{"id":2701,"date":"2016-12-30T00:35:02","date_gmt":"2016-12-30T00:35:02","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=2701"},"modified":"2017-06-29T06:58:42","modified_gmt":"2017-06-29T06:58:42","slug":"sergio-intorre","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=2701","title":{"rendered":"Sergio Intorre"},"content":{"rendered":"<p>sergio.intorre@unipa.it<\/p>\n<h3>Ancora coralli trapanesi all\u2019asta: quattro lotti di Sotheby\u2019s<\/h3>\n<p>DOI: 10.7431\/RIV14022016<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una recente ricerca delle opere trapanesi in corallo battute nelle aste internazionali a partire dagli inizi del XXI secolo<sup><a href=\"#footnote_0_2701\" id=\"identifier_0_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Intorre, Coralli trapanesi nella collezione March, OADI Digitalia n. 5, collana diretta da Maria Concetta Di Natale, Palermo 2016.\">1<\/a><\/sup> ha portato alla luce esemplari in larga maggioranza inediti, di cui non si era a conoscenza perch\u00e9 transitati sempre nel mercato privato dell\u2019arte. L\u2019intensa circolazione di notizie ed informazioni inerenti le collezioni, dovuta anche all\u2019attivit\u00e0 di comunicazione on line svolta ormai regolarmente dalle case d\u2019asta, ha mostrato come i manufatti dei corallari trapanesi figurino spesso nelle collezioni pi\u00f9 prestigiose, a dimostrazione della diffusione che queste opere hanno avuto nel tempo e del loro successo in contesti culturali anche radicalmente diversi da quello originario<sup><a href=\"#footnote_1_2701\" id=\"identifier_1_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A tal proposito v. M.C. Di Natale, Ad laborandum curallum, in I grandi capolavori del corallo &ndash; I coralli di Trapani del XVII e XVIII secolo, catalogo della Mostra (Catania, Palazzo Valle, Fondazione Puglisi Cosentino, 3 marzo &ndash; 5 maggio 2013) a cura di V.P. Li Vigni, M.C. Di Natale, V. Abbate, Cinisello Balsamo 2013, pp. 39 &ndash; 55, passim.\">2<\/a><\/sup>. Il vasto orizzonte delle opere trapanesi in corallo di Et\u00e0 Moderna battute all\u2019asta si \u00e8 recentemente arricchito di quattro straordinari esemplari provenienti dalla collezione Padovani<sup><a href=\"#footnote_2_2701\" id=\"identifier_2_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Su Walter Padovani e la sua attivit&agrave; di antiquario v. http:\/\/www.walterpadovani.it\/it\/galleria\/storia#storia\">3<\/a><\/sup> e che figurano nel catalogo dell\u2019asta di Sotheby\u2019s <em>A milanese cabinet collection<\/em>, svoltasi a Milano il 13 giugno 2016<sup><a href=\"#footnote_3_2701\" id=\"identifier_3_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A milanese cabinet collection, catalogo dell&rsquo;asta di Sotheby&rsquo;s (Milano, 13 giugno 2016), Milano 2016.\">4<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lotto 32 \u00e8 costituito da una rara coppia di pavoni, databili alla prima met\u00e0 del XVII secolo (<a title=\"Fig. 1. Maestranze trapanesi, prima met\u00e0 del XVII secolo, &lt;i&gt;Coppia di pavoni&lt;\/i&gt;, rame dorato, bronzo dorato, corallo e smalto, collezione privata - Foto per gentile concessione di Sotheby\u2019s.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/int01.jpg\">Fig. 1<\/a>) gi\u00e0 registrata come lotto 100 dell\u2019asta de Il Ponte svoltasi a Milano il 24 marzo del 2009<sup><a href=\"#footnote_4_2701\" id=\"identifier_4_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Intorre, Coralli trapanesi&hellip;, 2016, p. 17.\">5<\/a><\/sup>. In questa occasione le due opere, realizzate con la tecnica del retroincastro<sup><a href=\"#footnote_5_2701\" id=\"identifier_5_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Il termine fu coniato da Maria Concetta Di Natale e Corrado Maltese in occasione della mostra L&rsquo;arte del corallo in Sicilia, svoltasi al Museo Pepoli di Trapani nel 1986. Cfr. L&rsquo;arte del corallo in Sicilia, a cura di C. Maltese, M.C. Di Natale, catalogo della Mostra (Museo Regionale Pepoli, Trapani, 1 marzo &ndash; 1 giugno 1986), Palermo 1986.\">6<\/a><\/sup>, mostravano al momento della vendita numerose lacune nella decorazione in corallo e negli smalti. Qui invece appaiono completamente restaurate ed integrate con un\u2019<em>aigrette<\/em> sul capo, \u201caraldicamente simbolo di amor proprio e vanit\u00e0, ma anche di vigilanza\u201d<sup><a href=\"#footnote_6_2701\" id=\"identifier_6_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. Travagliato, scheda n. 43, in I grandi capolavori&hellip;, 2013, p. 108; cfr. anche L. Caratti di Valfrei, Dizionario di araldica, Milano 1997, p. 148; G. Santi-Mazzini, Araldica. Storia, linguaggio, simboli e significati dei blasoni e delle armi, Milano 2003, p. 314.\">7<\/a><\/sup> che richiama direttamente gli analoghi esemplari coevi gi\u00e0 della collezione Whitaker di Palermo<sup><a href=\"#footnote_7_2701\" id=\"identifier_7_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem; cfr. anche M.C. Di Natale, Oro, argento e corallo tra committenza ecclesiastica e devozione laica, in Splendori di Sicilia &ndash; Arti decorative dal Rinascimento al Barocco, catalogo della Mostra (Albergo dei Poveri, Palermo, 10 dicembre 2000 &ndash; 30 aprile 2001) a cura di M.C. Di Natale, Milano 2001, pp. 56-57.