{"id":3026,"date":"2017-12-28T14:48:53","date_gmt":"2017-12-28T14:48:53","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=3026"},"modified":"2018-06-29T19:42:54","modified_gmt":"2018-06-29T19:42:54","slug":"bianca-cappello","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=3026","title":{"rendered":"Bianca Cappello"},"content":{"rendered":"<p>biancacappello78@gmail.com<\/p>\n<h2>La storia del gioiello fantasia in Italia come specchio dell\u2019evoluzione della moda e della societ\u00e0<\/h2>\n<p>DOI: 10.7431\/RIV16122017<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>\u201c<\/em><em>Noi italiani abbiamo un modo di sentire e di esprimerci che \u00e8 naturalmente distinto da quello di un inglese o di un russo: l\u2019ambiente e la tradizione lavorano segretamente a costruirci un\u2019inconfondibile personalit\u00e0 che si ritrova nei nostri atti, nel gusto, nel prodotto del nostro lavoro. (\u2026) noi possiamo essere, nel nostro lavoro, profondamente italiani ed essere, proprio per questo, internazionali (\u2026).\u201d<\/em><br \/>\n\u201cItalia Internazionale\u201d, in: <em>Bellezza<\/em>, III, nn. 20-21, luglio-agosto 1947<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Immagini:<\/strong> <a title=\"1. Fratelli Traversari, inizi del XX secolo, Spilla con micromosaico e ottone dorato. Foto Augusto Panini.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/cap01.jpg\">1<\/a> &#8211; <a title=\"2. Gemelli in metallo, pittura con aerografo, distretto di Casalmaggiore, primo ventennio del XX secolo. Foto Francesco Di Bona.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/cap02.jpg\">2<\/a> &#8211; <a title=\"3. Ercole Moretti, Sautoir, Venezia, anni '30, perle di vetro. Foto Marcello Moretti.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/cap03.jpg\">3<\/a> &#8211; <a title=\"4. Ferenaz, anni '30, Collana - bracciale, conterie di vetro e fibra tessile vegetale, chiusura in ferro. Foto Augusto Panini.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/cap04.jpg\">4<\/a> &#8211; <a title=\"5. Anonimo, Italia anni '40, Spilla in metallo dorato e perle di imitazione. Foto Francesco Di Bona.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/cap05.jpg\">5<\/a> &#8211; <a title=\"6. SUV, anni '50, Collier girocollo, perle di vetro e pendenti in vetro. Foto Augusto Panini.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/cap06.jpg\">6<\/a> &#8211; <a title=\"7. L'indossatrice Serennella in abito di Emilio Schubert,1963, Foto Locchi (archivio Cascio)\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/cap07.jpg\">7<\/a> &#8211; <a title=\"8. Coppola e Toppo, fine anni 60, Collana con tubetti cavi in vetro, plexiglass e strass, archivio Donatella Pellini. Foto Francesco Di Bona.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/cap08.jpg\">8<\/a> &#8211; <a title=\"9. Sharra Pagano per Armani, anni '80, Spille pagliaccio in resina, archivio Sharra Pagano. Foto Francesco di Bona.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/cap09.jpg\">9<\/a> &#8211; <a title=\"10. Moschino, anni '80, Collana Ditali in ottone dorato, perle di imitazione, strass, archivio Sharra Pagano. Foto Francesco Di Bona.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/cap10.jpg\">10<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il termine gioiello \u00e8 un grande contenitore entro cui rientrano varie tipologie di ornamento per il corpo sia in materiale prezioso che in materiale non prezioso. Il gioiello concepito come prezioso, e con questo aggettivo indichiamo valenze valoriali non necessariamente materiche ed economiche ma anche concettuali e simboliche ad esempio legate allo <em>status symbol<\/em>, al prestigio sociale, al potere, ad un legame e addirittura anche all\u2019ultraterreno, pur rispecchiando l\u2019estetica della societ\u00e0 in cui \u00e8 creato, proprio in funzione dei suoi valori concettuali e immateriali \u00e8 destinato a durare per molto tempo prima di essere percepito desueto dal sistema sociale. Per gioiello fantasia si intende invece tutta quella categoria di gioielli appositamente realizzati in materiali merceologicamente non preziosi per assecondare il fluttuante mercato della moda al fine di essere venduti con velocit\u00e0 ed essere ricambiati spesso per adeguarsi ai nuovi gusti e alle nuove tendenze cromatiche e sartoriali<sup><a href=\"#footnote_0_3026\" id=\"identifier_0_3026\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"B. Cappello, Sul gioiello per la moda, dal concetto alla definizione, in Il Gioiello nel Sistema Moda, a cura di B. Cappello, Milano 2017, pp. 13-14.