{"id":3324,"date":"2018-12-29T20:50:21","date_gmt":"2018-12-29T20:50:21","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=3324"},"modified":"2019-06-28T20:10:33","modified_gmt":"2019-06-28T20:10:33","slug":"elvira-damico","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=3324","title":{"rendered":"Elvira D&#8217;Amico"},"content":{"rendered":"<p>elvi.damico@alice.it<\/p>\n<h3>Considerazioni su alcuni paliotti tardo barocchi siciliani in cannette di vetro veneziano<\/h3>\n<p>DOI: 10.7431\/RIV18062018<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non comune \u00e8 in Sicilia l\u2019uso di materiali vitrei per campire le superfici di paliotti e parati sacri, solitamente ricamati in filati d\u2019oro, argento e seta, con l\u2019ausilio in alcuni casi di perle, coralli e pietre preziose. L\u2019utilizzo di perline e cannette di vetro veneziano &#8211; non di Murano poich\u00e9 tale produzione era espressamente riservata alle fabbriche della terraferma &#8211; \u00e8 conseguente alla necessit\u00e0 di risparmio e parsimonia dettata dalle leggi suntuarie sin dal secolo XVI, che pure nell\u2019Isola vietavano l\u2019impiego di materiali pregiati<sup><a href=\"#footnote_0_3324\" id=\"identifier_0_3324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"R. Civiletto, Il prezioso corpus di paliotti ricamati nella chiesa del Ges&ugrave; di Casa Professa a Palermo, in Magnificencia i extravagancia europea en l&rsquo;art textil a Sicilia, a cura di G. Cantelli, S. Rizzo, Palermo 2003, pp. 449-459, 452, fig. 3.\">1<\/a><\/sup>. Tale tipologia artigianale si ritrova sino al secolo XIX ed agli inizi del XX, riservata a suppellettili sacre per lo pi\u00f9 di piccole dimensioni, ricamate nei monasteri e nei collegi di Palermo e Monreale<sup><a href=\"#footnote_1_3324\" id=\"identifier_1_3324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. D&rsquo;Amico, Il ricamo in perline veneziane a Palermo in alcuni inediti del secolo XIX e degli inizi del XX, in &ldquo;OADI. Rivista dell&rsquo;Osservatorio per le Arti Decorative in Italia&rdquo;, n. 16, dicembre 2017, consultabile online www.unipa.it\/oadi\/rivista.\">2<\/a><\/sup>. Rari sono i parati e gli arredi sacri del periodo barocco e rococ\u00f2 pervenuti fino a noi che si avvalgono di questa tecnica, adoperata talora anche per il reintegro di manufatti pi\u00f9 antichi<sup><a href=\"#footnote_2_3324\" id=\"identifier_2_3324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"R. Civiletto, Sconosciuti e poco noti ricami in corallo nella Sicilia del XVII e XVIII secolo, in Magnificencia&hellip;, 2003, pp. 441-448, p. 446, figg. 13-14.\">3<\/a><\/sup>, che rende le superfici particolarmente lucide e smaltate,\u00a0 accendendole a seconda dell\u2019incidenza della luce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un originale esempio di essa \u00e8 da considerarsi l\u2019inedito paliotto detto di S. Antonio (<a title=\"Fig. 1. Manifattura siciliana, met\u00e0 XVIII secolo, &lt;i&gt;Paliotto in seta ricamata con cannule di vetro veneziano&lt;\/i&gt;, Misterbianco, Museo d\u2019arte sacra.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/dam01.jpg\">Fig. 1<\/a>), custodito nel Museo di arte sacra di Misterbianco, sito nella cripta della Chiesa Madre e gestito dalla Fondazione <em>Monasterium album<\/em><sup><a href=\"#footnote_3_3324\" id=\"identifier_3_3324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ringrazio per le notizie gentilmente fornitemi sul paliotto e per l&rsquo;autorizzazione alla sua pubblicazione, il presidente di tale associazione, dott. Carmelo Santonocito.\">4<\/a><\/sup>. Esso fu commissionato nel 1750 in occasione della proclamazione di S. Antonio Abate a patrono della cittadina etnea &#8211; il 12 dicembre di quell\u2019anno &#8211; dalla municipalit\u00e0 cittadina, il cui stemma raffigurante l\u2019aquila con scudo in petto, si trova sotto il medaglione principale contenente la figura del\u00a0 santo (<a title=\"Fig. 2. Manifattura siciliana, met\u00e0 XVIII secolo, &lt;i&gt;Paliotto in seta ricamata con cannule di vetro veneziano&lt;\/i&gt;, Misterbianco, Museo d\u2019arte sacra (part. con medaglione raffigurante S. Antonio rifinito a pittura).