\">8<\/a><\/sup>, frutto di una produzione aulica nella quale la coppia qui studiata rientra a pieno titolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Notevole \u00e8 il piccolo lampadario pi\u00f9 unico che raro (<a title=\"Fig. 2. Maestranze trapanesi, met\u00e0 del XVII secolo, &lt;i&gt;Lampadario in miniatura&lt;\/i&gt;, corallo, argento e bronzo dorato, collezione privata - Foto per gentile concessione di Sotheby\u2019s.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/int02.jpg\">Fig. 2<\/a>), gi\u00e0 transitato come lotto 8 nell\u2019asta di Sotheby\u2019s <em>Important French Furniture, Sculptures and Works of Art<\/em>, svoltasi a Parigi il 14 aprile 2010<sup><a href=\"#footnote_8_2701\" id=\"identifier_8_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Intorre, Coralli trapanesi&hellip;, 2016, p. 17.\">9<\/a><\/sup>, qui catalogato come lotto 34. L\u2019opera, databile alla met\u00e0 del XVII secolo, presenta un fusto scandito da nodi globulari. Dal nodo centrale, decorato con mascheroni in corallo, si dipartono sei cavalli alati rampanti a tutto tondo, sulle cui teste sono innestati i portacandele. Queste ultime potrebbero essere frutto di un\u2019integrazione successiva. Sia le ali che le zampe, infatti, ricordano pi\u00f9 un ippogrifo o un drago che un cavallo e a differenza del resto del corpo in rame dorato, le teste di cavallo sono in argento. Singolare nella sua struttura, quest\u2019opera richiama espressioni successive legate alla tradizione degli apparati effimeri, cos\u00ec come si conoscono dai disegni di Paolo e Giacomo Amato<sup><a href=\"#footnote_9_2701\" id=\"identifier_9_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A tal proposito v. M.C. Ruggieri Tricoli, Paolo Amato &ndash; La corona e il serpente, Palermo 1983; M.C. Di Natale, Apparati effimeri e Arti Decorative: carri di trionfo in corallo, in &ldquo;OADI. Rivista dell&rsquo;Osservatorio per le Arti Decorative in Italia&rdquo;, IV, 7, giugno 2013 (http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=1591); Eadem, Il corallo apotropaico e la Santa Patrona, in G. Lo Cicero, Corallo per Santa Rosalia tra Sicilia e Spagna, saggio introduttivo di M.C. Di Natale, Digitalia Rara n. 3, collana di studi diretta da M.C. Di Natale, Osservatorio per le Arti Decorative in Italia &ldquo;Maria Accascina&rdquo; 2013, pp. 16-29; Eadem, Carri di Trionfo in corallo per Santa Rosalia Patrona di Palermo, in &ldquo;MPS Art Report&rdquo;, n. 183, Febbraio 2014, pp. 11-13.\">10<\/a><\/sup>, che attestano la persistenza di stilemi tardo-secenteschi. Si ritrovano cavalli rampanti nel suo progetto per l\u2019apparato dell\u2019altare maggiore della Cattedrale di Palermo in occasione dei festeggiamenti in onore di Santa Rosalia del 1686<sup><a href=\"#footnote_10_2701\" id=\"identifier_10_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. M.C. Ruggieri Tricoli, Paolo Amato&hellip;, 1983, p. 32.\">11<\/a><\/sup> e lampade analoghe a quelle in questione pendono dagli intradossi degli archi nei progetti dell\u2019apparato del 1710 per la celebrazione della vittoria di Prifuega<sup><a href=\"#footnote_11_2701\" id=\"identifier_11_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. M.C. Ruggieri Tricoli, Paolo Amato&hellip;, 1983, p. 54.\">12<\/a><\/sup> e in quello per l\u2019apparato della navata della Cattedrale del 1704<sup><a href=\"#footnote_12_2701\" id=\"identifier_12_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. M.C. Ruggieri Tricoli, Paolo Amato&hellip;, 1983, p. 55.\">13<\/a><\/sup>. Particolarmente interessante \u00e8 inoltre il confronto con i grifi e le teste equine, scandite da scudi raffiguranti la Trinacria con spighe di grano, che si alternano sulla mazza custodita presso la Chiesa Madre di Caccamo, opera di Michele Ricca della prima met\u00e0 del XVII secolo<sup><a href=\"#footnote_13_2701\" id=\"identifier_13_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M.C. Di Natale, scheda II.49, in Ori e argenti di Sicilia dal Quattrocento al Settecento, catalogo della Mostra (Trapani, Museo Regionale Pepoli, 1 luglio &ndash; 30 ottobre 1989) a cura di M. C. Di Natale, Milano 1989, pp. 222-223.\">14<\/a><\/sup>, \u201csplendidamente barocca\u201d<sup><a href=\"#footnote_14_2701\" id=\"identifier_14_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem, p. 222.\">15<\/a><\/sup>, culminante con San Giorgio, protettore della cittadina, che uccide il drago<sup><a href=\"#footnote_15_2701\" id=\"identifier_15_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A tale proposito cfr. M.C. Di Natale, Cfr. M.C. Di Natale, San Giorgio nella cultura artistica siciliana, in R. Cedrini &ndash; M.C. Di Natale, Il Santo e il Drago, Palermo 1993, pp. 112-114\">16<\/a><\/sup>. Le teste equine si ritrovano, alternate a cariatidi alate, nelle due mazze coeve custodite presso il Municipio di Caccamo (<a title=\"Fig. 3. Argentiere siciliano della prima met\u00e0 del XVII secolo, Mazze, argento sbalzato, cesellato e inciso con parti in fusione, Caccamo, Municipio. Foto Fondo Accascina, Biblioteca Centrale della Regione Siciliana &quot;A. Bombace&quot;.