{"id":2728,"date":"2016-12-30T01:11:09","date_gmt":"2016-12-30T01:11:09","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=2728"},"modified":"2017-06-29T07:00:59","modified_gmt":"2017-06-29T07:00:59","slug":"leonardo-pisciotta","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=2728","title":{"rendered":"Leonardo Pisciotta"},"content":{"rendered":"<p>leonardo-pisciotta@libero.it<\/p>\n<h3>1834-37: \u201cIl Vapore\u201d e la moda a Palermo<\/h3>\n<p>DOI: 10.7431\/RIV14092016<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le prime pubblicazioni di moda, fin dal XVIII secolo, si ricollegano a quel giornalismo galante e letterario, rivolto ad un pubblico di donne o costituito per donne ben dotate di strumenti culturali. Rifacendosi a questa eredit\u00e0, alla fine del XVIII secolo alcuni giornali riservati al gentil sesso, tra la novella, l\u2019aneddoto e il \u201cvariet\u00e0\u201d, cominciarono ad inserire la rubrica di moda, scommettendo non senza rischi su un pubblico di lettrici ancora ristretto. Il \u201cCabinet des Modes\u201d, nato nel 1785 e pubblicato fino al 1793, pu\u00f2 essere considerato il precursore delle numerose testate che di l\u00ec a poco nacquero sia in Francia che in tutta Europa. In Italia il primo giornale illustrato di moda sar\u00e0 il \u201cGiornale delle Dame e delle Mode di Francia\u201d, pubblicato per la prima volta nel luglio 1786 presso la stamperia Pirola di Milano, un anno dopo la comparsa del \u201cCabinet\u201d francese e di cui segue palesemente il modello. Il periodico femminile costruito intorno al figurino di moda diverr\u00e0 soprattutto un\u2019impresa redditizia per il settore editoriale e, su imitazione delle pubblicazioni francesi, anche in Italia si avr\u00e0 un abbondante incremento della stampa di moda<sup><a href=\"#footnote_0_2728\" id=\"identifier_0_2728\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per soddisfare le esigenze di un pubblico femminile divenuto sempre pi&ugrave; numeroso ed attentissimo alle ultime novit&agrave;, una grande quantit&agrave; di riviste vede la luce nella prima met&agrave; del XX secolo. Oltre al successo del gi&agrave; ricordato milanese &ldquo;Giornale delle Dame e delle Mode di Francia&rdquo; e al prestigio raggiunto dal fiorentino &ldquo;Toelette&rdquo; (che, nato gi&agrave; nel 1770 e pur rivolgendosi ad un pubblico femminile, rispetto alle pubblicazioni coeve non presentava ancora sezioni legate esclusivamente alla moda se non per alcuni sporadici riferimenti), &ldquo;Il Piccolo Corriere delle Dame&rdquo; a Genova, il &ldquo;Giornale di Mode e di Aneddoti&rdquo;, &ldquo;Il Folletto&rdquo; e &ldquo;La Flora delle Mode&rdquo; a Firenze, &ldquo;L&rsquo;eco e &ldquo;Il Corriere delle Dame&rdquo; a Milano sono solo alcuni esempi di questo nascente e fortunato filone dell&rsquo;editoria italiana. Cfr. S. Franchini, Editori, lettrici e stampa di moda, Milano 2002, pp. 53-54. Cfr. anche M. Berengo, Intellettuali e librai nella Milano della Restaurazione, Torino 1980, pp. 208-210 e A. Gigli Marchetti, Le nuove dimensioni dell&rsquo;impresa editoriale, in Storia dell&rsquo;editoria nell&rsquo;Italia contemporanea, a cura di G. Turi, Firenze 1997, pp. 115-132.\">1<\/a><\/sup>. Per tutto il Settecento e l\u2019Ottocento (come anche nella prima met\u00e0 del secolo successivo) la Francia si fa portavoce di tendenze e da Parigi sopraggiungono tutte le proposte della \u201cmoda ufficiale\u201d attraverso pubblicazioni che, oltre a riportare i resoconti di balli e serate all\u2019opera, descrivono le <em>toilettes<\/em> delle principesse e delle nobildonne presenti ai principali eventi mondani, paladine del gusto estetico ottocentesco. Le riviste divengono una vera e propria opportunit\u00e0 per le donne del ceto borghese che, attraverso i figurini di moda e le riproduzioni a poco prezzo, possono aggiornarsi sulle nuove fogge e rinnovare i loro guardaroba. Il figurino inoltre divenne per sarte e modiste lo schema su cui basarsi per la riproduzione degli abiti pi\u00f9 in voga cos\u00ec che, in un momento in cui le trasformazioni delle fogge si avviavano verso una sempre pi\u00f9 rapida velocizzazione rispetto a quelle del passato e il conseguente fenomeno \u201cmoda\u201d prendeva il sopravvento, potevano venire incontro alle richieste di una sempre pi\u00f9 esigente clientela locale. Nella seconda met\u00e0 del secolo il figurino divenne una vera e propria forma pubblicitaria e consent\u00ec l\u2019acquisto per corrispondenza del modello raffigurato, da realizzare facilmente tra le mura domestiche<sup><a href=\"#footnote_1_2728\" id=\"identifier_1_2728\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. T. Boccherini, Figurini di moda in &ldquo;MCM, La Storia delle Cose, n. 3, settembre 1996, p. 18.\">2<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni \u201930 dell\u2019Ottocento anche a Palermo nascono alcune riviste rivolte ad un pubblico femminile. Tra queste, oltre al \u201cPassatempo per le dame\u201d gi\u00e0 ampiamente analizzato in altra sede\u201d<sup><a href=\"#footnote_2_2728\" id=\"identifier_2_2728\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L. Pisciotta, Il &ldquo;Passatempo&rdquo;, le dame e la moda in &ldquo; Kal&oacute;s. Arte in Sicilia&rdquo;, anno 17, n&deg; 1, gennaio-marzo 2005, pp. 26-31; L. Pisciotta, Per il gentil sesso in &ldquo;MCM. La storia delle cose&rdquo;, n&deg; 86, dicembre 2009, pp. 31-34.