{"id":2732,"date":"2016-12-30T01:16:53","date_gmt":"2016-12-30T01:16:53","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=2732"},"modified":"2017-06-29T07:01:40","modified_gmt":"2017-06-29T07:01:40","slug":"andrea-massimo-basana","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=2732","title":{"rendered":"Andrea Massimo Basana"},"content":{"rendered":"<p>feone@hotmail.it<\/p>\n<h3>Gli arredi umbertini dei Fratelli Testolini<\/h3>\n<p>DOI: 10.7431\/RIV14112016<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Fratelli Testolini<sup><a href=\"#footnote_0_2732\" id=\"identifier_0_2732\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per altre informazioni sulla Fratelli Testolini si rimanda agli articoli comparsi sulla medesima rivista, La ditta dei Fratelli Testolini N. 12 dicembre 2015, e Le porcellane dei Fratelli Testolini N. 13 giugno 2016.\">1<\/a><\/sup> vide i propri natali nella Venezia del 1847<sup><a href=\"#footnote_1_2732\" id=\"identifier_1_2732\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. Aldo Bova, Rossella Junk, Puccio Migliaccio, I colori di Murano nell&rsquo;800, Arsenale Editore, Venezia, 1999, p. 47.\">2<\/a><\/sup>. La ditta crebbe e rese solida la propria posizione nel mercato in un periodo di enorme fermento culturale e produttivo per la capitale lagunare, dovuto sia all\u2019allentarsi della pressione fiscale del governo austro-ungarico attuato alla met\u00e0 del XIX secolo, sia alle maggiori agevolazioni economiche ottenute poi con l\u2019annessione di Venezia al Regno d\u2019Italia<sup><a href=\"#footnote_2_2732\" id=\"identifier_2_2732\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. M. Isnenghi &ndash; S. Wolf, Storia di Venezia: l&rsquo;800 e il &rsquo;900, Istituto dell&rsquo;Enciclopedia italiana, Roma 2002, pp. 950-966.\">3<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Fratelli Testolini si affacci\u00f2 al mercato veneziano proponendo uno tra i maggiori prodotti richiesti ed apprezzati all\u2019epoca: la mobilia virtuosistica. Il successo di tale azienda fu dovuto alla grande solerzia con cui essa promosse le proprie creazioni, presenziando a tutte le mostre nazionali ed internazionali e alle esposizioni universali, ricevendo sempre note d\u2019encomio e medaglie<sup><a href=\"#footnote_3_2732\" id=\"identifier_3_2732\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. A. Bova &ndash; R. Junk &ndash; P. Migliaccio, I colori di Murano&hellip;, 1999, p. 46.\">4<\/a><\/sup>. Pienamente consapevole del prestigio di tali riconoscimenti, la ditta appose i premi vinti in una panoplia di medaglie sui cataloghi a stampa e sui biglietti da visita<sup><a href=\"#footnote_4_2732\" id=\"identifier_4_2732\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. Bova &ndash; R. Junk &ndash; P. Migliaccio, I colori di Murano&hellip;, 1999, p. 47.\">5<\/a><\/sup>. Tale prestigio venne maggiormente suffragato dal Cavalierato prima e dal conferimento poi del titolo di Ufficiali dell\u2019Ordine della Corona assegnato loro da Re Umberto I precedentemente al 1896<sup><a href=\"#footnote_5_2732\" id=\"identifier_5_2732\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr . Anonima, Guida di Venezia, Tipografia Benelli e Gambi, Firenze, 1896 p. 3.\">6<\/a><\/sup>. Oltre a tali titoli venne loro concesso di effigiarsi degli stemmi dei sovrani e dei principi sabaudi, dei duchi d\u2019Aosta e dei sovrani spagnoli, a riconoscimento dell\u2019apprezzamento per i prodotti da loro acquistati<sup><a href=\"#footnote_6_2732\" id=\"identifier_6_2732\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Anonima, Guida di Venezia&hellip;, 1896, p. 2.\">7<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fama dell\u2019azienda crebbe anche grazie al sodalizio sancito sin dagli albori con la ditta Antonio Salviati, fondata a Londra nel 1866 da Antonio Salviati, dal diplomatico Sir Austen Henry Layard e dallo storico William Drake<sup><a href=\"#footnote_7_2732\" id=\"identifier_7_2732\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. A. Bova, P. Migliaccio, Vetri artistici, Antonio Salviati e la Compagnia Venezia Murano, Marsilio, Venezia, 2011, p. 20.