{"id":1974,"date":"2014-06-29T10:51:21","date_gmt":"2014-06-29T10:51:21","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=1974"},"modified":"2015-02-22T18:51:10","modified_gmt":"2015-02-22T18:51:10","slug":"anna-maria-ruta","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=1974","title":{"rendered":"Anna Maria Ruta"},"content":{"rendered":"<p>daricova@hotmail.com<\/p>\n<h3>Il Cabaret del Diavolo di Depero a Roma*<\/h3>\n<p>DOI: 10.7431\/RIV09122014<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 il Manifesto <em>Ricostruzione futurista dell\u2019Universo<\/em>, pubblicato l\u201911 marzo 1915, firmato da Balla e Depero, che pu\u00f2 considerarsi da allora in poi punto di riferimento fondamentale nel percorso creativo del Futurismo, che vuole invadere tutti i risvolti dell\u2019arte e della vita moderna, mirando al totale rinnovamento di ogni ambito del vissuto quotidiano, per incidervi in modo determinante.<br \/>\nRicostruire futuristicamente l\u2019Universo vuol dire estetizzare globalmente la vita, intervenendo artisticamente e secondo l\u2019ottica sperimentale sull\u2019architettura, sugli interni, sugli arredi, sugli oggetti, sulla moda e su quasi tutti i settori della realt\u00e0 contemporanea, dalla pubblicit\u00e0 al cinema, dalla fotografia alla cucina. In questa evoluzione, uno degli ambiti di maggiore incisivit\u00e0 \u00e8 proprio quello dell\u2019arredamento, che fissa delle \u00abstrutture intermedie tra l\u2019uomo e l\u2019ambiente\u00bb<sup><a href=\"#footnote_0_1974\" id=\"identifier_0_1974\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. M. FUNDARO&rsquo;, Rubrica di arredamento, Messina-Palermo 2001, p. 3.\">1<\/a><\/sup> e che apre spazi di penetrazione in una vasta rete di interni con diverse funzioni, dalla casa vera e propria ai negozi, uffici, scuole, dai musei, ai cabaret, ai bar, alle esposizioni fieristiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I cabaret soprattutto, che nei primi due decenni del ventesimo secolo sono per le avanguardie luoghi di riunione, di dibattito culturale, di eventi espositivi, ma soprattutto di \u201cfolle\u201d divertimento per artisti, letterati, attori, danzatori, uomini di mondo e snob richiedono per le loro ambientazioni e i loro arredi il decisivo intervento dell\u2019estro creativo di artisti geniali come Balla o Prampolini, Marchi o Depero<sup><a href=\"#footnote_1_1974\" id=\"identifier_1_1974\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Un appunto meritano gli altri cabaret futuristi di Roma. Qui era nata nel 1918, in via degli Avignonesi, nel luogo delle antiche Terme romane d&rsquo;epoca severiana, la Casa d&rsquo;arte Bragaglia, un centro culturale, frequentato da un&rsquo;&eacute;lite delle arti e del teatro, con annesso il Teatro sperimentale poi degli Indipendenti, progettata ed arredata futuristicamente nel 1923 da Virgilio Marchi. La Casa aveva cinque sale espositive, una sala per il Teatro con trecento posti, bar e foyer e annesso al Teatro  il Cabaret della gallina a tre zampe, ritrovo di artisti e intellettuali, che aveva anche funzioni espositive. Nella Sala Bar, il cui soffitto luminoso era decorato con stoffe dipinte da Balla, illuminate dall&rsquo;interno, predominavano le linee curve ed elicoidali, espressioniste, care a Marchi, in uno sfrenato bisogno di dare vita e movimento alle forme architettoniche, forme oggi assimilabili a quelle dell&rsquo;architetto Frank Gehry. L&rsquo;arredo, invece, fresco e agile, guarda a Depero e punta sulle lampade e su mobiletti e sedie, sempre oggetto di maggiore sperimentazione di linee. Ancora del 1921 &egrave; la progettazione del Bal Tik Tak da parte di Balla, che ne crea l&rsquo;insegna luminosa con secche figurine dal corpo lettrista, in danza sincopata e tutto il settore &ldquo;luce&rdquo;: fanale esterno, lampada interna e abatjour in pergamena con deliziose figurazioni. Depero progetta anche lui un&rsquo;insegna per il Cabaret del Diavolo di tipologia lettrista, che prevedeva la composizione e scomposizione delle parole Paradiso, Purgatorio, Inferno, che non viene per&ograve; realizzata.  