{"id":3166,"date":"2018-06-29T21:16:16","date_gmt":"2018-06-29T21:16:16","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=3166"},"modified":"2018-12-29T20:21:42","modified_gmt":"2018-12-29T20:21:42","slug":"daria-gastone","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=3166","title":{"rendered":"Daria Gastone"},"content":{"rendered":"<p>dariagastone@gmail.com<\/p>\n<h3>Una bottega orafa senese a Pisa nel Settecento<\/h3>\n<p>DOI: 10.7431\/RIV17092018<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ambito delle ricerche volte ad approfondire lo studio della produzione orafa sacra pisana del XVIII secolo, si \u00e8 delineato un nutrito<em> corpus <\/em>di argenti d\u2019impiego liturgico ricondotti, sulla scorta delle attestazioni documentarie rinvenute, alla bottega di Giovanni e Sallustio Bonechi<sup><a href=\"#footnote_0_3166\" id=\"identifier_0_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Le ricerche finalizzate ad approfondire lo studio dell&rsquo;opera della bottega orafa dei Bonechi a Pisa sono state condotte nell&rsquo;ambito della tesi di dottorato, D. Gastone, Orafi e argentieri a Pisa nel XVIII secolo, tutor Prof.ssa A. Capitanio, discussa il 9 marzo 2018 presso l&rsquo;Universit&agrave; di Firenze (Dottorato di Ricerca Interuniversitario &lsquo;Pegaso&rsquo; in Storia delle arti e dello spettacolo, ciclo XXX, Universit&agrave; degli Studi di Firenze, Pisa e Siena).\">1<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presenza di Girolamo Bonechi<sup><a href=\"#footnote_1_3166\" id=\"identifier_1_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Come ricorda Ettore Romagnoli, Girolamo di Giovanni Bonechi nacque a Siena nel 1675, si veda E. Romagnoli, Biografia Cronologica de&rsquo; Bellartisti senesi: 1200-1800, vol. XI, Firenze 1976 (Ristampa anastatica ed. Siena, 1835), p. 575.\">2<\/a><\/sup> \u00a0nel pisano venne segnalata da Giovanni Targioni Tozzetti che, nelle sue <em>Relazioni d\u2019alcuni viaggi fatti in diverse parti della Toscana<\/em>, ricord\u00f2 un aneddoto occorso nell\u2019autunno del 1742, quando sost\u00f2 presso la Canonica di Nicosia (Calci) ed ebbe modo di apprezzare un calice in corso di elaborazione da parte dell\u2019orafo proveniente da Siena<sup><a href=\"#footnote_2_3166\" id=\"identifier_2_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. Targioni Tozzetti, Relazioni d&rsquo;alcuni viaggi fatti in diverse parti della Toscana per osservare le produzioni naturali, e gli antichi monumenti di essa, vol. I, Bologna 1971 (Ristampa anastatica ed. Firenze 1768-1769), p. 403: l&rsquo;autore, trattando della Canonica di Nicosia, ricord&ograve; che &laquo;Nel ritorno&raquo; ebbe modo di &laquo;vedere un bellissimo Calice d&rsquo;Argento, che stava attualmente lavorando un certo Girolamo Bonechi Senese, il quale &egrave; di un lavoro stupendo, con bassirilievi della Passione di Nostro Signore, ne&rsquo; quali le figure di ottimo disegno, e disposizione, sono da esso fatte risaltare col solo martello per di dietro, e riescono tanto perfette, che non vi &egrave; bisogno di bulino, o altro instrumento per finirle&raquo; (ibidem). La notizia &egrave; riportata dalla bibliografia successiva.\">3<\/a><\/sup>. Ettore Romagnoli ripropose la notizia (<em>ante<\/em> 1835)<sup><a href=\"#footnote_3_3166\" id=\"identifier_3_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L&rsquo;autore ricorda che l&rsquo;orefice, nel 1742, &laquo;era a lavorare varie statuine, e utensili sacri di argento nella Certosa di Nicosia presso Pisa, ove lo trov&ograve; il Dottore Targioni Tozzetti, e lo nomin&ograve; nel suo viaggio per la Toscana, come celeberrimo artefice senese&raquo;, E. Romagnoli, Biografia &hellip;, vol. XI, 1976, p. 575.\">4<\/a><\/sup> e, ripercorrendo la vicenda artistica dell\u2019argentiere, lo attest\u00f2 autore di \u00abun superbo vaso d\u2019argento per la nobile casa Sansedonj di Siena\u00bb<sup><a href=\"#footnote_4_3166\" id=\"identifier_4_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. Romagnoli, Biografia &hellip;, vol. XI, 1976, p. 576.\">5<\/a><\/sup>, di \u00abuna figura di argento\u00bb realizzata a Genova \u00aba concorrenza dei pi\u00f9 bravi statuarj\u00bb<sup><a href=\"#footnote_5_3166\" id=\"identifier_5_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem.\">6<\/a><\/sup>, nonch\u00e9 di \u00abvarje cose\u00bb elaborate \u00abper la corte\u00bb a Torino<sup><a href=\"#footnote_6_3166\" id=\"identifier_6_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem.\">7<\/a><\/sup>. Come concluse l\u2019erudito senese, l\u2019orafo, nell\u2019\u00abinvecchiare peggior\u00f2 sempre di condizione con scemargli la voglia, e le commissioni fin che circa la met\u00e0 del secolo XVIII mor\u00ec poverissimo allo Spedale di Pisa\u00bb<sup><a href=\"#footnote_7_3166\" id=\"identifier_7_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. Romagnoli, Biografia &hellip;, vol. XI, 1976, p. 577.\">8<\/a><\/sup>, bench\u00e9 fosse l\u2019\u00aberede ben degno\u00bb<sup><a href=\"#footnote_8_3166\" id=\"identifier_8_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. Romagnoli, Biografia &hellip;, vol. XI, 1976, p. 210.\">9<\/a><\/sup> del padre Giovanni<sup><a href=\"#footnote_9_3166\" id=\"identifier_9_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Giovanni Bonechi &egrave; attestato a Siena fra il 1640 e il 1708, E. Romagnoli, Biografia &hellip;, vol. XI, 1976, pp. 209-210.\">10<\/a><\/sup>, gi\u00e0 celebrato quale \u00abegregio cisellatore\u00bb<sup><a href=\"#footnote_10_3166\" id=\"identifier_10_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. Romagnoli, Biografia &hellip;, vol. XI, 1976, p. 209. Giovanni Bonechi, nel 1669, asser&igrave; di possedere il punzone costituito dalla lettera &laquo;D&raquo; ereditato dal maestro Domenico Montini, si veda S. Hansen, Sieneser Gold und Silberschmiede im 17. Jahrundert, in &ldquo;Mitteilungen des kunsthistorischen Institutes in Florenz&rdquo;, XXXIII, 1989, 1, pp. 147, 149 (nota 13), 151-152 doc. 1.\">11<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli studi fino ad ora condotti ricostruiscono solo in parte l\u2019attivit\u00e0 della bottega Bonechi fra Sei e Settecento<sup><a href=\"#footnote_11_3166\" id=\"identifier_11_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Lo studio dell&rsquo;opera della bottega Bonechi di Siena &egrave; in corso di pubblicazione nel volume dedicato agli Argenti senesi (in uscita dicembre 2018), a cura di Laura Martini, Ilaria Pugi e Paolo Torriti, che ringrazio.\">12<\/a><\/sup>, rilevandone l\u2019operosit\u00e0 per gli enti ecclesiastici di Siena<sup><a href=\"#footnote_12_3166\" id=\"identifier_12_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Si rimanda a, Die Kirchen von Siena, vol. I, a cura di P. A. Riedl-M. Seidel, Mu\u0308nchen 1985, p. 251 nota 1312; L. Martini, Gli argenti e le suppellettili in metallo, in L&rsquo;Oratorio di S. Caterina nella Contrada del Drago. La storia e l&rsquo;arte, a cura di F. Bisogni-L. Bonelli Conenna, Siena 1988, pp. 118, 128 nota 7.\">13<\/a><\/sup>, Sinalunga<sup><a href=\"#footnote_13_3166\" id=\"identifier_13_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L. Martini, Scheda n. 20, in Arte e storia nella Collegiata di Sinalunga, a cura di R. Longi-L. Martini, Siena, 1995, p. 128; R. Longi, Scheda n. 26, in Arte e storia &hellip;, 1995, p. 138.