\">1<\/a><\/sup>. Parlare di gioiello fantasia italiano significa raccontare la storia delle abitudini e dei costumi di un popolo che, dall\u2019unit\u00e0 unit\u00e0 nazionale si \u00e8 costantemente e consapevolmente adoperato per evolvere la moltitudine di tradizioni locali che lo compongono al fine di creare un codice formale ed estetico condiviso e identificativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia, il 17 marzo 1861, il Paese affronta una serie di investimenti economici che, in linea con il fermento dell\u2019epoca moderna, sono rivolti a far nascere e sviluppare il comparto manifatturiero. La costruzione di industrie crea, tra i suoi indotti, oltre alla realizzazione di scuole tecniche e di disegno per dare una corretta formazione agli operai, anche la costituzione di nuovi posti di lavoro che a loro volta generano una nuova classe sociale in grado di contare su uno stipendio in denaro. Questa nuova disponibilit\u00e0 economica, anche se minima, fornisce alla classe operaia la possibilit\u00e0 di esprimere una richiesta di beni e di servizi prima inesistente, innescando un circolo virtuoso di produzione che a sua volta alimenta il commercio appannaggio della piccola e media borghesia. Tra i beni di consumo richiesti troviamo l\u2019abbigliamento e anche i gioielli che, reclamati alla portata di tutte, o quasi, le tasche, contribuiscono alla nascita della bigiotteria moderna<sup><a href=\"#footnote_1_3026\" id=\"identifier_1_3026\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"B. Cappello, Storia della Bigiotteria Italiana, Milano 2016, p. 16.\">2<\/a><\/sup>. All\u2019interno di questa prospettiva, nel 1882, grazie all\u2019invenzione del placcato oro ad opera di Giulio Galluzzi, nasce a Casalmaggiore, in provincia di Cremona, uno dei primi distretti industriali italiani di bigiotteria che, gi\u00e0 nel primo ventennio del Novecento, \u00e8 una tra le maggiori realt\u00e0 produttive al mondo mantenendo questo primato fino alla met\u00e0 del secolo<sup><a href=\"#footnote_2_3026\" id=\"identifier_2_3026\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. La Fabbrica dell&rsquo;Oro Matto, macchinari e lavorazione dell&rsquo;antica industria di bigiotteria di Casalmaggiore, catalogo della mostra (Casalmaggiore, Museo del Bijou, 12 aprile &ndash; 29 giugno 2003), Casalmaggiore 2003.\">3<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin dai primi anni dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia, la corte savoiarda e le dame dell\u2019alta aristocrazia si adoperano per promuovere un comune gusto nazionale trovando ispirazione nell\u2019arte rinascimentale toscana e lombarda e soprattutto nelle opere del Botticelli e del Pisanello. In queste prime fasi della costituzione di una moda nazionale, un altro elemento tenuto in considerazione \u00e8 il recupero dei costumi popolari regionali; infatti ciascuna regione d\u2019Italia ha una lunga e ricca tradizione artigianale che attinge alla tecnica e ai materiali locali. Ad esempio i bijoux in micro mosaico sono prodotti a Firenze, Roma e Venezia riprendendo l\u2019antica tecnica del micro mosaico romano ma realizzandola con piccoli segmenti di vetro veneziano composti in disegni semplici con fiori e geometrie. Oltre al micro mosaico, il vetro, il corallo e la pietra dura sono anche inseriti come cammei all\u2019interno di spille ovali o rettangolari con le quali, alla fine dell\u2019Ottocento, le signore amavano arricchire gli alti colletti dei loro voluminosi abiti. Assieme o in alternativa ai cammei, si indossano i sautoir, lunghe collane il cui successo \u00e8 rimasto incontrastato fino al primo trentennio del Novecento nonostante l\u2019avvento della Prima Guerra Mondiale che ha spazzato via come un tornado molte delle abitudini e dei costumi della precedente Bella Epoque<sup><a href=\"#footnote_3_3026\" id=\"identifier_3_3026\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"B. Cappello, Storia della Bigiotteria&hellip;, 2016, pp. 23-27.\">4<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I sautoir possono essere realizzati in vario modo e con diversi materiali ma i pi\u00f9 belli ed i pi\u00f9 diffusi sono creati a Venezia, citt\u00e0 conosciuta in tutto il mondo per la produzione del vetro. Con questo materiale si realizzano anche perle di grande bellezza la cui raffinatezza e accuratezza nell\u2019esecuzione dei particolari \u00e8 da sempre oggetto di tentativi di imitazione, fino adesso infruttuosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le perle di vetro pi\u00f9 conosciute ed apprezzate sono quelle a lume, spesso decorate con fiorellini a rilievo, e quelle chiamate millefiori, eseguite con la tecnica della murrina, un procedimento in cui i maestri vetrai veneziani e muranesi sono i pi\u00f9 abili e provetti; tra questi spicca Ercole Moretti, la cui azienda \u00e8 una delle pi\u00f9 antiche oggi ancora attive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra la fine