{"id":2714,"date":"2016-12-30T00:50:50","date_gmt":"2016-12-30T00:50:50","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=2714"},"modified":"2017-06-29T07:00:00","modified_gmt":"2017-06-29T07:00:00","slug":"maurizio-vitella","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=2714","title":{"rendered":"Maurizio Vitella"},"content":{"rendered":"<p>maurizio.vitella@unipa.it<\/p>\n<h3>Il reliquiario a statua di San Nicasio di Caccamo: nuove acquisizioni documentarie<\/h3>\n<p>DOI: 10.7431\/RIV14052016<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il restauro a cui \u00e8 stato sottoposto il reliquiario a statua di San Nicasio (<a title=\"Fig. 1. Argentieri palermitani, 1684 - 1690, &lt;i&gt;Reliquiario a statua di San Nicasio&lt;\/i&gt;, Caccamo (Pa), chiesa della Santissima Annunziata.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/vit01.jpg\">Fig. 1<\/a>), patrono di Caccamo, ha permesso una puntuale ispezione delle molteplici parti argentee che lo compongono<sup><a href=\"#footnote_0_2714\" id=\"identifier_0_2714\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ringrazio don Domenico Bartolone che in occasione della presentazione del restauro del reliquiario a statua ha reso possibile lo studio del simulacro seguendo le varie fasi degli interventi conservativi.\">1<\/a><\/sup>. L\u2019intervento conservativo, condotto nel 2014 dal maestro argentiere Benedetto Gelardi e dal prof. Gaetano Correnti, ha contemplato la scomposizione degli elementi metallici, evidenziando l\u2019alta maestria degli artefici che hanno realizzato ogni singola lamina, a cominciare dalla testa che &#8211; e questa \u00e8 forse la sorpresa pi\u00f9 interessante &#8211; non fu realizzata a fusione, bens\u00ec con un certosino lavoro di sbalzo e cesello. Un\u2019 esecuzione tecnica sorprendente, al limite del virtuosismo. La resa d\u2019insieme dei tratti fisionomici e la realistica, quanto austera, espressione del Santo la dicono lunga sulla bravura dell\u2019argentiere palermitano di cui purtroppo non si \u00e8 in grado, con certezza, di rivelarne l\u2019identit\u00e0. Nel collo, all\u2019altezza del pomo di Adamo, \u00e8 stato rilevato<sup><a href=\"#footnote_1_2714\" id=\"identifier_1_2714\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Si deve a Maria Concetta Di Natale il primo approccio scientifico all&rsquo;opera e la consequenziale lettura del marchio. Il reliquiario a statua fu oggetto di studio in occasione della grande manifestazione espositiva realizzata nel maggio del 1993 presso il Real Albergo dei Poveri di Palermo, cfr. M. C. Di Natale, Scheda n. V,7, in Le Confraternite dell&rsquo;Arcidiocesi di Palermo. Storia e Arte, catalogo della Mostra a cura di M. C. Di Natale, Palermo 1993, p. 232.\">2<\/a><\/sup> il punzone con l\u2019aquila a volo basso, che identifica la maestranza orafa palermitana, accompagnato dal codice alfanumerico GO84, da riferire al console Giacinto Omodei in carica nel 1684<sup><a href=\"#footnote_2_2714\" id=\"identifier_2_2714\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Barraja, I marchi degli argentieri e orafi di Palermo dal XVII secolo ad oggi, Milano 2010, p. 69.\">3<\/a><\/sup>, e dalla sigla CLA o GLA (<a title=\"Fig. 2. Argentieri palermitani, 1684 - 1690, &lt;i&gt;Reliquiario a statua di San Nicasio&lt;\/i&gt; (part. del marchio), Caccamo (Pa), chiesa della Santissima Annunziata.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/vit02.jpg\">Fig. 2<\/a>). Queste ultime lettere, marchiate in verticale, sono le iniziali dell\u2019argentiere artefice della testa che, allo stato attuale degli studi e secondo quanto avanzato dalla Di Natale, potrebbe essere identificato con Giovanni Luna, documentato in attivit\u00e0 a Palermo dal 1677 al 1701<sup><a href=\"#footnote_3_2714\" id=\"identifier_3_2714\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Barraja, Luna Giovanni, in Arti decorative in Sicilia. Dizionario biografico, a cura di M.C. Di Natale, Palermo 2014, p. 386.