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/dam02.jpg\">Fig. 2<\/a>). Scoperto una ventina d\u2019anni fa in un sottotetto della Chiesa Madre, in cattive condizioni conservative, il manufatto fu sottoposto a restauro conservativo e quindi collocato nel Museo annesso, da cui ogni tre anni esce in occasione della festa del santo per essere ricondotto nella chiesa. Riportato su supporto di stoffa e rimontato su un pannello ligneo protetto da una teca di vetro, esso \u00e8 tornato oggi ad essere leggibile. Il cartone di stile tardo barocco, costituito da due cespi fioriti simmetrici, che affiancano la \u2018festina\u2019 del santo protettore, \u00e8 abbastanza comune pure nel messinese, cosa che non escluderebbe una sua esecuzione nella citt\u00e0 peloritana. L\u2019apposizione di cannette vitree nei toni prevalenti del verde-blu, argento ed oro su fondo di seta avorio, campisce l\u2019aggraziato disegno tracciato in grafite &#8211; come si nota dalle zone scoperte del ricamo &#8211; coi papaveri nascenti da un\u2019infiorescenza, dalle corolle bianche e oro e gli stami picchettati di finti granatini, alternati ai tulipani, discendenti dall\u2019alto e risalenti dal basso a lambire il medaglione centrale, mentre pi\u00f9 schematici appaiono i cespi laterali con nappine sottostanti che, al pari del baldacchino centrale, sembrano indicare ampi interventi di reintegrazione. Di nuovo di gusto barocchetto sono le volute fogliacee con violette e fiorellini di campo posti nella parte inferiore del paliotto, nonch\u00e9 la cornice crestata dello stemma cittadino e quella ovale riservata al santo, mentre i due compos\u00e8 di tralci allungati, nella parte superiore, sono frutto ancora di parziali rifacimenti. Particolarmente raffinata \u00e8 poi la raffigurazione di S. Antonio, in abiti abbaziali resi da un ricamo in cannule di colore blu argento e oro, che si ripetono sull\u2019aureola, sulla mitria e sul bordo del grande libro delle Sacre Scritture che ha aperto davanti; mentre il viso, le mani e le gambe del santo sono in seta delicatamente dipinta, come il paesaggio boschivo sul fondo e i due angeli che reggono gli attributi della mitria e del pastorale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pure nel capoluogo siciliano il ricamo con elementi vitrei dovette essere praticato fin dal secolo XVII, persino presso il ricco ordine gesuitico, come testimonia il paliotto della Chiesa di Casa Professa dei Gesuiti, reso noto alcuni anni or sono (<a title=\"Fig. 3. Manifattura siciliana, seconda met\u00e0 XVII secolo, &lt;i&gt;Paliotto in seta ricamata con cannule di vetro veneziano&lt;\/i&gt;, Palermo, Chiesa del Ges\u00f9 di Casa Professa.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/dam03.jpg\">Fig. 3<\/a>)<sup><a href=\"#footnote_4_3324\" id=\"identifier_4_3324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"R. Civiletto, Il prezioso corpus&hellip;, in Magnificencia&hellip;, 2003, p. 452.\">5<\/a><\/sup>. Da un ingrandimento del modulo decorativo (<a title=\"Fig. 4. Manifattura siciliana, seconda met\u00e0 XVII secolo, &lt;i&gt;Paliotto in seta ricamata con cannule di vetro veneziano&lt;\/i&gt;, Palermo, Chiesa del Ges\u00f9 di Casa Professa (part.).