{"id":2382,"date":"2015-12-29T21:41:07","date_gmt":"2015-12-29T21:41:07","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=2382"},"modified":"2016-06-29T14:17:36","modified_gmt":"2016-06-29T14:17:36","slug":"roberta-cruciata","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=2382","title":{"rendered":"Roberta Cruciata"},"content":{"rendered":"<p>robertacruciata@gmail.com<\/p>\n<h3>\u201cMaria-nuova Eva\u201d: un\u2019insolita iconografia per un\u2019Immacolata Concezione alabastrina del XVIII secolo<\/h3>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">DOI: 10.7431\/RIV12032015<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019inedita <em>Immacolata Concezione<\/em> in alabastro dorato e dipinto individuata in una collezione privata dell\u2019isola di Malta (<a title=\"Fig. 1. Maestranze dell\u2019Italia meridionale (napoletane?), inizi XVIII secolo, &lt;i&gt;Immacolata Concezione&lt;\/i&gt;, Malta, collezione privata.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/cru01.jpg\">Fig. 1<\/a>)<sup><a href=\"#footnote_0_2382\" id=\"identifier_0_2382\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ringrazio il Rev. Dr Edgar Vella per l&rsquo;affettuosa disponibilit&agrave;.\">1<\/a><\/sup> ha offerto alcuni spunti di riflessione circa la particolare iconografia mariana raffigurata, quand\u2019anche non evidenzi spiccate qualit\u00e0 esecutive. Si tratta, possibilmente, di un\u2019opera devozionale destinata al culto privato che pare rifarsi piuttosto a un preciso aulico modello. Un sottile e dotto disegno teologico, non a caso, pervade l\u2019iconografia riproposta dall\u2019opera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essa si articola secondo uno schema bipartito che contrappone due ordini, in alto quello celeste e in basso quello terrestre. L\u2019impianto della scultura alabastrina non potrebbe essere di pi\u00f9 studiata semplicit\u00e0, con il chiaro obiettivo di suscitare nell\u2019osservatore sensazioni di calma contemplazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La figura dell\u2019Immacolata sulla falce lunare ricalca fedelmente quanto codificato nel 1649 dal celebre pittore spagnolo Francisco Pacheco del Rio (1564-1644) con il suo trattato <em>Arte de la Pintura, su antig\u00fcedad y grandeza<\/em><sup><a href=\"#footnote_1_2382\" id=\"identifier_1_2382\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"F. Pacheco, Arte de la Pintura, a cura di B. Bassegoda i Hugas, Madrid III. ed. 2009.\">2<\/a><\/sup>, a sua volta ispirato alla celebre Donna dell\u2019<em>Apocalisse<\/em> (12, 1), secondo l\u2019interpretazione di San Bonaventura, \u00abvestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle\u00bb. La Vergine, giovane e bella, con i capelli sciolti e l\u2019iconica espressione di rapimento estatico, \u00e8 raffigurata nella classica postura in piedi, con le mani incrociate sul petto e il corpo sinuoso ricoperto dalla morbida veste animata dal panneggio e dalle pieghe del mantello. Il senso di movimento, allusivo alla presenza dello Spirito Santo, \u00e8 accresciuto dallo squilibro tra i due arti inferiori, il sinistro piegato e portato indietro, e il destro sulla mezzaluna crescente, simbolo di castit\u00e0 gi\u00e0 appartenuto a Diana\/Artemide, a reggere la composizione. Completa il tutto un\u2019aureola d\u2019argento con dodici stelle, che potrebbe anche non essere l\u2019originale (<a title=\"Fig. 2. Maestranze dell\u2019Italia meridionale (napoletane?), inizi XVIII secolo, &lt;i&gt;Immacolata Concezione&lt;\/i&gt;, Malta, collezione privata, part.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/cru02.jpg\">Fig. 2<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La soluzione figurativa adottata sembra guardare alla lezione pittorica dello \u201cSpagnoletto\u201d, al secolo Jusepe de Ribera (1591-1652), basti pensare all\u2019<em>Immacolata Concezione <\/em>che si trova al convento de las Agustinas Recoletas de Monterrey a Salamanca (1635) o alle due custodite al Museo Nacional del Prado di Madrid<sup><a href=\"#footnote_2_2382\" id=\"identifier_2_2382\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per la figura e l&rsquo;opera di Ribera cfr. F. Benito Dom&eacute;nech, Ribera. 1591-1652, Madrid 1991; Ribera (1591-1652), cat. exp., Madrid 1992; A.E. P&eacute;rez S&aacute;nchez, Ribera, Madrid 1994; M. Scholz-H&auml;nsel, Jusepe de Ribera, Londra 2000; N. Spinosa, Ribera. Su obra completa, Madrid 2008.