{"id":2840,"date":"2017-06-29T07:52:14","date_gmt":"2017-06-29T07:52:14","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=2840"},"modified":"2017-12-28T13:22:55","modified_gmt":"2017-12-28T13:22:55","slug":"elvira-damico","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=2840","title":{"rendered":"Elvira D&#8217;Amico"},"content":{"rendered":"<p>elvi.damico@alice.it<\/p>\n<h2>Un documento inedito sugli arredi siciliani del secolo XVIII. Il letto della figlia del marchese D\u2019Amico (1791)<\/h2>\n<p>DOI: 10.7431\/RIV15092017<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel panorama degli studi sugli arredi delle antiche dimore gentilizie siciliane, il documento che qui si presenta, proveniente dall\u2019Archivio privato del marchese D\u2019Amico di Milazzo \u00a0e oggi alla Biblioteca comunale della cittadina<sup><a href=\"#footnote_0_2840\" id=\"identifier_0_2840\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Documento segnalatomi dal dott. Massimo Tricamo, che ringrazio. Un ringraziamento va alla dott. Roberta Civiletto, per i preziosi suggerimenti.\">1<\/a><\/sup>, costituisce un ulteriore tassello. Si tratta della stima del letto che don Giuseppe Farao, nobile calabrese, fa effettuare in occasione del suo matrimonio con donna Maria Rosaria D\u2019Amico, celebrato nel 1791 nella chiesa di S.Maria Maggiore, a un passo dalla residenza di famiglia, il palazzo D\u2019Amico, sito sul lungomare Garibaldi e oggi dimora di rappresentanza del Comune (<a title=\"Fig. 1. Ignoto pittore siciliano, &lt;i&gt;Stemma D\u2019Amico-Carrozza&lt;\/i&gt;, affresco, inizi sec.XIX , Milazzo, Palazzo D\u2019Amico.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/dam01.jpg\">Fig. 1<\/a>). E\u2019 verisimile che il letto fosse stato commissionato dal padre della sposa, il marchese don Tommaso Mariano D\u2019Amico (<a title=\"Fig. 2. Ignoto pittore siciliano(?), &lt;i&gt;Ritratto di don Cesare Mariano D\u2019Amico&lt;\/i&gt;, olio su tela, sec.XVIII, collezione privata; si tratta di un altro componente della nobile famiglia milazzese.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/dam02.jpg\">Fig. 2<\/a>), secondo un\u2019usanza diffusa presso l\u2019aristocrazia siciliana e viva a tutt\u2019oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poco \u00e8 rimasto nell\u2019Isola di questa tipologia di sontuosi elementi d\u2019arredo, realizzati in massima parte in tessuti pregiati e sovente impreziositi da ricamo. La ricerca d\u2019archivio ha evidenziato che a Palermo era diffuso, agli inizi del \u2018700, il \u201cletto in aria alla francese\u201d<sup><a href=\"#footnote_1_2840\" id=\"identifier_1_2840\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. D&rsquo;Amico, Appunti per una storia del ricamo palermitano in et&agrave; barocca. La committenza nobiliare , in Splendori di Sicilia.Arti decorative dal Rinascimento al Barocco, a cura di M.C.Di Natale,Vicenza 2001, pp.204-221, p.216.\">2<\/a><\/sup>, probabilmente riferentesi al letto con baldacchino rettangolare applicato alla testiera, ispirato agli elegantissimi prototipi di Versailles, ancora ravvisabile in rari palazzi palermitani o in alcuni collages in seta della Galleria Regionale della Sicilia (<a title=\"Fig. 3. Mario Fici, &lt;i&gt;Il principe d\u2019Aragona in soggiorno&lt;\/i&gt;, collage polimaterico, II met\u00e0 sec.XVIII (part.), Palermo, Galleria Regionale della Sicilia.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/dam03.jpg\">Fig. 3<\/a>)<sup><a href=\"#footnote_2_2840\" id=\"identifier_2_2840\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. D&rsquo;Amico, in Artificio e Realt&agrave;. Collages palermitani del tardo Settecento ,&nbsp; a cura di V.Abbate&nbsp; E. D&rsquo;Amico, Palermo 1992, cat. 3.\">3<\/a><\/sup>; mentre negli ultimi decenni del secolo era frequente il letto \u201call\u2019imperiale\u201d<sup><a href=\"#footnote_3_2840\" id=\"identifier_3_2840\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. D&rsquo;Amico, Appunti per una storia del ricamo&hellip;,2001.\">4<\/a><\/sup>, \u00a0indicante a questa data probabilmente il letto \u201calla polonaise\u201d, con baldacchino a cupola in stile neoclassico, come era quello di palazzo Belmonte, riprodotto in un altro prezioso collage della stessa Galleria (1785)<sup><a href=\"#footnote_4_2840\" id=\"identifier_4_2840\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. D&rsquo;Amico, in Artificio e Realt&agrave;&hellip;, 1992, cat. 9.\">5<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 4. Gaetano Ognibene, &lt;i&gt;La principessa di Belmonte in soggiorno&lt;\/i&gt;, collage polimaterico, 1785 (part.), Palermo, Galleria Regionale della Sicilia.