Per quel che riguarda i mobili Balla crea per il Bal Tik Tak, frequentato da un pubblico eterogeneo, che vi si reca per ballare e per trascorrervi il tempo libero, il bancone, il botteghino della Cassa, il mobile guardaroba, alcune vetrine e i pannelli per il palco dell&rsquo;orchestra, decorati con note musicali.\nNel 1923-&rsquo;24 Gerardo Dottori progetta e realizza, in Umbria, un Ristorante sulla scia del romano Cabaret del Diavolo, l&rsquo;Altro mondo di Perugia, per cui crea scenografie, mobili, lampade e vari ornamenti per la saletta Inferno e la sala Paradiso (o sala Marinetti), caratterizzate da intrecci di linee curve nella ringhiera della scala d&rsquo;accesso, che richiamano ancora il Liberty. La fiammante decorazione parietale curvilinea, per&ograve;, di grande effetto, secondo quanto &egrave; possibile cogliere dalle poche foto rimaste, rientra pienamente nell&rsquo;iconografia futurista, con una geometria lineare, a segmenti retti intrecciantisi tra loro, che nelle sole spalliere delle alte sedie usa il segno mosso e articolato.\">2<\/a><\/sup>. Quest\u2019ultimo, sollecitato dal vivacissimo Gino Gori, proprietario del locale e tra l\u2019altro esegeta di Dante, all\u2019unisono con lui, tra la primavera del 1921 e l\u2019aprile del \u201922 progetta per i locali sotterranei del Bar americano dell\u2019<em>Hotel Elite et des Etrangers<\/em> di via Basilicata 13 a Roma, il <em>Cabaret del Diavolo<\/em>, poi <em>Bottega del Diavolo<\/em>, che doveva essere, vista la sua ubicazione, una sorta di bolgia dantesca. Per entrare occorreva un \u201csalvacondotto\u201d, un biglietto, per un \u00abViaggio di andata e ritorno per l\u2019altro mondo\u00bb, di cui dovevano venire in possesso le varie Brigate di Indiavolati che sarebbero stati traghettati e comandati alternativamente da Minosse (Gori) e da Lucifero (Trilussa): \u00abTutti all\u2019Inferno\u00bb proclamava la locandina del locale (<a title=\"Fig. 1. Fortunato Depero, Locandina per il Cabaret del Diavolo, 1922 ca..\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/rut04.jpg\">fig. 1<\/a>) e \u00abPerdete ogni speranza nel traghetto se non siete invitati, e col biglietto\u00bb proclamava il salvacondotto (<a title=\"Fig. 2. Fortunato Depero, Salvacondotto per il Cabaret del Diavolo, 1923.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/rut05.jpg\">fig. 2<\/a>).<br \/>\nIl Cabaret fu inaugurato da Marinetti il 19 aprile 1922.  Nell\u2019invito all\u2019inaugurazione fu annunziato un \u00abdemoniaco discorso con fiamme parolibere\u00bb di Luciano Folgore, nelle vesti di Cerbero, e con musiche di Casella e Malipiero.<br \/>\nPer questo Cabaret Depero, che aveva gi\u00e0 arredato il salone dell\u2019Hotel, all\u2019unisono con Gori, crea le scenografie e l\u2019arredo completo &#8211; il lavoro viene portato avanti per circa un anno da numerosi artigiani nella sua Casa d\u2019Arte di Rovereto -, investendo l\u2019ambiente con un progetto estetico globale, che vuole dare vita ad uno spazio alternativo ai soliti locali notturni. La dinamicizzazione dello spazio attraverso elementi cinetici, come la luce, che \u00e8 materia-forma-colore e linee di forza che dovevano interagire dinamicamente con l\u2019ambiente, mirava a far diventare \u00ablo spettatore vero e proprio attore dello spettacolo in fieri\u00bb, suscitandogli stupore ed emozioni<sup><a href=\"#footnote_2_1974\" id=\"identifier_2_1974\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"La casa del mago. Le arti applicate nell&rsquo;opera di Fortunato Depero 1920-1942, a cura di G. Belli, Milano 1992, p. 183.