{"id":2434,"date":"2015-12-29T22:53:30","date_gmt":"2015-12-29T22:53:30","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=2434"},"modified":"2015-12-30T01:47:11","modified_gmt":"2015-12-30T01:47:11","slug":"lucia-ajello","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=2434","title":{"rendered":"Lucia Ajello"},"content":{"rendered":"<h3>\u201cSculture preziose &#8211; Oreficeria sacra nel Lazio dal XIII al XVIII secolo\u201d, una nuova tappa per gli studi sugli argenti sacri del Lazio<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gallery<\/strong> | <a title=\"Fig. 1. Oreficeria Franco-angioina, met\u00e0 secolo XIV, &lt;i&gt;Base di croce con Fuga in Egitto&lt;\/i&gt;, argento fuso, sbalzato e cesellato, smalti traslucidi, Gaeta, Museo Diocesano.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/aje01.jpg\">Fig. 1<\/a> | <a title=\"Fig. 2. Argentiere Viterbese, met\u00e0 secolo XV, &lt;i&gt;Testa reliquiario di San Lituardo&lt;\/i&gt;, argento sbalzato, inciso e cesellato, rame dorato, niello, Tarquinia, Museo Diocesano di Arte Sacra.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/aje02.jpg\">Fig. 2<\/a> | <a title=\"Fig. 3. Argentiere senese, met\u00e0 secolo XV, &lt;i&gt;Busto reliquiario di Santa Margherita&lt;\/i&gt;, argento sbalzato, cesellato e dorato, rame argentato, smalti, pietre dure, Montefiascone, cattedrale di Santa Margherita.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/aje03.jpg\">Fig. 3<\/a> | <a title=\"Fig. 4. Argentiere francese (?), fine secolo XV, &lt;i&gt;Braccio reliquiario di San Bonaventura da Bagnoregio&lt;\/i&gt;, 1491, argento sbalzato, cesellato e dorato, rame dorato, smalti, pietre dure, Bagnoregio, chiesa di San Nicola.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/aje04.jpg\">Fig. 4<\/a> | <a title=\"Fig. 5. Agostino Colleoni (Gallese 1663-Roma 1746),  &lt;i&gt;Busto reliquiario di Santa Maria Maddalena&lt;\/i&gt;, 1720, argento sbalzato, inciso e cesellato, rame dorato, Gradoli, chiesa di Santa Maria Maddalena, Museo Parrocchiale.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/aje05.jpg\">Fig. 5<\/a> |<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra il 30 marzo e il 30 giugno 2015 \u00e8 stata allestita nel Braccio di Carlo Magno, per volont\u00e0 del Direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci, la mostra \u201cSculture preziose Oreficeria sacra nel Lazio dal XIII al XVIII secolo\u201d curata da Anna Imponente e Benedetta Montevecchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Protagoniste della mostra sono oltre cento opere di oreficeria sacra, reliquari, croci e altre suppellettili sacre, conservate tra le pareti, in sacrestia o utilizzate per le celebrazioni liturgiche di chiese, istituti religiosi \u00a0e \u00a0raccolte diocesane \u00a0di abbazie afferenti al territorio laziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sculture in argento, rame dorato e bronzo poco note, talvolta inedite, che oggi brillano di nuova luce grazie alla lunga attivit\u00e0 di ricerca svolta all\u2019interno della Soprintendenza per i Beni Storico-Artistici e Etno-antropologici del Lazio in sinergia con gli Uffici dei Beni Culturali delle diocesi laziali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esame diretto di ogni singola opera consente di ammirare accanto ai punzoni degli argentieri pi\u00f9 noti quelli di artefici inediti, scoprire storie legate alla committenza e rivivere\u00a0 le feste patronali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le opere realizzate in materiale prezioso \u00a0in un arco temporale che va dal XIII al XVIII secolo testimoniano il rapporto osmotico\u00a0 tra le diverse arti, cos\u00ec come denuncia lo stesso titolo dell\u2019esposizione. \u201cLe sculture preziose\u201d \u00a0traducono in argento, bronzo e rame dorato \u00a0stilemi dal gotico alle tarde declinazioni\u00a0 rococ\u00f2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019inizio del percorso espositivo lo spettatore, accolto dalla statua equestre di S. Ambrogio Martire del noto argentiere Fantino Taglietti, \u00a0pu\u00f2 leggere la mappa dei diversi centri in cui sono conservate le opere, scoprendo in tal modo il Museo Diffuso dei Luoghi del sacro del territorio del Lazio. Si richiama