{"id":3005,"date":"2017-12-28T14:13:50","date_gmt":"2017-12-28T14:13:50","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=3005"},"modified":"2018-06-29T19:39:42","modified_gmt":"2018-06-29T19:39:42","slug":"sergio-intorre","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=3005","title":{"rendered":"Sergio Intorre"},"content":{"rendered":"<p>sergio.intorre@unipa.it<\/p>\n<h2>Ancora coralli trapanesi all\u2019asta: nove lotti di Christie\u2019s e Sotheby\u2019s<\/h2>\n<p>DOI: 10.7431\/RIV16052017<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il catalogo delle opere trapanesi in corallo realizzate tra l\u2019ultimo quarto del XVI secolo e la prima met\u00e0 del XVIII \u00e8 in costante aggiornamento, grazie all\u2019intensa circolazione di questo tipo di manufatti nel mercato internazionale dell\u2019arte<sup><a href=\"#footnote_0_3005\" id=\"identifier_0_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Intorre, Coralli trapanesi nella collezione March, OADI Digitalia n. 5, collana diretta da Maria Concetta Di Natale, Palermo 2016.\">1<\/a><\/sup>. Le opere qui trattate provengono da prestigiose collezioni europee, confermando ancora una volta il successo che questa particolare produzione continua a riscuotere a livello internazionale<sup><a href=\"#footnote_1_3005\" id=\"identifier_1_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A tal proposito v. M.C. Di Natale, Ad laborandum curallum, in I grandi capolavori del corallo &ndash; I coralli di Trapani del XVII e XVIII secolo, catalogo della Mostra (Catania, Palazzo Valle, Fondazione Puglisi Cosentino, 3 marzo &ndash; 5 maggio 2013) a cura di V.P. Li Vigni, M.C. Di Natale, V. Abbate, Cinisello Balsamo 2013, pp. 39 &ndash; 55, passim.\">2<\/a><\/sup>. A questo contesto sempre pi\u00f9 ampio si \u00e8 recentemente aggiunto un gruppo di esemplari inediti battuti all\u2019asta da Christie\u2019s e da Sotheby\u2019s tra il giugno del 2016 e il settembre del 2017.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra questi figura il capezzale (Fig. 1) catalogato come lotto 60 dell\u2019asta di Christie\u2019s <em>Sculpture &amp; Objets d&#8217;Art Europ\u00e9ens<\/em><sup><a href=\"#footnote_2_3005\" id=\"identifier_2_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Sculpture &amp; Objets d&rsquo;Art Europ&eacute;ens, catalogo dell&rsquo;asta di Christie&rsquo;s (Parigi, 15 giugno 2016), Paris 2016.\">3<\/a><\/sup>, svoltasi a Parigi il 15 giugno 2016. L\u2019opera presenta una cornice riccamente decorata con motivi fitomorfi e floreali realizzati in corallo, madreperla, argento e <em>cabochons<\/em> di vetro e reca al centro una nicchia contenente una statuina della Madonna in avorio, che ha probabilmente sostituito nel tempo un\u2019originaria statuina in corallo. Il capezzale \u00e8 databile tra la fine del XVII secolo e l\u2019inizio del XVIII, sia per l\u2019impiego della tecnica della cucitura degli elementi in corallo alla lamina di rame dorato, che si afferma in questo periodo<sup><a href=\"#footnote_3_3005\" id=\"identifier_3_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M.C. Di Natale, Ad laborandum&hellip;, in I grandi capolavori&hellip;, 2013, p. 51.\">4<\/a><\/sup>, sia per il raffronto con esemplari analoghi, come l\u2019acquasantiera datata tra la fine del XVII e l\u2019inizio del XVIII secolo di collezione privata di Palermo<sup><a href=\"#footnote_4_3005\" id=\"identifier_4_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. Guttilla, scheda n. 145, in L&rsquo;arte del corallo in Sicilia, a cura di C. Maltese, M.C. Di Natale, catalogo della Mostra (Museo Regionale Pepoli, Trapani, 1 marzo &ndash; 1 giugno 1986), Palermo 1986, p. 328.\">5<\/a><\/sup> o il capezzale con <em>Santa Rosalia<\/em> di collezione privata di Catania datato al primo ventennio del XVIII secolo<sup><a href=\"#footnote_5_3005\" id=\"identifier_5_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M.C. Di Natale, scheda V.9.3, in Materiali preziosi dalla terra e dal mare nell&rsquo;arte trapanese e della Sicilia occidentale tra il XVIII e il XIX secolo, catalogo della Mostra (Trapani, Museo Regionale &ldquo;A. Pepoli&rdquo;, 15 febbraio &ndash; 30 settembre 2003) a cura di M.C. Di Natale, Palermo 2003, pp. 49-50; Eadem, scheda n. 107, in I grandi capolavori&hellip;, 2013, p. 187.