\">14<\/a><\/sup>, Piombino<sup><a href=\"#footnote_14_3166\" id=\"identifier_14_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"C. Bernazzi, Scheda n. 2, in La chiesa di Sant&rsquo;Antimo a Piombino e il Museo diocesano Andrea Guardi: arte e storia dal Medioevo al Novecento, a cura di M. T. Lazzarini, Ospedaletto (PI) 2011, pp. 126-128.\">15<\/a><\/sup>, Grosseto<sup><a href=\"#footnote_15_3166\" id=\"identifier_15_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Si veda, L. Martini, Scheda n. 61, in La Cattedrale di San Lorenzo a Grosseto. Arte e storia dal XIII al XIX secolo, catalogo della mostra (Grosseto, 28 giugno-29 settembre 1996), a cura di C. Gnoni Mavarelli-L. Martini, Cinisello Balsamo (MI) 1996, pp. 202-203; Eadem, L&rsquo;arredo della Cattedrale tre Sei e Settecento, in La Cattedrale di S. Lorenzo &hellip;, 1996, pp. 69-70 fig. 12, 72 nota 33; L. Galli, Scheda n. 66, in La Cattedrale di S. Lorenzo &hellip;, 1996, p. 208.\">16<\/a><\/sup> e Campiglia Marittima<sup><a href=\"#footnote_16_3166\" id=\"identifier_16_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. T. Lazzarini, Scheda n. 29, in Il Museo d&rsquo;Arte sacra di San Lorenzo a Campiglia, a cura di M. T. Lazzarini, Ospedaletto (PI) 2008, p. 60; Eadem, Scheda n. 32, in Il Museo d&rsquo;Arte sacra &hellip;, 2008, pp. 64-66.\">17<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto attiene all\u2019esperienza pisana di Girolamo e della sua famiglia, la gi\u00e0 ricordata sosta presso il Cenobio agostiniano di Calci (1742) trova riscontro nella documentazione prodotta dai Padri Certosini dello stesso luogo, per i quali avvi\u00f2 l\u2019elaborazione di una muta di candelieri d\u2019altare d\u2019argento, coadiuvato dal figlio Giovanni<sup><a href=\"#footnote_17_3166\" id=\"identifier_17_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Archivio della Certosa di Calci (ACC), Cassette a forma di libro 7, Conti, e Ricevute di Orefici, fasc. I, cc. 35r-46v. I candelieri risultano dispersi.\">18<\/a><\/sup>; le tracce archivistiche emerse sulla sua permanenza in citt\u00e0 paiono accertarne la residenza nel centro urbano almeno al principio del quinto decennio del Settecento, quando \u00abPer parte\u00bb del Commissario di Pisa e su istanza del pisano Ranieri Busoni \u2013 agente di Lorenzo Doni di Roma \u2013, gli venne intimato di lasciare l\u2019abitazione situata in via San Paolo a Ripa d\u2019Arno<sup><a href=\"#footnote_18_3166\" id=\"identifier_18_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPi, Commissariato 818, ins. 31, f.n.n. Non si rinvengono documenti che precisino la data di morte di Girolamo Bonechi.\">19<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il figlio di Girolamo, Giovanni, \u00aboriginario di Siena\u00bb ma abitante in Pisa<sup><a href=\"#footnote_19_3166\" id=\"identifier_19_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ACC, Cassette a forma di libro 7, Conti, e Ricevute di Orefici, fasc. I, f. 47r.\">20<\/a><\/sup>, continu\u00f2 ad operare per la committenza calcesana<sup><a href=\"#footnote_20_3166\" id=\"identifier_20_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ACC, Cassette a forma di libro 7, Conti, e Ricevute di Orefici, fasc. I, ff. 47r-60v.\">21<\/a><\/sup>, dedicandosi, contestualmente, alla realizzazione di manufatti d\u2019uso liturgico per le compagnie religiose della medesima localit\u00e0<sup><a href=\"#footnote_21_3166\" id=\"identifier_21_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Si veda, ad esempio, Archivio di Stato di Firenze (ASFi), Compagnie religiose soppresse da Pietro Leopoldo, Pisa, 2674, P. XL, n. 6, f. 32; P. XL, n. 7, ff. 104v, 105r-v, 106r-v, 107r, 108r [1744-1745].\">22<\/a><\/sup>; a Pisa, fra il 1746 ed il 1763, nacquero i suoi figli Anna Violante Nunziata<sup><a href=\"#footnote_22_3166\" id=\"identifier_22_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Archivio Storico Diocesano di Pisa (ASDPi), Parrocchia dei Santi Ranieri e Leonardo di Pisa, Battesimi 56, f. 52r, n. 341: il 27 marzo del 1746 venne battezzata Anna Violante Nunziata &laquo;di Giovanni del f&ugrave; Girolamo Bonecchi di Siena abitante in Pisa&raquo; e di Maria Teresa di Domenico Trinci, sua consorte in cura di San Marco in Calcesana, alla presenza del compare Andrea di Paolo Andrei e della comare Maria Maddalena Abati, entrambi di Pisa.\">23<\/a><\/sup>, Orsola Maddalena<sup><a href=\"#footnote_23_3166\" id=\"identifier_23_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASDPi, Parrocchia dei Santi Ranieri e Leonardo di Pisa, Battesimi 57, f. 412r, n. 1: il 22 ottobre 1747 fu battezzata Orsola Maddalena di &laquo;Giovanni del quondam Girolamo Bonechi di Siena&raquo; abitante in Pisa, e di Teresa di Domenico Trinci sua consorte in Cura di San Matteo, alla presenza del compare Vincenzo Monaldi &ndash; &laquo;e per esso Pietro Carmassi&raquo; &ndash; e della comare Maria Chiara Trinci di Pisa.\">24<\/a><\/sup>, Vincenzo Ranieri<sup><a href=\"#footnote_24_3166\" id=\"identifier_24_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASDPi, Parrocchia dei Santi Ranieri e Leonardo di Pisa, Battesimi 57, f. 480r, n. 23: il 9 ottobre del 1748 fu battezzato Vincenzo Ranieri di &laquo;Giovanni del quondam Girolamo Bonechi di Siena&raquo; abitante in Pisa e di Teresa di Domenico Trinci sua consorte in Cura di San Pietro in Vinculis; compare fu Vincenzo Monaldi &ndash; &laquo;e per esso Giuseppe Bertoni&raquo; &ndash; mentre comare fu Maria Giuliana di Pietro Paolo Giminiani di Pisa.\">25<\/a><\/sup>, Giuseppe Ranieri<sup><a href=\"#footnote_25_3166\" id=\"identifier_25_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASDPi, Parrocchia dei Santi Ranieri e Leonardo di Pisa, Battesimi 57, f. 196r, n. 391: l&rsquo;11 febbraio del 1750 venne battezzato Giuseppe Ranieri di Giovanni Bonechi quondam Girolamo di Siena abitante in Pisa nella Parrocchia di San Sebastiano, e di Teresa Maria di Domenico Trinci sua consorte; compare fu Vincenzo Monaldi &ndash; &laquo;e per esso Giuseppe Bertoni&raquo; &ndash;, comare fu Maria Eleonora di Giuseppe Gabbrielli.\">26<\/a><\/sup>, Violante Maria Beatrice<sup><a href=\"#footnote_26_3166\" id=\"identifier_26_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASDPi, Parrocchia dei Santi Ranieri e Leonardo di Pisa, Battesimi 57, f. 485r, n. 66: il 15 aprile del 1751 venne battezzata Violante Maria Beatrice di Giovanni Bonechi quondam Girolamo di Siena abitante in Pisa nella Cura di San Sebastiano, e di Maria Teresa di Domenico Trinci sua Consorte; compare fu Lorenzo Castellacci, comare fu Maria Franca Castellacci.\">27<\/a><\/sup>, Domenica Vittoria<sup><a href=\"#footnote_27_3166\" id=\"identifier_27_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASDPi, Parrocchia dei Santi Ranieri e Leonardo di Pisa, Battesimi 57, f. 95r, n. 84: il 19 novembre del 1752 venne battezzata Domenica Vittoria di Giovanni Bonechi &laquo;quondam Girolamo di Siena&raquo; abitante in Pisa nella Parrocchia di San Sebastiano e di Maria Teresa di Domenico Trinci sua consorte, alla presenza del compare Domenico Trinci e della comare Teresa Cuturri di Lucca.\">28<\/a><\/sup>, Giuseppe Natale Ignazio<sup><a href=\"#footnote_28_3166\" id=\"identifier_28_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASDPi, Parrocchia dei Santi Ranieri e Leonardo di Pisa, Battesimi 58, f. 169, n. 45: il 23 aprile 1754 fu battezzato Giuseppe Natale Ignazio di Giovanni Bonechi &laquo;quondam Girolamo di Siena&raquo; abitante in Pisa nella Cura di San Cristoforo, e di Maria Teresa di Domenico Trinci sua consorte, alla presenza del compare Franco Notari e della comare Anna Maria Notari.