\">3<\/a><\/sup>, \u201cIl Vapore\u201d (<a title=\"Fig. 1. \u201cIl Vapore\u201d, 10 gennaio 1834.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/pis01.jpg\">Fig.<em> <\/em>1<\/a>) si distingue per l\u2019attenzione dedicata alla moda. La rivista, pubblicata presso la stamperia di Domenico Lao a Palermo, attraverso i figurini ci offre un prezioso documento per gli studi di storia del costume cos\u00ec da registrare dettagliatamente il mutamento del gusto avvenuto nella moda francese in quegli anni e la diffusione di tali fogge anche in Sicilia. L\u2019osservazione delle immagini di moda, i relativi commenti analitici e i possibili riscontri con esemplari coevi di abiti conservati, sono le principali fonti per lo studio dell\u2019abbigliamento e dei suoi mutamenti avvenuti in periodi pi\u00f9 o meno lunghi e, al tempo stesso, un notevole supporto alle ricerche che si indirizzano ad un pi\u00f9 circoscritto ambito locale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le notizie di attualit\u00e0, che gi\u00e0 nel \u201cPassatempo\u201d trovavano spazio nella sezione detta \u201cVariet\u00e0\u201d, ne \u201cIl Vapore\u201d si ritrovano in molteplici trafiletti dai titoli pi\u00f9 svariati. L\u2019espediente di raccogliere curiosit\u00e0 varie provenienti da ogni parte e i relativi commenti dei cronisti, era difatti una forte attrazione e diletto per le lettrici pi\u00f9 fedeli e possono ben considerarsi i precursori della odierna stampa scandalistica. Tra gli articoli dedicati all\u2019arte, alla letteratura, al teatro si ritrovano inoltre svariati consigli di bellezza, come ad esempio per quelle dame che vogliono mantenere un incarnato simile all&#8217;avorio o allontanare il pi\u00f9 possibile la formazione delle rughe, \u00abquei solchi con cui il tempo rivendica i suoi diritti e che sono loro continuo ricordo della loro vita trascorsa\u00bb<sup><a href=\"#footnote_3_2728\" id=\"identifier_3_2728\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"&ldquo;Il Vapore&rdquo;, 30 agosto 1834, pp. 196-197. Nella stessa sezione viene inoltre riportata una ricetta per appianare le rughe del viso che, esempio di bizzarra &ldquo;chirurgia estetica&rdquo; ottocentesca, vale la pena riportare: &laquo;Gettasi sopra una paletta di ferro arroventata un po&rsquo; di mirra in polvere e se ne riceve il fumo sul volto coprendosi la testa con un pannolino acci&ograve; non si perda. Ripetasi questa operazione tre volte di seguito, poi si arroventa di nuovo la paletta e vi si versa sopra una boccata di vino bianco, tenendovi sopra il capo coperto di un pannolino come la prima volta, e anche questa seconda operazione ripetesi tre volte successive. Si continua ogni giorno mattina e sera lo stesso, fino a che siasi ottenuto il buon effetto bramato. Molti, e noi fra quelli, stimeranno maggior male questa cura nojosa che le rughe, ma non tutti pensano a un modo&raquo;. La ricetta di bellezza, come ricordano i redattori del &ldquo;Vapore&rdquo;, &egrave; ripresa dalla rivista inglese &ldquo;Toilette of healt, Beauty and Fashion&rdquo;. Ibidem.\">4<\/a><\/sup>. Altre argomentazioni di varia natura, definite di frequente \u201cfilosofiche\u201d, rispecchiano tuttavia la condizione femminile della prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento, come l\u2019importanza di occupare uno dei dignitosi ruoli sociali tra cui, per una donna dell\u2019epoca, la vita matrimoniale \u00e8 l\u2019ispirazione principale: \u00abLe donne sono le lettere di grazia date dalla creazione per felicitare il sesso mascolino. Le maritate sono gi\u00e0 pervenute al loro indirizzo; le zitelle non ebbero per anche la direzione; e quelle che restano sempre nubili, le zitelle, sono quelle lettere che per difetto d\u2019indirizzo non poterono essere consegnate e rimangono negli scaffali della posta\u00bb<sup><a href=\"#footnote_4_2728\" id=\"identifier_4_2728\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Idem, 10 dicembre 1836, p. 277.\">5<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sezione \u201cMode\u201d (<a title=\"Fig. 2. \u201cIl Vapore\u201d, 10 dicembre 1836.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/pis02.jpg\">Fig. 2<\/a>) accompagna puntualmente i figurini che, nonostante venissero stampati a Palermo<sup><a href=\"#footnote_5_2728\" id=\"identifier_5_2728\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Su tutti i figurini de &ldquo;Il Vapore&rdquo; e del &ldquo;Passatempo per le dame&rdquo; sono presenti le firme degli incisori: M. Chilardi inc. (figurini&nbsp; sul &ldquo;Passatempo per le dame&rdquo; del 1834), G. Di Giovanni inc. (&ldquo;Passatempo per le dame&rdquo;, anni 1834, 1835 e 1836), Gio. Minneci dis. e Lit. F. Scondito Pal. &ldquo;Passatempo per le dame&rdquo; 1833), Pietro Waincher inc. in Paler. (&ldquo;Il Vapore&rdquo;, anni 1834-1836). Su P. Waincher vedi A. Gallo, Notizie degli incisori siciliani, a cura di D. Malignaggi, Palermo 1994, pp. 128-129.