{"id":3326,"date":"2018-12-29T20:52:42","date_gmt":"2018-12-29T20:52:42","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=3326"},"modified":"2019-06-28T20:10:54","modified_gmt":"2019-06-28T20:10:54","slug":"giuseppe-giugno","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=3326","title":{"rendered":"Giuseppe Giugno"},"content":{"rendered":"<p>giuseppegiugno_1@libero.it<\/p>\n<h3><em>Pro maiori Dei Gloria et Integerrime Immaculate eius Matris Marie<\/em>. Il simulacro dell\u2019Immacolata Concezione della Cattedrale di Caltanissetta<\/h3>\n<p>DOI: 10.7431\/RIV18072018<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rappresentazione della <em>Tota pulchra<\/em>,<em> <\/em>sintesi della teologia immacolista formulata secondo uno schema iconografico suggerito dalla descrizione della <em>Amicta Sole <\/em>(Apocalisse 12), rappresenta il punto di approdo di un lungo e complesso cammino di ricerca iconografica che ha accompagnato nei secoli la codifica di un mistero teologico giunto a sua piena maturazione con la proclamazione del dogma dell\u2019Immacolata Concezione nel 1854 sotto il pontificato di Pio IX. La donna dell\u2019Apocalisse si pone, in tal modo, come sommo emblema rappresentativo di una verit\u00e0 di fede, gi\u00e0 avvertita nel <em>sensus fidei<\/em> nel lontano medioevo, ancorata nel linguaggio dell\u2019arte a formule iconografiche poi superate in et\u00e0 tridentina come l\u2019Albero di Jesse<sup><a href=\"#footnote_0_3326\" id=\"identifier_0_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Sul mistero immacolista e sulla sua rappresentazione nel sensus fidei si rimanda al contributo di S. De Fiores, Il dogma dell&rsquo;Immacolata Concezione. Approccio storico-teologico dal Quattrocento al Settecento, in Una donna vestita di sole l&rsquo;Immacolata Concezione nelle opere dei grandi maestri, Catalogo della mostra (Citt&agrave; del Vaticano, Braccio di Carlo Magno, 11 febbraio-13 maggio 2005), a cura di G. Morello-V. Francia-R. Fusco, Milano 2005, p. 24.\">1<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella definizione dell\u2019attuale modello iconografico dell\u2019Immacolata, segnato dalla Vergine vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi sottoposta al globo terracqueo sferico, esercita un ruolo di primo piano il <em>De picturis et imaginibus sacris <\/em>di Jan Der Meulen, latinizzato in <em>Molanus<\/em>. L\u2019opera pubblicata nel 1570 indirizza verso l\u2019abbandono di rappresentazioni come il casto bacio di Anna e Gioacchino per modelli nuovi con attributi che rimandano al testo dell\u2019Apocalisse<sup><a href=\"#footnote_1_3326\" id=\"identifier_1_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per un approfondimento sul tema iconografico immacolista e sulla sua evoluzione si rimanda a E. Tea, Iconografia dell&rsquo;Immacolata in Italia e in Francia, in Actes du XIX Congr&eacute;s d&rsquo;Histoire de l&rsquo;Art, Parigi 1959, p. 279; V. Francia, Splendore di bellezza. L&rsquo;iconografia dell&rsquo;Immacolata Concezione nella pittura rinascimentale italiana, Roma 2004, p. 65; T. Verdon, Maria nell&rsquo;arte europea, Milano 2004; L. Stagno, Modelli iconografici per l&rsquo;Immacolata a Genova nel Cinquecento, in L&rsquo;Immacolata nei rapporti tra l&rsquo;Italia e la Spagna, a cura di A. Anselmi, Roma 2008, pp. 303-323; E. Simi Varanelli, Maria Immacolata. La rappresentazione nel Medioevo, Roma 2008. Si consiglia infine la consultazione del lavoro di F. Lanza, L&rsquo;iconografia dell&rsquo;Immacolata Concezione a Savona e nel territorio della sua Diocesi, Tesi di Laurea in Iconografia e Iconologia, Facolt&agrave; di Lettere e Filosofia, Corso di Laurea Magistrale in Storia dell&rsquo;Arte e Valorizzazione del Patrimonio Artistico, Universit&agrave; degli Studi di Genova, relatore prof. ssa L. Stagno, pp. 24-50.\">2<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante le critiche mosse da quanti non ritenevano opportuno raffigurare il mistero immacolista, come chiaramente affermato dal cardinale Paleotti che taccia di errore nel suo <em>Discorso intorno alle immagini sacre et profane <\/em>del 1582 coloro che rappresentavano \u00abper certe alcune cose che la santa Chiesa non ha voluto determinare, come della concezzione (<em>sic<\/em>) della gloriosa Vergine\u00bb<sup><a href=\"#footnote_2_3326\" id=\"identifier_2_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. M. Moretti, Confini domestici. Ruoli e immagini femminili nella pittura della controriforma, in &ldquo;Storia delle donne&rdquo;, 3, 2007, p. 126; G. Paleotti, Discorso intorno alle imagini sacre et profane, rist. an., Bologna 1990, cap. III.\">3<\/a><\/sup>, il cammino di definizione iconografica del modello oggi consolidato trova ampia fortuna nell\u2019opera del pittore e trattatista spagnolo Francisco Pacheco, nella sua <em>Arte de la Pintura <\/em>del 1649 dove suggerisce di rappresentare la Vergine senza il Figlio. Lo stesso codifica, di fatto, gli attributi, che diverranno poi costanti nell\u2019iconografia immacolista, fornendo un modello assai diffuso in Sicilia<sup><a href=\"#footnote_3_3326\" id=\"identifier_3_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. V. Francia, Splendore di bellezza&hellip;, 2004, p. 66. Per un approfondimento sull&rsquo;argomento si rimanda al volume di F. Dell&rsquo;Utri, La statua dell&rsquo;Immacolata di Marineo nella scultura lignea siciliana del secolo XVIII (fra i Bagnasco e i Quattrocchi), Caltanissetta 1990, p. 29.\">4<\/a><\/sup>. Nell\u2019isola, peraltro, scrive Maria Concetta Di Natale, l\u2019evoluzione del tema iconografico, attestata da una produzione artistica varia, \u00e8 chiaramente segnata dall\u2019impronta della Controriforma che \u00abcon le sue indicazioni anche relative all\u2019iconografia delle opere d\u2019arte sacra si viene a porre come un punto di cesura, definendo alcune tipologie e tematiche, mutandone altre e favorendone alcune, piuttosto che altre\u00bb<sup><a href=\"#footnote_4_3326\" id=\"identifier_4_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Sull&rsquo;argomento si rimanda a M.C. Di Natale, &ldquo;Cammini&rdquo; mariani per i tesori di Sicilia, Parte I, in &ldquo;Rivista dell&rsquo;Osservatorio per le Arti Decorative in Italia&rdquo;, n. 1, giugno 2010, pp. 16-17; V. Abbate, &ldquo;Ad aliquid sanctum significandum&rdquo;. Immagine della Purissima Reina tra Cinque e Seicento, in Bella come la luna pura come il sole. L&rsquo;Immacolata nell&rsquo;arte in Sicilia, catalogo della mostra a cura di M.C. Di Natale-M. Vitella, Palermo 2004, pp. 30-47.\">5<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 1. Francisco Pacheco, 1619, &lt;i&gt;Immacolata con Mighel del Cid&lt;\/i&gt;, Siviglia, Cattedrale di Santa Maria della Sede.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/giu01.jpg\">Fig. 1<\/a>)<strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La semplificazione dell\u2019espressione iconografica immacolista, ancorch\u00e9 fondata su una base iconologica pressoch\u00e9 costante nel suo lungo cammino di definizione teologica, nasce dalla profonda esigenza di garantire il fine culturale e pedagogico-didattico della produzione artistica, come del resto postulato dal decreto tridentino sulle immagini sacre del 1563. Alla base degli attributi che definiscono la rappresentazione sta il dato scritturistico, che ne costituisce il naturale fondamento teologico a partire dal quale esprimere il mistero<sup><a href=\"#footnote_5_3326\" id=\"identifier_5_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per un approfondimento sul rapporto tra arte e dato scritturistico si rimanda a G. Giacu, L&rsquo;Immacolata Concezione nell&rsquo;arte, in &ldquo;Nuovo Cammino&rdquo;, 1 (1996), p. 11; M. F. Porcella, A. Pasolini, Fondamenti teologici dell&rsquo;iconografia dell&rsquo;Immacolata e alcune esemplificazioni nell&rsquo;arte sarda, in Biblioteca francescana, vol. X, Oristano 2002, pp. 213-229; S. De Fiores, Il dogma dell&rsquo;Immacolata Concezione&hellip;, in Una donna vestita&hellip;, 2005, p. 24. Per una riflessione pi&ugrave; circostanziata sugli attributi iconografici della Vergine dell&rsquo;apocalisse si rimanda a M. Soranzo, Evoluzione iconografica dell&rsquo;Immacolata Concezione, in Advocata gratiae et sanctitatis exemplar, Pontificia Academia Theologica, vol. III, Frascati (Roma) 2004, pp. 643-645; V. Francia, L&rsquo;immacolata Concezione: alla ricerca di un modello iconografico, in Una donna vestita &hellip;, 2005, p. 39. Per una lettura integrale del decreto del Concilio di Trento Della invocazione, della venerazione e delle reliquie dei santi e delle sacre immagini si rimanda alla XXV sessione del 2-3 dicembre 1563.