\">6<\/a><\/sup>, affine, oltre che per i motivi decorativi, anche per i materiali impiegati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lotto 62 della stessa asta \u00e8 costituito da un\u2019acquasantiera (Fig. 2) databile alla prima met\u00e0 del XVII secolo recante al centro un gruppo scultoreo in corallo raffigurante il <em>Battesimo di Cristo<\/em> all\u2019interno di un\u2019edicola con ai lati due angeli su piedistallo. La volta a botte dell\u2019edicola \u00e8 sormontata da una testina alata di cherubino e sull\u2019opera figurano anche raffinate sculture di angeli musicanti e mascheroni di gusto rinascimentale. La parte inferiore \u00e8 decorata a mo\u2019 di predella con una scena raffigurante la <em>Nativit\u00e0<\/em>, notevole per la tecnica miniaturistica, recante al centro la Sacra Famiglia, e ai lati i Magi, i pastori e figure di angeli. La vasca \u00e8 decorata con virgole, puntini e fiorellini fissati con la tecnica del retroincastro<sup><a href=\"#footnote_6_3005\" id=\"identifier_6_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. L&rsquo;arte del corallo&hellip;, 1986.\">7<\/a><\/sup>. L\u2019impiego dell\u2019edicola centrale prospettica nella composizione dell\u2019opera trova ampio riscontro nella coeva produzione dei capezzali, traendo ispirazione dalle edicole marmoree del Gagini, come quella esposta a Palazzo Abatellis<sup><a href=\"#footnote_7_3005\" id=\"identifier_7_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M.C. Di Natale, Coralli siciliani a Novara, in &ldquo;Kal&oacute;s. Arte in Sicilia&rdquo;, Anno 12, n. 2, Aprile &ndash; Maggio 2000, pp. 5-6.\">8<\/a><\/sup>. Si ritrova infatti in esemplari come la coppia di capezzali gi\u00e0 nella collezione Manolo March<sup><a href=\"#footnote_8_3005\" id=\"identifier_8_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Intorre, Coralli trapanesi&hellip;, 2016, pp. 37-38 e scheda n. 10, pp. 62-63.\">9<\/a><\/sup>, nei due esemplari gi\u00e0 della Collezione Whitaker, uno con l\u2019Immacolata tra i santi Francesco e Antonio, l\u2019altro con l\u2019Annunciazione<sup><a href=\"#footnote_9_3005\" id=\"identifier_9_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"R. Vadal&agrave;, scheda n. 10, in Splendori di Sicilia &ndash; Arti decorative dal Rinascimento al Barocco, catalogo della Mostra (Albergo dei Poveri, Palermo, 10 dicembre 2000 &ndash; 30 aprile 2001) a cura di M.C. Di Natale, Milano 2001, pp. 475-476.\">10<\/a><\/sup> e i tre della collezione della Banca Popolare di Novara con l\u2019Immacolata e santi<sup><a href=\"#footnote_10_3005\" id=\"identifier_10_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L. Marino, schede 13-15, in I grandi capolavori&hellip;, 2013, pp. 78-80, che riporta la bibliografia precedente.\">11<\/a><\/sup>. A questo tipo di struttura fa cenno anche don Pietro Di Gregorio, tesoriere generale del Regno di Sicilia, nella sua descrizione della famosa Montagna di Corallo donata nel 1570 a Filippo II dal vicer\u00e9 di Sicilia don Francesco Ferdinando d\u2019Avalos d\u2019Aquino<sup><a href=\"#footnote_11_3005\" id=\"identifier_11_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Salomone Marino, Una Montagna di corallo scultura trapanese del secolo XVI, in &ldquo;Archivio Storico Siciliano&rdquo;, N.S., A. XIX, 1895, pp. 277-288; A. Buttitta, Il corallo e l&rsquo;arte del presepe a Trapani, in L&rsquo;arte del corallo&hellip;, 1986, pp. 109-110; M.C. Di Natale, Oro, argento e corallo tra committenza ecclesiastica e devozione laica, in Splendori di Sicilia&hellip;, 2001, p. 33; Eadem, Ad laborandum&hellip;, in I grandi capolavori&hellip;, 2013, p. 40.