\">6<\/a><\/sup>, erano ripresi pi\u00f9 o meno regolarmente dalle pi\u00f9 diffuse pubblicazioni francesi. Come in tutte le riviste di moda coeve, francese \u00e8 il lessico utilizzato di frequente sui figurini de \u201c Il Vapore\u201d nelle didascalie dei modelli e dei molteplici orpelli (le descrizioni erano invece tradotte nella sezione che accompagnava il figurino). Al di l\u00e0 di ogni patriottismo, l\u2019Italia aveva infatti sub\u00ecto da Luigi XIV in poi l\u2019influenza di inevitabili francesismi cos\u00ec come il francese era la lingua privilegiata dalla nobilt\u00e0 e dall\u2019alta borghesia, motivo che contribuiva a definire ogni parte dell\u2019abbigliamento femminile con l\u2019idioma d\u2019oltralpe; i termini inglesi invece, d\u2019altro canto, venivano utilizzati di norma per definire numerose parti dell\u2019abbigliamento maschile<sup><a href=\"#footnote_6_2728\" id=\"identifier_6_2728\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"C. Giorgetti, Percorsi paralleli. Vestiti del passato e costumi per il cinema in Visconti e il Gattopardo. La scena del principe, catalogo della mostra a cura di F. Petrucci, Milano 2001, p. 101.\">7<\/a><\/sup>. Le quattro annate della rivista qui esaminate (1834-37) ci offrono un piccolo percorso di storia della moda attraverso le immagini allegate. Le rilevanti alterazioni delle fogge degli abiti\u00a0 femminili tuttavia erano gi\u00e0 avvenute negli anni compresi tra il 1820 e il 1824, quando erano stati abbandonati i tagli delle vesti all\u2019altezza del seno, emblema degli stili Direttorio e Impero, per un ritorno della vita nel punto naturale. Dal 1834 al 1837 non si registrano invece particolari sconvolgimenti dei modelli femminili e le parti fondamentali dell\u2019abito sono quelle che rimangono pi\u00f9 o meno stabili: il corpetto mantiene la linea aderente e sagomata al busto e presenta il taglio dritto in vita per gli abiti da giorno e a punta per quelli destinati ad un uso da sera o pi\u00f9 elegante. Saranno certi particolari della modellistica a presentare alcuni cambiamenti come ad esempio la circonferenza delle vesti che anno dopo anno acquisisce maggiore ampiezza. Inoltre la ricomparsa di elementi costrittivi, gi\u00e0 aboliti dal precedente stile Impero, quali lo stretto corsetto, permettono il ritorno alla vita sottile e ad un conseguente rigonfiamento dei fianchi, che sar\u00e0 in maggiore aumento nel corso degli anni successivi al 1824 ma ancora pi\u00f9 rapidamente dal 1830 a seguire. L\u2019occultamento del corpo femminile, avviatosi gi\u00e0 alla fine del Direttorio, giunge adesso al culmine conferendo alla <em>silhouette<\/em> la forma di tre triangoli, quello della testa, quello del torace, quello della gonna: l\u2019austera donna della Restaurazione lasciava adesso il posto alla bambola adornata e ornamentale dell\u2019epoca di Luigi Filippo<sup><a href=\"#footnote_7_2728\" id=\"identifier_7_2728\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. Morini, Storia della Moda. XVII-XX secolo, Milano 2000, p. 68.\">8<\/a><\/sup>, simbolo di una classe sociale e di un benessere economico conquistato che metri di stoffe preziose potevano al meglio ostentare. \u00c8 comprensibile come in un tale contesto, l\u2019ampiezza delle maniche raggiunta negli anni \u201930 \u00e8 l\u2019elemento che forse meglio rappresenta l\u2019aspetto sociale e distintivo del vestito (esattamente come avverr\u00e0 con le monumentali crinoline degli anni 1850-60). Solo rare volte il cambiamento implicava la linea dell\u2019abito e la struttura simbolica di base era costantemente arricchita di significati aggiunti, affidati soprattutto ai materiali, alle decorazioni e agli accessori, di natura effimera e soggetti al gusto del momento ed \u00e8 cos\u00ec che le maniche assurgono al valore di un vero e proprio elemento decorativo (<a title=\"Fig. 3. \u201cIl Vapore\u201d, 10 gennaio 1834, figurino n. 1 (part.).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/pis03.jpg\">Figg. 3<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 4. \u201cIl Vapore\u201d, 10 marzo 1834, figurino n. 3.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/pis04.jpg\">4<\/a>). L\u2019abbondanza era principalmente raccolta sull\u2019attaccatura della spalla, posizionata pi\u00f9 in basso rispetto al punto naturale, artificio che meglio evidenziava la forma triangolare del busto che in questi anni si stringe ulteriormente (<a title=\"Fig. 5. \u201cIl Vapore\u201d, 10 settembre 1834, figurino n. 9.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/pis05.jpg\">Fig. 5<\/a>). I complessi rigonfiamenti delle maniche <em>\u00e0 gigot<\/em> raggiungono il punto massimo intorno al \u201935, quando la gonna acquista maggiore volume in larghezza, arricchendosi alla vita di increspature e di pi\u00f9 esagerati fronzoli oltre che ad una pi\u00f9 considerevole lunghezza (che adesso ricopre interamente le scarpe). L\u2019eccesso raggiunto dalle nuove fogge non pass\u00f2 inosservato in numerosi scritti critici o satirici dell\u2019epoca<sup><a href=\"#footnote_8_2728\" id=\"identifier_8_2728\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. L. Kybalov&agrave;, O. Herbenov&agrave;, M. Lamarov&agrave;, Enciclopedia illustrata della moda, Milano 2002, pp. 249-250.