\">6<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Sicilia la posizione degli immacolisti, certamente forte dell\u2019intervento di Filippo III che chiese con forza presso la Santa Sede mediante la <em>Junta de la Immaculada Concepci\u00f3n <\/em>il riconoscimento formale del culto, culmina nel 1643 nella proclamazione della Vergine patrona dell\u2019isola per volont\u00e0 del vicer\u00e9 Juan Alfonso Henriquez de Cabrera, Almirante di Castiglia su sollecitazione dei francescani<sup><a href=\"#footnote_6_3326\" id=\"identifier_6_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Sull&rsquo;appoggio dato da Filippo III al riconoscimento del mistero dell&rsquo;immacolato concepimento si veda L. Fr&igrave;as, Felipe III y la Inmaculada Concepci&oacute;n. Instancias a la Santa Sede por la definici&ograve;n del misterio, in &ldquo;Raz&ograve;n y Fe&rdquo;, 10, 1904, pp. 21-33, 145-156, 293-308; J. Meseguer Fern&agrave;ndez, La Real Junta de la Inmaculada Concepci&oacute;n (1616-1817\/20), in &ldquo;Archivo Ibero-Americano&rdquo;, 59.60, 1955, pp. 621-866; J. Aranda Doncel, La devoci&ograve;n a la Inmaculada Concepci&ograve;n durante los siglos XVI al XVIII: El papel de los conventos cordobeses de la provincia franciscana de Granada, in La Inmaculada Concepci&oacute;n en Espa&ntilde;a: religiosidad, historia y arte, Atti del simposio (1\/4-IX-2005) a cura di F.J. Campos-F. De Sevilla, vol. I, Madrid 2005, pp. 53-88; M. Moretti, La Concezione di Maria in Spagna: profili storici e iconografici, in Una donna vestita&hellip;, 2005, p. 88. Sulla proclamazione dell&rsquo;Immacolata Patrona di Sicilia si rimanda al contributo di A. Anselmo, Note per una storia della tipografia a Palermo nel XVII secolo, in Bibliografia delle edizioni palermitane antiche (BEPA), II, Edizioni del XVII secolo, Contributi e Indici a cura di C. Pastena-A. Anselmo-M.C. Zimmardi, Palermo 2014, p. 11.\">7<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Caltanissetta la diffusione del culto viene attestata, oltre che nella chiesa dei padri Cappuccini, all\u2019interno della stessa Chiesa Madre di Santa Maria la Nova, anche nota nel 1731 col titolo della <em>Concettione Santissima<\/em><sup><a href=\"#footnote_7_3326\" id=\"identifier_7_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. G. Giugno, Nessi, relazioni e rimandi tra tessuto urbano e tessuto sacrale nella civitas di et&agrave; moderna. Il Settecento nisseno attraverso lo Stato della Citt&agrave; di Giovanni Agostino Riva, in Stato della citt&agrave; di Caltanissetta nel 1731 sotto l&rsquo;arciprete Giovanni Agostino Riva, a cura di G. Giugno-D. Vullo, Caltanissetta 2016, p. 27.\">8<\/a><\/sup>. In particolare, \u00e8 noto che nel 1659 l\u2019altare maggiore della chiesa era gi\u00e0 dedicato all\u2019Immacolata Concezione dal momento che in quel tempo un gruppo di sacerdoti vi curava ogni sabato del mese per un anno intero il canto delle litanie: \u00abcantari la litania per uno anno continuo cio\u00e8 ogni sabbato innanti l\u2019altaro della Madonna SS.ma della Conceptione Maria sempre Vergine di Nostro Signore Gies\u00f9 Christo fundata della Matrice Ecclesia di questa citt\u00e0 di Caltanisetta e nello altare maggiore\u00bb<sup><a href=\"#footnote_8_3326\" id=\"identifier_8_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Archivio di Stato di Caltanissetta (d&rsquo;ora in poi ASCl), Notai, Domenico Giordano, b. 816, f. 275r.\">9<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1662, all\u2019interno della Chiesa Madre, i maestri fabbricatori Francesco Zangari e Giovanni Maria Nicolosi, quest\u2019ultimo noto in quel tempo per le sue partecipazioni ai diversi cantieri di architettura sacra e civile nella cittadina nissena, vennero chiamati a risolvere le problematiche statiche della parete absidale. Quest\u2019ultima si presentava in quel tempo precaria, essendo stata costruita come terminazione provvisoria della navata centrale a causa della mancata esecuzione del transetto, poi edificato nel Novecento<sup><a href=\"#footnote_9_3326\" id=\"identifier_9_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Il completamento dell&rsquo;impianto&nbsp; della chiesa con transetto e presbiterio viene impedito nel Seicento da problematiche economiche. Sull&rsquo;argomento si rimanda a G. Giugno, Caltanissetta dei Moncada. Il progetto di citt&agrave; moderna, Caltanissetta 2012, pp. 70-71.\">10<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 2. La parete absidale della cattedrale di Caltanissetta in una fotografia di inizio Novecento.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/giu02.jpg\">Fig. 2<\/a>)<strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Zangari e Nicolosi vennero interpellati, nello specifico, per verificare se la parete avrebbe retto o meno il carico della cornice lignea del quadro dell\u2019Immacolata Concezione collocata su mensole lapidee, <em>gattoni<\/em>, in sostituzione della precedente cornice in gesso sistemata qualche anno addietro. I due esperti per scongiurarne il crollo dovettero, perfino, ordinare la rimozione del cornicione che vi correva lungo la parte sommitale<sup><a href=\"#footnote_10_3326\" id=\"identifier_10_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCl, Notai, Michelangelo Riccobene, b. 808, f. 593r. Il riferimento ad un dipinto raffigurante l&rsquo;Immacolata Concezione, oggi andato perduto, &egrave; di estremo interesse dal momento che precede sul piano temporale l&rsquo;attuale opera commissionata a Guglielmo Borremans nel corso della sua attivit&agrave; svolta all&rsquo;interno della chiesa per gli affreschi sulla volta della stessa.\">11<\/a><\/sup>. Il quadro seicentesco dell\u2019Immacolata, oggi andato perduto, viene sostituito nel Settecento da quello attuale eseguito dal fiammingo Guglielmo Borremans<sup><a href=\"#footnote_11_3326\" id=\"identifier_11_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per un approfondimento sulla figura di Guglielmo Borremans si rimanda a La pittura nel nisseno dal XVI al XVIII secolo, a cura di E. D&rsquo;Amico, Palermo 2001, pp. 202-205; M. Natale, Gli affreschi di Guglielmo Borremans nel Duomo di Caltanissetta, Caltanissetta 1909, p. 22; I. Nigrelli, I grandi feudi e i centri d&rsquo;arte, in Caltanissetta e la sua provincia, suppl. a &ldquo;Kal&ograve;s. Arte in Sicilia&rdquo;, n. 1, anno 9, 1997, p. 19.\">12<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre all\u2019altare maggiore dell\u2019Immacolata, viene attestata nella chiesa nel 1666 anche una cappella omonima, affidata probabilmente alle cure della societ\u00e0 dell\u2019Immacolata Concezione. La societ\u00e0 eserciter\u00e0 un ruolo di primo piano nel coordinamento delle somme raccolte e finalizzate, gi\u00e0 a fine Seicento, all\u2019esecuzione del primo simulacro argenteo dell\u2019Immacolata. Leggiamo, infatti, che nel 1677 un tale Giuseppe Di Maria fece dono ai confrati della somma di 40 onze da impiegare nella fattura della statua della Vergine: \u00abuncias quadraginta semel tantum ad hoc ut perficiatur statua argentea ditte Immaculatissime Virginis\u00bb<sup><a href=\"#footnote_12_3326\" id=\"identifier_12_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Il legato doveva essere depositato presso il sacerdote Mariano Salerno ed impiegato esclusivamente per la realizzazione del simulacro argenteo &laquo;uncias quadraginta debent depositari penes R. Sacerdotem D. Marianum Salerno qui debet illas solvere statim ac debet conficii ditta statua et non aliter&raquo; (ASCl, Corporazioni Religiose Soppresse, Gesuiti, b. 33, f. 31r).