero sostituiti da un nuovo gradino marmoreo, corredato di ciborio in \u00abPietre mischie, con rappostj (sic) di bronzo doratj\u00bb<sup><a href=\"#footnote_18_3328\" id=\"identifier_18_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCV, HI 99, Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra&hellip;, f. 59v: &laquo;Adj primo Luglio 1721 Al Signore Giulio Bardinj Deputato scudj cento sono per somministrare a diversj manifattorj che Lavorano intorno alle Cose ordinate per servizio, della Cappella Santissimo, cio&egrave; parato di seta, Cornucopi di Legno dorato, e Grado, e Ciborio di Pietre mischie, con rappostj (sic) di bronzo doratj, per doverne stare a conto Dico lire 700:&ndash;&raquo; e f. 26v.\">19<\/a><\/sup>, in lavorazione dal 1721<sup><a href=\"#footnote_19_3328\" id=\"identifier_19_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCV, HI 99, Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra&hellip;, f. 59v. Il &laquo;Grado, e Ciborio dell&rsquo;Altare [&hellip;] di fini Marmj&raquo; vennero gi&agrave; segnalati fra le commissioni della Compagnia del Santissimo Sacramento in BGV, [G. Guidi], Notizie delle Pitture&hellip;, s.d. [1747-1750], f. 7r.\">20<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 2. Girolamo Ticciati - Maestranze fiorentine - Lorenzo Loi, terzo decennio del XVIII secolo, &lt;i&gt;Ciborio&lt;\/i&gt;, Volterra, Cattedrale, Cappella del Santissimo Sacramento.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/gas02.jpg\">Fig. 2<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1716, il pittore Giuseppe Tonelli (Firenze, 1668-1732)<sup><a href=\"#footnote_20_3328\" id=\"identifier_20_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Sul quadraturista fiorentino Giuseppe Tonelli si veda, in particolare, F. Farneti, Giuseppe Tonelli, in F. Farneti-S. Bertocci, L&rsquo;architettura dell&rsquo;inganno a Firenze. Spazi illusionistici nella decorazione pittorica delle chiese fra Sei e Settecento, Firenze 2002, pp. 65-81. Il pittore a Volterra dipinse, a finta architettura, la volta della Chiesa di Sant&rsquo;Andrea (1720), si veda R.P. Ciardi-F.A. Lessi, Sant&rsquo;Andrea&hellip;, 1989, p. 73; F. Paliaga, La pittura, in Chiese di Volterra, a cura di U. Bavoni-P. G. Bocci-A. Furiesi, vol. III, Pontedera 2008, p. 38.\">21<\/a><\/sup> si occup\u00f2 della ricognizione \u00abdel disegno da lui fatto del Ciborio\u00bb per l\u2019altare del Sacramento<sup><a href=\"#footnote_21_3328\" id=\"identifier_21_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCV, HI 99, Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra &hellip;, f. 50v; cfr. ASCV, HI 98, Sacramento. Campione, ff. 94dx, 95sx. Per la produzione grafica di Giuseppe Tonelli si veda Disegni e incisioni della raccolta Marucelli (sec. XV-XVIII), catalogo della mostra (Firenze, 15 ottobre 1983-5 gennaio 1984), a cura di G. Brunetti-M. Chiarini-M. Sframeli, Firenze 1984, p. 109; M. Chiarini, Scheda n. 12, in Disegni tardobarocchi della Biblioteca Marucelliana: per Rossella Todros, catalogo della mostra (Firenze, 19 dicembre 2009-31 gennaio 2010), a cura di S. Castelli-R. Maini, Firenze 2009, pp. 34-35; C. Brovadan, Disegni di Giuseppe Tonelli al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, in Quadrature e decorazione murale da Jacopo Chiavistelli a Niccol&ograve; Contestabili, a cura di M. Gregori-M. Vison&agrave;, vol. I, Firenze 2012, pp. 57-67.\">22<\/a><\/sup>; tuttavia, l\u2019isolato cenno documentario non trova ulteriori riscontri nelle carte rinvenute sulla definitiva elaborazione del manufatto, riferita allo scultore Girolamo Ticciati<sup><a href=\"#footnote_22_3328\" id=\"identifier_22_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCV, HI 99, Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra&hellip;, f. 69v: &laquo;Adi 17 detto [luglio 1726] A detto Signore Girolamo Ticciati Scultore lire Settecento a conto del sudetto nuovo Ciborio, e Grado di Marmi per la Cappella del Santissimo Sagramento lire 700.&ndash;&raquo;; cfr. ASCV, HI 98, Sacramento. Campione, ff. 136sx, 137dx; la nota di &laquo;Spesa del Ciborio e Gradi (sic) fatti di nuovo al Altare del Santissimo&raquo; registra la somma di ducati 100 assegnata a Girolamo Ticciati per il &laquo;Ciborio e&rsquo; Grado&raquo; [17 luglio 1726] (f. 136sx).\">23<\/a><\/sup>, coadiuvato dalle maestranze specializzate contestualmente operose nel capoluogo toscano<sup><a href=\"#footnote_23_3328\" id=\"identifier_23_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L&rsquo;8 luglio 1730, il cavaliere Bardini ricevette lire 168.5.8 &laquo;per suo rimborso d&rsquo;altrettanti da esso pagati fino dall&rsquo;anno 1726 a diversi manifattori in Firenze, e&rsquo; altro occorso intorno al nuovo Ciborio di Pietre dure della Cappella del Santissimo in sei ricevute [&hellip;]&raquo; ASCV, HI 99, Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra&hellip;, f. 76r. Nel mese di giugno del 1727, Giuseppe Lorenzi ricevette un rimborso per le &laquo;Spese fatte per occasione del nuovo Grado, e Ciborio fatto nella Cappella del Santissimo, et altro cio&egrave; Per trasporto di detti marmi parte in Barocci, e parte a soma da Empoli a Volterra compresovi La gita del medesimo per spedire detti marmi lire 38.&ndash; Al Muratore per metter su detti marmi compresovi i Materiali lire 7.11.8. Per assettatura della Chiavicina d&rsquo;Argento per il Ciborio, e cordoncino d&rsquo;oro, e seta per detta lire 4.&ndash; [&hellip;]&raquo; ASCV, HI 99, Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra&hellip;, f. 71r; cfr. ASCV, HI 98, Sacramento. Campione, ff. 136sx, 140dx.\">24<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La custodia eucaristica ad impianto architettonico, qualificata dall\u2019accostamento di pietre policrome e bronzo dorato, rievoca la pi\u00f9 alta produzione suntuaria scaturita dalla manifattura granducale fra Sei e Settecento (<a title=\"Fig. 3. Girolamo Ticciati - Maestranze fiorentine - Lorenzo Loi, terzo decennio del XVIII secolo, &lt;i&gt;Ciborio&lt;\/i&gt;, Volterra, Cattedrale, Cappella del Santissimo Sacramento (particolare).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/gas03.jpg\">Fig. 3<\/a>); il suo aspetto composito venne ulteriormente impreziosito dall\u2019opera dell\u2019argentiere fiorentino Lorenzo Loi, che realizz\u00f2 lo sportello \u2013 ormai perduto<sup><a href=\"#footnote_24_3328\" id=\"identifier_24_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per una parziale riproduzione fotografica della parte superiore dello sportellino centinato &ndash; disperso in un momento imprecisabile, ma prima degli anni Ottanta del Novecento &ndash; si veda E. Carli, Volterra nel Medioevo e nel Rinascimento, Pisa 1978, fig. 131. L&rsquo;immagine consente di ricondurre l&rsquo;arredo alla tipologia connotata dalla raffigurazione del Cristo risorto &ndash; oppure dell&rsquo;Effusio sanguinis &ndash; tema d&rsquo;antica tradizione che ebbe ampia fortuna anche nell&rsquo;ambito della produzione orafa sacra fiorentina fra Sei e Settecento; per la plausibile affinit&agrave; compositiva si veda, ad esempio, lo sportello del tabernacolo a tempietto in argento commissionato, tra XVII e XVIII secolo, dalle religiose del Monastero di San Vincenzo Ferrer a Prato (R. Fantappi&egrave;, Argenti, in Il Settecento a Prato, a cura di R. Fantappi&egrave;, Milano 1999, pp. 309 fig. 282, 318), nonch&eacute; lo sportello di tabernacolo elaborato da Adriano Haffner (1755) per il ciborio d&rsquo;argento della Cappella della Santissima Trinit&agrave; nel Conservatorio delle Montalve alla Quiete (Firenze), A. Mazzanti, Scheda n. 386, in Argenti fiorentini dal XV al XIX secolo. Tipologie e marchi, a cura di D. Liscia Bemporad, vol. III, Firenze 1992, pp. 516-517.\">25<\/a><\/sup> \u2013 ed una \u00abnuvola d\u2019argento\u00bb raggiata con la colomba dello Spirito Santo<sup><a href=\"#footnote_25_3328\" id=\"identifier_25_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCV, HI 99, Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra&hellip;, f. 69v: &laquo;Adi 16 Luglio [1726] a Lorenzo Loi, e Compagni Argentieri lire dugento trentotto a conto d&rsquo;uno sportellino da Ciborio, e di una nuvola d&rsquo;argento con suoi raggi dorati, e in mezzo una Colomba per il nuovo Ciborio di Marmi fatto dal Signor Girolamo Ticciati lire 238.&ndash;&raquo;.\">26<\/a><\/sup>. Il rilievo risulta compiuto nel 1726<sup><a href=\"#footnote_26_3328\" id=\"identifier_26_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCV, HI 98, Sacramento. Campione, ff. 136sx, 137dx; la nota di &laquo;Spesa del Ciborio e Gradi (sic) fatti di nuovo al Altare del Santissimo&raquo; ricorda il compenso di ducati 34 consegnato a Lorenzo Loi per &laquo;uno sportellino e&rsquo; Nuvole d&rsquo;Argento&raquo; [16 luglio 1726] (f. 136sx).\">27<\/a><\/sup>; in questo anno, Giulio Bardini acquist\u00f2 a Firenze, presso il \u00abNegozio di Seta\u00bb di Stefano Baci, l\u2019occorrente alla confezione del rivestimento interno al tabernacolo e del suo baldacchino a \u00abdrappelloni\u00bb<sup><a href=\"#footnote_27_3328\" id=\"identifier_27_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCV, HI 134, Scritture diverse spettanti alla Compagnia del Santissimo Sacramento, f.n.n. &laquo;31 Agosto I.M.I. 1726 Memoria di Spese fatte da&rsquo; me Cavaliere Giulio Bardinj in Firenze per Servizio della Compagnia del Santissimo Sagramento del Duomo di Volterra in&rsquo; occasione del nuovo Ciborio, Grado, e&rsquo; altro ordinato per il suo Altare&raquo;. Si ricordano, &laquo;Lama d&rsquo;argento&raquo; per &laquo;coprire il Ciborio&raquo;, &laquo;Muer Bianco&raquo;, &laquo;Cataluffo dorato, e&rsquo; Bianco per i drappelloni del Baldacchino&raquo;, &laquo;Taffett&agrave; dorato per il Cielo di detto Baldacchino&raquo;; il rivestimento interno venne compiuto dal banderaio Sebastiano Nannini (ibidem).\">28<\/a><\/sup>, elaborato dall\u2019intagliatore Giovanni Antonio Noferi (Firenze, 1687-<em>post<\/em> 1754) e dal doratore Ranieri Agostini<sup><a href=\"#footnote_28_3328\" id=\"identifier_28_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem: &laquo;E a&rsquo; 31 Agosto a&rsquo; Giovanni Antonio Noferi Intagliatore lire trentanove per l&rsquo;appresso lavori d&rsquo;intaglio Per il telaio del Baldacchino sopra il Ciborio lire 12.