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/dam04.jpg\">Fig. 4<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il manufatto milazzese, la cui stima ci d\u00e0 precise indicazioni sulla foggia e i materiali di cui era composto, sembra riallacciarsi alla pi\u00f9 tradizionale tipologia del letto \u201calla duchesse\u201d, di stile Luigi XIV, con baldacchino quadrangolare delle stesse dimensioni del letto e chiuso da quattro cortinaggi di tessuto pregiato<sup><a href=\"#footnote_5_2840\" id=\"identifier_5_2840\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Antiquariato. Enciclopedia delle arti decorative, diretta da A. Gonzales Palacios, III, Milano 1981, vol.3 (ad vocem).\">6<\/a><\/sup>, ancora visibile in alcuni sontuosi esemplari extra-isolani dell\u2019ultimo trentennio del secolo (<a title=\"Fig. 5. Maestranze lucchesi, Letto in damasco rosso, II met\u00e0 sec.XVIII, Lucca, Museo di Palazzo Mansi (dal sito internet: Letto a baldacchino. Restauro e studio tessili. Ditta Digilio-Cambini).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/dam05.jpg\">Fig. 5<\/a>). Esso infatti \u00a0\u00e8 composto di <em>Domasco scremisi per i quattro portaloni e frisi<\/em>, <em>Trizzanello per fodera delli suddetti\u2026 , Richamo della cutra in oro e sita, Rochamo della spalera oro e sita, Melton color di perla per la coltra, Tila di Francia per fodera\u2026,<\/em> <em>molla per lo celo\u2026,<\/em> <em>Tila di Francia per il medesimo<\/em>, <em>melton\u2026 per le frise<\/em> .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inusitato \u00e8 il termine <em>melton<\/em> (dal francese <em>molleton<\/em>?), che si potrebbe riferire a una sorta di tessuto felpato usato per le trapunte, ma anche al panno di lana Melton del tempo, mentre poca differenza vi \u00e8 fra la <em>molla<\/em> (seta leggera) e il <em>trizzanelo<\/em> o <em>terzanello<\/em>, tessuto \u00a0onnipresente all\u2019epoca, indicante un taffetas di qualit\u00e0 corrente, molto usato per le fodere . Il letto \u00e8 anche dotato di varie tipologie di passamanerie, dalle frange \u2013 <em>frinza a bastonetto, frinza piccola di Milano, frinzone in seta e oro<\/em>-, al <em>gallone di oro<\/em>, ai <em>frisi<\/em> (sorta di decori intrecciati o inanellati), ai <em>fiochi di oro e lazo,<\/em> e ancora rifinito di <em> sita cordella buchole e altre finimenti<\/em>.Vi sono inoltre due bordure pi\u00f9 grandi, una<em> intera di fora tutta in oro <\/em>, l\u2019altra<em> del letto di sita e oro . <\/em>I ricami, in oro e seta, sono apposti sia sulla <em>cutra<\/em> (coltre) che sulla <em>spalera<\/em> (spalliera), come ravvisabile nei suddetti esemplari del tempo, \u00a0ma anche in cortinaggi siciliani dello stesso periodo (<a title=\"Fig. 6. Manifatture siciliane, Drappo in seta verde con ricami in oro, II met\u00e0 sec.XVIII (part.), Palermo, Galleria Regionale della Sicilia.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/dam06.jpg\">Fig. 6<\/a>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 verisimile che i materiali tessili, in particolare il damasco cremisi adoperato per il corpo principale del letto, fossero stati acquistati nelle rinomate drapperie di Messina, che, fra \u2018600 e \u2018700, ne producevano una eccellente qualit\u00e0 (<a title=\"Fig. 7. Manifattura messinese, &lt;i&gt;Piviale in damasco rosso&lt;\/i&gt;, inizi sec.XVIII (part.), Acireale, chiesa di S. Sebastiano.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/dam07.jpg\">Fig. 7<\/a>)<sup><a href=\"#footnote_6_2840\" id=\"identifier_6_2840\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"R. Orsi Landini, Damaschi di Sicilia, in La seta e la Sicilia, a cura di C. Ciolino, Messina 2002, pp. 41-48.\">7<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il documento milazzese viene firmato dai mastri Diego Lo Curcio e Gaspare Providenti, sconosciuti artigiani locali del settore tessile (tappezzieri?). Il letto, che risulta alla fine del valore complessivo di oltre 325 onze, ci d\u00e0 la misura della ricchezza e del fasto raggiunti da questi manufatti pure in ambito messinese, testimoniando l\u2019attaccamento alle fogge tradizionali da parte della nobilt\u00e0 locale, fino almeno allo scorcio del XVIII secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Appendice documentaria<\/strong><\/p>\n<p>Milazzo, Archivio storico comunale \u2013 Biblioteca comunale. Fondo D\u2019Amico-Faranda<\/p>\n<p><em>Copia pregestationis Capitulorum Matrimonialium fatta per Don Joseph Farao<\/em><\/p>\n<p><em>Prezzo di un letto di domasco cremisi foderato di trizzanella a colore di perla riccamato in oro e sita con soi finimenti di frinzone di oro come seque<\/em><\/p>\n<p><em>In primis<\/em><\/p>\n<p><em>Melton color di perla per la coltra\u00a0\u00a0\u00a0 c.6,2 alla raggione di onza una la canna \u2026o.6,7,10<\/em><\/p>\n<p><em>Tila di francia per fodera della medesima\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u2026o.1,4<\/em><\/p>\n<p><em>Pi\u00f9 molla per lo celo del cortinaggio come sopra a colore di perla c.9,4\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u2026o.9,15<\/em><\/p>\n<p><em>Tila di francia per il