\">12<\/a><\/sup>, in cui racconta di \u201ccappellette\u201d scandite secondo il canone prospettico rinascimentale, che in Sicilia trova proprio nelle opere dei Gagini le sue declinazioni pi\u00f9 efficaci. L\u2019opera qui studiata trova riscontro, sia per struttura e decorazione che dal punto di vista iconografico, in analoghi esemplari di collezione privata datati tra la fine del XVI e l\u2019inizio del XVII secolo come quello raffigurante al centro il <em>Battesimo di Cristo<\/em><sup><a href=\"#footnote_12_3005\" id=\"identifier_12_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"R. Vadal&agrave;, scheda n. 8, in I grandi capolavori&hellip;, 2013, p. 73.\">13<\/a><\/sup>, o l\u2019altro recante sotto la figura centrale dell\u2019Immacolata un gruppo di miniature raffiguranti la <em>Nativit\u00e0<\/em><sup><a href=\"#footnote_13_3005\" id=\"identifier_13_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"R. Vadal&agrave;, scheda n. 9, in I grandi capolavori&hellip;, 2013, p. 74.\">14<\/a><\/sup>. Appare inusuale la cupoletta che oggi figura in posizione apicale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lotto 74 \u00e8 costituito da un presepe (Fig. 3) in corallo, avorio, osso, madreperla e argento, databile alla seconda met\u00e0 del XVIII secolo per la sua affinit\u00e0 con esemplari analoghi come quello di collezione privata di Trapani<sup><a href=\"#footnote_14_3005\" id=\"identifier_14_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. La Barbera, scheda III.3, in Materiali preziosi&hellip;, 2003, pp. 155 &ndash; 156.\">15<\/a><\/sup> attribuito ad Andrea Tipa e datato tra il 1725 e il 1766, quelli di collezione privata di Palermo e datati al XVIII secolo<sup><a href=\"#footnote_15_3005\" id=\"identifier_15_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. La Barbera, schede III.7 e III.8, in Materiali preziosi&hellip;, 2003, pp. 159-160.\">16<\/a><\/sup> o quello gi\u00e0 nella collezione Naselli Flores di Palermo datato alla seconda met\u00e0 del XVIII secolo<sup><a href=\"#footnote_16_3005\" id=\"identifier_16_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M.C. Di Natale, scheda n. 178, in L&rsquo;arte del corallo&hellip;, 1986, p. 374.\">17<\/a><\/sup>. La base \u00e8 in ceralacca rossa a simulare il corallo, come era talora consueto in composizioni similari. Queste opere si caratterizzano per l\u2019impiego di materiali eterogenei, dovuto sia alla progressiva diminuzione del corallo a disposizione degli artisti, sia per l\u2019affermarsi di un gusto cromatico orientato verso i toni del bianco, segno dell\u2019imminente affermazione del gusto neoclassico<sup><a href=\"#footnote_17_3005\" id=\"identifier_17_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem.\">18<\/a><\/sup>, anche se in questo caso l\u2019effetto potrebbe essere stato ulteriormente accentuato da un restauro successivo alla realizzazione dell\u2019opera, che ha privilegiato ancora di pi\u00f9 le parti in avorio. Dal punto di vista compositivo il tratto che accomuna i presepi citati \u00e8 costituito dalle quinte architettoniche spesso realizzate con ampi archi in rovina dal vago sentore piranesiano, che rappresentano uno degli elementi pi\u00f9 peculiari di questo tipo di produzione, genericamente attribuita nel tempo alla famiglia Tipa, ma che in realt\u00e0 interessa un nutrito gruppo di artisti attivi a Trapani nel XVIII secolo, accomunati dal medesimo linguaggio artistico e da una grande padronanza delle tecniche di lavorazione dei materiali duri. Sempre nella stessa asta \u00e8 stato battuto come lotto 48 il presepe (Fig. 4) di maestranze trapanesi che figurava nel catalogo dell\u2019asta di Sotheby\u2019s <em>European sculpture and works of art<\/em> svoltasi a Londra il 7 luglio 2006<sup><a href=\"#footnote_18_3005\" id=\"identifier_18_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Intorre, Coralli trapanesi&hellip;, 2016, p. 13.\">19<\/a><\/sup>, recentemente restaurato da Sophie Bonetti<sup><a href=\"#footnote_19_3005\" id=\"identifier_19_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Sull&rsquo;opera e il suo restauro v. M.C. Di Natale &ndash; S. Bonetti, Il restauro scientifico per un presepe trapanese in materiali preziosi, in &ldquo;OADI &ndash; Rivista dell&rsquo;Osservatorio per le Arti Decorative in Italia&rdquo;, n. 13 &ndash; Giugno 2016, Palermo 2016, pp. 55-70.