&ndash; Per la Base che&rsquo; Sopra il ciborio, e serve per l&rsquo;esposizione del Santissimo Sagramento lire 28.&ndash; [&hellip;] E a di detto a&rsquo; Ranieri Agostinj doratore lire ventotto per doratura della detta Base con Suoj Viticci, e&rsquo; suo Baldacchino netto di tara lire 28 &mdash; [&hellip;]&raquo;. Sul doratore, che nel 1723 e nel 1733 dor&ograve; &laquo;vari ornamenti intagliati da Giovanni Antonio Noferi per l&rsquo;Elettrice Palatina&raquo; si veda E. Colle-L. Livi Bacci, Regesto degli artigiani attivi per la Corte medicea, in I mobili di Palazzo Pitti. Il periodo dei Medici 1537-1737, a cura di E. Colle, Firenze 1997, p. 271.\">29<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ricordano le settecentesche <em>Notizie delle Pitture e Sculture che si vedono nelle Chiese della citt\u00e0 di Volterra<\/em>, il \u00abcelebre maestro Noferi Fiorentino\u00bb<sup><a href=\"#footnote_29_3328\" id=\"identifier_29_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"BGV, [G. Guidi], Notizie delle Pitture&hellip;, s.d. [1747-1750], f. 7v: &laquo;Fuorj dej dettj Pilastri sono affissi due Lampadarj uno per parte di legno messo a&rsquo; oro lavoro singolare del celebre maestro Noferi Fiorentino intagliatore. Ogn&rsquo;uno di questi &egrave; formato da un Putto, che regge un viticcio di tre branche, sulle quali sono tre Lampade sempre accese&raquo;.\">30<\/a><\/sup> aveva gi\u00e0 realizzato, per la confraternita volterrana, una coppia di \u00abAngeli a Cornucopi\u00bb in legno dorato<sup><a href=\"#footnote_30_3328\" id=\"identifier_30_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCV, HI 99, Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra &hellip;, f. 59v e f. 26v; ASCV, HI 98, Sacramento. Campione, f. 107dx.\">31<\/a><\/sup>, identificabili, verosimilmente, nei due esemplari commissionati per sorreggere sei lampade pensili da realizzarsi secondo i disegni provvisti dal deputato Bardini<sup><a href=\"#footnote_31_3328\" id=\"identifier_31_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCV, HI 106,&nbsp;Sacramento. Deliberazioni, f. 46r [1 aprile 1720].\">32<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 4. Giovanni Antonio Noferi (?), terzo decennio del XVIII secolo, &lt;i&gt;Candelabro a parete&lt;\/i&gt;, Volterra, Cattedrale, Cappella del Santissimo Sacramento.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/gas04.jpg\">Fig. 4<\/a>); l\u2019artefice &#8211; iscritto all\u2019Accademia del Disegno e collaboratore dello scultore Giovacchino Fortini, nonch\u00e9 operoso per la Corte medicea e per la famiglia Riccardi<sup><a href=\"#footnote_32_3328\" id=\"identifier_32_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per l&rsquo;intagliatore Giovanni Antonio Noferi, attivo a Firenze nella prima met&agrave; del Settecento, si veda R. Spinelli, Ricognizione su Giuseppe Broccetti (1684-1733), in &ldquo;Annali. Fondazione Studi di Storia dell&rsquo;Arte Roberto Longhi&rdquo;, II, 1989, p. 121 nota 79; E. Colle-L. Livi Bacci, Regesto&hellip;, 1997, pp. 296-297; S. Bellesi, Le commissioni per la famiglia Riccardi, in S. Bellesi-M. Vison&agrave;, Giovacchino Fortini. Scultura architettura decorazione e committenza a Firenze al tempo degli ultimi Medici, vol. I, Firenze 2008, pp. 166-168, 177 note 24-25; S. Bellesi, Scheda n. 42, in Il fasto e la ragione. Arte del Settecento a Firenze, catalogo della mostra (Firenze, 30 maggio-30 settembre 2009), a cura di C. Sisi-R. Spinelli, Firenze 2009, pp. 152-153.\">33<\/a><\/sup> &#8211; appartenne alla cultura artistica fiorentina d\u2019epoca tardo barocca alla quale parteciparono Lorenzo Loi e Girolamo Ticciati. Quest\u2019ultimo (Firenze, 1679-1745), poliedrico allievo di Giovanni Battista Foggini, si form\u00f2 presso l\u2019Accademia fiorentina istituita a Roma da Cosimo III e, fra il 1708 ed il 1712, oper\u00f2 a Vienna al servizio dell\u2019imperatore Giuseppe I, per poi tornare a Firenze, dove si qualific\u00f2 fra i maestri dell\u2019Accademia del Disegno<sup><a href=\"#footnote_33_3328\" id=\"identifier_33_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Sullo scultore si veda, in particolare, la biografia dedicatagli da Francesco Maria Niccol&ograve; Gabburri, in K. Lankheit, Florentinische Barockplastik, M&uuml;nchen 1962, pp. 230-231; J. Montagu, Girolamo Ticciati, in Gli ultimi Medici. Il Tardo Barocco a Firenze, 1670-1743, catalogo della mostra (Detroit, 27 marzo-2 giugno 1974; Firenze, 28 giugno-30 settembre 1974), Firenze 1974, pp. 144-147, 424; S. Bellesi, Nuove acquisizioni alla scultura fiorentina dalla fine del Cinquecento al Settecento, in &ldquo;Antichit&agrave; Viva&rdquo;, XXXI, 1992, 5-6, p. 45; S. Blasio, Ticciati, Girolamo, in Repertorio della scultura fiorentina del Seicento e Settecento, a cura di G. Pratesi, vol. I, Torino 1993, pp. 62-63; A. Giannotti, &laquo;Fisso nel punto, che m&rsquo;avea vinto&raquo;. Girolamo Ticciati, scultore &lsquo;sicuro&rsquo; nella Firenze del Settecento, in &ldquo;Atti e memorie dell&rsquo;Accademia Toscana di Scienze e Lettere La Colombaria&rdquo;, 1995, LX, pp. 104-122; S. Bellesi, Studi sulla pittura e sulla scultura del &lsquo;600-&lsquo;700 a Firenze, Firenze 2013, pp. 163-164; A. Giannotti, Nuove opere del &ldquo;celebre scultore&rdquo; Girolamo Ticciati, &ldquo;Nuovi Studi&rdquo;, 22, XXI (2016), 2017, pp. 119-124.\">34<\/a><\/sup>; cimentatosi, dapprima, nella medaglistica, si dedic\u00f2 alla scultura in bronzo ed in marmo<sup><a href=\"#footnote_34_3328\" id=\"identifier_34_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Sull&rsquo;opera di Girolamo Ticciati si veda, in particolare, K. Lankheit, Florentinische &hellip;, 1962, pp. 178-180; G. Brunetti, Una madonnina dimenticata di Girolamo Ticciati per il battistero, in &ldquo;Antichit&agrave; Viva&rdquo;, XIII, 1974, 3, pp. 22-24; G. Brunetti, I bassorilievi di Girolamo Ticciati per il coro e per l&rsquo;altare maggiore del battistero, in Kunst des Barock in der Toskana, &ldquo;Atti del convegno&rdquo;, M&uuml;nchen 1976, pp. 182-187; R. Roani Villani, Per Girolamo Ticciati, in &ldquo;Paragone&rdquo;, 409, 1984 pp. 70-74. Per il gruppo raffigurante Cristo e la Samaritana (1724) che appartenne all&rsquo;Elettrice Palatina &ndash; unica scultura in bronzo dell&rsquo;autore conservata (Madrid, Patrimonio Nacional, Palacio de Oriente) -, si veda S. Bellesi, Scheda n. 170, in La principessa saggia. L&rsquo;eredit&agrave; di Anna Maria Luisa de&rsquo; Medici Elettrice Palatina, catalogo della mostra (Firenze, 23 dicembre 2006-15 aprile 2007), a cura di S. Casciu, Livorno 2006, pp. 310-311; M. J. Herrero Sanz, Scheda n. 86, in Brillos en bronce. Colecciones de reyes, catalogo della mostra (Madrid, novembre 2009-gennaio 2010), Madrid 2010, pp. 293-295.\">35<\/a><\/sup>, realizzando, fra l\u2019altro, la pala marmorea raffigurante <em>Ges\u00f9 che si stacca dalla croce per avvicinarsi a Santa Caterina de\u2019 Ricci <\/em>destinata all\u2019altare maggiore della Chiesa dei Santi Vincenzo e Caterina de\u2019 Ricci di Prato (1733-1734)<sup><a href=\"#footnote_35_3328\" id=\"identifier_35_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per la pala d&rsquo;altare, realizzata contestualmente ad una serie di rilievi raffiguranti le Storie di Santa Caterina de&rsquo; Ricci destinati al medesimo ente ecclesiastico pratese ed elaborati in collaborazione con Vincenzo Foggini, si veda, in particolare, S. Bellesi, La scultura, in Il Settecento a Prato &hellip;, 1999, p. 281.\">36<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019accurato disegno preparatorio all\u2019elaborazione di quest\u2019ultima opera<sup><a href=\"#footnote_36_3328\" id=\"identifier_36_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Il disegno &egrave; stato riprodotto in S. Bardazzi-E. Castellani, Il Monastero di S. Vincenzo in Prato, Prato 1982, p. 124, fig. 105; S. Bellesi, La scultura&hellip;, 1999, p. 284, fig. 341. Per l&rsquo;attribuzione a Girolamo Ticciati si veda, inoltre, M.G. Trenti Antonelli, Basilica dei Santi Vincenzo e Caterina de&rsquo; Ricci, in Prato e la sua provincia, a cura di C. Cerretelli, Milano 1999, p. 83. Per un approfondimento sul disegno progettuale per l&rsquo;edificazione degli altari fra Cinque e Settecento si veda R. Santamaria, &laquo;Iuxta modellum&raquo;: disegni progettuali di altari genovesi fra XVI e XVIII secolo, in S. De Cavi, Dibujo y ornamento. Trazas y dibujos de artes decorativas entre Portugal, Espa&ntilde;a, Italia, Malta y Grecia. Estudios en honor de Fuensanta Garc&iacute;a de la Torre, C&oacute;rdoba 2015, pp. 309-321.\">37<\/a><\/sup> \u2013 comprendente anche la struttura dell\u2019altare che la accoglie \u2013 se ne discosta per la modifica conclusiva di alcuni dettagli, non soltanto in riferimento alla redazione finale della scena figurata, ma anche per quanto attiene alla resa definitiva dell\u2019architettura del dossale<sup><a href=\"#footnote_37_3328\" id=\"identifier_37_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Bardazzi-E. Castellani, Il Monastero&hellip;, 1982, p. 81 nota 48; S. Bellesi, La scultura&hellip;, 1999, p. 281.\">38<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 5. Girolamo Ticciati, &lt;i&gt;Progetto per l\u2019altare di Santa Caterina de\u2019 Ricci&lt;\/i&gt;, Firenze, Archivio di Stato, Acquisti e doni, 185, ins. VI, n. 1.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/gas05.jpg\">Fig. 5<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si rileva, invece, l\u2019affinit\u00e0 che sussiste tra il prospetto grafico appena citato ed il tabernacolo della Cappella del Santissimo Sacramento di Volterra, sia in rapporto all\u2019articolazione strutturale dell\u2019insieme, sia in relazione ai peculiari accostamenti cromatici ed all\u2019esecuzione di specifiche componenti dell\u2019ornato; fra queste, riveste un particolare interesse il connotativo gruppo di nubi animato dalla colomba dello Spirito Santo<sup><a href=\"#footnote_38_3328\" id=\"identifier_38_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Il gruppo appartiene ad una tipologia di antica tradizione anche nell&rsquo;ambito della produzione orafa sacra fiorentina; per quanto riguarda il Settecento si veda, ad esempio, il ciborio in argento della Collegiata dei Santi Pietro e Paolo di Castelfranco (Pisa), arredo attribuito a manifattura fiorentina e, dubitativamente, a Giuseppe Broccetti (terzo decennio del XVIII secolo), M. Cecchi, Scheda n. 33, in Visibile pregare. Arte sacra nella diocesi di San Miniato, a cura di R.P. Ciardi, vol. II, Ospedaletto (Pisa) 2001, pp. 83-84. Si ricorda, inoltre, che il medesimo Lorenzo Loi realizz&ograve; un ciborio d&rsquo;argento impreziosito da &laquo;uno Spirito Santo&raquo; per la Compagnia della Madonna del Carmine di Prato (1724), R. Fantappi&egrave;, Argenti &hellip;, 1999, p. 315.