{"id":2544,"date":"2016-06-29T15:16:06","date_gmt":"2016-06-29T15:16:06","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=2544"},"modified":"2016-12-30T00:10:42","modified_gmt":"2016-12-30T00:10:42","slug":"paola-venturelli","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=2544","title":{"rendered":"Paola Venturelli"},"content":{"rendered":"<p>vntpaola@tin.it<\/p>\n<h3>L\u2019intagliatore Paolo Neri (1813-post 1889): un cammeo e qualche notizia biografica*<\/h3>\n<p>10.7431\/RIV13092016<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le opere pervenute dalla collezione Francesco Mauro al \u201cMuseo della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci\u201d di Milano<sup><a href=\"#footnote_0_2544\" id=\"identifier_0_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Nell&rsquo; &ldquo;Elenco topografico beni casa Mauro- 1952&rdquo;, il gioiello &egrave; registrato nel &ldquo;Salotto (foglio 7, n. inventario 125&rdquo;, p. 35: &ldquo;Grande cammeo in onice &ldquo;testa di Giove&rdquo; di P. Neri, montato in oro e 9 brillanti da R. Merzaghi&rdquo;); devo la conoscenza di questo documento a Claudio Giorgione.\">1<\/a><\/sup>, si trova un grande cammeo in calcedonio onice (7&#215;5), recante la vigorosa rappresentazione di profilo di una divinit\u00e0 greca maschile barbata dal ricercato naturalismo, iconograficamente ispirata alla produzione glittica tardoellenistica. Il cammeo \u00e8 racchiuso da un\u2019incorniciatura metallica a giorno distinta da un motivo a \u201cgreca\u201d, impreziosito da nove diamanti incastonati. Sul lato anteriore del cammeo, in basso, \u00e8 inciso a lettere capitali \u201cP. NERI\u201d (<a title=\"Fig. 1. Paolo Neri, terzo quarto (?) del XIX secolo, &lt;i&gt;Divinit\u00e0 maschile di profilo&lt;\/i&gt;, cammeo in onice, Milano, \u201cMuseo della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci\u201d.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/ven01.jpg\">Fig. 1<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante l\u2019esemplare sia stato assegnato al 1920-1925 e al celebre Alfredo Ravasco (1873-1958)<sup><a href=\"#footnote_1_2544\" id=\"identifier_1_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L&rsquo;assegnazione compare in R. De Grada- C. Fiordimela, Ottocento Novecento. Le collezioni d&rsquo;arte del Museo della Scienza e della tecnica &ldquo;Leonardo da Vinci&rdquo; di Milano, Garbagnate Milanese 2000, didascalia a p. 258.\">2<\/a><\/sup>, insuperato e fantasioso interprete delle mille possibilit\u00e0 creative offerte all\u2019oreficeria dalle pietre dure<sup><a href=\"#footnote_2_2544\" id=\"identifier_2_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per Alfredo Ravasco, cfr. P. Venturelli Alfredo Ravasco, Milano 2003; Eadem, Alfredo Ravasco. Gioielliere milanese degli anni Venti, in L&rsquo;arte del gioiello e il gioiello d&rsquo;artista dal Novecento a oggi, a cura di M. Mosco, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Pitti, 1 marzo- 30 giugno 2001), Firenze 2001, pp. 150-158; P. Venturelli, Orafi e oreficerie in Italia durante il Ventennio, in Il D&eacute;co in Italia, a cura di F. Benzi, catalogo della mostra (Roma, Chiostro del Bramante, 20 marzo- 13 giugno 2004), Milano 2004, pp. 238-249; Alfredo Ravasco. L&rsquo;orafo dei Principi. Il Principe degli orafi, a cura di P. Venturelli, catalogo della mostra (Milano, Villa Necchi Campiglio-FAI, 14 ottobre 2015-6 gennaio 2016), Milano 2015; P. Venturelli, Alfredo Ravasco: tra la Sicilia (Maria Accascina, Salvatore Corvaya) e Milano (la mostra a Villa Necchi Campiglio- FAI). Inediti e ritrovamenti, in &ldquo;OADI. Rivista dell&rsquo;Osservatorio della Arti Decorative in Italia&rdquo;, 12, dicembre 2015, www.unipa.it\/oadi\/rivista.\">3<\/a><\/sup>, come indica la firma, la parte lapidea spetta a Paolo Neri (1813- <em>post<\/em> 1889), incisore romano di cammei oggi misconosciuto, ma che dovette essere invece uno dei protagonisti di quel rinnovato interesse per l\u2019arte glittica che aveva visto in Italia una seconda rinascenza durante gli anni del neoclassicismo, trovando nel XIX secolo il suo fulcro a Roma<sup><a href=\"#footnote_3_2544\" id=\"identifier_3_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. in generale, R. Righetti, Incisori antichi di gemme e cammei in Roma dal Rinascimento all&rsquo;Ottocento, Roma 1952; L. Pirzio Biroli Stefanelli, Del cammeo e dell&rsquo;incisione in pietre dure e tenere nella Roma del XIX secolo, in Arte e artigianato nella Roma del Belli, a cura di L. Biancini- F. Onorati, atti del convegno (Roma, Fondazione Besso, 28 novembre 1997), Roma 1998, pp. 13-24; Eadem, Glittica, medaglistica, oreficeria. Artisti- artigiani per l&rsquo;Europa, in Maest&agrave; di Roma. Da Napoleone all&rsquo;Unit&agrave; d&rsquo;Italia. Universale ed Eterna. Capitale delle Arti, a cura di S. Pinto, con L. Barroero- F. Mazzocca, catalogo della mostra (Roma, Villa Medici, 7 marzo- 29 giugno 2003), Milano 2003, pp. 517-537; Incisori in pietra dura a Piazza di Spagna, a cura di L. Pirzio Biroli Stefanelli con F. Leone, Firenze 2009.\">4<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Meta dei facoltosi protagonisti del Grand Tour e di ricchi collezionisti italiani e stranieri, l\u2019Urbe \u00e8 sede di numerosi laboratori di intagliatori, dislocati principalmente intorno a piazza di Spagna e a piazza del Popolo che producono e smerciano cammei sia in pietra dura sia in conchiglia, materiale quest\u2019ultimo la cui pi\u00f9 facile lavorazione inizia negli anni Venti dell\u2019 Ottocento<sup><a href=\"#footnote_4_2544\" id=\"identifier_4_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. Pinelli, L&rsquo; indotto del Grand Tour settecentesco: l&rsquo;industria dell&rsquo;antico e del souvenir, in &ldquo;Ricerche di Storia dell&rsquo;Arte&rdquo;, 72, 2000, pp. 85-106; J. Black, Italy and the Grand Tour, New Haven 2003; Roma fuori Roma. L&rsquo;esportazione dell&rsquo;arte moderna da Pio VI all&rsquo;Unit&agrave; (1775-1870), a cura di G. Capitelli- S. Grandesso- C. Mazzarelli, Roma 2012.\">5<\/a><\/sup>. Altrettanto ricercati sono i <em>souvenir<\/em> eseguiti in mosaico o micromosaico, tecnica sperimentata da non pochi intagliatori (incluso Paolo Neri, parrebbe)<sup><a href=\"#footnote_5_2544\" id=\"identifier_5_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. D. Petochi -M. Alfieri- M. G. Branchetti, I mosaici minuti romani de secoli XVIII e XIX, Roma 1981; R. Grieco- A. Gambino, Roman Mosaic. L&rsquo;arte del micromosaico tra &lsquo;700 e &lsquo;800, Milano 2001; Ricordi in micro mosaico. Vedute e paesaggi per i viaggiatori del Grand Tour, a cura di C. Stefani, catalogo della mostra (Roma, Museo Mario Praz, 16 dicembre 2011- 10 giugno 2012), Roma 2011); P. Venturelli, Italia Icona\/ Icona Italia- Tecniche e Maestri, Museo del Gioiello di Vicenza, in corso di pubblicazione. Nel 1866 a Roma risultavano attivi 172 &ldquo;operai&rdquo; e 18 &ldquo;officine di musaico&rdquo;, con 90 &ldquo;operai&rdquo; che &ldquo;lavorano in casa loro a cottimo, per conto dei rivenditori di via Condotti, ed i pi&ugrave; abili guadagnano fino a quattro scudi al giorno&rdquo;, coadiuvati &ldquo;nel lavoro da molte donne e ragazzi&rdquo; (come indicato nella Monografia della citt&agrave; di Roma e della Campagna Romana: presentata all&rsquo;esposizione Universale di Parigi del 1878, parte seconda, Roma 1878, p. 498).\">6<\/a><\/sup>, con la quale sulla scia della moda archeologica si realizzano anche raffinati gioielli. Del tipo dei due inediti bracciali (ca. 1870) in oro (Collezione Gioielleria Pennisi- Milano), con la scritta ROMA in rilievo sul rovescio, a testimoniare il carattere turistico dei manufatti, il primo (<a title=\"Fig. 2. Cesare ed Enrico Tombini, ca. 1870, &lt;i&gt;Bracciale&lt;\/i&gt;, oro e micro mosaico, Milano, Collezione Gioielleria Pennisi.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/ven02.jpg\">Fig. 2<\/a>) commercializzato dai gioiellieri Cesare ed Enrico Tombini, eredi di una prestigiosa bottega attestata dalla met\u00e0 del secolo<sup><a href=\"#footnote_6_2544\" id=\"identifier_6_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"H. 2.8 x 6.4 (diametro); l&rsquo;originale contenitore in pelle e velluto presenta la scritta &ldquo;C. e E. Tombini, Roma Pz. di Spagna 92&rdquo;. Nell&rsquo;edizione del 1858 della guida di John Murray, &ldquo;Tombini&rdquo; (via del Babuino 65), definito un &ldquo;good working jeweler&rdquo;, &egrave; raccomandato &ldquo;for setting cameo portraits, mosaics, etc.&rdquo;, cfr. J. Murray, A Handbook to Rome and its environs, London 1858, p. XXVI (identiche le indicazioni nelle edizioni del 1867 e del 1871, cfr. J. Murray, A Handbook of Rome and its environs, London 1867, p. XXVI; J. Murray, A Handbook of Rome and its environs, London 1871, p. XXVII (con indirizzo in &ldquo;via Babuino&rdquo; 65); nell&rsquo;edizione Murray del 1899 &ldquo;Tombini&rdquo; &egrave; invece segnalato tra i produttori di cammei, &ldquo;principally on shell&rdquo; (J. Murray, A Handbook of Rome and the Campagna, London 1899, p. 23, p. 23). L&rsquo;orefice &ldquo;Tombini Cesare via del Babuino 64&rdquo; &egrave; citato ne L&rsquo;indicatore Urbano e Commerciale di Roma, Toma 1870; &ldquo;Tombini Cesare ad Enrico&rdquo; (Piazza di Spagna 92), presentano all&rsquo; Esposizione romana del 1883 &ldquo;Una tavola in musaico e tre riproduzioni in marmi colorati di antichi monumenti&rdquo; (Esposizione di Belle arti in Roma 1883. Catalogo generale ufficiale Roma 1883, pp. 163). Nel modello del bracciale e nel motivo decorativo che inquadra la scritta ROMA, l&rsquo;esemplare Pennisi si lega a quello in collezione privata svizzera assegnato a &ldquo;Roma, um 1860-1870&rdquo; (in A. Im Obersteg- S. Mazzoleni, AMOROMA. Gioielli in micro mosaico da una collezione privata svizzera, Lugano 2015, scheda n. 31, p. 105); cfr. P. Venturelli, Italia Icona\/ Icona Italia-&hellip;, in corso di pubblicazione.\">7<\/a><\/sup>, con lettere inframmezzate da scarabei aurei rilevati e la rappresentazione di giochi di amorini, memori dei modelli offerti dai dipinti murali di Ercolano e Pompei, il secondo (<a title=\"Fig. 3. Luigi A. Gallandt, 1870 ca., &lt;i&gt;Bracciale&lt;\/i&gt;, oro e micro mosaico, Milano, Collezione Gioielleria Pennisi.