dell\u2019Ottocento ed il primo ventennio del Novecento, le perle di vetro vengono infilate nei sautoir distanziate da catenelle dorate oppure da fili di conterie, minuscole perline dello stesso materiale, talvolta delle dimensioni di un granello di sabbia. Con le conterie vengono realizzate in questo periodo anche curiose collane a forma di rettile, celebri e particolarmente diffuse dopo l\u2019uscita della canzone popolare di grande successo \u201cVipera\u201d, pubblicata per la prima volta nel 1919 dal compositore Giovanni Ermete Gaeta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lavoro di infilare le perle viene svolto dalle <em>perlere<\/em>, donne che pazientemente e con destrezza svolgono questo compito da casa riuscendo ad arrotondare lo stipendio familiare senza tralasciare i doveri domestici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso queste lavoratrici a cottimo si riunivano vivaci gruppi di lavoro lungo le calli (vicoli) di Venezia e Murano divenendo oggetto di dipinti e foto di artisti e turisti affascinati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino alla fine degli anni Venti del Novecento a Venezia, oltre alle perle, con la tecnica della murrina si producono anche degli affascinanti bracciali dai colori sgargianti. Purtroppo la loro fragilit\u00e0 ed il cambiamento del costume femminile ne hanno determinato il disuso e la cessazione della produzione<sup><a href=\"#footnote_4_3026\" id=\"identifier_4_3026\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. G. Moretti, Ercole Moretti, un secolo di perle veneziane e di prestigiosi manufatti in vetro, Venezia 2011.\">5<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hanno invece continuato ad essere indossati i sautoir la cui lunghezza si \u00e8 adattata con malizia ai movimenti frenetici dei balli arrivati proprio negli anni Venti dagli Stati Uniti in Italia, come il fox trot e lo shimmy.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre lo stile Liberty non avr\u00e0 molto successo nella bigiotteria italiana, i primi anni del Novecento vedono nascere il movimento artistico e culturale del Futurismo con la sua filosofia di rottura verso la tradizione. Questa rottura \u00e8 espressa anche nel settore della moda come leggiamo ne \u201cIl Vestito Antineutrale, Manifesto Futurista\u201d del 1914 e ne \u201cIl Manifesto della Moda Femminile Futurista\u201d del 1920<sup><a href=\"#footnote_5_3026\" id=\"identifier_5_3026\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Gnoli, La donna, l&rsquo;eleganza, il fascismo, La moda italiana dalle origini all&rsquo;Ente Nazionale della Moda, Roma 2000, p. 37.\">6<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Echi di questo vento di innovazione si trovano nei decori geometrici e nei colori forti con linee spezzate che sono tipici dello stile Deco e in quella che sar\u00e0 una costante nella cultura del bijou italiano, ovvero la curiosit\u00e0 verso tutte le forme ed i materiali indipendentemente dal loro valore intrinseco e commerciale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I principi futuristi sono presto ripresi dall\u2019elit\u00e8 progressista e culturale francese e ne ritroviamo un chiaro segno nelle creazioni di moda di Elsa Schiaparelli e Coco Chanel<sup><a href=\"#footnote_6_3026\" id=\"identifier_6_3026\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"B. Cappello, Storia della Bigiotteria&hellip;, 2016, p. 35.\">7<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1922 sale al potere il partito Fascista di Mussolini che spinge per la prima, ed unica, volta l\u2019Italia verso una politica espansionistica e coloniale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1935, con l\u2019occupazione italiana dell\u2019Etiopia, al 1945, con la caduta del Regime Fascista, la bigiotteria sviluppa una serie di modelli fortemente influenzati dalle suggestioni coloniali; spille, bracciali, collane e orecchini assumono forme esotiche come leoni, elefanti, palme, ma anche le fisionomie etniche delle popolazioni invase o con cui in qualche modo l\u2019Italia aveva rapporti politici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019occupazione dell\u2019Etiopia causa all\u2019Italia forti sanzioni da parte della Societ\u00e0 delle Nazioni e, in risposta a questo episodio, nel 1936, Mussolini decide di intraprendere la strada dell\u2019autarchia. Inizia cos\u00ec un periodo di ristrettezze e difficolt\u00e0 nella reperibilit\u00e0 di tutti quei prodotti fino ad all\u2019ora importati dall\u2019estero che conduce il Paese verso una serie di investimenti nella ricerca di nuovi materiali sia inventandone di nuovi, come i materiali plastici o le leghe metalliche, che andando a recuperare quelli della tradizione, come il sughero dalla Sardegna, il