\">29<\/a><\/sup>, Domenico Jacopo<sup><a href=\"#footnote_29_3166\" id=\"identifier_29_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASDPi, Parrocchia dei Santi Ranieri e Leonardo di Pisa, Battesimi 58, f. 112r, n. 68: il 25 luglio 1757 venne battezzato Domenico Jacopo di Giovanni Bonechi &laquo;quondam Girolamo di Siena&raquo; abitante in Pisa nella Cura di San Cristofano e di Maria Teresa di Domenico Trinci sua consorte; compare fu Franco Notari e comare Elisabetta Notari.\">30<\/a><\/sup>, Angelo Giovanni Maria<sup><a href=\"#footnote_30_3166\" id=\"identifier_30_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASDPi, Parrocchia dei Santi Ranieri e Leonardo di Pisa, Battesimi 59, f. 8v, n. 65: l&rsquo;8 settembre 1760 venne battezzato Angelo Giovanni Maria di &laquo;Giovanni Agnello Antonio dl f&ugrave; Signor Girolamo Bonechi di Siena&raquo; abitante in Pisa e di Teresa di Domenico Trinci sua consorte, in Cura di San Cristoforo; compare fu Franco Notari e comare Maria Caterina Notari.\">31<\/a><\/sup> e Maria Vittoria Fortunata<sup><a href=\"#footnote_31_3166\" id=\"identifier_31_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASDPi, Parrocchia dei Santi Ranieri e Leonardo di Pisa, Battesimi 59, f. 380v, n. 627: il 10 maggio 1763 venne battezzata Maria Vittoria Fortunata di Giovanni del fu Girolamo Bonechi di Siena abitante in Pisa, e di Maria Teresa di Domenico Trinci sua moglie in Cura dei Santi Cosimo e Damiano; compare fu Niccola di Antonio Scriver di Livorno abitante in Pisa.\">32<\/a><\/sup>. L\u2019argentiere dimor\u00f2, dapprima, in Cura di San Paolo all\u2019Orto (1745) \u2013 insieme alla moglie Anna ed ai figli Girolamo, Giuseppe e Sallustio<sup><a href=\"#footnote_32_3166\" id=\"identifier_32_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASDPi, Curia arcivescovile, Libri parrocchiali 52, S. Paolo all&rsquo;orto. Stati d&rsquo;Anime dal 1746 al 1755, Stato delle Anime Della Cura di S: Paolo all&rsquo;Orto Di Pisa. Nell&rsquo;Anno 1746. Pisano, f.n.n., &laquo;Casa 37&raquo;, &laquo;[Anni] 37. Giovanni Bonechi C\/ [Anni] 27. Anna sua Moglie + C\/ [Anni] 6. Girolamo e [Anni] 4. Giuseppe [Anni] 3. Salustio Figli\/ [&hellip;]&raquo;.\">33<\/a><\/sup> \u2013, per trasferirsi, in seguito, nelle circoscrizioni parrocchiali di San Marco in Calcesana (1746)<sup><a href=\"#footnote_33_3166\" id=\"identifier_33_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASDPi, Parrocchia di San Marco in Calcesana, Stati delle anime 3, Libro dello stato delle anime della chiesa di S. Marco in Calcesana di Pisa 1737 Pisano 1783 C, f. 36v; nella &laquo;Casa 18&raquo; &ndash; dimora dell&rsquo;intagliatore pisano Andrea Andrei &ndash; risulta residente &laquo;Giovanni del quondam Girolamo Bonechi&raquo; di 36 anni, con la moglie Maria Teresa di Domenico Trinci di 23 anni, con i figli Girolamo di 7 anni, Giuseppe di 6 anni, Sallustio di 4 anni e Maria Anna Violante Nonziata di 9 giorni (ibidem). Nei pressi abitava Benedetto Giacomelli (ibidem), probabilmente identificabile in uno degli orafi attivi a Pisa nel pieno Settecento.\">34<\/a><\/sup>, San Matteo (1747), San Pietro in <em>Vinculis<\/em> (1748) e San Sebastiano in Chinzica (1751-1752)<sup><a href=\"#footnote_34_3166\" id=\"identifier_34_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Si vedano, qui, le note 24-28.\">35<\/a><\/sup>, dove ebbe sede la sua bottega. Il 30 aprile del 1754, difatti, nello Scrittoio dell\u2019Opera del Duomo e alla presenza dell\u2019Operaio Francesco Quarantotto, nonch\u00e9 dei testimoni Giovanni Francesco di Guglielmo Minetti e Francesco di Domenico Pruini, Giovanni stipul\u00f2 il contratto di enfiteusi e livello per una \u00abBottega con tutte le sue appartenenze\u00bb, situata sulla via di Banchi<sup><a href=\"#footnote_35_3166\" id=\"identifier_35_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPi, Opera del Duomo, Contratti 58, ff. 31r-v. Il documento specifica che il laboratorio era situato in Cura di San Sebastiano in Chinzica ed individua l&rsquo;artefice come &laquo;Giovanni del f&ugrave; Girolamo Bonechi di Siena Argentiere commorante in Pisa&raquo; (ibidem). Francesco di Guglielmo Minetti &egrave; verosimilmente identificabile nell&rsquo;orafo, di origini senesi, attivo a Pisa negli anni centrali del Settecento.\">36<\/a><\/sup>; per canone annuale si impegn\u00f2 a corrispondere dodici scudi, a partire dal mese di giugno del 1755<sup><a href=\"#footnote_36_3166\" id=\"identifier_36_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPi, Opera del Duomo 58, f. 32r.\">37<\/a><\/sup>. Il laboratorio era dislocato in posizione decentrata rispetto alla Piazza del Ponte di Mezzo, luogo che vide, fra Sei e Settecento, la pi\u00f9 incisiva concentrazione di botteghe dedicate alla produzione suntuaria; tuttavia, il pieno inserimento dell\u2019argentiere nel contesto produttivo locale ed i proficui legami stretti con gli altri artefici specializzati operosi <em>in loco<\/em> traspaiono dal ruolo che svolse all\u2019interno dell\u2019Arte degli Orefici di Pisa, della quale fu Camerlengo<sup><a href=\"#footnote_37_3166\" id=\"identifier_37_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPi, Opera del Duomo 604, f. XXXX.\">38<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni centrali del secolo, Giovanni giunse alla piena affermazione, sostenuto da consolidati rapporti professionali ed apprezzato dalla committenza del pisano, come comprova la capillare diffusione dei manufatti eseguiti nel suo laboratorio; attivo, continuativamente, per le istituzioni religiose del centro urbano come del territorio rurale, venne segnalato in qualit\u00e0 di \u00abMaestro\u00bb argentiere nel 1755, quando realizz\u00f2, per la Confraternita della Madonna Incoronata e San Guglielmo, un reliquario d\u2019argento e rame dorato destinato ad accogliere le sacre spoglie del santo<sup><a href=\"#footnote_38_3166\" id=\"identifier_38_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASFi, Compagnie religiose soppresse da Pietro Leopoldo, Pisa, 2553, F. XXXVI, n. 35, f.n.n., n. 114. Il reliquiario documentato risulta disperso.\">39<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le carte documentano il suo costante coinvolgimento nell\u2019attuazione di periodici interventi manutentivi, ma anche la sua particolare abilit\u00e0 nella lavorazione di arredi connotati da supporti in legno intagliato, da applicazioni ornamentali in metallo dorato e da inserzioni preziose, come le \u00abPietre di Venesia legati agrupi\u00bb e le \u00abpietre rose ingranate legate in oro e supporti di Argento\u00bb disposte a corredo dell\u2019ostensorio realizzato per le monache cistercensi di Pisa nel 1760<sup><a href=\"#footnote_39_3166\" id=\"identifier_39_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPi, Corporazioni religiose soppresse, 1028, Libbro di Riceute, ff. 87r-v. L&rsquo;ostensorio risulta disperso.\">40<\/a><\/sup>. Prossimo alla conclusione della propria attivit\u00e0, il 18 settembre del 1775 rinunci\u00f2 alle \u00abragioni livellarie\u00bb della sua bottega per \u00abriparare ad alcuni suoi urgenti bisogni\u00bb, vendendole al genero Michele di Salvatore Fangacci<sup><a href=\"#footnote_40_3166\" id=\"identifier_40_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPi, Opera del Duomo, Contratti 59, f. 137r, l&rsquo;orefice decise di &laquo;renunziare, e Vendere Le ragioni Livellarie ad esso appartenenti, sopra detta Bottega, a Michele del f&ugrave; Salvadore Fangacci&raquo; che convenne &laquo;di ricevere detta renunzia, col pagamento a detto Bonechi di Scudi Cento [&hellip;]&raquo; (ibidem). Dal matrimonio tra Michele Fangacci e Maria Anna di Giovanni Bonechi nacquero numerosi figli; Giovanni Bonechi partecip&ograve; al battesimo di Salvatore Carmelo nel ruolo di compare, ASDPi, Parrocchia dei Santi Ranieri e Leonardo di Pisa, Battesimi 61, f. 539r, n. 99 [22 luglio 1776]).