\">20<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 30 giugno 2016 si \u00e8 svolta a Parigi l\u2019asta di Sotheby\u2019s <em>B.B.S. un hommage<\/em><sup><a href=\"#footnote_20_3005\" id=\"identifier_20_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"B.B.S. un hommage, catalogo dell&rsquo;asta di Sotheby&rsquo;s (Parigi, 30 giugno 2016), Paris 2016.\">21<\/a><\/sup>, nel cui catalogo figurava un cofanetto (Fig. 5) con decorazioni in rame dorato e corallo su fondo di seta damascata. Le placche in rame dorato sul coperchio sono caratterizzate da decorazioni fitomorfe realizzate con la tecnica del retroincastro e la serratura \u00e8 sottolineata da un mascherone di gusto rinascimentale, elementi che farebbero propendere per una datazione alla prima met\u00e0 del XVII secolo. Risulta poco convincente nell\u2019insieme delle varie parti, lasciando ampio spazio all\u2019ipotesi di restauri ed integrazioni realizzate nel tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra la fine del XVI e l\u2019inizio del XVII secolo pu\u00f2 essere datata la piccola teca (Fig. 6) catalogata come lotto 203 dell\u2019asta di Sotheby\u2019s <em>Master Paintings &amp; Sculpture Day Sale<\/em>, svoltasi a New York il 26 gennaio 2017. L\u2019opera, fittamente decorata con baccelli, virgole e puntini fissati con la tecnica del retroincastro, trova riscontro in analoghi esemplari coevi come quello della Banca Popolare di Novara<sup><a href=\"#footnote_21_3005\" id=\"identifier_21_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L. Marino, scheda n. 36, in I grandi capolavori&hellip;, 2013, p. 101.\">22<\/a><\/sup> o quello di collezione privata di Palermo<sup><a href=\"#footnote_22_3005\" id=\"identifier_22_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"R. Di Natale, scheda n. 9, in L&rsquo;arte del corallo&hellip;, 1986, p. 159.\">23<\/a><\/sup>, di forma circolare. Per dimensioni e decorazione si possono individuare riscontri anche nei calamai coevi, come quello gi\u00e0 nella collezione Virga di Palermo<sup><a href=\"#footnote_23_3005\" id=\"identifier_23_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M.C. Di Natale, scheda n. 13, in L&rsquo;arte del corallo&hellip;, 1986, p. 164.\">24<\/a><\/sup> e quello gi\u00e0 nella collezione Barresi di Trapani<sup><a href=\"#footnote_24_3005\" id=\"identifier_24_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Enzo Tartamella, scheda n. 24, in L&rsquo;arte del corallo&hellip;, 1986, p. 175.\">25<\/a><\/sup> o nello spargipolvere nella collezione della Banca Popolare di Novara<sup><a href=\"#footnote_25_3005\" id=\"identifier_25_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L. Marino, scheda n. 35, in I grandi capolavori&hellip;, 2013, p. 100.\">26<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lotto 204 della stessa asta \u00e8 costituito da un capezzale e due vasetti (Fig. 7). Il primo ha la forma di un ottagono equilatero e reca in una nicchia centrale un gruppo scultoreo in corallo raffigurante la Madonna in trono col Bambino con ai lati figure di santi e sante oranti, all\u2019interno di una rigogliosa ghirlanda di fiori sotto la quale spiccano testine alate di cherubini. Alla base della composizione spiccano piccole sculture in corallo raffiguranti anime purganti tra le fiamme. Oltre all\u2019alto livello di esecuzione delle singole figure e delle decorazioni in corallo, si nota la particolare raffinatezza delle decorazioni incise sulla lamina di rame: i piccoli fiorellini nel cielo affollato di testine alate di cherubini, le aureole dei santi, i raffinati girali e motivi geometrici sulle basi delle sculture, le fiamme tra le anime purganti. Lo spazio centrale \u00e8 sottolineato da una teoria di baccelli di corallo, la cornice esterna \u00e8 costituita da un\u2019elegante merlettatura punteggiata da fiorellini in corallo e smalto bianco. L\u2019opera, databile alla prima met\u00e0 del XVII secolo, presenta spiccate affinit\u00e0 con l\u2019analogo esemplare con l\u2019<em>Adorazione dei pastori<\/em> nella collezione della Banca Popolare di Novara<sup><a href=\"#footnote_26_3005\" id=\"identifier_26_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L. Marino, scheda n. 22, in I grandi capolavori&hellip;, 2013, p. 87.