\">3<\/a><\/sup>, e in generale alla pittura spagnola ben nota alla Napoli ancora asburgica di fine Seicento. Stringenti appaiono anche le similitudini iconografiche e compositive con l\u2019<em>Immacolata Concezione <\/em>(1678), detta<em> de los Venerables <\/em>o<em> Immacolata Soult<\/em>,<em> <\/em>di Bartolom\u00e9 Esteban Murillo (1618-1682) oggi al Museo del Prado della capitale spagnola<sup><a href=\"#footnote_3_2382\" id=\"identifier_3_2382\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per l&rsquo;opera (n. d&rsquo;inventario P02809) cfr. la scheda sul sito del Museo del Prado (https:\/\/www.museodelprado.es\/en\/the-collection\/online-gallery\/on-line-gallery\/obra\/the-immaculate-conception-of-the-venerable-ones-or-of-soult\/?no_cache=1).\">4<\/a><\/sup>, e con un\u2019opera d\u2019arte decorativa che pare da essa strettamente derivata, l\u2019<em>Immacolata<\/em> in avorio oggi al Museo degli Argenti di Palazzo Pitti a Firenze<sup><a href=\"#footnote_4_2382\" id=\"identifier_4_2382\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E.D. Schmidt, Scheda 111., in Diafane Passioni. Avori barocchi dalle corti europee, catalogo della mostra, a cura di E.D. Schmidt, M. Sframeli, Livorno 2013, pp. 304-307.\">5<\/a><\/sup> riferita all\u2019artista Claude Beissonat, attivo a Napoli nell\u2019ultimo quarto del XVII secolo (<a title=\"Fig. 3. Claude Beissonat, fine del XVII secolo, &lt;i&gt;Immacolata Concezione&lt;\/i&gt;, Firenze, Palazzo Pitti, Museo degli Argenti.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/cru03.jpg\">Fig. 3<\/a>). Non a caso pare verosimile riferire il manufatto rinvenuto a Malta proprio ad ambito napoletano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La base dell\u2019opera, invece, \u00e8 costituita dal cosiddetto\u00a0\u201calbero della conoscenza del bene e del male\u201d al quale \u00e8 avvinghiato il serpente, mentre ai due lati stanno seduti rispettivamente Adamo ed Eva, quest\u2019ultima con il frutto dell&#8217;albero proibito in mano, colti nel momento in cui si rendono conto di essere nudi, sconfitti, indegni della fiducia che Dio aveva riposto in loro (<a title=\"Fig. 4. Maestranze dell\u2019Italia meridionale (napoletane?), inizi XVIII secolo, &lt;i&gt;Immacolata Concezione&lt;\/i&gt;, Malta, collezione privata, part.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/cru04.jpg\">Fig. 4<\/a>). Identica iconografia, animata da un dramma interiore e da una forza espressiva ben diversi, si ritrova alla base del <em>fonte battesimale<\/em> ottagonale della cattedrale di Palermo, opera marmorea del 1801 degli scultori palermitani Filippo e Gaetano Pennino, padre e figlio (<a title=\"Fig. 5. Filippo e Gaetano Pennino, 1801, &lt;i&gt;Fonte battesimale&lt;\/i&gt; (part.), Palermo, cattedrale.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/cru05.jpg\">Fig. 5<\/a>), voluta dal \u00abCiantro\u00a0 di questa Cattedrale, e Maestro Cappellano Monsignor D. Girolomo Patern\u00f2, dei Marchesi Sessa, di cui nelle basi delle due scalinate, per le quali si ascende al fonte, se ne vedono e il picciolo medaglione, e le armi,\u00a0 e vi si legge questa iscrizione: <em>Hieronymus Patern\u00f2 Cantor et Magister Cappellanus aere suo faciendum testamento decrevit, Joannes Baptista frater M.R.C. Praeses hujus Ecclesiae amantissimus posuit anno 1801<\/em>\u00bb<sup><a href=\"#footnote_5_2382\" id=\"identifier_5_2382\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. Palermo, Guida istruttiva per potersi conoscere con facilit&agrave; tanto dal siciliano, che dal forestiere Tutte le magnificenze, e gli oggetti degni di osservazione della Citt&agrave; di Palermo Capitale di questa parte de&rsquo; R. Dominj, Palermo 1816, p. 286. Per Filippo e Gaetano Pennino cfr. S. Terzo, Pennino Filippo, e Eadem, Pennino Gaetano, in L. Sarullo, Dizionario degli artisti siciliani. Scultura, III, a cura di B. Patera, Palermo 1994, pp. 258-259.\">6<\/a><\/sup>. In questo caso, per\u00f2, \u00e8 il serpente ingannatore ad avere in bocca la mela.