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/ven03.jpg\">Fig. 3<\/a>) del laboratorio di Luigi A. Gallandt, con invece l\u2019immagine di <em>Romolo e Remo allattati dalla lupa<\/em>, tratta dal dipinto (1612) di Pieter Paul Rubens ai Musei Capitolini, un\u2019opera citata in tutte le guide di Roma, anche ottocentesche<sup><a href=\"#footnote_7_2544\" id=\"identifier_7_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"H. 2.5 x 6.5 (diametro). La custodia originale in pelle e velluto reca la scritta: &ldquo;Cav. L. A. Gallandt, Manifacture de Mosaiques \/Pz. Di Spagna 7, Roma&rdquo;. Luigi A. Gallandt (o Gallant) espone alla Great Exibition di Londra del 1851 con il noto Luigi Moglia quadri a mosaico raffiguranti vedute di antichit&agrave; romane (cfr. A. Gonzales Palacios, The art of mosaics, Selections from the Gilbert Collection, catalogo della mostra, Los Angeles County Museum of Art, 28 aprile- 10 luglio 1977), Los Angeles 1977, cat. n. 87; J. Gabriel, Micromosaics. The Gilbert Collection, London 2000, p. 285, e n. 57 a p. 116; i quadri in mosaico Foro Romano, e Colosseo di Luigi A. Gallandt sono al Victoria and Albert Museum di Londra, Loan-Gilbert 890:1-2008, e LOAN Gilbert 891: 1-2008). Tombini e Gallandt sono ricordati ancora nella guida di Augustus L. C. Hare del 1900 e del 1903 (A. L.C. Hare, Walks in Rome, London 1900, p. 20; ed. London 1903, p. 20), entrambi in Piazza di Spagna, il primo al 74, il secondo al 9. Per la soluzione conferita alle lettere ROMA (entro medaglioni circondati da delicati meandri) il bracciale si lega a quello in collezione privata svizzera (assegnato a &ldquo;Rom, um 1860-1870), ma in argento (cfr. A. Im Obersteg- S. Mazzoleni, AMOROMA. Gioielli in micro mosaico&hellip; 2015, scheda n. 12, p. 86; cfr. P. Venturelli, Italia Icona\/ Icona Italia-&hellip;, in corso di pubblicazione), con nella parte figurata l&rsquo;Aurora Rospigliosi di Guido Reni (1613-1614), dipinto assai ammirato dai viaggiatori del Grand Tour e ripetutamente ripreso dagli artisti tra XVIII e XIX secc. (cfr. C. Mazzarelli, &lsquo;Old Master&rsquo; da exempla a souvenir: note sulla fortuna dell&rsquo;Aurora Rospigliosi di Guido Reni tra Settecento e Ottocento in Roma fuori Roma. L&rsquo;esportazione dell&rsquo;arte moderna&hellip;, 2012, pp. 509-528), che torna pure nel micromosaico del bracciale della collezione Gilbert (C. Gabriel, Micromsaics&hellip;2000, cat. 188, p. 252; The Gilbert Collection at the V &amp; A, a cura di T. Schroder, London 2009, p. 78, fig. 61).\">8<\/a><\/sup> .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le informazioni su Paolo Neri fino ad ora radunate dalla critica non sono molte<sup><a href=\"#footnote_8_2544\" id=\"identifier_8_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Thieme- Becker, Allegemeines Lexikon der Bildenden K&uuml;nstler, vol. XXV, Leipzig 1931, p. 390; A. Panzetta, Dizionario degli scultori italiani dell&rsquo;Ottocento e del primo Novecento, vol. I, Torino 1994, p.195; V. Vicario, Gli scultori italiani dal Neoclassicismo al Liberty, Lodi 1994, p. 748.\">9<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si basano sostanzialmente su quanto riportato da Angelo De Gubernatis (1840-1913) nel suo <em>Dizionario degli artisti italiani viventi<\/em>, edito nel 1889. Nato a Roma nel 1813, scultore e \u201dcelebre\u201d incisore \u201cin cammei\u201d, si educa inizialmente \u201csotto il padre\u201d e quindi presso i pittori Francesco Giangiacomo (1783-1864) e Tommaso Minardi (1787-1871), divenendo poi alunno dello scultore Pietro Tenerani (1787-1869)<sup><a href=\"#footnote_9_2544\" id=\"identifier_9_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. De Gubernatis, Dizionario degli artisti italiani viventi, pittori, scultori, architetti, Firenze 1889, pp. 325-326.\">10<\/a><\/sup>. Dedicatosi all\u2019\u201cincisione, nella quale si form\u00f2 uno stile proprio per la finitezza dei lavori e la pregevole esecuzione artistica\u201d, realizz\u00f2 \u201cinnumerevoli\u201d ritratti \u201csomigliantissimi\u201d, segnalandosi con \u201cmolti lavori tra i quali citiamo i bassorilievi in pietra dura Giove, Orazio Coclite, e Ercole; quello in conchiglia tolto dal poema di Milton La Peri e l\u2019altro pure in conchiglia coi ritratti delle LL. MM. il Re e la Regina, col Principe Ereditario\u201d; lavor\u00f2 anche il marmo, realizzando numerosi bassorilievi, \u201cencomiati assai\u201d e il \u201cbusto delle Quattro Stagioni\u201d, oltre a \u201cdue buone statue\u201d con la \u201cNinfa Egeria e Susanna\u201d<sup><a href=\"#footnote_10_2544\" id=\"identifier_10_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per gli artisti attivi a Roma tra Sette e Ottocento, cfr. in generale Maest&agrave; di Roma&hellip; 2003.\">11<\/a><\/sup>. De Gubernatis segnala infine la presenza di Paolo Neri all\u2019Esposizione Nazionale di Roma del 1883, con \u201cmolti lavori tra i quali una Tavola in mosaico rappresentate il Colosseo, un quadro pure in mosaico Acquedotti di Alessandro Severo, nove bellissimi cammei; e tre Piatti in maiolica a gran fuoco, nonch\u00e9 un medaglione in terracotta\u201d<sup><a href=\"#footnote_11_2544\" id=\"identifier_11_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Le indicazioni di Angelo De Gubernatis trovano riscontro nel catalogo dell&rsquo;Esposizione del 1883 (vedi qui si seguito alla nota n. 39).\">12<\/a><\/sup>. Dai documenti dell\u2019Archivio Storico del Vicariato di Roma consultati da Costantino Bulgari per la stesura del primo volume (edito nel 1959) del suo poderoso lavoro sugli orafi e i gemmari d\u2019Italia, affiora inoltre il nome del padre, Giuseppe, incisore di cammei nato a Civitavecchia nel 1784, attestato a Roma nel 1809 in via Frattina 77 e tra 1820 e 1850 in via della Vite al 101; nel 1848, quando Giuseppe \u00e8 qualificato \u2018possidente\u2019, lavora con lui il figlio Luigi (nato nel 1816), documentato dal 1844 presso la dimora paterna, assieme a Paolo. Quest\u2019ultimo, tra 1860 e 1862 figura in via Due Macelli, sposato con la romana Clementina Amici, personaggio la cui presenza Bulgari ritraccia nell\u2019edizione del 1869 della fortunatissima guida della citt\u00e0 di Roma scritta dall\u2019inglese John Murray, in cui la si dice eseguire cammei. In seguito Paolo si sposter\u00e0 in via Sistina, quindi in via Frattina e in via del Babuino<sup><a href=\"#footnote_12_2544\" id=\"identifier_12_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"C. G. Bulgari, Argentieri, gemmari e orafi d&rsquo;Italia, Roma 1959 vol.1, t. II, pp. 198-199 (a sua volta Giuseppe (che nel 1849 risulta vedovo di Giacinta Sicco), era figlio di Giovanni Battista Neri e Firmina Dalli). Per la guida Murray, cfr. A Bibliography of Murray&rsquo;s Handbooks for Travellers and Biographies of Autors, Editors, Revisers and Principal Contributors, ed. by W. B. C. Lister, London 1993.\">13<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altre notizie possono essere tuttavia qui aggiunte<sup><a href=\"#footnote_13_2544\" id=\"identifier_13_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Mi sono limitata alle sole fonti edite, senza tentare in questa sede di riunire le diverse opere di Paolo Neri.\">14<\/a><\/sup>, con l\u2019obiettivo di avviare la ricostruzione della personalit\u00e0 artistica di Paolo Neri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando inizia il suo percorso, l\u2019arte dei cammei gode di grande considerazione, come prova anche solo l\u2019ingresso nel 1812 all\u2019Accademia di san Luca come accademici di merito degli \u201cincisori in pietre dure\u201d Giuseppe Cerbara (1770- 1856), Giuseppe Girometti (1780- 1851), Nicola Morelli (1771-1838), seguiti nello stesso anno da Luigi Pichler (1773-1871) e nel 1816 da Benedetto Pistrucci (1783- 1855)<sup><a href=\"#footnote_14_2544\" id=\"identifier_14_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. L. Pirzio Biroli Stefanelli, Glittica, medaglistica, oreficeria&hellip; 2003, pp. 517-520.\">15<\/a><\/sup>. \u00a0Questo genere di attivit\u00e0 \u00e8 inoltre in piena espansione e occupa numerose persone, con una richiesta altissima, tanto che molti artefici lasciano Roma per Parigi, Londra, Vienna o Milano. Stando all\u2019 <em>Elenco di tutti gli pittori scultori architetti miniatori incisori in gemme e in rame scultori in metallo e mosaicisti<\/em>, pubblicato nel 1830 dallo svizzero Enrico de Keller per \u201cfare cosa grata agli stranieri\u201d e per facilitare \u201cagli Eruditi la conoscenza dei migliori Artisti, e delle Opere loro\u201d, nel settore degli \u201cIncisori di camei, intagli e cunj\u201d risultano impiegate un\u2019ottantina di persone, inclusi i \u201cNeri\u201d, sistemati in \u201cVia della Vite n. 101\u201d e segnalati per cammei in \u201cConchiglia, Ritratti\u201d<sup><a href=\"#footnote_15_2544\" id=\"identifier_15_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. Keller, Elenco di tutti i pittori, scultori, architetti, miniatori, incisori di gemme e in rame, scultori in metallo e mosaicisti, aggiunti gli scalpellini, pietrai, perlari ed altri artefici, e finalmente i negus d&rsquo;antichit&agrave; e di stampe, Roma 1830 (citazioni a p. 5; per il Neri: pp. 105, 108).\">16<\/a><\/sup>. Allo stesso indirizzo, e sempre per opere con ritratti, tornano pure nel <em>Manuale di notizie riguardanti le scienze, arti e mestieri della citt\u00e0 di Roma<\/em> edito nel 1839, scritto dall\u2019epigono Annibale Taddei, quando per\u00f2 i nominativi appaiono in totale cinquantanove, dei quali venticinque quali produttori di cammei<sup><a href=\"#footnote_16_2544\" id=\"identifier_16_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. Taddei, Manuale di notizie riguardanti le scienze, arti e mestieri della citt&agrave; di Roma per l&rsquo;anno 1839, Roma 1839, pp. 111-114 (tra gli &ldquo;Incisori di Camei, Intagli e Conj&rdquo;, a p.113: &ldquo;Neri, conchiglia, ritratti, via della Vite numero 101&rdquo;).\">17<\/a><\/sup>. Due anni prima il nome di Paolo Neri era comparso nella <em>Biografia degli italiani illustri nelle scienze, lettere ed arti del secolo XVIII e de\u2019 contemporanei<\/em>, menzionando una lettera del 10 ottobre 1836 scrittagli da Oreste Raggi (1812-1882), storico e letterato, amico di Pietro Tenerani, contenente informazioni sul famoso intagliatore Giovanni Antonio Santarelli (1758-1826)<sup><a href=\"#footnote_17_2544\" id=\"identifier_17_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Biografia degli italiani illustri nelle scienze, lettere ed arti del secolo XVII e de&rsquo; contemporanei, compilata da letterati Italiani di ogni Provincia, e pubblicata per cura del professore Emilio de Tipaldo, vol. IV, Venezia 1837, p. 25, nota 1. Oreste Raggi scrisse Della vita e delle opere di Pietro Tenerani, del suo tempo e della sua scuola nella scultura, Firenze 1860.