\">13<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il simulacro ancora incompiuto nel 1681, quando un tale Silvestro Daidone offr\u00ec 15 tar\u00ec <em>in aggiunto della statua d\u2019argento della figura della Madonna Santissima della Conceptione, <\/em>viene portato a termine a Messina nel 1682 sotto la vigilanza &#8211; come ricorda il canonico Francesco Pulci &#8211;\u00a0 del rettore gesuita Carlo Trigona<sup><a href=\"#footnote_13_3326\" id=\"identifier_13_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCl, Notai, Francesco Cal&agrave;, b. 718, f. 167r. Sulla realizzazione dell&rsquo;opera a Messina si rimanda a F. Pulci, Caltanissetta e la Vergine. Monografia sul culto di Maria Santissima, Caltanissetta 1904, rist. an., Caltanissetta 2011, p. 167.\">14<\/a><\/sup>. Sempre dal Pulci si apprende che l\u2019esecuzione dell\u2019opera fu resa possibile grazie alla munificenza del popolo nisseno che, per lunghi quindici anni, si spese ininterrottamente con offerte per il suo completamento, erogando la somma di circa 200 onze. Tali informazioni vennero rinvenute dallo studioso in un manoscritto custodito in quel tempo all\u2019interno della statua<sup><a href=\"#footnote_14_3326\" id=\"identifier_14_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem.\">15<\/a><\/sup>. Dalla sua trascrizione si apprende che per <em>l\u2019anima di legno <\/em>vennero spese 3 onze e per <em>il serpente di rame oro e doratura <\/em>4.20 onze. La statua fu, inoltre, arricchita di <em>una cinta di gioie false con pietre simili nella corona ed una cintura di pietre simili<\/em><sup><a href=\"#footnote_15_3326\" id=\"identifier_15_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem.\">16<\/a><\/sup><em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019opera compiuta fu trasportata su esplicita richiesta dell\u2019arciprete per mare fino a Catania e da l\u00ec condotta a Caltanissetta. Dalla corrispondenza tra il gesuita e l\u2019arciprete si apprende che la statua venne verosimilmente realizzata sul modello del simulacro dell\u2019Immacolata Concezione di Catania, ad eccezione del volto e delle mani eseguite in lamine di argento, nonostante il parere discordante del Trigona: \u00abio li consigliai si dovesse fare la faccia di pittura come quella di Catania, che qui avevo maestro assai perito, ma V.S. mi scrisse risolutamente che non voleva\u00bb<sup><a href=\"#footnote_16_3326\" id=\"identifier_16_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"F. Pulci, Caltanissetta&hellip;, 2011, pp. 171-172.\">17<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1759, sia il simulacro argenteo di fine Seicento che il paliotto dell\u2019altare maggiore non rispondevano pi\u00f9 alle esigenze di decoro della Chiesa Madre, gi\u00e0 elevata alla dignit\u00e0 di Collegiata<sup><a href=\"#footnote_17_3326\" id=\"identifier_17_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Sull&rsquo;elevazione della Chiesa Madre a Collegiata si veda G. Giugno, Nessi, relazioni e rimandi&hellip;, in Stato della citt&agrave;&hellip;, 2016, p. 23. Non &egrave; chiaro se il paliotto dell&rsquo;altare maggiore, oggi perduto, fosse un&rsquo;opera seicentesca o se piuttosto fosse lo stesso paliotto finanziato dal sacerdote Domenico Barrile nel suo testamento del 1732 con 40 onze, ad effectum ut cum dicte uncias 40 emendi ut dicitur un palialtare dell&rsquo;altare magiore di ditta Matrice Chiesa dell&rsquo;Immaculata Conceptione (ASCl, Notai, Gaspare Bevilacqua, b. 2292, f. 15v III).\">18<\/a><\/sup>. Pare, in particolare, che fosse ormai da tempo vivo il bisogno di rinnovare la statua dell\u2019Immacolata dal momento che <em>per la faccia e le mani argentee<\/em> non era riuscita di piena soddisfazione per i nisseni<sup><a href=\"#footnote_18_3326\" id=\"identifier_18_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. F. Pulci, Lavori sulla storia ecclesiastica di Caltanissetta, Caltanissetta 1977, p. 160.\">19<\/a><\/sup>. Per tale ragione, il Preposito del tempo, don Antonio Morillo Galletti e Calafato, volle commissionarne il rifacimento a Giacomo Glorioso, argentiere palermitano attivo ad Enna: \u00abquod simulacrum argenteum Immaculate Conceptionis ditte Ecclesie et Palium Altaris propter venustatem erant redacta inutilia et inservibilia eidem Ecclesie\u00bb<sup><a href=\"#footnote_19_3326\" id=\"identifier_19_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCl, Notai, Filippo Neri Curcuruto, b. 3858, f. 455r II. Il documento continua affermando che &laquo;pro maiori Dei Gloria et Integerrime Immaculate eius Matris Marie ditta simulacrum et palium renuare et augere omnesque summas necessarias supplere invenit Jacobum Gloriosum argenterium ad effectum ut dicunt opus perficiat&raquo;. Il riferimento all&rsquo;argentiere Giacomo Glorioso viene gi&agrave; riportato in F. Pulci, Lavori sulla &hellip;, 1977, p. 160. Per una lettura pi&ugrave; ampia del profilo artistico dell&rsquo;artista si rimanda a R. Vadal&agrave;, in Arti decorative in Sicilia. Dizionario biografico, a cura di M.C. Di Natale, Palermo 2014, I, p. 296, ad vocem.\">20<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se \u00e8 vero che Pulci aveva gi\u00e0 elencato tra i maestri coinvolti nella fattura del nuovo simulacro dell\u2019Immacolata il nome di Glorioso, il cui operato viene arricchito dall\u2019inedito riferimento nel 1757 alla sua <em>fattura ed addoratura d\u2019una lonetta d\u2019argento della sfera dello divinissimo<\/em> per le regie chiese madri di San Pietro e Santa Maria Maggiore di Calascibetta<sup><a href=\"#footnote_20_3326\" id=\"identifier_20_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Archivio di Stato di Enna, Notai, &nbsp;A. Iemboli, b. 1817, f. 577r.\">21<\/a><\/sup>, va evidenziato che lo stesso autore non fa alcun riferimento al secondo argentiere coinvolto inizialmente nella realizzazione della statua. Si tratta &#8211; come si legge nel contratto d\u2019obbligo del 21 gennaio 1759 &#8211; di Pietro Salemi la cui presenza a Caltanissetta, finora inedita, \u00e8 probabilmente legata ad un sodalizio professionale con il Glorioso ancora da approfondire sul piano archivistico. I due argentieri, oltre a curare l\u2019esecuzione del rivestimento della nuova statua, avrebbero anche dovuto realizzare il paliotto dell\u2019altare maggiore e le diverse suppellettili liturgiche secondo un modello fornito dal Morillo: \u00abfarci il Palialtare, la Statua dell\u2019Immacolata Conceptione Nostra Protectrice, il Bacillo, dui Calici, due Patene, dui Candilironi per l\u2019Accoliti, un Sicchietto, un Inciziere ed una navicella d\u2019argento\u00bb<sup><a href=\"#footnote_21_3326\" id=\"identifier_21_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCl, Notai, Gaspare Bevilacqua, b. 5893, f. 301r. Per una lettura integrale del documento si rimanda all&rsquo;appendice documentaria rinvenuto e trascritto dall&rsquo;autore del presente saggio.