\">39<\/a><\/sup>, elemento che campeggia al centro del frontone centinato nel ciborio come nel disegno, ma risulta sostituito da una protome cherubica alata disposta al vertice dell\u2019altare marmoreo delle monache domenicane di Prato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale corrispondenza evidenzia la contiguit\u00e0 operativa fra il progetto gi\u00e0 ricondotto a Girolamo Ticciati ed il lavoro eseguito da Lorenzo Loi che, vicino alla Corte medicea nel primo Settecento<sup><a href=\"#footnote_39_3328\" id=\"identifier_39_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASFi, Carte di Eleonora Gonzaga, 1, n. 156.\">40<\/a><\/sup>, si dimostr\u00f2 abile \u00abtraduttore in argento\u00bb<sup><a href=\"#footnote_40_3328\" id=\"identifier_40_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. Bietti, Scheda I. 119, in S. Bellesi-M. Vison&agrave;, Giovacchino Fortini&hellip;, vol. II, 2008, p. 237.\">41<\/a><\/sup> di prototipi formulati da artisti contemporanei, cooperando con Giovacchino Fortini<sup><a href=\"#footnote_41_3328\" id=\"identifier_41_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"La collaborazione con Giovacchino Fortini &egrave; nota in riferimento all&rsquo;attivit&agrave; svolta per la famiglia Riccardi fra il terzo ed il quarto decennio dei Settecento, S. Bellesi, Le commissioni&hellip;, 2008, pp. 167, 170, 178 nota 51. Per il disperso paliotto d&rsquo;altare in argento destinato alla Cappella di San Filippo Benizi nella Chiesa della Santissima Annunziata di Firenze, elaborato da Lorenzo Loi su disegno di Giovacchino Fortini (1727), si veda D. Liscia Bemporad, L&rsquo;Oreficeria, in Tesori d&rsquo;arte dell&rsquo;Annunziata di Firenze, catalogo della mostra (Firenze, 31 dicembre 1986-31 maggio 1987), a cura di E. Casalini-M.G. Ciardi Dupr&egrave; Dal Poggetto-L. Crociani-D. Liscia Bemporad, Firenze 1987, p. 306; M. Vison&agrave;, Scheda III. 18, in S. Bellesi-M. Vison&agrave;, Giovacchino Fortini&hellip;, vol. II, 2008, pp. 295-296.\">42<\/a><\/sup> in qualit\u00e0 di \u00abuomo celebre e raro nella sua arte\u00bb<sup><a href=\"#footnote_42_3328\" id=\"identifier_42_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"La citazione &egrave; tratta dalla trascrizione del brano documentario contenuto nelle Ricordanze del Convento della Santissima Annunziata di Firenze e relativo al paliotto per la Cappella di San Filippo Benizi, in D. Liscia Bemporad, L&rsquo;Oreficeria&hellip;, 1987, p. 306; M. Vison&agrave;, Scheda III. 18&hellip;, 2008, pp. 295-296.\">43<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La consuetudine instaurata tra la Confraternita del Santissimo Sacramento di Volterra e l\u2019argentiere, sostenuto dalla cooperazione dei \u00abCompagni\u00bb attivi nell\u2019officina situata sul Ponte Vecchio, si colloca in un momento nodale della sua vicenda professionale; l\u2019artefice, prossimo all\u2019esecuzione di cospicue suppellettili destinate agli enti religiosi di Prato<sup><a href=\"#footnote_43_3328\" id=\"identifier_43_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Oltre al ciborio gi&agrave; menzionato (supra, nota 39), si ricordano l&rsquo;ostensorio del Museo dell&rsquo;Opera del Duomo di Prato (1728-1730) e l&rsquo;urna reliquiario di Santa Caterina de&rsquo; Ricci per il Monastero di San Vincenzo Ferrer (1740), R. Fantappi&egrave;, Argenti&hellip;, 1999, pp. 311, 317 fig. 390, 319-320.\">44<\/a><\/sup>, ricevette, dal sodalizio laicale volterrano, l\u2019importante commissione di una muta di sei candelieri d\u2019argento, esemplari di corredo agli otto gi\u00e0 realizzati, dal fiorentino Girolamo Gorgieri, nel 1715<sup><a href=\"#footnote_44_3328\" id=\"identifier_44_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCV, HI 99, Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra &hellip;, f. 47v: &laquo;Adi primo settembre [1715] al Signor Cavaliere Giulio Bardini uno de Signori Deputati ducati cinquecento quarantuno lire 6.6.8 sono per altrettanti fatti da Lui pagare in Firenze al Signor Girolamo Gorgieri Argentiere per valuta, e spese di numero 8 Candeglieri d&rsquo;Argento di peso in tutto libbre 43 once 5 denari 1, quali Candeglieri si sono posti sull&rsquo;Altare del Santissimo Sagramento della Cattedrale per sostener l&rsquo;otto Candele, chi (sic) continuamente vi tiene la Compagnia sono lire 3793.6.8&raquo;, cfr. ASCV, HI 98, Sacramento. Campione, f. 89dx.\">45<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019accordo preliminare alla realizzazione dei manufatti, formulato il 3 giugno del 1728 da Giovanni Guidi, Giulio Bardini, Lorenzo Loi e consoci<sup><a href=\"#footnote_45_3328\" id=\"identifier_45_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCV, HI 134, Scritture diverse spettanti alla Compagnia del Santissimo Sacramento, f.n.n., si veda, qui di seguito, l&rsquo;appendice documentaria.\">46<\/a><\/sup>, ne stabiliva puntualmente i caratteri formali, definiti da un modello concordato al quale attenersi in corso d\u2019opera; alla consegna, prevista per la celebrazione della festa del <em>Corpus Domini<\/em> del 1729, gli argentieri avrebbero ricevuto duecento ducati, a saldo della somma di ottocento gi\u00e0 stanziata per la loro elaborazione<sup><a href=\"#footnote_46_3328\" id=\"identifier_46_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem; cfr. ASCV, HI 99, Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra&hellip;, f. 73v: &laquo;Adi 20 Luglio [1728] al signor Cavaliere&nbsp; Giulio Bardini uno de Signori Deputati Ducati secento, tanti ad esso mandati a Firenze, che ducati 261.3.6.8 sotto di 25 Aprile prossimo passato, e ducati 338.3.13.4 questo suddetto giorno per Francesco Morganti, per pagarsi detta somma di ducati 600 al Signor Lorenzo Loi, e Compagni Argentieri sul Ponte Vecchio in conto de&rsquo; Candellieri d&rsquo;Argento ordinanti per servizio della Compagnia, che sono ducati 600 lire 4200.&mdash;&raquo;.\">47<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I sei arredi compiuti, gi\u00e0 sottoposti a \u00abpesatura al Saggio\u00bb<sup><a href=\"#footnote_47_3328\" id=\"identifier_47_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCV, HI 98, Sacramento. Campione, ff. 132sx-dx: &laquo;Nota della Spesa fatta nej Candelieri d&rsquo;Argento ordinati da Signori Deputati a Lorenzo Loi Argentiere in Firenze&raquo; [1728-1731].\">48<\/a><\/sup>, giunsero a Volterra nel gennaio del 1731, quando Francesco Morganti venne compensato per il loro trasporto dal capoluogo toscano, per la \u00abriportatura di Casse a firenze, portatura di Modello, e danari per l\u2019Argentiere\u00bb<sup><a href=\"#footnote_48_3328\" id=\"identifier_48_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCV, HI 99, Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra&hellip;, f. 77v.\">49<\/a><\/sup>; i pagamenti riferiti alla loro esecuzione si scalano fino al 1738<sup><a href=\"#footnote_49_3328\" id=\"identifier_49_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCV, HI 98, Sacramento. Campione, f. 172sx; cfr. ASCV, HI 99, Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra&hellip;, ff. 75v, 78v, 83v, 86v.\">50<\/a><\/sup>, intrecciandosi a quelli correlati ad altre impegnative committenze connesse alla celebrazione del culto eucaristico<sup><a href=\"#footnote_50_3328\" id=\"identifier_50_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Gli apparati allestiti, per cura della Compagnia, in occasione delle celebrazioni festive erano perfezionati da maestranze ed artisti d&rsquo;ambito locale, fra i quali il pittore Domenico Tempesti (1732-1733), ASCV, HI 99, Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra&hellip;, f. 79r; ASCV, HI 98 Sacramento. Campione, ff. 156dx, 159dx. Su Tempesti, attivo nel pisano fra il quarto ed il settimo decennio del Settecento si veda R.P. Ciardi, La seconda met&agrave; del secolo, in Settecento pisano. Pittura e scultura a Pisa nel secolo XVIII, a cura di R. P. Ciardi, Ospedaletto (PI) 1990, pp. 110-111, 145 nota 43.\">51<\/a><\/sup>, come il \u00abGruppo d\u2019argento per la nuova Residenza d<em>e<\/em>l Venerabile\u00bb<sup><a href=\"#footnote_51_3328\" id=\"identifier_51_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCV, HI 99, Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra&hellip;, f. 82r [1734]; &laquo;a conto&raquo; dell&rsquo;opera gli argentieri ricevettero lire 1750 (ibidem).\">52<\/a><\/sup>, realizzata a Firenze dall\u2019intagliatore Guagni (1734)<sup><a href=\"#footnote_52_3328\" id=\"identifier_52_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCV, HI 99, Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra&hellip;, f. 83r [23 luglio 1734], l&rsquo;intagliatore fu coadiuvato dal doratore Magnelli, da &laquo;Baci, e&rsquo; Burchi setaioli&raquo;, dal battiloro Cappelli e dal &laquo;Banderaio&raquo; Pintucci (ibidem); cfr. ASCV, HI 98, Sacramento. Campione, f. 172sx.\">53<\/a><\/sup> e l\u2019ostensorio d\u2019argento consegnato da \u00abLorenzo Loi, e Compagni\u00bb nel 1738<sup><a href=\"#footnote_53_3328\" id=\"identifier_53_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCV, HI 99, Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra&hellip;, f. 87r: &laquo;Adi 24 Luglio [1738], e fino sotto di 18 Giugno prossimo passato al Signor Lorenzo Loi, e Compagni Argentieri sul Ponte Vecchio in Firenze Lire mille centro trentaquattro in conto dell&rsquo;Ostensorio, e&rsquo; altri Lavori ordinati Loro dai Signori Deputati lire 1134.