\">18<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri dati emergono dagli elenchi contenuti nelle numerose guide di Roma per stranieri (soprattutto inglesi) che si moltiplicano dagli anni Quaranta, con la registrazione puntuale dei principali \u201cstudii\u201d cittadini e delle opere che vi si potevano acquistare<sup><a href=\"#footnote_18_2544\" id=\"identifier_18_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per lo studio, quale luogo di produzione, esposizione e smercio di opere d&rsquo;arte, cfr. S. Susinno, Artisti a Roma in et&agrave; di Restaurazione. Dimore, studi e altro, in Ateliers e case d&rsquo;artisti nell&rsquo;Ottocento, atti del seminario (Volpedo, 3-4 giugno 1994), Voghera 1998, pp. 59-70.\">19<\/a><\/sup>, evidenziando tra l\u2019altro la decisiva vocazione verso l\u2019esterno della produzione romana. Dieci sono gli indirizzi degli \u201cengravers of camei\u201d riportati nel volumetto dedicato agli <em>Studii of the Sculptors at Rome,<\/em> scritto dal conte Hawaks Le Grice, edito nel 1841; vi troviamo pure quello di \u201cNeri Giuseppe, via della Vite n. 101\/Neri Paolo <em>figlio Portrait<\/em>\u201d<sup><a href=\"#footnote_19_2544\" id=\"identifier_19_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"H. Le Grice, Walks through the Studii of the sculptors at Rome, Roma 1841, p. 283 (oltre ai due Neri, sono ricordati altri otto intagliatori).\">20<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque in questa data Paolo lavora ancora con il padre e viene citato per l\u2019esecuzione di esemplari con ritratti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono presumibilmente in conchiglia, pi\u00f9 accessibili rispetto ai pi\u00f9 costosi in pietra dura, come si potrebbe ricavare da <em>Il Mercurio di Roma ossia grande raccolta d\u2019indirizzi e notizie de\u2019 pubblici e privati stabilimenti; dei professori di scienze, lettere, ed arti; de\u2019 commercianti; degli artisti<\/em> (1843), che indica Giuseppe ancora in via della Vite 101 e quale esecutore di cammei \u201cin conchiglia\u201d, cos\u00ec come Paolo, ricordato pure per \u201critratti\u201d, ma con indirizzo in \u201cvia Felice 33\u201d<sup><a href=\"#footnote_20_2544\" id=\"identifier_20_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Il Mercurio di Roma ossia grande raccolta d&rsquo;indirizzi e notizie de&rsquo; pubblici e privati stabilimenti; dei professori di scienze, lettere, ed arti; de&rsquo; commercianti; degli artisti [&hellip;] Roma 1843, p. 315.\">21<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stando all\u2019edizione del 1858 della gi\u00e0 citata guida Murray, Paolo Neri (attivo in Piazza di Spagna 10) produce tuttavia anche cammei \u201c<em>in pietra dura<\/em>, a very superior style of art to that on shells\u201d, un giudizio valutativo che trova il corrispettivo nei costi debitamente riportati. Menzionando tra gli \u201cEngravers of Cameos- Principally on shells\u201d Saulini (definito \u201cperhaps the best in Rome for its portraits in cameo- he also engraved in pietra dura\u201d), si fa sapere infatti che se il prezzo \u201cfor cameo likenesses is from 15 to 25 scudi\u201d, \u201ca good head likeness only\u201d realizzata da Saulini verr\u00e0 \u201c20 scudi, with bust 25, and the same in pietra dura 200 and upwards\u201d<sup><a href=\"#footnote_21_2544\" id=\"identifier_21_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Oltre a Neri, gli &ldquo;Engravers of Cameos- Principally on shells&rdquo; ricordati sono: &ldquo;Saulini&rdquo;, Giovanni Dies, &ldquo;Civilotti&rdquo;, &ldquo;Girometti&rdquo;, &ldquo;Verge&rdquo; (J. Murray, A Handbook of Rome and its environs [&hellip;], London 1858, p. XXII).\">22<\/a><\/sup>. Dall\u2019edizione del 1862 sappiamo inoltre che i cammei \u201cNeri\u201d si aggirano dai \u201c15 to 25 scudi\u201d, mentre per i \u201cportraits in pietra dura\u201d, il \u201cprice ranging from 150 to 200 scudi\u201d<sup><a href=\"#footnote_22_2544\" id=\"identifier_22_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L&rsquo; elenco degli &ldquo;Engravers of cameos, principally on shell&rdquo; si apre con &ldquo;Saulini n. 96 via Babuino, now perhaps the first in Rome, and celebrated for his portraits&rdquo;, anche in &ldquo;pietra dura&rdquo; e prosegue con &ldquo;Neri, N. 10 Piazza di Spagna is also a good artist&rdquo; (cfr. J. Murray, A Handbook of Rome and its environs [&hellip;], London 1862, p. XXIV).&nbsp; La regina Vittoria d&rsquo;Inghilterra commissiona a Tommaso Saulini (1784-1864) e al figlio Luigi (1819-1883) alcuni cammei raffiguranti lei e il marito, cooptando dal 1865 anche James Ronca (1826-1910); significativi i differenti costi: un cammeo in onice di Saulini costa 282 scudi (tra 184 e 176 sterline), in conchiglia 80 scudi (circa 17 sterline); nel 1865 un cammeo in conchiglia di Ronca &egrave; pagato 6 ghinee (sterline 6.6) e un suo onice del 1873 sterline 25.5; peraltro nei successivi 30 anni i prezzi di queste opere non crescono significativamente, infatti nel 1901 &ldquo;a cameo for first-class badge&rdquo; &egrave; pagato 30.9 sterline (un aumento di 4.4 sterline), un &ldquo;second &ndash;class badge&rdquo; in onice 298.7 sterline e un cammeo in conchiglia 9.9 sterlin (un aumento di 3.8 sterline), cfr. K. Aschengreen Piacenti- J. Boardman, Ancient and Modern Gems and Jewels in the Collection of her Majesty the Queen, London 2008, pp. 242, 244.\">23<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo scadere del sesto decennio l\u2019attivit\u00e0 di Paolo Neri appare ben consolidata e conosciuta. \u201cShell and Gem- engravers\u201d (\u201cHe takes likenesses for Shell or Cameos broaches and executive engravings from the works of the <em>Antiques<\/em>\u201d), figura tra gli undici \u201cPrincipal Mosaicists and Shell Engravers\u201d registrati nella guida del 1860 di Francesco Saverio Bonfigli, che si sofferma anche su alcuni \u201csubjects\u201d dei suoi cammei: una \u201cfighting AMAZON on horseback\u201d, \u201cMAZEPPA, tied on the horse and hinted by the wolves in the forest\u201d, \u201cAGAR, imploring water from Heaven\u201d, \u201cThe elopement of HELEN with Paris\u201d<sup><a href=\"#footnote_23_2544\" id=\"identifier_23_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"F. S. Bonfigli, Guide to the Studios in Rome with much supplementary information, Rome 1860, pp. 97-101 (a pp. 98-99: Paolo Neri).\">24<\/a><\/sup>. L\u2019anno seguente due di tali soggetti risultano pure distinguere due esemplari in \u201cconchiglia sardonica\u201d presentati all\u2019Esposizione di Firenze, importante manifestazione da poco unita l\u2019Italia<sup><a href=\"#footnote_24_2544\" id=\"identifier_24_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. M Picone Petrusa, in M.A. Picone Petrusa &ndash; M. R. Pessolano- A Bianco, Le grandi esposizioni in Italia (1861-1911). La competizione culturale con l&rsquo;Europa e la ricerca dello stile nazionale, Napoli 1988, pp. 78-81.\">25<\/a><\/sup>, cui l\u2019intagliatore presenzia con diversi pezzi: \u201cErcole laureato con pelle di leone sulla spalla (cammeo in onice), Agar ed Ismaele nel deserto (cammeo in conchiglia sardonica), La Peri (cammeo in conchiglia sardonica), Amazzone che combatte una tigre (cammeo in conchiglia sardonica), Una giovane (cammeo in conchiglia sardonica), L\u2019Estate (cammeo in corniola orientale), Il carro di Paride ed Elena (cammeo in conchiglia sardonica)\u201d<sup><a href=\"#footnote_25_2544\" id=\"identifier_25_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Esposizione italiana Agraria, Industriale e Artistica tenuta a Firenze nel 1861. Catalogo Officiale, pubblicato per ordine della Commissione Reale, Firenze 1861, p. 106.\">26<\/a><\/sup>. Quello \u201crappresentante un Amazzone che combatte contro una tigre, modello [\u2026] inventato dall\u2019autore\u201d, e l\u2019altro in pietra dura con la \u201ctesta di Ercole laureato, con pelle di leone\u201d, parimenti \u201cdi invenzione dell\u2019artista, molto bene concepito e di ottima esecuzione\u201d, colpiscono particolarmente i \u201cgiurati\u201d, che valuteranno i lavori di Paolo Neri \u201cdegni della medaglia\u201d<sup><a href=\"#footnote_26_2544\" id=\"identifier_26_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Esposizione italiana tenuta in Firenze nel 1861, vol. II; Relazione dei giurati, Classi I a XIII, Firenze 1864, p. 359, 360 (n. 33).\">27<\/a><\/sup>. N\u00e9 inferiore risulta peraltro il giudizio espresso di l\u00ec a poco da Archibald Billing n\u00e9 <em>The science of gems, coins, and medals, ancient and modern<\/em> (1867), quando menziona il \u201cCupid returning from the Chase, black and white onyx, by Neri\u201d, inserendolo tra i cammei privi di difetti esecutivi, ricordando l\u2019autore tra i \u201cmany excellent <em>living<\/em> gem-engravers, both of intaglios and cameos, in <em>pietra dura<\/em>\u201d<sup><a href=\"#footnote_27_2544\" id=\"identifier_27_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. Billing, The science of gems, coins, and medals, ancient and modern, London 1867, pp. 10, 78, 123; figura n. 33.\">28<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 interessante notare che nel catalogo degli espositori alla mostra fiorentina del 1861, immediatamente prima di Paolo, viene registrata \u201cNeri Clementina, Roma\u201d \u2013sua moglie-, autrice che espone due cammei in conchiglia, una \u201cTesta di Medusa\u201d e \u201c Roma\u201d<sup><a href=\"#footnote_28_2544\" id=\"identifier_28_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Esposizione italiana Agraria, Industriale e Artistica&hellip; 1861, p. 106.