\">8<\/a><\/sup>. Tale legame fu maggiormente rafforzato nel 1896, quando per un periodo di ristagno economico la Salviati, la Testolini, la Jesurum ed altre aziende minori operanti a Venezia, decisero di fondersi sotto il nome di Salviati Jesurum &amp; Co. Importante risulta notare che, seppur formalmente la Fratelli Testolini veda scomparire dall\u2019intestazione il proprio nome, quest\u2019ultimo da quell\u2019anno sia comunque riportato in tutte le guide commerciali appena al di sotto del nome principale, con la specifica della loro produzione di mobilia artistica, dato che ulteriormente dimostra quanto tale ditta e la sua attivit\u00e0 fossero importanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il prestigio della Fratelli Testolini era dimostrato dal numero di sedi espositive e negozi che vendevano i loro prodotti: se infatti il connubio con Antonio Salviati aveva portato a far vendere i loro pezzi nei negozi di Londra, Parigi, New York, Boston e di tutte le altri succursali<sup><a href=\"#footnote_8_2732\" id=\"identifier_8_2732\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. Bova, P. Migliaccio, Vetri artistici&hellip;, 2011, p. 45.\">9<\/a><\/sup>, i Testolini potevano vantare sedi di vendita sotto la loro direzione anche a Firenze, ma soprattutto in zone nevralgiche di Venezia sulle quali spiccava la loro sede principale di ben tre piani al centro delle Procuratie Vecchie a Piazza S. Marco. Tale prestigio premise loro di protrarre la propria attivit\u00e0 sino agli inoltrati anni \u201930. Da ricordare che tutti i grandi maestri del mobile intagliato veneziano lavorarono per i Fratelli Testolini, da Toso, a Del Tedesco, a Cadorin per finire con il grande Besarel<sup><a href=\"#footnote_9_2732\" id=\"identifier_9_2732\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Testimonianza orale di Ester Cason Angelini, discendente di Valentino Panciera Besarel.\">10<\/a><\/sup>, il quale collabor\u00f2 con loro nei suoi primi anni di attivit\u00e0 veneziana. Molto interessante risulta notare che il successo degli arredi che andremo a breve a trattare, fece si che anche Besarel adottasse nella sua produzione tale tipologia di mobilio, grazie anche alla fluidit\u00e0 con cui i Testolini erano soliti concedere\u00a0 i propri modelli ai pi\u00f9 valenti collaboratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mobilio che tratteremo risulta quello pi\u00f9 apprezzato a livello italiano, ed in particolar modo nella zona veneta. Questa produzione interessava tutta quella tipologia di arredi da seduta e da appoggio atta a creare i \u201csalottini completi\u201d che tanto erano in voga tra la seconda met\u00e0 dell\u2019800 ed i primi del \u2018900, e che comprendevano divani, sedie, poltrone, <em>confident<\/em>, <em>borne<\/em>, tavolini da t\u00e8, consolle e specchiere; a tali arredi non di rado venivano associate vetrine, fioriere e\u00a0 piccoli tavolini di fantasia, di cui i Testolini disponevano di una vasta gamma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa tipologia di arredi incarna appieno quello che nel mercato antiquario si associa alla produzione di epoca umbertina, cio\u00e8 quella tipologia di mobilia costituita da elementi seriali torniti e da elementi intagliati di realizzazione, seppur ancora artigianale, ormai quasi seriale. Bench\u00e9 i Testolini comprendessero molto bene il potenziale di una produzione su ampia scala e per tal ragione sfruttassero tutte le innovazioni che il progresso offriva loro, non caddero mai nella ripetitiva banalit\u00e0, ideando modelli di arredi che sposassero al contempo la tradizione artigianale veneziana e le innovazioni industriali. Non inopportuno risulter\u00e0 analizzare nel dettaglio i vari capi di tale tipologia di mobilia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La poltrona (<a title=\"Fig. 1. Poltroncine in legno noce intagliato e dorato (doratura successiva) fine del XIX secolo, Fratelli Testolini, Venezia, collezione privata.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/bas01.jpg\">Fig. 1<\/a>), elemento <em>princeps<\/em> di riferimento in ogni fornitura da salotto, \u00e8 costituita da una spalliera a semicerchio decorata sul piano da grandi tralci di fogliame a bassorilievo; su di essa trova posto nella parte mediana una decorazione a tuttotondo in foggia testa di florido putto o di giovinetta dalla bella cappa pieghettata (non di rado questo elemento pu\u00f2 venir sostituito da una coppia di teste di putto). La spalliera risulta sostenuta da elementi torniti che senza soluzione di continuit\u00e0 confluiscono nei sostegni d\u2019appoggio, innestandosi nella parte mediana alle traverse della seduta. Nei modelli pi\u00f9 elaborati i supporti della spalliera vengono sostituiti da figure di putti a