\">41<\/a><\/sup>; l\u2019officina si identifica, verosimilmente, in quella situata sotto il Palazzo Pretorio, dotata di fucina, \u00abretrostanza\u00bb, nonch\u00e9 di \u00abChiostra, e Pozzo a Comune con la Bottega del Signor Luigi Certellini\u00bb<sup><a href=\"#footnote_41_3166\" id=\"identifier_41_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPi, Ufficio dei Fiumi e Fossi, 2791, tomo I, ff. 149r-v. La bottega descritta risulta a livello dell&rsquo;Opera del Duomo di Pisa (ibidem).\">42<\/a><\/sup>, ancora descritta nel <em>Campione Delle Case, Orti ed altri Stabili Esistenti dentro al Circondario delle Mura della Citt\u00e0 di Pisa<\/em> sul volgere del XVIII secolo<sup><a href=\"#footnote_42_3166\" id=\"identifier_42_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem.\">43<\/a><\/sup>. Giovanni mor\u00ec nell\u2019aprile del 1777, \u00abin et\u00e0 d\u2019annj 69 circa\u00bb<sup><a href=\"#footnote_43_3166\" id=\"identifier_43_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASDPi, Curia arcivescovile, Libri Parrocchiali 25, Libro de Morti della Chiesa di S. Lorenzo in Chinsica A, f. 211v; il documento, datato 30 aprile 1777, identifica l&rsquo;artefice come &laquo;Giovannj Bonechj Argentiere&raquo; (ibidem).\">44<\/a><\/sup> e venne sepolto nella Chiesa di Santa Maria del Carmine di Pisa, con l\u2019intervento della Compagnia di San Giovanni in Spazzavento<sup><a href=\"#footnote_44_3166\" id=\"identifier_44_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem. Dal 1761 &laquo;Giovanni dl f&ugrave; Girolamo Bonechi argentiere in Pisa&raquo; risulta a livello del Convento di Santa Maria del Carmine di Pisa per una casa situata in Via Sant&rsquo;Antonio e ricompresa in Cura dei Santi Cosimo e Damiano di Pisa, ASPi, Corporazioni religiose soppresse 1346, f. 101sx.\">45<\/a><\/sup>; in questo momento, il figlio Sallustio<sup><a href=\"#footnote_45_3166\" id=\"identifier_45_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Il 13 settembre 1772 Sallustio spos&ograve; Margherita di Matteo Jacopini nella Chiesa di San Sebastiano in Chinzica, ASDPi, Curia arcivescovile, Libri Parrocchiali 25, Libro de Matrimonj della Parrocchia di S. Sebastiano in Kinsica di Pisa. C, f. 20.\">46<\/a><\/sup> pervenne alla piena autonomia professionale, come suggeriscono le tracce documentarie che lo identificano quale argentiere \u00abin Banchi\u00bb (1777)<sup><a href=\"#footnote_46_3166\" id=\"identifier_46_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASFi, Compagnie religiose soppresse da Pietro Leopoldo, Pisa, 2504, A. CCXXXVI, n. 4, f.n.n.\">47<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attivit\u00e0 di quest\u2019ultimo, avviata nell\u2019alveo della bottega paterna almeno dal settimo decennio del Settecento, \u00e8 documentata sia per quanto attiene alle frequenti operazioni di restauro occorse alle suppellettili sacre degli enti ecclesiastici del territorio pisano, sia in merito alla realizzazione di nuovi manufatti. Annoverato nel testamento della contessa Giovanna Cataldi Del Testa Del Tignoso fra gli \u00abArtigiani di Suo Servizio\u00bb beneficati del lascito di dieci scudi ciascuno (1784)<sup><a href=\"#footnote_47_3166\" id=\"identifier_47_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPi, Gabella dei Contratti, Testamenti 278, f. 33. Il documento annovera &laquo;Salustio Bonechi Orefice&raquo; (ibidem).\">48<\/a><\/sup>, Sallustio appare pienamente inserito nella cultura artistica locale alla fine del Settecento, quando su disegno del pittore pisano Giovanni Battista Tempesti realizz\u00f2 una custodia d\u2019argento per le reliquie di San Ranieri (1791)<sup><a href=\"#footnote_48_3166\" id=\"identifier_48_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Il manufatto, &laquo;pagato dalla Comunit&agrave; lire 349; come dalla Deliberazione Magistrale de 15 Agosto 1791&raquo;, non &egrave; stato identificato, si veda ASPi, Comune D 652, Libro di Inventari [&hellip;], f.n.n. Inventario [&hellip;], f.n.n.; il documento &egrave; citato da R. P. Ciardi, La seconda met&agrave; del secolo, in Settecento pisano. Pittura e scultura a Pisa nel secolo XVIII, a cura di R. P. Ciardi, Ospedaletto (Pisa) 1990, p. 146, nota 73.\">49<\/a><\/sup>. Operoso fino al primo Ottocento, nel 1813 si rintraccia fra i residenti della Parrocchia di San Sebastiano<sup><a href=\"#footnote_49_3166\" id=\"identifier_49_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPi, Comune E 10, Stati generali di tutte le parrocchie della Comunit&agrave; di Pisa 1813, Stato della popolazione della parrocchia di San Sebastiano, f.n.n.\">50<\/a><\/sup>, quando il fratello Domenico, \u00abfabbricatore\u00bb di casse da orologi, si trova nella Parrocchia di San Michele in Borgo<sup><a href=\"#footnote_50_3166\" id=\"identifier_50_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPi, Comune E 10, Stati generali di tutte le parrocchie della Comunit&agrave; di Pisa 1813, Stato della popolazione della parrocchia di San Michele in Borgo, f.n.n.\">51<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le suppellettili sacre assegnate a Giovanni Bonechi di Pisa grazie alle puntuali attestazioni documentarie rinvenute, sopravvivenze di una produzione che fu vasta e diversificata, sono caratterizzate dall\u2019impressione di un bollo costituito dalle iniziali \u00abGG\u00bb inframmezzate da punto alto in campo ovale e di un marchio rappresentante una \u00abfigura antropomorfa\u00bb; quest\u2019ultimo contrassegno compare associato anche ai bolli letterali \u00abGB\u00bb, \u00abSB\u00bb e \u00abPISA\u00bb<sup><a href=\"#footnote_51_3166\" id=\"identifier_51_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Allo stato attuale delle ricerche, il marchio rappresentante una &laquo;figura antropomorfa&raquo; non &egrave; stato riscontrato su argenti realizzati da altri orefici pisani del Settecento. I bolli letterali &laquo;GB&raquo;, &laquo;GG&raquo; ed i marchi con &laquo;figura antropomorfa&raquo; ed iscrizione &laquo;PISA&raquo; vennero gi&agrave; rilevati da Costantino Bulgari negli anni Cinquanta del Novecento, Archivio Costantino Bulgari Arezzo, Laboratorio di storia e tecnica dell&rsquo;oreficeria, Universit&agrave; di Siena, sede Arezzo, nn. 1785, 2101, 2102, 2103, ringrazio Paolo Torriti; il marchio con &laquo;figura antropomorfa&raquo; &egrave; stato rilevato da A. Capitanio, Scheda n. 81, in Arte sacra nella Versilia medicea. Il culto e gli arredi, catalogo della mostra (Seravezza, 5 agosto-15 ottobre 1995), a cura di C. Baracchini-S. Russo, Firenze 1995, p. 140.\">52<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La punzonatura costituita dal marchio \u00abGB\u00bb in campo ovale sagomato, dal bollo con \u00abfigura antropomorfa\u00bb e, talvolta, dal marchio con iscrizione \u00abPISA\u00bb in campo rettangolare sagomato, si rintraccia su argenti datati fra il 1742 e gli anni Settanta del XVIII secolo (<a title=\"Fig. 1. Bottega Bonechi (attr.), 1742-[1777], &lt;i&gt;Calice&lt;\/i&gt;, Arcidiocesi di Pisa.