\">27<\/a><\/sup>, sia per la presenza della nicchia centrale, che per la tecnica di esecuzione delle sculturine in corallo, che per la schiera di testine di cherubino alate, che per la decorazione a baccelli del perimetro, che per la cornice esterna, tanto da fare ipotizzare la provenienza dalla stessa bottega.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda i due vasetti facenti parte dello stesso lotto, decorati con baccelli fissati con la tecnica del retroincastro, sono anch\u2019essi databili alla prima met\u00e0 del XVII secolo e rimandano ad esemplari coevi analoghi con fiori, come quelli gi\u00e0 nella collezione Whitaker<sup><a href=\"#footnote_27_3005\" id=\"identifier_27_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. Tartamella, scheda n. 54, in L&rsquo;arte del corallo&hellip;, 1986, p. 209.\">28<\/a><\/sup> o quelli gi\u00e0 nella collezione Naselli Flores provenienti dalla collezione dei Principi Giustiniani Bandini di Roma<sup><a href=\"#footnote_28_3005\" id=\"identifier_28_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M.C. Di Natale, scheda n. 53, in L&rsquo;arte del corallo&hellip;, 1986, p. 208.\">29<\/a><\/sup>. \u00c8 probabile che i fiori facessero parte anche dell\u2019opera qui studiata e che siano stati sostituiti nel tempo dalle gocce apicali visibili oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre alla prima met\u00e0 del XVII secolo pu\u00f2 essere datata la composizione (Fig. 8) catalogata come lotto 96 nell\u2019asta di Christie\u2019s Alberto Pinto Collection svoltasi a Parigi il 12 settembre 2017. L\u2019opera \u00e8 costituita da una doppia base bombata decorata a retroincastro con motivi floreali realizzati con virgole, baccelli e puntini, sormontata da un obelisco esagonale ornato da una fitta decorazione a girali e serpentine in corallo, con alla sommit\u00e0 una sculturina in corallo raffigurante l\u2019allegoria della Carit\u00e0. Pi\u00f9 che un\u2019opera originale, potrebbe trattarsi del frutto dell\u2019assemblaggio di elementi provenienti da opere diverse<sup><a href=\"#footnote_29_3005\" id=\"identifier_29_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"La parte inferiore della base potrebbe essere stata ricavata dal sottocoppa di un calice, quella superiore da una pisside portatile, come quella prima trattata. Le due sfere in rame dorato non trovano nessun riscontro nella produzione trapanese e appaiono decisamente incompatibili con il contesto dell&rsquo;opera.\">30<\/a><\/sup>. La decorazione della base appare infatti eccessivamente distante da quella dell\u2019elemento verticale, che potrebbe addirittura non essere trapanese. Per di pi\u00f9, sotto di esso \u00e8 inserito un disco d\u2019ambra che non sembra coerente con il resto dell\u2019insieme. L\u2019allegoria \u00e8 conforme a quanto formulato nell\u2019Iconologia di Cesare Ripa, testo particolarmente diffuso in Et\u00e0 Moderna: \u201cDonna vestita di rosso, che in cima del capo abbia una fiamma di fuoco ardente. Terr\u00e0 nel braccio sinistro un Fanciullo, al quale dia il latte, e due altri le staranno scherzando a\u2019 piedi. Uno di essi terr\u00e0 alla detta Figura abbracciata la destra mano\u201d<sup><a href=\"#footnote_30_3005\" id=\"identifier_30_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"C. Ripa, Iconologia, Roma 1593, p. 287.\">31<\/a><\/sup>. La scultura potrebbe anche essere posteriore alla base, sulla scorta del raffronto con esemplari realizzati per tutto il XVIII secolo fino agli inizi del XIX<sup><a href=\"#footnote_31_3005\" id=\"identifier_31_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L&rsquo;arte del corallo&hellip;, 1986, passim.