\">3<\/a><\/sup>. Depero dettaglier\u00e0 poi con profusione di particolari il progetto nel volume bullonato Depero futurista della Dinamo-Azari nel 1927, definendo il cabaret \u00abl\u2019ambiente pi\u00f9 d\u2019eccezione di  Roma\u00bb<sup><a href=\"#footnote_3_1974\" id=\"identifier_3_1974\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"F. Depero, Depero futurista,  Milano, Dinamo-Azari, 1927, p. 202.\">4<\/a><\/sup>: e, in effetti, il progetto pittorico-decorativo  doveva essere grandioso.<br \/>\nIl viaggio sotterraneo aveva un percorso contrario a quello dantesco cui si ispirava, dal Paradiso attraverso il Purgatorio si penetrava nell\u2019Inferno, la vera meta delle \u201cbrigate indiavolate\u201d. Nel Paradiso i mobili, come gli altri realizzati dalla ditta Lovisi di Trento, secondo quanto scrive dettagliatamente  Depero nel suo volume, dovevano essere azzurri e l\u2019illuminazione  bianca, azzurrina e rossa, mentre la decorazione alle pareti doveva puntare su teorie di angeli in volo, razzi di stelle, nastri di cherubini. Nel Purgatorio, il cui spazio era minore rispetto agli altri due, doveva prevalere il verde, nei mobili \u201cverdissimi\u201d, nella decorazione floreale con cortei di anime verdi, dal verde grigio al verde cupo, esaltata da un\u2019illuminazione bianca e verde. Depero per\u00f2 si sbizzarrisce di pi\u00f9 per l\u2019Inferno, usando qui un\u2019illuminazione rossa sui mobili neri e sulle pareti, dove si ammirava un trionfo di battaglie di diavoli con i dannati, tra turbini di fiamme e forche, catene di serpi e una flora di fuoco. Le decorazioni erano alcune parietali, altre realizzate con tarsie di stoffa, altre ancora veri e propri dipinti, due per sala questi ultimi di 2,50 per 7 metri, accanto ai quali si ergevano tre gruppi di burattini in legno. Depero utilizzava un po\u2019 dovunque motivi dentati, profili seghettati e lanceolati come fiamme, suggeritori tutti di movimento. Resta oggi solo uno dei pannelli murali, l\u2019arazzo <em>Danza di diavoli<\/em> del 1923, una fantasmagorica costruzione scenografica, con una frenetica danza di diavoli rossi e neri armati di forche e di diavoletti bianchi fra fasci di fiamme. Un orologio con tre diavoli scandiva il tempo con campanelli. Dal Paradiso si scendeva al Purgatorio attraverso una scala, visibile in una delle foto, la Scala degli angeli, perch\u00e9 fiancheggiata da angeli alati. Nel Purgatorio c\u2019era naturalmente il Paradiso terrestre e nell\u2019Inferno il Forno dei dannati, custodito da diavoli. Il tutto era illuminato da luci colorate e cangianti, programmate, che esaltando le immagini, suscitavano emozioni e creavano strane sensazioni di fascinosa magia, miste a punte di autoironia e di <em>kitsch<\/em>.<br \/>\nIl complesso doveva risultare veramente stupefacente, e ancor pi\u00f9 stupefacenti gli arredi, dai tavoli grandi per gruppi e dai tavolinetti per coppie con <em>abat-jours<\/em> agli scaffali per buffet, dai paralumi grandi e piccoli ai lumi (lumi cuore-cipolla, lumi-piramide, lumi-aste di cristallo), dall\u2019appendiabiti e dai diavoli-marionette alle panche, agli sgabelli e alle sedie, che possono definirsi vere sculture o micro-architetture. In queste rare foto del locale, che si pubblicano (<a title=\"Fig. 3. Interni del &lt;i&gt;Cabaret del Diavolo&lt;\/i&gt;, anni Venti.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/rut06.jpg\">figg. 3<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 7. Interni del &lt;i&gt;Cabaret del Diavolo&lt;\/i&gt;, anni Venti.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/rut07.jpg\">4<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 5. Interni del &lt;i&gt;Cabaret del Diavolo&lt;\/i&gt;, anni Venti.