{"id":2387,"date":"2015-12-29T21:44:54","date_gmt":"2015-12-29T21:44:54","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=2387"},"modified":"2016-06-29T14:17:54","modified_gmt":"2016-06-29T14:17:54","slug":"rosalia-francesca-margiotta","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=2387","title":{"rendered":"Rosalia Francesca Margiotta"},"content":{"rendered":"<p>rosaliafrancesca.margiotta@unipa.it<\/p>\n<h3>Argenti e argentieri per il monastero del SS. Salvatore di Corleone<strong><em> <\/em><\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">DOI: 10.7431\/RIV12042015<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Corleone, citt\u00e0 demaniale della Sicilia centro-occidentale, appellata dallo storico Giuseppe Carlo Marino \u201csupplente della capitale\u201d e dalla storiografia locale \u201ccitt\u00e0 regia dalle cento chiese\u201d<sup><a href=\"#footnote_0_2387\" id=\"identifier_0_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. G.C. Marino, Prefazione, in Corleone. L&rsquo;identit&agrave; ritrovata, Atti del Seminario di Studi (Corleone, Salone Istituto Suore di S. Chiara, 15-16 maggio 1999), a cura di A.G. Marchese, Milano 2001, p. 12; A.G. Marchese, Animosa civitas, in Corleone, suppl. a &ldquo;Kal&ograve;s, Arte in Sicilia&rdquo;, coll. &ldquo;Viaggio in Sicilia&rdquo;, Palermo 2000. Si veda anche Idem, Tra i Gagini e i Ferraro. Marmorari, scultori lignei e stuccatori a Corleone, Palermo 2002. Per la distribuzione degli edifici chiesastici nel tessuto urbano cfr. A. Badami &ndash; M. Carta, Storia urbanistica della citt&agrave; di Corleone, Palermo s.a. Per il ricco patrimonio artistico della citt&agrave; siciliana si veda tra l&rsquo;altro S. Mangano, Antichit&agrave; a Corleone, Palermo 1977; Idem, Corleone e i suoi beni culturali, Palermo 1993; G. Mendola, Inediti d&rsquo;arte nella diocesi di Monreale e A.G. Marchese, Uno scrigno di tesori, in Gloria Patri. L&rsquo;arte come linguaggio del sacro, Palermo 2001; M. Guttilla, Terre e altari. Aspetti di arte religiosa in Sicilia dalla Maniera al Neoclassicismo e V. Chiaramonte, E. De Castro, E. Gorgone, M. Pecoraro Marafon, schede II.1- II.9, in Mirabile artificio. Pittura religiosa in Sicilia dal XV al XIX secolo, a cura di M. Guttilla, Palermo 2006, con&nbsp; precedente bibliografia; A.G. Marchese, Antonino Ferraro e la statuaria lignea del &lsquo;500 a Corleone. Con documenti inediti, Palermo 2009; Mirabile artificio 2. Lungo le vie del legno del marmo e dello stucco. Scultori e modellatori in Sicilia dal XV al XIX secolo, a cura di M. Guttilla, Palermo 2010; R.F. Margiotta, Opere d&rsquo;arte francescane dall&rsquo;alto Belice corleonese alla Valle del Sosio, in Opere d&rsquo;arte nelle chiese francescane. Conservazione, restauro e musealizzazione, a cura di M.C. Di Natale, Quaderni dell&rsquo;Osservatorio per le arti decorative in Italia &ldquo;Maria Accascina&rdquo;, 4, Collana diretta da M.C. Di Natale, Palermo 2013, pp. 67-90. Si veda anche M. Sicari, Opere d&rsquo;arte della Chiesa Madre di Corleone, tesi di Laurea, Universit&agrave; degli Studi di Palermo, Facolt&agrave; di Lettere e Filosofia, relatore prof.ssa M.C. Di Natale, a.a. 1998-1999; S. Squitieri, Arte decorativa della Chiesa del Monastero del Santissimo Salvatore di Corleone, tesi di Laurea, Universit&agrave; degli Studi di Palermo, Facolt&agrave; di Lettere e Filosofia, relatore prof.ssa M.C. Di Natale, a.a. 2011-2012. Per la bibliografia su Corleone si rimanda anche a A.G. Marchese, Inventario corleonese, prefazione di V. Consolo, Palermo 1997.\">1<\/a><\/sup>, vanta un notevole patrimonio artistico commissionato nella maggior parte dei casi ad affermati maestri, come i pittori Tommaso De Vigilia<sup><a href=\"#footnote_1_2387\" id=\"identifier_1_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M.C. Di Natale, Tommaso De Vigilia, parte I e II, Palermo 1974 e 1977. Cfr. inoltre A.G. Marchese, Tra i Gagini&hellip;, 2002, pp. 8-9.\">2<\/a><\/sup>, Pietro Ruzzolone<sup><a href=\"#footnote_2_2387\" id=\"identifier_2_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M.C. Di Natale, in L. Sarullo, Dizionario degli artisti siciliani, vol. II, Pittura, a cura di M.A. Spadaro, Palermo 1993.\">3<\/a><\/sup> e Antonello Crescenzio<sup><a href=\"#footnote_3_2387\" id=\"identifier_3_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. Di Marzo, La pittura in Palermo nel Rinascimento. Storia e documenti, Palermo 1899, p. 130. Si veda pi&ugrave; recentemente G. Mendola, Inediti d&rsquo;arte&hellip;, in Gloria Patri&hellip;, 2001, pp. 18-19.\">4<\/a><\/sup> e i vari esponenti della famiglia degli scultori Gagini, tra cui Antonello<sup><a href=\"#footnote_4_2387\" id=\"identifier_4_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Sull&rsquo;artista si veda tra l&rsquo;altro H. W. Kruft, Antonello Gagini und seine S&ouml;hne, M&uuml;nchen 1980; G. Di Marzo, Memorie storiche di Antonello Gagini e dei suoi figli e nepoti, scultori siciliani del secolo XVI, in &ldquo;Archivio Storico Italiano&rdquo;, vol. III, 1986, t. 8, pp. 39-109; Idem, I Gagini e la scultura in Sicilia nei secoli XV e XVI. Memorie storiche e documenti, 2 voll., Palermo 1880-1883.\">5<\/a><\/sup> e Vincenzo. Quest\u2019ultimo, figlio di Antonello, nel 1583 scolpiva per il monastero del SS. Salvatore del centro demaniale la statua della <em>Madonna delle Grazie<\/em> raffigurata con il Bambino nel braccio sinistro e posta su un alto piedistallo<sup><a href=\"#footnote_5_2387\" id=\"identifier_5_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. Mendola, Inediti d&rsquo;arte&hellip;, in Gloria Patri&hellip;, 2001, p. 19.\">6<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le importanti opere un tempo custodite nel complesso monastico corleonese, fondato sullo scorcio del XIV secolo sopra un colle oltre la cinta muraria della cittadina<sup><a href=\"#footnote_6_2387\" id=\"identifier_6_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"C. Bruno, Relazione sulla animosa citt&agrave; di Corleone, ms. del 1787, f. n. n.; G. Colletto, Storia della citt&agrave; di Corleone, Siracusa 1934, ed. cons. Palermo 1992, pp. 99.\">7<\/a><\/sup>, va certamente ricordato anche il pi\u00f9 antico polittico de <em>L\u2019incoronazione della Vergine tra i SS. Michele, Giovanni Battista, Giovanni Evangelista e Leoluca<\/em> della Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis, gi\u00e0 citato dal Di Marzo<sup><a href=\"#footnote_7_2387\" id=\"identifier_7_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. Di Marzo, Delle Belle Arti in Sicilia, t. III, Palermo 1862, p. 126. Sull&rsquo;opera si veda tra l&rsquo;altro anche G. Meli, La pittura in Sicilia dal XV al XVI secolo, lettera al signor dottor F. Gesell-Fels in Monaco di Baviera, in &ldquo;Archivio Storico Siciliano&rdquo;, n.s. a. IX, fasc. III e IV, 1884, pp. 465-496, in part. p. 472; G. Di Marzo, La pittura&hellip;, 1899, p. 90; F. Meli, Problemi di pittura siciliana del Quattrocento, Palermo 1934, p. 18 e ss.; R. Van Marle, The development of&nbsp; Italian School of painting, vol. XV, The Hague 1934, p. 407; R. Longhi, Frammento siciliano, in &ldquo;Paragone&rdquo;, 1953, p. 16; S. Bottari, Arte in Sicilia, Messina-Firenze 1962, p. 42 e 95; M.C. Di Natale, Echi antonelleschi nella pittura palermitana tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo, in Antonello da Messina, atti del convegno di studi (Messina, 22 novembre &ndash; 2 dicembre 1981), Messina 1987, pp. 347-383, in part. p. 350; M.C. Di Natale, Tommaso&hellip;, 1977, p. 27 ss. Per una pi&ugrave; completa bibliografia si rimanda a V. Sola, Il polittico di Corleone, in Corleone&hellip;, 2001, pp. 105-113.\">8<\/a><\/sup>, attribuito da Genevieve Bresc Bautier a Guglielmo da Pesaro<sup><a href=\"#footnote_8_2387\" id=\"identifier_8_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. Bresc Bautier, Guglielmo Pesaro (1430-1487). Le peintre de la croix de Cefal&ugrave; et du Polyptyque de Corleone, in &ldquo;M&eacute;langes de l&rsquo;Ecole Fran&ccedil;aise de Rome. Moyen Age-Temps moderne&rdquo;, 86, 1974-1975, 213-249. Si veda inoltre tra l&rsquo;altro V. Abbate, Il Palazzo, le collezioni, l&rsquo;itinerario, in G.C. Argan -V. Abbate -E. Battisti, Palazzo Abatellis, Palermo 1991, p. 71; M.C. Di Natale, Le croci dipinte in Sicilia. L&rsquo;area occidentale dal XIV al XVI secolo, introduzione di M. Calvesi, Palermo 1992 e V. Sola, Il polittico&hellip;, in Corleone&hellip;, 2001, pp. 105-113. Per l&rsquo;artista si veda anche M.C. Di Natale, in L. Sarullo, Dizionario&hellip;, vol. II, 1993, ad vocem.\">9<\/a><\/sup>, che insieme al padre Gaspare aveva lavorato per lo stesso centro impegnandosi a realizzare un perduto gonfalone per la confraternita di San Leoluca<sup><a href=\"#footnote_9_2387\" id=\"identifier_9_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. Bresc Bautier, Artistes, patriciens et confr&eacute;ries. Production et consommation de l&rsquo;&oelig;uvre d&rsquo;art &agrave; \nPalerme et en Sicile Occidentale (1348 &ndash; 1460), Roma 1979, p. 272.\">10<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019antica chiesa monastica, ricostruita in forme pi\u00f9 nuove dalla fine del XVII ai primissimi anni del XVIII secolo, tra il secondo e il terzo decennio del Settecento fu interessata da lavori di completamento della ornamentazione plastica e pittorica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il globale ammodernamento dell\u2019edificio chiesastico fece perdere la pi\u00f9 antica decorazione ad affresco con raffigurazione del Giudizio universale eseguita dal palermitano Cristoforo Guastapani, probabilmente arrivato a Corleone al seguito del Crescenzio<sup><a href=\"#footnote_10_2387\" id=\"identifier_10_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. Mendola, Inediti d&rsquo;arte&hellip;, in Gloria Patri&hellip;, 2001, p. 19. Si veda anche B. De Marco Spata, Arte e artisti a Corleone dal XVI al XVIII secolo, Palermo 2002, pp. 47-49. Sull&rsquo;artista si veda anche E. De Castro, in L. Sarullo, Dizionario&hellip;, vol. II, 1993, ad vocem.\">11<\/a><\/sup>, e gli stucchi commissionati nel 1610 a Giuseppe Li Volsi junior, che si impegnava con la badessa donna Cesarea De Jacono a \u201cstocchiari\u201d fra l\u2019altro \u201clo dammuso della ecclesia\u201d, il presbiterio, le cappelle laterali seguendo il disegno di Mariano Smiriglio<sup><a href=\"#footnote_11_2387\" id=\"identifier_11_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. Mendola, Inediti d&rsquo;arte&hellip;, in Gloria Patri&hellip;, 2001, p. 22. Lo Smiriglio, che si era recato a Corleone come Ingegnere della Regia Curia &ldquo;per misurare e stimare le fabbriche dell&rsquo;alloggiamento delle truppe che si andavano realizzando in quel periodo&rdquo;, l&rsquo;anno successivo dipinger&agrave; per la chiesa monastica il quadro con la raffigurazione del Santissimo Salvatore, come attesta un versamento di 38 onze e mezzo in suo favore del 15 maggio 1611 (G. Mendola, Inediti d&rsquo;arte&hellip;, in Gloria Patri&hellip;, 2001, p. 21).