medesimo\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u2026o.1,25<\/em><\/p>\n<p><em>Melton \u00a0colore di perla per le frise\u00a0\u00a0 c.3,4\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u2026o.3,15<\/em><\/p>\n<p><em>Fodera di trizzanello cremisi e tila di francia\u00a0 per il friscio\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u2026o.1,20<\/em><\/p>\n<p><em>Domasco scremisi per le quatro portalone e frisi\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0c.31 a tt.50 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u2026o.51,20<\/em><\/p>\n<p><em>Trizzanello per fodira delli sudetti portalone\u00a0\u00a0 friso\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 c.31\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u2026o.16,17<\/em><\/p>\n<p><em>Frinzza di oro a bastonetto\u00a0\u00a0 c.12 raggionata per onzzi 24 di peso\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u2026o.16<\/em><\/p>\n<p><em>Gallone di oro canni 3\u00a0\u00a0 per onzi otto di peso\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u2026o.5,10<\/em><\/p>\n<p><em>Frinzza piccola\u00a0\u00a0 c.10,4 di milano di oro di peso onzi 15\u00a0 a tt.18\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u2026o.10<\/em><\/p>\n<p><em>Bordura intera di fora tutta in oro\u00a0 c.116,94<\/em><\/p>\n<p><em>Bordura del letto di sita e oro\u00a0 c.10 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u2026o.40<\/em><\/p>\n<p><em>Richamo della cutra in oro e sita\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u2026o.20<\/em><\/p>\n<p><em>Rochamo della spalera oro e sita\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u2026o.20<\/em><\/p>\n<p><em>Per fiochi dioro e lazzo\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u2026o.8<\/em><\/p>\n<p><em>Mastria di sita cordella buchole e altre finimenti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0&#8230;o.10<\/em><\/p>\n<p><em> &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/em><\/p>\n<p><em> o.325,13,10<\/em><\/p>\n<p><em>Mastro Diego Lo Curcio<\/em><\/p>\n<p><em>Mastro Gaspare Providenti<\/em><\/p>\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_2840\" class=\"footnote\">Documento segnalatomi dal dott. Massimo Tricamo, che ringrazio. Un ringraziamento va alla dott. Roberta Civiletto, per i preziosi suggerimenti.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_2840\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_2840\" class=\"footnote\">E. D\u2019Amico, <em>Appunti per una storia del ricamo palermitano in et\u00e0 barocca. La committenza nobiliare<\/em> , in <em>Splendori di Sicilia.Arti decorative dal Rinascimento al Barocco<\/em>, a cura di M.C.Di Natale,Vicenza 2001, pp.204-221, p.216.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_2840\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_2_2840\" class=\"footnote\">E. D\u2019Amico, in <em>Artificio e Realt\u00e0. Collages palermitani del tardo Settecento<\/em> ,\u00a0 a cura di V.Abbate\u00a0 E. D\u2019Amico, Palermo 1992, cat. 3.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_2_2840\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_3_2840\" class=\"footnote\">E. D\u2019Amico, <em>Appunti per una storia del ricamo<\/em>\u2026,2001.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_3_2840\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_4_2840\" class=\"footnote\">E. D\u2019Amico, in <em>Artificio e Realt\u00e0<\/em>\u2026,<em> <\/em>1992, cat. 9.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_4_2840\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_5_2840\" class=\"footnote\"><em>Antiquariato.<\/em><em> Enciclopedia delle arti decorative<\/em>, diretta da A. Gonzales Palacios, III, Milano 1981, vol.3 (<em>ad vocem<\/em>).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_5_2840\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_6_2840\" class=\"footnote\">R. Orsi Landini, <em>Damaschi di Sicilia<\/em>, in <em>La seta e la Sicilia<\/em>, a cura di C. Ciolino, Messina 2002, pp. 41-48.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_6_2840\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>elvi.damico@alice.it Un documento inedito sugli arredi siciliani del secolo XVIII. Il letto della figlia del marchese D\u2019Amico (1791) DOI: 10.7431\/RIV15092017 Nel panorama degli studi sugli <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=2840\" title=\"Elvira D&#8217;Amico\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2954,"menu_order":9,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2840"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2840"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2840\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2902,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2840\/revisions\/2902"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2954"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2840"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}