tuttotondo. Interessante risulta notare come l\u2019asse della seduta di forma quadrangolare venga ruotato divenendo romboidale, cosa messa in risalto dalla presenza di un balaustro di sostegno nella parte frontale. La seduta trova sostegno su quattro elementi identici intagliati simmetricamente a riccioli e fogliame. Due cartelle intagliate con grifoni in posa araldica, con funzione puramente decorativa, vanno infine ad innestarsi tra lo schienale e la seduta, rendendo l\u2019insieme meno fragile visivamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla medesima tipologia si ricalcano gli altri arredi. Il divano (<a title=\"Fig. 2. Divanetto in legno noce intagliato, prima met\u00e0 del '900, Vincenzo Cadorin per i Fratelli Testolini, Venezia, collezione privata.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/bas02.jpg\">Fig. 2<\/a>), di solito a tre posti, si distingue in particolare per la decorazione della parte sommitale dello schienale, la quale risulta esser costituita con maggior frequenza da due draghi disposti in maniera simmetrica ad uno stemma centrale; a tale tipologia di decorazione si accostano un grande numero di varianti che includono elementi antropomorfi e mitologici. La cartella centrale risulta assai pi\u00f9 elaborata e in quasi tutti i casi decorata da un capo leonino. Fastigio e cartella risultano invece assenti nel divano a due posti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interessante risulta il <em>borne <\/em>(<a title=\"Fig. 3. Fotografia dal catalogo di bottega Fratelli Testolini raffigurante un borne,     1880 ca., Venezia, propriet\u00e0 dello scrivente.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/bas03.jpg\">Fig. 3<\/a>), di forma cilindrica, per l\u2019insolito schienale a X decorato da cartelle con grifoni araldici che divide in quattro elementi a spicchio la seduta altrimenti circolare. Questo inusuale elemento risulta infine decorato nel punto d\u2019intersezione da un insieme scolpito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <em>confident<\/em> (<a title=\"Fig. 4. Confident in legno di noce intagliato, Fratelli Testolini, fine del XIX secolo, USA, Anthony\u2019s fine art antiques.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/bas04.jpg\">Fig. 4<\/a>) si presenta invece piuttosto elementare nella sua soluzione compositiva, essendo creato dall\u2019opposizione di due poltrone condividenti un sostegno laterale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tavolino da t\u00e8 (<a title=\"Fig. 5. Tavolino da t\u00e8 in legno di faggio intagliato e patinato, Fratelli Testolini, , ultimi anni del XIX secolo, Venezia, collezione privata.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/bas05.jpg\">Fig. 5<\/a>), che riprende in forma maggiormente sviluppata per i sostegni il motivo a grifoni delle cartelle dei mobili da seduta, viene consolidato da un puntapiedi a doppia C che, imperniato ai balaustri torniti, viene enfatizzato da elementi fogliacei a bassorilievo e da una testina scolpita posta nell\u2019intersezione dei due elementi che lo compongono. Degno di nota il ripiano di forma sagomata, decorato da una fitto disegno inciso di foglie e volute che si dipanano da un rosone centrale (<a title=\"Fig. 6. Tavolino in legno di faggio intagliato e patinato (ripiano), Fratelli Testolini, ultimi anni del XIX secolo, Venezia, collezione privata.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/bas06.jpg\">Fig. 6<\/a>). Interessante risulta notare che tale tipo di decorazione verr\u00e0 sostituita nel \u2018900 con una pi\u00f9 semplice decorazione floreale che lascer\u00e0 libera buona parte della superficie (<a title=\"Fig. 7. Particolare della consolle di Fig. 9, legno di noce  intagliato, Vincenzo Cadorin per i Fratelli Testolini, prima met\u00e0 del '900, Venezia, collezione privata.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/bas07.jpg\">Fig. 7<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sedie (<a title=\"Fig. 8. Sedia in legno di noce intagliato e dorato (doratura successiva) fine del XIX secolo, Fratelli Testolini, Venezia, collezione privata.