\">12<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ornamentazione plastica della chiesa del SS. Salvatore ad opera dell\u2019artista originario di Nicosia e abitante a Tusa non vide probabilmente il suo completamento se il 12 agosto 1617 Nicol\u00f2 Lo Bosco da Chiusa, in societ\u00e0 con Vincenzo Falsone di Prizzi, si obbligava con Don Marco Antonio Rizzo, procuratore del monastero corleonese, a \u201cstucchiari la ecclesia\u201d<sup><a href=\"#footnote_12_2387\" id=\"identifier_12_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A.G. Marchese, Tra i Gagini&hellip;, 2003, p. 88.\">13<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La decorazione settecentesca veniva affidata, invece, ad Antonio Campisi che nel 1735 era incaricato dalla badessa Antonia Benedetta Fratello di \u201cfare tutte le opere di stucco della chiesa del monastero secondo il disegno di Francesco Ferrigno\u201d<sup><a href=\"#footnote_13_2387\" id=\"identifier_13_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A.G. Marchese, Tra i Gagini&hellip;, 2003, p. 83. Per il Campisi si veda Idem, in L. Sarullo, Dizionario &hellip;, vol. III, 1994, ad vocem.\">14<\/a><\/sup>. Come osserva il Marchese, tale intervento fu dettato \u201coltre che da un aggiornamento di gusto della committenza, dal desiderio delle suore [\u2026] di emulare le consorelle benedettine del monastero della Maddalena, le quali appena tre anni prima [\u2026] avevano chiamato lo stuccatore palermitano Giacomo Serpotta, ad eseguire lavori di stucco e di architettura nella chiesa che si stava edificando\u201d<sup><a href=\"#footnote_14_2387\" id=\"identifier_14_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A.G. Marchese, Tra i Gagini&hellip;, 2002, p. 33.\">15<\/a><\/sup>. L\u2019anno successivo la stessa badessa del SS. Salvatore commissionava a Filippo Randazzo<sup><a href=\"#footnote_15_2387\" id=\"identifier_15_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Sul Randazzo si rimanda&nbsp; tra l&rsquo;altro a C. Siracusano, La pittura del Settecento in Sicilia; Roma 1986; M. Guttilla, in L. Sarullo, Dizionario&hellip;, vol. II, 1993, ad vocem.\">16<\/a><\/sup> l\u2019affresco della volta<sup><a href=\"#footnote_16_2387\" id=\"identifier_16_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. Guttilla, Terre e altari&hellip;, in Mirabile artificio&hellip;, 2006, p. 67.\">17<\/a><\/sup>, opera firmata e datata che prima del parziale crollo del soffitto presentava il <em>Trionfo di san Benedetto tra santi benedettini e carmelitani<\/em>, in ricordo delle due comunit\u00e0 religiose che inizialmente vi risiedevano<sup><a href=\"#footnote_17_2387\" id=\"identifier_17_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr.&nbsp; G. Colletto, Storia&hellip;, 1992, pp. 99-100.\">18<\/a><\/sup>, ormai solo in parte leggibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le inedite notizie annotate nei libri mastri del monastero, depositati nel Fondo delle Corporazioni religiose soppresse dell\u2019Archivio di Stato di Palermo, ampliano la conoscenza sulla storia artistica del complesso monastico, seppur non riportano notizie del polittico n\u00e9 delle pi\u00f9 antiche opere commissionate per la dispersione dei volumi pi\u00f9 antichi. Alle testimonianze figurative, plastiche e scultoree si aggiunge un notevole patrimonio d\u2019arte decorativa, purtroppo ormai quasi del tutto perduto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 29 ottobre 1686 \u00e8 documentato l\u2019acquisto a Palermo ed il conseguente trasporto dal capoluogo siciliano alla chiesa badiale di Corleone di alcuni candelieri d\u2019argento e di un <em>lampiero<\/em> dello stesso materiale, ai quali si aggiungevano il 23 luglio 1688 ben 24 calici d\u2019argento<sup><a href=\"#footnote_18_2387\" id=\"identifier_18_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1577, ff. 117 e 135.\">19<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I rialzi del prezzo del grano attorno al 1735<sup><a href=\"#footnote_19_2387\" id=\"identifier_19_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"O. Cancila, Imprese, redditi,&nbsp; mercato nella Sicilia moderna, Palermo 1993, p. 58.\">20<\/a><\/sup> permisero alle religiose, che fondavano su tale risorsa il loro sostentamento, di servirsi di abili artisti e artigiani per aggiornare gli arredi lignei, i paramenti sacri e le suppellettili liturgiche d\u2019argento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 15 novembre 1742 la chiesa veniva dotata di un secchiello d\u2019argento per l\u2019acqua benedetta, tramite Antonio Mondello, che riceveva, probabilmente come acconto, ventotto tar\u00ec, per aver acquistato a Palermo il manufatto, diciassette tar\u00ec per il prezzo dell\u2019argento e undici per la realizzazione dell\u2019oggetto<sup><a href=\"#footnote_20_2387\" id=\"identifier_20_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1558, f. 21.\">21<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra giugno e luglio 1745 si attestano ripetuti pagamenti ad Antonio La Torre per aver riparato tre <em>lampieri<\/em> della chiesa monastica<sup><a href=\"#footnote_21_2387\" id=\"identifier_21_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1497, ff. 350, 390.\">22<\/a><\/sup>. L\u2019artista era probabilmente un discendente degli argentieri palermitani La Torre di cui sono noti Francesco, gi\u00e0 ricordato dal Di Marzo<sup><a href=\"#footnote_22_2387\" id=\"identifier_22_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. Di Marzo, Notizie di alcuni argentieri che lavoravan pel duomo di Palermo nel sec. XVI, in &ldquo;Archivio Storico Siciliano&rdquo;, n.s., a. III, 1879, p. 365; Idem, I Gagini &hellip; ,1880-83, p. 621.\">23<\/a><\/sup>, che nel 1531 insieme a Paolo Gili eseguiva due candelieri d\u2019argento per la Cattedrale del capoluogo siciliano<sup><a href=\"#footnote_23_2387\" id=\"identifier_23_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Su Francesco La Torre si veda S. Barraja, in Arti decorative in Sicilia. Dizionario biografico, a cura di M.C. Di Natale, Palermo 2014, ad vocem.\">24<\/a><\/sup>, Gaspare, documentato a Palermo dal 1638 al 1651<sup><a href=\"#footnote_24_2387\" id=\"identifier_24_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Barraja, Gli orafi e argentieri di Palermo attraverso i manoscritti della maestranza, in Splendori di Sicilia dal Rinascimento al Barocco, catalogo della mostra (Palermo, Albergo dei Poveri, 10 dicembre 2000-30 aprile 2001), a cura di M. C. Di Natale, Palermo p. 673; Idem, in Arti decorative&hellip;, vol. II, 2014, ad vocem.\">25<\/a><\/sup>, e l\u2019orafo Gioacchino attivo nel 1708<sup><a href=\"#footnote_25_2387\" id=\"identifier_25_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. G. Travagliato, in Materiali preziosi dalla terra e dal mare nell&rsquo;arte trapanese e della Sicilia occidentale tra XVIII e XIX secolo, Catalogo della mostra (Trapani, Museo Regionale &ldquo;A. Pepoli&rdquo;, 15 febbraio-30 settembre 2003), a cura di M. C. Di Natale, Palermo 2003, p. 382; Idem, in Arti decorative&hellip;, vol. II, 2014, ad vocem.\">26<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel settembre 1745 veniva remunerato Gaetano D\u2019Aquino per aver \u201cacconciato e imbiancato<em>\u201d <\/em>i candelieri d\u2019argento, per i quali Filippo Longo aveva realizzato l\u2019anima lignea<sup><a href=\"#footnote_26_2387\" id=\"identifier_26_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1497, f. 390.\">27<\/a><\/sup>. Il D\u2019Aquino, attivo a Palermo dal 1729<sup><a href=\"#footnote_27_2387\" id=\"identifier_27_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. S. Barraja, La maestranza degli orafi e argentieri di Palermo, in Ori e argenti di Sicilia dal Quattrocento al Settecento, catalogo della mostra (Trapani, Museo Regionale &ldquo;A. Pepoli&rdquo;, 1 luglio-30 ottobre 1989), a cura di M.C. Di Natale, Milano 1989, p. 400; Idem, Gli orafi &hellip; in Splendori &hellip; , 2001, p. 671; G. Mendola, Orafi e argentieri a Palermo tra il 1740 e il 1790, in Argenti e cultura rococ&ograve; nella Sicilia centro-occidentale 1735-1789, catalogo della mostra (Lubecca, St. Annen &ndash; Museum, 21 ottobre 2007- 6 gennaio 2008), a cura di S. Grasso e M. C. Gulisano, con la collaborazione di S. Rizzo, Catania 2008, pp. 598, 617.\">28<\/a><\/sup>, veniva nuovamente chiamato a lavorare per il convento corleonese il 26 maggio 1746 per la riparazione di un<em> <\/em>altro candeliere d\u2019argento<sup><a href=\"#footnote_28_2387\" id=\"identifier_28_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1497, f. 390. Si veda anche vol. 1559, c. 8.\">29<\/a><\/sup>. I pagamenti per tali lavori sono ripetuti pure dalla badessa donna Perpetua Fratello e il primo settembre 1747 (X Ind.) l\u2019argentiere palermitano riceveva per lo stesso lavoro altre tre onze<sup><a href=\"#footnote_29_2387\" id=\"identifier_29_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1497, f. 350.\">30<\/a><\/sup>. Pressoch\u00e9 dello stesso periodo \u00e8 un altro versamento di undici onze e dieci tar\u00ec che testimonia l\u2019intervento dell\u2019artista palermitano per sistemare altri candelieri d\u2019argento e per aver \u201cacconciato\u201d anche un aspersorio<sup><a href=\"#footnote_30_2387\" id=\"identifier_30_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1497, f. 465.\">31<\/a><\/sup>. Il 15 ottobre 1747 ancora Gaetano D\u2019Aquino riparava il calice di Santa Maria La Scala di pertinenza del complesso monastico corleonese<sup><a href=\"#footnote_31_2387\" id=\"identifier_31_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1497, f. 441.\">32<\/a><\/sup>. Lo stesso artista nel novembre 1748 (XII Ind.) veniva pagato tre onze per aver riparato, imbiancato e pulito un paliotto d\u2019argento della chiesa benedettina<sup><a href=\"#footnote_32_2387\" id=\"identifier_32_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1497, f. 465.\">33<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla met\u00e0 del XVIII secolo ci si rivolger\u00e0 molto spesso ad un altro componente della maestranza di Palermo: Nunzio Gino<sup><a href=\"#footnote_33_2387\" id=\"identifier_33_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Si veda R. Sinagra, in Arti decorative&hellip;, vol. II, 2014, ad vocem, con prec. bibl.\">34<\/a><\/sup>. L\u2019abile argentiere e orafo, documentato dal 1729 al 1784, anno di morte, pi\u00f9 volte console della maestranza palermitana<sup><a href=\"#footnote_34_2387\" id=\"identifier_34_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem. Si veda anche S. Barraja, I marchi degli argentieri e orafi di Palermo dal XVII secolo ad oggi, saggio introduttivo di M.C. Di Natale, Milano 1996, pp. 77-80.