&ndash;&raquo;. Appare interessante ricordare che, proprio nel 1738, Lorenzo Loi venne compensato dalla Compagnia di San Michele di Castelfranco (Pisa) per la realizzazione di una muta di sei candelieri d&rsquo;argento, M. Cecchi, Scheda n. 33&hellip;, 2001, p. 96 nota 156.\">54<\/a><\/sup>, sebbene dai medesimi \u00abaccresciuto\u00bb nel 1743<sup><a href=\"#footnote_54_3328\" id=\"identifier_54_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCV, HI 99, Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra&hellip;, f. 91v.\">55<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pi\u00f9 tardo incarico ricevuto dagli artefici fiorentini si colloca allo scadere del sesto decennio del secolo<sup><a href=\"#footnote_55_3328\" id=\"identifier_55_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCV, HI 99, Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra&hellip;, f. 158r.\">56<\/a><\/sup> e consiste nell\u2019allogazione di una muta di sei candelieri d\u2019argento destinati al \u00absecondo ordine\u00bb dell\u2019altare confraternale<sup><a href=\"#footnote_56_3328\" id=\"identifier_56_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Durante l&rsquo;adunanza confraternale del 23 dicembre 1756, i deputati stanziarono ottocento scudi nella realizzazione dei manufatti, ASCV, HI 106,&nbsp;Sacramento. Deliberazioni, ff. 90r-91v.\">57<\/a><\/sup>; i manufatti, alti circa \u00abun braccio\u00bb e retti su basi ad impianto triangolare impreziosite dall\u2019\u00abintagliatura di due Calici, e millesimo\u00bb<sup><a href=\"#footnote_57_3328\" id=\"identifier_57_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCV, HI 142 Campione della Compagnia del Santissimo Sacramento in Cattedrale di Volterra, ff. 116sx-dx.\">58<\/a><\/sup>, vennero portati a termine, intorno al 1766, da Francesco Loi<sup><a href=\"#footnote_58_3328\" id=\"identifier_58_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCV, HI 142 Campione della Compagnia del Santissimo Sacramento in Cattedrale di Volterra, f. 160sx; per Francesco Loi [1762], ASCV, HI 99, Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra&hellip;, f. 164v.\">59<\/a><\/sup>, subentrato al ruolo del padre Lorenzo, defunto nel 1758<sup><a href=\"#footnote_59_3328\" id=\"identifier_59_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Argenti fiorentini&hellip;, vol. I, 1992, p. 421.\">60<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa congiuntura, altri esponenti del clero volterrano si rivolsero all\u2019orafo, autore, plausibilmente, dei tre vasi per \u00abla consacrazione degl\u2019Olj Sagri il Giovedi Santo\u00bb<sup><a href=\"#footnote_60_3328\" id=\"identifier_60_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCV, HI 49, Libro delli Inventari della Sagrestia del Duomo di Volterra, f. 191r. Per le altre suppellettili sacre contestualmente donate da Jacopo Gaetano Inghirami alla Cattedrale di Volterra, si veda U. Bavoni, La Cattedrale&hellip;, 1997, p. 115; D. Gastone, Le oreficerie del Museo diocesano d&rsquo;arte sacra. Introduzione al Regesto, in Il Museo diocesano d&rsquo;arte sacra di Volterra. Catalogo, a cura di U. Bavoni-A. Ducci-A. Muzzi, Pisa 2018, p. 286.\">61<\/a><\/sup> che Jacopo Gaetano Inghirami don\u00f2, alla sacrestia del Duomo, nel 1767<sup><a href=\"#footnote_61_3328\" id=\"identifier_61_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCV, HI 49, Libro delli Inuentari della Sagrestia del Duomo di Volterra, f. 191r. Per gli arredi ed il rilevamento &ndash; sui rispettivi tappi &ndash; dei marchi di garanzia dell&rsquo;Arte della Seta di Firenze, del saggiatore Vittorio Querci (1767-1779) e dell&rsquo;autore, la bottega di Loi, si veda C. Baracchini, Scheda n. 19, in La Cattedrale di Volterra&hellip;, 1994, p. 92. La studiosa attribuisce i tre manufatti al primo Seicento fiorentino, considerando i tappi, contrassegnati dalla punzonatura, un rifacimento pi&ugrave; tardo (ibidem).\">62<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tramandatosi per generazioni, il legame professionale stretto fra la committenza di Volterra ed i Loi volse al termine, nel 1769, con la scomparsa di Francesco<sup><a href=\"#footnote_62_3328\" id=\"identifier_62_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Francesco Loi mor&igrave; il 19 luglio 1769, Argenti fiorentini &hellip;, vol. I, 1992, p. 421.\">63<\/a><\/sup>. L\u2019inventario <em>post mortem<\/em> della sua bottega<sup><a href=\"#footnote_63_3328\" id=\"identifier_63_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L&rsquo;inventario &egrave; stato in parte trascritto e pubblicato da G. Cantini Guidotti, Orafi in Toscana tra XV e XVIII secolo, vol. II, Firenze 1994, pp. 253-256. Oltre al &laquo;Ciborio&raquo; costituito da &laquo;51 Pezzi diversi, cio&egrave; Sportello, Frontone, Cornici, Colonne [&hellip;]&raquo;, la nota inventariale descrive, in giacenza nella bottega, manufatti d&rsquo;impiego profano &ndash; come i vassoi incompiuti, la &laquo;saliera a due spartimenti, cernierata&raquo;, il &laquo;Gotto dorato d&rsquo;Augusta&raquo;, le posate e le fibbie &laquo;da scarpa&raquo; &ndash; ma anche due reliquiari in filigrana ed un calice &laquo;centinato, tirato a tutto pulimento, a bont&agrave; di Marchio fiorentino&raquo;, ASFi, Magistrato dei Pupilli del Principato, 2699, ins. 163, ff. 1287r-v; G. Cantini Guidotti, Orafi&hellip;, vol. II, 1994, pp. 253-254.\">64<\/a><\/sup>, sottoscritto da Lattanzio Loi, Zanobi Biagioni e Matteo Bolognesi<sup><a href=\"#footnote_64_3328\" id=\"identifier_64_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASFi, Magistrato dei Pupilli del Principato, 2699, ins. 163, f. 1288v; G. Cantini Guidotti, Orafi&hellip;, vol. II, 1994, p. 256.\">65<\/a><\/sup>, denota l\u2019alta specializzazione del laboratorio, capace di distinguersi, per il prestigio raggiunto, nel pi\u00f9 ampio quadro della produzione orafa fiorentina del XVIII secolo<sup><a href=\"#footnote_65_3328\" id=\"identifier_65_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Argenti fiorentini &hellip;, vol. I, 1992, p. 421.\">66<\/a><\/sup>. In tal senso si legge la presenza di \u00abforme\u00bb e modelli plastici conservati tra le \u00abMasserizie\u00bb e gli \u00abAttrezzi\u00bb custoditi nell\u2019officina<sup><a href=\"#footnote_66_3328\" id=\"identifier_66_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L&rsquo;inventario ricorda &laquo;Bronzi diversi&raquo;, otto &laquo;Staffe di Bronzo per formare&raquo;, una &laquo;Mastra da Terra da formare&raquo;, &laquo;Pi&ugrave;, e diversi Gessi da formare, Modelli di Legno [&hellip;]&raquo;, &laquo;Diversi Modelli di piombo&raquo; e ancora &laquo;Diversi Modelli nello scrittoio&raquo;, ASFi, Magistrato dei Pupilli del Principato, 2699, ins. 163, ff. 1287v-1288r; G. Cantini Guidotti, Orafi&hellip;, vol. II, 1994, pp. 255-256.\">67<\/a><\/sup>, nonch\u00e9 l\u2019esplicito riferimento a contenitori adibiti alla conservazione di prospetti grafici di carattere, verosimilmente, progettuale<sup><a href=\"#footnote_67_3328\" id=\"identifier_67_3328\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Si tratta di &laquo;Un Armadino con quattro Cassette, e una Cassa per tenere di disegni, il tutto nello scrittoio, assai Lacero&raquo;, ASFi, Magistrato dei Pupilli del Principato, 2699, ins. 163, f. 1288v; G. Cantini Guidotti, Orafi&hellip;, vol. II, 1994, p. 256.\">68<\/a><\/sup>, tracce archivistiche che rivelano competenza e versatilit\u00e0 operative, aspetti gi\u00e0 ampiamente comprovati, ma avvalorati dalla vicenda volterrana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Appendice documentaria<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00aba 3 Giugno 1728<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sie\u2019 fermato, e stabilito d\u2019accordo in questo suddetto giorno tra gl\u2019Illustrissimi Signori Cavaliere Giovanni Guidi, e signore Cavaliere Giulio Bardini Deputati della Congregazione del\u2019 Santissimo Sagramento Della Citta dj Volterra con Faculta ancora ad: essi Concessa dagl\u2019Altri Signori Deputati di Dett\u2019 Congregatione assent da Una et Lorenzo Loi e Compagni Argentierj in questa Citt\u00e0 di Firenze Dall\u2019altra che il Medesimo deva fabbricare numero sei Candeglieri d\u2019altare Di Argento Grandi Di peso Circa libbre sedici L\u2019uno Lavorati secondo il Modello gia accordato Con Detti Signori Deputati piu Tosto Migliorati All\u2019 Prezzo di lire Cinque soldi sei e otto l\u2019oncia largento e lire Una sold: diciotto e quattro per la fattura che fanno la somma di lire sette sold. cinque fra Argento e fattura per servizio Congregatione, e per Dovergli ricevere terminati Avanti la Festa Dell Corpus Domini\u00a0 Del futuro anno 1729 e\u2019 per il Pagamento hanno convenuto Sborsare prontamente a Detti Loi e Compagni ducati secento e ducati dugento alla Consegnia di detti sei Candeglieri et ogni rimanente del Valore a\u2019 che ascenderanno detti Candeglieri pagarsi nel tempo e termine di un anno dal giorno della Consegna de Medesimi in fede di che sar\u00e0 la presente sotto scritta da<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Affermo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io Lorenzo Loi e Compagni Argentieri in firenze a quanto sopra si Contiene et in fede mano propria\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ASCV, H<sup>I<\/sup> 134, <em>Scritture diverse spettanti alla Compagnia del Santissimo Sacramento, <\/em>f.n.n.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Avvertenza<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le datazioni espresse nei documenti secondo il computo del tempo del calendario <em>ab Incarnatione Domini<\/em> sono normalizzate, nel testo, secondo il computo del calendario Gregoriano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Abbreviazioni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ASCV: Archivio Storico Comunale, Volterra<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ASFi: Archivio di Stato, Firenze<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">BGV: Biblioteca Guarnacci, Volterra<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Crediti fotografici<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fig. 1. Realizzazione Damiano Dainelli, su gentile concessione di Damiano Dainelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Figg. 2-4. Realizzazione dell\u2019autrice, su gentile concessione dell\u2019Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Volterra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fig. 5. Su concessione del Ministero per i beni e le attivit\u00e0 culturali \/ Archivio di Stato di Firenze; \u00e8 vietata l\u2019ulteriore riproduzione o duplicazione con qualsiasi mezzo (autorizzazione alla pubblicazione, prot. n. 5575).