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/gas01.jpg\">Figg. 1<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 2. Bottega Bonechi (attr.), 1742-[1777], &lt;i&gt;Calice&lt;\/i&gt;, (particolare), Arcidiocesi di Pisa.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/gas02.jpg\">2<\/a>); il marchio con lettere \u00abGG\u00bb inframmezzate da punto alto in campo ovale compare \u2013 associato o meno al bollo con \u00abfigura antropomorfa\u00bb \u2013, su manufatti datati fra gli anni Cinquanta e l\u2019inizio degli anni Settanta del Settecento (<a title=\"Fig. 3. Giovanni Bonechi (doc.), 1768, &lt;i&gt;Pisside&lt;\/i&gt;, Arcidiocesi di Pisa.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/gas03.jpg\">Figg. 3<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 4. Giovanni Bonechi (doc.), 1768, &lt;i&gt;Pisside&lt;\/i&gt;, (particolare), Arcidiocesi di Pisa.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/gas04.jpg\">4<\/a>), mentre il bollo letterale \u00abSB\u00bb in campo ovale profilato, internamente, da perlinatura \u2013 accompagnato o meno dal bollo con \u00abfigura antropomorfa\u00bb \u2013, ricorre sulle suppellettili datate tra la fine degli anni Settanta e gli anni Novanta del secolo (<a title=\"Fig. 5. Sallustio Bonechi (attr.), ultimo quarto del XVIII secolo, &lt;i&gt;Ostensorio&lt;\/i&gt;, Arcidiocesi di Pisa.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/gas05.jpg\">Figg. 5<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 6. Sallustio Bonechi (attr.), ultimo quarto del XVIII secolo, &lt;i&gt;Ostensorio&lt;\/i&gt;, (particolare), Arcidiocesi di Pisa.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/gas06.jpg\">6<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019insieme delle opere individuate si distingue per la generale uniformit\u00e0 compositiva; la reiterata proposta di modelli desunti da un repertorio di gusto tardobarocco, evidentemente gradito alla committenza locale del tempo, appare la tendenza privilegiata, in particolare riferimento agli oggetti realizzati fra il quinto ed il settimo decennio del Settecento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attardata produzione di arredi sacri assettati su formule codificate negli anni Quaranta del secolo rivela la predilezione per il misurato accordo fra campiture levigate e riserve che accolgono il complesso decorativo; la tendenza all\u2019impiego frequente di foglie d\u2019acanto, perlinature incavate, embricature incise e protomi cherubiche alate dalla peculiare connotazione fisiognomica, nonch\u00e9 l\u2019elaborazione di pi\u00f9 rari manufatti a superficie specchiante e privi di ornato, assimilano gli arredi pisani ad un tipo di produzione corrente ampiamente diffuso, in ambito italiano, dal primo Settecento<sup><a href=\"#footnote_52_3166\" id=\"identifier_52_3166\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Si rileva l&rsquo;affinit&agrave; esemplificativa con manufatti di ambito bolognese, si veda F. Faranda, Scheda n. 79, in F. Faranda, Argentieri e argenteria sacra in Romagna dal Medioevo al XVIII secolo, Rimini 1990, pp. 189-190; genovese, si veda F. Boggero-F. Simonetti, L&rsquo;argenteria genovese del Settecento, Torino 2007, p. 283, n. 16; siciliana, come attesta l&rsquo;inserzione della perlinatura incavata sulla base del calice di argentiere messinese (1704) conservato presso il Museo Abbaziale di Montevergine (G. M. Gargiulo, Scheda n. 57, in Il Museo abbaziale di Montevergine. Catalogo delle opere, a cura di P. Leone de Castris, Napoli 2016, p. 149), elemento ricorrente anche nella produzione veneta, si veda L. Camerlengo, Scheda n. 25, in Basilica del Santo. Le oreficerie, a cura di M. Collareta-G. Mariani Canova-A. M. Spiazzi, Roma 1995, pp. 207-208; S. Pichi, Scheda n. 13, in Il tesoro di San Salvador. Arte orafa a Venezia tra fede e devozione, catalogo della mostra (Venezia, 18 settembre-15 novembre 2008), a cura di S. Pichi, Saonara (PD) 2008, p. 135.\">53<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 7. Giovanni Bonechi (doc.), 1767, &lt;i&gt;Calice&lt;\/i&gt;, Arcidiocesi di Pisa.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/gas07.jpg\">Figg. 7<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 8. Giovanni Bonechi (doc.), 1767, &lt;i&gt;Calice&lt;\/i&gt;, (particolare), Arcidiocesi di Pisa.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/gas08.jpg\">8<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le opere attribuibili al solo Sallustio si collocano nell\u2019ultimo quarto del XVIII secolo; all\u2019orefice si riconosce un tentativo di aggiornamento stilistico rispetto a quanto lungamente compiuto dal padre, attraverso la realizzazione di suppellettili d\u2019impiego liturgico conformi alle proposte pi\u00f9 avanzate della coeva produzione neoclassica toscana.<\/p>\n<p><strong>Abbreviazioni<\/strong><\/p>\n<p>ACC \u2013 Archivio della Certosa di Calci (Pisa).<\/p>\n<p>ASDPi \u2013 Archivio Storico Diocesano di Pisa.<\/p>\n<p>ASFi \u2013 Archivio di Stato di Firenze.<\/p>\n<p>ASPi \u2013 Archivio di Stato di Pisa.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Crediti fotografici<\/span>: Ufficio Diocesano per i Beni Culturali di Pisa &#8211; Archivio fotografico. Realizzazione Nicola Gronchi.<\/p>\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_3166\" class=\"footnote\">Le ricerche finalizzate ad approfondire lo studio dell\u2019opera della bottega orafa dei Bonechi a Pisa sono state condotte nell\u2019ambito della tesi di dottorato, D. Gastone, <em>Orafi e argentieri a Pisa nel XVIII secolo<\/em>, tutor Prof.ssa A. Capitanio, discussa il 9 marzo 2018 presso l\u2019Universit\u00e0 di Firenze (Dottorato di Ricerca Interuniversitario \u2018Pegaso\u2019 in Storia delle arti e dello spettacolo, ciclo XXX, Universit\u00e0 degli Studi di Firenze, Pisa e Siena).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_3166\" class=\"footnote\">Come ricorda Ettore Romagnoli, Girolamo di Giovanni Bonechi nacque a Siena nel 1675, si veda E. Romagnoli, <em>Biografia Cronologica de\u2019 Bellartisti senesi: 1200-1800<\/em>, vol. XI, Firenze 1976 (Ristampa anastatica ed.<em> <\/em>Siena, 1835), p. 575.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_2_3166\" class=\"footnote\">G. Targioni Tozzetti, <em>Relazioni d\u2019alcuni viaggi fatti in diverse parti della Toscana per osservare le produzioni naturali, e gli antichi monumenti di essa<\/em>, vol. I, Bologna 1971 (Ristampa anastatica ed.<em> <\/em>Firenze 1768-1769), p. 403: l\u2019autore, trattando della Canonica di Nicosia, ricord\u00f2 che \u00abNel ritorno\u00bb ebbe modo di \u00abvedere un bellissimo Calice d\u2019Argento, che stava attualmente lavorando un certo Girolamo Bonechi Senese, il quale \u00e8 di un lavoro stupendo, con bassirilievi della Passione di Nostro Signore, ne\u2019 quali le figure di ottimo disegno, e disposizione, sono da esso fatte risaltare col solo martello per di dietro, e riescono tanto perfette, che non vi \u00e8 bisogno di bulino, o altro instrumento per finirle\u00bb (<em>ibidem<\/em>). La notizia \u00e8 riportata dalla bibliografia successiva.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_2_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_3_3166\" class=\"footnote\">L\u2019autore ricorda che l\u2019orefice, nel 1742, \u00abera a lavorare varie statuine, e utensili sacri di argento nella Certosa di Nicosia presso Pisa, ove lo trov\u00f2 il Dottore Targioni Tozzetti, e lo nomin\u00f2 nel suo viaggio per la Toscana, come celeberrimo artefice senese\u00bb, E. Romagnoli, <em>Biografia \u2026<\/em>, vol. XI, 1976, p. 575.