\">9<\/a><\/sup>, e anche dalla rivista palermitana che non manca di sottolinearne in pi\u00f9 occasioni gli eccessi raggiunti, considerando \u00abdesse [\u2026] di cattivo incomodo per la loro grandezza e, se non si pensa d\u2019accorciarle, noi udiremo molte Belle minacciar di ribellarsi contro la moda\u00bb<sup><a href=\"#footnote_9_2728\" id=\"identifier_9_2728\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"&ldquo;Il Vapore&rdquo;, 30 novembre 1834, pag. 280.\">10<\/a><\/sup>. Le dame palermitane vestivano secondo le mode di Parigi. I figurini pubblicati dal \u201cPassatempo\u201d e da \u201cIl Vapore\u201d furono certamente i modelli per le loro <em>mises<\/em> che, effettuate con perizia e tempestivit\u00e0 da modiste e da accreditate sartorie locali, abbiamo oggi la fortuna di osservare. La collezione Piraino<sup><a href=\"#footnote_10_2728\" id=\"identifier_10_2728\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Sulla collezione Piraino cfr. Abiti d&rsquo;epoca 1700-1950. Collezione Raffaello Piraino, a cura di C. Giorgetti, Palermo 1990; L. Pisciotta, Abiti per un museo mai nato in &ldquo;MCM. La Storia delle Cose&rdquo;, n. 59, marzo 2003, pp. 59-62.\">11<\/a><\/sup> a Palermo custodisce alcuni esemplari di<em> toilettes<\/em> femminili realizzate tra il 1830 e il 1840 che per molti aspetti sono riconducibili al periodo delle fogge riprodotte sui figurini allegati alla rivista palermitana. Tra questi merita l\u2019attenzione un <em>abito da passeggio<\/em><sup><a href=\"#footnote_11_2728\" id=\"identifier_11_2728\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. L. Pisciotta, Abiti&hellip;, 2003, scheda n. 10, pp. 176-177.\">12<\/a><\/sup> di manifattura siciliana in <em>taffetas<\/em> verde marcio con effetto marezzato (<a title=\"Fig. 6. Manifattura siciliana, 1830-33 ca., &lt;i&gt;Abito da passeggio&lt;\/i&gt;, Palermo, collezione R. Piraino.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/pis06.jpg\">Fig.<em> <\/em>6<\/a>). Il corpino \u00e8 sagomato al busto, grazie a numerose <em>pences<\/em> che ne evidenziano l\u2019aderenza, e riporta sul mezzo davanti un supporto verticale che crea un motivo riecheggiante la stecca dei busti cinquecenteschi e che si inserisce in quei <em>revivals <\/em>storici presenti sulle vesti della prima met\u00e0 del XIX secolo. Le maniche sono di larga fattura, con copiosa increspatura alla pala e l\u2019ampiezza si riassorbe nella parte iniziale dell\u2019alto polso. Il punto vita \u00e8 alto e la gonna, che si allarga a campana, presenta sul basso un motivo decorativo che gira in circonferenza ottenuto mediante un doppio tralcio di foglie imbottite realizzate nello stesso tessuto. Il modello \u00e8 molto raro, visto anche il buono stato di conservazione, e si inserisce in pieno nello stile Restaurazione, sia per la modellistica, che riecheggia motivi medievali, sia per la presenza del tralcio di foglie, motivo ricorrente (in diverse forme o dimensioni) in molte fogge realizzate tra il 1830 e il 1835 riscontrabili nei figurini coevi e in quelli della rivista siciliana (<a title=\"Fig. 7. \u201cIl Vapore\u201d, figurino n. 10, 10 ottobre 1934.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/pis07.jpg\">Fig. 7<\/a>). Il movimento romantico diffuse nella cultura borghese europea una moda storicista che si manifest\u00f2 attraverso la letteratura, l\u2019opera lirica, il teatro, le arti figurative, l\u2019architettura. Dal Medioevo al tardo Rinascimento, tutto era divenuto un\u2019enorme fonte di ispirazione per la creativit\u00e0 moderna e per la moda. A questa tendenza che predilige rimandi\u00a0 storicistici \u00e8 palesemente riconducibile un altro <em>abito da pomeriggio o da passeggio<\/em> (<a title=\"Fig. 8. Manifattura siciliana, 1836-48 ca., &lt;i&gt;Abito da passeggio&lt;\/i&gt;, 1836-48 ca., Palermo, collezione R. Piraino.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/pis08.jpg\">Fig.<em> <\/em>8<\/a>) della collezione Piraino che, pur presentando dei rimaneggiamenti al corpetto effettuati in momenti successivi (il corpetto \u00e8 stato modificato a punta nella parte anteriore e posteriore) presenta sulle maniche e sul collo ranghi di volani frastagliati di chiaro stampo neo-medievale, riportati in auge in Francia in pieno clima di Restaurazione intorno al 1829-30 dalla Duchessa di Berry<sup><a href=\"#footnote_12_2728\" id=\"identifier_12_2728\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. L. Pisciotta, Abiti&hellip;, 2003, pp. 180-181.