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/bas08.jpg\">Fig. 8<\/a>), dalla struttura tradizionale, decorate da cartelle a grifoni e da intagli a bassorilievo in perfetto abbinato agli altri pezzi, si caratterizzano per la parte sommitale dello schienale decorata da una testa muliebre scolpita nel massello del montante e non riportata come nei precedenti casi. Tale elemento viene enfatizzato da due piccoli pinnacoli laterali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ultimo arredo nato come elemento d\u2019insieme \u00e8 la consolle (<a title=\"Fig. 9. Consolle in legno di noce  intagliato, Vincenzo Cadorin per i Fratelli Testolini, prima met\u00e0 del '900, Venezia, collezione privata.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/bas09.jpg\">Fig. 9<\/a>), con relativa specchiera: essa per\u00f2 non si discosta molto dalla produzione comune, caratterizzandosi solo per gli elementi decorativi che la legano ai precedenti arredi. Se la specchiera per la produzione aulica non risulti di particolare interesse se non per il pregio dell\u2019ornato e la raffinatezza dell\u2019esecuzione, di estremo interesse si rivela invece quella eseguita per la produzione meno elitaria (<a title=\"Fig. 10. Specchiera in legno di faggio intagliato,  Fratelli Testolini, inizi del XX secolo.  Venezia, Mercato antiquario.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/bas10.jpg\">Fig. 10<\/a>), essendo il modello impiegato alquanto originale. Esso infatti risulta costituito da due lunghi elementi torniti coesi nella parte sommitale e finale da due elementi ad intaglio decorati da volute e fogliame, tra i quali trova posto una lineare battuta, scostata dagli elementi torniti, che accoglie lo specchio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019aspetto piacevole e il copioso apparato decorativo di questi arredi trovarono il favore di moltissimi acquirenti sia stranieri che italiani e, cosa da sottolineare, anche veneziani: ne sono lampante esempio il numero estremamente nutrito di esemplari reperibile sul mercato veneziano, italiano ed estero. La fortuna di tale modello ci viene testimoniata anche dalle varianti delle strutture decorative applicate ad esso: ve ne sono ben sei nel solo catalogo di bottega<sup><a href=\"#footnote_10_2732\" id=\"identifier_10_2732\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Il catalogo &egrave; di propriet&agrave; dello scrivente.\">11<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 11. Fotografia dal catalogo di bottega Fratelli Testolini raffigurante una variazione sul modello, 1880 ca., Venezia, propriet\u00e0 dello scrivente.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/bas11.jpg\">Figg. 11<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 12. Fotografia dal catalogo di bottega Fratelli Testolini raffigurante una variazione sul modello, 1880 ca., Venezia, propriet\u00e0 dello scrivente.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/bas12.jpg\">12<\/a>), alle quali si debbono aggiungere tutte quelle variazioni eseguite su specifica commissione e realizzate spesso in un solo esemplare, reperibili con buona frequenza sul mercato antiquario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per rendere accessibili tali arredi a quasi tutte le fasce sociali, mantenendone per\u00f2 inalterato e riconoscibile il modello, si adottarono vari stratagemmi, andando a creare vari gradi di finitura e di investimento di essenze, passando da una produzione di estrema perizia, accuratezza e solidit\u00e0 ad una via via sempre meno rifinita e di qualit\u00e0. Nella produzione pi\u00f9 prestigiosa si trovano sostegni in foggia di putti, grande ricchezza di dettagli, estrema accuratezza di realizzazioni elementi decorativi intagliati a tuttotondo, dimensioni non contenute e considerevoli masselli di noce. Da tale produzione di alto livello, tuttavia, man mano si scema sino ad arrivare a capi di fattura davvero discutibile. Primo elemento a venir meno sono i sostegni in foggia di putti, sostituiti dai pi\u00f9 economici balaustri torniti; a questo segue la sempre minor perizia nella realizzazione dei dettagli, che divengono sempre pi\u00f9 schematici e spigolosi, e molto spesso gli elementi decorativi intagliati trovano una decorazione nella sola parte frontalmente. Le strutture invece, se nelle realizzazioni pi\u00f9 accurate non vedono tentativi di economia negli elementi strutturali e decorativi, nelle versioni di minor pregio vengono resi sempre pi\u00f9 esili, portando per tal motivo all\u2019inserimento di rinforzi angolari al di sotto delle sedute e contemporaneamente al sempre maggior contenimento dei volumi degli arredi. Non di rado viene sostituito il legno di noce, essenza <em>princeps<\/em> dell\u2019ebanisteria Testolini, con il pi\u00f9 economico e facile alla lavorazione