\">35<\/a><\/sup>, di cui si ricostruisce un importante tassello della sua inedita attivit\u00e0 per la citt\u00e0 di Corleone, il primo dicembre 1745 (IX Ind.) riceveva un\u2019onza e nove tar\u00ec per aver riparato un calice d\u2019argento e una patena<em> <\/em>per il monastero<sup><a href=\"#footnote_35_2387\" id=\"identifier_35_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1558, f. 46.\">36<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 20 settembre 1748 la badessa Fratello effettuava un pagamento di dodici onze e sedici tar\u00ec a favore di Antonio Mondello, di cui due tar\u00ec e \u00a0sedici grana servirono per \u201c7 trappisi d\u2019argento\u201d e dieci tar\u00ec per la realizzazione di una saliera d\u2019argento per la badessa<sup><a href=\"#footnote_36_2387\" id=\"identifier_36_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1525, ff. 49, 120.\">37<\/a><\/sup>. Lo stesso il primo gennaio 1749 acquistava per venti tar\u00ec un bicchiere d\u2019argento fatto a Palermo<sup><a href=\"#footnote_37_2387\" id=\"identifier_37_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1525, f. 120. Si veda anche vol. 1559, f. 107.\">38<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La badessa <em>pro tempore<\/em> il primo febbraio 1750 (XIII Ind.) effettuava un pagamento ancora a favore dell\u2019argentiere Nunzio Gino di due onze, venti tar\u00ec e dieci grana per sua <em>mastria <\/em>per aver fatto un \u201cposo d\u2019argento pel Divinissimo per la grada della comunione\u201d, e un\u2019onza, dieci tar\u00ec e dieci grana venivano pagate per la quantit\u00e0 d\u2019argento aggiunto al manufatto<sup><a href=\"#footnote_38_2387\" id=\"identifier_38_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1497, f. 460. Si veda anche vol. 1559, f. 33.\">39<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo gennaio 1753 mastro Bocca di Fuoco, probabilmente un argentiere, discendente forse dalla famiglia di Giovan Filippo e Giuseppe Buttafuoco, orafi attivi nel XVI secolo<sup><a href=\"#footnote_39_2387\" id=\"identifier_39_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. G. Travagliato, in Arti decorative&hellip;, vol. I, 2014, ad voces.\">40<\/a><\/sup>, riceveva ventuno tar\u00ec per aver riparato alcuni reliquiari d\u2019argento della chiesa<sup><a href=\"#footnote_40_2387\" id=\"identifier_40_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1559, f. 76.\">41<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualche anno dopo, il primo giugno 1759, venivano versati all\u2019argentiere Dimitri, artista non identificato, nove tar\u00ec e diciassette grana per aver riparato un <em>lampiere<\/em> del Santissimo Crocifisso<sup><a href=\"#footnote_41_2387\" id=\"identifier_41_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1560, f. 11.\">42<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le inedite annotazioni esaminate, il 15 gennaio 1762 \u00e8 inoltre registrato un pagamento di tre tar\u00ec in favore di don Domenico Collura, procuratore del monastero, per aver versato a sua volta un tar\u00ec e dieci grana a Giuseppe Longo, che aveva riparato una lampada pensile d\u2019argento della chiesa<sup><a href=\"#footnote_42_2387\" id=\"identifier_42_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1527, f. 278.\">43<\/a><\/sup>. Potrebbe trattarsi dell\u2019omonimo argentiere messinese vissuto nel XVIII secolo<sup><a href=\"#footnote_43_2387\" id=\"identifier_43_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Si veda A. Bilardo, in Arti decorative&hellip;, vol. I, 2014, ad vocem.\">44<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u201911 marzo dello stesso anno la badessa <em>pro tempore<\/em> effettuava un pagamento di ventuno onze e diciassette tar\u00ec al citato argentiere Nunzio Gino per \u201cmastria d\u2019argento accresciuto per aver fatto<em> <\/em>numero 2 sottocoppini per servigio del monastero\u201d<sup><a href=\"#footnote_44_2387\" id=\"identifier_44_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1560, f. 88. Si veda anche vol. 1501, f. 381.\">45<\/a><\/sup> e inoltre lo stesso giorno gli versava pure dodici onze \u201cper avere acconciato un lampiero a bottoni d\u2019argento\u201d<sup><a href=\"#footnote_45_2387\" id=\"identifier_45_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1501, f. 381.\">46<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le opere che versavano in cattivo stato di conservazione vi era anche la corona della Madonna del Soccorso, che il primo maggio 1762 veniva riparata e ripulita da un anonimo argentiere per un compenso di quattro tar\u00ec<sup><a href=\"#footnote_46_2387\" id=\"identifier_46_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1527, f. 139.\">47<\/a><\/sup>. La Vergine, la cui grande fortuna iconografica \u00e8 attestata nel centro siciliano dalla statua gaginiana della Chiesa Madre e da quella in legno policromo della chiesa di Sant\u2019Agostino<sup><a href=\"#footnote_47_2387\" id=\"identifier_47_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Si veda A.G. Marchese, Animosa&hellip;, in Corleone, 2000, pp. 14-15; Idem, Tra i Gagini&hellip;, 2003, p. 10; Idem, scheda II,5, in Gloria Patri&hellip;, 2001, p. 166, che riporta prec. bibl..\">48<\/a><\/sup>, doveva presentare in mano verosimilmente la mazza, da cui deriva la popolare denominazione, e al suo fianco il bambino che afferra il suo manto in cerca di protezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel luglio 1762 (XI Ind.) la badessa del SS. Salvatore Pietra Preziosa Fulco saldava un debito di otto onze in favore di Antonio Briganti da quello spesi per pagare un anonimo argentiere \u201cper prezzo di argento e maestria per aver acconciato un lampiero d\u2019argento, l\u2019incenziario ed una guantera d\u2019argento\u201d<sup><a href=\"#footnote_48_2387\" id=\"identifier_48_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPA, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1501, f. 488. Si veda anche vol. 1527, f. 110.\">49<\/a><\/sup>.\u00a0 Le spese per la riparazione o la realizzazione di tali vassoi o piatti da parata sono pi\u00f9 volte ripetute tra le inedite annotazioni archivistiche analizzate, probabilmente perch\u00e9 destinati ad usi ornamentali chiesastici, come mostra il disegno per una credenza da sagrestia di Giacomo Amato adorno di tali suppellettili<sup><a href=\"#footnote_49_2387\" id=\"identifier_49_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"D. Malignaggi, Il disegno decorativo dal Rinascimento al Barocco, in Splendori&hellip;, 2001, p. 86.\">50<\/a><\/sup>, non solo in occasione delle pi\u00f9 importanti ricorrenze liturgiche, ma anche per le cerimonie di elezione delle nuove badesse. Per tali eventi le monache benedettine corleonesi si rivolgevano agli abili paratori del centro siciliano, tra cui Andrea, Rosario e Giovanni Governali e Pietro e Cristoforo Pomara<sup><a href=\"#footnote_50_2387\" id=\"identifier_50_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1533, f. n.n. Si veda anche vol. 1558, f.n.n.; vol. 1559, f. 126; vol. 1560, f. 189; vol. 1561, ff. 19, 86.\">51<\/a><\/sup>, legati alla vita artistica della capitale e molto richiesti fino alla costa meridionale dell\u2019isola<sup><a href=\"#footnote_51_2387\" id=\"identifier_51_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per le famiglie di paratori corleonesi cfr. B. De Marco Spata, L&rsquo;effimero barocco a Corleone tra devozione e artigianato. Tre famiglie di paratori: i Grimaldi, i Governali, i Pomara, in Corleone&hellip;, 2001, pp. 203-215. Si veda anche R.F. Margiotta, in Arti decorative&hellip;, voll. I e II, 2014, ad voces Governali e Pomara.\">52<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa badessa il 15 agosto 1762 pagava dodici tar\u00ec all\u2019argentiere Giuseppe, di cui non si riporta il cognome, come compenso per aver riparato due <em>inguantiere<\/em> della sagrestia<sup><a href=\"#footnote_52_2387\" id=\"identifier_52_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol.1527,f. 67.\">53<\/a><\/sup>, forse Giuseppe Pierruzzo (?) che il 10 febbraio 1782 riceveva nove onze e cinque tar\u00ec \u201cper argento e mastria in aver acconciato un lampiero d\u2019argento\u201d<sup><a href=\"#footnote_53_2387\" id=\"identifier_53_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1563, f. 40.\">54<\/a><\/sup>. Sempre per la festa dell\u2019Assunta venivano versati tar\u00ec dodici al signor Giovannino \u201cl\u2019argentiero per prezzo di mastria per aver acconciato due inguantere per servigio della sagrestia\u201d<sup><a href=\"#footnote_54_2387\" id=\"identifier_54_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol.1560, f. 99.\">55<\/a><\/sup>, probabilmente da identificare con Giovanni Lorrazzo che in seguito sar\u00e0 pagato quattro onze e cinque tar\u00ec \u201cper sua mastria in aver acconciato il lampiero e due incensieri d\u2019argento della nostra chiesa\u201d<sup><a href=\"#footnote_55_2387\" id=\"identifier_55_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol.1560, f. 227.\">56<\/a><\/sup>. Tra tutti gli altri oggetti sacri i turiboli sono i pi\u00f9 soggetti al deterioramento per il continuo surriscaldamento delle pareti, avendo pertanto bisogno di maggiori riparazioni. \u00a0\u00c8 molto raro trovare tali manufatti in buone condizioni, specie quelli di fattura siciliana perch\u00e9 realizzati con una lamina d\u2019argento piuttosto sottile rispetto ad altri esemplari napoletani o romani<sup><a href=\"#footnote_56_2387\" id=\"identifier_56_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M.C. Di Natale, scheda II,238, in Ori e argenti&hellip;, 1989, p. 347.\">57<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo febbraio 1764 ancora Nunzio Gino, argentiere di fiducia del monastero, riceveva venticinque tar\u00ec per la sua <em>mastria<\/em> e argento aggiunto \u201cin aver cambiato un sicchetto piccolo vecchio e fattolo grande nuovo\u201d<sup><a href=\"#footnote_57_2387\" id=\"identifier_57_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazione religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol.&nbsp; 1560, f. 151. Si veda anche vol. 1527, f. 209.\">58<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stesso argentiere palermitano si pagavano il primo giugno 1765 ancora cinquantaquattro onze, ventisette tar\u00ec e undici grana \u201ccio\u00e8 onze 17. 10. 13 per procura d\u2019una calamarera d\u2019argento di peso libre 6.4.3 e trappesi 13.3 per procura d\u2019un bacile e palangana e tre sottocoppine onze 5. 6. 18 per procura d\u2019una inguantera ed un tazzonello d\u2019argento usato\u201d<sup><a href=\"#footnote_58_2387\" id=\"identifier_58_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1560,&nbsp; f. 187. Si veda anche vol. 1501, f. 488; vol. 1527, f. 289.