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ambito delle arti decorative siciliane, tra i diversi manufatti tessili con il \u00a0medesimo soggetto, si segnala un <em>paliotto<\/em> della seconda met\u00e0 del XVIII secolo parte della collezione di paramenti liturgici dell\u2019Abbazia di San Martino delle Scale (Palermo), decorato centralmente dall\u2019\u201calbero della conoscenza\u201d al cui fusto sta avvolto il serpente, mentre altre serpi sembrano emergere dalle sue radici<sup><a href=\"#footnote_6_2382\" id=\"identifier_6_2382\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"R. Civiletto, M. Vitella, Scheda 27, in L&rsquo;eredit&agrave; di Angelo Sinisio. L&rsquo;Abbazia di San Martino delle Scale dal XIV al XX secolo, catalogo della mostra, a cura di M.C. Di Natale, F. Messina Cicchetti, Palermo 1997, pp. 226-227. Ringrazio Rosalia Francesca Margiotta per la segnalazione.\">7<\/a><\/sup>. Il paliotto fa parte della serie di quindici ricamati tra il 1770 e il 1790 da Antonio Barone e Costantino Catanese<sup><a href=\"#footnote_7_2382\" id=\"identifier_7_2382\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem. Per Antonio Barone e Costantino Catanese cfr. M.C. Ruggieri Tricoli, B. De Marco Spata, Barone Antonio, e E. D&rsquo;Amico, Catanese Costantino, in Arti Decorative in Sicilia. Dizionario biografico, a cura di M.C. Di Natale, 2 voll., Palermo 2014, vol. I, pp. 40 e&nbsp; 123.\">8<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019anonimo artista autore della scultura di collezione privata maltese opera, pertanto, una fusione tra il citato passo dell\u2019<em>Apocalisse<\/em> (12,1) in cui si introduce la figura della Donna vestita di sole (\u00abNel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle\u00bb), e quello della <em>Genesi <\/em>(3,15) in cui Maria nella veste di novella Eva trionfa sul serpente (\u00abIo porr\u00f2 inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccer\u00e0 la testa e tu le insidierai il calcagno\u00bb). In linea con quanto gi\u00e0 affermato dai Padri della Chiesa fin dal II sec. d.C., l\u2019intero manufatto contrappone la\u00a0Vergine \u201cMaria-nuova Eva\u201d,\u00a0immune dal\u00a0peccato originale fin dal primo istante del suo\u00a0concepimento, o ancora, per parafrasare il noto Salmo (66 (67),7), \u201cil frutto della terra\u201d, il virgulto dal quale deriva l\u2019albero della redenzione e dei redenti, all\u2019albero del peccato. Si vuole affermare con forza il dogma dell\u2019Immacolata Concezione, e quindi l\u2019assoluta innocenza spirituale della Vergine, la sua incorruttibile moralit\u00e0, il suo amore incondizionato e la granitica fedelt\u00e0 verso il Creatore, ma non solo. Nello stesso tempo viene sottolineato il ruolo salvifico svolto dalla Vergine in favore dell\u2019umanit\u00e0 intera, privata della redenzione per l\u2019errore commesso dalla progenitrice. Maria \u00e8 la riparatrice del peccato, colei che recupera l\u2019integrit\u00e0 primitiva del genere umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019opera in virt\u00f9 delle caratteristiche iconografiche e stilistiche descritte pare accostabile a produzione di maestranze dell\u2019Italia meridionale, possibilmente napoletane, di inizio Settecento. Si tratta di una testimonianza del successo e del perdurare della variante iconografica di \u201cMaria-nuova Eva\u201d nel corso dei secoli, e al contempo della sua trasversalit\u00e0 all\u2019interno delle varie arti figurative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche se, com\u2019\u00e8 noto, il dogma dell\u2019Immacolata Concezione sarebbe stato proclamato soltanto l\u20198 dicembre 1854 da Papa Pio IX (1846-1870) con la bolla\u00a0<em>Ineffabilis Deus<\/em><sup><a href=\"#footnote_8_2382\" id=\"identifier_8_2382\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per la storia del dogma dell&rsquo;Immacolata Concezione, cfr. Virgo immaculata. Acta congressus mariologici-mariani, Romae anno MCMLIV celebrati, 21 voll., Roma 1955. Cfr. anche M.S. Cecchin, L&rsquo;Immacolata Concezione. Breve storia del dogma, Citt&agrave; del Vaticano 2003.\">9<\/a><\/sup>, infatti, nel corso dei secoli l\u2019idea di Maria concepita senza peccato si era progressivamente imposta alla piet\u00e0, alla liturgia, alla teologia e, naturalmente, anche all\u2019arte sacra di tutta Europa. In Italia durante il Rinascimento <em>l\u2019Immacolata Concezione<\/em> venne non di rado presentata come la contropartita e il riscatto del peccato originale. Basti pensare a un olio su tavola di Luca (1445 ca-1523) e del nipote Francesco Signorelli (1490\/1495-1553), l\u2019<em>Immacolata Concezione e profeti <\/em>(1521-1523) custodita al Museo Diocesano di Cortona<sup><a href=\"#footnote_9_2382\" id=\"identifier_9_2382\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per l&rsquo;opera cfr. G. de Simone, Scheda 26, in Una donna vestita di sole. L&rsquo;Immacolata Concezione nelle opere dei grandi maestri, catalogo della mostra, a cura di G. Morello, V. Francia, R. Fusco, Milano 2005, pp. 158-163, che riporta la bibliografia completa.