\">29<\/a><\/sup>. \u00c8 lei la \u201cMadame Neri\u201d segnalata nella guida Murray del 1869 dopo il marito (che produce opere prezzate da 100 a 130 \u201cfrancs\u201d su conchiglia, da 1000 a 1150 in pietra dura, in marmo da 250 a 500)<sup><a href=\"#footnote_29_2544\" id=\"identifier_29_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"&ldquo;Madame Neri&rdquo; non figura invece nell&rsquo;edizione del 1867, quando Paolo -segnalato in via Frattina 13- &egrave; vivamente raccomandato (&ldquo;highly recommended&rdquo;) quale incisore di &ldquo;Cameos&rdquo;, principalmente su conchiglia (J. Murray, A Handbook of Rome and its environs, London 1867, p. XXVI). Nel Libro per tutti, ossia Guida civile artistica commerciale della citt&agrave; di Roma per l&rsquo;Anno 1866, Roma 1866 ( p. 298), Paolo Neri &egrave; registrato tra gli &ldquo;incisori&rdquo; in &ldquo;camei&rdquo;, in &ldquo;via Frattina 13&rdquo;, e quale secutore di cammei &ldquo;in conchiglia e ritratti&rdquo; in &ldquo;via Felice 33&rdquo;.\">30<\/a><\/sup>, giudicata \u201cvery talented\u201d, cos\u00ec come nelle successive edizioni della guida fino al 1875<sup><a href=\"#footnote_30_2544\" id=\"identifier_30_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"J. Murray, A Handbook of Rome and its environs, London 1869, p. XXVII (J. Murray, ed. 1871, p. XXVII). Allo stesso indirizzo e con le medesime indicazioni in J. Murray, ed. 1872, p. XXVIII,&nbsp; e J. Murray, ed. 1875, p. 298, figurano: &ldquo;Neri, 73 via Babuino&rdquo;, &ldquo;a first &ndash;rate artist for likenesses in cameo, and can be highly recommended&rdquo;, con &ldquo;Madame Neri [&hellip;] also much employed in the execution of this class of art&rdquo;; &ldquo;Madame Neri [&hellip;] also much employed in the execution of this class of art&rdquo; (nella guida del 1875 i &ldquo;prices&rdquo; dei cammei di Paolo risultano identici a quelli che figuravano nella Guida del 1869).\">31<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questa altezza cronologica la fisionomia degli artisti impegnati nell\u2019arte dei cammei \u00e8 per\u00f2 cambiata, cos\u00ec come la qualit\u00e0 dei loro prodotti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 lo stesso Paolo Neri a rilevarlo, interpellato con il noto orefice Augusto Castellani (1829-1914)<sup><a href=\"#footnote_31_2544\" id=\"identifier_31_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per i Castellani, cfr. I Castellani e l&rsquo;oreficeria archeologica italiana, a cura di A. M. Moretti Sgubini- F. Boitani, catalogo della mostra (Roma, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, 11 novembre 2005- 26 febbraio 2006), Roma 2005.\">32<\/a><\/sup> e l\u2019incisore di gemme Pio Siotto (1824- ?)<sup><a href=\"#footnote_32_2544\" id=\"identifier_32_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per Pio Siotto, cfr. A. De Gubernatis, Dizionario degli artisti italiani viventi&hellip; 1889, pp. 481-82; C. G. Bulgari, Argentieir, gemmari&hellip;1959, p. 414.\">33<\/a><\/sup> \u00a0circa lo stato dei \u201cLavori in pietre dure\u201d, nell\u2019ambito dell\u2019inchiesta industriale del 1870-\u201874 avviata all\u2019indomani del nuovo Stato italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo Castellani \u201cl\u2019arte dei camei sarebbe ora in decadenza, mentre i cammei di buona fattura non possono essere eseguiti per meno di cinquecento, seicento ed anche mille lire, e trovandosi pochi compratori che siano disposti a spendere simili somme i cammeisti sono costretti a far lavori da terminarsi presto, e del costo di 80 o di 100 lire, per cui non si possono avere quei lavori finiti che formavano la meraviglia di un\u2019altra epoca\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 lunga e articolata \u00e8 invece la risposta di Paolo Neri, \u201cche si occupa dell\u2019incisione in camei ed in pietra\u201d. In disaccordo con Castellani (\u201ccrede [\u2026] che il signor Castellani non sia ben informato\u201d), ne condivide tuttavia sostanzialmente il giudizio, \u201cperch\u00e9 mentre il Neri sostiene e prova che l\u2019industria dei camei progredisce, ammette anch\u2019egli che dal lato dell\u2019arte nulla si \u00e8 guadagnato. Gli incisori moderni si sarebbero perfezionati nei mezzi meccanici, ottenendo una straordinaria finezza d\u2019intaglio, ma il disegno sarebbe alquanto scorretto, e il gusto lascerebbe molto a desiderare\u201d; infatti i \u201cnuovi incisori non si sono dati la pena di fare gli studi necessari, tranne il Saulini padre\u201d, allontanandosi in tal modo dalle \u201csplendide tradizioni\u201d dei \u201ctempi antichi\u201d, cos\u00ec come dalle \u201cpi\u00f9 recenti del Pistrucci e del Carnieri, che, il primo alla Corte di Londra, il secondo a quella di Napoli, si affaticavano per sviluppare l\u2019amore dell\u2019arte\u201d. Stando a Neri, tale decadimento che peraltro egli nota anche \u201cin Germania e in Francia dove c\u2019\u00e8 maggiore numero di incisori, e ci si fa concorrenza riguardo alla quantit\u00e0 del prodotto\u201d, poteva tuttavia essere arrestato se \u201coltre al disegno gli operai imparassero, per dedicarsi all\u2019arte del cammeista, l\u2019incisione propriamente detta, della quale si potrebbe istituire l\u2019insegnamento presso l\u2019Opera di S. Michele\u201d, antico luogo caritativo e assistenziale di Roma dove era da tempo attiva una scuola pubblica per la lavorazione delle pietre dure e della medaglia, \u201caffidandolo [\u2026] a certo Gerardet, che avrebbe un sistema migliore degli altri\u201d. Paolo Neri aggiungeva, infine, che gli addetti \u00a0nel settore risultavano \u201c120, e la produzione annua\u201d poteva stimarsi \u201cda 600,000 a 700,00 lire. Ogni incisore guadagnerebbe da 8 a 10 lire al giorno, per cui il guadagno della mano d\u2019opera sarebbe di circa 1,000 lire al giorno, cio\u00e8 di circa 361,000 lire all\u2019anno\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla necessit\u00e0 di valide scuole di formazione concordava del resto Pio Siotto, \u201cche tiene a Roma un\u2019officina di incisione di cammei in conchiglie\u201d, il quale \u201c riterrebbe utilissimo negli Istituti tecnici, dopo il disegno e il modellare in grande, l\u2019insegnamento del modellare in piccolo per coloro che vogliono dedicarsi all\u2019industria del cammeista\u201d<sup><a href=\"#footnote_33_2544\" id=\"identifier_33_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Atti del comitato dell&rsquo;inchiesta industriale (1870-1874). Riassunto delle deposizioni orali e scritte, vol. VI, Firenze 1873, p. 133. Giorgio Antonio Girardet esegue cammei con il ritratto di Vittorio Emanuele II (1874) -pagato L. 1300-, di Umberto I (1884), della regina Margherita (1884) -pagato L. 1500- e del Principe ereditario Vittorio Emanuele (cfr. L. Pirzio Piroli Stefanelli, Cammei per casa Savoia: i ritratti di Giorgio Antonio Girardet, in &ldquo;Strenna dei Romanisti&rdquo;, 18 aprile 1997, pp. 509-516). Per Pistrucci, cfr. L. Pirzio Biroli Stefanelli, Pistrucci Benedetto, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 84, Roma 2015 (online). Per&nbsp; &ldquo;l&rsquo;Opera di S. Michele&rdquo;, cfr. R. Righetti, Incisori antichi di gemme&hellip; 1852, pp.72-73; V. Paglia, &ldquo;La Piet&agrave; dei carcerati&rdquo;. Confraternite e societ&agrave; a Roma nei secoli XVI-XVIII, Roma 1980 (il complesso edilizio &egrave; confiscato nel 1871 e affidato al Comune, iniziando una lenta decadenza). Per l&rsquo;arte dei cammei, il &ldquo;modellare in piccolo&rdquo; e la scultura, cfr. P. Venturelli, Splendidissime Gioie. Cammei e cristalli milanesi per le corti d&rsquo;Europa (XV- XVII secc.), Firenze 2013.\">34<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giorgio Antonio Girardet (1829-1892) -presumibilmente il \u201ccerto Gerardet\u201d ricordato da Paolo Neri-, Pio Siotto e lo stesso Neri, appartengono ormai al ristretto gruppo di incisori attivi a Roma nell\u2019ultimo quarto dell\u2019800<sup><a href=\"#footnote_34_2544\" id=\"identifier_34_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per Giorgio Antonio Girardet (1829-1892), cfr. &nbsp;L. Pirzio Biroli Stefanelli, Girardet Giorgio Antonio, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 56, 2001 online). La Piccola guida tascabile artistico- commerciale di Roma nuovo vade- mecum indispensabile per visitare l&rsquo;Eterna Citt&agrave; ora capitale d&rsquo;Italia compilata dal professore Colombetti di Torino, Roma 1870-1871, segnala tra gli indirizzi relativi ai &ldquo;Negozianti di Camei e di Mosaici su pietra dura e su conchiglia&rdquo;, sistemati &ldquo;in gran numero specialmente sulla Piazza di Spagna&rdquo; e &ldquo;in via della Croce e via Condotti&rdquo;, &ldquo;Neri Via Babuino 73, &ldquo;Tignani&rdquo;, &ldquo;Saulini, Peterson&rdquo; e quale incisore &ldquo;di pietre dure&rdquo; unicamente &ldquo;Girardet Giorgio, vicolo dei Vantaggio&rdquo;; quali &ldquo;Incisori in Camei risultano Carlo Civilotti, Gaetano Giannetti, Paolo Neri (via Frattina 13), Bartolomeo Rinaldi, Luigi Rossi, Luigi Saulini, Pio Siotto e &ldquo;Verg&egrave;&rdquo;.\">35<\/a><\/sup>, impegnati ancora a riprodurre in pezzi qualitativamente di livello soggetti mitologici e motivi ripresi dall\u2019antico o da scultori \u2018moderni\u2019 (quali Thorvaldsen)<sup><a href=\"#footnote_35_2544\" id=\"identifier_35_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L. Pirzio Biroli Stefanelli, Le opere di Thorvaldsen nella glittica romana dell&rsquo;Ottocento, in Thorvaldsen, L&rsquo;ambiente L&rsquo;influsso Il mito, a cura di P. Kragelund &ndash; M. Nykjaer, Roma 1991, pp. 91-100.\">36<\/a><\/sup>, piuttosto che soggetti di invenzione, un gruppo destinato per\u00f2 progressivamente ad assottigliarsi, complice il mercato che richiede ormai altri tipi di oggetti d\u2019arte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se nella <em>Monografia della citt\u00e0 di Roma e della Campagna Romana: presentata all\u2019esposizione Universale di Parigi del 1878<\/em>, trattando delle \u201cofficine\u201d glittiche \u201cdove si \u00e8 mantenuta la vecchia tradizione\u201d sono ricordati \u201cil Saulini, il Neri, il Siotto, il Rosi, il Lanzi, il Guglielmi, il Girardet\u201d (che lavorano \u201cin cos\u00ec fatto genere e vendono decorosamente i loro prodotti\u201d)<sup><a href=\"#footnote_36_2544\" id=\"identifier_36_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Monografia della citt&agrave; di Roma e della Campagna Romana: presentata all&rsquo;esposizione Universale di Parigi del 1878, parte seconda, Roma 1878, pp. 499-411: cap. IX &ldquo;Gemme incise. Camei. Paste&rdquo;, a p. 411 la citazione.