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/int02b.jpg\">Fig. 3<\/a>), anch\u2019esse culminanti con la figura a tutto tondo di San Giorgio che uccide il drago, prive di marchi, a proposito delle quali Maria Accascina annotava nei suoi inediti appunti manoscritti, forse con eccessiva severit\u00e0, \u201cLavoro mediocre ma d\u2019effetto\u201d<sup><a href=\"#footnote_16_2701\" id=\"identifier_16_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Biblioteca Centrale della Regione Siciliana &ldquo;A. Bombace&rdquo;, Fondo Accascina, doc. n. 110.8.A.00026; v. anche Il Fondo Accascina (1922 &ndash; 1979) &ndash; Inventario, a cura di Rita Di Natale, Palermo 2014. Le due mazze del Municipio di Caccamo sono state pubblicate in R.F. Margiotta, La mazza d&rsquo;argento dell&rsquo;Universitas di Prizzi, in Estudios de Plater&iacute;a. San Eloy 2009, a cura di J. Rivas Carmona, Murcia 2009, p. 468. Per il Fondo Accascina vedi anche la sezione ad esso dedicata sul sito dell&rsquo;Osservatorio per le Arti Decorative in Italia, http:\/\/www.oadi.it\/fondo-accascina\/.\">17<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019ultimo quarto del XVII secolo pu\u00f2 essere datato l\u2019inedito cofanetto che costituisce il lotto 33 (<a title=\"Fig. 4. Maestranze trapanesi, ultimo quarto del XVII secolo, &lt;i&gt;Cofanetto&lt;\/i&gt;, rame dorato, argento e corallo, collezione privata - Foto per gentile concessione di Sotheby\u2019s.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/int03.jpg\">Fig. 4<\/a>). \u00c8 infatti realizzato con la tecnica della cucitura, che si afferma in questo periodo<sup><a href=\"#footnote_17_2701\" id=\"identifier_17_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M.C. Di Natale, Ad laborandum&hellip;, in I grandi capolavori&hellip;, 2013, p. 51.\">18<\/a><\/sup>, e presenta una ricca decorazione a tralci e volute in argento, ulteriormente impreziosita da elementi in corallo. I piedi sono costituiti da aquile sormontate da cariatidi in corallo e ogni lato, compreso il coperchio, reca al centro un medaglione in corallo scolpito a bassorilievo raffigurante una figura femminile su un carro trionfale (<a title=\"Fig. 5. Maestranze trapanesi, ultimo quarto del XVII secolo, &lt;i&gt;Cofanetto&lt;\/i&gt;, rame dorato, argento e corallo, collezione privata (part.).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/int04.jpg\">Figg. 5<\/a> e <a title=\"Fig. 6. Maestranze trapanesi, ultimo quarto del XVII secolo, &lt;i&gt;Cofanetto&lt;\/i&gt;, rame dorato, argento e corallo, collezione privata (part.).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/int05.jpg\">6<\/a>) o a cavallo (<a title=\"Fig. 7. Maestranze trapanesi, ultimo quarto del XVII secolo, &lt;i&gt;Cofanetto&lt;\/i&gt;, rame dorato, argento e corallo, collezione privata (part.).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/int06.jpg\">Figg. 7<\/a> e <a title=\"Fig. 8. Maestranze trapanesi, ultimo quarto del XVII secolo, &lt;i&gt;Cofanetto&lt;\/i&gt;, rame dorato, argento e corallo, collezione privata (part.).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/int07.jpg\">8<\/a>). Il soggetto ritratto potrebbe essere identificato con Clorinda, personaggio della Gerusalemme Liberata di Tasso, donna guerriera musulmana ma di origini cristiane innamorata di Tancredi, che nel poema muove con Argante un assalto al campo cristiano<sup><a href=\"#footnote_18_2701\" id=\"identifier_18_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"T. Tasso, Gerusalemme Liberata, Canti II, III, IX, XI e XII.\">19<\/a><\/sup>. Sul lato frontale la serratura \u00e8 incorniciata da un mascherone in corallo (<a title=\"Fig. 9. Maestranze trapanesi, ultimo quarto del XVII secolo, &lt;i&gt;Cofanetto&lt;\/i&gt;, rame dorato, argento e corallo, collezione privata (part.).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/int08.jpg\">Fig. 9<\/a>). L\u2019interno \u00e8 rivestito di seta verde e reca al centro del coperchio uno specchietto incorniciato da ovoli di corallo fissati con la tecnica del retroincastro. L\u2019opera \u00e8 da ricondurre nell\u2019alveo di una produzione di cui fanno parte anche esemplari analoghi come quello della collezione dei Conti Schoenborn<sup><a href=\"#footnote_19_2701\" id=\"identifier_19_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. Daneu, L&rsquo;arte trapanese del corallo, Milano 1964, p. 144, Tav. XXXIII.\">20<\/a><\/sup>, quello di collezione privata di Palermo<sup><a href=\"#footnote_20_2701\" id=\"identifier_20_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. Vitella, scheda n. 88, in I grandi capolavori&hellip;, 2013, pp. 160-161, che riporta la bibliografia precedente.