\">4<\/a><\/sup>, autore di un calice, datato intorno agli anni \u201980 del XVII, custodito nel santuario di Maria Santissima della Consolazione di Termini Imerese<sup><a href=\"#footnote_4_2714\" id=\"identifier_4_2714\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. M. C. Di Natale, Scheda n. 103, in Splendori di Sicilia. Arti decorative dal Rinascimento al Barocco, catalogo della Mostra a cura di M. C. Di Natale, Milano 2001, p. 427; M. C. Di Natale, La cultura figurativa di Caccamo tra arte e devozione, in Caccamo. Una memoria per il futuro, Caccamo 2008, p. 55; M. C. Di Natale, Chiesa dell&rsquo;Annunziata, in D. Campisi &ndash; M. C. Di Natale, Caccamo. Il Castello le Arti i Riti, Caccamo 2010, p. 72.\">5<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scorporo dei vari elementi che danno forma alla statua-reliquiario ha permesso, inoltre, di verificare le punzonature delle parti argentee e alcune iscrizioni nelle strutture metalliche che compongono il corpo. Nel busto, vicino al ricettacolo che custodisce la reliquia, e nella parte apicale degli arti inferiori si pu\u00f2 rilevare il bollo del console palermitano Francesco Bracco, in carica con tale ruolo tra il 1688 e il 1689<sup><a href=\"#footnote_5_2714\" id=\"identifier_5_2714\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. S. Barraja, I marchi&hellip;, 2010, p. 69.\">6<\/a><\/sup>. Sulle lamine sagomate che ornano il gonnellino, invece, troviamo il punzone del console Placido Caruso, documentato per tale carica nel 1689<sup><a href=\"#footnote_6_2714\" id=\"identifier_6_2714\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. Ibidem.\">7<\/a><\/sup>, e infine nel libro in rame dorato che il santo tiene poggiato sul fianco destro \u00e8 incisa la data 1690. L\u2019acquisizione di questi dati cronologici ha fatto dedurre che la realizzazione del prezioso simulacro avvenne in un arco temporale di sei anni e quest\u2019ampia tempistica \u00e8 stata giustificata dall\u2019alto costo dei preziosi metalli e dalla manodopera<sup><a href=\"#footnote_7_2714\" id=\"identifier_7_2714\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. Vitella, Il reliquario a statua di San Nicasio, in At Home in Art Essays in Honour of Mario Buhagiar, a cura di C. Vella, Malta 2016, pp. 257-262.\">8<\/a><\/sup>. Tali supposizioni sono oggi confermate da due documenti<sup><a href=\"#footnote_8_2714\" id=\"identifier_8_2714\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Gentilmente segnalati dall&rsquo;amico Marcello Messina, che ringrazio.\">9<\/a><\/sup> custoditi presso l\u2019Archivio storico diocesano di Palermo. Infatti, da una richiesta datata 14 febbraio 1688<sup><a href=\"#footnote_9_2714\" id=\"identifier_9_2714\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASDPa, Diocesano, Lettere di visita, n. 640, c. 82r\/v.\">10<\/a><\/sup> indirizzata all\u2019Arcivescovo Ferdinando Bazan y Manriquez redatta dal vicario generale don Vincenzo Vanni e inviata al vicario foraneo si apprende che \u00ab [\u2026] da alcuni anni a questa parte li rettori passati di detta chiesa diedero principio a far fare una statua di argento di detto glorioso santo come attualmente si sta facendo in questa citt\u00e0 di Palermo da un mastro argentiero, e perch\u00e9 per la perfectione di detta statua, oltre di quello si ha speso e si sta spendendo dell\u2019introjti di detta chiesa li necessita la somma di onze 40 et anco includere in detta statua il braccio di argento et una patena vecchia di detta chiesa, non havendo modo di potere prontamente spendere detta somma han ritrovato persona che viene a\u2019 prestargliela, con \u00a0darseli qualche pegno per la sicurt\u00e0 e riconoscendosi che detta chiesa coll\u2019introjti venturi potr\u00e0 fra il termino di anno uno sodisfare detta somma, e spignorare li pegni e retornarli alla detta chiesa e confraternita. Intanto vengono l\u2019esponenti a\u2019 supplicare a Vostra Signoria Ill.ma et Rev.ma si serva concederli licenza di potere pignorare il lampiero d\u2019argento et altro argento di detta chiesa, per l\u2019accommodo di detta somma, e che si possi dare all\u2019argentiero detto braccio e patena per includerli in detta statua, acci\u00f2 si possi subito pefettionare detta statua e togliere di qualche pericolo il denaro, che per detto effetto ha detta chiesa esburzato alli mastri argentieri per l\u2019argento e fattura di detta statua movendosi l\u2019animo di V.S. Ill.ma et Rev.ma a\u2019 devenire a questa licenza per l\u2019evidente utilt\u00e0 che resulta a detta chiesa per lo suddetto denaro che si trova havere speso\u00bb<sup><a href=\"#footnote_10_2714\" id=\"identifier_10_2714\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ringrazio l&rsquo;amico Giovanni Travagliato per l&rsquo;assistenza alla trascrizione del documento.