\">37<\/a><\/sup>, allo scadere del secolo, nelle guide di Roma i nominativi dei \u201ccammeisti\u201d indicati appaiono decisamente meno, tra l\u2019altro riuniti sotto la classificazione non pi\u00f9 degli <em>studi<\/em>i, ma dei \u201cRoman Shops\u201d. Tra il 1899 e gli inizi del Novecento figurano solo Saulini e Neri, in alcune guide accompagnati talvolta da \u201cCiapponi\u201d e \u201cGalant\u201d<sup><a href=\"#footnote_37_2544\" id=\"identifier_37_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per esempio, nella prima edizione (1871), delle Walks in Rome di Augustus John Culbert Hare (vol. I, p. 3), troviamo Neri (via Babuino 72) e &ldquo;Saulini&rdquo; per &ldquo;cameos&rdquo;; in quella del 1890 tra i &ldquo;Roman Shops&rdquo;, per i &ldquo;Cameos&rdquo; figurano solo Saulini in via Babuino 96 e Neri al 133 della medesima via (A. J. C. Hare, Walks in Rome, London 1890, p. 23) in quella del 1897 risultano &ldquo;Ciapponi (portraits)&rdquo;, Saulini e Neri al medesimo indirizzo della precedente edizione e &ldquo;Galant&rdquo;, nominativi riproposti nell&rsquo;edizione del 1899 (la sedicesima) e del 1900, mentre nell&rsquo;edizione del 1904 figurano solo Saulini e Neri e nel 1913 ritornano Ciapponi, Saulini, Neri, Galant (A. J. C. Hare, Walks in Rome, London 1897, I vol. p. 19; A. J. C. Hare, Walks in Rome, 1899, vol. 1, p. 19; A. J. C. Hare, Walks in Rome, London 1900, vol. 1, pag. 20; A. J. C. Hare, Walks in Rome, London 1904, p. 23; A. J. C Hare, Walks in Rome, London 1913, p. 22), Nell&rsquo;edizione (la sedicesima) della guida di Murray del 1899, per &ldquo;Cameos, principally on shell&rdquo; &egrave; segnalato Saulini, seguito da &ldquo;Neri&rdquo; (in Piazza di Spagna 60), Verge, Raimondo de Estrada, F. Ciapponi, De Felici, Tombini; in quella del 1913 risulta attivo Saulini (J. Murray, A Handbook of Rome and the Campagna, London 1899, p. 23: &ldquo;Cameos &ldquo; Principally&rdquo; in conchiglia; Murray 1913 p. XXIV).\">38<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prova del cambiamento del gusto sono del resto anche i manufatti presentati dallo stesso Neri alla gi\u00e0 ricordata Esposizione di Belle Arti di Roma del 1883 (nove cammei, tra \u201cquadri\u201d e una \u201ctavola\u201d in \u201cmusaico\u201d, opere in marmo, \u201cpiatti maiolica a gran fuoco ed un medaglione di terra cotta\u201d)<sup><a href=\"#footnote_38_2544\" id=\"identifier_38_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Nove cammei, &ldquo;quadri in musaico&rdquo; (&ldquo;Colosseo&rdquo;, &ldquo;Ponte Lucano a Tivoli&rdquo;, &ldquo;Acquedotto di Alessandro severo), una &ldquo;Tavola in musaico con emblemi musicali&rdquo;, realizzazioni in marmo (&ldquo;L&rsquo;autunno&rdquo;, &ldquo;L&rsquo;inverno&rdquo;, &ldquo;Primavera&rdquo;, un&rsquo;altra &ldquo;Primavera&rdquo;: un errore da sostituirsi con Autunno?), nonch&eacute; a &ldquo;Tre piatti maiolica a gran fuoco ed un medaglione di terra cotta&rdquo; (cfr. Esposizione di Belle Arti in Roma 1883. Catalogo generale ufficiale, Roma 1883, pp. 102-104, nn. 8,10, 34, 36; p. 159, 161, 163 (l&rsquo;indirizzo di Paolo Neri indicato &egrave; via Babuino 133-134).\">39<\/a><\/sup>, un vero e proprio \u201cnegozio di Belle Arti\u201d, non pi\u00f9 un laboratorio di glittica, in parte riproposto alla mostra romana del 1889, <em>Arte ceramica e vetraria<\/em>, in cui \u201cfra le vetrine 42 e 43\u201d compaiono \u201cQuadri in musaico, piatti in majolica e terracotta\u201d di \u201cPaolo Neri, e conte Carlo Toni, Roma\u201d<sup><a href=\"#footnote_39_2544\" id=\"identifier_39_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Arte ceramica e vetraria: catalogo delle opere esposte, preceduto da notizie e documenti sulla ceramica italiana, a cura di R. Erculei, Museo Artistico Industriale, Roma 1889, pp. 254, 258.\">40<\/a><\/sup> .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giusto Saulini \u201cpadre\u201d, il collega citato positivamente da Neri, da identificarsi in Tommaso (1784-1864)<sup><a href=\"#footnote_40_2544\" id=\"identifier_40_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. M. Dickmann de Petra- F. Barberini, Tommaso e Luigi Saulini&hellip;2006.\">41<\/a><\/sup>, fu autore del celebrato cammeo in onice (\u201cm. 0.10.0. per m. 0.7.8\u201d) con il busto di \u201cJupiter Fulminator, or Ceraunius\u201d, esibito con successo nel 1851 alla grande mostra universale di Londra (<a title=\"Fig. 4. Tommaso Saulini, 1851 ca., &lt;i&gt;Busto di Giove tonante&lt;\/i&gt;, cammeo, dal Catalogo dell\u2019Esposizione di Londra 1851.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/ven04.jpg\">Fig. 4<\/a>), una manifestazione che registra pi\u00f9 di sei milioni di spettatori<sup><a href=\"#footnote_41_2544\" id=\"identifier_41_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. Dickmann de Petra- F. Barberini, Tommaso e Luigi Saulini&hellip;2006, p. 22.\">42<\/a><\/sup>, e nuovamente esposto anche a quella di Parigi del 1867, con altri cammei e \u201csquisiti lavori in musaico\u201d del figlio Luigi (1819- 1883)<sup><a href=\"#footnote_42_2544\" id=\"identifier_42_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Official Catalogue of the Great Exibition of the Works of Industry of all Nations, London 1851, p. 189; Elenco generale ragionato di tutti gli oggetti spediti dal Governo pontificio alla Esposizione universale di Parigi nell&rsquo;anno 1867 per mezzo del Ministero del Commercio, Belle arti, Industria, Agricoltura e Lavori pubblici, Roma 1867, p. 87, pp. 92-93: &ldquo;1. Onice orientale di rara grandezza (m. 0.10.0. per m. 0.7.8) rappresentante il busto di Giove Tonante inciso dal cav. Tommaso Saulini&rdquo;.\">43<\/a><\/sup>. Un esemplare di cui Tommaso diede anche una versione in sardonica (10.30x 7.30), firmandola T. SAULINI (Collezione privata) (<a title=\"Fig. 5. Tommaso Saulini, ca. 1851, &lt;i&gt;Busto di Giove tonante&lt;\/i&gt;, cammeo in sardonica, Collezione Privata.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/ven05.jpg\">Fig. 5<\/a>)<sup><a href=\"#footnote_43_2544\" id=\"identifier_43_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr . M. Dickmann de Petra- F. Barberini, Tommaso e Luigi Saulini&hellip; 2006, scheda 3, pp. 75-76.\">44<\/a><\/sup> che, data la fama del suo esecutore e la notoriet\u00e0 del pezzo, dovette indubbiamente suggestionare non pochi intagliatori attivi nel terzo quarto dell\u2019Ottocento. Come Maria Elisa Pistrucci (1824-1881), figlia del celebre Benedetto (1783-1855), che con l\u2019iconografia di Esculapio ne d\u00e0 una traduzione in sardonica (2.5&#215;1,9; gi\u00e0 Roma, Collezione Di Castro)<sup><a href=\"#footnote_44_2544\" id=\"identifier_44_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Incisori in pietra dura a piazza di Spagna&hellip;2009, senza indicazione delle pp.\">45<\/a><\/sup>, o lo stesso Luigi quando realizza il cammeo in onice (5&#215;6) rappresentante il volto di profilo di Nettuno (Collezione privata)<sup><a href=\"#footnote_45_2544\" id=\"identifier_45_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. M. Dickmann de Petra- F. Barberini, Tommaso e Luigi Saulini&hellip;2006, scheda 19, p. 81.\">46<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non mi paiono esenti da tali suggestioni neppure l\u2019esemplare milanese di Paolo Neri, n\u00e9 tantomeno quello (4&#215;4.5) in conchiglia (Collezione Eredi Saulini) di ignoto cammeista, proveniente dallo <em>studio<\/em> Saulini<sup><a href=\"#footnote_46_2544\" id=\"identifier_46_2544\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. Dickmann de Petra- F. Barberini, Tommaso e Luigi Saulini&hellip;2006, scheda 80, p. 98.\">47<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 6. Anonimo intagliatore, &lt;i&gt;Giove&lt;\/i&gt;, cammeo in conchiglia, Collezione eredi Saulini.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/ven06.jpg\">Fig. 6<\/a>), accumunato all\u2019opera del Neri dal modo di trattare i folti e inanellati riccioli della barba e dei capelli, oltre che per la particolare resa \u2018strigilata\u2019 della capigliatura osservabile sulla nuca, trattenuta dal diadema, o benda (<a title=\"Figg. 7- 9. Dettagli della Fig. 1 (Paolo Neri, terzo quarto ? del XIX secolo, &lt;i&gt;Divinit\u00e0 maschile di profilo&lt;\/i&gt;, cammeo in onice, Milano, \u201cMuseo della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci\u201d).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/ven07.jpg\">Figg. 7<\/a> &#8211; <a title=\"Figg. 7- 9. Dettagli della Fig. 1 (Paolo Neri, terzo quarto ? del XIX secolo, &lt;i&gt;Divinit\u00e0 maschile di profilo&lt;\/i&gt;, cammeo in onice, Milano, \u201cMuseo della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci\u201d).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/ven08.jpg\">8<\/a> &#8211; <a title=\"Figg. 7- 9. Dettagli della Fig. 1 (Paolo Neri, terzo quarto ? del XIX secolo, &lt;i&gt;Divinit\u00e0 maschile di profilo&lt;\/i&gt;, cammeo in onice, Milano, \u201cMuseo della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci\u201d).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/ven09.jpg\">9<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Referenze fotografiche<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fig. 1 Museo della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci- Milano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fig. 2, 3 Pennisi- Milano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fig. 6 Antonello Ildini- Roma<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Figg. 7-9 Marianna Cappellina- Milano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">* Desidero vivamente ringraziare Claudio Giorgione, Curatore del Museo della Scienza e della Tecnica \u2018Leonardo da Vinci\u2019, di Milano. Sono grata anche alla \u201cGioielleria Pennisi- Milano\u201d.