{"id":3322,"date":"2018-12-29T20:48:57","date_gmt":"2018-12-29T20:48:57","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=3322"},"modified":"2019-06-28T20:10:14","modified_gmt":"2019-06-28T20:10:14","slug":"enrico-colle","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=3322","title":{"rendered":"Enrico Colle"},"content":{"rendered":"<p>e.colle@museostibbert.it<\/p>\n<h3>Una cornice berniniana<\/h3>\n<p>DOI: 10.7431\/RIV18052018<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il pontificato di Urbano VIII Barberini (1623 &#8211; 1644) le decorazioni e la mobilia romana abbandonarono progressivamente quell\u2019aspetto di severa monumentalit\u00e0 che aveva caratterizzato le arti decorative del secolo precedente a tutto favore delle ben pi\u00f9 articolate soluzioni ornamentali proposte dal nuovo stile barocco: durante quegli anni si iniziarono infatti a progettare e costruire edifici le cui strutture e decorazioni furono concepite secondo un inedito gusto scenografico, tendente a cancellare il confine tra lo spazio reale e quello illusorio ideato dalla fervida fantasia creatrice di artisti quali Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini, Carlo Fontana e Pietro da Cortona, per citarne solo alcuni tra i tanti che gravitavano allora nell\u2019Urbe. Principali autori del volto barocco di Roma essi infatti erano sostenitori di un nuovo modo emozionale di intendere il rapporto con lo spettatore, mirando principalmente a commuovere e a persuadere con l\u2019aiuto di un\u2019immaginazione che sembr\u00f2 non conoscere limiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Frutto di tale fervida fantasia pu\u00f2 essere annoverata anche questo straordinario arredo (<a title=\"Fig. 1. Manifattura romana, seconda met\u00e0 del XVII secolo, &lt;i&gt;Cornice&lt;\/i&gt;, Collezione privata.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/col01.jpg\">Fig. 1<\/a>) concepito come una scenografica macchina teatrale dove un gruppo di cinque angeli in volo sorreggono una cornice contornata da una ghirlanda di fiori, gi\u00e0 destinata a contenere un\u2019immagine sacra, mentre alla sua sommit\u00e0 una coppia di putti, anch\u2019essi alati, porgono un serto fiorito<sup><a href=\"#footnote_0_3322\" id=\"identifier_0_3322\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"La cornice in legno di tiglio intagliato e dorato misura esternamente cm. 64, 5 x 49; mentre le misure della luce interna sono cm. 18,5 x 14,5.\">1<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019originale forma dell\u2019opera, mirabile trasformazione in chiave devozionale delle monumentali decorazioni liturgiche ideate da Gian Lorenzo Bernini, presenta tutti quei caratteri stilistici \u2013 come ad esempio la resa vibrante dei particolari naturalistici e la percezione ingannevole di un costante movimento \u2013 che si ritroveranno nella mobilia progettata dall\u2019artista e dai suoi seguaci secondo un criterio che non conosceva confini fra le arti, a tutto favore di un\u2019unitariet\u00e0 dell\u2019operare artistico\u00a0 sottolineata anche da Filippo Baldinucci, il quale scrisse che Bernini nelle sue opere non metteva meno diligenza nel disegnare una lampada \u00abdi quello, che si ponesse in una Statua, o in una nobilissima fabbrica\u00bb<sup><a href=\"#footnote_1_3322\" id=\"identifier_1_3322\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. F. Baldinucci, Vita del Cavaliere Gio. Lorenzo Bernino, scultore, architetto e pittore, Firenze 1682, p. 71.\">2<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le artificiose invenzioni berniniane si ritrovano, poco dopo la met\u00e0 del Seicento, applicate nella creazione di elaborati arredi commissionati soprattutto dalla famiglia Chigi. Nel 1655 infatti fu eletto, col nome di<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alessandro VII, il cardinale Fabio Chigi, sotto il cui pontificato Bernini realizz\u00f2 alcune opere &#8211; quale ad esempio il fantasmagorico volo di angeli posto sopra l\u2019altare della Cattedra di San Pietro &#8211; che possono essere messe a confronto con la nostra cornice. Nel 1660 l\u2019artista, accingendosi a progettare l\u2019altare della cappella Fonseca in San Lorenzo in Lucina (<a title=\"Fig. 2. G. L. Bernini, 1660, &lt;i&gt;Progetto per l\u2019altare della Cappella Fonseca&lt;\/i&gt;, Londra, Windsor Castle, Royal Collection.