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_3_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_4_3166\" class=\"footnote\">E. Romagnoli, <em>Biografia \u2026<\/em>, vol. XI, 1976, p. 576.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_4_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_5_3166\" class=\"footnote\"><em>Ibidem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_5_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_6_3166\" class=\"footnote\"><em>Ibidem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_6_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_7_3166\" class=\"footnote\">E. Romagnoli, <em>Biografia \u2026<\/em>, vol. XI, 1976, p. 577.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_7_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_8_3166\" class=\"footnote\">E. Romagnoli, <em>Biografia \u2026<\/em>, vol. XI, 1976, p. 210.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_8_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_9_3166\" class=\"footnote\">Giovanni Bonechi \u00e8 attestato a Siena fra il 1640 e il 1708, E. Romagnoli, <em>Biografia \u2026<\/em>, vol. XI, 1976, pp. 209-210.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_9_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_10_3166\" class=\"footnote\">E. Romagnoli, <em>Biografia \u2026<\/em>, vol. XI, 1976, p. 209. Giovanni Bonechi, nel 1669, asser\u00ec di possedere il punzone costituito dalla lettera \u00abD\u00bb ereditato dal maestro Domenico Montini, si veda S. Hansen, <em>Sieneser Gold und Silberschmiede im 17. Jahrundert<\/em>, in \u201cMitteilungen des kunsthistorischen Institutes in Florenz\u201d, XXXIII, 1989, 1, pp. 147, 149 (nota 13), 151-152 doc. 1.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_10_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_11_3166\" class=\"footnote\">Lo studio dell\u2019opera della bottega Bonechi di Siena \u00e8 in corso di pubblicazione nel volume dedicato agli <em>Argenti senesi<\/em> (in uscita dicembre 2018), a cura di Laura Martini, Ilaria Pugi e Paolo Torriti, che ringrazio.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_11_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_12_3166\" class=\"footnote\">Si rimanda a,<em> Die Kirchen von Siena<\/em>, vol. I, a cura di P. A. Riedl-M. Seidel, Mu\u0308nchen 1985, p. 251 nota 1312; L. Martini, <em>Gli argenti e le suppellettili in metallo<\/em>, in <em>L\u2019Oratorio di S. Caterina nella Contrada del Drago. La storia e l\u2019arte<\/em>, a cura di F. Bisogni-L. Bonelli Conenna, Siena 1988, pp. 118, 128 nota 7.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_12_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_13_3166\" class=\"footnote\">L. Martini, <em>Scheda n. 20<\/em>, in <em>Arte e storia nella Collegiata di Sinalunga<\/em>, a cura di R. Longi-L. Martini, Siena, 1995, p. 128; R. Longi, <em>Scheda n. 26<\/em>, in <em>Arte e storia <\/em>\u2026, 1995, p. 138.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_13_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_14_3166\" class=\"footnote\">C. Bernazzi, <em>Scheda n. 2<\/em>, in <em>La chiesa di Sant&#8217;Antimo a Piombino e il Museo diocesano Andrea Guardi: arte e storia dal Medioevo al Novecento<\/em>, a cura di M. T. Lazzarini, Ospedaletto (PI) 2011, pp. 126-128.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_14_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_15_3166\" class=\"footnote\">Si veda, L. Martini, <em>Scheda n. 61<\/em>, in <em>La Cattedrale di San Lorenzo a Grosseto. Arte e storia dal XIII al XIX secol<\/em>o, catalogo della mostra (Grosseto, 28 giugno-29 settembre 1996), a cura di C. Gnoni Mavarelli-L. Martini, Cinisello Balsamo (MI) 1996, pp. 202-203; <em>Eadem<\/em>, <em>L\u2019arredo della Cattedrale tre Sei e Settecento<\/em>, in <em>La Cattedrale di S. Lorenzo <\/em>\u2026, 1996, pp. 69-70 fig. 12, 72 nota 33; L. Galli, <em>Scheda n. 66<\/em>, in <em>La Cattedrale di S. Lorenzo \u2026<\/em>, 1996, p. 208.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_15_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_16_3166\" class=\"footnote\">M. T. Lazzarini, <em>Scheda n. 29<\/em>, in <em>Il Museo d\u2019Arte sacra di San Lorenzo a Campiglia<\/em>, a cura di M. T. Lazzarini, Ospedaletto (PI) 2008, p. 60; <em>Eadem<\/em>, <em>Scheda n. 32<\/em>, in <em>Il Museo d\u2019Arte sacra <\/em>\u2026,<em> <\/em>2008,<em> <\/em>pp. 64-66.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_16_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_17_3166\" class=\"footnote\">Archivio della Certosa di Calci (ACC), <em>Cassette a forma di libro<\/em> 7, <em>Conti, e Ricevute di Orefici<\/em>, fasc. I, cc. 35r-46v. I candelieri risultano dispersi.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_17_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_18_3166\" class=\"footnote\">ASPi, <em>Commissariato<\/em> 818, ins. 31, f.n.n. Non si rinvengono documenti che precisino la data di morte di Girolamo Bonechi.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_18_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_19_3166\" class=\"footnote\">ACC, <em>Cassette a forma di libro<\/em> 7, <em>Conti, e Ricevute di Orefici<\/em>, fasc. I, f. 47r.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_19_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_20_3166\" class=\"footnote\">ACC, <em>Cassette a forma di libro<\/em> 7, <em>Conti, e Ricevute di Orefici<\/em>, fasc. I, ff. 47r-60v.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_20_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_21_3166\" class=\"footnote\">Si veda, ad esempio, Archivio di Stato di Firenze (ASFi), <em>Compagnie religiose soppresse da Pietro Leopoldo<\/em>, <em>Pisa<\/em>, 2674, P. XL, n. 6, f. 32;<em> <\/em>P. XL, n. 7, ff. 104v, 105r-v, 106r-v, 107r, 108r [1744-1745].<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_21_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_22_3166\" class=\"footnote\">Archivio Storico Diocesano di Pisa (ASDPi), <em>Parrocchia dei Santi Ranieri e Leonardo di Pisa<\/em>, <em>Battesimi <\/em>56, f. 52r, n. 341: il 27 marzo del 1746 venne battezzata Anna Violante Nunziata \u00abdi Giovanni del f\u00f9 Girolamo Bonecchi di Siena abitante in Pisa\u00bb e di Maria Teresa di Domenico Trinci, sua consorte in cura di San Marco in Calcesana, alla presenza del compare Andrea di Paolo Andrei e della comare Maria Maddalena Abati, entrambi di Pisa.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_22_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_23_3166\" class=\"footnote\">ASDPi, <em>Parrocchia dei Santi Ranieri e Leonardo di Pisa<\/em>, <em>Battesimi <\/em>57, f. 412r, n. 1: il 22 ottobre 1747 fu battezzata Orsola Maddalena di \u00abGiovanni del <em>quondam<\/em> Girolamo Bonechi di Siena\u00bb abitante in Pisa, e di Teresa di Domenico Trinci sua consorte in Cura di San Matteo, alla presenza del compare Vincenzo Monaldi \u2013 \u00abe per esso Pietro Carmassi\u00bb \u2013 e della comare Maria Chiara Trinci di Pisa.