\">11<\/a><\/sup>. Apprendiamo, dunque, delle difficolt\u00e0 a reperire fondi per portare a compimento la realizzazione della statua, gi\u00e0 iniziata \u201cda alcuni anni\u201d, tanto da essere necessaria la fusione di vecchie suppellettili e ricorrere ad un prestito dando in garanzia un \u201clampiero d\u2019argento e altro argento\u201d. La fonte archivistica conferma, pertanto, quanto gi\u00e0 supposto a proposito delle difficolt\u00e0 a procurare le somme necessarie per portare a compimento l\u2019opera. I confrati ottennero, il 16 marzo 1688, dall\u2019Arcivescovo Bazan la licenza affinch\u00e9 potessero alienare un braccio reliquiario e una patena, al fine di essere fusi per la realizzazione del simulacro. La particolare tecnica esecutiva, che non ricopre con lamine argentee le parti anatomiche di un manichino preesistente, ma le modella singolarmente per poi rinforzarle con l\u2019inserimento di elementi lignei costruendo un insolito, quanto unico, gioco di incastri, richiese dunque un\u2019ingente somma di denaro resasi disponibile nel giro di due anni, come conferma un altro documento dell\u2019Archivio Diocesano. Infatti, una licenza concessa dall\u2019Arcivescovo Bazan il 23 agosto 1690<sup><a href=\"#footnote_11_2714\" id=\"identifier_11_2714\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASDPa, Diocesano, Lettere di visita, n. 642, cc. 117v-118r.\">12<\/a><\/sup> autorizza il trasporto processionale del simulacro di San Nicasio \u00abhavendo fatto e complito una statua di argento di detto Santo nella quale si dover\u00e0 ingastare una reliquia nuovamente venuta di questo medesimo santo autenticata e riconosciuta per la sua gran corte arcivescovile\u00bb, confermando che la data incisa sul libro poggiato sul fianco destro della statua \u00e8 quella della definitiva consegna dell\u2019opera ai confrati committenti. Dalla licenza arcivescovile si apprende, inoltre, che il corteo processionale avrebbe preso l\u2019avvio dalla Matrice per recarsi alla chiesa di campagna intitolata al Santo Patrono, passando dalla Santissima Annunziata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nostro prezioso manufatto, restituito al suo originario splendore, rientra appieno nel clima di grande fermento devozionale post tridentino: la propaganda anti protestante sollecit\u00f2 la creazione di raffinati contenitori dalle varie tipologie, anche antropomorfe, spesso ordinatamente collocati all\u2019interno di artistiche lipsanoteche. In questo contesto, il ruolo di sacra custodia del simulacro custodito a Caccamo \u00e8 avvalorato dalla presenza della bolla di autentica della reliquia inserita all\u2019interno di uno sportello ricavato nella struttura lignea che sostiene il busto. Per onorare ed evidenziare il valore salvifico dei preziosi resti di San Nicasio Camuto della famiglia Burgio si volle, dunque, creare un apposito reliquiario antropomorfo che ne riproducesse le fattezze umane, idealizzandole in quelle dell\u2019austero e nobile Cavaliere di Malta. In tal senso l\u2019opera d\u2019arte risponde a dei canoni stilistici ben definiti: se le sembianze fisionomiche denotano una palese adesione alle istanze realiste della temperie seicentesca, la postura e alcuni dettagli decorativi rievocano soluzioni tardo manieriste citando la statua bronzea di Carlo V che Scipione Li Volsi realizz\u00f2 nel 1631<sup><a href=\"#footnote_12_2714\" id=\"identifier_12_2714\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A.&nbsp; Pettineo &ndash; P. Ragonese, Dopo i Gagini prima dei Serpotta i Li Volsi, Tusa 2007, pp. 149-150.