\">13<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I complessi rigonfiamenti delle maniche raggiungono il culmine intorno al \u201935, quando la gonna acquista ulteriore volume in larghezza tramite maggiori increspature alla vita e pi\u00f9 esagerati ornamenti, ma inizieranno a ridursi in maniera consistente nel periodo appena successivo. Tipologie meno imponenti vennero riservate alle sole vesti da casa, come riporta anche il periodico siciliano: \u00abI giornali francesi annunziano come un arnese che avr\u00e0 corso tra poco nel regno della moda certe mezze maniche destinate a scemare l\u2019incomodo delle maniche enormemente grandi, che si costumano presentemente. Queste mezze maniche, le quali per\u00f2 non sono ammesse che dalla <em>toilette<\/em> familiare, vanno dal gomito al polso. Sono tagliate per modo da potersi allacciare ne\u2019 lati e da chiudere, lasciando tuttavia che si vegga la manica dell\u2019abito\u00bb<sup><a href=\"#footnote_13_2728\" id=\"identifier_13_2728\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"&ldquo;Il Vapore&rdquo;, 30 ottobre 1834, p. 256.\">14<\/a><\/sup>. In seguito anche sugli abiti riservati ad altre occasioni la parte alta delle maniche comincia ad appiattirsi e l\u2019ampiezza, come suggerisce le gusti neo-medievali imperanti nel periodo romantico, scende verso il basso. Rientra in questo filone un <em>abito da passeggio <\/em>(<a title=\"Fig. 9. Manifattura siciliana, 1835-36 ca., &lt;i&gt;Abito da passeggio&lt;\/i&gt;, Palermo, collezione R. Piraino.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/pis09.jpg\">Fig. 9<\/a>) della collezione Piraino, realizzato in broccatello di seta celeste a motivi giallo oro. Sulle maniche, che esibiscono una linea meno ampia rispetto all\u2019esemplare precedente, sono presenti dei motivi decorativi cosiddetti \u201ca braccialetto\u201d mentre la parte terminale \u00e8 gonfia e rifinita da raffinati polsini. I rigonfiamenti <em>\u00e0\u00a0 bracialets <\/em>delle maniche si ritrovano sugli abiti realizzati dal 1820 e permangono successivamente per essere ripresi ancora una volta tra i motivi decorativi di quelli realizzati dopo il \u201934, quando la manica si avvia verso una pi\u00f9 rilevante semplificazione della modellistica, come riportano anche alcuni figurini del \u201935 e del \u201936 (<a title=\"Fig. 10. \u201cIl Vapore\u201d, 10 maggio 1836, figurino n. 42.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/pis10.jpg\">Figg. 10<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 11. \u201cIl Vapore\u201d, 10 novembre 1836, figurino n. 50.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/pis11.jpg\">11<\/a>). L\u2019ampiezza estrema della manica tuttavia si manterr\u00e0 su pellegrine e soprabiti che esibiranno ancora le linee degli anni precedenti (<a title=\"Fig. 12. \u201cIl Vapore\u201d, 10 novembre 1836, figurino n. 51 (part.).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/pis12.jpg\">Fig. 12<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019immagine della donna ottocentesca proposta attraverso gli inserti pubblicitari, i figurini, le stampe, \u00e8 quella di una indossatrice statica e silenziosa, abbigliata fino all\u2019ultimo dettaglio e immersa il pi\u00f9 delle volte in un ambiente emblematicamente femminile, secondo un copione codificato<sup><a href=\"#footnote_14_2728\" id=\"identifier_14_2728\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per una maggiore trattazione sull&rsquo;immagine della donna nel secolo XIX cfr. A. Higonnet, Immagini di donne, in G. Duby &ndash; M. Perrot, Storia delle donne. L&rsquo;Ottocento, a cura di G. Fraisse &ndash; M. Perrot, Roma-Bari 1991, pp. 288-306, in particolare p. 293.\">15<\/a><\/sup>.\u00a0 Il copione degli orpelli prevede in pi\u00f9 una serie di accessori che completano le <em>toilettes <\/em>delle dame eleganti, illustrati dai figurini fino all\u2019ultimo dettaglio. \u201cIl Vapore\u201d dedica un grandissimo interesse alla miriade di copricapi prescritti alle signore raffinate le quali rappresentano il proprio decoro con \u00abil pudore nelle cappotte allacciate fino alla gola\u00bb<sup><a href=\"#footnote_15_2728\" id=\"identifier_15_2728\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"&ldquo;Il Vapore&rdquo;, 15 marzo 1834, p. 93.\">16<\/a><\/sup>. Il carattere estroso della moda, che dal gusto aristocratico si diffonde in quello borghese, si dimostra gi\u00e0 in questi anni con l\u2019ampiezza e la ricchezza dei turbanti, tra cui quelli realizzati in blonda \u00abche stanno bene al viso ed hanno una leggerezza che da nessuno pu\u00f2 essere imitata\u00bb<sup><a href=\"#footnote_16_2728\" id=\"identifier_16_2728\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Idem, 30 gennaio 1834, p. 28.\">17<\/a><\/sup>, ma trova la sua pi\u00f9 clamorosa affermazione nella miriade di cappelli realizzati soprattutto in paglia di riso (<a title=\"Fig. 13. \u201cIl Vapore\u201d, 20 novembre 1835, figurino 32 (part.).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/pis13.jpg\">Fig. 13<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sezione degli accessori della collezione Piraino comprende un consistente numero di oggetti ascrivibili al terzo decennio dell\u2019Ottocento. Tra questi merita l\u2019attenzione una <em>scarpa da sera<\/em> in pelle di capretto blu e tela (<a title=\"Fig. 14. Manifattura siciliana, 1835-40 ca., &lt;i&gt;Scarpino da giorno femminile&lt;\/i&gt;, Palermo, collezione R. Piraino.