\">21<\/a><\/sup>, quello presso il Museo Interdisciplinare Regionale \u201cPepoli\u201d di Trapani in deposito dalla collezione Intesa San Paolo<sup><a href=\"#footnote_21_2701\" id=\"identifier_21_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"D. Scandariato, scheda n. 89, in I grandi capolavori&hellip;, 2013, pp. 162-163, che riporta la bibliografia precedente.\">22<\/a><\/sup> e i tre esemplari con <em>Immacolata<\/em> di collezione privata di Catania<sup><a href=\"#footnote_22_2701\" id=\"identifier_22_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. Vitella, scheda n. 36, in Splendori di Sicilia&hellip;, 2001, p. 494; M.C. Di Natale, scheda n. 90, in I grandi capolavori&hellip;, 2013, p. 164.\">23<\/a><\/sup>, anch\u2019essi decorati con ricchi tralci fitomorfi e fiori carnosi cuciti al rame dorato con fili metallici e pernetti e accoppiati all\u2019argento cesellato ed inciso. Le opere appena citate hanno in comune con l\u2019esemplare qui oggetto di studio, oltre che la tecnica di esecuzione, il repertorio decorativo: l\u2019ornato a tralci e fiori, finemente intagliato nel corallo e cesellato sull\u2019argento; le cariatidi, impiegate come elementi verticali tra piede e coperchio o come motivo decorativo diagonale sul piano del coperchio stesso e nelle quali si riscontrano echi della produzione gaginiana; i mascheroni, a sottolineare la serratura; le aquile, scolpite a tutto tondo, che fanno da sostegni. Queste ultime, che richiamano il simbolo del Senato palermitano allo stesso modo dei marchi degli argentieri di questo periodo, si ritrovano anche sui trionfi con <em>Carlo II<\/em><sup><a href=\"#footnote_23_2701\" id=\"identifier_23_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. V. Abbate, scheda n. 79, in I grandi capolavori&hellip;, 2013, p. 150, che riporta la bibliografia precedente.\">24<\/a><\/sup> e con l\u2019<em>Immacolata<\/em><sup><a href=\"#footnote_24_2701\" id=\"identifier_24_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M.C. Di Natale, Arti decorative a Palazzo Abatellis: il Trionfo con Immacolata, in 1954 &ndash; 2014 Sessanta anni della Galleria e delle sue collezioni a Palazzo Abatellis, a cura di G. Barbera, Messina 2015, pp. 104-107.\">25<\/a><\/sup> custoditi presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis, su quelli con <em>Apollo-Sole<\/em> e l\u2019<em>Annunciazione<\/em> della Fondazione Whitaker di Palermo<sup><a href=\"#footnote_25_2701\" id=\"identifier_25_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"V. Abbate, schede n. 156 e 157, in L&rsquo;arte del corallo&hellip;, 1986, pp. 342-345; cfr. pure M.C. Di Natale, scheda I,15 in&nbsp; Wunderkammer siciliana alle origini del museo perduto, catalogo della mostra a cura di V. Abbate, Napoli 2001, p. 104.\">26<\/a><\/sup>, sui trionfi con <em>Santa Rosalia<\/em> e <em>San Michele<\/em> oggi al Museo del Bargello di Firenze<sup><a href=\"#footnote_26_2701\" id=\"identifier_26_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M.C. Di Natale, Oro, argento e corallo&hellip;, in Splendori di Sicilia&hellip;, 2001, pp. 22-69.\">27<\/a><\/sup> e sul capezzale con la <em>Madonna di Trapani<\/em> di collezione privata di Catania<sup><a href=\"#footnote_27_2701\" id=\"identifier_27_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M.C. Di Natale, scheda n. 102, in I grandi capolavori&hellip;, 2013, pp. 178-179.\">28<\/a><\/sup>, tutte opere che rimandano ai gi\u00e0 citati apparati effimeri con carri trionfali progettati da Paolo e Giacomo Amato, architetti del Senato palermitano, in occasione delle festivit\u00e0 annuali in onore di Santa Rosalia<sup><a href=\"#footnote_28_2701\" id=\"identifier_28_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"V. nota 10.\">29<\/a><\/sup>. Anche il medaglione in corallo scolpito a bassorilievo sul coperchio del cofanetto qui oggetto di studio, come si \u00e8 detto, ritrae una figura femminile su carro trionfale, elemento che costituisce un ulteriore legame con il contesto dei trionfi fin qui descritto. Tra questi, il gi\u00e0 citato trionfo di Carlo II di Palazzo Abatellis, in particolare, rimanda direttamente al disegno di Paolo e Giacomo Amato, nel quale si riscontra non soltanto la stessa composizione nella figura del sovrano, ma anche l\u2019aquila, il che induce Maria Concetta Di Natale ad ipotizzare che questa produzione possa essere ricondotta ad un\u2019unica bottega attiva tra la fine del XVII secolo e gli inizi del XVIII<sup><a href=\"#footnote_29_2701\" id=\"identifier_29_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. M.C. Di Natale, Ad laborandum&hellip;, in I grandi capolavori del corallo&hellip;, 2013, pp. 49-50.\">30<\/a><\/sup>. Nel caso in cui la \u201cstatua di Carlo II\u201d citata nell\u2019inventario <em>post mortem<\/em> del 1685 del corallaro trapanese Vito Bova<sup><a href=\"#footnote_30_2701\" id=\"identifier_30_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. Serraino, Trapani nella vita civile e religiosa, Trapani 1968, p. 113; R. Vadal&agrave;, ad vocem, Bova Vito, in Arti decorative in Sicilia. Dizionario biografico, a cura di M.C. Di Natale, I, Palermo 2014, p. 77.