<\/p>\n<p>APPENDICE<\/p>\n<p>Marianna Cappellina (STRATI, Conservazione e Restauro di Beni Culturali- Milano)<\/p>\n<p><strong>Note sui materiali<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In occasione dell\u2019imminente esposizione nella sezione \u201cIcone\u201d del Museo del Gioiello di Vicenza, curata da Paola Venturelli, l\u2019esemplare \u00e8 stato sottoposto a una leggera pulitura e osservato al microscopio ottico binoculare. (Figg. 7-9)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il gioiello si compone di un cammeo con figura bianca su fondo nero realizzato in intaglio di calcedonio onice; la gemma \u00e8 montata su una struttura ovale in oro con decorazione in nove segmenti a meandri geometrici (quattro per segmento), alternati ad altrettanti castoni quadrati in oro bianco con quattro griffe che sostengono ciascuno un diamante. Ad oggi non \u00e8 presente sul verso del gioiello una struttura di ancoraggio che permetta di comprenderne l\u2019originale funzione, non troviamo n\u00e9 ardiglione, n\u00e9 anello da pendente; osserviamo invece un uncino saldato in epoca abbastanza recente, che fungeva da sostegno in una vecchia esposizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lavorazione della gemma centrale \u00e8 di notevole qualit\u00e0 e nitore: l\u2019intaglio oltre a sfruttare la colorazione a bande della pietra, ne arricchisce la lettura grazie all\u2019espediente di un diverso grado di politura fra le zone bianche meno polite, che mettono in evidenza la lucentezza cerosa del materiale, e il fondo nero estremamente lucidato e forse anche migliorato con un protettivo lucido. I particolari dei riccioli pi\u00f9 esterni dei capelli sono di spessore inferiore al millimetro e sono rifiniti in ogni piccolo dettaglio, solo sul ricciolo posizionato in basso, pi\u00f9 vicino al collo, osserviamo mancanza di qualche millimetro in spessore. Tale lavorazione praticamente perfetta indica una conoscenza molto approfondita delle tecniche della glittica e delle caratteristiche delle pietre dure.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I nove diamanti accessori con taglio a brillante di forma rotonda e sono montati su castoni in lastra a granetta e sono valutabili, ad un\u2019osservazione del montato al microscopio ottico binoculare, con purezza e taglio scarsi (probabilmente tra VS e I, shallow cut). Ad inclusioni ben visibili sotto tavola e sotto corona si aggiungono cattiva simmetria e politura, oltre che porzioni di grezzo sulla superficie con abbassamento di caratura. Sia la montatura sia il taglio non favoriscono una luminosit\u00e0 delle pietre accessorie.<\/p>\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_2544\" class=\"footnote\">Nell\u2019 \u201cElenco topografico beni casa Mauro- 1952\u201d, il gioiello \u00e8 registrato nel \u201cSalotto (foglio 7, n. inventario 125\u201d, p. 35: \u201cGrande cammeo in onice \u201ctesta di Giove\u201d di P. Neri, montato in oro e 9 brillanti da R. Merzaghi\u201d); devo la conoscenza di questo documento a Claudio Giorgione.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_2544\" class=\"footnote\">L\u2019assegnazione compare in R. De Grada- C. Fiordimela, <em>Ottocento Novecento. Le collezioni d\u2019arte del Museo della Scienza e della tecnica \u201cLeonardo da Vinci\u201d di Milano<\/em>, Garbagnate Milanese 2000, didascalia a p. 258.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_2_2544\" class=\"footnote\">Per Alfredo Ravasco, cfr. P. Venturelli <em>Alfredo Ravasco, <\/em>Milano 2003; <em>Eadem<\/em>, <em>Alfredo Ravasco. Gioielliere milanese degli anni Venti,<\/em> in <em>L\u2019arte del gioiello e il gioiello d\u2019artista dal Novecento a oggi<\/em>, a cura di M. Mosco, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Pitti, 1 marzo- 30 giugno 2001), Firenze 2001, pp. 150-158; P. Venturelli, <em>Orafi e oreficerie in Italia durante il Ventennio<\/em>, in <em>Il D\u00e9co in Italia, <\/em>a cura di F. Benzi, catalogo della mostra (Roma, Chiostro del Bramante, 20 marzo- 13 giugno 2004), Milano 2004, pp. 238-249; <em>Alfredo Ravasco. L\u2019orafo dei Principi. Il Principe degli orafi<\/em>, a cura di P. Venturelli, catalogo della mostra (Milano, Villa Necchi Campiglio-FAI, 14 ottobre 2015-6 gennaio 2016), Milano 2015; P. Venturelli,<em> Alfredo Ravasco: tra la Sicilia (Maria Accascina, Salvatore Corvaya) e Milano (la mostra a Villa Necchi Campiglio- FAI). Inediti e ritrovamenti<\/em>, in \u201cOADI. Rivista dell\u2019Osservatorio della Arti Decorative in Italia\u201d, 12, dicembre 2015, <a href=\"http:\/\/www.unipa.it\/oadi\/rivista\">www.unipa.it\/oadi\/rivista<\/a>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_2_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_3_2544\" class=\"footnote\">Cfr. in generale, R. Righetti,<em> Incisori antichi di gemme e cammei in Roma dal Rinascimento all\u2019Ottocento<\/em>, Roma 1952; L. Pirzio Biroli Stefanelli, <em>Del cammeo e dell\u2019incisione in pietre dure e tenere nella Roma del XIX secolo<\/em>, in <em>Arte e artigianato nella Roma del Belli<\/em>, a cura di L. Biancini- F. Onorati, atti del convegno (Roma, Fondazione Besso, 28 novembre 1997), Roma 1998, pp. 13-24; <em>Eadem<\/em>, <em>Glittica, medaglistica, oreficeria. Artisti- artigiani per l\u2019Europa<\/em>, in <em>Maest\u00e0 di Roma. Da Napoleone all\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia. Universale ed Eterna. Capitale delle Arti<\/em>, a cura di S. Pinto, con L. Barroero- F. Mazzocca, catalogo della mostra (Roma, Villa Medici, 7 marzo- 29 giugno 2003), Milano 2003, pp. 517-537; <em>Incisori in pietra dura a Piazza di Spagna<\/em>, a cura di L. Pirzio Biroli Stefanelli con F. Leone, Firenze 2009.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_3_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_4_2544\" class=\"footnote\">A. Pinelli, <em>L&#8217; indotto del Grand Tour settecentesco: l\u2019industria dell\u2019antico e del souvenir<\/em>, in \u201cRicerche di Storia dell\u2019Arte\u201d, 72, 2000, pp. 85-106; J. Black, <em>Italy and the Grand Tour<\/em>, New Haven 2003; <em>Roma fuori Roma. L\u2019esportazione dell\u2019arte moderna da Pio VI all\u2019Unit\u00e0 (1775-1870)<\/em>, a cura di G. Capitelli- S. Grandesso- C. Mazzarelli, Roma 2012.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_4_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_5_2544\" class=\"footnote\">Cfr. D. Petochi -M. Alfieri- M. G. Branchetti, <em>I mosaici minuti romani de secoli XVIII e XIX<\/em>, Roma 1981; R. Grieco- A. Gambino,<em> Roman Mosaic. L\u2019arte del micromosaico tra \u2018700 e \u2018800<\/em>, Milano 2001; <em>Ricordi in micro mosaico. Vedute e paesaggi per i viaggiatori del Grand Tour<\/em>, a cura di C. Stefani, catalogo della mostra (Roma, Museo Mario Praz, 16 dicembre 2011- 10 giugno 2012), Roma 2011); P. Venturelli, <em>Italia Icona\/ Icona Italia- Tecniche e Maestri<\/em>, Museo del Gioiello di Vicenza, in corso di pubblicazione. Nel 1866 a Roma risultavano attivi 172 \u201coperai\u201d e 18 \u201cofficine di musaico\u201d, con 90 \u201coperai\u201d che \u201clavorano in casa loro a cottimo, per conto dei rivenditori di via Condotti, ed i pi\u00f9 abili guadagnano fino a quattro scudi al giorno\u201d, coadiuvati \u201cnel lavoro da molte donne e ragazzi\u201d (come indicato nella <em>Monografia della citt\u00e0 di Roma e della Campagna Romana: presentata all\u2019esposizione Universale di Parigi del 1878, parte seconda<\/em>, Roma 1878, p. 498).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_5_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_6_2544\" class=\"footnote\">H. 2.8 x 6.4 (diametro); l\u2019originale contenitore in pelle e velluto presenta la scritta \u201cC. e E. Tombini, Roma Pz. di Spagna 92\u201d. Nell\u2019edizione del 1858 della guida di John Murray, \u201cTombini\u201d (via del Babuino 65), definito un \u201cgood working jeweler\u201d, \u00e8 raccomandato \u201cfor setting cameo portraits, mosaics, etc.\u201d, cfr. J. Murray, <em>A Handbook to Rome and its environs<\/em>, London 1858, p. XXVI (identiche le indicazioni nelle edizioni del 1867 e del 1871, cfr. J. Murray, <em>A Handbook of Rome and its environs<\/em>, London 1867, p. XXVI; J. Murray, <em>A Handbook of Rome and its environs<\/em>, London 1871, p. XXVII (con indirizzo in \u201cvia Babuino\u201d 65); nell\u2019edizione Murray del 1899 \u201cTombini\u201d \u00e8 invece segnalato tra i produttori di cammei, \u201cprincipally on shell\u201d (J. Murray, <em>A Handbook of Rome and the Campagna<\/em>, London 1899, p. 23, p. 23). L\u2019orefice \u201cTombini Cesare via del Babuino 64\u201d \u00e8 citato ne <em>L\u2019indicatore Urbano e Commerciale di Roma<\/em>, Toma 1870; \u201cTombini Cesare ad Enrico\u201d (Piazza di Spagna 92), presentano all\u2019 Esposizione romana del 1883 \u201cUna tavola in musaico e tre riproduzioni in marmi colorati di antichi monumenti\u201d (<em>Esposizione di Belle arti in Roma 1883. Catalogo generale ufficiale<\/em> Roma 1883, pp. 163). Nel modello del bracciale e nel motivo decorativo che inquadra la scritta ROMA, l\u2019esemplare Pennisi si lega a quello in collezione privata svizzera assegnato a \u201cRoma, um 1860-1870\u201d (in A. Im Obersteg- S. Mazzoleni, <em>AMOROMA. Gioielli in micro mosaico da una collezione privata svizzera<\/em>, Lugano 2015, scheda n. 31, p. 105); cfr. P. Venturelli, <em>Italia Icona\/ Icona Italia-\u2026<\/em>, in corso di pubblicazione.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_6_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_7_2544\" class=\"footnote\">H. 2.5 x 6.5 (diametro). La custodia originale in pelle e velluto reca la scritta: \u201cCav. L. A. Gallandt, Manifacture de Mosaiques \/Pz. Di Spagna 7, Roma\u201d. Luigi A. Gallandt (o Gallant) espone alla Great Exibition di Londra del 1851 con il noto Luigi Moglia quadri a mosaico raffiguranti vedute di antichit\u00e0 romane (cfr. A. Gonzales Palacios, <em>The art of mosaics, Selections from the Gilbert Collection<\/em>, catalogo della mostra, Los Angeles County Museum of Art, 28 aprile- 10 luglio 1977), Los Angeles 1977, cat. n. 87; J. Gabriel, <em>Micromosaics. The Gilbert Collection, <\/em>London 2000, p. 285, e n. 57 a p. 116; i quadri in mosaico<em> Foro Romano<\/em>, e <em>Colosseo<\/em> di Luigi A. Gallandt sono al Victoria and Albert Museum di Londra, Loan-Gilbert 890:1-2008, e LOAN Gilbert 891: 1-2008). Tombini e Gallandt sono ricordati ancora nella guida di Augustus L. C. Hare del 1900 e del 1903 (A. L.C. Hare, <em>Walks in Rome<\/em>, London 1900, p. 20; ed. London 1903, p. 20), entrambi in Piazza di Spagna, il primo al 74, il secondo al 9. Per la soluzione conferita alle lettere ROMA (entro medaglioni circondati da delicati meandri) il bracciale si lega a quello in collezione privata svizzera (assegnato a \u201cRom, um 1860-1870), ma in argento (cfr. A. Im Obersteg- S. Mazzoleni, <em>AMOROMA. Gioielli in micro mosaico\u2026<\/em> 2015, scheda n. 12, p. 86; cfr. P. Venturelli, <em>Italia Icona\/ Icona Italia-\u2026<\/em>, in corso di pubblicazione), con nella parte figurata l\u2019<em>Aurora Rospigliosi<\/em> di Guido Reni (1613-1614), dipinto assai ammirato dai viaggiatori del Grand Tour e ripetutamente ripreso dagli artisti tra XVIII e XIX secc. (cfr. C. Mazzarelli,<em> \u2018Old Master\u2019 da exempla a souvenir: note sulla fortuna dell\u2019Aurora Rospigliosi di Guido Reni tra Settecento e Ottocento<\/em> in <em>Roma fuori Roma. L\u2019esportazione dell\u2019arte moderna<\/em>\u2026, 2012, pp. 509-528), che torna pure nel micromosaico del bracciale della collezione Gilbert (C. Gabriel, <em>Micromsaics<\/em>\u20262000, cat. 188, p. 252; <em>The Gilbert Collection at the V &amp; A<\/em>, a cura di T. Schroder, London 2009, p. 78, fig. 61).