\">22<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le clausole dell\u2019accordo venne, inoltre, esplicitato l\u2019obbligo di far <em>bollare &lt;ditto argento&gt; della bulla del Cunsulo di Palermo di pezzo in pezzo e di piancia in piancia <\/em>secondo i disegni ricevuti dal committente<sup><a href=\"#footnote_22_3326\" id=\"identifier_22_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Tutto l&rsquo;argento venne segnato con la &ldquo;bulla di garanzia&rdquo; dal console di Palermo come previsto dal contratto di esecuzione stipulato tra il Glorioso e l&rsquo;arciprete Morillo: &laquo;argentum supradictum de novo ut supra laboratum fuisse et esse ut dicitur di \/ Bolla stante quod de omnibus partibus ut supra elaboratis sumpserunt particule que unite miserunt in Urbe felice Panormi que a Cunsulo argenterio recognite fuerunt approbate et bullate ut apparet, ut dicitur per una inquanterina fatta di ditte ritaglie la quale ha riposto e conservato per conferma di quanto di supra&raquo; (ASCl, Notai, Filippo Neri Curcuruto, b. 3858, f. 455r II). Sulla &ldquo;bulla di garanzia&rdquo; si rimanda al volume di M. Accascina, I marchi delle argenterie e oreficerie siciliane, Busto Arsizio 1976, pp. 41-64.\">23<\/a><\/sup>. Il riferimento al Salemi scompare tuttavia, per ragioni ad oggi sconosciute, in un documento del 1760, nel quale si riassumono le diverse fasi di realizzazione del simulacro con il riferimento a tutte le figure coinvolte nel processo artistico, ad eccezione del suo nome, dall\u2019autore della nuova statua lignea agli esecutori del suo basamento e del paliotto<sup><a href=\"#footnote_23_3326\" id=\"identifier_23_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCl, Notai, Filippo Neri Curcuruto, b. 3858, f. 455v II. Sul profilo artistico dell&rsquo;argentiere Pietro Salemi si rimanda a S. Barraja, in Arti decorative &hellip;, 2014, II, p. 543, ad vocem.\">24<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 3. La firma dell\u2019argentiere Giacomo Glorioso nella documentazione notarile relativa all\u2019esecuzione del simulacro argenteo dell\u2019Immacolata di Caltanissetta (ASCl, Not. F. N. Curcuruto, vol. 3858, c. 455r II).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/giu03.jpg\">Fig. 3<\/a>)<strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Paliotto e simulacro vennero compiuti impegnando la somma di 60 onze ricavata dalla vendita delle case lasciate in eredit\u00e0 alla chiesa madre dall\u2019arciprete La Russa e recuperando tutto l\u2019argento del vecchio paliotto e della statua seicentesca quantificato in oltre 64 libbre<sup><a href=\"#footnote_24_3326\" id=\"identifier_24_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCl, Notai, Filippo Neri Curcuruto, reg. 3858, f. 455r II.\">25<\/a><\/sup>. Il materiale trovato fu, per\u00f2, insufficiente a garantire il completamento dei due manufatti, cos\u00ec da rendere necessaria l\u2019addizione di altre 12 libbre dal riuso di due lampadari presenti in quel tempo a Santa Maria la Nova<sup><a href=\"#footnote_25_3326\" id=\"identifier_25_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem.\">26<\/a><\/sup>. La statua lignea, rivestita degli argenti che Glorioso dovette <em>lavorare assettare e finire di tutto punto<\/em>, venne realizzata dallo scultore Antonino Laverde della citt\u00e0 di Licata<sup><a href=\"#footnote_26_3326\" id=\"identifier_26_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCl, Notai, Filippo Neri Curcuruto, b. 3858, f. 455v II. Il Pulci commette chiaramente un errore di trascrizione nel riferirsi nella sua descrizione della vicenda realizzativa del simulacro allo scultore Antonino Lacerda anzich&eacute; Laverde (F. Pulci, Lavori sulla &hellip;, 1977, p. 160). Su Antonino Laverde o Lo Verde si veda P. Lipani, in L. Sarullo, Dizionario degli artisti siciliani. Scultura, vol. III, a cura di B. Patera, Palermo 1994, pp. 187-188, ad vocem; F. Dell&rsquo;Utri, La statua dell&rsquo;Immacolata&hellip;, 1990, p. 25.\">27<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto allo scultore di legname, originario di Canicatt\u00ec ma residente a Licata, noto per aver eseguito una statua di San Giuseppe per la Chiesa Madre di Mussomeli, lavor\u00f2 &#8211; afferma sempre la fonte del 1760 &#8211; <em>mastro<\/em> Sebastiano Lacagnina, impegnato nel<em> Palio ed il Piede di legno della Statua della Beatissima Vergine<\/em><sup><a href=\"#footnote_27_3326\" id=\"identifier_27_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCl, Notai, Filippo Neri Curcuruto, b. 3858, f. 455v II.\">28<\/a><\/sup>. La figura di Lacagnina &#8211; che Pulci definisce col semplice titolo di falegname<sup><a href=\"#footnote_28_3326\" id=\"identifier_28_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"F. Pulci, Caltanissetta&hellip;, 2011.\">29<\/a><\/sup> &#8211; non va inquadrata esclusivamente sotto il profilo di <em>maestro d\u2019axia <\/em>e <em>faber murarius<\/em>, dal momento che diversi suoi lavori eseguiti per il convento nisseno dei domenicani rimandano ad una figura dotata di competenze proprie di un abile scultore di legname. Il riferimento non va tanto alla <em>libraria <\/em>da lui eseguita nel 1754 per i religiosi &#8211; oggi andata perduta &#8211; con <em>due scaffi grandi di legno lunghezza di pami 5 e larghezza alti palmi 5 ove si riposero li libri<\/em>, ma al <em>cassarizzo <\/em>del 1786 &#8211; anch\u2019esso perduto &#8211; per la sagrestia della chiesa omonima, realizzato su progetto dell\u2019architetto Cosmo Pignato<sup><a href=\"#footnote_29_3326\" id=\"identifier_29_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCl, Notai, Filippo Neri Curcuruto, b. 3855, f. 44r. Sulla figura dell&rsquo;architetto Cosmo o Cosimo Pignato, tutt&rsquo;oggi da approfondire mediante un maggior approfondimento archivistico, si rimanda a M.C. Ruggieri Tricoli &ndash; B. De Marco Spata, in L. Sarullo, Dizionario degli artisti siciliani. Architettura, a cura di M.C. Ruggieri Tricoli, vol. I, Palermo 1993, p. 357, ad vocem.\">30<\/a><\/sup>. L\u2019indoratura del piedistallo della statua e del paliotto dell\u2019altare maggiore venne affidata a <em>mastro Michele Latorre<\/em>: personaggio poco noto, ma di cui si potrebbe ipotizzare una relazione parentale &#8211; tutta da verificare &#8211; con quel Gioacchino La Torre orafo palermitano documentato nel 1708 per aver consegnato a don Giovanni Ciancio 250 onze in denaro e gioielli<sup><a href=\"#footnote_30_3326\" id=\"identifier_30_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"&Egrave; verosimile ipotizzare che Latorre fosse anche parente di quel mastro Antonino Latorre che compare assieme ad Ignazio de Marca nel contratto d&rsquo;obbligo stipulato tra l&rsquo;arciprete e lo scultore Glorioso nella qualit&agrave; di fideiussore dell&rsquo;operato dell&rsquo;artista (si veda appendice documentaria). In Pulci, Michele Latorre viene citato esclusivamente per l&rsquo;intervento eseguito nel piedistallo della statua dell&rsquo;Immacolata Concezione e non nel paliotto (F. Pulci, Lavori sulla&hellip;, 1977, p. 160). Su Gioacchino La Torre si rimanda a G. Travagliato, in Arti decorative &hellip;, 2014, II, p. 349, ad vocem.\">31<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il simulacro dell\u2019Immacolata, realizzato su un modello affermatosi in et\u00e0 controriformata, presentava sia il volto che le mani rivestite di lamine di argento, avvicinandosi molto nella sua configurazione artistica all\u2019Immacolata Concezione della chiesa di San Francesco di Assisi di Palermo<sup><a href=\"#footnote_31_3326\" id=\"identifier_31_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per un approfondimento sulla statua dell&rsquo;Immacolata Concezione di Palermo si rimanda a R. Arcoleo, Studi per la riduzione delle vibrazioni sul simulacro argenteo dell&rsquo;Immacolata in processione, Tesi di Laurea in Ingegneria per le Costruzioni edilizie, Universit&agrave; degli Studi di Palermo, relatore prof.ssa A. Pirrotta, a.a. 2010\/2011, pp. 48-56.