\">13<\/a><\/sup>, e la figura di Coriolano ricamata negli arazzi un tempo nel castello di Caccamo e oggi al Museo Civico di Termini Imerese realizzati, secondo Elvira D\u2019Amico, su disegno dell\u2019architetto del Senato di Palermo Vincenzo La Barbera<sup><a href=\"#footnote_13_2714\" id=\"identifier_13_2714\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. D&rsquo;Amico, Appunti per una storia del ricamo palermitano in et&agrave; barocca. La committenza nobiliare, in Splendori di Sicilia. Arti decorative dal Rinascimento al Barocco, catalogo della Mostra a cura di M.C. Di Natale, Milano 2001, pp. 204-221.\">14<\/a><\/sup>. Chiunque sia stato l\u2019ideatore dell\u2019opera, \u00e8 certamente una personalit\u00e0 a conoscenza del dibattito artistico culturale siciliano d\u2019inizio Seicento che compendia eredit\u00e0 cinquecentesche con pi\u00f9 aggiornate sintassi barocche. Di certo, nei tratti fisiognomici del Santo, nell\u2019accurata realizzazione dei dettagli, traspare un\u2019evidente retaggio del naturalismo, ampiamente praticato in Sicilia, dopo il breve soggiorno di Caravaggio, da numerosi artisti che si sono lasciati suggestionare dalla lezione del grande maestro lombardo. Il prezioso manufatto, che assolve anche una funzione processionale, rappresenta San Nicasio, invocato a protezione della peste e della scrofolosi, in vesti militari con armatura, spada, calzari, elmo piumato e mantello. Ripreso a figura intera e con una postura eretta (<a title=\"Fig. 3. Argentieri palermitani, 1684 - 1690, &lt;i&gt;Reliquiario a statua di San Nicasio&lt;\/i&gt;, Caccamo (Pa), chiesa della Santissima Annunziata.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/vit03.jpg\">Fig. 3<\/a>), calpesta vittorioso l\u2019orrenda immagine simboleggiante il morbo funesto. Quest\u2019ultima riproduce, attraverso un egregio lavoro d\u2019intaglio, la personificazione della peste, a ricordo dell\u2019intercessione del santo per la guarigione dall\u2019orrenda epidemia che colp\u00ec la citt\u00e0 di Caccamo nel 1624. Come spesso avviene, l\u2019interpretazione figurativa del male assume simboliche sembianze declinate con una rappresentazione, tra zoomorfa e antropomorfa, la cui visione incute angoscia e terrore (<a title=\"Fig. 4. Intagliatore palermitano, 1684 - 1690, &lt;i&gt;Reliquiario a statua di San Nicasio&lt;\/i&gt; (part.), Caccamo (Pa), chiesa della Santissima Annunziata.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/vit04.jpg\">Fig. 4<\/a>). Sottomessa ai piedi del Santo, l\u2019orrida immagine manifesta che attraverso la fede nulla \u00e8 invincibile e le virt\u00f9 taumaturgiche delle reliquie proteggono contro ogni avversit\u00e0, del fisico e dell\u2019anima. Oggi questo capolavoro dell\u2019oreficeria palermitana del Seicento dopo l\u2019accorto restauro \u00e8 stato restituito alla comunit\u00e0 caccamese, con la certezza che alla funzione processionale sar\u00e0 congiunta un\u2019attenta salvaguardia, utile per trasmettere alle generazioni future una delle pi\u00f9 preziose opere d\u2019arte decorativa che la devozione siciliana ha saputo produrre.<\/p>\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_2714\" class=\"footnote\">Ringrazio don Domenico Bartolone che in occasione della presentazione del restauro del reliquiario a statua ha reso possibile lo studio del simulacro seguendo le varie fasi degli interventi conservativi.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_2714\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_2714\" class=\"footnote\">Si deve a Maria Concetta Di Natale il primo approccio scientifico all\u2019opera e la consequenziale lettura del marchio. Il reliquiario a statua fu oggetto di studio in occasione della grande manifestazione espositiva realizzata nel maggio del 1993 presso il Real Albergo dei Poveri di Palermo, cfr. M. C. Di Natale, <em>Scheda n. V,7<\/em>, in <em>Le Confraternite dell&#8217;Arcidiocesi di Palermo. Storia e Arte,<\/em> catalogo della Mostra a cura di M. C. Di Natale, Palermo 1993, p. 232.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_2714\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_2_2714\" class=\"footnote\">S. Barraja, <em>I marchi degli argentieri e orafi di Palermo dal XVII secolo ad oggi<\/em>, Milano 2010, p. 69.