noce satin, quando non addirittura con il legno di faggio. In base alla richiesta tali arredi potevano ricevere la finitura che pi\u00f9 si riteneva gradita, dalla semplice lucidatura a gommalacca, alla quale spesso faceva da finitura la lumeggiatura in oro, alla tintura, all\u2019ebanizzatura e alla doratura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se tale mobilia venne molto apprezzata dalla borghesia dell\u2019epoca di condizioni economiche pi\u00f9 o meno agiate non venne per tal motivo disdegnata dalla classe sociale pi\u00f9 in vista. A comprova di ci\u00f2 ne danno il massimo esempio gli arredi ancora presenti a palazzo Pecci a Carpineto Romano, residenza della famiglia dei conti Pecci, la quale diede all\u2019Italia illustrissimi personaggi tra cui papa Leone XIII, dove molte delle sue sale risultano arredate con mobilia di produzione Testolini tra cui anche uno dei salottini di nostro interesse. Tali arredi, come ci da testimonianza Caterina Pecci, discendente di tale famiglia<sup><a href=\"#footnote_11_2732\" id=\"identifier_11_2732\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Testimonianza orale rilasciata per la trasmissione televisiva Piano Nobile, nella puntata 25\/08\/2014.\">12<\/a><\/sup>, vennero acquistati da Heleda Castrignano Pecci, moglie di Giovanni Battista Pecci, pronipote di papa Leone XIII. Ella, di origini venete, di certo ben conosceva ed apprezzava la produzione dei Fratelli Testolini, tanto da scegliere le loro creazioni nei lavori di riarredo e manutenzione da lei intrapresi per ridonare lustro ed eleganza alle residenze di famiglia del consorte. Altra figura di enorme importanza che acquist\u00f2 arredi dai Testolini fu il grande compositore Giuseppe Verdi; purtroppo non sappiamo in quale circostanza egli diede la sua preferenza alle loro creazioni, ma possiamo ammirare un loro <em>confident<\/em> della tipologia da noi trattata, oltre che altri complementi d\u2019arredo di mano Testolini, nella sua villa di Sant\u2019Agata a Villanova sull&#8217;Arda, in provincia di Piacenza. Come abbiamo in precedenza detto, le creazioni Testolini trovavano diffusione anche a livello globale, e tali arredi ebbero all\u2019estero un certo successo tra il pubblico pi\u00f9 in vista: esempio lampante ne sono la coppia di poltroncine di nostro interesse un tempo presenti, insieme ad altri arredi Testolini, nel castello di Moulbaox in Belgio, propriet\u00e0 dell\u2019importante famiglia dei conti d\u2019Ursel e seppur acquistate quando ormai la Fratelli Testolini aveva cessato la propria attivit\u00e0 dovettero avere comunque enorme risonanza la coppia di poltroncine scelte da Marilin Monroe per la sua casa di Los Angeles ed immortalate con lei da Allan Grant nel luglio 1962, per accompagnare l\u2019articolo incentrato su di lei scritto da Richard Meryman<sup><a href=\"#footnote_12_2732\" id=\"identifier_12_2732\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"http:\/\/www.juliensauctions.com\/press\/2010\/marilyn-monroe.html\">13<\/a><\/sup>, (<a title=\"Fig. 13. Marilyn Monroe nella foto di Allan Grant apparsa su Life nel 1962, accanto la poltroncina Fratelli Testolini, (una di due), in noce intagliato della fine del XIX secolo, propriet\u00e0 dell\u2019attrice, USA Julien\u2019s Entertainment Memorabilia Auction 2010.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/bas13.jpg\">Fig. 13<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente tali arredi, come si \u00e8 detto, erano molto diffusi anche tra la popolazione veneta e veneziana: due significative testimonianze risultano i pezzi realizzati per la dimora veneziana dei conti Balestra, i quali tra i vari arredi commissionati ai Testolini richiesero anche la realizzazione di una fornitura da salotto della nostra tipologia<sup><a href=\"#footnote_13_2732\" id=\"identifier_13_2732\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. Eliodoro Angelini(1883-1964): da ebanista veneziano a reduce di Caporetto, a cura di S. Miscellaneo, Archivio storico di Belluno Feltre e Cadore&rdquo; LXXXVI, (2015), 357, Tipografia Piave, Belluno, 2015 pp. 15-18.\">14<\/a><\/sup>. Assai pi\u00f9 significativi si rivelano gli arredi eseguiti per un\u2019importante famiglia dell\u2019alta borghesia veneziana<sup><a href=\"#footnote_14_2732\" id=\"identifier_14_2732\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"La famiglia desidera rimanere anonima per motivi di privacy.