corallo dalla Campania e dalla Sicilia, il vetro da Venezia, la paglia da Firenze, il panno di Torino e cos\u00ec via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i materiali nuovi, riscuote molto successo la galalite, una plastica di colore bianco derivata dalle proteine del latte, elemento abbondante in un paese in gran parte agricolo e basato sull\u2019allevamento dei bovini e degli ovini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche dal punto di vista estetico, l\u2019isolamento e la massiccia propaganda politica hanno creato un\u2019accelerazione verso la formazione di uno stile nazionale autonomo svelando una creativit\u00e0 nuova dove la fantasia ha preso ispirazione dall\u2019ambito della vita quotidiana agli antichi miti locali. Dolci visi femminili, dragoni ma anche pali dell\u2019alta tensione e tanto altro sono indossati sotto forma di spille sui reverse dei tailleur, di gran moda negli anni Trenta e Quaranta<sup><a href=\"#footnote_7_3026\" id=\"identifier_7_3026\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"B. Cappello, Storia della Bigiotteria&hellip;, 2016, pp. 41-45.\">8<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1940 l\u2019entrata dell\u2019Italia nella Seconda Guerra Mondiale, raziona ulteriormente i materiali e rende necessario un ulteriore sforzo da parte dell\u2019ingegno collettivo. \u00a0A causa delle ristrettezze nell\u2019utilizzo di materiali preziosi come oro e argento, molti orafi convertono la loro produzione in bigiotteria inventando nuove leghe metalliche e applicando ai loro lavori le stesse finezze e la stessa qualit\u00e0 dei gioielli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sofferenza e la povert\u00e0 generate dalla guerra costringono spesso ad indossare gli stessi indumenti per molte stagioni ed \u00e8 proprio in questo frangente che il bijou, pur cos\u00ec effimero, diviene l\u2019unico modo per poter dare un\u2019aria nuova al vecchio abito e cercare di sollevare almeno un pochino l\u2019animo<sup><a href=\"#footnote_8_3026\" id=\"identifier_8_3026\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. Illustrazione Italiana, gennaio 1943.\">9<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante, o forse proprio a causa, delle ristrettezze dovute al periodo bellico, sulle collane sbocciano fiori e frutti di vetro colorato, un vero e proprio inno ad un paradiso terrestre in questo momento lontano e agognato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La galalite viene abbandonata negli anni \u201850 lasciando spazio ai nuovi materiali plastici che, dalla met\u00e0 del secolo, costituiscono un comparto importante nella produzione della bigiotteria fino ai giorni nostri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia molti dei materiali e delle tecniche utilizzati durante la Seconda Guerra Mondiale vengono ripresi e sviluppati nei decenni successivi. Tra questi il legno, le conchiglie e la ceramica che, dipinta ed invetriata o, successivamente, galvanizzata, dar\u00e0 alla bigiotteria un aspetto materico ed arcaico in linea con la ricerca formale nel campo dell\u2019Arte e della moda della met\u00e0 del Novecento<sup><a href=\"#footnote_9_3026\" id=\"identifier_9_3026\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"B. Cappello, I materiali e le tecniche, in Alba Cappellieri &ndash; B. Cappello, Il bijou italiano tra gli anni &rsquo;50 e &rsquo;60, Milano 2015, pp. 123-141.\">10<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro materiale molto amato nella bigiotteria di questo periodo \u00e8 la paglia. La produzione della paglia \u00e8 dislocata in varie regioni d\u2019Italia ma la pi\u00f9 famosa \u00e8 quella che si \u00e8 sviluppata, fino dal XVII secolo, nella campagna attorno a Firenze, in Toscana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec come le <em>perlere<\/em> di Venezia, a Firenze le donne intrecciano, da sole a casa o pi\u00f9 spesso in allegra compagnia per la strada, i fili di paglia per creare cappelli, oggetti di uso domestico ma anche bijoux e addirittura abiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finita la Guerra, l\u2019Italia \u00e8 un paese distrutto ma ha tanta energia e voglia di ricominciare a costruire una vita migliore. Come inno alla prosperit\u00e0, il modello di abito alla moda in questo periodo \u00e8 a \u201cclessidra\u201d con ampio scollo, vita stretta, ampia gonna a corolla e braccia scoperte\u2026tutti punti perfetti in cui mettere luminosi bijoux!