\">59<\/a><\/sup><em>. <\/em>Contestualmente si versavano altre sessantadue onze e due tar\u00ec allo stesso Gino a completamento delle centoventuno onze e ventinove tar\u00ec \u201cper prezzo di mastria di 6 candilieri e 6 vasi d\u2019argento novi per servigio della nostra chiesa\u201d<sup><a href=\"#footnote_59_2387\" id=\"identifier_59_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1502, f. 404.\">60<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 30 giugno dello stesso anno indizionale il suddetto argentiere riceveva un\u2019onza e venticinque tar\u00ec come saldo per aver realizzato candelieri, vasi e altri piccoli oggetti in argento per il monastero probabilmente rifondendo argento vecchio<sup><a href=\"#footnote_60_2387\" id=\"identifier_60_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1560,&nbsp; f. 191.\">61<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 30 ottobre 1765 (XIV Ind.) si effettuava un altro pagamento di sette onze e venti tar\u00ec all\u2019argentiere Nunzio Gino per aver realizzato una corona di spine in argento per il Santissimo Crocifisso della chiesa<sup><a href=\"#footnote_61_2387\" id=\"identifier_61_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1502, f. 491. Si veda anche vol. 1528, f. 29.\">62<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 20 novembre 1765 (XIV Ind.) si registra un inedito pagamento di un\u2019onza e venti tar\u00ec effettuato dalla badessa Felice Aurora Fratello a favore di un argentiere anonimo che realizza i gradini in argento per l\u2019altare maggiore della chiesa<sup><a href=\"#footnote_62_2387\" id=\"identifier_62_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1502, f. 491. Si veda anche vol. 1528, f. 36.\">63<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo dicembre 1765 (XIV Ind.) l\u2019argentiere Nunzio Gino riceveva un altro pagamento di venti onze e due tar\u00ec per un piatto \u201cmenzo reale d\u2019argento\u201d per il monastero, inclusi due tar\u00ec per l\u2019imballaggio del manufatto<sup><a href=\"#footnote_63_2387\" id=\"identifier_63_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1560,&nbsp; f. 213. Si veda anche vol. 1502, f. 491.\">64<\/a><\/sup>. La collaborazione con lo stesso artista palermitano \u00e8 testimoniata ancora da un ulteriore versamento in data 25 giugno 1766 (XIV Ind.) di due onze e ventitr\u00e9 tar\u00ec per un vassoio d\u2019argento<sup><a href=\"#footnote_64_2387\" id=\"identifier_64_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol.1502, f. 514.\">65<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le spese per la chiesa annotate il 20 ottobre 1766 (XV Ind.) si registra un altro inedito pagamento di diciassette onze, venticinque tar\u00ec e tredici grana sempre a Nunzio Gino per l\u2019oro aggiunto al <em>perpetuo<\/em> del monastero e per l\u2019argento aggiunto alla <em>sponsa<\/em> della chiesa ed altri lavori<sup><a href=\"#footnote_65_2387\" id=\"identifier_65_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1502, f. 492. Si veda anche vol. 1528, f. 102.\">66<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 10 febbraio 1768 (I Ind.) Francesco Denaro riceveva dalla badessa Domenica Cal\u00e0 onza una per aver portato nella citt\u00e0 di Palermo il tabernacolo d\u2019argento per \u201cfarsi nuovo\u201d inclusa la \u201cportatura\u201d di tre quadri da Palermo a Corleone<sup><a href=\"#footnote_66_2387\" id=\"identifier_66_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1503, f. 379.\">67<\/a><\/sup>. L\u2019opera doveva essere pure realizzata dall\u2019abile Nunzio Gino, in un altro documento di pagamento del primo aprile 1768, infatti, cos\u00ec si legge: \u201conze 35. 21. 14 al signor Nunzio Gino sono per tanti da esso spesi\u201d di cui \u201conze 6. 6 per argento aggiunto al tabernacolo in aversi ingrandito onze 8 per mastria tar\u00ec 24\u201d<sup><a href=\"#footnote_67_2387\" id=\"identifier_67_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone,&nbsp; Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1560,&nbsp; f. 289. Si veda anche vol. 1503, f. 367; vol. 1528, c. 282.\">68<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso giorno la badessa Cal\u00e0, predisponeva un pagamento di quindici onze, otto tar\u00ec e dieci grana a favore dell\u2019argentiere Nunzio Gino per altri due candelieri d\u2019argento di libre 33.12 per la chiesa del SS. Salvatore<sup><a href=\"#footnote_68_2387\" id=\"identifier_68_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1503, f. 379.\">69<\/a><\/sup>. Oltre al versamento gi\u00e0 effettuato a favore del noto argentiere palermitano ve ne \u00e8 un altro per lo stesso artista di sei onze, ventidue tar\u00ec e dieci grana, di cui quattro onze e quattro tar\u00ec per la realizzazione di un <em>fangotto<\/em> d\u2019argento, piatto grande di forma ovale, fatto nuovo e due onze, diciotto tar\u00ec e dieci grana per l\u2019argento in pi\u00f9 che \u00e8 stato aggiunto per la realizzazione del nuovo <em>incinziero<\/em> e un\u2019onza e dieci tar\u00ec per la manifattura<sup><a href=\"#footnote_69_2387\" id=\"identifier_69_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1528, c. 281. Si veda anche vol. 1503, f. 379.\">70<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri pagamenti si susseguivano negli anni seguenti ancora all\u2019argentiere di fiducia Gino, il 30 agosto 1772 riceveva, infatti, un\u2019onza e dodici tar\u00ec per un paio di bilance d\u2019argento piccole per pesare i denari della cassa del monastero<sup><a href=\"#footnote_70_2387\" id=\"identifier_70_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1529, c. 99. Si veda anche vol. 1561, f. 54.\">71<\/a><\/sup> e il 5 giugno 1774 gli si versavano nove onze e ventitr\u00e9 tar\u00ec \u201cper sopra pi\u00f9 d\u2019argento e mastria per aver fatto un carab\u00e8, un piatto ottangulato ed una paletta d\u2019argento ed aver acconciato un candeliere d\u2019argento per il monastero\u201d<sup><a href=\"#footnote_71_2387\" id=\"identifier_71_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1561, c. 93.\">72<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019importante argentiere era molto apprezzato dalla committenza monastica anche del capoluogo siciliano, nel settembre del 1771 si era pure impegnato con la badessa del monastero di Santa Chiara di Palermo, suor Geronima Rosalia Montaperto per l\u2019esecuzione di quattro lampade di lamina d\u2019argento cesellato \u201ccon suoi bracci a menzola\u201d secondo il disegno e il modello in stucco dell\u2019architetto Andrea Gigante<sup><a href=\"#footnote_72_2387\" id=\"identifier_72_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. Mendola, Orafi&hellip; , in Argenti&hellip; , 2008, p. 599.\">73<\/a><\/sup>, pure documentato a Corleone per avere stilato una relazione per alcune modifiche da farsi al prospetto della chiesa del SS. Salvatore<sup><a href=\"#footnote_73_2387\" id=\"identifier_73_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1563, f. 79.\">74<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le religiose benedettine acquistavano anche manufatti non legati a funzioni liturgiche, come la cioccolattiera d\u2019argento saldata al procuratore del monastero don Ignazio Romano il 18 novembre 1776<sup><a href=\"#footnote_74_2387\" id=\"identifier_74_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1504, f. 9.\">75<\/a><\/sup>, che poteva presentare forme simili a quella in argento sbalzato e cesellato con manico in legno ebanizzato prodotta dagli argentieri di Augsburg nel XVIII secolo, venduta in anni recenti ad un\u2019asta italiana<sup><a href=\"#footnote_75_2387\" id=\"identifier_75_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. Gioielli, argenti ed orologi antichi e contemporanei, catalogo della casa d&rsquo;aste Cambi (Genova, Castello Mackenzie, 14 marzo 2011), asta 112, Genova 2011, p. 17.\">76<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora Ignazio Romano il 10 dicembre 1776 (II Ind.) spendeva tre onze, otto tar\u00ec e tredici grana per l\u2019acquisto di due \u201ccoretti di villuto con sue piancie d\u2019argento per li servimenti del monastero\u201d e dodici tar\u00ec e dieci grana per l\u2019acquisto di un \u201clibrettino con coperta fatta d\u2019argento per le licenze del monastero<sup><a href=\"#footnote_76_2387\" id=\"identifier_76_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1504, f. 131.\">77<\/a><\/sup>. Simile copertura d\u2019argento \u00e8 probabilmente quella del messale custodito nella Chiesa Madre di Corleone, proveniente dal monastero del SS. Salvatore (<a title=\"Fig. 1. Argentiere palermitano, 1755, &lt;i&gt;Coprimessale&lt;\/i&gt;, Corleone, Chiesa Madre.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/mar01.jpg\">Fig. 1<\/a>)<sup><a href=\"#footnote_77_2387\" id=\"identifier_77_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"V. Chiaromonte, scheda II. 34, in Gloria Patri &hellip;, 2001, p. 205.\">78<\/a><\/sup>. L\u2019opera, sbalzata, cesellata, traforata e applicata su velluto rosso, presenta centralmente un medaglione inglobato nel ricco ornato fitomorfo con lo stemma dell\u2019Ordine benedettino. Sul manufatto \u00e8 impresso oltre al marchio della citt\u00e0 di Palermo con l\u2019aquila a volo alto e la sigla RVP, abbreviazione di <em>Regia Urbis Panormi<\/em>, il punzone del console di Palermo del 1755 Antonino Pensallorto, che ricopre in tale anno l\u2019importante carica all\u2019interno della maestranza<sup><a href=\"#footnote_78_2387\" id=\"identifier_78_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Barraja, I marchi&hellip;, 1996, p. 77.\">79<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 10 luglio 1777 (X Ind.) la nuova badessa del monastero corleonese, Beatrice Bentivegna, si rivolgeva ancora a Nunzio Gino per la realizzazione di una campanella d\u2019argento per il monastero versandogli, probabilmente come anticipo, due onze e ventiquattro tar\u00ec<sup><a href=\"#footnote_79_2387\" id=\"identifier_79_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1504, f. 27.\">80<\/a><\/sup>. La stessa religiosa il 20 aprile 1779 verser\u00e0 al noto argentiere palermitano ancora quarantanove onze e venticinque tar\u00ec per \u201cdue lampieri d\u2019argento per il Divinissimo, inclusi otto tar\u00ec per forzatura e due tar\u00ec per imballatura\u201d<sup><a href=\"#footnote_80_2387\" id=\"identifier_80_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1561, f. 188; vol. 1504, f. 99.\">81<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 31 luglio 1780 \u00e8 annotato un ulteriore inedito pagamento di diciannove onze e sedici tar\u00ec eseguito pure a favore dell\u2019argentiere Nunzio Gino a completamento di cinquantacinque onze e due tar\u00ec in parte versati da donna Agnese Cal\u00e0 e da donna Grazia Fratello per la realizzazione del nuovo ostensorio<sup><a href=\"#footnote_81_2387\" id=\"identifier_81_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1505, f. 154.