\">10<\/a><\/sup>, opera in cui la Vergine \u00e8 sospesa tra terra e cielo circondata da cherubini e da una pioggia di rose e gigli, con i piedi su quattro teste di cherubini incombenti sulla chioma dell\u2019\u201calbero della conoscenza del bene e del male\u201d, ai piedi del quale Adamo ed Eva commettono il peccato originale (<a title=\"Fig. 6. Luca e Francesco Signorelli, 1521-1523, &lt;i&gt;Immacolata Concezione e profeti&lt;\/i&gt;, Cotona, Museo Diocesano, part.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/cru06.jpg\">Fig. 6<\/a>). L\u2019opera fu dipinta per l\u2019altare laterale destro della chiesa del Ges\u00f9 della cittadina della Val di Chiana aretina su commissione della confraternita del Ges\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma sarebbe stato Giorgio Vasari (1511-1574) \u00aba sviluppare, per sua esplicita ammissione con l\u2019aiuto di amici letterati, il tema della discendenza di Maria da Eva, riprendendo e ampliando quanto era stato accennato dai Signorelli e dal Sogliani<sup><a href=\"#footnote_10_2382\" id=\"identifier_10_2382\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Il riferimento &egrave; all&rsquo;opera Disputa sull&rsquo;Immacolata Concezione (terzo decennio del XVI secolo) che si trova a Firenze, presso le Gallerie dell&rsquo;Accademia.\">11<\/a><\/sup> con l\u2019inserimento della figura di Adamo, dando vita a una composizione icasticamente assai d\u2019impatto, che diverr\u00e0 prototipo cogente fino alla fine del secolo, in tutta la Toscana culturalmente dipendente dalla dominazione fiorentina, per ogni altra raffigurazione sul tema dell\u2019Immacolata; e, contenuto anche pi\u00f9 rilevante, spostando definitivamente l\u2019accento sul ruolo della Vergine, ruolo che \u00e8 per\u00f2 concettualmente posteriore e secondario rispetto al concepimento immacolato, ovvero alla grazia concessa unicamente a Lei fin dal primo istante della sua esistenza\u00bb<sup><a href=\"#footnote_11_2382\" id=\"identifier_11_2382\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"B. Moreschini, Committenza ed evoluzione iconografica dell&rsquo;Immacolata Concezione nella Toscana del XVI secolo: una panoramica e qualche caso, in Una donna vestita di sole&hellip;, 2005, p. 54.\">12<\/a><\/sup>. Si tratta dell\u2019<em>Allegoria dell\u2019Immacolata Concezione <\/em>(1540), un olio su tavola che si trova alla Galleria degli Uffizi di Firenze, gi\u00e0 proveniente dalla cappella Altoviti della chiesa dei SS. Apostoli dello stesso capoluogo toscano, commissionata dal banchiere fiorentino trapiantato a Roma Bindo Altoviti<sup><a href=\"#footnote_12_2382\" id=\"identifier_12_2382\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"B. Moreschini, Scheda 36, in Una donna vestita di sole&hellip;, 2005, pp. 182-183, che riporta la bibliografia precedente.\">13<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 7. Giorgio Vasari, 1540, &lt;i&gt;Allegoria dell\u2019Immacolata Concezione&lt;\/i&gt;, Firenze, Galleria degli Uffizi.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/cru07.jpg\">Fig. 7<\/a>). Il Vasari, a testimonianza dell\u2019importanza e della fortuna riscossa dall\u2019opera, la replic\u00f2 almeno altre quattro volte. Una di dette varianti, datata 1543, si trova al Museo Nazionale di Villa Guinigi a Lucca, e fu voluta dal mercante lucchese Biagio di Onofrio Mei per la sua cappella nella chiesa carmelitana di San Pier Cigoli della stessa citt\u00e0 toscana<sup><a href=\"#footnote_13_2382\" id=\"identifier_13_2382\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"B. Moreschini, Committenza ed evoluzione iconografica &hellip;, e Scheda 36, in Una donna vestita di sole&hellip;, 2005, pp. 55 e 182.\">14<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019area fiorentina il modello vasariano avrebbe esercitato una vera e propria egemonia figurativa almeno fino al terzo decennio del XVII secolo<sup><a href=\"#footnote_14_2382\" id=\"identifier_14_2382\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"B. Moreschini, Committenza ed evoluzione iconografica &hellip;, in Una donna vestita di sole&hellip;, 2005, pp. 56-59.