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">* Ringrazio l\u2019Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Volterra nella persona di Andrea Falorni; Umberto Bavoni, Damiano Dainelli, il personale della Biblioteca Guarnacci e Archivio Storico Comunale di Volterra, il personale dell\u2019Archivio di Stato di Firenze.<\/p>\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_3328\" class=\"footnote\">G. Leoncini, <em>Illustrazione sulla Cattedrale di Volterra<\/em>, Siena 1869, pp. 61-62.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_3328\" class=\"footnote\">G. Leoncini, <em>Illustrazione<\/em>\u2026, 1869, p. 55. Come ricorda Gaetano Leoncini, la Cappella \u00absotto l\u2019invocazione <em>dei Miracoli<\/em> del Signore\u00bb era \u00abdetta altres\u00ec <em>dei Serguidi<\/em>\u00bb ed infine del Santissimo Sacramento (<em>ibidem<\/em>).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_2_3328\" class=\"footnote\">Sul presule, vicario generale dell\u2019arcivescovo Antonio Altoviti a Firenze e vice nunzio apostolico, si veda G. Leoncini, <em>Illustrazione<\/em>\u2026, 1869,<em> <\/em>pp. 283-285.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_2_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_3_3328\" class=\"footnote\">Si veda, in particolare, F.A. Lessi, <em>Il nuovo volto della <\/em>\u00abecclesia maior\u00bb, in <em>La Cattedrale di Volterra tra maniera e riforma<\/em>, catalogo della mostra (Volterra, 15 luglio-20 ottobre 1994), Venezia 1994, pp. 11-35.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_3_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_4_3328\" class=\"footnote\">Si veda, in particolare, M. Burresi, <em>Tra maniera e Riforma. L\u2019arredo pittorico della cattedrale<\/em>, in <em>La Cattedrale di Volterra\u2026<\/em>, 1994, pp. 51-55.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_4_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_5_3328\" class=\"footnote\">BGV, [G. Guidi], <em>Notizie delle Pitture e Sculture che si vedono nelle Chiese della citt\u00e0 di Volterra<\/em>, s.d. [1747-1750], ms. 19006 (riproduzione dell\u2019originale), ff. 7r-v.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_5_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_6_3328\" class=\"footnote\">ASCV, H<sup>I <\/sup>106,\u00a0<em>Sacramento. Deliberazioni<\/em>,<em> <\/em>ff. 46r-v.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_6_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_7_3328\" class=\"footnote\">Per il generico riferimento ai settecenteschi interventi di restauro si veda G. Leoncini, <em>Illustrazione<\/em>\u2026, 1869, p. 55; F. A. Lessi, <em>Il nuovo volto<\/em>\u2026, 1994, p. 27; M. Burresi, <em>Tra maniera e riforma<\/em>\u2026, 1994, p. 52.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_7_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_8_3328\" class=\"footnote\">Cfr. C. Giometti, <em>La decorazione plastica<\/em>, in <em>Chiese di Volterra<\/em>, a cura di U. Bavoni-P. G. Bocci-A. Furiesi, vol. III, Pontedera 2008, p. 235. Si veda, inoltre, R.P. Ciardi-F.A. Lessi, <em>Sant\u2019Andrea degli Olivetani: un \u201cmonastero barocco\u201d a Volterra<\/em>, Siena 1989, pp. 34, 42.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_8_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_9_3328\" class=\"footnote\">ASCV, H<sup>I <\/sup>106,\u00a0<em>Sacramento. Deliberazioni<\/em>,<em> <\/em>f. 46r [1 aprile 1720]: \u00abIl Signore Cavaliere Bardinj rappresent\u00f2 come per conservazione dej quadrj, che sono nella Cappella dej Serguidi, dove presentemente si tiene il Santissimo Sagramento, era stato necessario far qualche Spesa, e che avendone richiesto li Signori Martellj di Firenze Patronj della Cappella, questj non avevano voluto concorrere a\u2019 cosa alcuna, sicch\u00e8 era stato necessario far detta Spesa coj denarj della Compagnia, acci\u00f2 la Cappella non ne restasse deturpata [\u2026]\u00bb; cfr. ASCV, H<sup>I<\/sup> 98, <em>Sacramento. Campione<\/em>, f. 107sx.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_9_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_10_3328\" class=\"footnote\">Durante l\u2019adunanza del primo aprile 1720, il governatore Raffaello Maffei ed i deputati, cavalieri, Giulio Bardini, Curzio Inghirami e Michele Buonamici, poich\u00e9 \u00abdetta Cappella de\u2019 Serguidj a\u2019 Causa dell\u2019Umidit\u00e0, e\u2019 del tempo \u00e8 in molte partj scalcinata, e\u2019 maldipinta, onde qualunque adornamento si faccia sull\u2019altare, non vj fa\u2019 comparsa\u2019, e vedendosj che non \u00e8 da\u2019 spettare alcuna riparazione alla medesima da Signori Martelli suoj Patronj Deliberorno p<em>er <\/em>pura Carit\u00e0, e\u2019 per onor di Dio, e senza addossarsj verun obligo in avvenire, di risarcire le pitture, e stucchj di detta Cappella, in quella parte che sar\u00e0 giudicato proprio, siccome di coprire con parato di Seta il restante della medesima, il qual\u2019apparato perche deve starvj quotidianamente, ordinorno che si faccia doppio, cio\u00e8 uno pi\u00f9 nobile, e\u2019 altro pi\u00f9 ordinario, affine di mutarlo secondo le solennit\u00e0, che corrono; e ne commessero al Signor Cavaliere Giulio Bardinj di tutti i predetti lavorj la pronta esecuzione\u00bb, ASCV, H<sup>I<\/sup> 106,\u00a0<em>Sacramento. Deliberazioni<\/em>,<strong> <\/strong>ff. 46r-v.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_10_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_11_3328\" class=\"footnote\"><em>Ibidem<\/em>. Sui Bardini di Volterra si veda V. Galardi, <em>Antiche casate volterrane<\/em>, Firenze 1988, p. 3; B. Casini, <em>I cavalieri lucchesi, volterrani e samminiatesi membri del sacro militare ordine di S. Stefano Papa e Martire<\/em>, Pisa 1991, pp. 142-143, n. 155.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_11_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_12_3328\" class=\"footnote\">ASCV, H<sup>I <\/sup>99, <em>Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra\u2026<\/em>, ff. 56r, 58r; cfr. ASCV, H<sup>I<\/sup> 98, <em>Sacramento. Campione<\/em>, f. 110sx.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_12_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_13_3328\" class=\"footnote\">ASCV, H<sup>I <\/sup>99, <em>Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra\u2026<\/em>, f. 58r; in questa occasione venne dipinta, sulla parete della Cappella, una \u00abfinestra finta\u00bb (<em>ibidem<\/em>).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_13_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_14_3328\" class=\"footnote\">ASCV, H<sup>I <\/sup>99, <em>Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra\u2026<\/em>, f. 99r. L\u2019intervento degli anni Quaranta del Settecento \u00e8 ricordato in BGV, C. Borgucci Verani, <em>Compendio istorico e Nota delle pitture e sculture che si vedono nelle chiese della citt\u00e0 di Volterra<\/em>, s.d. [<em>post<\/em> 1755], ms. 5869, f. 208v; <em>Guida per la citt\u00e0 di Volterra<\/em>, Volterra 1832, p. 100; G. Leoncini, <em>Illustrazione<\/em>\u2026, 1869, p. 55; U. Bavoni, <em>La Cattedrale di Santa Maria Assunta e il Museo Diocesano di Arte Sacra di Volterra<\/em>, Firenze 1997, p. 42; F. A. Lessi, <em>La pittura<\/em>, in <em>Chiese di Volterra<\/em>, a cura di P. G. Bocci-F. A. Lessi, vol. I, Firenze 2000, p. 58.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_14_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_15_3328\" class=\"footnote\">G. Leoncini, <em>Illustrazione<\/em>\u2026, 1869, p. 61.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_15_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_16_3328\" class=\"footnote\"><em>Ibidem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_16_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_17_3328\" class=\"footnote\">I due manufatti risultano gi\u00e0 alienati nei primi anni Trenta del Settecento, ASCV, H<sup>I <\/sup>99, <em>Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra\u2026<\/em>, f. 79v. Intervenne, presumibilmente, sul pi\u00f9 antico ciborio ligneo, il maestro intagliatore Aurelio Trenta che, nel 1724, venne compensato per \u00abfattura della Base fatta di nuovo al Ciborio della Cappella\u00bb, ASCV, H<sup>I <\/sup>99, <em>Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra\u2026<\/em>, f. 66r; cfr. ASCV, H<sup>I<\/sup> 98, <em>Sacramento. Campione<\/em>, f. 121dx.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_17_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_18_3328\" class=\"footnote\">ASCV, H<sup>I <\/sup>99, <em>Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra\u2026<\/em>, f. 59v: \u00abAdj primo Luglio 1721 Al <em>Signore<\/em> Giulio Bardinj Deputato scudj cento sono per somministrare a diversj manifattorj che Lavorano intorno alle Cose ordinate p<em>er<\/em> servizio, della Capp<em>e<\/em>lla S<em>antissi<\/em>mo, cio\u00e8 parato di seta, Cornucopi di Legno dorato, e Grado, e Ciborio di Pietre mischie, con rappostj (<em>sic<\/em>) di bronzo doratj, per doverne stare a conto Dico <em>lire<\/em> 700:&#8211;\u00bb e f. 26v.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_18_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_19_3328\" class=\"footnote\">ASCV, H<sup>I <\/sup>99, <em>Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra\u2026<\/em>, f. 59v. Il \u00abGrado, e Ciborio dell\u2019Altare [\u2026] di fini Marmj\u00bb vennero gi\u00e0 segnalati fra le commissioni della Compagnia del Santissimo Sacramento in BGV, [G. Guidi], <em>Notizie delle Pitture\u2026<\/em>, s.d. [1747-1750], f. 7r.