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tipologia di donna in voga negli anni Cinquanta, in linea con l\u2019idea di abbondanza, \u00e8 procace come Anna Magnani, Sofia Loren e Gina Lollobrigida che impersonano il nascente mito della diva italiana. E\u2019 infatti questo il ventennio d\u2019oro della cinematografia italiana e, a Roma, Cinecitt\u00e0 diviene un distretto di teatri di posa di eccellenza che permette di girare film colossali con budget milionari e attori ed artisti provenienti da tutto il mondo. Come si vede nei film Otto e Mezzo (1963) e la Dolce Vita (1960) di Federico Fellini, l\u2019Italia diventa un immancabile luogo di incontro per il jet set internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre i grandi divi acquistano gioielli da favola nel negozio di Bulgari in via Condotti a Roma, la bigiotteria si propone come un\u2019esaltazione dell\u2019alta gioielleria offrendo un tocco di follia e di spettacolarit\u00e0 in pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Strass e cristalli, come diamanti, smeraldi e rubini, fanno a gara con le perle di vetro per arricchire con opulenza ma sempre con grande eleganza, i collier, gli orecchini, i bracciali e le spille destinati a rifinire gli abiti fruscianti di seta e di velluto delle prime teatrali e degli eventi mondani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le persone hanno voglia di tornare a vivere e per farlo vengono create nuove occasioni di convivialit\u00e0 tra cui il <em>cocktail party<\/em>, un appuntamento elegante che si svolge durante il giorno e al quale il codice del buon gusto impone un abito importante e colorato che scatena la moda di splendide e variopinte collane multi filo in perle di vetro e cristalli, di collarette in seta e conterie, di collier ricamati di cristalli<sup><a href=\"#footnote_10_3026\" id=\"identifier_10_3026\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"B. Cappello, Storia della Bigiotteria&hellip;, 2016, pp. 61-75.\">11<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1951, a Firenze, le sfilate organizzate alla Sala Bianca di palazzo Pitti dal nobile Giovan Battista Giorgini, fanno conoscere la moda italiana nel mondo. Sulle passerelle sfilano, al fianco delle grandi sartorie, i maggiori produttori di bigiotteria<sup><a href=\"#footnote_11_3026\" id=\"identifier_11_3026\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. Chesne-Dauphine Griffo, La nascita di una moda italiana, in La Moda Italiana, Milano 1987, p. 67.\">12<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso anno, la IX Triennale di Milano espone assieme gioielli e bijoux commentando che la bigiotteria offre per quell\u2019anno proposte estetiche pi\u00f9 interessanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Emma Caimi Pellini, Bijoux Cascio, Coppola e Toppo, Luciana de Reutern, Ornella Bijoux, Giuliano Fratti, Canesi sono solo alcuni dei nomi che costellano il firmamento della bigiotteria di fama internazionale di questo periodo<sup><a href=\"#footnote_12_3026\" id=\"identifier_12_3026\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. B. Cappello, Grandi Bigiottieri Italiani, Ornella Bijoux, Mantova 2014; Eadem, I protagonisti, in A. Cappellieri &ndash; B. Cappello, Il bijou italiano&hellip;, 2015, pp. 93 &ndash; 118.\">13<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La moda e la bigiotteria italiana sono scoperte come una rivelazione e negli anni \u201860 nasce il punzone Made in Italy per contraddistinguere i prodotti italiani esportati all\u2019estero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019euforia di un nuovo benessere collettivo crea un entusiasmo consumistico che si muove alla parola d\u2019ordine \u201cnovit\u00e0\u201d mentre i \u201cgiovani\u201d divengono per la prima volta una categoria autonoma in grado di compiere scelte estetiche ed economiche che determinano la moda ed il mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La macchina per tutti, il design moderno, l\u2019industrializzazione, la televisione, le vacanze al mare e la \u201ctintarella\u201d sono solo alcuni degli elementi che contribuiscono alla democratizzazione dei beni di consumo a cui la moda si adegua creando il <em>pr\u00eat-\u00e0<\/em>&#8211;<em>porter<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 un momento prezioso anche per le innovazioni e la ricerca attorno ai materiali, soprattutto plastici, tanto che nel 1963 l\u2019accademico italiano Giulio Natta riceve il Premio Nobel per gli studi sulla \u201cchimica e sulla tecnologia dei polimeri\u201d. La plastica, umile ma tenace concorrente del vetro, esalta anche il mondo della bigiotteria fiorendo in forme, colori e volumi innovativi tanto che alcune aziende di bigiotteria, come Artigiana Fiorentina Bigiotteria, creano in questo ramo una vera e propria specializzazione<sup><a href=\"#footnote_13_3026\" id=\"identifier_13_3026\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"B. Cappello, I materiali e le tecniche&hellip;, 2015, pp. 123-141.