\">31<\/a><\/sup> potesse essere identificata con il trionfo di Palazzo Abatellis, le opere qui citate potrebbero essere ascritte alla sua bottega. La stessa Di Natale, per\u00f2, indica quest\u2019ultima come ipotesi di studio, tanto pi\u00f9 che l\u2019inventario non sembra riferirsi a trionfi, ma a \u201cquadri d\u2019architettura\u201d<sup><a href=\"#footnote_31_2701\" id=\"identifier_31_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. M.C. Di Natale, Ad laborandum&hellip;, in I grandi capolavori del corallo&hellip;, 2013, pp. 49-50.\">32<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, il lotto 31 \u00e8 costituito dal gruppo in corallo, argento e rame dorato raffigurante il <em>Martirio di San Sebastiano <\/em>(<a title=\"Fig. 10. Maestranze trapanesi, inizi del XVIII secolo, &lt;i&gt;Martirio di San Sebastiano&lt;\/i&gt;, rame dorato, argento e corallo, collezione privata - Foto per gentile concessione di Sotheby\u2019s.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/int09.jpg\">Fig. 10<\/a>), gi\u00e0 nella collezione Koelliker<sup><a href=\"#footnote_32_2701\" id=\"identifier_32_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Sulla collezione Koelliker v. L. Torretta, Nello studiolo di Koelliker, in &ldquo;Il Sole 24 Ore&rdquo;, 30 novembre 2008, http:\/\/goo.gl\/m3e4FQ.\">33<\/a><\/sup>, databile agli inizi del XVIII secolo. Il Santo, coerentemente con l&#8217;iconografia pi\u00f9 diffusa, \u00e8 ritratto legato ad un albero in rame dorato dalla ricca chioma, resa con foglioline in argento e fiori in rame dorato con sferette di corallo al centro. Un angioletto in corallo recante una corona con le ali in rame dorato occupa la parte superiore dell\u2019albero, che ha due soldati ai lati e ai piedi l\u2019elmo e la corazza. L&#8217;elmo, in particolare, rimanda al  Crocifisso sul Golgota di maestranze trapanesi della prima met\u00e0 del XVII secolo e  del 1721 custodito presso il Museo Antico Tesoro della Santa Casa di  Loreto<sup><a href=\"#footnote_33_2701\" id=\"identifier_33_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M.C. Di Natale, I coralli della Santa Casa di Loreto, in Sicilia ritrovata. Arti decorative dai Musei Vaticani e dalla Santa Casa di Loreto,  a cura di M.C. Di Natale, G. Cornini, U. Utro, catalogo della Mostra  (Monreale, Museo Diocesano, 7 giugno &ndash; 7 settembre 2012), Palermo 2012,  pp. 122-123 e Figg. 12-13-14.\">34<\/a><\/sup>, su cui figurano appunto alcuni elmi di foggia cinquecentesca, due dei quali oggi mancanti, come si evince da un inventario del 1758, che li definisce \u201csemibusti alla guerriera\u201d<sup><a href=\"#footnote_34_2701\" id=\"identifier_34_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Doc. IV, in Appendice Documentaria, a cura di R.F. Margiotta, in Sicilia ritrovata&hellip;, 2012, p. 189.\">35<\/a><\/sup>. Sia l&#8217;elmo che la corazza, inoltre, richiamano una scena di battaglia, estremamente rara nella produzione dei corallari trapanesi: &#8220;si conosce solo un esemplare gelosamente custodito in collezione privata di Palermo, che, come la scenografica perduta Montagna di corallo, o i diversi Presepi da quelli del Museo Regionale Pepoli di Trapani e del Museo Duca di Martina di Napoli, a quelli di collezioni private di Sicilia, alla Scena marina di Piazza Armerina, si articolano in complessi montuosi caratterizzati anche da architetture dirute di gusto piranesiano&#8221;<sup><a href=\"#footnote_35_2701\" id=\"identifier_35_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M.C. Di Natale, I coralli della Santa Casa di Loreto, in Sicilia ritrovata&hellip;, 2012, p. 124.\">36<\/a><\/sup>. Il martirio di San Sebastiano recentemente battuto all&#8217;asta da Sotheby&#8217;s rimanda ad esemplari coevi analoghi di produzione trapanese, come quello di collezione privata di Catania<sup><a href=\"#footnote_36_2701\" id=\"identifier_36_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"P. Palazzotto, scheda V.10.1, in Materiali preziosi dalla terra e dal mare nell&rsquo;arte trapanese e della Sicilia occidentale tra il XVIII e il XIX secolo, catalogo della Mostra (Trapani, Museo Regionale &ldquo;A. Pepoli&rdquo;, 15 febbraio &ndash; 30 settembre 2003) a cura di M.C. Di Natale, Palermo 2003, p. 257.\">37<\/a><\/sup>, raffigurato in un giardino realizzato con rami di corallo e racemi d\u2019argento, quello del Museo Diocesano di Palermo<sup><a href=\"#footnote_37_2701\" id=\"identifier_37_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"P. Palazzotto, scheda V.10.3, in Materiali preziosi&hellip;, 2003, p. 258.\">38<\/a><\/sup>, quello del Museo degli Argenti di Firenze<sup><a href=\"#footnote_38_2701\" id=\"identifier_38_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. Mosco, scheda V.10.4, in Materiali preziosi&hellip;, 2003, p. 259.