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_19_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_20_3328\" class=\"footnote\">Sul quadraturista fiorentino Giuseppe Tonelli si veda, in particolare, F. Farneti, <em>Giuseppe Tonelli<\/em>, in F. Farneti-S. Bertocci, <em>L\u2019architettura dell\u2019inganno a Firenze. Spazi illusionistici nella decorazione pittorica delle chiese fra Sei e Settecento<\/em>, Firenze 2002, pp. 65-81. Il pittore a Volterra dipinse, a finta architettura, la volta della Chiesa di Sant\u2019Andrea (1720), si veda R.P. Ciardi-F.A. Lessi, <em>Sant\u2019Andrea<\/em>\u2026, 1989, p. 73; F. Paliaga, <em>La pittura<\/em>, in <em>Chiese di Volterra<\/em>, a cura di U. Bavoni-P. G. Bocci-A. Furiesi, vol. III, Pontedera 2008, p. 38.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_20_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_21_3328\" class=\"footnote\">ASCV, H<sup>I <\/sup>99, <em>Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra \u2026<\/em>, f. 50v; cfr. ASCV, H<sup>I<\/sup> 98, <em>Sacramento. Campione<\/em>, ff. 94dx, 95sx. Per la produzione grafica di Giuseppe Tonelli si veda <em>Disegni e incisioni della raccolta Marucelli (sec. XV-XVIII)<\/em>, catalogo della mostra (Firenze, 15 ottobre 1983-5 gennaio 1984), a cura di G. Brunetti-M. Chiarini-M. Sframeli, Firenze 1984, p. 109; M. Chiarini, <em>Scheda n. 12<\/em>, in <em>Disegni tardobarocchi della Biblioteca Marucelliana: per Rossella Todros<\/em>, catalogo della mostra (Firenze, 19 dicembre 2009-31 gennaio 2010), a cura di S. Castelli-R. Maini, Firenze 2009, pp. 34-35; C. Brovadan, <em>Disegni di Giuseppe Tonelli al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi<\/em>, in <em>Quadrature e decorazione murale da Jacopo Chiavistelli a Niccol\u00f2 Contestabili<\/em>, a cura di M. Gregori-M. Vison\u00e0, vol. I, Firenze 2012, pp. 57-67.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_21_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_22_3328\" class=\"footnote\">ASCV, H<sup>I <\/sup>99, <em>Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra\u2026<\/em>, f. 69v: \u00abAdi 17 detto [luglio 1726] A detto Signore Girolamo Ticciati Scultore lire Settecento a conto del sudetto nuovo Ciborio, e Grado di Marmi per la Cappella del Santissimo Sagramento lire 700.&#8211;\u00bb; cfr. ASCV, H<sup>I<\/sup> 98, <em>Sacramento. Campione<\/em>, ff. 136sx, 137dx; la nota di \u00abSpesa del Ciborio e Gradi (<em>sic<\/em>) fatti di nuovo al Altare del Santissimo\u00bb registra la somma di ducati 100 assegnata a Girolamo Ticciati per il \u00abCiborio e\u2019 Grado\u00bb [17 luglio 1726] (f. 136sx).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_22_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_23_3328\" class=\"footnote\">L\u20198 luglio 1730, il cavaliere Bardini ricevette lire 168.5.8 \u00abper suo rimborso d\u2019altrettanti da esso pagati fino dall\u2019anno 1726 a diversi manifattori in Firenze, e\u2019 altro occorso intorno al nuovo Ciborio di Pietre dure della Cappella del Santissimo in sei ricevute [\u2026]\u00bb ASCV, H<sup>I <\/sup>99, <em>Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra\u2026<\/em>, f. 76r. Nel mese di giugno del 1727, Giuseppe Lorenzi ricevette un rimborso per le \u00abSpese fatte per occasione del nuovo Grado, e Ciborio fatto nella Cappella del Santissimo, et altro cio\u00e8 Per trasporto di detti marmi parte in Barocci, e parte a soma da Empoli a Volterra compresovi La gita del medesimo per spedire detti marmi lire 38.&#8211; Al Muratore per metter su detti marmi compresovi i Materiali lire 7.11.8. Per assettatura della Chiavicina d\u2019Argento per il Ciborio, e cordoncino d\u2019oro, e seta per detta lire 4.&#8211; [\u2026]\u00bb ASCV, H<sup>I <\/sup>99, <em>Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra\u2026<\/em>, f. 71r; cfr. ASCV, H<sup>I<\/sup> 98, <em>Sacramento. Campione<\/em>, ff. 136sx, 140dx.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_23_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_24_3328\" class=\"footnote\">Per una parziale riproduzione fotografica della parte superiore dello sportellino centinato &#8211; disperso in un momento imprecisabile, ma prima degli anni Ottanta del Novecento &#8211; si veda E. Carli, <em>Volterra nel Medioevo e nel Rinascimento<\/em>, Pisa 1978, fig. 131. L\u2019immagine consente di ricondurre l\u2019arredo alla tipologia connotata dalla raffigurazione del <em>Cristo risorto<\/em> \u2013 oppure dell\u2019<em>Effusio sanguinis<\/em> \u2013 tema d\u2019antica tradizione che ebbe ampia fortuna anche nell\u2019ambito della produzione orafa sacra fiorentina fra Sei e Settecento; per la plausibile affinit\u00e0 compositiva si veda, ad esempio, lo sportello del tabernacolo a tempietto in argento commissionato, tra XVII e XVIII secolo, dalle religiose del Monastero di San Vincenzo Ferrer a Prato (R. Fantappi\u00e8, <em>Argenti<\/em>, in <em>Il Settecento a Prato<\/em>, a cura di R. Fantappi\u00e8, Milano 1999, pp. 309 fig. 282, 318), nonch\u00e9 lo sportello di tabernacolo elaborato da Adriano Haffner (1755) per il ciborio d\u2019argento della Cappella della Santissima Trinit\u00e0 nel Conservatorio delle Montalve alla Quiete (Firenze), A. Mazzanti, <em>Scheda n. 386<\/em>, in <em>Argenti fiorentini dal XV al XIX secolo. Tipologie e marchi<\/em>, a cura di D. Liscia Bemporad, vol. III, Firenze 1992, pp. 516-517.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_24_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_25_3328\" class=\"footnote\">ASCV, H<sup>I <\/sup>99, <em>Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra<\/em>\u2026,<strong> <\/strong>f. 69v: \u00abAdi 16 Luglio [1726] a Lorenzo Loi, e Compagni Argentieri lire dugento trentotto a conto d\u2019uno sportellino da Ciborio, e di una nuvola d\u2019argento con suoi raggi dorati, e in mezzo una Colomba per<em> <\/em>il nuovo Ciborio di Marmi fatto dal S<em>igno<\/em>r Girolamo Ticciati lire 238.&#8211;\u00bb.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_25_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_26_3328\" class=\"footnote\">ASCV, H<sup>I<\/sup> 98, <em>Sacramento. Campione<\/em>, ff. 136sx, 137dx; la nota di \u00abSpesa del Ciborio e Gradi (<em>sic<\/em>) fatti di nuovo al Altare del Santissimo\u00bb ricorda il compenso di ducati 34 consegnato a Lorenzo Loi per \u00abuno sportellino e\u2019 Nuvole d\u2019Argento\u00bb [16 luglio 1726] (f. 136sx).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_26_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_27_3328\" class=\"footnote\">ASCV, H<sup>I<\/sup> 134, <em>Scritture diverse spettanti alla Compagnia del Santissimo Sacramento<\/em>, f.n.n. \u00ab31 Agosto I.M.I. 1726 Memoria di Spese fatte da\u2019 me Cavaliere Giulio Bardinj in Firenze per Servizio della Compagnia del Santissimo Sagramento del Duomo di Volterra in\u2019 occasione del nuovo Ciborio, Grado, e\u2019 altro ordinato per il suo Altare\u00bb. Si ricordano, \u00abLama d\u2019argento\u00bb per \u00abcoprire il Ciborio\u00bb, \u00abMuer Bianco\u00bb, \u00abCataluffo dorato, e\u2019 Bianco per i drappelloni del Baldacchino\u00bb, \u00abTaffett\u00e0 dorato per il Cielo di detto Baldacchino\u00bb; il rivestimento interno venne compiuto dal banderaio Sebastiano Nannini (<em>ibidem<\/em>).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_27_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_28_3328\" class=\"footnote\"><em>Ibidem<\/em>: \u00abE a\u2019 31 Agosto a\u2019 Giovanni Antonio Noferi Intagliatore lire trentanove per l\u2019appresso lavori d\u2019intaglio Per il telaio del Baldacchino sopra il Ciborio lire 12.&#8211; Per la Base che\u2019 Sopra il ciborio, e serve per l\u2019esposizione del Santissimo Sagramento lire<em> <\/em>28.&#8211; [\u2026] E a di detto a\u2019 Ranieri Agostinj doratore lire ventotto per doratura della detta Base con Suoj Viticci, e\u2019 suo Baldacchino netto di tara lire<em> <\/em>28 &#8212; [\u2026]\u00bb. Sul doratore, che nel 1723 e nel 1733 dor\u00f2 \u00abvari ornamenti intagliati da Giovanni Antonio Noferi per l\u2019Elettrice Palatina\u00bb si veda E. Colle-L. Livi Bacci, <em>Regesto degli artigiani attivi per la Corte medicea<\/em>, in <em>I mobili di Palazzo Pitti. Il periodo dei Medici 1537-1737<\/em>, a cura di E. Colle, Firenze 1997, p. 271.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_28_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_29_3328\" class=\"footnote\">BGV, [G. Guidi], <em>Notizie delle Pitture\u2026<\/em>, s.d. [1747-1750], f. 7v: \u00abFuorj dej dettj Pilastri sono affissi due Lampadarj uno per parte di legno messo a\u2019 oro lavoro singolare del celebre maestro Noferi Fiorentino intagliatore. Ogn\u2019uno di questi \u00e8 formato da un Putto, che regge un viticcio di tre branche, sulle quali sono tre Lampade sempre accese\u00bb.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_29_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_30_3328\" class=\"footnote\">ASCV, H<sup>I <\/sup>99, <em>Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra \u2026<\/em>, f. 59v e f. 26v; ASCV, H<sup>I<\/sup> 98, <em>Sacramento. Campione<\/em>, f. 107dx.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_30_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_31_3328\" class=\"footnote\">ASCV, H<sup>I<\/sup> 106,\u00a0<em>Sacramento. Deliberazioni<\/em>,<em> <\/em>f. 46r [1 aprile 1720].<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_31_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_32_3328\" class=\"footnote\">Per l\u2019intagliatore Giovanni Antonio Noferi, attivo a Firenze nella prima met\u00e0 del Settecento, si veda R. Spinelli, <em>Ricognizione su Giuseppe Broccetti (1684-1733)<\/em>, in \u201cAnnali. Fondazione Studi di Storia dell\u2019Arte Roberto Longhi\u201d, II, 1989, p. 121 nota 79; E. Colle-L. Livi Bacci, <em>Regesto<\/em>\u2026, 1997, pp. 296-297; S. Bellesi, <em>Le commissioni per la famiglia Riccardi<\/em>, in S. Bellesi-M. Vison\u00e0, <em>Giovacchino Fortini. Scultura architettura decorazione e committenza a Firenze al tempo degli ultimi Medici<\/em>, vol. I, Firenze 2008, pp. 166-168, 177 note 24-25; S. Bellesi, <em>Scheda n. 42<\/em>, in <em>Il fasto e la ragione. Arte del Settecento a Firenze<\/em>, catalogo della mostra (Firenze, 30 maggio-30 settembre 2009), a cura di C. Sisi-R. Spinelli, Firenze 2009, pp. 152-153.