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/pis14.jpg\">Fig. 14<\/a>) che, per l\u2019assenza di tacco e il tipo di rifinitura (nastro di seta a cocche legate), \u00e8 pienamente ascrivibile al periodo suddetto<sup><a href=\"#footnote_17_2728\" id=\"identifier_17_2728\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Vedi Abiti&hellip;cit, scheda n. 7, pp. 278-279.\">18<\/a><\/sup>. Tra gli accessori \u00e8 bene annoverare anche un raffinato <em>porte-bouquet<\/em> in oro, madreperla e topazi rosa,\u00a0 piccolo capolavoro di arte orafa siciliana (<a title=\"Fig. 15. Manifattura siciliana, 1835-40 ca., &lt;i&gt;Porte-bouquet&lt;\/i&gt;, Palermo, collezione R. Piraino.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/pis15.jpg\">Fig. 15<\/a>). Il manufatto riporta uno spillone al centro della corolla, a cui fissare il mazzolino di fiori freschi, e all\u2019estremit\u00e0 del manico reca invece una catenella con anello che consentiva alla dama di non lasciarlo scivolare dalle mani durante il ballo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le illustrazioni del \u201cVapore\u201d riservano ampio spazio anche all\u2019abbigliamento maschile che gi\u00e0 negli anni \u201930 dell\u2019Ottocento si era orientato verso tenute semplici e funzionali. La delicata cromia degli abiti di seta e di velluto che aveva caratterizzato il primo trentennio del XIX secolo adesso era stata sostituita dall\u2019uniformit\u00e0 dei toni scuri. In contrapposizione con la passata moda di corte spazzata dall\u2019ondata rivoluzionaria, la praticit\u00e0 riservata in passato all\u2019abbigliamento delle classi popolari aveva acquistato infatti fin dal primo decennio dell\u2019Ottocento un valore di prestigio poich\u00e9 i momenti salienti della vita del nuovo borghese adesso non si consumavano nei salotti ma in negozio, in amministrazione, in ufficio, luoghi che in antica tradizione erano associati ad un vestiario piuttosto semplice<sup><a href=\"#footnote_18_2728\" id=\"identifier_18_2728\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"J. Fl&uuml;gel, Psicologia dell&rsquo;abbigliamento, Milano 1984, nota 9, p. 125.\">19<\/a><\/sup>. In un simile contesto va ricordato come la\u00a0 \u201cnuova aristocrazia\u201d borghese, gi\u00e0 nella prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento, avesse sostituito come <em>\u00e9lite<\/em> la nobilt\u00e0 di corte del secolo precedente e come avesse avvertito immediatamente la necessit\u00e0 di adottare dei comportamenti aristocratici quali forme di distinzione. Da qui il diffondersi di galatei e di manuali di buone maniere che, gi\u00e0 apprezzati da un pubblico femminile, si rivolsero anche agli uomini per la formazione del vero <em>gentleman<\/em> e per una scrupolosa attenzione ai gesti, alle parole e, forse pi\u00f9 di ogni altra cosa, all\u2019abbigliamento<sup><a href=\"#footnote_19_2728\" id=\"identifier_19_2728\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Sull&rsquo;argomento cfr. G. Turnaturi, Signori si nasce o si diventa in Rituale Cerimoniale Etichetta, a cura di S. Bertelli &ndash; G. Grif&ograve;, Milano 1985, pp. 209-229. I nuovi precetti dell&rsquo;eleganza maschile troveranno fondamento nella distinzione che costituisce il tratto dominante della societ&agrave; borghese. In merito all&rsquo;argomento cfr. E. Goblot, I fenomeni di moda nelle societ&agrave; borghesi in Sociologia dei fenomeni di moda, a cura di G. Ragone, Milano 1982, pp. 51 e 52.\">20<\/a><\/sup>. Nel decennio degli anni \u201930 l\u2019abito maschile assume un rigonfiamento sui fianchi e sulla parte anteriore, come era avvenuto per le vesti femminili. Per assottigliare la figura si impiegano spesso dei busti  e lo slancio della linea viene evidenziato dalle maniche dell\u2019abito che ora si presentano pi\u00f9 increspate rispetto agli anni precedenti. Sotto l\u2019uniformit\u00e0 di fogge e di colori che la moda borghese impone all\u2019abbigliamento maschile, le differenze di classe e di censo si manifesteranno tramite dettagli quali la perfezione e la maestria del taglio, la qualit\u00e0 dei materiali e il gusto per stoffe dalle gradazioni rigorosamente scure<sup><a href=\"#footnote_20_2728\" id=\"identifier_20_2728\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. C. Giorgetti &ndash; E. Colarullo, Moda maschile dal 1600 al 1990, Firenze 1994, pp. 38-40.\">21<\/a><\/sup>. Le sole stravaganze consentite ad un abbigliamento estremamente composto saranno invece esclusivamente riservate \u00a0ai<em> gilets<\/em>, realizzati abitualmente in tessuti contrastanti rispetto a quelli dell\u2019abito e contrassegnati da colori vivaci. E\u2019 intorno al \u201933-36 che, parallelamente all\u2019uso di modelli pi\u00f9 severi, si assister\u00e0 ad una maggiore diffusione di questi capi, come si ricava anche dagli articoli di moda e da alcuni esemplari presenti nella collezione Piraino. Tra questi un chiaro esempio \u00e8 il <em>Gilet<\/em> in broccato di seta rosso (<a title=\"Fig. 16. Manifattura siciliana, 1836 ca.,  &lt;i&gt;Gilet&lt;\/i&gt;, Palermo, collezione R. Piraino.