\">82<\/a><\/sup> per il quale si riutilizzava argento vecchio, come quello comprato il 31 gennaio 1781 (XIV Ind.) e \u201crimesso in Palermo per aggiungervi alla nova sfera\u201d<sup><a href=\"#footnote_82_2387\" id=\"identifier_82_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1531, f. 48.\">83<\/a><\/sup>, perdendo, purtroppo, interessanti e antiche suppellettili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 31 gennaio 1783 la badessa <em>pro tempore<\/em> effettuava un ulteriore pagamento di ventuno onze e diciotto tar\u00ec ancora in favore dell\u2019argentiere Nunzio Gino a saldo di un antico debito di centodiciannove onze, due tar\u00ec e quattro grana<sup><a href=\"#footnote_83_2387\" id=\"identifier_83_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1531, f. 151.\">84<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le opere realizzate dall\u2019artista palermitano per la chiesa monastica dovettero certamente aderire ai nuovi stilemi dettati dalla cultura rococ\u00f2, in parte desunti dalle incisioni e dai disegni circolanti, tra cui quelli di Juste Aur\u00e8le Meissonnier, che proponevano curve spiraliformi, motivi <em>rocailles<\/em> e stilizzati<em> coquillages<\/em><sup><a href=\"#footnote_84_2387\" id=\"identifier_84_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. Vitella, Argenti palermitani del Settecento, in Il Tesoro dell&rsquo;Isola. Capolavori siciliani in argento e corallo dal XV al XVIII secolo, catalogo della mostra (Praga, Maneggio di Palazzo Wellestein, 19 ottobre -21 novembre 2004), a cura di S. Rizzo, vol. I, Catania 2008, pp. 75-85; S. Grasso &ndash; M.C. Di Gulisano, Forme e divenire del rococ&ograve; nella produzione delle botteghe argentarie a Palermo, in Argenti&hellip;, 2008, pp. 39-83; M.C. Di Natale, Influenze francesi nell&rsquo;oreficeria siciliana dal Rococ&ograve; all&rsquo;Impero, in Arte e migranti. Uomini, idee e opere tra Sicilia e Francia, Atti dei seminari (Strasburgo, 11-13 dicembre 2007), a cura di G. Travagliato, Palermo 2007.\">85<\/a><\/sup>. Il nuovo ostensorio eseguito da Nunzio Gino poteva essere caratterizzato dal movimento a spirale che, come sottolinea l\u2019Accascina, caratterizza il barocchetto anche palermitano, e da \u201carricciature spumeggianti quasi imitanti creste d\u2019onde nel loro frangersi e disciogliersi nel movimento ondoso della superficie\u201d<sup><a href=\"#footnote_85_2387\" id=\"identifier_85_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. Accascina, Oreficeria di Sicilia dal XIII al XIX secolo, Palermo 1974, pp. 393, 387.\">86<\/a><\/sup>, similmente all\u2019ostensorio del 1762-1763 della chiesa di S. Maria di Ges\u00f9 di Mussomeli, attribuito a Giovanni Messina, o ancora al calice del 1766 della maggior chiesa di Termini Imerese o alla pisside eseguita nel 1767-1768 da Antonino Barrile per la Chiesa Madre di Bisacquino<sup><a href=\"#footnote_86_2387\" id=\"identifier_86_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. Vitella, Argenti&hellip;, in Il Tesoro&hellip;, 2008, p. 83; Idem, Gli argenti della Maggior Chiesa di Termini&nbsp; Imerese, Termini Imerese 1996, pp. 106-108; R.F. Margiotta Tesori d&rsquo;arte a Bisacquino, Quaderni di Museologia e Storia del Collezionismo, Collana di studi diretta da M.C. Di Natale, n. 6, premessa di M.C. Di Natale, Caltanissetta 2008, pp. 133-134.\">87<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la morte di Nunzio Gino, le monache del SS. Salvatore si rivolsero ad un altro importante argentiere palermitano, Vincenzo Natoli, al quale il 31 ottobre 1787 venivano versate duecentocinquantanove onze e due tar\u00ec per alcuni preziosi manufatti, tra cui un messale d\u2019argento,<em> <\/em>\u201cuna corona d\u2019argento invece della mezza luna per la lampada della Novena del Bambino\u201d,<em> <\/em>\u201c6 candilieri d\u2019altare, un piatto fangotto grande, una corona per il Bambino all\u2019altare di Nostra Santissima ed un calamaio, e rinarolo per la Sagrestia\u201d,<em> <\/em>riutilizzando, purtroppo, ancora una volta argento vecchio \u201cin numero candelieri all\u2019antica, un piatto fangotto grande ed una ciotola\u201d<em> <\/em>e per \u201cargento nuovo\u201d<sup><a href=\"#footnote_87_2387\" id=\"identifier_87_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1532, f. n. n..\">88<\/a><\/sup>. \u00a0Nella stessa data si annota un inedito pagamento al medesimo argentiere \u201c<em>per accesso e recesso e mastria dell\u2019argentiere di Palermo Vincenzo Natoli conferitosi [\u2026] per formarci il disegno dell\u2019Altare Maggiore di Nostra Chiesa<\/em>\u201d<em> <\/em>e a un<em> <\/em>\u201c<em>suo giovane venuto per situare l\u2019altare d\u2019argento<\/em>\u201d<sup><a href=\"#footnote_88_2387\" id=\"identifier_88_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1532, f. 160.\">89<\/a><\/sup>. L\u2019artista palermitano<sup><a href=\"#footnote_89_2387\" id=\"identifier_89_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. S. Barraja, in Arti decorative&hellip;, vol. II, 2014, ad vocem, che riporta completa bibliografia. Si veda anche G. Mendola, Orafi&hellip;, in Argenti&hellip;, 2008, pp. 607-608, 620.\">90<\/a><\/sup> era probabilmente molto abile nella lavorazione di altari e paliotti, nel 1768 eseguiva, infatti, insieme a Francesco Martinez, un paliotto d\u2019argento su disegno del citato architetto Andrea Gigante per la chiesa di San Giuseppe ad Enna<sup><a href=\"#footnote_90_2387\" id=\"identifier_90_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. M. Accascina, Oreficeria&hellip;, 1974, pp. 398, 401; M.C. Ruggieri Tricoli, Il teatro e l&rsquo;altare. Paliotti &ldquo;d&rsquo;architettura&rdquo; in Sicilia, Palermo 1992, p. 161.\">91<\/a><\/sup>. Nello stesso anno con il fratello Agostino si impegnava con Francesco Ballaroto, su incarico di Baldassare La Rizza, governatore di Raffadali, a realizzare un altro paliotto \u201cdi prospettiva di piangia d\u2019argento lavorato\u201d con le figure di \u201cnostra Signora dell\u2019Ammalati altra di Ges\u00f9 Maria e Giuseppe e l\u2019altra di San Giovanni Battista\u201d<sup><a href=\"#footnote_91_2387\" id=\"identifier_91_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"D. Ruffino, L&rsquo;Urna argentea di San Vito martire di Ciminna. Vicende biografiche dell&rsquo;argentiere palermitano don Gaspare Cimino (1711-1779), in Argenti &hellip;, 2008, p. 634.\">92<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 31 agosto 1796 (XIV Ind.) veniva effettuata la consegna di una parte dell\u2019argento del monastero alla Regia Zecca. Negli inediti registri contabili \u00e8 annotato, infatti, che la badessa donna Diana Sarzana pagava tre onze e sedici grana a Salvatore La Cecla, delle quali due onze \u201cper sua mercede in aver fuso l\u2019argento del nostro monastero, ed onze 1. 0. 16. per cause porto, e riporto di detto argento per lista presentata a ricevi privato a 2 luglio 1796 [\u2026] tar\u00ec otto ad un uomo per aver portatoli denari della Regia Zecca alla tavola ed avere assistito al deposito per insino all\u2019ore 18 e tar\u00ec 6 al ragazzo della Regia Zecca per<em> <\/em>sua regalia\u201d<sup><a href=\"#footnote_92_2387\" id=\"identifier_92_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1533, f. 237. Si veda anche vol. 1508, f. 278.\">93<\/a><\/sup>. Viene cos\u00ec documentata l\u2019inedita collaborazione con un altro importante artista attivo a Palermo tra il 1762 e il 1804<sup><a href=\"#footnote_93_2387\" id=\"identifier_93_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Barraja, Gli orafi &hellip;, in Splendori &hellip;, 2001, p. 673. Si veda anche S. Barraja, in Arti decorative&hellip;, vol. II, 2014, ad vocem.\">94<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 31 gennaio 1797 venivano versate a Gioacchino Valenti sette onze, tre tar\u00ec e quattro grana per altrettante spese fatte per le consegne dell\u2019argento al decano don Serafino Bartuletta<sup><a href=\"#footnote_94_2387\" id=\"identifier_94_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1508, f. 278.\">95<\/a><\/sup>. Il 30 novembre 1800 ancora l\u2019argentiere Gioacchino Valenti, la cui attivit\u00e0 era finora segnalata dal 1763 e il 1796<sup><a href=\"#footnote_95_2387\" id=\"identifier_95_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. S. Barraja, in Arti decorative&hellip;, vol. II, 2014, ad vocem.\">96<\/a><\/sup>, consegnava alla Zecca di Palermo libre 20. 6 di argento proveniente dal monastero, per un valore di diciannove onze, sette tar\u00ec e quattro grana<sup><a href=\"#footnote_96_2387\" id=\"identifier_96_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1534, f. 60.\">97<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 31 gennaio 1828 si registra un inedito pagamento effettuato dalla badessa <em>pro tempore <\/em>a Vincenzo e Salvatore Vesco per le opere aggiunte al tabernacolo d\u2019argento<sup><a href=\"#footnote_97_2387\" id=\"identifier_97_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1516, f. 133. Per Salvatore Vesco cfr. S. Barraja, in Arti decorative&hellip;, vol. II, 2014, ad vocem.\">98<\/a><\/sup>, il primo dei quali non segnalato finora. A un altro componente della famiglia Vesco, Gesualdo, attivo a Palermo dal 1770<sup><a href=\"#footnote_98_2387\" id=\"identifier_98_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. Barraja, Gli orafi&hellip;, in Splendori&hellip;, 2001, p. 677; G. Mendola, Orafi&hellip;, in Argenti&hellip;, 2008, p. 623. Si veda pure S. Barraja, in Arti decorative&hellip;, vol. II, 2014, ad vocem.\">99<\/a><\/sup>, si era rivolta nel 1795 la badessa donna Vincenza Garlano per la realizzazione di un calice in argento dorato, impreziosito da diamanti e piccole perle, tuttora custodito in Chiesa Madre (<a title=\"Fig. 2. Gesualdo Vesco, 1795, &lt;i&gt;Calice&lt;\/i&gt;, Corleone, Chiesa Madre.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/mar02.jpg\">Fig. 2<\/a>)<sup><a href=\"#footnote_99_2387\" id=\"identifier_99_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. G. Travagliato, scheda II, 23 in Gloria Patri &hellip;, 2001 , p. 192.\">100<\/a><\/sup>. L\u2019opera, che presenta oltre al marchio con le iniziali GV, riferibili all\u2019artista, anche l\u2019iscrizione \u201cGesualdo Vesco fecit\u201d, caratterizzata alla base da festoni binati, foglie acantiformi, motivi a robbiana e meandri alla greca, \u00e8 ormai di gusto neoclassico<sup><a href=\"#footnote_100_2387\" id=\"identifier_100_2387\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem.\">101<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante i registri contabili ancora custoditi presso l\u2019Archivio di Stato di Palermo non vadano oltre il terzo decennio del XVIII secolo, l\u2019illuminata committenza delle badesse del SS. Salvatore non si sar\u00e0 arrestata certamente in tale periodo. Soltanto le leggi post unitarie che sancirono la soppressione degli ordini religiosi posero fine a tanto fervore artistico, disperdendo con il successivo incameramento dei loro beni da parte dello stato numerose opere di grande pregio.<\/p>\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_2387\" class=\"footnote\">Cfr. G.C. Marino, <em>Prefazione<\/em>, in <em>Corleone. L\u2019identit\u00e0 ritrovata<\/em>, Atti del Seminario di Studi (Corleone, Salone Istituto Suore di S. Chiara, 15-16 maggio 1999), a cura di A.G. Marchese, Milano 2001, p. 12; A.G. Marchese, <em>Animosa civitas<\/em>, in <em>Corleone<\/em>, suppl. a \u201cKal\u00f2s, Arte in Sicilia\u201d, coll. \u201cViaggio in Sicilia\u201d, Palermo 2000. Si veda anche Idem, <em>Tra i Gagini e i Ferraro. Marmorari, scultori lignei e stuccatori a Corleone<\/em>, Palermo 2002. Per la distribuzione degli edifici chiesastici nel tessuto urbano cfr. A. Badami \u2013 M. Carta, <em>Storia urbanistica della citt\u00e0 di Corleone<\/em>, Palermo s.a. Per il ricco patrimonio artistico della citt\u00e0 siciliana si veda tra l\u2019altro S. Mangano, <em>Antichit\u00e0 a Corleone<\/em>, Palermo 1977; Idem, <em>Corleone e i suoi beni culturali<\/em>, Palermo 1993; G. Mendola, <em>Inediti d\u2019arte nella diocesi di Monreale<\/em> e A.G. Marchese, <em>Uno scrigno di tesori<\/em>, in <em>Gloria Patri. L\u2019arte come linguaggio del sacro<\/em>, Palermo 2001; M. Guttilla, <em>Terre e altari. Aspetti di arte religiosa in Sicilia dalla Maniera al Neoclassicismo<\/em> e V. Chiaramonte, E. De Castro, E. Gorgone, M. Pecoraro Marafon, schede II.1- II.9, in <em>Mirabile artificio. Pittura religiosa in Sicilia dal XV al XIX secolo<\/em>, a cura di M. Guttilla, Palermo 2006, con\u00a0 precedente bibliografia; A.G. Marchese<em>, Antonino Ferraro e la statuaria lignea del \u2018500 a Corleone. Con documenti inediti<\/em>, Palermo 2009; <em>Mirabile artificio 2.<\/em> <em>Lungo le vie del legno del marmo e dello stucco<\/em>. <em>Scultori e<\/em> <em>modellatori in Sicilia dal XV al XIX secolo<\/em>, a cura di M. Guttilla, Palermo 2010; R.F. Margiotta, <em>Opere d\u2019arte francescane dall\u2019alto Belice corleonese alla Valle del Sosio<\/em>, in <em>Opere d\u2019arte nelle chiese francescane. Conservazione, restauro e musealizzazione<\/em>, a cura di M.C. Di Natale, Quaderni dell\u2019Osservatorio per le arti decorative in Italia \u201cMaria Accascina\u201d, 4, Collana diretta da M.C. Di Natale, Palermo 2013, pp. 67-90. Si veda anche M. Sicari, <em>Opere d\u2019arte della Chiesa Madre di Corleone<\/em>, tesi di Laurea, Universit\u00e0 degli Studi di Palermo, Facolt\u00e0 di Lettere e Filosofia, relatore prof.ssa M.C. Di Natale, a.a. 1998-1999; S. Squitieri, <em>Arte decorativa della Chiesa del Monastero del Santissimo Salvatore di Corleone<\/em>, tesi di Laurea, Universit\u00e0 degli Studi di Palermo, Facolt\u00e0 di Lettere e Filosofia, relatore prof.ssa M.C. Di Natale, a.a. 2011-2012. Per la bibliografia su Corleone si rimanda anche a A.G. Marchese<em>, Inventario corleonese<\/em>, prefazione di V. Consolo, Palermo 1997.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_2387\" class=\"footnote\">M.C. Di Natale, <em>Tommaso De Vigilia<\/em>, parte I e II, Palermo 1974 e 1977. Cfr. inoltre A.G. Marchese, <em>Tra i Gagini<\/em>\u2026, 2002, pp. 8-9.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_2_2387\" class=\"footnote\">M.C. Di Natale, in L. Sarullo, <em>Dizionario degli artisti siciliani<\/em>, vol. II, <em>Pittura<\/em>, a cura di M.A. Spadaro, Palermo 1993.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_2_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_3_2387\" class=\"footnote\">G. Di Marzo, <em>La pittura in Palermo nel Rinascimento. Storia e documenti<\/em>, Palermo 1899, p. 130. Si veda pi\u00f9 recentemente G. Mendola, <em>Inediti d\u2019arte<\/em>\u2026, in <em>Gloria Patri<\/em>\u2026, 2001, pp. 18-19.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_3_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_4_2387\" class=\"footnote\">Sull\u2019artista si veda tra l\u2019altro H. W. Kruft, <em>Antonello Gagini und seine S\u00f6hne<\/em>, M\u00fcnchen 1980; G. Di Marzo, <em>Memorie storiche di<\/em> <em>Antonello Gagini e dei suoi figli e nepoti, scultori siciliani del secolo XVI<\/em>, in \u201cArchivio Storico Italiano\u201d, vol. III, 1986, t. 8, pp. 39-109; Idem, <em>I Gagini e la scultura in Sicilia nei secoli XV e XVI<\/em>. <em>Memorie storiche e documenti<\/em>, 2 voll., Palermo 1880-1883.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_4_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_5_2387\" class=\"footnote\">G. Mendola, <em>Inediti d\u2019arte<\/em>\u2026, in <em>Gloria Patri<\/em>\u2026, 2001, p. 19.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_5_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_6_2387\" class=\"footnote\">C. Bruno, <em>Relazione sulla animosa citt\u00e0 di Corleone<\/em>, ms. del 1787, f. n. n.; G. Colletto,<em> Storia della citt\u00e0 di Corleone<\/em>, Siracusa 1934, ed. cons. Palermo 1992, pp. 99.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_6_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_7_2387\" class=\"footnote\">G. Di Marzo, <em>Delle Belle Arti in Sicilia<\/em>, t. III, Palermo 1862, p. 126. Sull\u2019opera si veda tra l\u2019altro anche G. Meli, <em>La pittura in Sicilia dal XV al XVI secolo, lettera al signor dottor F. Gesell-Fels in Monaco di Baviera<\/em>, in \u201cArchivio Storico Siciliano\u201d, n.s. a. IX, fasc. III e IV, 1884, pp. 465-496, in part. p. 472; G. Di Marzo, <em>La pittura<\/em>\u2026, 1899, p. 90; F. Meli, <em>Problemi di pittura siciliana del Quattrocento<\/em>, Palermo 1934, p. 18 e ss.; R. Van Marle, <em>The development of\u00a0 Italian School of painting<\/em>, vol. XV, The Hague 1934, p. 407; R. Longhi, <em>Frammento siciliano<\/em>, in \u201cParagone\u201d, 1953, p. 16; S. Bottari, Arte in Sicilia, Messina-Firenze 1962, p. 42 e 95; M.C. Di Natale, <em>Echi antonelleschi nella pittura palermitana tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo<\/em>, in <em>Antonello da Messina<\/em>, atti del convegno di studi (Messina, 22 novembre \u2013 2 dicembre 1981), Messina 1987, pp. 347-383, in part. p. 350; M.C. Di Natale, <em>Tommaso<\/em>\u2026, 1977, p. 27 ss. Per una pi\u00f9 completa bibliografia si rimanda a V. Sola, <em>Il polittico di Corleone<\/em>, in <em>Corleone<\/em>\u2026, 2001, pp. 105-113.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_7_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_8_2387\" class=\"footnote\">G. Bresc Bautier, <em>Guglielmo Pesaro (1430-1487). Le peintre de la croix de Cefal\u00f9 et du Polyptyque de Corleone<\/em>, in \u201cM\u00e9langes de l\u2019Ecole Fran\u00e7aise de Rome. Moyen Age-Temps moderne\u201d, 86, 1974-1975, 213-249. Si veda inoltre tra l\u2019altro V. Abbate, <em>Il Palazzo, le collezioni, l\u2019itin<\/em>erario, in G.C. Argan -V. Abbate -E. Battisti, <em>Palazzo Abatellis<\/em>, Palermo 1991, p. 71; M.C. Di Natale, <em>Le croci dipinte in Sicilia.<\/em> <em>L\u2019area occidentale dal XIV al XVI secolo<\/em>, introduzione di M. Calvesi, Palermo 1992 e V. Sola, <em>Il polittico<\/em>\u2026, in <em>Corleone<\/em>\u2026, 2001, pp. 105-113. Per l\u2019artista si veda anche M.C. Di Natale, in L. Sarullo, <em>Dizionario<\/em>\u2026, vol. II, 1993, <em>ad vocem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_8_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_9_2387\" class=\"footnote\">G. Bresc Bautier, <em>Artistes, patriciens et confr\u00e9ries<\/em>. <em>Production et consommation de l\u2019\u0153uvre d\u2019art \u00e0 <\/em><em><br \/>\n<\/em><em>Palerme et en Sicile Occidentale (1348 &#8211; 1460)<\/em><em>, <\/em>Roma 1979, p. 272.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_9_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_10_2387\" class=\"footnote\">G. Mendola, <em>Inediti d\u2019arte<\/em>\u2026, in <em>Gloria Patri<\/em>\u2026, 2001, p. 19. Si veda anche B. De Marco Spata, <em>Arte e artisti a Corleone dal XVI al XVIII secolo<\/em>, Palermo 2002, pp. 47-49. Sull\u2019artista si veda anche E. De Castro, in L. Sarullo, <em>Dizionario<\/em>\u2026, vol. II, 1993, <em>ad vocem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_10_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_11_2387\" class=\"footnote\">G. Mendola, <em>Inediti d\u2019arte<\/em>\u2026, in <em>Gloria Patri<\/em>\u2026, 2001, p. 22. Lo Smiriglio, che si era recato a Corleone come Ingegnere della Regia Curia \u201cper misurare e stimare le fabbriche dell\u2019alloggiamento delle truppe che si andavano realizzando in quel periodo\u201d, l\u2019anno successivo dipinger\u00e0 per la chiesa monastica il quadro con la raffigurazione del Santissimo Salvatore, come attesta un versamento di 38 onze e mezzo in suo favore del 15 maggio 1611 (G. Mendola, <em>Inediti d\u2019arte<\/em>\u2026, in <em>Gloria Patri<\/em>\u2026, 2001, p. 21).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_11_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_12_2387\" class=\"footnote\">A.G. Marchese, <em>Tra i Gagini<\/em>\u2026, 2003, p. 88.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_12_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_13_2387\" class=\"footnote\">A.G. Marchese, <em>Tra i Gagini<\/em>\u2026, 2003, p. 83. Per il Campisi si veda Idem, in L. Sarullo, <em>Dizionario <\/em>\u2026, vol. III, 1994, <em>ad vocem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_13_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_14_2387\" class=\"footnote\">A.G. Marchese, <em>Tra i Gagini<\/em>\u2026, 2002, p. 33.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_14_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_15_2387\" class=\"footnote\">Sul Randazzo si rimanda\u00a0 tra l\u2019altro a C. Siracusano, <em>La pittura del Settecento in Sicilia<\/em>; Roma 1986; M. Guttilla, in L. Sarullo, <em>Dizionario<\/em>\u2026, vol. II, 1993, <em>ad vocem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_15_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_16_2387\" class=\"footnote\">M. Guttilla, <em>Terre e altari<\/em>\u2026, in <em>Mirabile artificio<\/em>\u2026, 2006, p. 67.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_16_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_17_2387\" class=\"footnote\">Cfr.\u00a0 G. Colletto, <em>Storia<\/em>\u2026, 1992, pp. 99-100.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_17_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_18_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1577, ff. 117 e 135.