\">32<\/a><\/sup>. Entrambe le statue, infatti, rispondono ad un motivo iconografico diffuso in Sicilia nella prima met\u00e0 del Seicento che riporta le mani congiungentesi all\u2019altezza del seno. Nel corso del Settecento tale attributo viene superato dalla raffigurazione delle mani incrociate sul petto, come \u00e8 possibile osservare nella statua dello scultore Pietro Marabitti eseguita per la Chiesa Madre di San Giovanni Battista di Misilmeri<sup><a href=\"#footnote_32_3326\" id=\"identifier_32_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per una visione pi&ugrave; ampia sull&rsquo;argomento si rimanda allo studio di A. Zambito, Il patrimonio scultoreo nel territorio sud-orientale dell&rsquo;arcidiocesi di Palermo dal 1690 al 1845, Tesi di Dottorato in Storia dell&rsquo;Arte medievale, moderna e contemporanea in Sicilia, ciclo XXXIII, Universit&agrave; degli Studi di Palermo, relatore prof.ssa M. Guttilla, a.a. 2008\/2011, pp. 20-21.\">33<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 4. Argentiere palermitano, 1647, &lt;i&gt;Immacolata Concezione&lt;\/i&gt;, Palermo, chiesa di San Francesco di Assisi (ph. A. Cucco)\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/giu04.jpg\">Fig. 4<\/a>)<strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il simulacro nisseno risponde nella sua formulazione barocca a quella \u00abcultura dell\u2019iperbole\u00bb il cui obiettivo era innescare commozione ed ammirazione nei fedeli<sup><a href=\"#footnote_33_3326\" id=\"identifier_33_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. J. A. Maravall, La cultura del barocco, Firenze 1984, p. 70.\">34<\/a><\/sup>. Inoltre, la donna vestita di sole &#8211; <em>mulier amicta sole &#8211; <\/em>realizzata sul modello codificato dal pittore Pacheco con i piedi poggianti sul crescente lunare, simbolo della sua eternit\u00e0, e coronata da una corona di dodici stelle mentre domina sull\u2019antico drago, rivela nei tratti sereni del volto anche l\u2019immagine della <em>mater abscondita<\/em> tramandata dai vangeli (<a title=\"Fig. 5. Giacomo Glorioso-Antonino Laverde, 1759, &lt;i&gt;Immacolata Concezione&lt;\/i&gt;, Caltanissetta, Cattedrale di Santa Maria la Nova (ph. F.M. Nicoletti).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/giu05.jpg\">Figg. 5<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 6. Giacomo Glorioso - Antonino Laverde, 1759, &lt;i&gt;Immacolata Concezione&lt;\/i&gt;, Caltanissetta, Cattedrale di Santa Maria la Nova (part., ph. F.M. Nicoletti).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/giu06.jpg\">6<\/a>)<strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembra particolarmente interessante ricordare nella vicenda della statua l\u2019anello donato nel 1764 dall\u2019arciprete Morillo Galletti e Calafato incastonato su sua richiesta nella fronte del simulacro<sup><a href=\"#footnote_34_3326\" id=\"identifier_34_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCl, Notai, Biagio Caccamo, b. 4582, f. 157r.\">35<\/a><\/sup>. Occorre a tal proposito evidenziare, andando oltre la semplice devozione con la quale spiegare la donazione dell\u2019arciprete, che l\u2019inserimento del monile nel simulacro potrebbe rimandare all\u2019iconografia immacolista, poi abbandonata con il Concilio di Trento, che rappresentava la Vergine mediante una \u201cPerla preziosa\u201d posta in una incastonatura<sup><a href=\"#footnote_35_3326\" id=\"identifier_35_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Sull&rsquo;iconografia dell&rsquo;Immacolata nelle immagini della &lsquo;Perla preziosa&rsquo; e della &lsquo;Conchiglia perlifera&rsquo; si rimanda al saggio di M. Soranzo, Evoluzione iconografica&hellip;, in Advocata gratiae&hellip;, 2004, pp. 653-654. Sulla lettura del decreto tridentino relativo alle immagini sacre si rimanda a A. Roggero, Il decreto del Concilio di Trento sulla venerazione delle immagini e l&rsquo;arte sacra, in &ldquo;Ephemerides Carmeliticae&rdquo;, 20, 1969\/1, pp. 150-167.\">36<\/a><\/sup>. Del resto anche nell\u2019Immacolata di Palermo nel 1647 venne incastonata nella fronte una gemma della corona imperiale, il cui simbolismo potrebbe riferirsi all\u2019antica tradizione iconografica sopra descritta<sup><a href=\"#footnote_36_3326\" id=\"identifier_36_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per un approfondimento sulla statua dell&rsquo;Immacolata Concezione di Palermo si rimanda a R. Arcoleo, Studi per la riduzione&hellip;, a.a. 2010\/2011, p. 56.\">37<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vicenda settecentesca della statua dell\u2019Immacolata culmina nella prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento, durante il parrocato di don Marco Dimarca, con la sostituzione del volto e delle mani argentee con le attuali finemente dipinte, cos\u00ec come era stato suggerito a fine Seicento dal gesuita Trigona all\u2019arciprete del tempo per il primo simulacro. Nonostante il simulacro nella sua componente lignea continui ad essere quello realizzato dallo scultore Laverde, lo stesso non si pu\u00f2 certamente affermare per il rivestimento in argento, un tempo cesellato con disegno di fiori dorati a sbalzo, sottratto nel 1987 e sostituito con quello attuale realizzato perlopi\u00f9 sul modello del precedente<sup><a href=\"#footnote_37_3326\" id=\"identifier_37_3326\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"&Egrave; doveroso ringraziare il parroco della Cattedrale, monsignore Gaetano Canalella, per aver comunicato l&rsquo;anno del trafugamento del rivestimento argenteo del simulacro dell&rsquo;Immacolata. Non &egrave; stato possibile, tuttavia, rinvenire immagini della statua antecedenti alla data del furto. Per conoscere, dunque, quale fosse il motivo decorativo del mantello settecentesco realizzato dall&rsquo;argentiere Glorioso occorre limitarsi a quanto descritto in F. Pulci, Lavori sulla &hellip;, 1977, p. 160.\">38<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 7. Giacomo Glorioso-Antonino Laverde, 1759, &lt;i&gt;Immacolata Concezione&lt;\/i&gt;, Caltanissetta, Cattedrale di Santa Maria la Nova (simulacro prima del furto del rivestimento argenteo, pubblicato in A.M. BARRAFRANCA, &lt;i&gt;In signum gratitudinis. La processione dei tre Santi nella fede e nella tradizione del popolo nisseno&lt;\/i&gt;, Caltanissetta 2008, p. 28).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/giu07.jpg\">Fig. 7<\/a>)<strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Appendice documentaria<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Doc. I <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abDie 21 gennaio1759<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Jacobus Glorioso et Petrus Salemi habitatores videlicet dittus de Glorioso urbis Enne et dittus de Salemi urbis Panormi et modo in hac civitate Calatanissette reperti mihi notaro cognito presenti coram nobis una simul et insolidum renunciando sponte se obligaverunt et obligant Reverendissimo Preposito Insignis Collegiate huius venerabilis Ecclesie Matris don Antonio Morillo et Galletti huius preditte civitatis mihi etiam notaro cognito presenti stipulanti et cond.ti vulgariter loquendo farci il Palialtare, la Statua dell\u2019Immacolata Conceptione Nostra Protectrice, il Bacillo, dui Calici, due Patene, dui Candilironi per l\u2019Accoliti, un Sicchietto, un Inciziere ed una navicella d\u2019argento secondo li modelli ci consegneranno ditto Reverendissimo di Morillo cio\u00e8 del\u2019argento del palialtare dovessero consignare oltre dell\u2019argento ci sar\u00e0 consignato tar\u00ec quattro e grana dieci per ogni libra d\u2019augmento e di quello della Conceptione dovessero avere difalcato tar\u00ec tre e grana dieci per libra ita che la grossezza delle piancie si del palio come della Conceptione devono essere dell\u2019istesso modo ch\u2019al presente sono si dell\u2019Imagine come del palio ita che l\u2019argento manipolato lo devono consignare della bulla in loro potere per far piancie rotula due \/ d\u2019argento e tanto ni dovessero consignare aggionto e scemato come sopra come si ha detto di sopra e consignate ditte rotula due ni dovessero avere altri rotula due per lavorare e cos\u00ec successivamente di due rotula in due rotula per insino che fineranno tutte le cose dette di sopra e pi\u00f9 s\u2019obligano ditto argento manipolato secondo s\u2019ha detto di sopra a sue proprie spese farlo bollare della bulla del Cunsulo di Palermo di pezzo in pezzo e di piancia in piancia ita che primo dovessero bullare le prime piancie e tutto lo resto si dovesse fare bullare finito che sar\u00e0 dell\u2019intutto secondo li disigni ci saranno consignati dal ditto Reverendissmo di Morillo, itache l\u2019accesso e ricesso di Caltanissetta in Palermo e da Palermo in Caltanissetta si deve fare a spese pericolo e rischio di ditto Reverendissimo di Morillo incipiendum a manipolare ditto argento a richiesta di ditto Reverendissimo di Morillo in pace alias.