\">15<\/a><\/sup>. Tale fornitura, che consta di una <em>suite<\/em> completa da salotto, \u00e8 composta di divano, due poltrone, due sedie, tavolino, consolle e relativa specchiera, alle quali si aggiungono un secondo divano, di foggia leggermente pi\u00f9 semplificata, ed una ribalta. L\u2019importanza di tali arredi ci viene dal fatto che oltre ad essere della tipologia di realizzazione pi\u00f9 aulica, essi furono realizzati in subappalto per i Testolini dal noto ebanista Vincenzo Cadorin nella prima met\u00e0 del \u2019900, come ci restituisce pronta testimonianza il suo registro contabile. Era cosa assai abituale per tale ebanista ricevere dai Fratelli Testolini lavori in subappalto, come egli stesso ci racconta in una sua piccola autobiografia<sup><a href=\"#footnote_15_2732\" id=\"identifier_15_2732\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Tutto il materiale relativo a Vincenzo Cadorin &egrave; custodito dall&rsquo;ultima sua erede Ida Barbarigo Cadorin.\">16<\/a><\/sup>. Assai importante per tali arredi risulta il fatto che oltre a conoscerne l\u2019ebanista al quale venne subappaltato il lavoro, se ne conosce anche il nome di chi in maniera effettiva li realizz\u00f2: i fratelli Colpo, il cui nome ci viene tramandato grazie alla loro lontana parentela con la famiglia committente (Figg. <a title=\"Fig. 2. Divanetto in legno noce intagliato, prima met\u00e0 del '900, Vincenzo Cadorin per i Fratelli Testolini, Venezia, collezione privata.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/bas02.jpg\">2<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 7. Particolare della consolle di Fig. 9, legno di noce  intagliato, Vincenzo Cadorin per i Fratelli Testolini, prima met\u00e0 del '900, Venezia, collezione privata.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/bas07.jpg\">7<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 9. Consolle in legno di noce  intagliato, Vincenzo Cadorin per i Fratelli Testolini, prima met\u00e0 del '900, Venezia, collezione privata.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/bas09.jpg\">9<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 14. Sedia in legno di noce intagliato, Vincenzo Cadorin per i Fratelli Testolini, prima met\u00e0 del '900, Venezia, collezione privata.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/bas14.jpg\">14<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 15. Specchiera in legno di noce intagliato, Vincenzo Cadorin per i Fratelli Testolini, prima met\u00e0 del '900, Venezia, collezione privata.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/bas15.jpg\">15<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 16. Divano in legno di noce intagliato, Vincenzo Cadorin per i Fratelli Testolini, prima met\u00e0 del '900, Venezia, collezione privata.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/bas16.jpg\">16<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 17. Tavolino da t\u00e8 (particolare) in legno di noce intagliato, Vincenzo Cadorin per i Fratelli Testolini, prima met\u00e0 del '900, Venezia, collezione privata.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/bas17.jpg\">17<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 18. Ribalta in legno di noce  intagliato, Vincenzo Cadorin per i Fratelli Testolini, prima met\u00e0 del '900, Venezia, collezione privata.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/bas18.jpg\">18<\/a>) .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtroppo, come era accaduto per tutta la loro produzione, anche tale tipo di arredi aveva visto scolorire e veder dimenticato il nome del proprio produttore, venendo essi assegnati anche dalle pi\u00f9 importanti case d\u2019asta a nazioni e molto spesso ad epoche storiche davvero loro lontane, portando al protrarsi di fraintendimenti ed inesattezze che hanno sottratto il giusto merito e riconoscimento all\u2019ingegno e alla fantasia dei Fratelli Testolini.<\/p>\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_2732\" class=\"footnote\">Per altre informazioni sulla Fratelli Testolini si rimanda agli articoli comparsi sulla medesima rivista, <em>La ditta dei Fratelli Testolini<\/em> N. 12 dicembre 2015, e <em>Le porcellane dei Fratelli Testolini<\/em> N. 13 giugno 2016.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_2732\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_2732\" class=\"footnote\">Cfr. Aldo Bova, Rossella Junk, Puccio Migliaccio, <em>I colori di Murano nell\u2019800<\/em>, Arsenale Editore, Venezia, 1999, p. 47.