\">39<\/a><\/sup>, quello custodito presso il convento dei Gesuiti a \u015awi\u0119ta Lipka, in Polonia<sup><a href=\"#footnote_39_2701\" id=\"identifier_39_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"J. Kriegseisen, Avorio e corallo. La statua di San Sebastiano del convento dei gesuiti a \u015awi\u0119ta Lipka (Polonia), in &ldquo;OADI &ndash; Rivista dell&rsquo;Osservatorio per le Arti Decorative in Italia&rdquo;, n. 8 &ndash; Dicembre 2013, DOI: 10.7431\/RIV08072013, http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=1805.\">40<\/a><\/sup>, nonch\u00e9 quello di collezione privata di Palermo<sup><a href=\"#footnote_40_2701\" id=\"identifier_40_2701\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"P. Virga, S. Sebastiano: iconografia e arte in Sicilia, Palermo 1993.\">41<\/a><\/sup>.<\/p>\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_2701\" class=\"footnote\">S. Intorre, <em>Coralli trapanesi nella collezione March<\/em>, OADI Digitalia n. 5, collana diretta da Maria Concetta Di Natale, Palermo 2016.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_2701\" class=\"footnote\">A tal proposito v. M.C. Di Natale, <em>Ad laborandum curallum<\/em>, in <em>I grandi capolavori del corallo &#8211; I coralli di Trapani del XVII e XVIII secolo<\/em>, catalogo della Mostra (Catania, Palazzo Valle, Fondazione Puglisi Cosentino, 3 marzo &#8211; 5 maggio 2013) a cura di V.P. Li Vigni, M.C. Di Natale, V. Abbate, Cinisello Balsamo 2013, pp. 39 &#8211; 55, <em>passim<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_2_2701\" class=\"footnote\">Su Walter Padovani e la sua attivit\u00e0 di antiquario v. http:\/\/www.walterpadovani.it\/it\/galleria\/storia#storia<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_2_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_3_2701\" class=\"footnote\"><em>A milanese cabinet collection<\/em>, catalogo dell\u2019asta di Sotheby\u2019s (Milano, 13 giugno 2016), Milano 2016.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_3_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_4_2701\" class=\"footnote\">S. Intorre, <em>Coralli trapanesi<\/em>&#8230;, 2016, p. 17.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_4_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_5_2701\" class=\"footnote\">Il termine fu coniato da Maria Concetta Di Natale e Corrado Maltese in occasione della mostra L\u2019arte del corallo in Sicilia, svoltasi al Museo Pepoli di Trapani nel 1986. Cfr. <em>L\u2019arte del corallo in Sicilia<\/em>, a cura di C. Maltese, M.C. Di Natale, catalogo della Mostra (Museo Regionale Pepoli, Trapani, 1 marzo &#8211; 1 giugno 1986), Palermo 1986.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_5_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_6_2701\" class=\"footnote\">G. Travagliato, scheda n. 43, in <em>I grandi capolavori<\/em>&#8230;, 2013, p. 108; cfr. anche L. Caratti di Valfrei, <em>Dizionario di araldica<\/em>, Milano 1997, p. 148; G. Santi-Mazzini, <em>Araldica. Storia, linguaggio, simboli e significati dei blasoni e delle armi<\/em>, Milano 2003, p. 314.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_6_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_7_2701\" class=\"footnote\"><em>Ibidem<\/em>; cfr. anche M.C. Di Natale, <em>Oro, argento e corallo tra committenza ecclesiastica e devozione laica<\/em>, in<em> Splendori di Sicilia &#8211; Arti decorative dal Rinascimento al Barocco<\/em>, catalogo della Mostra (Albergo dei Poveri, Palermo, 10 dicembre 2000 &#8211; 30 aprile 2001) a cura di M.C. Di Natale, Milano 2001, pp. 56-57.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_7_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_8_2701\" class=\"footnote\">S. Intorre, <em>Coralli trapanesi<\/em>&#8230;, 2016, p. 17.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_8_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_9_2701\" class=\"footnote\">A tal proposito v. M.C. Ruggieri Tricoli, <em>Paolo Amato &#8211; La corona e il serpente<\/em>, Palermo 1983; M.C. Di Natale, <em>Apparati effimeri e Arti Decorative: carri di trionfo in corallo<\/em>, in \u201cOADI. Rivista dell\u2019Osservatorio per le Arti Decorative in Italia\u201d, IV, 7, giugno 2013 (http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=1591); <em>Eadem<\/em>, <em>Il corallo apotropaico e la Santa Patrona<\/em>, in G. Lo Cicero, <em>Corallo per Santa Rosalia tra Sicilia e Spagna<\/em>, saggio introduttivo di M.C. Di Natale, Digitalia Rara n. 3, collana di studi diretta da M.C. Di Natale, Osservatorio per le Arti Decorative in Italia \u201cMaria Accascina\u201d 2013, pp. 16-29; <em>Eadem<\/em>, <em>Carri di Trionfo in corallo per Santa Rosalia Patrona di Palermo<\/em>, in \u201cMPS Art Report\u201d, n. 183, Febbraio 2014, pp. 11-13.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_9_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_10_2701\" class=\"footnote\">Cfr. M.C. Ruggieri Tricoli, <em>Paolo Amato<\/em>&#8230;, 1983, p. 32.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_10_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_11_2701\" class=\"footnote\">Cfr. M.C. Ruggieri Tricoli, <em>Paolo Amato<\/em>&#8230;, 1983, p. 54.