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pro labore per il palio d\u2019altare, Conceptione e bacillo ad rationem tarenorum tres decim singula libra e tar\u00ec uno e grana cinque per mancanza per ogni libra d\u2019argento di ditta statua, palio d\u2019altare e bacello secondo la crescitura e mancanze a riguardo della qualit\u00e0 di ditto argento stante il loro sterlinio da loro medesimi fatto riconosciuta la qualit\u00e0 di ditto argento e per l\u2019altre cose che sono due calice, due patene, due candilironi per l\u2019accoliti, sicchetto, incinsiere e navicella a ragione di tar\u00ec venti per ogni libra \/ di mastria e tar\u00ec uno e grana cinque di mancanza per ogni libra d\u2019argento lavorato come sopra per tutta la quantit\u00e0 dell\u2019argento che travagleranno per tutte ditte cose dette di sopra, quale argento tutto li sudetti di Glorioso e Salemi s\u2019obligano lavorare assettare e finire di tutto punto senza che ditto Reverendissimo di Morillo sia obligato ad altro fuorch\u00e9 alle mastrie di supra dette in computum cuius quidem laboris preditti de Glorioso et Salemi sponte dixerunt et fatentur habuisse et recepisse a ditto Reverendissimo de Morillo stipulanti uncias quatuor ponderis generalis in pecunia numerata et *** ut dixerunt renuciantes et restans sive complimentum laboris preditti predittus Reverendus de Morillo sponte dare et solvere promisit et promittit ac se obligavit et obligat ditti de Glorioso et Salemi stipulantibus vel in qua hic Calatanissette solvere uncias decem successive laborando solvendo per apodixas firmatas dittum de Gloriso et Salemi et totum restans sive complimentum finite bullate di pezzo in pezzo e di piancia in piancia posse ed assettate a suo luogho e lesti di tutto punto si ditto palio d\u2019altare, vestito della sudetta imagine, bacillo, calici, patene, sicchetto, candilieri d\u2019accoliti, incinsiero e navicella in pacem ex patto. Et de cosignando ditto argento di due rotula in due rotula come ha detto di sopra lavorato e bullato di pezzo in pezzo e di piancia in piancia magister Ignatius de Marca et magister Antoninus Latorre<strong> <\/strong>huius civitatis Caltanissette mihi notaro cognito presenti coram nobis una simul et insolidum renunciando sponte fideiusserunt seque fid.res principales obligatos consignare argenti preditti insolidum cum dittis de Glorioso et Salemi principales obligatos se cons.nt et intercesserunt renunciando [\u2026]\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>ASCl, Notai, Gaspare Bevilacqua, b. 5893, f. 301r<\/em><\/p>\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_3326\" class=\"footnote\">Sul mistero immacolista e sulla sua rappresentazione nel <em>sensus fidei <\/em>si rimanda al contributo di S. De Fiores, <em>Il dogma dell\u2019Immacolata Concezione. Approccio storico-teologico dal Quattrocento al Settecento<\/em>, in <em>Una donna vestita di sole l\u2019Immacolata Concezione nelle opere dei grandi maestri<\/em>, Catalogo della mostra (Citt\u00e0 del Vaticano, Braccio di Carlo Magno, 11 febbraio-13 maggio 2005), a cura di G. Morello-V. Francia-R. Fusco, Milano 2005, p. 24.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_3326\" class=\"footnote\">Per un approfondimento sul tema iconografico immacolista e sulla sua evoluzione si rimanda a E. Tea, <em>Iconografia dell\u2019Immacolata in Italia e in Francia<\/em>, in <em>Actes du XIX Congr\u00e9s d\u2019Histoire de l\u2019Art, <\/em>Parigi 1959, p. 279; V. Francia, <em>Splendore di bellezza. L\u2019iconografia dell\u2019Immacolata Concezione nella pittura rinascimentale italiana<\/em>, Roma 2004, p. 65; T. Verdon, <em>Maria nell\u2019arte europea<\/em>, Milano 2004; L. Stagno, <em>Modelli iconografici per l\u2019Immacolata a Genova nel Cinquecento<\/em>, in <em>L\u2019Immacolata nei rapporti tra l\u2019Italia e la Spagna<\/em>, a cura di A. Anselmi, Roma 2008, pp. 303-323; E. Simi Varanelli, <em>Maria Immacolata. La rappresentazione nel Medioevo<\/em>, Roma 2008. Si consiglia infine la consultazione del lavoro di F. Lanza,<em> L\u2019iconografia dell\u2019Immacolata Concezione a Savona e nel territorio della sua Diocesi, <\/em>Tesi di Laurea in Iconografia e Iconologia, Facolt\u00e0 di Lettere e Filosofia, Corso di Laurea Magistrale in Storia dell\u2019Arte e Valorizzazione del Patrimonio Artistico, Universit\u00e0 degli Studi di Genova, relatore prof. ssa L. Stagno, pp. 24-50.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_2_3326\" class=\"footnote\">Cfr. M. Moretti, <em>Confini domestici. Ruoli e immagini femminili nella pittura della controriforma<\/em>, in \u201cStoria delle donne\u201d, 3, 2007, p. 126; G. Paleotti, <em>Discorso intorno alle imagini sacre et profane<\/em>, rist. an., Bologna 1990, cap. III.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_2_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_3_3326\" class=\"footnote\">Cfr. V. Francia, <em>Splendore di bellezza<\/em>\u2026, 2004, p. 66. Per un approfondimento sull\u2019argomento si rimanda al volume di F. Dell\u2019Utri, <em>La statua dell\u2019Immacolata di Marineo nella scultura lignea siciliana del secolo XVIII (fra i Bagnasco e i Quattrocchi)<\/em>, Caltanissetta 1990, p. 29.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_3_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_4_3326\" class=\"footnote\">Sull\u2019argomento si rimanda a M.C. Di Natale, <em>\u201cCammini\u201d mariani per i tesori di Sicilia<\/em>, Parte I, in \u201cRivista dell\u2019Osservatorio per le Arti Decorative in Italia\u201d, n. 1, giugno 2010, pp. 16-17; V. Abbate, <em>\u201cAd aliquid sanctum significandum\u201d. Immagine della Purissima Reina tra Cinque e Seicento<\/em>,<em> <\/em>in <em>Bella come la luna pura come il sole. L\u2019Immacolata nell\u2019arte in Sicilia<\/em>, catalogo della mostra a cura di M.C. Di Natale-M. Vitella, Palermo 2004, pp. 30-47.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_4_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_5_3326\" class=\"footnote\">Per un approfondimento sul rapporto tra arte e dato scritturistico si rimanda a G. Giacu, <em>L\u2019Immacolata Concezione nell\u2019arte<\/em>, in \u201cNuovo Cammino\u201d, 1 (1996), p. 11; M. F. Porcella, A. Pasolini, <em>Fondamenti teologici dell\u2019iconografia dell\u2019Immacolata e alcune esemplificazioni nell\u2019arte sarda<\/em>, in <em>Biblioteca francescana<\/em>, vol. X, Oristano 2002, pp. 213-229; S. De Fiores, <em>Il dogma dell\u2019Immacolata Concezione\u2026<\/em>, in <em>Una donna vestita<\/em>\u2026,<em> <\/em>2005, p. 24. Per una riflessione pi\u00f9 circostanziata sugli attributi iconografici della Vergine dell\u2019apocalisse si rimanda a M. Soranzo, <em>Evoluzione iconografica dell\u2019Immacolata Concezione<\/em>, in <em>Advocata gratiae et sanctitatis exemplar<\/em>, Pontificia Academia Theologica, vol. III, Frascati (Roma) 2004, pp. 643-645; V. Francia, <em>L\u2019immacolata Concezione: alla ricerca di un modello iconografico<\/em>, in <em>Una donna vestita \u2026<\/em>, 2005, p. 39. Per una lettura integrale del decreto del Concilio di Trento <em>Della invocazione, della venerazione e delle reliquie dei santi e delle sacre immagini<\/em> si rimanda alla XXV sessione del 2-3 dicembre 1563.