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_18_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_19_2387\" class=\"footnote\">O. Cancila, <em>Imprese, redditi,\u00a0 mercato nella Sicilia moderna<\/em>, Palermo 1993, p. 58.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_19_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_20_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1558, f. 21.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_20_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_21_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1497, ff. 350, 390.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_21_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_22_2387\" class=\"footnote\">G. Di Marzo, <em>Notizie di alcuni argentieri che lavoravan pel duomo di Palermo nel sec. XVI<\/em>, in \u201cArchivio Storico Siciliano\u201d, n.s., a. III, 1879, p. 365; Idem, <em>I Gagini<\/em> \u2026 ,1880-83, p. 621.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_22_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_23_2387\" class=\"footnote\">Su Francesco La Torre si veda S. Barraja, in <em>Arti decorative in Sicilia. Dizionario biografico<\/em>, a cura di M.C. Di Natale, Palermo 2014, <em>ad vocem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_23_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_24_2387\" class=\"footnote\">S. Barraja, <em>Gli orafi e argentieri di Palermo attraverso i manoscritti della maestranza<\/em>, in <em>Splendori di Sicilia dal Rinascimento al Barocco<\/em>, catalogo della mostra (Palermo, Albergo dei Poveri, 10 dicembre 2000-30 aprile 2001), a cura di M. C. Di Natale, Palermo p. 673; Idem, in <em>Arti decorative<\/em>\u2026, vol. II, 2014, <em>ad vocem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_24_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_25_2387\" class=\"footnote\">Cfr. G. Travagliato, in <em>Materiali<\/em> <em>preziosi dalla terra e dal mare nell\u2019arte trapanese e della Sicilia occidentale tra XVIII e<\/em> <em>XIX secolo<\/em>, Catalogo della mostra (Trapani, Museo Regionale \u201cA. Pepoli\u201d, 15 febbraio-30 settembre 2003), a cura di M. C. Di Natale, Palermo 2003, p. 382; Idem, in <em>Arti decorative<\/em>\u2026, vol. II, 2014, <em>ad vocem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_25_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_26_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1497, f. 390.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_26_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_27_2387\" class=\"footnote\">Cfr. S. Barraja, <em>La maestranza degli orafi e argentieri di Palermo<\/em>, in <em>Ori e argenti di Sicilia dal Quattrocento al<\/em> <em>Settecento<\/em>, catalogo della mostra (Trapani, Museo Regionale \u201cA. Pepoli\u201d, 1 luglio-30 ottobre 1989), a cura di M.C. Di Natale, Milano 1989, p. 400; Idem, <em>Gli orafi \u2026 in Splendori<\/em> \u2026 , 2001, p. 671; G. Mendola, <em>Orafi e argentieri a Palermo tra il 1740 e il 1790<\/em>, in <em>Argenti e cultura rococ\u00f2 nella Sicilia centro-occidentale 1735-1789<\/em>, catalogo della mostra (Lubecca, St. Annen \u2013 Museum, 21 ottobre 2007- 6 gennaio 2008), a cura di S. Grasso e M. C. Gulisano, con la collaborazione di S. Rizzo, Catania 2008, pp. 598, 617.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_27_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_28_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1497, f. 390. Si veda anche vol. 1559, c. 8.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_28_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_29_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1497, f. 350.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_29_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_30_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1497, f. 465.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_30_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_31_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1497, f. 441.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_31_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_32_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1497, f. 465.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_32_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_33_2387\" class=\"footnote\">Si veda R. Sinagra, in <em>Arti decorative<\/em>\u2026, vol. II, 2014, <em>ad vocem<\/em>, con prec. bibl.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_33_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_34_2387\" class=\"footnote\"><em>Ibidem<\/em>. Si veda anche S. Barraja, <em>I marchi degli argentieri e orafi di Palermo dal XVII secolo ad oggi<\/em>, saggio introduttivo di M.C. Di Natale, Milano 1996, pp. 77-80.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_34_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_35_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1558, f. 46.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_35_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_36_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1525, ff. 49, 120.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_36_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_37_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1525, f. 120. Si veda anche vol. 1559, f. 107.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_37_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_38_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1497, f. 460. Si veda anche vol. 1559, f. 33.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_38_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_39_2387\" class=\"footnote\">Cfr. G. Travagliato, in <em>Arti decorative<\/em>\u2026, vol. I, 2014, <em>ad voces<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_39_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_40_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1559, f. 76.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_40_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_41_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1560, f. 11.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_41_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_42_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro m<\/em>astro, vol. 1527, f. 278.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_42_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_43_2387\" class=\"footnote\">Si veda A. Bilardo, in <em>Arti decorative<\/em>\u2026, vol. I, 2014, <em>ad vocem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_43_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_44_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1560, f. 88. Si veda anche vol. 1501, f. 381.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_44_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_45_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1501, f. 381.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_45_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_46_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1527, f. 139.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_46_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_47_2387\" class=\"footnote\">Si veda A.G. Marchese, <em>Animosa<\/em>\u2026, in <em>Corleone<\/em>, 2000, pp. 14-15; Idem, <em>Tra i Gagini<\/em>\u2026, 2003, p. 10; Idem, scheda II,5, in <em>Gloria Patri<\/em>\u2026, 2001, p. 166, che riporta prec. bibl..<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_47_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_48_2387\" class=\"footnote\">ASPA, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1501, f. 488. Si veda anche vol. 1527, f. 110.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_48_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_49_2387\" class=\"footnote\">D. Malignaggi, <em>Il disegno decorativo dal Rinascimento al Barocco<\/em>, in <em>Splendori<\/em>\u2026, 2001, p. 86.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_49_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_50_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1533, f. n.n. Si veda anche vol. 1558, f.n.n.; vol. 1559, f. 126; vol. 1560, f. 189; vol. 1561, ff. 19, 86.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_50_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_51_2387\" class=\"footnote\">Per le famiglie di paratori corleonesi cfr. B. De Marco Spata, <em>L\u2019effimero barocco a Corleone tra devozione e artigianato. Tre famiglie di paratori: i Grimaldi, i Governali, i Pomara<\/em>, in <em>Corleone<\/em>\u2026, 2001, pp. 203-215. Si veda anche R.F. Margiotta, in <em>Arti decorative<\/em>\u2026, voll. I e II, 2014, <em>ad voces <\/em>Governali e Pomara.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_51_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_52_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol.1527,f. 67.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_52_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_53_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1563, f. 40.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_53_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_54_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol.1560, f. 99.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_54_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_55_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol.1560, f. 227.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_55_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_56_2387\" class=\"footnote\">M.C. Di Natale, scheda II,238, in <em>Ori e argenti&#8230;<\/em>, 1989, p. 347.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_56_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_57_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazione religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol.\u00a0 1560, f. 151. Si veda anche vol. 1527, f. 209.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_57_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_58_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1560,\u00a0 f. 187. Si veda anche vol. 1501, f. 488; vol. 1527, f. 289.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_58_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_59_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1502, f. 404.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_59_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_60_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1560,\u00a0 f. 191.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_60_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_61_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1502, f. 491. Si veda anche vol. 1528, f. 29.