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/pis16.jpg\">Fig. 16<\/a>), con fodera di rasatello di cotone e imbottitura in ovatta che presenta l\u2019abbottonatura ad un petto e il collo sciallato, trovando chiare affinit\u00e0 coi figurini maschili della rivista (<a title=\"Fig. 17. \u201cIl Vapore\u201d, 20 febbraio 1836, figurino n. 38 (part.).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/pis17.jpg\">Fig. 17<\/a>) pubblicati tra il \u201934 e il \u201937, epoca a cui \u00e8 indubbiamente ascrivibile il capo. I colori del <em>gilet<\/em> rimasero ancora per qualche decennio l\u2019unica sopravvivenza dell\u2019estrosit\u00e0 degli abiti, prima dell\u2019avvento decisivo del nero e di un pi\u00f9 severo rigorismo che caratterizzer\u00e0 a lungo il guardaroba maschile.<\/p>\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_2728\" class=\"footnote\">Per soddisfare le esigenze di un pubblico femminile divenuto sempre pi\u00f9 numeroso ed attentissimo alle ultime novit\u00e0, una grande quantit\u00e0 di riviste vede la luce nella prima met\u00e0 del XX secolo. Oltre al successo del gi\u00e0 ricordato milanese \u201cGiornale delle Dame e delle Mode di Francia\u201d e al prestigio raggiunto dal fiorentino \u201cToelette\u201d (che, nato gi\u00e0 nel 1770 e pur rivolgendosi ad un pubblico femminile, rispetto alle pubblicazioni coeve non presentava ancora sezioni legate esclusivamente alla moda se non per alcuni sporadici riferimenti), \u201cIl Piccolo Corriere delle Dame\u201d a Genova, il \u201cGiornale di Mode e di Aneddoti\u201d, \u201cIl Folletto\u201d e \u201cLa Flora delle Mode\u201d a Firenze, \u201cL\u2019eco e \u201cIl Corriere delle Dame\u201d a Milano sono solo alcuni esempi di questo nascente e fortunato filone dell\u2019editoria italiana. Cfr. S. Franchini<em>, Editori, lettrici e stampa di moda<\/em>, Milano 2002, pp. 53-54. Cfr. anche M. Berengo,<em> Intellettuali e librai nella Milano della Restaurazione<\/em>, Torino 1980, pp. 208-210 e A. Gigli Marchetti, <em>Le nuove dimensioni dell\u2019impresa editoriale<\/em>, in <em>Storia dell\u2019editoria nell\u2019Italia contemporanea<\/em>, a cura di G. Turi, Firenze 1997, pp. 115-132.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_2728\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_2728\" class=\"footnote\">Cfr. T. Boccherini, <em>Figurini di moda<\/em> in \u201cMCM, La Storia delle Cose, n. 3, settembre 1996, p. 18.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_2728\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_2_2728\" class=\"footnote\">L. Pisciotta, <em>Il \u201cPassatempo\u201d, le dame e la moda <\/em>in \u201c Kal\u00f3s. Arte in Sicilia\u201d, anno 17, n\u00b0 1, gennaio-marzo 2005, pp. 26-31; L. Pisciotta, <em>Per il gentil sesso<\/em> in \u201cMCM. La storia delle cose\u201d, n\u00b0 86, dicembre 2009, pp. 31-34.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_2_2728\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_3_2728\" class=\"footnote\">\u201cIl Vapore\u201d, 30 agosto 1834, pp. 196-197. Nella stessa sezione viene inoltre riportata una ricetta per appianare le rughe del viso che, esempio di bizzarra \u201cchirurgia estetica\u201d ottocentesca, vale la pena riportare: \u00abGettasi sopra una paletta di ferro arroventata un po\u2019 di mirra in polvere e se ne riceve il fumo sul volto coprendosi la testa con un pannolino acci\u00f2 non si perda. Ripetasi questa operazione tre volte di seguito, poi si arroventa di nuovo la paletta e vi si versa sopra una boccata di vino bianco, tenendovi sopra il capo coperto di un pannolino come la prima volta, e anche questa seconda operazione ripetesi tre volte successive. Si continua ogni giorno mattina e sera lo stesso, fino a che siasi ottenuto il buon effetto bramato. Molti, e noi fra quelli, stimeranno maggior male questa cura nojosa che le rughe, ma non tutti pensano a un modo\u00bb. La ricetta di bellezza, come ricordano i redattori del \u201cVapore\u201d, \u00e8 ripresa dalla rivista inglese \u201cToilette of healt, Beauty and Fashion\u201d. <em>Ibidem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_3_2728\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_4_2728\" class=\"footnote\"><em>Idem<\/em>, 10 dicembre 1836, p. 277.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_4_2728\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_5_2728\" class=\"footnote\">Su tutti i figurini de \u201cIl Vapore\u201d e del \u201cPassatempo per le dame\u201d sono presenti le firme degli incisori: M. Chilardi inc. (figurini\u00a0 sul \u201cPassatempo per le dame\u201d del 1834), G. Di Giovanni inc. (\u201cPassatempo per le dame\u201d, anni 1834, 1835 e 1836), Gio. Minneci dis. e Lit. F. Scondito Pal. \u201cPassatempo per le dame\u201d 1833), Pietro Waincher inc. in Paler. (\u201cIl Vapore\u201d, anni 1834-1836). Su P. Waincher vedi <em>A. Gallo, Notizie degli incisori siciliani<\/em>, a cura di D. Malignaggi, Palermo 1994, pp. 128-129.