cos\u00ec l\u2019attenzione non solo ai \u201ccontenuti\u201d ma anche ai \u201ccontenitori\u201d:\u00a0 luoghi inesplorati, poco noti al turismo di massa, che custodiscono al loro interno le preziose sculture in mostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Croci astili, stauroteche, acquasantiere e altri manufatti sacri sono illustrati in cartelloni esplicativi consentendo ad un pubblico eterogeneo di conoscere terminologia, \u00a0funzioni e storia di ogni singola opera esposta. Ulteriori pannelli\u00a0 indagano le diverse tecniche di lavorazione del metallo prezioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Teche trasparenti in vetro invitano lo spettatore ad ammirare le opere lungo un percorso precostituito che predilige un ordine cronologico e, allo stesso tempo, tipologico.\u00a0 Le foto e i video apposti alle pareti evocano e documentano scene di processione in cui lo spettatore pu\u00f2 riconoscere alcuni dei manufatti presenti in mostra; \u00a0diversi busti reliquari raccontano attraverso la pregevolezza dei loro materiali la fede e il martirio subito dai Santi scolpiti. La documentazione fotografica e video non solo, quindi, supporta la conoscenza dei manufatti ma emoziona il pubblico che pu\u00f2 osservare\u00a0 le opere esposte con grande coinvolgimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSculture preziose Oreficeria sacra nel Lazio dal XIII al XVIII secolo\u201d\u00a0 d\u00e0 prova\u00a0 di superare i clich\u00e9 legati a mostre con finalit\u00e0 prettamente scientifiche, apprezzate dagli\u00a0 studiosi ma\u00a0 poco suggestive per un pubblico pi\u00f9 ampio e, allo stesso tempo, non sottost\u00e0 alle regole rigide di puro <em>entertainment <\/em>per cui in nome di una presunta maggiore attrazione del pubblico, la ricerca diventa \u00a0\u201cancilla\u201d della divulgazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I due volumi presentati in occasione dell\u2019esposizione palesano quindi questa volont\u00e0 : una guida breve edita da Edizioni Musei Vaticani si rivela uno strumento utilissimo ed indispensabile per una visita alla mostra grazie alle schede dei singoli manufatti e un catalogo, edito Gangemi, d\u00e0 modo di approfondire diversi temi scaturiti dalle linee di ricerca basate sullo spoglio della documentazione d\u2019archivio e su un \u00a0rigoroso lavoro di revisione e selezione critica dei materiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le indagini investigative relative a ogni singolo manufatto in \u00a0relazione al\u00a0 territorio\u00a0 hanno fatto emergere la presenza di artefici forestieri e la loro relativa influenza nelle diverse aree del Lazio: il ruolo degli argentieri senesi nella zona di Viterbo tra Medioevo e Rinascimento, le presenze abruzzesi e ascolane in Sabina, in et\u00e0 barocca l\u2019influenza degli orafi napoletani nel Lazio meridionale, infine, nel Settecento \u00a0l\u2019assoluto protagonismo dei pi\u00f9 rinomati argentieri romani da Arrighi a Vendetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra e i relativi cataloghi hanno dunque dato un nuovo stimolante input agli studi sull\u2019oreficeria laziale ponendosi idealmente in naturale \u00a0prosecuzione con la fondamentale esposizione \u201cTesori d\u2019arte sacra di Roma e del Lazio dal Medioevo all\u2019Ottocento\u201d del 1975. Restituendo, dunque, un nuovo importante \u00a0tassello alla scoperta degli argenti sacri laziali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>\u201cSculture preziose &#8211; Oreficeria sacra nel Lazio dal XIII al XVIII secolo\u201d, una nuova tappa per gli studi sugli argenti sacri del Lazio Gallery | <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=2434\" title=\"Lucia Ajello\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2430,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2434"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2434"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2434\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2440,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2434\/revisions\/2440"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2430"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2434"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}