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_11_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_12_2701\" class=\"footnote\">Cfr. M.C. Ruggieri Tricoli, <em>Paolo Amato<\/em>&#8230;, 1983, p. 55.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_12_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_13_2701\" class=\"footnote\">M.C. Di Natale, scheda II.49, in <em>Ori e argenti di Sicilia dal Quattrocento al Settecento<\/em>, catalogo della Mostra (Trapani, Museo Regionale Pepoli, 1 luglio &#8211; 30 ottobre 1989) a cura di M. C. Di Natale, Milano 1989, pp. 222-223.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_13_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_14_2701\" class=\"footnote\"><em>Ibidem<\/em>, p. 222.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_14_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_15_2701\" class=\"footnote\">A tale proposito cfr. M.C. Di Natale, Cfr. M.C. Di Natale, <em>San Giorgio nella cultura artistica siciliana<\/em>, in R. Cedrini &#8211; M.C. Di Natale, <em>Il Santo e il Drago<\/em>, Palermo 1993, pp. 112-114<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_15_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_16_2701\" class=\"footnote\">Biblioteca Centrale della Regione Siciliana \u201cA. Bombace\u201d, Fondo Accascina, doc. n. 110.8.A.00026; v. anche <em>Il Fondo Accascina (1922 &#8211; 1979) &#8211; Inventario<\/em>, a cura di Rita Di Natale, Palermo 2014. Le due mazze del Municipio di Caccamo sono state pubblicate in R.F. Margiotta, <em>La mazza d\u2019argento dell\u2019<\/em>Universitas<em> di Prizzi<\/em>, in <em>Estudios de Plater\u00eda. San Eloy 2009<\/em>, a cura di J. Rivas Carmona, Murcia 2009, p. 468. Per il Fondo Accascina vedi anche la sezione ad esso dedicata sul sito dell\u2019Osservatorio per le Arti Decorative in Italia, http:\/\/www.oadi.it\/fondo-accascina\/.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_16_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_17_2701\" class=\"footnote\">M.C. Di Natale, <em>Ad laborandum<\/em>&#8230;, in <em>I grandi capolavori<\/em>&#8230;, 2013, p. 51.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_17_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_18_2701\" class=\"footnote\">T. Tasso, <em>Gerusalemme Liberata<\/em>, Canti II, III, IX, XI e XII.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_18_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_19_2701\" class=\"footnote\">A. Daneu, <em>L\u2019arte trapanese del corallo<\/em>, Milano 1964, p. 144, Tav. XXXIII.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_19_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_20_2701\" class=\"footnote\">M. Vitella, scheda n. 88, in <em>I grandi capolavori<\/em>&#8230;, 2013, pp. 160-161, che riporta la bibliografia precedente.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_20_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_21_2701\" class=\"footnote\">D. Scandariato, scheda n. 89, in <em>I grandi capolavori<\/em>&#8230;, 2013, pp. 162-163, che riporta la bibliografia precedente.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_21_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_22_2701\" class=\"footnote\">M. Vitella, scheda n. 36, in <em>Splendori di Sicilia<\/em>&#8230;, 2001, p. 494; M.C. Di Natale, scheda n. 90, in <em>I grandi capolavori<\/em>&#8230;, 2013, p. 164.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_22_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_23_2701\" class=\"footnote\">Cfr. V. Abbate, scheda n. 79, in <em>I grandi capolavori<\/em>\u2026, 2013, p. 150, che riporta la bibliografia precedente. <span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_23_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_24_2701\" class=\"footnote\">M.C. Di Natale, <em>Arti decorative a Palazzo Abatellis: il<\/em> Trionfo con Immacolata, in <em>1954 &#8211; 2014 Sessanta anni della Galleria e delle sue collezioni a Palazzo Abatellis<\/em>, a cura di G. Barbera, Messina 2015, pp. 104-107.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_24_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_25_2701\" class=\"footnote\">V. Abbate, schede n. 156 e 157, in <em>L\u2019arte del corallo<\/em>&#8230;, 1986, pp. 342-345; cfr. pure M.C. Di Natale, scheda I,15 in\u00a0 <em>Wunderkammer siciliana alle origini del museo perduto<\/em>, catalogo della mostra a cura di V. Abbate, Napoli 2001, p. 104.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_25_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_26_2701\" class=\"footnote\">M.C. Di Natale, <em>Oro, argento e corallo<\/em>&#8230;, in <em>Splendori di Sicilia<\/em>&#8230;, 2001, pp. 22-69.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_26_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_27_2701\" class=\"footnote\">M.C. Di Natale, scheda n. 102, in <em>I grandi capolavori<\/em>&#8230;, 2013, pp. 178-179.