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/rut08.jpg\">5<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 6. Interni del &lt;i&gt;Cabaret del Diavolo&lt;\/i&gt;, anni Venti.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/rut09.jpg\">6<\/a>), probabilmente inedite, \u00e8 possibile studiare meglio i particolari dell\u2019arredo, i decori murali, le lampade, le marionette  e soprattutto le sagome delle sedie sia quelle a spalliera verticale dai profili seghettati a spina di pesce, richiamo alle fiamme infernali, le pi\u00f9 straordinarie ideate da Depero, sia quelle con il paradisiaco cuore centrale, sia quelle del Purgatorio, pi\u00f9 lineari, ma sempre caratterizzate nei profili da giochi segnici che alludono alle corna. A Depero, come si capisce, \u00e8 cara la componente diabolica esorcizzante, che usa spesso nelle sue realizzazioni e che qui viene ripetuta nelle decorazioni, nei pannelli, nelle marionette disseminate nel locale: non a caso denominer\u00e0 <em>Ballo dei Diavoli<\/em> il ballo in maschera da lui  organizzato ad Arezzo nel 1923.<br \/>\nLa sedia, tra tutti gli elementi di arredo, \u00e8 la sua preferita, perch\u00e9 per la sua stessa forma scultorea, architettonica e pittorica insieme &#8211; una vera sintesi futurista fra le arti &#8211; gli d\u00e0 la possibilit\u00e0 di esercitare il suo estro creativo senza limiti<sup><a href=\"#footnote_4_1974\" id=\"identifier_4_1974\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"La fusione totalizzante di colore, scultura e architettura  &egrave; anche alla base delle famose sedie di Pannaggi per Casa Zampini ad Esanatoglia  e di Gerrit Rietveld.\">5<\/a><\/sup>, tanto da fargliela porre come trofeo, per celebrarla, al centro del suo arazzo <em>Festa della sedia<\/em> del 1927, una sedia fantasiosa, dalla struttura asimmetrica e leggera, che espone nella III Biennale di Monza dello stesso anno. Anche Balla collocher\u00e0 una sua sedia nel dipinto <em>La seggiola dell\u2019uomo strano<\/em> del 1929. Ne disegna molte di sedie Depero, estrose, asimmetriche e leggere e molte ne realizza, affidando, oltre che alla linea anche al colore (legno verniciato o smalti colorati), il marchio della sua personalit\u00e0. La sedia futurista, in genere, viene liberata dal simbolo di stabilit\u00e0, di sicurezza, di autodifesa che aveva nel passato: la struttura si assottiglia, vengono eliminate le pelli, le tappezzerie, i velluti, le borchie e le passamanerie in favore del solo legno povero, della variet\u00e0 delle strutture e dei colori. Non pi\u00f9 sedie da stanze da letto, da pranzo, da salotto, relegate in uno spazio chiuso, ma pezzi unici, facilmente spostabili, per  modificare i vari ambienti, fatte per un veloce riposo o per necessit\u00e0 vitali, di cui subito bisogna liberarsi per un continuo dinamico alternarsi di attivit\u00e0, come vuole il Futurismo, senza consentire abbandoni sonnolenti e oziosi, che tarpino le ali alla fantasia e all\u2019azione: la predominanza del giallo e del verde in esse \u00e8 proprio il segno del dinamismo che vogliono suggerire. Le sedie, dunque, come le panche e le poltrone, sono elemento d\u2019arredo fondamentale soprattutto per Depero. Ed esse trionfano nella loro variet\u00e0 con i tavolini nel <em>Cabaret del Diavolo<\/em> (<a title=\"Fig. 7. Fortunato Depero, Arredi per il &lt;i&gt;Cabaret del Diavolo&lt;\/i&gt;, 1922.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/rut02.jpg\">figg. 7<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 8. Fortunato Depero, Arredi per il &lt;i&gt;Cabaret del Diavolo&lt;\/i&gt;, 1922.