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_5_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_6_3326\" class=\"footnote\">Sull\u2019appoggio dato da Filippo III al riconoscimento del mistero dell\u2019immacolato concepimento si veda L. Fr\u00ecas, <em>Felipe III y la Inmaculada Concepci\u00f3n. Instancias a la Santa Sede por la definici\u00f2n del misterio<\/em>, in \u201cRaz\u00f2n y Fe\u201d, 10, 1904, pp. 21-33, 145-156, 293-308; J. Meseguer Fern\u00e0ndez, <em>La Real Junta de la Inmaculada Concepci\u00f3n (1616-1817\/20)<\/em>, in \u201cArchivo Ibero-Americano\u201d, 59.60, 1955, pp. 621-866; J. Aranda Doncel, <em>La devoci\u00f2n a la Inmaculada Concepci\u00f2n durante los siglos XVI al XVIII: El papel de los conventos cordobeses de la provincia franciscana de Granada<\/em>, in <em><a href=\"https:\/\/dialnet.unirioja.es\/servlet\/libro?codigo=352146\">La Inmaculada Concepci\u00f3n en Espa\u00f1a<\/a><\/em><em>: <\/em><em>religiosidad, historia y arte<\/em>, Atti del simposio (1\/4-IX-2005) a cura di F.J. Campos-F. De Sevilla, vol. I, Madrid 2005, pp. 53-88; M. Moretti, <em>La Concezione di Maria in Spagna: profili storici e iconografici<\/em>, in <em>Una donna vestita\u2026<\/em>, 2005, p. 88. Sulla proclamazione dell\u2019Immacolata Patrona di Sicilia si rimanda al contributo di A. Anselmo<em>, Note per una storia della tipografia a Palermo nel XVII secolo<\/em>, in <em>Bibliografia delle edizioni palermitane antiche (BEPA), II, Edizioni del XVII secolo, <\/em>Contributi e Indici a cura di C. Pastena-A. Anselmo-M.C. Zimmardi, Palermo 2014, p. 11.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_6_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_7_3326\" class=\"footnote\">Cfr. G. Giugno, <em>Nessi, relazioni e rimandi tra tessuto urbano e tessuto sacrale nella civitas di et\u00e0 moderna. Il Settecento nisseno attraverso lo Stato della Citt\u00e0 di Giovanni Agostino Riva<\/em>, in <em>Stato della citt\u00e0 di Caltanissetta nel 1731 sotto l\u2019arciprete Giovanni Agostino Riva<\/em>, a cura di G. Giugno-D. Vullo, Caltanissetta 2016, p. 27.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_7_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_8_3326\" class=\"footnote\">Archivio di Stato di Caltanissetta (d\u2019ora in poi ASCl), <em>Notai<\/em>,<em> <\/em>Domenico Giordano, b. 816, f. 275r.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_8_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_9_3326\" class=\"footnote\">Il completamento dell\u2019impianto\u00a0 della chiesa con transetto e presbiterio viene impedito nel Seicento da problematiche economiche. Sull\u2019argomento si rimanda a G. Giugno, <em>Caltanissetta dei Moncada. Il progetto di citt\u00e0 moderna<\/em>, Caltanissetta 2012, pp. 70-71.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_9_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_10_3326\" class=\"footnote\">ASCl, <em>Notai<\/em>, Michelangelo Riccobene, b. 808, f. 593r. Il riferimento ad un dipinto raffigurante l\u2019Immacolata Concezione, oggi andato perduto, \u00e8 di estremo interesse dal momento che precede sul piano temporale l\u2019attuale opera commissionata a Guglielmo Borremans nel corso della sua attivit\u00e0 svolta all\u2019interno della chiesa per gli affreschi sulla volta della stessa.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_10_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_11_3326\" class=\"footnote\">Per un approfondimento sulla figura di Guglielmo Borremans si rimanda a <em>La pittura nel nisseno dal XVI al XVIII secolo<\/em>, a cura di E. D\u2019Amico, Palermo 2001, pp. 202-205; M. Natale, <em>Gli affreschi di Guglielmo Borremans nel Duomo di Caltanissetta<\/em>, Caltanissetta 1909, p. 22; I. Nigrelli, <em>I grandi feudi e i centri d\u2019arte<\/em>, in <em>Caltanissetta e la sua provincia<\/em>, suppl. a \u201cKal\u00f2s. Arte in Sicilia\u201d, n. 1, anno 9, 1997, p. 19.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_11_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_12_3326\" class=\"footnote\">Il legato doveva essere depositato presso il sacerdote Mariano Salerno ed impiegato esclusivamente per la realizzazione del simulacro argenteo \u00abuncias quadraginta debent depositari penes R. Sacerdotem D. Marianum Salerno qui debet illas solvere statim ac debet conficii ditta statua et non aliter\u00bb (ASCl, <em>Corporazioni Religiose Soppresse<\/em>, <em>Gesuiti<\/em>, b. 33, f. 31r).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_12_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_13_3326\" class=\"footnote\">ASCl, <em>Notai<\/em>, Francesco Cal\u00e0, b. 718, f. 167r. Sulla realizzazione dell\u2019opera a Messina si rimanda a F. Pulci, <em>Caltanissetta e la Vergine. Monografia sul culto di Maria Santissima<\/em>, Caltanissetta 1904, rist. an., Caltanissetta 2011, p. 167.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_13_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_14_3326\" class=\"footnote\"><em>Ibidem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_14_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_15_3326\" class=\"footnote\"><em>Ibidem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_15_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_16_3326\" class=\"footnote\">F. Pulci, <em>Caltanissetta<\/em>\u2026, 2011, pp. 171-172.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_16_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_17_3326\" class=\"footnote\">Sull\u2019elevazione della Chiesa Madre a Collegiata si veda G. Giugno, <em>Nessi, relazioni e rimandi\u2026<\/em>, in <em>Stato della citt\u00e0<\/em>\u2026, 2016, p. 23. Non \u00e8 chiaro se il paliotto dell\u2019altare maggiore, oggi perduto, fosse un\u2019opera seicentesca o se piuttosto fosse lo stesso paliotto finanziato dal sacerdote Domenico Barrile nel suo testamento del 1732 con 40 onze, <em>ad effectum ut cum dicte uncias 40 emendi ut dicitur un palialtare dell\u2019altare magiore di ditta Matrice Chiesa dell\u2019Immaculata Conceptione <\/em>(ASCl, <em>Notai<\/em>, Gaspare Bevilacqua, b. 2292, f. 15v III).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_17_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_18_3326\" class=\"footnote\">Cfr. F. Pulci, <em>Lavori sulla storia ecclesiastica di Caltanissetta<\/em>, Caltanissetta 1977, p. 160.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_18_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_19_3326\" class=\"footnote\">ASCl, <em>Notai<\/em>,<em> <\/em>Filippo Neri Curcuruto, b. 3858, f. 455r II. Il documento continua affermando che \u00abpro maiori Dei Gloria et Integerrime Immaculate eius Matris Marie ditta simulacrum et palium renuare et augere omnesque summas necessarias supplere invenit Jacobum Gloriosum argenterium ad effectum ut dicunt opus perficiat\u00bb. Il riferimento all\u2019argentiere Giacomo Glorioso viene gi\u00e0 riportato in F. Pulci, <em>Lavori sulla \u2026<\/em>, 1977, p. 160. Per una lettura pi\u00f9 ampia del profilo artistico dell\u2019artista si rimanda a R. Vadal\u00e0, in <em>Arti decorative in Sicilia. Dizionario biografico<\/em>, a cura di M.C. Di Natale, Palermo 2014, I, p. 296, <em>ad vocem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_19_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_20_3326\" class=\"footnote\">Archivio di Stato di Enna, <em>Notai<\/em>, \u00a0A. Iemboli, b. 1817, f. 577r.