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_23_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_24_3166\" class=\"footnote\">ASDPi, <em>Parrocchia dei Santi Ranieri e Leonardo di Pisa<\/em>, <em>Battesimi <\/em>57, f. 480r, n. 23: il 9 ottobre del 1748 fu battezzato Vincenzo Ranieri di \u00abGiovanni del <em>quondam<\/em> Girolamo Bonechi di Siena\u00bb abitante in Pisa e di Teresa di Domenico Trinci sua consorte in Cura di San Pietro in <em>Vinculis<\/em>; compare fu Vincenzo Monaldi \u2013 \u00abe per esso Giuseppe Bertoni\u00bb \u2013 mentre comare fu Maria Giuliana di Pietro Paolo Giminiani di Pisa.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_24_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_25_3166\" class=\"footnote\">ASDPi, <em>Parrocchia dei Santi Ranieri e Leonardo di Pisa<\/em>, <em>Battesimi <\/em>57, f. 196r, n. 391: l\u201911 febbraio del 1750 venne battezzato Giuseppe Ranieri di Giovanni Bonechi <em>quondam<\/em> Girolamo di Siena abitante in Pisa nella Parrocchia di San Sebastiano, e di Teresa Maria di Domenico Trinci sua consorte; compare fu Vincenzo Monaldi \u2013 \u00abe per esso Giuseppe Bertoni\u00bb \u2013, comare fu Maria Eleonora di Giuseppe Gabbrielli.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_25_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_26_3166\" class=\"footnote\">ASDPi, <em>Parrocchia dei Santi Ranieri e Leonardo di Pisa<\/em>, <em>Battesimi <\/em>57, f. 485r, n. 66: il 15 aprile del 1751 venne battezzata Violante Maria Beatrice di Giovanni Bonechi <em>quondam<\/em> Girolamo di Siena abitante in Pisa nella Cura di San Sebastiano, e di Maria Teresa di Domenico Trinci sua Consorte; compare fu Lorenzo Castellacci, comare fu Maria Franca Castellacci.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_26_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_27_3166\" class=\"footnote\">ASDPi, <em>Parrocchia dei Santi Ranieri e Leonardo di Pisa<\/em>, <em>Battesimi <\/em>57, f. 95r, n. 84: il 19 novembre del 1752 venne battezzata Domenica Vittoria di Giovanni Bonechi \u00ab<em>quondam<\/em> Girolamo di Siena\u00bb abitante in Pisa nella Parrocchia di San Sebastiano e di Maria Teresa di Domenico Trinci sua consorte, alla presenza del compare Domenico Trinci e della comare Teresa Cuturri di Lucca.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_27_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_28_3166\" class=\"footnote\">ASDPi, <em>Parrocchia dei Santi Ranieri e Leonardo di Pisa<\/em>, <em>Battesimi <\/em>58, f. 169, n. 45: il 23 aprile 1754 fu battezzato Giuseppe Natale Ignazio di Giovanni Bonechi \u00ab<em>quondam<\/em> Girolamo di Siena\u00bb abitante in Pisa nella Cura di San Cristoforo, e di Maria Teresa di Domenico Trinci sua consorte, alla presenza del compare Franco Notari e della comare Anna Maria Notari.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_28_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_29_3166\" class=\"footnote\">ASDPi, <em>Parrocchia dei Santi Ranieri e Leonardo di Pisa<\/em>, <em>Battesimi <\/em>58, f. 112r, n. 68: il 25 luglio 1757 venne battezzato Domenico Jacopo di Giovanni Bonechi \u00ab<em>quondam<\/em> Girolamo di Siena\u00bb abitante in Pisa nella Cura di San Cristofano e di Maria Teresa di Domenico Trinci sua consorte; compare fu Franco Notari e comare Elisabetta Notari.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_29_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_30_3166\" class=\"footnote\">ASDPi, <em>Parrocchia dei Santi Ranieri e Leonardo di Pisa<\/em>, <em>Battesimi <\/em>59, f. 8v, n. 65: l\u20198 settembre 1760 venne battezzato Angelo Giovanni Maria di \u00abGiovanni Agnello Antonio dl f\u00f9 Signor Girolamo Bonechi di Siena\u00bb abitante in Pisa e di Teresa di Domenico Trinci sua consorte, in Cura di San Cristoforo; compare fu Franco Notari e comare Maria Caterina Notari.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_30_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_31_3166\" class=\"footnote\">ASDPi, <em>Parrocchia dei Santi Ranieri e Leonardo di Pisa<\/em>, <em>Battesimi <\/em>59, f. 380v, n. 627: il 10 maggio 1763 venne battezzata Maria Vittoria Fortunata di Giovanni del fu Girolamo Bonechi di Siena abitante in Pisa, e di Maria Teresa di Domenico Trinci sua moglie in Cura dei Santi Cosimo e Damiano; compare fu Niccola di Antonio Scriver di Livorno abitante in Pisa.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_31_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_32_3166\" class=\"footnote\">ASDPi, <em>Curia arcivescovile<\/em>, <em>Libri parrocchiali <\/em>52, <em>S. Paolo all\u2019orto. Stati d\u2019Anime dal 1746 al 1755, Stato delle Anime Della Cura di S: Paolo all\u2019Orto Di Pisa. Nell\u2019Anno 1746. Pisano<\/em>, f.n.n., \u00abCasa 37\u00bb, \u00ab[Anni] 37. Giovanni Bonechi C\/<em> <\/em>[Anni]<em> <\/em>27. Anna sua Moglie + C\/ [Anni] 6. Girolamo e [Anni] 4. Giuseppe [Anni] 3. Salustio Figli\/ [\u2026]\u00bb.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_32_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_33_3166\" class=\"footnote\">ASDPi, <em>Parrocchia di San Marco in Calcesana<\/em>, <em>Stati delle anime<\/em> 3, <em>Libro dello stato delle anime della chiesa di S. Marco in Calcesana di Pisa 1737 Pisano 1783 C<\/em>, f. 36v; nella \u00abCasa 18\u00bb \u2013 dimora dell\u2019intagliatore pisano Andrea Andrei \u2013 risulta residente \u00abGiovanni d<em>e<\/em>l <em>quondam <\/em>Girolamo Bonechi\u00bb di 36 anni, con la moglie Maria Teresa di Domenico Trinci di 23 anni, con i figli Girolamo di 7 anni, Giuseppe di 6 anni, Sallustio di 4 anni e Maria Anna Violante Nonziata di 9 giorni (<em>ibidem<\/em>). Nei pressi abitava Benedetto Giacomelli (<em>ibidem<\/em>), probabilmente identificabile in uno degli orafi attivi a Pisa nel pieno Settecento.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_33_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_34_3166\" class=\"footnote\">Si vedano, qui, le note 24-28.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_34_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_35_3166\" class=\"footnote\">ASPi, <em>Opera del Duomo<\/em>, <em>Contratti <\/em>58,<em> <\/em>ff. 31r-v. Il documento specifica che il laboratorio era situato in Cura di San Sebastiano in Chinzica ed individua l\u2019artefice come \u00abGiovanni del f\u00f9 Girolamo Bonechi di Siena Argentiere commorante in Pisa\u00bb (<em>ibidem<\/em>). Francesco di Guglielmo Minetti \u00e8 verosimilmente identificabile nell\u2019orafo, di origini senesi, attivo a Pisa negli anni centrali del Settecento.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_35_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_36_3166\" class=\"footnote\">ASPi, <em>Opera del Duomo <\/em>58, f. 32r.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_36_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_37_3166\" class=\"footnote\">ASPi, <em>Opera del Duomo<\/em> 604, f. XXXX.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_37_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_38_3166\" class=\"footnote\">ASFi, <em>Compagnie religiose soppresse da Pietro Leopoldo<\/em>,<em> Pisa<\/em>, 2553, F. XXXVI, n. 35, f.n.n., n. 114. Il reliquiario documentato risulta disperso.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_38_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_39_3166\" class=\"footnote\">ASPi, <em>Corporazioni religiose soppresse<\/em>, 1028, <em>Libbro di Riceute<\/em>, ff. 87r-v. L\u2019ostensorio risulta disperso.