\">32<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, il lotto 97 della stessa asta \u00e8 costituito da un capezzale di forma ottagonale (Fig. 9) recante al centro, in un ovale finemente inciso con motivi a girali, una scultura in corallo raffigurante l\u2019Immacolata. Sulla lamina di rame sono incisi anche lo stellario, la nuvola e la raggiera fiammeggiante, elementi peculiari della sua iconografia<sup><a href=\"#footnote_32_3005\" id=\"identifier_32_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Sull&rsquo;iconografia dell&rsquo;Immacolata v. M.C. Di Natale, L&rsquo;Immacolata nelle arti decorative in Sicilia, in Bella come la luna, pura come il sole. L&rsquo;Immacolata nell&rsquo;arte in Sicilia, catalogo della Mostra (Palermo, Basilica di S. Francesco d&rsquo;Assisi, novembre &ndash; dicembre 2004) a cura di M.C. Di Natale e M. Vitella, Palermo 2004, pp. 61-107.\">33<\/a><\/sup>. Una raggiera in corallo sottolinea la composizione, che si conclude verso l\u2019esterno con una tripla cornice a rettangoli e baccelli di corallo. L\u2019opera pu\u00f2 essere datata alla prima met\u00e0 del XVII secolo e si pu\u00f2 ipotizzare che fosse dotata di una cornice esterna con decorazione a merletto in corallo e smalto bianco, come lascerebbe supporre il raffronto con esemplari coevi analoghi, particolarmente somiglianti nella parte centrale, che presentano questo elemento, come quelli nella collezione della Banca Popolare di Novara<sup><a href=\"#footnote_33_3005\" id=\"identifier_33_3005\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L. Marino, schede 27-30, in I grandi capolavori&hellip;, 2013, pp. 92-95.\">34<\/a><\/sup>.<\/p>\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_3005\" class=\"footnote\">S. Intorre, <em>Coralli trapanesi nella collezione March<\/em>, OADI Digitalia n. 5, collana diretta da Maria Concetta Di Natale, Palermo 2016.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_3005\" class=\"footnote\">A tal proposito v. M.C. Di Natale, <em>Ad laborandum curallum<\/em>, in <em>I grandi capolavori del corallo &#8211; I coralli di Trapani del XVII e XVIII secolo<\/em>, catalogo della Mostra (Catania, Palazzo Valle, Fondazione Puglisi Cosentino, 3 marzo &#8211; 5 maggio 2013) a cura di V.P. Li Vigni, M.C. Di Natale, V. Abbate, Cinisello Balsamo 2013, pp. 39 &#8211; 55, <em>passim<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_2_3005\" class=\"footnote\"><em>Sculpture &amp; Objets d&#8217;Art Europ\u00e9ens<\/em>, catalogo dell\u2019asta di Christie\u2019s (Parigi, 15 giugno 2016), Paris 2016.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_2_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_3_3005\" class=\"footnote\">M.C. Di Natale, <em>Ad laborandum<\/em>&#8230;, in <em>I grandi capolavori<\/em>&#8230;, 2013, p. 51.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_3_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_4_3005\" class=\"footnote\">M. Guttilla, scheda n. 145, in <em>L\u2019arte del corallo in Sicilia<\/em>, a cura di C. Maltese, M.C. Di Natale, catalogo della Mostra (Museo Regionale Pepoli, Trapani, 1 marzo &#8211; 1 giugno 1986), Palermo 1986, p. 328.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_4_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_5_3005\" class=\"footnote\">M.C. Di Natale, scheda V.9.3, in <em>Materiali preziosi dalla terra e dal mare nell\u2019arte trapanese e della Sicilia occidentale tra il XVIII e il XIX secolo<\/em>, catalogo della Mostra (Trapani, Museo Regionale \u201cA. Pepoli\u201d, 15 febbraio &#8211; 30 settembre 2003) a cura di M.C. Di Natale, Palermo 2003, pp. 49-50; <em>Eadem<\/em>, scheda n. 107, in <em>I grandi capolavori<\/em>&#8230;, 2013, p. 187.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_5_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_6_3005\" class=\"footnote\">Cfr. <em>L\u2019arte del corallo<\/em>&#8230;, 1986.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_6_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_7_3005\" class=\"footnote\">M.C. Di Natale, <em>Coralli siciliani a Novara<\/em>, in \u201cKal\u00f3s. Arte in Sicilia\u201d, Anno 12, n. 2, Aprile &#8211; Maggio 2000, pp. 5-6.