\">15<\/a><\/sup>. Ma esso non fu determinante solo per quel territorio. Secondo Vincenzo Abbate nell\u2019arte siciliana la variante iconografica di \u201cMaria-Nuova Eva\u201d si svilupp\u00f2 proprio a partire dal celebre schema salvifico del pittore aretino<sup><a href=\"#footnote_15_2382\" id=\"identifier_15_2382\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"V. Abbate, &ldquo;Ad aliquid sanctum significandum&rdquo;. Immagine della Purissima Reina tra Cinque e Seicento, in Bella come la luna, pura come il sole. L&rsquo;Immacolata nell&rsquo;arte in Sicilia, a cura di M.C. Di Natale, M. Vitella, Palermo 2004, pp. 35-36.\">16<\/a><\/sup>. Il successo della pala, grazie alle sue valenze contenutistiche, soprattutto nel clima della Controriforma, fu garantito anche dalla diffusione che le assicur\u00f2 la stampa edita a fine Cinquecento dall\u2019incisore francese attivo a Roma Philippe Thomassin (1562-1622)<sup><a href=\"#footnote_16_2382\" id=\"identifier_16_2382\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"V. Abbate, &ldquo;Ad aliquid sanctum&hellip;, in Bella come la luna &hellip;, 2004, p. 36.\">17<\/a><\/sup>. Essa dovette circolare ben presto anche in Sicilia, se nel 1623 ne ritroviamo un\u2019eco nell\u2019<em>Allegoria dell\u2019Immacolata Concezione <\/em>di Pietro Alvino (1590 ca.-1626) destinata all\u2019altare maggiore della chiesa di Santa Maria La Nova a Palermo (<a title=\"Fig. 8. Pietro Alvino, 1623, &lt;i&gt;Allegoria dell\u2019Immacolata Concezione&lt;\/i&gt;, Palermo, chiesa di Santa Maria La Nova.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/cru08.jpg\">Fig. 8<\/a>)<sup><a href=\"#footnote_17_2382\" id=\"identifier_17_2382\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"&Igrave;bidem.\">18<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Immacolata fu uno dei soggetti privilegiati nelle preziose creazioni in corallo, avorio o alabastro dei maestri trapanesi, soprattutto tra la seconda met\u00e0 del Seicento e la fine del Settecento<sup><a href=\"#footnote_18_2382\" id=\"identifier_18_2382\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per l&rsquo;argomento, cfr. M.C. Di Natale, Iconografia mariana, in Materiali preziosi dalla terra e dal mare nell&rsquo;arte trapanese e della Sicilia occidentale tra il XVIII e il XIX secolo, catalogo della mostra, a cura di M.C. Di Natale, Palermo 2003, pp. 125-126. Cfr. anche Eadem, L&rsquo;Immacolata nelle arti decorative in Sicilia, in Bella come la luna&hellip;, 2004, pp. 61-107, in part. 94-103, e Eadem, L&rsquo;Immacolata: arte e devozione in Sicilia, in La Sicilia e l&rsquo;Immacolata. Non solo 150 anni, atti del Convegno di studio, a cura di D. Ciccarelli e M.D. Valenza, Palermo 2006, pp. 201-217.\">19<\/a><\/sup>, ma nelle opere finora note non \u00e8 dato riscontrare la variazione sul tema di cui si \u00e8 discusso<sup><a href=\"#footnote_19_2382\" id=\"identifier_19_2382\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. G. Ingaglio, Schede II.1-II.3, II.7, II.10, II.13-II.19; G. Travagliato, Scheda II.4; C. Bajamonte, Schede II.5-II.6; M.C. Di Natale, Schede II.8-II.9; G. Bongiovanni, Scheda II.11; S. La Barbera, Scheda II.12; R. Cin&agrave;, Scheda II.20, in Materiali preziosi&hellip;, 2004, pp. 127-140; R. Vadal&agrave;, Catalogo delle opere, in Bella come la luna, pura come il sole&hellip;, 2004, pp. 61-107, in part. 165, 171-174, 177-178. Cfr. anche S. Anselmo, L&rsquo;Immacolata nell&rsquo;arte decorativa madonita, in La Sicilia e l&rsquo;Immacolata&hellip;, 2006, pp. 17-18.\">20<\/a><\/sup>. \u00a0In esse la rappresentazione della Vergine secondo modelli secenteschi spagnoli, in piedi, con lo sguardo rivolto verso l\u2019alto, le mani raccolte al petto e il corpo proteso in avanti, i piedi sulla falce lunare rovesciata sotto alla quale stava il drago, invece, fu largamente utilizzata. In tali manufatti molto spesso compare una conchiglia alla base, chiaro rimando alla verginit\u00e0 della Madonna. Un\u2019interessante eccezione \u00e8 rappresentata da una scultura in marmo alabastrino riferita a maestro trapanese (Andrea o Alberto Tipa?) della prima met\u00e0 del XVIII secolo, alto esempio della produzione tardo barocca dell\u2019Isola, recentemente presente a un\u2019asta milanese<sup><a href=\"#footnote_20_2382\" id=\"identifier_20_2382\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. Fine Art selection, Cambi Casa d&rsquo;Aste, Milano 18 novembre 2014, pp. 96-97 (http:\/\/issuu.com\/thetis\/docs\/255_0215).