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_61_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_62_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1502, f. 491. Si veda anche vol. 1528, f. 36.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_62_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_63_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1560,\u00a0 f. 213. Si veda anche vol. 1502, f. 491.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_63_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_64_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol.1502, f. 514.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_64_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_65_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1502, f. 492. Si veda anche vol. 1528, f. 102.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_65_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_66_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1503, f. 379.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_66_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_67_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone,\u00a0 Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1560,\u00a0 f. 289. Si veda anche vol. 1503, f. 367; vol. 1528, c. 282.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_67_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_68_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1503, f. 379.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_68_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_69_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1528, c. 281. Si veda anche vol. 1503, f. 379.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_69_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_70_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1529, c. 99. Si veda anche vol. 1561, f. 54.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_70_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_71_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, Libro mastro, vol. 1561, c. 93.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_71_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_72_2387\" class=\"footnote\">G. Mendola, <em>Orafi<\/em>\u2026 , in <em>Argenti<\/em>\u2026 , 2008, p. 599.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_72_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_73_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1563, f. 79.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_73_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_74_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1504, f. 9.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_74_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_75_2387\" class=\"footnote\">Cfr. <em>Gioielli, argenti ed orologi antichi e contemporanei<\/em>, catalogo della casa d\u2019aste Cambi (Genova, Castello Mackenzie, 14 marzo 2011), asta 112, Genova 2011, p. 17.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_75_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_76_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1504, f. 131.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_76_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_77_2387\" class=\"footnote\">V. Chiaromonte, scheda II. 34, in <em>Gloria Patri<\/em> \u2026, 2001, p. 205.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_77_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_78_2387\" class=\"footnote\">S. Barraja, <em>I marchi<\/em>\u2026, 1996, p. 77.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_78_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_79_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1504, f. 27.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_79_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_80_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1561, f. 188; vol. 1504, f. 99.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_80_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_81_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1505, f. 154.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_81_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_82_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1531, f. 48.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_82_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_83_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1531, f. 151.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_83_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_84_2387\" class=\"footnote\">M. Vitella, <em>Argenti palermitani del Settecento<\/em>, in <em>Il Tesoro dell\u2019Isola. Capolavori siciliani in argento e corallo dal XV al XVIII secolo<\/em>, catalogo della mostra (Praga, Maneggio di Palazzo Wellestein, 19 ottobre -21 novembre 2004), a cura di S. Rizzo, vol. I, Catania 2008, pp. 75-85; S. Grasso \u2013 M.C. Di Gulisano, <em>Forme e divenire del rococ\u00f2 nella produzione delle botteghe argentarie a Palermo<\/em>, in <em>Argenti<\/em>\u2026, 2008, pp. 39-83; M.C. Di Natale, <em>Influenze francesi nell\u2019oreficeria siciliana dal Rococ\u00f2 all\u2019Impero<\/em>, in<em> Arte e migranti. Uomini, idee e opere tra Sicilia e Francia<\/em>, Atti dei seminari (Strasburgo, 11-13 dicembre 2007), a cura di G. Travagliato, Palermo 2007.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_84_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_85_2387\" class=\"footnote\">M. Accascina, <em>Oreficeria di Sicilia dal XIII al XIX secolo, <\/em>Palermo 1974, pp. 393, 387.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_85_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_86_2387\" class=\"footnote\">M. Vitella, <em>Argenti<\/em>\u2026, in <em>Il Tesoro<\/em>\u2026, 2008, p. 83; Idem, <em>Gli argenti della Maggior Chiesa di Termini\u00a0 Imerese<\/em>, Termini Imerese 1996, pp. 106-108; R.F. Margiotta<em> <\/em><em>Tesori d\u2019arte a Bisacquino<\/em>, Quaderni di Museologia e Storia del Collezionismo, Collana di studi diretta da M.C. Di Natale, n. 6, premessa di M.C. Di Natale, Caltanissetta 2008, pp. 133-134.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_86_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_87_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1532, f. n. n..<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_87_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_88_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1532, f. 160.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_88_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_89_2387\" class=\"footnote\">Cfr. S. Barraja, in <em>Arti decorative<\/em>\u2026, vol. II, 2014, <em>ad vocem<\/em>, che riporta completa bibliografia. Si veda anche G. Mendola, <em>Orafi<\/em>\u2026, in <em>Argenti<\/em>\u2026, 2008, pp. 607-608, 620.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_89_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_90_2387\" class=\"footnote\">Cfr. M. Accascina, <em>Oreficeria<\/em>\u2026, 1974, pp. 398, 401; M.C. Ruggieri Tricoli, <em>Il teatro e l\u2019altare. Paliotti \u201cd\u2019architettura\u201d in Sicilia, <\/em>Palermo 1992, p. 161.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_90_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_91_2387\" class=\"footnote\">D. Ruffino, <em>L\u2019Urna argentea di San Vito martire di Ciminna. Vicende biografiche dell\u2019argentiere palermitano don Gaspare Cimino (1711-1779)<\/em>, in A<em>rgenti <\/em>\u2026, 2008, p. 634.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_91_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_92_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1533, f. 237. Si veda anche vol. 1508, f. 278.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_92_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_93_2387\" class=\"footnote\">S. Barraja, <em>Gli orafi<\/em> \u2026, in <em>Splendori \u2026, <\/em>2001, p. 673. Si veda anche S. Barraja, in <em>Arti decorative<\/em>\u2026, vol. II, 2014, <em>ad vocem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_93_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_94_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1508, f. 278.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_94_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_95_2387\" class=\"footnote\">Cfr. S. Barraja, in <em>Arti decorative<\/em>\u2026, vol. II, 2014, <em>ad vocem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_95_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_96_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1534, f. 60.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_96_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_97_2387\" class=\"footnote\">ASPa, Corporazioni religiose soppresse di Corleone, Monastero del SS. Salvatore, <em>Libro mastro<\/em>, vol. 1516, f. 133. Per Salvatore Vesco cfr. S. Barraja, in <em>Arti decorative<\/em>\u2026, vol. II, 2014, <em>ad vocem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_97_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_98_2387\" class=\"footnote\">S. Barraja, <em>Gli orafi<\/em>\u2026, in<em> Splendori<\/em>\u2026, 2001, p. 677; G. Mendola,<em> Orafi<\/em>\u2026, in <em>Argenti<\/em>\u2026, 2008, p. 623. Si veda pure S. Barraja, in <em>Arti decorative<\/em>\u2026, vol. II, 2014, <em>ad vocem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_98_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_99_2387\" class=\"footnote\">Cfr. G. Travagliato, scheda II, 23 in <em>Gloria Patri<\/em> \u2026, 2001 , p. 192.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_99_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_100_2387\" class=\"footnote\"><em>Ibidem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_100_2387\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>rosaliafrancesca.margiotta@unipa.it Argenti e argentieri per il monastero del SS. Salvatore di Corleone DOI: 10.7431\/RIV12042015 Corleone, citt\u00e0 demaniale della Sicilia centro-occidentale, appellata dallo storico Giuseppe Carlo <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=2387\" title=\"Rosalia Francesca Margiotta\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2507,"menu_order":4,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2387"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2387"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2387\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2523,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2387\/revisions\/2523"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2507"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2387"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}