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_7_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_8_2544\" class=\"footnote\">Thieme- Becker, <em>Allegemeines Lexikon der Bildenden K\u00fcnstler<\/em>, vol. XXV, Leipzig 1931, p. 390; A. Panzetta, <em>Dizionario degli scultori italiani dell\u2019Ottocento e del primo Novecento,<\/em> vol. I, Torino 1994, p.195; V. Vicario, <em>Gli scultori italiani dal Neoclassicismo al Liberty<\/em>, Lodi 1994, p. 748.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_8_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_9_2544\" class=\"footnote\">A. De Gubernatis, <em>Dizionario degli artisti italiani viventi, pittori, scultori, architetti<\/em>, Firenze 1889, pp. 325-326.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_9_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_10_2544\" class=\"footnote\">Per gli artisti attivi a Roma tra Sette e Ottocento, cfr. in generale <em>Maest\u00e0 di Roma\u2026<\/em> 2003.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_10_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_11_2544\" class=\"footnote\">Le indicazioni di Angelo De Gubernatis trovano riscontro nel catalogo dell\u2019Esposizione del 1883 (vedi qui si seguito alla nota n. 39).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_11_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_12_2544\" class=\"footnote\">C. G. Bulgari, <em>Argentieri, gemmari e orafi d\u2019Italia<\/em>, Roma 1959 vol.1, t. II, pp. 198-199 (a sua volta Giuseppe (che nel 1849 risulta vedovo di Giacinta Sicco), era figlio di Giovanni Battista Neri e Firmina Dalli). Per la guida Murray, cfr. <em>A Bibliography of Murray\u2019s Handbooks for Travellers and Biographies of Autors, Editors, Revisers and Principal Contributors<\/em>, ed. by W. B. C. Lister, London 1993.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_12_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_13_2544\" class=\"footnote\">Mi sono limitata alle sole fonti edite, senza tentare in questa sede di riunire le diverse opere di Paolo Neri.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_13_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_14_2544\" class=\"footnote\">Cfr. L. Pirzio Biroli Stefanelli, Glittica,<em> medaglistica, oreficeria<\/em>\u2026 2003, pp. 517-520.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_14_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_15_2544\" class=\"footnote\">E. Keller, <em>Elenco di tutti i pittori, scultori, architetti, miniatori, incisori di gemme e in rame, scultori in metallo e mosaicisti, aggiunti gli scalpellini, pietrai, perlari ed altri artefici, e finalmente i negus d\u2019antichit\u00e0 e di stampe<\/em>, Roma 1830 (citazioni a p. 5; per il Neri: pp. 105, 108).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_15_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_16_2544\" class=\"footnote\">A. Taddei, <em>Manuale di notizie riguardanti le scienze, arti e mestieri della citt\u00e0 di Roma per l\u2019anno 1839<\/em>, Roma 1839, pp. 111-114 (tra gli \u201cIncisori di Camei, Intagli e Conj\u201d, a p.113: \u201cNeri, conchiglia, ritratti, via della Vite numero 101\u201d).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_16_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_17_2544\" class=\"footnote\"><em>Biografia degli italiani illustri nelle scienze, lettere ed arti del secolo XVII e de\u2019 contemporanei, compilata da letterati Italiani di ogni Provincia, e pubblicata per cura del professore Emilio de Tipaldo<\/em>, vol. IV, Venezia 1837, p. 25, nota 1. Oreste Raggi scrisse <em>Della vita e delle opere di Pietro Tenerani, del suo tempo e della sua scuola nella scultura<\/em>, Firenze 1860.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_17_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_18_2544\" class=\"footnote\">Per lo <em>studio<\/em>, quale luogo di produzione, esposizione e smercio di opere d\u2019arte, cfr. S. Susinno, <em>Artisti a Roma in et\u00e0 di Restaurazione. Dimore, studi e altro<\/em>, in <em>Ateliers e case d\u2019artisti nell\u2019Ottocento,<\/em> atti del seminario (Volpedo, 3-4 giugno 1994), Voghera 1998, pp. 59-70.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_18_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_19_2544\" class=\"footnote\">H. Le Grice, <em>Walks through the Studii of the sculptors at Rome<\/em>, Roma 1841, p. 283 (oltre ai due Neri, sono ricordati altri otto intagliatori).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_19_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_20_2544\" class=\"footnote\"><em>Il Mercurio di Roma ossia grande raccolta d\u2019indirizzi e notizie de\u2019 pubblici e privati stabilimenti; dei professori di scienze, lettere, ed arti; de\u2019 commercianti; degli artisti<\/em> [\u2026] Roma 1843, p. 315.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_20_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_21_2544\" class=\"footnote\">Oltre a Neri, gli \u201cEngravers of Cameos- Principally on shells\u201d ricordati sono: \u201cSaulini\u201d, Giovanni Dies, \u201cCivilotti\u201d, \u201cGirometti\u201d, \u201cVerge\u201d (J. Murray, <em>A Handbook of Rome and its environs<\/em> [\u2026], London 1858, p. XXII).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_21_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_22_2544\" class=\"footnote\">L\u2019 elenco degli \u201cEngravers of cameos, principally on shell\u201d si apre con \u201cSaulini n. 96 via Babuino, now perhaps the first in Rome, and celebrated for his portraits\u201d, anche in \u201cpietra dura\u201d e prosegue con \u201cNeri, N. 10 Piazza di Spagna is also a good artist\u201d (cfr. J. Murray, <em>A Handbook of Rome and its environs<\/em> [\u2026], London 1862, p. XXIV).\u00a0 La regina Vittoria d\u2019Inghilterra commissiona a Tommaso Saulini (1784-1864) e al figlio Luigi (1819-1883) alcuni cammei raffiguranti lei e il marito, cooptando dal 1865 anche James Ronca (1826-1910); significativi i differenti costi: un cammeo in onice di Saulini costa 282 scudi (tra 184 e 176 sterline), in conchiglia 80 scudi (circa 17 sterline); nel 1865 un cammeo in conchiglia di Ronca \u00e8 pagato 6 ghinee (sterline 6.6) e un suo onice del 1873 sterline 25.5; peraltro nei successivi 30 anni i prezzi di queste opere non crescono significativamente, infatti nel 1901 \u201ca cameo for first-class badge\u201d \u00e8 pagato 30.9 sterline (un aumento di 4.4 sterline), un \u201csecond \u2013class badge\u201d in onice 298.7 sterline e un cammeo in conchiglia 9.9 sterlin (un aumento di 3.8 sterline), cfr. K. Aschengreen Piacenti- J. Boardman, <em>Ancient and Modern Gems and Jewels in the Collection of her Majesty the Queen,<\/em> London 2008, pp. 242, 244.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_22_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_23_2544\" class=\"footnote\">F. S. Bonfigli, <em>Guide to the Studios in Rome with much supplementary information<\/em>, Rome 1860, pp. 97-101 (a pp. 98-99: Paolo Neri).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_23_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_24_2544\" class=\"footnote\">Cfr.<em> <\/em>M Picone Petrusa, in M.A. Picone Petrusa &#8211; M. R. Pessolano- A Bianco<em>, Le grandi esposizioni in Italia (1861-1911). La competizione culturale con l\u2019Europa e la ricerca dello stile nazionale,<\/em> Napoli 1988, pp. 78-81.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_24_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_25_2544\" class=\"footnote\"><em>Esposizione italiana Agraria, Industriale e Artistica tenuta a Firenze nel 1861. Catalogo Officiale, pubblicato per ordine della Commissione Reale,<\/em> Firenze 1861, p. 106.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_25_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_26_2544\" class=\"footnote\"><em>Esposizione italiana tenuta in Firenze nel 1861<\/em>, vol. II;<em> Relazione dei giurati<\/em>, Classi I a XIII, Firenze 1864, p. 359, 360 (n. 33).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_26_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_27_2544\" class=\"footnote\">A. Billing, <em>The science of gems, coins, and medals, ancient and modern<\/em>, London 1867, pp. 10, 78, 123; figura n. 33.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_27_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_28_2544\" class=\"footnote\"><em>Esposizione italiana Agraria, Industriale e Artistica\u2026<\/em> 1861, p. 106.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_28_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_29_2544\" class=\"footnote\">\u201cMadame Neri\u201d non figura invece nell\u2019edizione del 1867, quando Paolo -segnalato in via Frattina 13- \u00e8 vivamente raccomandato (\u201chighly recommended\u201d) quale incisore di \u201cCameos\u201d, principalmente su conchiglia (J. Murray, <em>A Handbook of Rome and its environs<\/em>, London 1867, p. XXVI). Nel<em> Libro per tutti, ossia Guida civile artistica commerciale della citt\u00e0 di Roma per l\u2019Anno 1866,<\/em> Roma 1866 ( p. 298), Paolo Neri \u00e8 registrato tra gli \u201cincisori\u201d in \u201ccamei\u201d, in \u201cvia Frattina 13\u201d, e quale secutore di cammei \u201cin conchiglia e ritratti\u201d in \u201cvia Felice 33\u201d.