\">21<\/a><\/sup>. L\u2019Immacolata si erge su una raffinata base scolpita e traforata dalla complessa iconografia che, tra avvolgenti volute fogliacee, presenta il serpente con la mela tra le fauci avvinghiato sotto i piedi della Vergine. Lateralmente stanno due pellicani, emblemi della carit\u00e0 cristiana, abbracciati da due angioletti, mentre al centro vi \u00e8 l\u2019episodio biblico di Giuditta che mozza la testa ad Oloferne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Talune opere seicentesche e settecentesche in alabastro raffiguranti l\u2019Immacolata Concezione provenienti dalla cittadina falcata sono state individuate anche a Malta, composizioni di piccolo formato molto ambite dai collezionisti dell\u2019epoca, sia religiosi che aristocratici, per la devozione privata<sup><a href=\"#footnote_21_2382\" id=\"identifier_21_2382\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Per l&rsquo;argomento cfr. R. Cruciata, Arti decorative tra Sicilia e Malta. Artisti e capolavori siciliani nella terra dei Cavalieri. 1565-1798, in c.d.s.\">22<\/a><\/sup>. Si tratta di ulteriori attestazioni della contiguit\u00e0 storica e artistico-culturale tra i due territori, che, per quanto concerne le arti decorative, e in particolare le sculture alabastrine, \u00e8 ampiamente testimoniata dal fenomeno delle cosiddette copie della Madonna di Trapani sviluppatosi a partire dal XVII secolo, come conseguenza della diffusione del culto per la Patrona di Trapani in tutto il bacino mediterraneo<sup><a href=\"#footnote_22_2382\" id=\"identifier_22_2382\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. R. Cruciata, Devozione per la Madonna di Trapani a Malta tra Sei e Settecento: la statua del convento di Santa Maria di Ges&ugrave; di Valletta e altre opere siciliane, in Scientia et Religio. Studies in memory of Fr George Aquilina OFM (1939-2012). Scholar, Archivist and Franciscan Friar, a cura di M.J. Azzopardi, Malta 2014, pp. 275-293, e Eadem, Arti decorative tra Sicilia e Malta &hellip;, in c.d.s.\">23<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Referenze fotografiche<\/strong><\/p>\n<p>Fig. 1: foto di Peter Bartolo Parnis.<\/p>\n<p>Fig. 3: foto tratta da <em>Diafane passioni. avori barocchi dalle corti europee<\/em>, catalogo della mostra, a cura di E.D. Schmidt, M. Sframeli, Livorno 2013.<\/p>\n<p>Fig. 5: foto tratta da <em>Mirabile Artificio 2. Lungo le vie del legno, del marmo e dello stucco. Scultori e modellatori in Sicilia dal XV al XIX secolo<\/em>, a cura di M. Guttilla, Palermo 2010.<\/p>\n<p>Figg. 6 e 7: foto tratta da <em>Una donna vestita di sole. L\u2019Immacolata Concezione delle opere dei grandi maestri<\/em>, catalogo della mostra\u00a0 a cura di G. Morello, V. Francia, R. Fusco, Milano 2005.<\/p>\n<p>Fig. 8: foto tratta da <em>Bella come la luna, pura come il sole. L\u2019Immacolata nell\u2019arte in Sicilia<\/em>, catalogo della mostra a cura di M.C. Di Natale, M. Vitella, Palermo 2004.<\/p>\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_2382\" class=\"footnote\">Ringrazio il Rev. Dr Edgar Vella per l\u2019affettuosa disponibilit\u00e0.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_2382\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_2382\" class=\"footnote\">F. Pacheco, <em>Arte de la Pintura<\/em>, a cura di B. Bassegoda i Hugas, Madrid III. ed. 2009.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_2382\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_2_2382\" class=\"footnote\">Per la figura e l\u2019opera di Ribera cfr. F. Benito Dom\u00e9nech, <em>Ribera. 1591-1652<\/em>, Madrid 1991; <em>Ribera (1591-1652)<\/em>, cat. exp., Madrid 1992; A.E. P\u00e9rez S\u00e1nchez, <em>Ribera<\/em>, Madrid 1994; M. Scholz-H\u00e4nsel, <em>Jusepe de Ribera<\/em>, Londra 2000; N. Spinosa, <em>Ribera. Su obra completa<\/em>, Madrid 2008.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_2_2382\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_3_2382\" class=\"footnote\">Per l\u2019opera (n. d\u2019inventario P02809) cfr. la scheda sul sito del Museo del Prado (<a href=\"https:\/\/www.museodelprado.es\/en\/the-collection\/online-gallery\/on-line-gallery\/obra\/the-immaculate-conception-of-the-venerable-ones-or-of-soult\/?no_cache=1\">https:\/\/www.museodelprado.es\/en\/the-collection\/online-gallery\/on-line-gallery\/obra\/the-immaculate-conception-of-the-venerable-ones-or-of-soult\/?no_cache=1<\/a>).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_3_2382\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_4_2382\" class=\"footnote\">E.D. Schmidt, <em>Scheda 111.