\">14<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni \u201960 il fermento attorno alle ricerche scientifiche e agli esperimenti spaziali, che culmina nel 1969 con l\u2019allunaggio di Neil Armstrong, ha evidenti ripercussioni nell\u2019immaginario e nella cultura popolare e, assieme alle sperimentazioni artistiche dell\u2019Arte Optical, condiziona la moda e la bigiotteria che si esprimono con forme geometriche, lamine metalliche e bi-cromismi dai toni forti e contrastanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le Bond-girls di \u201c007\u201d e Jane Fonda, interprete del film \u201cBarbarella\u201d, entrano nell\u2019immaginario collettivo contribuendo ad esaltare la figura di una donna affascinante ed emancipata che viene celebrata, a partire da questi anni, anche dai bijoux sensuali ed importanti di Bijoux Bozart<sup><a href=\"#footnote_14_3026\" id=\"identifier_14_3026\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"B. Cappello, Storia della Bigiotteria &hellip;, 2016, pp. 81-93.\">15<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il decennio si chiude con le proteste giovanili inneggianti alla pace nel mondo e all\u2019uguaglianza tra i popoli con la predilezione dell\u2019uso di conterie per realizzare bijoux poveri ma colorati e dal forte gusto etnico, perfetti da abbinare ai jeans e all\u2019eskimo. Negli stessi anni, i servizi delle riviste di moda escono dagli studi fotografici e sono spostati all\u2019aperto, spesso all\u2019estero, divenendo dinamici e vivi. La bigiotteria allora esplode in coloratissimi fuochi artificiali per essere ben visibile anche in un contesto variegato ed ampio e con pose in movimento come avviene nei bijoux creati da Coppola e Toppo per Ken Scott<sup><a href=\"#footnote_15_3026\" id=\"identifier_15_3026\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"B. Cappello, Evoluzione della relazione tra abito e gioiello per la moda dalla Belle Epoque a oggi. Attori e protagonisti, in B. Cappello (a cura di), Il Gioiello nel Sistema Moda, Milano 2017, tavv. XXII e XXVII.\">16<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fotografi visionari e di talento si cimentano nelle riprese di moda e contribuiscono all\u2019ascesa della figura della modella che, nell\u2019ultimo trentennio del Novecento, contribuir\u00e0 alla creazione di un nuovo tipo di donna non solo emancipato ma anche statuario ed irraggiungibile. I bijoux sono specchio di questa visione e, per adattarsi a questa donna di acciaio, una donna che compete con l\u2019uomo e che governa la sua sessualit\u00e0, divengono grandi, pesanti, luminosissimi grazie ad una profusione di strass e cristalli di notevoli dimensioni<sup><a href=\"#footnote_16_3026\" id=\"identifier_16_3026\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"B. Cappello, Storia della Bigiotteria&hellip;, 2016, pp. 81-93.\">17<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra la fine degli anni \u201960 e l\u2019inizio degli anni \u201970, gli italiani introducono nella moda fondamentali cambiamenti; Valentino \u00e8 tra i primi a proporre il <em>total look<\/em> contribuendo ad un pi\u00f9 stretto e personale dialogo tra la casa di moda e la realizzazione degli accessori e dei bijoux per l\u2019abito mentre Walter Albini e Giorgio Armani determinano la nascita della figura dello stilista, il designer che progetta abiti non pi\u00f9 per una sartoria ma per una, o pi\u00f9, produzioni industriali di moda pronta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Moda Italiana viene consacrata nel mondo e nuove generazioni di stilisti, tra cui, oltre ad Armani, Ferr\u00e8, Fendi, Moschino, Krizia, Versace, Enrico Coveri, Fiorucci, Alberta Ferretti ma anche case di moda francesi come Yves Saint Laurent, Pierre Cardin, Chanel, Chlo\u00e8 intrecciano strette corrispondenze estetiche e collaborazioni con geniali designer della bigiotteria come Ugo Correani, Sharra Pagano, Giovanni de Liguoro, il Gioiello di Firenze, Vogue Bijoux ed il distretto di San Daniele del Friuli<sup><a href=\"#footnote_17_3026\" id=\"identifier_17_3026\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"B. Cappello, Evoluzione della relazione&hellip;, 2017, pp. 46-55; Cfr. B. Cappello, Grandi Bigiottieri Italiani, De Liguoro, Mantova 2016.