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_32_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_33_3328\" class=\"footnote\">Sullo scultore si veda, in particolare, la biografia dedicatagli da Francesco Maria Niccol\u00f2 Gabburri, in K. Lankheit, <em>Florentinische Barockplastik<\/em>, M\u00fcnchen 1962, pp. 230-231; J. Montagu, <em>Girolamo Ticciati<\/em>, in <em>Gli ultimi Medici. Il Tardo Barocco a Firenze, 1670-1743<\/em>, catalogo della mostra (Detroit, 27 marzo-2 giugno 1974; Firenze, 28 giugno-30 settembre 1974), Firenze 1974, pp. 144-147, 424; S. Bellesi, <em>Nuove acquisizioni alla scultura fiorentina dalla fine del Cinquecento al Settecento<\/em>, in \u201cAntichit\u00e0 Viva\u201d, XXXI, 1992, 5-6, p. 45; S. Blasio, <em>Ticciati, Girolamo<\/em>, in <em>Repertorio della scultura fiorentina del Seicento e Settecento<\/em>, a cura di G. Pratesi, vol. I, Torino 1993, pp. 62-63; A. Giannotti, <em>\u00abFisso nel punto, che m\u2019avea vinto\u00bb. Girolamo Ticciati, scultore \u2018sicuro\u2019 nella Firenze del Settecento<\/em>, in \u201cAtti e memorie dell\u2019Accademia Toscana di Scienze e Lettere La Colombaria\u201d, 1995, LX, pp. 104-122; S. Bellesi, <em>Studi sulla pittura e sulla scultura del \u2018600-\u2018700 a Firenze<\/em>, Firenze 2013, pp. 163-164; A. Giannotti, <em>Nuove opere del \u201ccelebre scultore\u201d Girolamo Ticciati<\/em>, \u201cNuovi Studi\u201d, 22, XXI (2016), 2017, pp. 119-124.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_33_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_34_3328\" class=\"footnote\">Sull\u2019opera di Girolamo Ticciati si veda, in particolare, K. Lankheit, <em>Florentinische<\/em> \u2026, 1962, pp. 178-180; G. Brunetti, <em>Una madonnina dimenticata di Girolamo Ticciati per il battistero<\/em>, in \u201cAntichit\u00e0 Viva\u201d, XIII, 1974, 3, pp. 22-24; G. Brunetti, <em>I bassorilievi di Girolamo Ticciati per il coro e per l\u2019altare maggiore del battistero<\/em>, in <em>Kunst des Barock in der Toskana<\/em>, \u201cAtti del convegno\u201d, M\u00fcnchen 1976, pp. 182-187; R. Roani Villani, <em>Per Girolamo Ticciati<\/em>, in \u201cParagone\u201d, 409, 1984 pp. 70-74. Per il gruppo raffigurante <em>Cristo e la Samaritana<\/em> (1724) che appartenne all\u2019Elettrice Palatina &#8211; unica scultura in bronzo dell\u2019autore conservata (Madrid, Patrimonio Nacional, Palacio de Oriente) -, si veda S. Bellesi, <em>Scheda n. 170<\/em>, in <em>La principessa saggia. L\u2019eredit\u00e0 di Anna Maria Luisa de\u2019 Medici Elettrice Palatina<\/em>, catalogo della mostra (Firenze, 23 dicembre 2006-15 aprile 2007), a cura di S. Casciu, Livorno 2006, pp. 310-311; M. J. Herrero Sanz, <em>Scheda n. 86<\/em>, in <em>Brillos en bronce. Colecciones de reyes<\/em>, catalogo della mostra (Madrid, novembre 2009-gennaio 2010), Madrid 2010, pp. 293-295.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_34_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_35_3328\" class=\"footnote\">Per la pala d\u2019altare, realizzata contestualmente ad una serie di rilievi raffiguranti le <em>Storie di Santa Caterina de\u2019 Ricci<\/em> destinati al medesimo ente ecclesiastico pratese ed elaborati in collaborazione con Vincenzo Foggini, si veda, in particolare, S. Bellesi, <em>La scultura<\/em>, in <em>Il Settecento a Prato<\/em> \u2026, 1999, p. 281.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_35_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_36_3328\" class=\"footnote\">Il disegno \u00e8 stato riprodotto in S. Bardazzi-E. Castellani, <em>Il Monastero di S. Vincenzo in Prato<\/em>, Prato 1982, p. 124, fig. 105; S. Bellesi, <em>La scultura<\/em>\u2026, 1999, p. 284, fig. 341. Per l\u2019attribuzione a Girolamo Ticciati si veda, inoltre, M.G. Trenti Antonelli, <em>Basilica dei Santi<\/em> <em>Vincenzo e Caterina de\u2019 Ricci<\/em>, in <em>Prato e la sua provincia<\/em>, a cura di C. Cerretelli, Milano 1999, p. 83. Per un approfondimento sul disegno progettuale per l\u2019edificazione degli altari fra Cinque e Settecento si veda R. Santamaria, \u00abIuxta modellum\u00bb: <em>disegni progettuali di altari genovesi fra XVI e XVIII secolo<\/em>, in S. De Cavi, <em>Dibujo y ornamento. Trazas y dibujos de artes decorativas entre Portugal, Espa\u00f1a, Italia, Malta y Grecia. Estudios en honor de Fuensanta Garc\u00eda de la Torre<\/em>, C\u00f3rdoba 2015, pp. 309-321.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_36_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_37_3328\" class=\"footnote\">S. Bardazzi-E. Castellani, <em>Il Monastero<\/em>\u2026, 1982, p. 81 nota 48; S. Bellesi, <em>La scultura<\/em>\u2026, 1999, p. 281.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_37_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_38_3328\" class=\"footnote\">Il gruppo appartiene ad una tipologia di antica tradizione anche nell\u2019ambito della produzione orafa sacra fiorentina; per quanto riguarda il Settecento si veda, ad esempio, il ciborio in argento della Collegiata dei Santi Pietro e Paolo di Castelfranco (Pisa), arredo attribuito a manifattura fiorentina e, dubitativamente, a Giuseppe Broccetti (terzo decennio del XVIII secolo), M. Cecchi, <em>Scheda n. 33<\/em>, in <em>Visibile pregare. Arte sacra nella diocesi di San Miniato<\/em>, a cura di R.P. Ciardi, vol. II, Ospedaletto (Pisa) 2001, pp. 83-84. Si ricorda, inoltre, che il medesimo Lorenzo Loi realizz\u00f2 un ciborio d\u2019argento impreziosito da \u00abuno Spirito Santo\u00bb per la Compagnia della Madonna del Carmine di Prato (1724), R. Fantappi\u00e8, <em>Argenti<\/em> \u2026, 1999, p. 315.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_38_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_39_3328\" class=\"footnote\">ASFi, <em>Carte di Eleonora Gonzaga<\/em>, 1, n. 156.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_39_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_40_3328\" class=\"footnote\">M. Bietti, <em>Scheda I. 119<\/em>, in S. Bellesi-M. Vison\u00e0, <em>Giovacchino Fortini<\/em>\u2026, vol. II, 2008, p. 237.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_40_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_41_3328\" class=\"footnote\">La collaborazione con Giovacchino Fortini \u00e8 nota in riferimento all\u2019attivit\u00e0 svolta per la famiglia Riccardi fra il terzo ed il quarto decennio dei Settecento, S. Bellesi, <em>Le commissioni<\/em>\u2026, 2008, pp. 167, 170, 178 nota 51. Per il disperso paliotto d\u2019altare in argento destinato alla Cappella di San Filippo Benizi nella Chiesa della Santissima Annunziata di Firenze, elaborato da Lorenzo Loi su disegno di Giovacchino Fortini (1727), si veda D. Liscia Bemporad, <em>L\u2019Oreficeria<\/em>, in <em>Tesori d\u2019arte dell\u2019Annunziata di Firenze<\/em>, catalogo della mostra (Firenze, 31 dicembre 1986-31 maggio 1987), a cura di E. Casalini-M.G. Ciardi Dupr\u00e8 Dal Poggetto-L. Crociani-D. Liscia Bemporad, Firenze 1987, p. 306; M. Vison\u00e0, <em>Scheda III. 18<\/em>, in S. Bellesi-M. Vison\u00e0, <em>Giovacchino Fortini<\/em>\u2026, vol. II, 2008, pp. 295-296.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_41_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_42_3328\" class=\"footnote\">La citazione \u00e8 tratta dalla trascrizione del brano documentario contenuto nelle <em>Ricordanze<\/em> del Convento della Santissima Annunziata di Firenze e relativo al paliotto per la Cappella di San Filippo Benizi, in D. Liscia Bemporad, <em>L\u2019Oreficeria<\/em>\u2026, 1987, p. 306; M. Vison\u00e0, <em>Scheda III. 18<\/em>\u2026, 2008, pp. 295-296.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_42_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_43_3328\" class=\"footnote\">Oltre al ciborio gi\u00e0 menzionato (<em>supra<\/em>, nota 39), si ricordano l\u2019ostensorio del Museo dell\u2019Opera del Duomo di Prato (1728-1730) e l\u2019urna reliquiario di Santa Caterina de\u2019 Ricci per il Monastero di San Vincenzo Ferrer (1740), R. Fantappi\u00e8, <em>Argenti<\/em>\u2026, 1999, pp. 311, 317 fig. 390, 319-320.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_43_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_44_3328\" class=\"footnote\">ASCV, H<sup>I <\/sup>99, <em>Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra \u2026<\/em>, f. 47v: \u00abAdi primo settembre [1715] al Signor Cavaliere Giulio Bardini uno de Signori Deputati ducati cinquecento quarantuno lire 6.6.8 sono per altrettanti fatti da Lui pagare in Firenze al Signor Girolamo Gorgieri Argentiere per valuta, e spese di numero 8 Candeglieri d\u2019Argento di peso in tutto libbre 43 once 5 denari 1, quali Candeglieri si sono posti sull\u2019Altare del Santissimo Sagramento della Cattedrale per sostener l\u2019otto Candele, chi (<em>sic<\/em>) continuamente vi tiene la Compagnia sono lire 3793.6.8\u00bb, cfr. ASCV, H<sup>I<\/sup> 98, <em>Sacramento. Campione<\/em>, f. 89dx.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_44_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_45_3328\" class=\"footnote\">ASCV, H<sup>I<\/sup> 134, <em>Scritture diverse spettanti alla Compagnia del Santissimo Sacramento<\/em>, f.n.n., si veda, qui di seguito, l\u2019appendice documentaria.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_45_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_46_3328\" class=\"footnote\"><em>Ibidem<\/em>; cfr. ASCV, H<sup>I <\/sup>99, <em>Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra\u2026<\/em>, f. 73v: \u00abAdi 20 Luglio [1728] al signor Cavaliere\u00a0 Giulio Bardini uno de Signori Deputati Ducati secento, tanti ad esso mandati a Firenze, che ducati 261.3.6.8 sotto di 25 Aprile prossimo passato, e ducati 338.3.13.4 questo suddetto giorno per Francesco Morganti, per pagarsi detta somma di ducati 600 al Signor Lorenzo Loi, e Compagni Argentieri sul Ponte Vecchio in conto de\u2019 Candellieri d\u2019Argento ordinanti per servizio della Compagnia, che sono ducati 600 lire 4200.<em>&#8212;<\/em>\u00bb.