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_2732\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_2_2732\" class=\"footnote\">Cfr. M. Isnenghi &#8211; S. Wolf, <em>Storia di Venezia: l\u2019800 e il \u2019900<\/em>, Istituto dell\u2019Enciclopedia italiana, Roma 2002, pp. 950-966.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_2_2732\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_3_2732\" class=\"footnote\">Cfr. A. Bova &#8211; R. Junk &#8211; P. Migliaccio, <em>I colori di Murano<\/em>&#8230;, 1999, p. 46.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_3_2732\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_4_2732\" class=\"footnote\">A. Bova &#8211; R. Junk &#8211; P. Migliaccio, <em>I colori di Murano<\/em>&#8230;, 1999, p. 47.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_4_2732\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_5_2732\" class=\"footnote\">Cfr . Anonima, <em>Guida di Venezia<\/em>, Tipografia Benelli e Gambi, Firenze, 1896 p. 3.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_5_2732\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_6_2732\" class=\"footnote\">Anonima, <em>Guida di Venezia<\/em>&#8230;, 1896, p. 2.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_6_2732\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_7_2732\" class=\"footnote\">Cfr. A. Bova, P. Migliaccio, <em>Vetri artistici, Antonio Salviati e la Compagnia Venezia Murano<\/em>, Marsilio, Venezia, 2011, p. 20.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_7_2732\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_8_2732\" class=\"footnote\">A. Bova, P. Migliaccio, <em>Vetri artistici<\/em>&#8230;, 2011, p. 45.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_8_2732\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_9_2732\" class=\"footnote\">Testimonianza orale di Ester Cason Angelini, discendente di Valentino Panciera Besarel.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_9_2732\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_10_2732\" class=\"footnote\">Il catalogo \u00e8 di propriet\u00e0 dello scrivente.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_10_2732\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_11_2732\" class=\"footnote\">Testimonianza orale rilasciata per la trasmissione televisiva <em>Piano Nobile<\/em>, nella puntata 25\/08\/2014.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_11_2732\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_12_2732\" class=\"footnote\"><a href=\"http:\/\/www.juliensauctions.com\/press\/2010\/marilyn-monroe.html\">http:\/\/www.juliensauctions.com\/press\/2010\/marilyn-monroe.html<\/a><span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_12_2732\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_13_2732\" class=\"footnote\">Cfr. <em>Eliodoro Angelini(1883-1964): da ebanista veneziano a reduce di Caporetto<\/em>, a cura di S. Miscellaneo, Archivio storico di Belluno Feltre e Cadore\u201d LXXXVI, (2015), 357, Tipografia Piave, Belluno, 2015 pp. 15-18.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_13_2732\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_14_2732\" class=\"footnote\">La famiglia desidera rimanere anonima per motivi di <em>privacy<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_14_2732\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_15_2732\" class=\"footnote\">Tutto il materiale relativo a Vincenzo Cadorin \u00e8 custodito dall\u2019ultima sua erede Ida Barbarigo Cadorin.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_15_2732\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>feone@hotmail.it Gli arredi umbertini dei Fratelli Testolini DOI: 10.7431\/RIV14112016 La Fratelli Testolini1 vide i propri natali nella Venezia del 18472. La ditta crebbe e rese <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=2732\" title=\"Andrea Massimo Basana\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2800,"menu_order":12,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2732"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2732"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2732\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2734,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2732\/revisions\/2734"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2800"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2732"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}