\">18<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sperimentazione formale, la dissacrazione e l\u2019ironia, a braccetto con l\u2019Arte POP degli anni \u201980, entrano nella bigiotteria trasformando ogni elemento della vita contemporanea in decorazione. Gli utensili da lavoro, i mobili, i segni di interpunzione, qualunque cosa viene esaltata seguendo un codice ludico ed iperbolico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le materie plastiche rendono possibile lo sviluppo delle dimensioni ed i bijoux raggiungono volumi importanti giocando sempre sull\u2019ironia e sul colore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla fine degli anni \u201870, maestre nella ricerca formale attorno alle resine acriliche sono Donatella Pellini e Angela Caputi che hanno saputo plasmare questo materiale in pura poesia estetica da indossare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019opulenza decorativa degli anni \u201980 e la crisi economica mondiale divampata alla soglia degli anni \u201990, creano un terreno fertile per la nascita di diverse tendenze che si sviluppano contemporaneamente; da una parte il Minimalismo degli stilisti giapponesi, interpretato e introdotto in Italia da Prada, dall\u2019altra il Grunge, corrente di pensiero nata negli Stati Uniti in netto contrasto con il consumismo e gli stereotipi capitalistici. Questi elementi, assieme alla nascita della moda mordi e fuggi e al cambiamento del sistema moda in multinazionali finanziarie, che ha eliminato il rapporto uno a uno tra stilista e designer di bijou, hanno inferto un duro colpo alla produzione bigiottiera italiana di qualit\u00e0 decimandone i produttori<sup><a href=\"#footnote_18_3026\" id=\"identifier_18_3026\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. Motterle, Il bijou per la moda alle soglie del III millennio: evoluzione e nuovi scenari, in B. Cappello (a cura di), Il Gioiello&hellip;, 2017, pp. 73 &ndash; 78.\">19<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le fine del Novecento e l\u2019inizio del nuovo Millennio, si sono andate definendo realt\u00e0 creative diverse, pi\u00f9 contenute in termini di gestione aziendale ma di grande qualit\u00e0 in termini di progettualit\u00e0 e livello tecnico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste produzioni hanno saputo riprendere i materiali tradizionali rielaborandoli in un nuovo codice stilistico ed un design contemporaneo che, con un saper fare tutto italiano, sa essere al tempo stesso lussuoso e casual, decorativo e colorato ma pulito ed equilibrato come possiamo vedere, tra gli altri, nei bijoux di Clotilde Silva, Carlo Zini e le Sorelle Sent<sup><a href=\"#footnote_19_3026\" id=\"identifier_19_3026\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"B. Cappello, Storia della Bigiotteria&hellip;, 2016, pp. 120-127; Cfr. B. Cappello, Grandi Bigiottieri Italiani, Carlo Zini, Mantova 2017.\">20<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo pi\u00f9 di 150 anni di evoluzione e di geniale ricerca estetica, formale e materica, possiamo constatare come la bigiotteria italiana non sia solamente una decorazione del corpo e dell\u2019abito ma un vero e proprio racconto per immagini della storia di un popolo che ha fatto della Bellezza un suo importante punto di forza<sup><a href=\"#footnote_20_3026\" id=\"identifier_20_3026\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"B. Cappello, Indossare la Bellezza, la grande bigiotteria italiana, Livorno, 2015, pp. 10 e 17.\">21<\/a><\/sup>.<\/p>\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_3026\" class=\"footnote\">B. Cappello, <em>Sul gioiello per la moda, dal concetto alla definizione<\/em>, in <em>Il Gioiello nel Sistema Moda<\/em>, a cura di B. Cappello, Milano 2017, pp. 13-14.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_3026\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_3026\" class=\"footnote\">B. Cappello, <em>Storia della Bigiotteria Italiana<\/em>, Milano 2016, p. 16.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_3026\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_2_3026\" class=\"footnote\">Cfr. <em>La Fabbrica dell\u2019Oro Matto, macchinari e lavorazione dell\u2019antica industria di bigiotteria di Casalmaggiore<\/em>, catalogo della mostra (Casalmaggiore, Museo del Bijou, 12 aprile \u2013 29 giugno 2003), Casalmaggiore 2003.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_2_3026\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_3_3026\" class=\"footnote\">B. Cappello, <em>Storia della Bigiotteria<\/em>&#8230;,<em> <\/em>2016, pp. 23-27.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_3_3026\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_4_3026\" class=\"footnote\">Cfr. G. Moretti, <em>Ercole Moretti, un secolo di perle veneziane e di prestigiosi manufatti in vetro<\/em>, Venezia 2011.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_4_3026\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_5_3026\" class=\"footnote\">S. Gnoli, <em>La donna, l\u2019eleganza, il fascismo, La moda italiana dalle origini all\u2019Ente Nazionale della Moda<\/em>, Roma 2000, p. 37.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_5_3026\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_6_3026\" class=\"footnote\">B. Cappello, <em>Storia della Bigiotteria<\/em>&#8230;, 2016, p. 35.