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_29_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_30_2544\" class=\"footnote\">J. Murray, <em>A Handbook of Rome and its environs<\/em>, London 1869, p. XXVII (J. Murray, ed. 1871, p. XXVII). Allo stesso indirizzo e con le medesime indicazioni in J. Murray, ed. 1872, p. XXVIII,\u00a0 e J. Murray, ed. 1875, p. 298, figurano: \u201cNeri, 73 via Babuino\u201d, \u201ca first \u2013rate artist for likenesses in cameo, and can be highly recommended\u201d, con \u201cMadame Neri [\u2026] also much employed in the execution of this class of art\u201d; \u201cMadame Neri [\u2026] also much employed in the execution of this class of art\u201d (nella guida del 1875 i \u201cprices\u201d dei cammei di Paolo risultano identici a quelli che figuravano nella Guida del 1869).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_30_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_31_2544\" class=\"footnote\">Per i Castellani, cfr. <em>I Castellani e l\u2019oreficeria archeologica italiana<\/em>, a cura di A. M. Moretti Sgubini- F. Boitani, catalogo della mostra (Roma, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, 11 novembre 2005- 26 febbraio 2006), Roma 2005.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_31_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_32_2544\" class=\"footnote\">Per Pio Siotto, cfr. A. De Gubernatis,<em> Dizionario degli artisti italiani viventi<\/em>\u2026 1889, pp. 481-82; C. G. Bulgari, Argentieir, gemmari\u20261959, p. 414.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_32_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_33_2544\" class=\"footnote\"><em>Atti del comitato dell\u2019inchiesta industriale (1870-1874). Riassunto delle deposizioni orali e scritte,<\/em> vol. VI, Firenze 1873, p. 133. Giorgio Antonio Girardet esegue cammei con il ritratto di Vittorio Emanuele II (1874) -pagato L. 1300-, di Umberto I (1884), della regina Margherita (1884) -pagato L. 1500- e del Principe ereditario Vittorio Emanuele (cfr. L. Pirzio Piroli Stefanelli, <em>Cammei per casa Savoia: i ritratti di Giorgio Antonio Girardet<\/em>, in \u201cStrenna dei Romanisti\u201d, 18 aprile 1997, pp. 509-516). Per Pistrucci, cfr. L. Pirzio Biroli Stefanelli, <em>Pistrucci Benedetto<\/em>, in <em>Dizionario Biografico degli Italiani<\/em>, vol. 84, Roma 2015 (online). Per\u00a0 \u201cl\u2019Opera di S. Michele\u201d, cfr. R. Righetti, <em>Incisori antichi di gemme<\/em>\u2026 1852, pp.72-73; V. Paglia, \u201cLa Piet\u00e0 dei carcerati\u201d. Confraternite e societ\u00e0 a Roma nei secoli XVI-XVIII, Roma 1980 (il complesso edilizio \u00e8 confiscato nel 1871 e affidato al Comune, iniziando una lenta decadenza). Per l\u2019arte dei cammei, il \u201cmodellare in piccolo\u201d e la scultura, cfr. P. Venturelli, <em>Splendidissime Gioie. Cammei e cristalli milanesi per le corti d\u2019Europa (XV- XVII secc.),<\/em> Firenze 2013.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_33_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_34_2544\" class=\"footnote\">Per Giorgio Antonio Girardet (1829-1892), cfr. \u00a0L. Pirzio Biroli Stefanelli, <em>Girardet Giorgio Antonio,<\/em> in <em>Dizionario Biografico degli Italiani<\/em>, vol. 56, 2001 online).<em> La Piccola guida tascabile artistico- commerciale di Roma nuovo vade- mecum indispensabile per visitare l\u2019Eterna Citt\u00e0 ora capitale d\u2019Italia compilata dal professore Colombetti di Torino<\/em>, Roma 1870-1871, segnala tra gli indirizzi relativi ai \u201cNegozianti di Camei e di Mosaici su pietra dura e su conchiglia\u201d, sistemati \u201cin gran numero specialmente sulla Piazza di Spagna\u201d e \u201cin via della Croce e via Condotti\u201d, \u201cNeri Via Babuino 73, \u201cTignani\u201d, \u201cSaulini, Peterson\u201d e quale incisore \u201cdi pietre dure\u201d unicamente \u201cGirardet Giorgio, vicolo dei Vantaggio\u201d; quali \u201cIncisori in Camei risultano Carlo Civilotti, Gaetano Giannetti, Paolo Neri (via Frattina 13), Bartolomeo Rinaldi, Luigi Rossi, Luigi Saulini, Pio Siotto e \u201cVerg\u00e8\u201d.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_34_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_35_2544\" class=\"footnote\">L. Pirzio Biroli Stefanelli, <em>Le opere di Thorvaldsen nella glittica romana dell\u2019Ottocento<\/em>, in <em>Thorvaldsen, L\u2019ambiente L\u2019influsso Il mito<\/em>, a cura di P. Kragelund &#8211; M. Nykjaer, Roma 1991, pp. 91-100.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_35_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_36_2544\" class=\"footnote\"><em>Monografia della citt\u00e0 di Roma e della Campagna Romana: presentata all\u2019esposizione Universale di Parigi del 1878<\/em>, parte seconda, Roma 1878, pp. 499-411: cap. IX \u201cGemme incise. Camei. Paste\u201d, a p. 411 la citazione.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_36_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_37_2544\" class=\"footnote\">Per esempio, nella prima edizione (1871), delle <em>Walks in Rome <\/em>di Augustus John Culbert Hare (vol. I, p. 3), troviamo Neri (via Babuino 72) e \u201cSaulini\u201d per \u201ccameos\u201d; in quella del 1890 tra i \u201cRoman Shops\u201d, per i \u201cCameos\u201d figurano solo Saulini in via Babuino 96 e Neri al 133 della medesima via (A. J. C. Hare, <em>Walks in Rome,<\/em> London 1890, p. 23) in quella del 1897 risultano \u201cCiapponi (portraits)\u201d, Saulini e Neri al medesimo indirizzo della precedente edizione e \u201cGalant\u201d, nominativi riproposti nell\u2019edizione del 1899 (la sedicesima) e del 1900, mentre nell\u2019edizione del 1904 figurano solo Saulini e Neri e nel 1913 ritornano Ciapponi, Saulini, Neri, Galant (A. J. C. Hare, <em>Walks in Rome<\/em>, London 1897, I vol. p. 19; A. J. C. Hare, <em>Walks in Rome<\/em>, 1899, vol. 1, p. 19; A. J. C. Hare, <em>Walks in Rome,<\/em> London 1900, vol. 1, pag. 20; A. J. C. Hare, <em>Walks in Rome<\/em>, London 1904, p. 23; A. J. C Hare,<em> Walks in Rome,<\/em> London 1913, p. 22), Nell\u2019edizione (la sedicesima) della guida di Murray del 1899, per \u201cCameos, principally on shell\u201d \u00e8 segnalato Saulini, seguito da \u201cNeri\u201d (in Piazza di Spagna 60), Verge, Raimondo de Estrada, F. Ciapponi, De Felici, Tombini; in quella del 1913 risulta attivo Saulini (J. Murray, <em>A Handbook of Rome and the Campagna<\/em>, London 1899, p. 23: \u201cCameos \u201c Principally\u201d in conchiglia; Murray 1913 p. XXIV).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_37_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_38_2544\" class=\"footnote\">Nove cammei, \u201cquadri in musaico\u201d (\u201cColosseo\u201d, \u201cPonte Lucano a Tivoli\u201d, \u201cAcquedotto di Alessandro severo), una \u201cTavola in musaico con emblemi musicali\u201d, realizzazioni in marmo (\u201cL\u2019autunno\u201d, \u201cL\u2019inverno\u201d, \u201cPrimavera\u201d, un\u2019altra \u201cPrimavera\u201d: un errore da sostituirsi con Autunno?), nonch\u00e9 a \u201cTre piatti maiolica a gran fuoco ed un medaglione di terra cotta\u201d (cfr. <em>Esposizione di Belle Arti in Roma 1883. Catalogo generale ufficiale<\/em>, Roma 1883, pp. 102-104, nn. 8,10, 34, 36; p. 159, 161, 163 (l\u2019indirizzo di Paolo Neri indicato \u00e8 via Babuino 133-134).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_38_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_39_2544\" class=\"footnote\"><em>Arte ceramica e vetraria: catalogo delle opere esposte, preceduto da notizie e documenti sulla ceramica italiana,<\/em> a cura di R. Erculei, Museo Artistico Industriale, Roma 1889, pp. 254, 258.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_39_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_40_2544\" class=\"footnote\">Cfr. M. Dickmann de Petra- F. Barberini, <em>Tommaso e Luigi Saulini<\/em>\u20262006.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_40_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_41_2544\" class=\"footnote\">M. Dickmann de Petra- F. Barberini, <em>Tommaso e Luigi Saulini<\/em>\u20262006, p. 22.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_41_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_42_2544\" class=\"footnote\"><em>Official Catalogue of the Great Exibition of the Works of Industry of all Nations,<\/em> London 1851, p. 189; <em>Elenco generale ragionato di tutti gli oggetti spediti dal Governo pontificio alla Esposizione universale di Parigi nell\u2019anno 1867 per mezzo del Ministero del Commercio, Belle arti, Industria, Agricoltura e Lavori pubblici<\/em>, Roma 1867, p. 87, pp. 92-93: \u201c1. Onice orientale di rara grandezza (m. 0.10.0. per m. 0.7.8) rappresentante il busto di Giove Tonante inciso dal cav. Tommaso Saulini\u201d.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_42_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_43_2544\" class=\"footnote\">Cfr . M. Dickmann de Petra- F. Barberini, <em>Tommaso e Luigi Saulini<\/em>\u2026 2006, scheda 3, pp. 75-76.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_43_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_44_2544\" class=\"footnote\"><em>Incisori in pietra dura a piazza di Spagna<\/em>\u20262009, senza indicazione delle pp.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_44_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_45_2544\" class=\"footnote\">Cfr. M. Dickmann de Petra- F. Barberini, <em>Tommaso e Luigi Saulini<\/em>\u20262006, scheda 19, p. 81.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_45_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_46_2544\" class=\"footnote\">M. Dickmann de Petra- F. Barberini,<em> Tommaso e Luigi Saulini<\/em>\u20262006, scheda 80, p. 98.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_46_2544\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>vntpaola@tin.it L\u2019intagliatore Paolo Neri (1813-post 1889): un cammeo e qualche notizia biografica* 10.7431\/RIV13092016 Tra le opere pervenute dalla collezione Francesco Mauro al \u201cMuseo della Scienza <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=2544\" title=\"Paola Venturelli\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2675,"menu_order":11,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2544"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2544"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2544\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2690,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2544\/revisions\/2690"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2675"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2544"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}