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/dam04.jpg\">Fig. 4<\/a>) si evince la tecnica di esecuzione del manufatto, che si avvale esclusivamente di cannule di vetro bianco di varie dimensioni e poste in svariate direzioni, atte a meglio assecondare il disegno, profilato da un ricamo in filo di seta bianca che simula un tessuto seicentesco a composizioni vegetali stilizzate disposte a scacchiera. Il risultato \u00e8 quello di un\u2019opera irreale tutta giocata sul contrasto tra il candore improbabile dei motivi fitomorfi ed il rosso scuro della seta di fondo. L\u2019utilizzo di decorazioni in materiali alternativi si registra pure in ambito cappuccino, ove uno scenografico paliotto settecentesco in tessuto rosso e stemma francescano centrale (<a title=\"Fig. 5. Manifattura siciliana, seconda met\u00e0 XVIII secolo, &lt;i&gt;Paliotto in tessuto con ricami in cannule vitree, fili di paglia, fili serici, carta&lt;\/i&gt;, Palermo, Chiesa dei Cappuccini.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/dam05.jpg\">Fig. 5<\/a>), di recente reso noto nell\u2019ambito dei ricami in fili di paglia<sup><a href=\"#footnote_5_3324\" id=\"identifier_5_3324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"R.F. Margiotta, Paliotti d&rsquo;altare in fili di paglia delle chiese cappuccine della Sicilia Occidentale, in &ldquo;OADI. Rivista dell&rsquo;Osservatorio per le Arti Decorative in Italia&rdquo;, n. 17, giugno 2018, fig. 12, consultabile online www.unipa.it\/oadi\/rivista.\">6<\/a><\/sup>, \u00e8 campito per la maggior parte da cannule di vetro bianco incollate, che suggellano la scelta di materiali poveri da parte del pi\u00f9 \u2018povero\u2019 degli ordini monastici del capoluogo siciliano. L\u2019elegante disegno di stile rocaille, descrivente una consolle su cui si posano uccellini e si inerpicano <em>ramages<\/em> con fiori dalle corolle rovesciate come mosse dal vento, si ritrova con varianti su paramenti siciliani, dalla prima met\u00e0 del Settecento fino all\u2019Ottocento inoltrato<sup><a href=\"#footnote_6_3324\" id=\"identifier_6_3324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. M.R. Mancino, scheda n. 155, in Magnificenza nell&rsquo;arte tessile della Sicilia centro-meridionale. Ricami, sete e broccati delle Diocesi di Caltanissetta e Piazza Armerina, a cura di G. Cantelli, con la collaborazione E. D&rsquo;Amico e&nbsp; S. Rizzo ,vol II, Catania 2000; E. D&rsquo;Amico, scheda n. 33, in Santi medici e taumaturghi.Testimonianze di arte e di devozione in Sicilia, a cura di G. Chill&egrave;, S. Lanuzza, G. Musolino, Marina di Patti 2011.\">7<\/a><\/sup>,\u00a0 e sembra ascrivibile ad uno degli artisti o architetti palermitani che intervenivano come <em>designers<\/em> nell\u2019ambito delle arti decorative e in particolare nel settore dei paliotti<sup><a href=\"#footnote_7_3324\" id=\"identifier_7_3324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. Il teatro e l&rsquo;altare. Paliotti d&rsquo;architettura, a cura di M.C. Ruggieri Tricoli, Palermo 1992, passim.\">8<\/a><\/sup>. Anche in questo caso stupiscono gli inediti accostamenti cromatici e il senso di fantasiosa irrealt\u00e0 che da essi scaturisce, opposta al naturalismo imperante nei manufatti tradizionali di questo periodo. Interessante sarebbe appurare la genesi manifatturiera dell\u2019opera, forse di ambito conventuale come quella dei ricami in paglia (?) o pi\u00f9 plausibilmente assegnabile ad uno dei laboratori monacali, forse uno dei Collegi di Maria che dalla seconda met\u00e0 del secolo XVIII rifornivano di paramenti sacri le principali chiese di Palermo<sup><a href=\"#footnote_8_3324\" id=\"identifier_8_3324\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. E. D&rsquo;Amico, I paramenti sacri, Collana &lsquo;Palazzo Abatellis. Collezioni&rsquo;, a cura di V. Abbate, Palermo, 1997, p. 36.\">9<\/a><\/sup>.<\/p>\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_3324\" class=\"footnote\">R. Civiletto, <em>Il prezioso corpus di paliotti ricamati nella chiesa del Ges\u00f9 di Casa Professa a Palermo<\/em>, in <em>Magnificencia i extravagancia europea en l\u2019art textil a Sicilia<\/em>, a cura di G. Cantelli, S. Rizzo, Palermo 2003, pp. 449-459, 452, fig. 3.