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_2_2714\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_3_2714\" class=\"footnote\">S. Barraja, <em>Luna Giovanni<\/em>, in <em>Arti decorative in Sicilia. Dizionario biografico<\/em>, a cura di M.C. Di Natale, Palermo 2014, p. 386.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_3_2714\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_4_2714\" class=\"footnote\">Cfr. M. C. Di Natale, <em>Scheda n. 103<\/em>, in <em>Splendori di Sicilia. Arti decorative dal Rinascimento al Barocco,<\/em> catalogo della Mostra a cura di M. C. Di Natale, Milano 2001, p. 427; M. C. Di Natale, <em>La cultura figurativa di Caccamo tra arte e devozione<\/em>, in <em>Caccamo. Una memoria per il futuro<\/em>, Caccamo 2008, p. 55; M. C. Di Natale, <em>Chiesa dell\u2019Annunziata<\/em>, in D. Campisi &#8211; M. C. Di Natale, <em>Caccamo. Il Castello le Arti i Riti<\/em>, Caccamo 2010, p. 72.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_4_2714\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_5_2714\" class=\"footnote\">Cfr. S. Barraja, <em>I marchi<\/em>\u2026, 2010, p. 69.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_5_2714\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_6_2714\" class=\"footnote\">Cfr. <em>Ibidem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_6_2714\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_7_2714\" class=\"footnote\">M. Vitella, <em>Il reliquario a statua di San Nicasio<\/em>, in <em>At Home in Art Essays in Honour of Mario Buhagiar<\/em>, a cura di C. Vella, Malta 2016, pp. 257-262.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_7_2714\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_8_2714\" class=\"footnote\">Gentilmente segnalati dall\u2019amico Marcello Messina, che ringrazio.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_8_2714\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_9_2714\" class=\"footnote\">ASDPa, Diocesano, Lettere di visita, n. 640, c. 82r\/v.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_9_2714\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_10_2714\" class=\"footnote\">Ringrazio l\u2019amico Giovanni Travagliato per l\u2019assistenza alla trascrizione del documento.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_10_2714\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_11_2714\" class=\"footnote\">ASDPa, Diocesano, Lettere di visita, n. 642, cc. 117v-118r.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_11_2714\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_12_2714\" class=\"footnote\">A.\u00a0 Pettineo \u2013 P. Ragonese, <em>Dopo i Gagini prima dei Serpotta i Li Volsi, <\/em>Tusa 2007, pp. 149-150.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_12_2714\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_13_2714\" class=\"footnote\">E. D\u2019Amico, <em>Appunti per una storia del ricamo palermitano in et\u00e0 barocca. La committenza nobiliare<\/em>, in <em>Splendori di Sicilia. Arti decorative dal Rinascimento al Barocco<\/em>, catalogo della Mostra a cura di M.C. Di Natale, Milano 2001, pp. 204-221.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_13_2714\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>maurizio.vitella@unipa.it Il reliquiario a statua di San Nicasio di Caccamo: nuove acquisizioni documentarie DOI: 10.7431\/RIV14052016 Il restauro a cui \u00e8 stato sottoposto il reliquiario a <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=2714\" title=\"Maurizio Vitella\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2800,"menu_order":6,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2714"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2714"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2714\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2810,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2714\/revisions\/2810"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2800"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2714"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}