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_20_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_21_3326\" class=\"footnote\">ASCl, <em>Notai<\/em>, Gaspare Bevilacqua, b. 5893, f. 301r. Per una lettura integrale del documento si rimanda all\u2019appendice documentaria rinvenuto e trascritto dall\u2019autore del presente saggio.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_21_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_22_3326\" class=\"footnote\">Tutto l\u2019argento venne segnato con la \u201cbulla di garanzia\u201d dal console di Palermo come previsto dal contratto di esecuzione stipulato tra il Glorioso e l\u2019arciprete Morillo: \u00abargentum supradictum de novo ut supra laboratum fuisse et esse ut dicitur di \/ Bolla stante quod de omnibus partibus ut supra elaboratis sumpserunt particule que unite miserunt in Urbe felice Panormi que a Cunsulo argenterio recognite fuerunt approbate et bullate ut apparet, ut dicitur per una inquanterina fatta di ditte ritaglie la quale ha riposto e conservato per conferma di quanto di supra\u00bb (ASCl, <em>Notai<\/em>, Filippo Neri<em> <\/em>Curcuruto, b. 3858, f. 455r II). Sulla \u201cbulla di garanzia\u201d si rimanda al volume di M. Accascina, <em>I marchi delle argenterie e oreficerie siciliane<\/em>, Busto Arsizio 1976, pp. 41-64.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_22_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_23_3326\" class=\"footnote\">ASCl, <em>Notai<\/em>,<em> <\/em>Filippo Neri Curcuruto, b. 3858, f. 455v II. Sul profilo artistico dell\u2019argentiere Pietro Salemi si rimanda a S. Barraja, in <em>Arti decorative \u2026<\/em>, 2014, II, p. 543, <em>ad vocem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_23_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_24_3326\" class=\"footnote\">ASCl, <em>Notai<\/em>, Filippo Neri Curcuruto, reg. 3858, f. 455r II.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_24_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_25_3326\" class=\"footnote\"><em>Ibidem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_25_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_26_3326\" class=\"footnote\">ASCl, <em>Notai<\/em>, Filippo Neri Curcuruto, b. 3858, f. 455v II. Il Pulci commette chiaramente un errore di trascrizione nel riferirsi nella sua descrizione della vicenda realizzativa del simulacro allo scultore Antonino Lacerda anzich\u00e9 Laverde (F. Pulci, <em>Lavori sulla \u2026<\/em>, 1977, p. 160). Su Antonino Laverde o Lo Verde si veda P. Lipani, in L. Sarullo, <em>Dizionario degli artisti siciliani. Scultura<\/em>, vol. III, a cura di B. Patera, Palermo 1994, pp. 187-188,<em> ad vocem<\/em>; F. Dell\u2019Utri, <em>La statua dell\u2019Immacolata<\/em>\u2026, 1990, p. 25.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_26_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_27_3326\" class=\"footnote\">ASCl, <em>Notai<\/em>, Filippo Neri Curcuruto, b. 3858, f. 455v II.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_27_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_28_3326\" class=\"footnote\">F. Pulci, <em>Caltanissetta<\/em>\u2026, 2011.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_28_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_29_3326\" class=\"footnote\">ASCl, <em>Notai<\/em>, Filippo Neri Curcuruto, b. 3855, f. 44r. Sulla figura dell\u2019architetto Cosmo o Cosimo Pignato, tutt\u2019oggi da approfondire mediante un maggior approfondimento archivistico, si rimanda a M.C. Ruggieri Tricoli \u2013 B. De Marco Spata, in L. Sarullo, <em>Dizionario degli artisti siciliani. Architettura<\/em>, a cura di M.C. Ruggieri Tricoli, vol. I, Palermo 1993, p. 357,<em> ad vocem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_29_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_30_3326\" class=\"footnote\">\u00c8 verosimile ipotizzare che Latorre fosse anche parente di quel <em>mastro <\/em>Antonino Latorre che compare assieme ad Ignazio de Marca nel contratto d\u2019obbligo stipulato tra l\u2019arciprete e lo scultore Glorioso nella qualit\u00e0 di fideiussore dell\u2019operato dell\u2019artista (si veda appendice documentaria). In Pulci, Michele Latorre viene citato esclusivamente per l\u2019intervento eseguito nel piedistallo della statua dell\u2019Immacolata Concezione e non nel paliotto (F. Pulci, <em>Lavori sulla\u2026<\/em>, 1977, p. 160). Su Gioacchino La Torre si rimanda a G. Travagliato, in <em>Arti decorative \u2026<\/em>, 2014, II, p. 349, <em>ad vocem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_30_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_31_3326\" class=\"footnote\">Per un approfondimento sulla statua dell\u2019Immacolata Concezione di Palermo si rimanda a R. Arcoleo, <em>Studi per la riduzione delle vibrazioni sul simulacro argenteo dell\u2019Immacolata in processione<\/em>, Tesi di Laurea in Ingegneria per le Costruzioni edilizie, Universit\u00e0 degli Studi di Palermo, relatore prof.ssa A. Pirrotta, a.a. 2010\/2011, pp. 48-56.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_31_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_32_3326\" class=\"footnote\">Per una visione pi\u00f9 ampia sull\u2019argomento si rimanda allo studio di A. Zambito, <em>Il patrimonio scultoreo nel territorio sud-orientale dell\u2019arcidiocesi di Palermo dal 1690 al 1845<\/em>, Tesi di Dottorato in Storia dell\u2019Arte medievale, moderna e contemporanea in Sicilia, ciclo XXXIII, Universit\u00e0 degli Studi di Palermo, relatore prof.ssa M. Guttilla, a.a. 2008\/2011, pp. 20-21. <span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_32_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_33_3326\" class=\"footnote\">Cfr. J. A. Maravall, <em>La cultura del barocco<\/em>, Firenze 1984, p. 70.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_33_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_34_3326\" class=\"footnote\">ASCl, <em>Notai<\/em>, Biagio Caccamo, b. 4582, f. 157r.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_34_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_35_3326\" class=\"footnote\">Sull\u2019iconografia dell\u2019Immacolata nelle immagini della \u2018Perla preziosa\u2019 e della \u2018Conchiglia perlifera\u2019 si rimanda al saggio di M. Soranzo, <em>Evoluzione iconografica\u2026<\/em>, in <em>Advocata gratiae<\/em>\u2026, 2004, pp. 653-654. Sulla lettura del decreto tridentino relativo alle immagini sacre si rimanda a A. Roggero, <em>Il decreto del Concilio di Trento sulla venerazione delle immagini e l\u2019arte sacra<\/em>, in \u201cEphemerides Carmeliticae\u201d, 20, 1969\/1, pp. 150-167.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_35_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_36_3326\" class=\"footnote\">Per un approfondimento sulla statua dell\u2019Immacolata Concezione di Palermo si rimanda a R. Arcoleo, <em>Studi per la riduzione\u2026<\/em>, a.a. 2010\/2011, p. 56.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_36_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_37_3326\" class=\"footnote\">\u00c8 doveroso ringraziare il parroco della Cattedrale, monsignore Gaetano Canalella, per aver comunicato l\u2019anno del trafugamento del rivestimento argenteo del simulacro dell\u2019Immacolata. Non \u00e8 stato possibile, tuttavia, rinvenire immagini della statua antecedenti alla data del furto. Per conoscere, dunque, quale fosse il motivo decorativo del mantello settecentesco realizzato dall\u2019argentiere Glorioso occorre limitarsi a quanto descritto in F. Pulci, <em>Lavori sulla \u2026<\/em>, 1977, p. 160.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_37_3326\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>giuseppegiugno_1@libero.it Pro maiori Dei Gloria et Integerrime Immaculate eius Matris Marie. 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