<\/em>, in <em>Diafane Passioni. Avori barocchi dalle corti europee<\/em>, catalogo della mostra, a cura di E.D. Schmidt, M. Sframeli, Livorno 2013, pp. 304-307.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_4_2382\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_5_2382\" class=\"footnote\">G. Palermo, <em>Guida istruttiva per potersi conoscere con facilit\u00e0 tanto dal siciliano, che dal forestiere Tutte le magnificenze, e gli oggetti degni di osservazione della Citt\u00e0 di Palermo Capitale di questa parte de\u2019 R. <\/em>Dominj, Palermo 1816, p. 286. Per Filippo e Gaetano Pennino cfr. S. Terzo, <em>Pennino Filippo<\/em>, e <em>Eadem<\/em>, <em>Pennino Gaetano<\/em>, in L. Sarullo, <em>Dizionario degli artisti siciliani. Scultura<\/em>, III, a cura di B. Patera, Palermo 1994, pp. 258-259.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_5_2382\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_6_2382\" class=\"footnote\">R. Civiletto, M. Vitella, <em>Scheda 27<\/em>, in <em>L\u2019eredit\u00e0 di Angelo Sinisio. L\u2019Abbazia di San Martino delle Scale dal XIV al XX secolo<\/em>, catalogo della mostra, a cura di M.C. Di Natale, F. Messina Cicchetti, Palermo 1997, pp. 226-227. Ringrazio Rosalia Francesca Margiotta per la segnalazione.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_6_2382\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_7_2382\" class=\"footnote\"><em>Ibidem.<\/em> Per Antonio Barone e Costantino Catanese cfr. M.C. Ruggieri Tricoli, B. De Marco Spata, <em>Barone Antonio<\/em>, e E. D\u2019Amico, <em>Catanese Costantino<\/em>, in <em>Arti Decorative in Sicilia. Dizionario biografico<\/em>, a cura di M.C. Di Natale, 2 voll., Palermo 2014, vol. I, pp. 40 e\u00a0 123.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_7_2382\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_8_2382\" class=\"footnote\">Per la storia del dogma dell\u2019Immacolata Concezione, cfr. <em>Virgo immaculata. Acta congressus mariologici-mariani, Romae anno MCMLIV celebrati<\/em>, 21 voll., Roma 1955. Cfr. anche M.S. Cecchin, <em>L\u2019Immacolata Concezione. Breve storia del dogma<\/em>, Citt\u00e0 del Vaticano 2003.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_8_2382\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_9_2382\" class=\"footnote\">Per l\u2019opera cfr. G. de Simone, <em>Scheda 26<\/em>, in <em>Una donna vestita di sole. L\u2019Immacolata Concezione nelle opere dei grandi maestri<\/em>, catalogo della mostra, a cura di G. Morello, V. Francia, R. Fusco, Milano 2005, pp. 158-163, che riporta la bibliografia completa.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_9_2382\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_10_2382\" class=\"footnote\">Il riferimento \u00e8 all\u2019opera <em>Disputa sull\u2019Immacolata Concezione <\/em>(terzo decennio del XVI secolo) che si trova a Firenze, presso le Gallerie dell\u2019Accademia. <span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_10_2382\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_11_2382\" class=\"footnote\">B. Moreschini, <em>Committenza ed evoluzione iconografica dell\u2019Immacolata Concezione nella Toscana del XVI secolo: una panoramica e qualche caso<\/em>, in <em>Una donna vestita di sole\u2026<\/em>, 2005, p. 54.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_11_2382\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_12_2382\" class=\"footnote\">B. Moreschini, <em>Scheda 36<\/em>, in <em>Una donna vestita di sole\u2026<\/em>, 2005, pp. 182-183, che riporta la bibliografia precedente.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_12_2382\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_13_2382\" class=\"footnote\">B. Moreschini, <em>Committenza ed evoluzione iconografica \u2026<\/em>, e <em>Scheda 36<\/em>, in <em>Una donna vestita di sole\u2026<\/em>, 2005, pp. 55 e 182.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_13_2382\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_14_2382\" class=\"footnote\">B. Moreschini, <em>Committenza ed evoluzione iconografica \u2026<\/em>, in <em>Una donna vestita di sole\u2026<\/em>, 2005, pp. 56-59.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_14_2382\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_15_2382\" class=\"footnote\">V. Abbate, <em>\u201cAd aliquid sanctum significandum\u201d. Immagine della <\/em>Purissima Reina<em> tra Cinque e Seicento<\/em>, in <em>Bella come la luna, pura come il sole. L\u2019Immacolata nell\u2019arte in Sicilia<\/em>, a cura di M.C. Di Natale, M. Vitella, Palermo 2004, pp. 35-36.