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_3324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_3324\" class=\"footnote\">E. D\u2019Amico, <em>Il ricamo in perline veneziane a Palermo in alcuni inediti del secolo XIX e degli inizi del XX<\/em>, in \u201cOADI. Rivista dell\u2019Osservatorio per le Arti Decorative in Italia\u201d, n. 16, dicembre 2017, consultabile <em>online<\/em> <a href=\"http:\/\/www.unipa.it\/oadi\/rivista\">www.unipa.it\/oadi\/rivista<\/a>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_3324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_2_3324\" class=\"footnote\">R. Civiletto, <em>Sconosciuti e poco noti ricami in corallo nella Sicilia del XVII e XVIII secolo<\/em>, in <em>Magnificencia\u2026<\/em>, 2003, pp. 441-448, p. 446, figg. 13-14.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_2_3324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_3_3324\" class=\"footnote\">Ringrazio per le notizie gentilmente fornitemi sul paliotto e per l\u2019autorizzazione alla sua pubblicazione, il presidente di tale associazione, dott. Carmelo Santonocito.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_3_3324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_4_3324\" class=\"footnote\">R. Civiletto, <em>Il prezioso corpus<\/em>\u2026, in<em> <\/em><em>Magnificencia\u2026<\/em>, 2003, p. 452.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_4_3324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_5_3324\" class=\"footnote\">R.F. Margiotta, <em>Paliotti d\u2019altare in fili di paglia delle chiese cappuccine della Sicilia Occidentale,<\/em> in \u201cOADI. Rivista dell\u2019Osservatorio per le Arti Decorative in Italia\u201d, n. 17, giugno 2018, fig. 12, consultabile <em>online<\/em> <a href=\"http:\/\/www.unipa.it\/oadi\/rivista\">www.unipa.it\/oadi\/rivista<\/a>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_5_3324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_6_3324\" class=\"footnote\">Cfr. M.R. Mancino, scheda n. 155, in <em>Magnificenza nell&#8217;arte tessile della Sicilia centro-meridionale. Ricami, sete e broccati delle Diocesi di Caltanissetta e Piazza Armerina<\/em>, a cura di G. Cantelli, con la collaborazione E. D\u2019Amico e\u00a0 S. Rizzo ,vol II, Catania 2000; E. D\u2019Amico, scheda n. 33, in <em>Santi medici e taumaturghi.Testimonianze di arte e di devozione in Sicilia<\/em>, a cura di G. Chill\u00e8, S. Lanuzza, G. Musolino, Marina di Patti 2011.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_6_3324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_7_3324\" class=\"footnote\">Cfr. <em>Il teatro e l&#8217;altare. Paliotti d&#8217;architettura<\/em>, a cura di M.C. Ruggieri Tricoli, Palermo 1992, <em>passim<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_7_3324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_8_3324\" class=\"footnote\">Cfr. E. D\u2019Amico<em>, I paramenti sacri<\/em>, Collana \u2018Palazzo Abatellis. Collezioni\u2019, a cura di V. Abbate, Palermo, 1997, p. 36.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_8_3324\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>elvi.damico@alice.it Considerazioni su alcuni paliotti tardo barocchi siciliani in cannette di vetro veneziano DOI: 10.7431\/RIV18062018 Non comune \u00e8 in Sicilia l\u2019uso di materiali vitrei per <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=3324\" title=\"Elvira D&#8217;Amico\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":3406,"menu_order":7,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3324"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3324"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3324\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3392,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3324\/revisions\/3392"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3406"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3324"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}