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_27_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_28_2701\" class=\"footnote\">V. nota 10.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_28_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_29_2701\" class=\"footnote\">Cfr. M.C. Di Natale, <em>Ad laborandum<\/em>\u2026, in <em>I grandi capolavori del corallo<\/em>\u2026, 2013, pp. 49-50.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_29_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_30_2701\" class=\"footnote\">M. Serraino, <em>Trapani nella vita civile e religiosa<\/em>, Trapani 1968, p. 113; R. Vadal\u00e0, <em>ad vocem<\/em>,<em> Bova Vito<\/em>, in <em>Arti decorative in Sicilia. Dizionario biografico<\/em>, a cura di M.C. Di Natale, I, Palermo 2014, p. 77.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_30_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_31_2701\" class=\"footnote\">Cfr. M.C. Di Natale, <em>Ad laborandum<\/em>\u2026, in <em>I grandi capolavori del corallo<\/em>\u2026, 2013, pp. 49-50.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_31_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_32_2701\" class=\"footnote\">Sulla collezione Koelliker v. L. Torretta, <em>Nello studiolo di Koelliker<\/em>, in \u201cIl Sole 24 Ore\u201d, 30 novembre 2008, <a href=\"http:\/\/goo.gl\/m3e4FQ\">http:\/\/goo.gl\/m3e4FQ<\/a>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_32_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_33_2701\" class=\"footnote\">M.C. Di Natale, <em>I coralli della Santa Casa di Loreto<\/em>, in <em>Sicilia ritrovata. Arti decorative dai Musei Vaticani e dalla Santa Casa di Loreto<\/em>,  a cura di M.C. Di Natale, G. Cornini, U. Utro, catalogo della Mostra  (Monreale, Museo Diocesano, 7 giugno &#8211; 7 settembre 2012), Palermo 2012,  pp. 122-123 e Figg. 12-13-14.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_33_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_34_2701\" class=\"footnote\"><em>Doc. IV<\/em>, in <em>Appendice Documentaria<\/em>, a cura di R.F. Margiotta, in <em>Sicilia ritrovata<\/em>&#8230;, 2012, p. 189.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_34_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_35_2701\" class=\"footnote\">M.C. Di Natale, <em>I coralli della Santa Casa di Loreto<\/em>, in <em>Sicilia ritrovata<\/em>&#8230;,<em> <\/em>2012, p. 124.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_35_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_36_2701\" class=\"footnote\">P. Palazzotto, scheda V.10.1, in <em>Materiali preziosi dalla terra e dal mare nell\u2019arte trapanese e della Sicilia occidentale tra il XVIII e il XIX secolo<\/em>, catalogo della Mostra (Trapani, Museo Regionale \u201cA. Pepoli\u201d, 15 febbraio &#8211; 30 settembre 2003) a cura di M.C. Di Natale, Palermo 2003, p. 257.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_36_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_37_2701\" class=\"footnote\">P. Palazzotto, scheda V.10.3, in <em>Materiali preziosi<\/em>&#8230;, 2003, p. 258.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_37_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_38_2701\" class=\"footnote\">M. Mosco, scheda V.10.4, in <em>Materiali preziosi<\/em>&#8230;, 2003, p. 259.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_38_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_39_2701\" class=\"footnote\">J. Kriegseisen, <em>Avorio e corallo. La statua di San Sebastiano del convento dei gesuiti a \u015awi\u0119ta Lipka (Polonia)<\/em>, in \u201cOADI &#8211; Rivista dell\u2019Osservatorio per le Arti Decorative in Italia\u201d, n. 8 &#8211; Dicembre 2013, DOI: 10.7431\/RIV08072013, http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=1805.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_39_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_40_2701\" class=\"footnote\">P. Virga, <em>S. Sebastiano: iconografia e arte in Sicilia<\/em>, Palermo 1993.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_40_2701\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>sergio.intorre@unipa.it Ancora coralli trapanesi all\u2019asta: quattro lotti di Sotheby\u2019s DOI: 10.7431\/RIV14022016 Una recente ricerca delle opere trapanesi in corallo battute nelle aste internazionali a partire <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=2701\" title=\"Sergio Intorre\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2800,"menu_order":3,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2701"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2701"}],"version-history":[{"count":16,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2701\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2738,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2701\/revisions\/2738"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2800"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2701"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}