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_6_3026\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_7_3026\" class=\"footnote\">B. Cappello, <em>Storia della Bigiotteria<\/em>&#8230;, 2016, pp. 41-45.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_7_3026\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_8_3026\" class=\"footnote\">Cfr. <em>Illustrazione Italiana<\/em>, gennaio 1943.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_8_3026\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_9_3026\" class=\"footnote\">B. Cappello, <em>I materiali e le tecniche<\/em>, in Alba Cappellieri &#8211; B. Cappello, <em>Il bijou italiano tra gli anni \u201950 e \u201960<\/em>, Milano 2015, pp. 123-141.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_9_3026\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_10_3026\" class=\"footnote\">B. Cappello, <em>Storia della Bigiotteria<\/em>&#8230;, 2016, pp. 61-75.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_10_3026\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_11_3026\" class=\"footnote\">G. Chesne-Dauphine Griffo, <em>La nascita di una moda italiana<\/em>, in <em>La Moda Italiana<\/em>, Milano 1987, p. 67.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_11_3026\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_12_3026\" class=\"footnote\">Cfr. B. Cappello, <em>Grandi Bigiottieri Italiani, Ornella Bijoux<\/em>, Mantova 2014; <em>Eadem<\/em>, <em>I protagonisti<\/em>, in A. Cappellieri &#8211; B. Cappello, <em>Il bijou italiano<\/em>&#8230;, 2015, pp. 93 &#8211; 118.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_12_3026\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_13_3026\" class=\"footnote\">B. Cappello, <em>I materiali e le tecniche<\/em>&#8230;, 2015, pp. 123-141.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_13_3026\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_14_3026\" class=\"footnote\">B. Cappello, <em>Storia della Bigiotteria <\/em>&#8230;, 2016, pp. 81-93.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_14_3026\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_15_3026\" class=\"footnote\">B. Cappello, <em>Evoluzione della relazione tra abito e gioiello per la moda dalla Belle Epoque a oggi. Attori e protagonisti<\/em>, in B. Cappello (a cura di), <em>Il Gioiello nel Sistema Moda<\/em>, Milano 2017, tavv. XXII e XXVII.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_15_3026\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_16_3026\" class=\"footnote\">B. Cappello, <em>Storia della Bigiotteria<\/em>&#8230;, 2016, pp. 81-93.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_16_3026\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_17_3026\" class=\"footnote\">B. Cappello, <em>Evoluzione della relazione<\/em>&#8230;, 2017, pp. 46-55; Cfr. B. Cappello, <em>Grandi Bigiottieri Italiani, De Liguoro<\/em>, Mantova 2016.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_17_3026\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_18_3026\" class=\"footnote\">E. Motterle, <em>Il bijou per la moda alle soglie del III millennio: evoluzione e nuovi scenari<\/em>, in B. Cappello (a cura di), <em>Il Gioiello<\/em>&#8230;,<em> <\/em>2017, pp. 73 &#8211; 78.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_18_3026\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_19_3026\" class=\"footnote\">B. Cappello, <em>Storia della Bigiotteria<\/em>&#8230;,<em> <\/em>2016, pp. 120-127; Cfr. B. Cappello, <em>Grandi Bigiottieri Italiani, Carlo Zini<\/em>, Mantova 2017.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_19_3026\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_20_3026\" class=\"footnote\">B. Cappello, <em>Indossare la Bellezza, la grande bigiotteria italiana<\/em>, Livorno, 2015, pp. 10 e 17.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_20_3026\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>biancacappello78@gmail.com La storia del gioiello fantasia in Italia come specchio dell\u2019evoluzione della moda e della societ\u00e0 DOI: 10.7431\/RIV16122017 \u201cNoi italiani abbiamo un modo di sentire <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=3026\" title=\"Bianca Cappello\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":3096,"menu_order":14,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3026"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3026"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3026\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3113,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3026\/revisions\/3113"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3096"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3026"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}