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_46_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_47_3328\" class=\"footnote\">ASCV, H<sup>I<\/sup> 98, <em>Sacramento. Campione<\/em>, ff. 132sx-dx: \u00abNota della Spesa fatta nej Candelieri d\u2019Argento ordinati da Signori Deputati a Lorenzo Loi Argentiere in Firenze\u00bb [1728-1731].<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_47_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_48_3328\" class=\"footnote\">ASCV, H<sup>I <\/sup>99, <em>Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra\u2026<\/em>, f. 77v.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_48_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_49_3328\" class=\"footnote\">ASCV, H<sup>I<\/sup> 98, <em>Sacramento. Campione<\/em>, f. 172sx; cfr. ASCV, H<sup>I <\/sup>99, <em>Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra\u2026<\/em>, ff. 75v, 78v, 83v, 86v.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_49_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_50_3328\" class=\"footnote\">Gli apparati allestiti, per cura della Compagnia, in occasione delle celebrazioni festive erano perfezionati da maestranze ed artisti d\u2019ambito locale, fra i quali il pittore Domenico Tempesti (1732-1733), ASCV, H<sup>I <\/sup>99, <em>Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra\u2026<\/em>, f. 79r; ASCV, H<sup>I<\/sup> 98 <em>Sacramento. Campione<\/em>, ff. 156dx, 159dx. Su Tempesti, attivo nel pisano fra il quarto ed il settimo decennio del Settecento si veda R.P. Ciardi, <em>La seconda met\u00e0 del secolo<\/em>, in <em>Settecento pisano. Pittura e scultura a Pisa nel secolo XVIII<\/em>, a cura di R. P. Ciardi, Ospedaletto (PI) 1990, pp. 110-111, 145 nota 43.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_50_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_51_3328\" class=\"footnote\">ASCV, H<sup>I <\/sup>99, <em>Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra\u2026<\/em>, f. 82r [1734]; \u00aba conto\u00bb dell\u2019opera gli argentieri ricevettero lire 1750 (<em>ibidem<\/em>).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_51_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_52_3328\" class=\"footnote\">ASCV, H<sup>I <\/sup>99, <em>Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra\u2026<\/em>, f. 83r [23 luglio 1734], l\u2019intagliatore fu coadiuvato dal doratore Magnelli, da \u00abBaci, e\u2019 Burchi setaioli\u00bb, dal battiloro Cappelli e dal \u00abBanderaio\u00bb Pintucci (<em>ibidem<\/em>); cfr. ASCV, H<sup>I<\/sup> 98, <em>Sacramento. Campione<\/em>, f. 172sx.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_52_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_53_3328\" class=\"footnote\">ASCV, H<sup>I <\/sup>99, <em>Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra\u2026<\/em>, f. 87r: \u00abAdi 24 Lug<em>lio <\/em>[1738], e fino sotto di 18 Giugno prossimo passato al Signor Lorenzo Loi, e Compagni Argentieri sul Ponte Vecchio in Firenze Lire mille centro trentaquattro in conto dell\u2019Ostensorio, e\u2019 altri Lavori ordinati Loro dai Signori Deputati lire 1134.&#8211;\u00bb. Appare interessante ricordare che, proprio nel 1738, Lorenzo Loi venne compensato dalla Compagnia di San Michele di Castelfranco (Pisa) per la realizzazione di una muta di sei candelieri d\u2019argento, M. Cecchi, <em>Scheda n. 33<\/em>\u2026, 2001, p. 96 nota 156.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_53_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_54_3328\" class=\"footnote\">ASCV, H<sup>I <\/sup>99, <em>Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra\u2026<\/em>, f. 91v.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_54_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_55_3328\" class=\"footnote\">ASCV, H<sup>I <\/sup>99, <em>Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra\u2026<\/em>, f. 158r.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_55_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_56_3328\" class=\"footnote\">Durante l\u2019adunanza confraternale del 23 dicembre 1756, i deputati stanziarono ottocento scudi nella realizzazione dei manufatti, ASCV, H<sup>I<\/sup> 106,\u00a0<em>Sacramento. Deliberazioni<\/em>,<strong> <\/strong>ff. 90r-91v.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_56_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_57_3328\" class=\"footnote\">ASCV, H<sup>I<\/sup> 142 <em>Campione della Compagnia del Santissimo Sacramento in Cattedrale di Volterra<\/em>, ff. 116sx-dx.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_57_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_58_3328\" class=\"footnote\">ASCV, H<sup>I<\/sup> 142 <em>Campione della Compagnia del Santissimo Sacramento in Cattedrale di Volterra<\/em>, f. 160sx; per Francesco Loi [1762], ASCV, H<sup>I <\/sup>99, <em>Entrata et Uscita de Camarlinghi della Compagnia del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Volterra\u2026<\/em>, f. 164v.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_58_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_59_3328\" class=\"footnote\"><em>Argenti fiorentini\u2026<\/em>, vol. I, 1992, p. 421.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_59_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_60_3328\" class=\"footnote\">ASCV, H<sup>I<\/sup> 49, <em>Libro delli Inventari della Sagrestia del Duomo di Volterra<\/em>, f. 191r. Per le altre suppellettili sacre contestualmente donate da Jacopo Gaetano Inghirami alla Cattedrale di Volterra, si veda U. Bavoni, <em>La Cattedrale<\/em>\u2026, 1997, p. 115; D. Gastone, <em>Le oreficerie del Museo diocesano d\u2019arte sacra. Introduzione al Regesto<\/em>, in <em>Il Museo diocesano d\u2019arte sacra di Volterra. Catalogo<\/em>, a cura di U. Bavoni-A. Ducci-A. Muzzi, Pisa 2018, p. 286.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_60_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_61_3328\" class=\"footnote\">ASCV, H<sup>I<\/sup> 49, <em>Libro delli Inuentari della Sagrestia del Duomo di Volterra<\/em>, f. 191r. Per gli arredi ed il rilevamento \u2013 sui rispettivi tappi \u2013 dei marchi di garanzia dell\u2019Arte della Seta di Firenze, del saggiatore Vittorio Querci (1767-1779) e dell\u2019autore, la bottega di Loi, si veda C. Baracchini, <em>Scheda<\/em> <em>n. 19<\/em>, in <em>La Cattedrale di Volterra<\/em>\u2026, 1994, p. 92. La studiosa attribuisce i tre manufatti al primo Seicento fiorentino, considerando i tappi, contrassegnati dalla punzonatura, un rifacimento pi\u00f9 tardo (<em>ibidem<\/em>).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_61_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_62_3328\" class=\"footnote\">Francesco Loi mor\u00ec il 19 luglio 1769, <em>Argenti fiorentini \u2026<\/em>, vol. I, 1992, p. 421.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_62_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_63_3328\" class=\"footnote\">L\u2019inventario \u00e8 stato in parte trascritto e pubblicato da G. Cantini Guidotti, <em>Orafi in Toscana tra XV e XVIII secolo<\/em>, vol. II, Firenze 1994, pp. 253-256. Oltre al \u00abCiborio\u00bb costituito da \u00ab51 Pezzi diversi, cio\u00e8 Sportello, Frontone, Cornici, Colonne [\u2026]\u00bb, la nota inventariale descrive, in giacenza nella bottega, manufatti d\u2019impiego profano \u2013 come i vassoi incompiuti, la \u00absaliera a due spartimenti, cernierata\u00bb, il \u00abGotto dorato d\u2019Augusta\u00bb, le posate e le fibbie \u00abda scarpa\u00bb \u2013 ma anche due reliquiari in filigrana ed un calice \u00abcentinato, tirato a tutto pulimento, a bont\u00e0 di Marchio fiorentino\u00bb, ASFi, <em>Magistrato dei Pupilli del Principato<\/em>, 2699, ins. 163, ff. 1287r-v; G. Cantini Guidotti, <em>Orafi<\/em>\u2026, vol. II, 1994, pp. 253-254.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_63_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_64_3328\" class=\"footnote\">ASFi, <em>Magistrato dei Pupilli del Principato<\/em>, 2699, ins. 163, f. 1288v; G. Cantini Guidotti, <em>Orafi<\/em>\u2026, vol. II, 1994, p. 256.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_64_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_65_3328\" class=\"footnote\"><em>Argenti fiorentini<\/em> \u2026, vol. I, 1992, p. 421.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_65_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_66_3328\" class=\"footnote\">L\u2019inventario ricorda \u00abBronzi diversi\u00bb, otto \u00abStaffe di Bronzo per formare\u00bb, una \u00abMastra da Terra da formare\u00bb, \u00abPi\u00f9, e diversi Gessi da formare, Modelli di Legno [\u2026]\u00bb, \u00abDiversi Modelli di piombo\u00bb e ancora \u00abDiversi Modelli nello scrittoio\u00bb, ASFi, <em>Magistrato dei Pupilli del Principato<\/em>, 2699, ins. 163, ff. 1287v-1288r; G. Cantini Guidotti, <em>Orafi<\/em>\u2026, vol. II, 1994, pp. 255-256.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_66_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_67_3328\" class=\"footnote\">Si tratta di \u00abUn Armadino con quattro Cassette, e una Cassa per tenere di disegni, il tutto nello scrittoio, assai Lacero\u00bb, ASFi, <em>Magistrato dei Pupilli del Principato<\/em>, 2699, ins. 163, f. 1288v; G. Cantini Guidotti, <em>Orafi<\/em>\u2026, vol. II, 1994, p. 256.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_67_3328\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>dariagastone@gmail.com Il corredo d\u2019altare della \u00abCappella dei Miracoli\u00bb nella Cattedrale di Volterra e la committenza della Compagnia del Santissimo Sacramento nel XVIII secolo DOI: 10.7431\/RIV18082018 <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=3328\" title=\"Daria Gastone\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":3406,"menu_order":9,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3328"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3328"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3328\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3367,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3328\/revisions\/3367"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3406"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3328"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}