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_7_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_8_3005\" class=\"footnote\">S. Intorre, <em>Coralli trapanesi<\/em>&#8230;, 2016, pp. 37-38 e scheda n. 10, pp. 62-63.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_8_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_9_3005\" class=\"footnote\">R. Vadal\u00e0, scheda n. 10, in <em>Splendori di Sicilia &#8211; Arti decorative dal Rinascimento al Barocco<\/em>, catalogo della Mostra (Albergo dei Poveri, Palermo, 10 dicembre 2000 &#8211; 30 aprile 2001) a cura di M.C. Di Natale, Milano 2001, pp. 475-476.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_9_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_10_3005\" class=\"footnote\">L. Marino, schede 13-15, in <em>I grandi capolavori<\/em>&#8230;, 2013, pp. 78-80, che riporta la bibliografia precedente.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_10_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_11_3005\" class=\"footnote\">S. Salomone Marino, <em>Una Montagna di corallo scultura trapanese del secolo XVI<\/em>, in \u201cArchivio Storico Siciliano\u201d, N.S., A. XIX, 1895, pp. 277-288; A. Buttitta, <em>Il corallo e l\u2019arte del presepe a Trapani<\/em>, in <em>L\u2019arte del corallo<\/em>&#8230;, 1986, pp. 109-110; M.C. Di Natale, <em>Oro, argento e corallo tra committenza ecclesiastica e devozione laica<\/em>, in <em>Splendori di Sicilia<\/em>&#8230;, 2001, p. 33; <em>Eadem<\/em>, <em>Ad laborandum<\/em>&#8230;, in <em>I grandi capolavori<\/em>&#8230;, 2013, p. 40.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_11_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_12_3005\" class=\"footnote\">R. Vadal\u00e0, scheda n. 8, in <em>I grandi capolavori<\/em>&#8230;, 2013, p. 73.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_12_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_13_3005\" class=\"footnote\">R. Vadal\u00e0, scheda n. 9, in <em>I grandi capolavori<\/em>&#8230;, 2013, p. 74.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_13_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_14_3005\" class=\"footnote\">M. La Barbera, scheda III.3, in <em>Materiali preziosi<\/em>&#8230;, 2003, pp. 155 &#8211; 156.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_14_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_15_3005\" class=\"footnote\">M. La Barbera, schede III.7 e III.8, in <em>Materiali preziosi<\/em>&#8230;, 2003, pp. 159-160.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_15_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_16_3005\" class=\"footnote\">M.C. Di Natale, scheda n. 178, in <em>L\u2019arte del corallo<\/em>&#8230;, 1986, p. 374.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_16_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_17_3005\" class=\"footnote\"><em>Ibidem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_17_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_18_3005\" class=\"footnote\">S. Intorre, <em>Coralli trapanesi<\/em>&#8230;, 2016, p. 13.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_18_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_19_3005\" class=\"footnote\">Sull\u2019opera e il suo restauro v. M.C. Di Natale &#8211; S. Bonetti, <em>Il restauro scientifico per un presepe trapanese in materiali preziosi<\/em>, in \u201cOADI &#8211; Rivista dell\u2019Osservatorio per le Arti Decorative in Italia\u201d, n. 13 &#8211; Giugno 2016, Palermo 2016, pp. 55-70.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_19_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_20_3005\" class=\"footnote\"><em>B.B.S. un hommage<\/em>, catalogo dell\u2019asta di Sotheby\u2019s (Parigi, 30 giugno 2016), Paris 2016.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_20_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_21_3005\" class=\"footnote\">L. Marino, scheda n. 36, in <em>I grandi capolavori<\/em>&#8230;, 2013, p. 101.