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/col03.jpg\">Fig. 2<\/a>), ide\u00f2 l\u2019incorniciatura della pala dipinta da Giacinto Giminiani, come se essa fosse stata miracolosamente trasportata nella cappella da due angeli in volo. Una soluzione decorativa questa, in parte gi\u00e0 adottata alcuni anni prima, nel 1657, negli altari del transetto sinistro e nel progetto per l\u2019organo di Santa Maria del Popolo, che dovette incontrare il favore di altri illustri committenti, primo fra tutti il pontefice che gli commission\u00f2 l\u2019incorniciatura della venerata immagine della Madonna del Voto conservata nel Duomo di Siena (<a title=\"Fig. 3. G. L. Bernini, E. Ferrata, 1664, &lt;i&gt;Cornice della Madonna del Voto&lt;\/i&gt;, Siena, Duomo.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/col04.jpg\">Fig. 3<\/a>). Nel 1661 Bernini present\u00f2 al papa il modello della cornice elaborando ulteriormente il tema degli angeli che, non senza sforzo, tengono saldamente nelle mani la cornice con il dipinto nell\u2019atto di porgerla all\u2019adorazione dei devoti. La realizzazione di tale opera in bronzo e lapislazzuli dur\u00f2 qualche anno e vide all\u2019opera anche lo scultore Ercole Ferrata che la ultim\u00f2 nel 1664<sup><a href=\"#footnote_2_3322\" id=\"identifier_2_3322\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. A. Angelini, Gian Lorenzo Bernini e i Chigi tra Roma e Siena, Cinisello Balsamo 1998, pp. 156 &ndash; 161.\">3<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora angeli che ad ali spiegate sorreggono cornici e festoni con gesti analoghi a quelli presenti nella cornice qui esaminata si possono vedere nelle decorazioni a stucco create a Roma durante la seconda met\u00e0 del XVII secolo, come ad esempio nella volta di una delle cappelle della chiesa di Sant\u2019Andrea del Quirinale, nella controfacciata della chiesa di Santa Marta al Collegio Romano (modellati tra il 1672 e il 1680 da Leonardo Retti e Antonio Roncati), nella volta del transetto destro della chiesa di San Silvestro in Capite (realizzati da Camillo Rusconi e Michel Maille sotto la direzione di Matthia De Rossi tra il 1689 e il 1691) e nella cupola della chiesa di Santa Rita databili al 1695 circa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spett\u00f2 dunque a Bernini l\u2019invenzione di introdurre nelle pale d\u2019altare le figure degli angeli adulti che, colti in vari atteggiamenti, sorreggono un dipinto nell\u2019intento di presentarlo alla devozione dei fedeli divenendo cos\u00ec un preciso tramite tra gli spettatori e i soggetti dei dipinti. \u00c8 il caso della nostra cornice, dove l\u2019anonimo artista adotta come spunto le spericolate torsioni degli angeli presenti nei progetti berniniani per l\u2019altare della Madonna del Voto e per quello della chiesa di San Tommaso da Villanova a Castelgandolfo (<a title=\"Fig. 4. G. L. Bernini, A. Raggi, 1661, &lt;i&gt;Altar maggiore&lt;\/i&gt;, Castelgandolfo, chiesa di san Tommaso di Villanova.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/col05.jpg\">Fig. 4<\/a>), nei quali appare evidente la stessa torsione della testa dell\u2019angelo di destra in basso, colto nell\u2019atto di rivolgersi verso lo spettatore, e l\u2019 analogo gesto di alzare il braccio sinistro all\u2019altezza del capo in modo simile a quello compiuto dai citati angeli disegnati da Bernini. Anche i panneggi sollevati e mossi dal vento tendono a gonfiarsi in modo affine a quelli concepiti dall\u2019artista il quale voleva simulare nelle sue creazioni il concitamento atmosferico causato da quelle improvvise apparizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla realizzazione del mobilio progettato dagli ornatisti romani durante la seconda met\u00e0 del Seicento dovette attendere uno stuolo di artigiani ancora per lo pi\u00f9 ignoti, se si eccettuano gli intagliatori Francesco Bergamo, Antonio Chicari, Isidoro Beati, Francesco Tibaldi e Giovanni Tommaso Corsini autori di fastosi arredi dove l\u2019estro creativo e l\u2019abilit\u00e0 tecnica avevano dato vita a veri e propri capolavori di scultura<sup><a href=\"#footnote_3_3322\" id=\"identifier_3_3322\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. E. Colle, Il mobile Barocco in Italia. Arredi e decorazioni d&rsquo;interni dal 1600 al 1738, Milano 2000, pp. 73 &ndash; 141.\">4<\/a><\/sup>. Nei mobili a loro riconducibili la finezza dell\u2019intaglio delle figure andava di pari passo con quella degli ornati composti, come si pu\u00f2 vedere nella ghirlanda mollemente trattenuta tra le braccia degli angeli della presente cornice, da elementi floreali che verso la fine del secolo avranno la prevalenza sulla figura umana (<a title=\"Fig. 5. F. Passarini, 1698, &lt;i&gt;Incisione raffigurante un progetto per tavolo da muro&lt;\/i&gt;.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/col06.jpg\">Fig. 5<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla luce di quanto esposto si pu\u00f2 dunque asserire che la cornice qui esaminata fu realizzata, probabilmente per essere inserita in un piccolo oratorio privato, durante la seconda met\u00e0 del XVII secolo da un abile intagliatore ben informato, non solo sulle creazioni di Gian Lorenzo Bernini, dalle cui opere trasse ispirazione per la composizione degli angeli in volo e dei due angioletti che si librano alla sua sommit\u00e0 innalzando una corona di fiori, ma anche sulle successive trasformazioni del gusto operate dai suoi allievi, come testimonia l\u2019inserimento della ghirlanda fiorita presente nelle decorazioni a stucco e nella mobilia romana eseguita\u00a0 durante la seconda met\u00e0 del secolo.<\/p>\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_3322\" class=\"footnote\">La cornice in legno di tiglio intagliato e dorato misura esternamente cm. 64, 5 x 49; mentre le misure della luce interna sono cm. 18,5 x 14,5.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_3322\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_3322\" class=\"footnote\">Cfr. F. Baldinucci, <em>Vita del Cavaliere Gio. Lorenzo Bernino, scultore, architetto e pittore<\/em>, Firenze 1682, p. 71.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_3322\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_2_3322\" class=\"footnote\">Cfr. A. Angelini, <em>Gian Lorenzo Bernini e i Chigi tra Roma e Siena<\/em>, Cinisello Balsamo 1998, pp. 156 &#8211; 161.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_2_3322\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_3_3322\" class=\"footnote\">Cfr. E. Colle, <em>Il mobile Barocco in Italia. Arredi e decorazioni d\u2019interni dal 1600 al 1738,<\/em> Milano 2000, pp. 73 \u2013 141.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_3_3322\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>e.colle@museostibbert.it Una cornice berniniana DOI: 10.7431\/RIV18052018 Con il pontificato di Urbano VIII Barberini (1623 &#8211; 1644) le decorazioni e la mobilia romana abbandonarono progressivamente quell\u2019aspetto <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=3322\" title=\"Enrico Colle\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":3406,"menu_order":6,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3322"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3322"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3322\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3347,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3322\/revisions\/3347"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3406"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3322"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}