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_15_2382\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_16_2382\" class=\"footnote\">V. Abbate, <em>\u201cAd aliquid sanctum\u2026<\/em>, in <em>Bella come la luna \u2026<\/em>, 2004, p. 36.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_16_2382\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_17_2382\" class=\"footnote\"><em>\u00ccbidem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_17_2382\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_18_2382\" class=\"footnote\">Per l\u2019argomento, cfr. M.C. Di Natale, <em>Iconografia mariana<\/em>, in <em>Materiali preziosi dalla terra e dal mare nell\u2019arte trapanese e della Sicilia occidentale tra il XVIII e il XIX secolo<\/em>, catalogo della mostra, a cura di M.C. Di Natale, Palermo 2003, pp. 125-126. Cfr. anche <em>Eadem<\/em>, <em>L\u2019Immacolata nelle arti decorative in <\/em>Sicilia, in <em>Bella come la luna\u2026<\/em>, 2004, pp. 61-107, in part. 94-103, e <em>Eadem<\/em>, <em>L\u2019Immacolata: arte e devozione in Sicilia<\/em>, in <em>La Sicilia e l\u2019Immacolata. Non solo 150 anni<\/em>, atti del Convegno di studio, a cura di D. Ciccarelli e M.D. Valenza, Palermo 2006, pp. 201-217.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_18_2382\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_19_2382\" class=\"footnote\">Cfr. G. Ingaglio, <em>Schede II.1-II.3<\/em>, <em>II.7<\/em>, <em>II.10<\/em>, <em>II.13-II.19<\/em>; G. Travagliato, <em>Scheda II.4<\/em>; C. Bajamonte, <em>Schede II.5-II.6<\/em>; M.C. Di Natale, <em>Schede II.8-II.9<\/em>; G. Bongiovanni, <em>Scheda II.11<\/em>; S. La Barbera, <em>Scheda II.12<\/em>; R. Cin\u00e0, <em>Scheda II.20<\/em>, in <em>Materiali preziosi\u2026<\/em>, 2004, pp. 127-140; R. Vadal\u00e0, <em>Catalogo delle <\/em>opere, in <em>Bella come la luna, pura come il sole\u2026<\/em>, 2004, pp. 61-107, in part. 165, 171-174, 177-178. Cfr. anche S. Anselmo, <em>L\u2019Immacolata nell\u2019arte decorativa madonita<\/em>, in <em>La Sicilia e l\u2019Immacolata\u2026<\/em>, 2006, pp. 17-18.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_19_2382\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_20_2382\" class=\"footnote\">Cfr. <em>Fine Art selection<\/em>, Cambi Casa d\u2019Aste, Milano 18 novembre 2014, pp. 96-97 (http:\/\/issuu.com\/thetis\/docs\/255_0215).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_20_2382\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_21_2382\" class=\"footnote\">Per l\u2019argomento cfr. R. Cruciata, <em>Arti decorative tra Sicilia e Malta. Artisti e capolavori siciliani nella terra dei Cavalieri. 1565-1798<\/em>, in c.d.s.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_21_2382\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_22_2382\" class=\"footnote\">Cfr. R. Cruciata, <em>Devozione per la Madonna di Trapani a Malta tra Sei e Settecento: la statua del convento di Santa Maria di Ges\u00f9 di Valletta e altre opere siciliane<\/em>, in <em>Scientia et Religio. Studies in memory of Fr George Aquilina OFM (1939-2012). Scholar, Archivist and Franciscan Friar<\/em>,<em> <\/em>a cura di M.J. Azzopardi, Malta 2014, pp. 275-293, e Eadem, <em>Arti decorative tra Sicilia e Malta \u2026<\/em>, in c.d.s.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_22_2382\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>robertacruciata@gmail.com \u201cMaria-nuova Eva\u201d: un\u2019insolita iconografia per un\u2019Immacolata Concezione alabastrina del XVIII secolo DOI: 10.7431\/RIV12032015 L\u2019inedita Immacolata Concezione in alabastro dorato e dipinto individuata in una <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=2382\" title=\"Roberta Cruciata\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2507,"menu_order":3,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2382"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2382"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2382\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2522,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2382\/revisions\/2522"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2507"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2382"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}