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_21_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_22_3005\" class=\"footnote\">R. Di Natale, scheda n. 9, in <em>L\u2019arte del corallo<\/em>&#8230;, 1986, p. 159.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_22_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_23_3005\" class=\"footnote\">M.C. Di Natale, scheda n. 13, in <em>L\u2019arte del corallo<\/em>&#8230;, 1986, p. 164.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_23_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_24_3005\" class=\"footnote\">Enzo Tartamella, scheda n. 24, in <em>L\u2019arte del corallo<\/em>&#8230;, 1986, p. 175.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_24_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_25_3005\" class=\"footnote\">L. Marino, scheda n. 35, in <em>I grandi capolavori<\/em>&#8230;, 2013, p. 100.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_25_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_26_3005\" class=\"footnote\">L. Marino, scheda n. 22, in <em>I grandi capolavori<\/em>&#8230;, 2013, p. 87.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_26_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_27_3005\" class=\"footnote\">E. Tartamella, scheda n. 54, in <em>L\u2019arte del corallo<\/em>&#8230;, 1986, p. 209.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_27_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_28_3005\" class=\"footnote\">M.C. Di Natale, scheda n. 53, in <em>L\u2019arte del corallo<\/em>&#8230;, 1986, p. 208.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_28_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_29_3005\" class=\"footnote\">La parte inferiore della base potrebbe essere stata ricavata dal sottocoppa di un calice, quella superiore da una pisside portatile, come quella prima trattata. Le due sfere in rame dorato non trovano nessun riscontro nella produzione trapanese e appaiono decisamente incompatibili con il contesto dell\u2019opera.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_29_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_30_3005\" class=\"footnote\">C. Ripa, <em>Iconologia<\/em>, Roma 1593, p. 287.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_30_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_31_3005\" class=\"footnote\"><em>L\u2019arte del corallo<\/em>&#8230;, 1986, <em>passim<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_31_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_32_3005\" class=\"footnote\">Sull\u2019iconografia dell\u2019Immacolata v. M.C. Di Natale, <em>L\u2019Immacolata nelle arti decorative in Sicilia<\/em>, in <em>Bella come la luna, pura come il sole. L\u2019Immacolata nell\u2019arte in Sicilia<\/em>, catalogo della Mostra (Palermo, Basilica di S. Francesco d\u2019Assisi, novembre &#8211; dicembre 2004) a cura di M.C. Di Natale e M. Vitella, Palermo 2004, pp. 61-107.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_32_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_33_3005\" class=\"footnote\">L. Marino, schede 27-30, in <em>I grandi capolavori<\/em>&#8230;, 2013, pp. 92-95.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_33_3005\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>sergio.intorre@unipa.it Ancora coralli trapanesi all\u2019asta: nove lotti di Christie\u2019s e Sotheby\u2019s DOI: 10.7431\/RIV16052017 Il catalogo delle opere trapanesi in corallo realizzate tra l\u2019ultimo quarto del <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=3005\" title=\"Sergio Intorre\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":3096,"menu_order":7,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3005"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3005"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3005\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3048,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3005\/revisions\/3048"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3096"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3005"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}