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_39_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_40_3166\" class=\"footnote\">ASPi, <em>Opera del Duomo<\/em>, <em>Contratti<\/em> 59, f. 137r, l\u2019orefice decise di \u00abrenunziare, e Vendere Le ragioni Livellarie ad esso appartenenti, sopra detta Bottega, a Michele del f\u00f9 Salvadore Fangacci\u00bb che convenne \u00abdi ricevere detta renunzia, col pagamento a detto Bonechi di Scudi Cento [\u2026]\u00bb (<em>ibidem<\/em>). Dal matrimonio tra Michele Fangacci e Maria Anna di Giovanni Bonechi nacquero numerosi figli; Giovanni Bonechi partecip\u00f2 al battesimo di Salvatore Carmelo nel ruolo di compare, ASDPi, <em>Parrocchia dei Santi Ranieri e Leonardo di Pisa<\/em>, <em>Battesimi <\/em>61, f. 539r, n. 99 [22 luglio 1776]).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_40_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_41_3166\" class=\"footnote\">ASPi, <em>Ufficio dei Fiumi e Fossi<\/em>, 2791, tomo I, ff. 149r-v. La bottega descritta risulta a livello dell\u2019Opera del Duomo di Pisa (<em>ibidem<\/em>).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_41_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_42_3166\" class=\"footnote\"><em>Ibidem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_42_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_43_3166\" class=\"footnote\">ASDPi, <em>Curia arcivescovile<\/em>, <em>Libri Parrocchiali<\/em> 25, <em>Libro de Morti della Chiesa di S. Lorenzo in Chinsica A<\/em>, f. 211v; il documento, datato 30 aprile 1777, identifica l\u2019artefice come \u00abGiovannj Bonechj Argentiere\u00bb (<em>ibidem<\/em>).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_43_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_44_3166\" class=\"footnote\"><em>Ibidem<\/em>. Dal 1761 \u00abGiovanni dl f\u00f9 Girolamo Bonechi argentiere in Pisa\u00bb risulta a livello del Convento di Santa Maria del Carmine di Pisa per una casa situata in Via Sant\u2019Antonio e ricompresa in Cura dei Santi Cosimo e Damiano di Pisa, ASPi, <em>Corporazioni religiose soppresse <\/em>1346, f. 101sx.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_44_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_45_3166\" class=\"footnote\">Il 13 settembre 1772 Sallustio spos\u00f2 Margherita di Matteo Jacopini nella Chiesa di San Sebastiano in Chinzica, ASDPi, <em>Curia arcivescovile<\/em>, <em>Libri Parrocchiali<\/em> 25, <em>Libro de Matrimonj della Parrocchia di S. Sebastiano in Kinsica di Pisa. C<\/em>, f. 20.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_45_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_46_3166\" class=\"footnote\">ASFi, <em>Compagnie religiose soppresse da Pietro Leopoldo<\/em>, <em>Pisa<\/em>, 2504, A. CCXXXVI, n. 4, f.n.n.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_46_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_47_3166\" class=\"footnote\">ASPi, <em>Gabella dei Contratti, Testamenti<\/em> 278, f. 33. Il documento annovera \u00abSalustio Bonechi Orefice\u00bb (<em>ibidem<\/em>).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_47_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_48_3166\" class=\"footnote\">Il manufatto, \u00abpagato dalla Comunit\u00e0 lire 349; come dalla Deliberazione Magistrale de 15 Agosto 1791\u00bb, non \u00e8 stato identificato, si veda ASPi, <em>Comune<\/em> D 652, <em>Libro di Inventari <\/em>[\u2026], f.n.n. <em>Inventario <\/em>[\u2026], f.n.n.; il documento \u00e8 citato da R. P. Ciardi, <em>La seconda met\u00e0 del secolo<\/em>, in <em>Settecento pisano. Pittura e scultura a Pisa nel secolo XVIII<\/em>, a cura di R. P. Ciardi, Ospedaletto (Pisa) 1990, p. 146, nota 73.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_48_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_49_3166\" class=\"footnote\">ASPi, <em>Comune<\/em> E 10, <em>Stati generali di tutte le parrocchie della Comunit\u00e0 di Pisa 1813<\/em>, <em>Stato della popolazione della parrocchia di San Sebastiano<\/em>, f.n.n.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_49_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_50_3166\" class=\"footnote\">ASPi, <em>Comune<\/em> E 10, <em>Stati generali di tutte le parrocchie della Comunit\u00e0 di Pisa 1813<\/em>, <em>Stato della popolazione della parrocchia di San Michele in Borg<\/em>o, f.n.n.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_50_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_51_3166\" class=\"footnote\">Allo stato attuale delle ricerche, il marchio rappresentante una \u00abfigura antropomorfa\u00bb non \u00e8 stato riscontrato su argenti realizzati da altri orefici pisani del Settecento. I bolli letterali \u00abGB\u00bb, \u00abGG\u00bb ed i marchi con \u00abfigura antropomorfa\u00bb ed iscrizione \u00abPISA\u00bb vennero gi\u00e0 rilevati da Costantino Bulgari negli anni Cinquanta del Novecento, Archivio Costantino Bulgari Arezzo, Laboratorio di storia e tecnica dell\u2019oreficeria, Universit\u00e0 di Siena, sede Arezzo, nn. 1785, 2101, 2102, 2103, ringrazio Paolo Torriti; il marchio con \u00abfigura antropomorfa\u00bb \u00e8 stato rilevato da A. Capitanio, <em>Scheda n. 81<\/em>, in <em>Arte sacra nella Versilia medicea. Il culto e gli arredi<\/em>, catalogo della mostra (Seravezza, 5 agosto-15 ottobre 1995), a cura di C. Baracchini-S. Russo, Firenze 1995, p. 140.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_51_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_52_3166\" class=\"footnote\">Si rileva l\u2019affinit\u00e0 esemplificativa con manufatti di ambito bolognese, si veda F. Faranda, <em>Scheda n. 79<\/em>, in F. Faranda, <em>Argentieri e argenteria sacra in Romagna dal Medioevo al XVIII secolo<\/em>, Rimini 1990, pp. 189-190; genovese, si veda F. Boggero-F. Simonetti, <em>L\u2019argenteria genovese del Settecento<\/em>, Torino 2007, p. 283, n. 16; siciliana, come attesta l\u2019inserzione della perlinatura incavata sulla base del calice di argentiere messinese (1704) conservato presso il Museo Abbaziale di Montevergine (G. M. Gargiulo, <em>Scheda n. 57<\/em>, in <em>Il Museo abbaziale di Montevergine. Catalogo delle opere<\/em>, a cura di P. Leone de Castris, Napoli 2016, p. 149), elemento ricorrente anche nella produzione veneta, si veda L. Camerlengo, <em>Scheda n. 25<\/em>, in <em>Basilica del Santo. Le oreficerie<\/em>, a cura di M. Collareta-G. Mariani Canova-A. M. Spiazzi, Roma 1995, pp. 207-208; S. Pichi, <em>Scheda n. 13<\/em>, in <em>Il tesoro di San Salvador. Arte orafa a Venezia tra fede e devozione<\/em>, catalogo della mostra (Venezia, 18 settembre-15 novembre 2008), a cura di S. Pichi, Saonara (PD) 2008, p. 135.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_52_3166\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>dariagastone@gmail.com Una bottega orafa senese a Pisa nel Settecento DOI: 10.7431\/RIV17092018 Nell\u2019ambito delle ricerche volte ad approfondire lo studio della produzione orafa sacra pisana del <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=3166\" title=\"Daria Gastone\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":3290,"menu_order":9,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3166"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3166"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3166\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3306,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3166\/revisions\/3306"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3290"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3166"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}