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/rut03.jpg\">8<\/a>). Queste insolite e non perfette fotografie danno la possibilit\u00e0 di vederne con maggiore precisione i dettagli e la collocazione insieme con una serie di particolari noti solo attraverso la esigua documentazione rimasta nell\u2019Archivio Depero del MART di Rovereto. Intorno al 1924 infatti il Cabaret and\u00f2 in declino, sia per una congenita incapacit\u00e0 di Gori alla direzione economica che non aveva dato risultati positivi, sia per il conseguente suo trasferimento a Chianciano, sia per un intervenuto raffreddamento tra lui e Depero: tutto l\u2019arredo e la documentazione fotografica &#8211; non si sa come &#8211;  andarono dispersi e del <em>Cabaret del Diavolo<\/em> non si parl\u00f2 pi\u00f9<sup><a href=\"#footnote_5_1974\" id=\"identifier_5_1974\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Sull&rsquo;argomento si consultino P. SOLARI, Roma notturna. Nuovi cabarets. Giochi di luce e futurismo. Nel sotterraneo di un palazzo, in &ldquo;Il Resto del Carlino&rdquo;, 27 aprile 1922; G. GUASTA, Un covo di diavoli nella Roma di 40 anni fa, in &ldquo;Il Tempo&rdquo;, 10 aprile 1967; B. PASSAMANI, Depero, Torino 1969; M. VERDONE, Teatro del tempo futurista, Roma 1969; B. PASSAMANI, Fortunato Depero, Rovereto 1981, pp. 158-161 e 299; A. M. RUTA, Arredi futuristi. Episodi delle case d&rsquo;arte futuriste italiane, Palermo 1985; M. SCUDIERO, Depero &ndash; Casa d&rsquo;Arte Futurista, Firenze 1988; La casa del mago&hellip;, 1992; A. M. RUTA, L&rsquo;arredamento futurista, in &ldquo;Nuove Effemeridi&rdquo;, VIII n. 31, III, Palermo 1995, pp. 35-41; A. M. FUNDARO&rsquo;, Rubrica&hellip;, 2001.\">6<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">* Tempo fa un amico, che ringrazio, mi don\u00f2 quattro preziose fotografie di  interni del Cabaret del Diavolo, che non avevo mai viste pubblicate. Il  dono mi sollecit\u00f2 a ritornare sull\u2019argomento, per farle conoscere e per  approfondire alcune osservazioni su questo straordinario ambiente non  pi\u00f9 esistente.<\/p>\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_1974\" class=\"footnote\">A. M. FUNDARO&#8217;, <em>Rubrica di arredamento<\/em>, Messina-Palermo 2001, p. 3.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_1974\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_1974\" class=\"footnote\">Un appunto meritano gli altri cabaret futuristi di Roma. Qui era nata nel 1918, in via degli Avignonesi, nel luogo delle antiche Terme romane d\u2019epoca severiana, la <em>Casa d\u2019arte Bragaglia<\/em>, un centro culturale, frequentato da un\u2019\u00e9lite delle arti e del teatro, con annesso il Teatro sperimentale poi degli Indipendenti, progettata ed arredata futuristicamente nel 1923 da Virgilio Marchi. La Casa aveva cinque sale espositive, una sala per il Teatro con trecento posti, bar e foyer e annesso al Teatro  il <em>Cabaret della gallina a tre zampe<\/em>, ritrovo di artisti e intellettuali, che aveva anche funzioni espositive. Nella Sala Bar, il cui soffitto luminoso era decorato con stoffe dipinte da Balla, illuminate dall\u2019interno, predominavano le linee curve ed elicoidali, espressioniste, care a Marchi, in uno sfrenato bisogno di dare vita e movimento alle forme architettoniche, forme oggi assimilabili a quelle dell\u2019architetto Frank Gehry. L\u2019arredo, invece, fresco e agile, guarda a Depero e punta sulle lampade e su mobiletti e sedie, sempre oggetto di maggiore sperimentazione di linee. Ancora del 1921 \u00e8 la progettazione del <em>Bal Tik Tak<\/em> da parte di Balla, che ne crea l\u2019insegna luminosa con secche figurine dal corpo lettrista, in danza sincopata e tutto il settore \u201cluce\u201d: fanale esterno, lampada interna e <em>abatjour<\/em> in pergamena con deliziose figurazioni. Depero progetta anche lui un\u2019insegna per il <em>Cabaret del Diavolo<\/em> di tipologia lettrista, che prevedeva la composizione e scomposizione delle parole Paradiso, Purgatorio, Inferno, che non viene per\u00f2 realizzata.  