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_5_2728\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_6_2728\" class=\"footnote\">C. Giorgetti<em>, Percorsi paralleli. Vestiti del passato e costumi per il cinema<\/em> in <em>Visconti e il Gattopardo. La scena del principe<\/em>, catalogo della mostra a cura di F. Petrucci, Milano 2001, p. 101.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_6_2728\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_7_2728\" class=\"footnote\">E. Morini, <em>Storia della Moda. XVII-XX secolo<\/em>, Milano 2000, p. 68.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_7_2728\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_8_2728\" class=\"footnote\">Cfr. L. Kybalov\u00e0, O. Herbenov\u00e0, M. Lamarov\u00e0, <em>Enciclopedia illustrata della <\/em>moda, Milano 2002, pp. 249-250.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_8_2728\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_9_2728\" class=\"footnote\">\u201cIl Vapore\u201d, 30 novembre 1834, pag. 280.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_9_2728\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_10_2728\" class=\"footnote\">Sulla collezione Piraino cfr. <em>Abiti d\u2019epoca 1700-1950. Collezione Raffaello Piraino<\/em>, a cura di C. Giorgetti, Palermo 1990; L. Pisciotta, <em>Abiti per un museo mai nato <\/em>in \u201cMCM. La Storia delle Cose\u201d, n. 59, marzo 2003, pp. 59-62.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_10_2728\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_11_2728\" class=\"footnote\">Cfr. L. Pisciotta, <em>Abiti\u2026<\/em>, 2003, scheda n. 10, pp. 176-177.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_11_2728\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_12_2728\" class=\"footnote\">Cfr. L. Pisciotta, <em>Abiti\u2026<\/em>, 2003, pp. 180-181.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_12_2728\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_13_2728\" class=\"footnote\">\u201cIl Vapore\u201d, 30 ottobre 1834, p. 256.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_13_2728\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_14_2728\" class=\"footnote\">Per una maggiore trattazione sull\u2019immagine della donna nel secolo XIX cfr. A. Higonnet, <em>Immagini di donne<\/em>, in G. Duby &#8211; M. Perrot, <em>Storia delle donne. L\u2019Ottocento<\/em>, a cura di G. Fraisse \u2013 M. Perrot, Roma-Bari 1991, pp. 288-306, in particolare p. 293.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_14_2728\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_15_2728\" class=\"footnote\">\u201cIl Vapore\u201d, 15 marzo 1834, p. 93.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_15_2728\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_16_2728\" class=\"footnote\"><em>Idem<\/em>, 30 gennaio 1834, p. 28.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_16_2728\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_17_2728\" class=\"footnote\">Vedi <em>Abiti\u2026cit<\/em>, scheda n. 7, pp. 278-279.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_17_2728\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_18_2728\" class=\"footnote\">J. Fl\u00fcgel<em>, Psicologia dell\u2019abbigliamento<\/em>, Milano 1984, nota 9, p. 125.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_18_2728\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_19_2728\" class=\"footnote\">Sull\u2019argomento cfr. G. Turnaturi, <em>Signori si nasce o si diventa<\/em> in <em>Rituale Cerimoniale Etichetta<\/em>, a cura di S. Bertelli &#8211; G. Grif\u00f2, Milano 1985, pp. 209-229. I nuovi precetti dell\u2019eleganza maschile troveranno fondamento nella distinzione che costituisce il tratto dominante della societ\u00e0 borghese. In merito all\u2019argomento cfr. E. Goblot, <em>I fenomeni di moda nelle societ\u00e0 borghesi <\/em>in <em>Sociologia dei fenomeni di moda<\/em>, a cura di G. Ragone, Milano 1982, pp. 51 e 52.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_19_2728\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_20_2728\" class=\"footnote\">Cfr. C. Giorgetti &#8211; E. Colarullo, <em>Moda maschile dal 1600 al 1990<\/em>, Firenze 1994, pp. 38-40.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_20_2728\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>leonardo-pisciotta@libero.it 1834-37: \u201cIl Vapore\u201d e la moda a Palermo DOI: 10.7431\/RIV14092016 Le prime pubblicazioni di moda, fin dal XVIII secolo, si ricollegano a quel giornalismo <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=2728\" title=\"Leonardo Pisciotta\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2800,"menu_order":10,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2728"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2728"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2728\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2814,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2728\/revisions\/2814"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2800"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2728"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}