Per quel che riguarda i mobili Balla crea per il <em>Bal Tik Tak<\/em>, frequentato da un pubblico eterogeneo, che vi si reca per ballare e per trascorrervi il tempo libero, il bancone, il botteghino della Cassa, il mobile guardaroba, alcune vetrine e i pannelli per il palco dell\u2019orchestra, decorati con note musicali.<br \/>\nNel 1923-\u201924 Gerardo Dottori progetta e realizza, in Umbria, un Ristorante sulla scia del romano <em>Cabaret del Diavolo<\/em>, l\u2019<em>Altro mondo<\/em> di Perugia, per cui crea scenografie, mobili, lampade e vari ornamenti per la saletta Inferno e la sala Paradiso (o sala Marinetti), caratterizzate da intrecci di linee curve nella ringhiera della scala d\u2019accesso, che richiamano ancora il Liberty. La fiammante decorazione parietale curvilinea, per\u00f2, di grande effetto, secondo quanto \u00e8 possibile cogliere dalle poche foto rimaste, rientra pienamente nell\u2019iconografia futurista, con una geometria lineare, a segmenti retti intrecciantisi tra loro, che nelle sole spalliere delle alte sedie usa il segno mosso e articolato.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_1974\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_2_1974\" class=\"footnote\"><em>La casa del mago. Le arti applicate nell\u2019opera di Fortunato Depero 1920-1942<\/em>, a cura di G. Belli, Milano 1992, p. 183.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_2_1974\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_3_1974\" class=\"footnote\">F. Depero, <em>Depero futurista<\/em>,  Milano, Dinamo-Azari, 1927, p. 202.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_3_1974\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_4_1974\" class=\"footnote\">La fusione totalizzante di colore, scultura e architettura  \u00e8 anche alla base delle famose sedie di Pannaggi per Casa Zampini ad Esanatoglia  e di Gerrit Rietveld.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_4_1974\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_5_1974\" class=\"footnote\">Sull\u2019argomento si consultino P. SOLARI, <em>Roma notturna. Nuovi cabarets. Giochi di luce e futurismo. Nel sotterraneo di un palazzo<\/em>, in \u201cIl Resto del Carlino\u201d, 27 aprile 1922; G. GUASTA, <em>Un covo di diavoli nella Roma di 40 anni fa<\/em>, in \u201cIl Tempo\u201d, 10 aprile 1967; B. PASSAMANI, <em>Depero<\/em>, Torino 1969; M. VERDONE, <em>Teatro del tempo futurista<\/em>, Roma 1969; B. PASSAMANI, <em>Fortunato Depero<\/em>, Rovereto 1981, pp. 158-161 e 299; A. M. RUTA, <em>Arredi futuristi. Episodi delle case d\u2019arte futuriste italiane<\/em>, Palermo 1985; M. SCUDIERO, <em>Depero &#8211; Casa d\u2019Arte Futurista<\/em>, Firenze 1988; <em>La casa del mago<\/em>&#8230;, 1992; A. M. RUTA, <em>L\u2019arredamento futurista<\/em>, in \u201cNuove Effemeridi\u201d, VIII n. 31, III, Palermo 1995, pp. 35-41; A. M. FUNDARO&#8217;, <em>Rubrica<\/em>&#8230;<em>,<\/em> 2001.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_5_1974\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>daricova@hotmail.com Il Cabaret del Diavolo di Depero a Roma* DOI: 10.7431\/RIV09122014 \u00c8 il Manifesto Ricostruzione futurista dell\u2019Universo, pubblicato l\u201911 marzo 1915, firmato da Balla e <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=1974\" title=\"Anna Maria Ruta\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2065,"menu_order":12,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1974"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1974"}],"version-history":[{"count":15,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1974\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1977,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1974\/revisions\/1977"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2065"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1974"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}