{"id":1805,"date":"2013-12-29T12:05:34","date_gmt":"2013-12-29T12:05:34","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=1805"},"modified":"2014-06-29T06:55:16","modified_gmt":"2014-06-29T06:55:16","slug":"jacek-kriegseisen","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=1805","title":{"rendered":"Jacek Kriegseisen"},"content":{"rendered":"<p>jacek.kriegseisen@wp.pl<\/p>\n<h3>Avorio e corallo. La statua di San Sebastiano del convento dei gesuiti a \u015awi\u0119ta Lipka (Polonia)<\/h3>\n<p>DOI: 10.7431\/RIV08072013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai confini settentrionali della Polonia, nell\u2019antico territorio appartenente all\u2019Ordine dei Cavalieri teutonici<strong> <\/strong>(\u0142ac. <em>Ordo fratrum domus hospitalis Sanctae Mariae Theutonicorum in Jerusalem<\/em>, Ordine dei Fratelli Serventi dell&#8217;Ospedale di Santa Maria dei Tedeschi di Gerusalemme) \u2013 che nel 1525 fu secolarizzato e trasformato nel Ducato di Prussia retto dall\u2019ultimo Gran Maestro dell\u2019ordine Albrecht von Hohenzollern \u2013 \u00e8 situata una delle chiese di pellegrinaggio pi\u00f9 importanti della Polonia del Nord \u2013 \u015awi\u0119ta Lipka<sup><a href=\"#footnote_0_1805\" id=\"identifier_0_1805\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Alla nascita, alla storia, all&rsquo;architettura e agli arredi del santuario di \u015awi\u0119ta Lipka sono state dedicate molte pubblicazioni scientifiche e divulgative. Le pi&ugrave; importanti sono: M.F. CIARITIUS, B.V.M. Lindensis. Vetustissimum et religiossimum in Prusia Sacellum Beatissimae Virginis Mariae sacrum, prodigiis divinis clarissimum, Brunsbergae 1626; T. CLAGIUS, Linda Mariana, sive de B. Virgine Lindensi, Coloniae 1659; A. KOLBERG, Geschichte der Heiligenlinde, in Zeitschrift f&uuml;r die Geschichte und Altertumskunde Ermlands, III, 1864&ndash;1866, 7&ndash;9, pp. 28&ndash;138, 435&ndash;520; A. ULBRICH, Die Wallfahrtskirche in Heiligelinde. Ein Beitrag zur Kunstgeschichte des XVII. und XVIII. Jahrhunderts in Ostpreussen, Strassburg 1901; J. POKLEWSKI, \u015awi\u0119ta Lipka. Polska fundacja barokowa na terenie Prus Ksi\u0105\u017c\u0119cych, Warszawa 1974; J. OB\u0141\u0104K, \u015awi\u0119ta Lipka, Olsztyn 1975, (II ed. 1982); J. PASZENDA, Dzieje \u015awi\u0119tej Lipki, in Biuletyn Historii Sztuki, XXXIX, 1977, 3, pp. 278&ndash;286; Idem, Architektura \u015awi\u0119tej Lipki, in Kwartalnik Architektury i Urbanistyki, XXIII, 1978, 1&ndash;2, pp. 57&ndash;69; J. POKLEWSKI, \u015awi\u0119ta Lipka, Warszawa 1986; J. PASZENDA, Architektura zespo\u0142u ko\u015bcielnego w \u015awi\u0119tej Lipce na tle polskiego baroku, in Komunikaty Warmi\u0144sko-Mazurskie, 1993, 4, pp. 511&ndash;518; Idem, \u015awi\u0119ta Lipka, Olsztyn 1996, (II ed. 2008); A. SZORC, Stefan Sadorski (1581&ndash;1640). Fundator \u015awi\u0119tej Lipki, Olsztyn 1996; J. PASZENDA, \u015awi\u0119ta Lipka. Monografia, Krak&oacute;w 2008, con ulteriore bibliografia.\">1<\/a><\/sup>. Gli inizi del culto mariano qui risalgono alla prima met\u00e0 del XV secolo, e nella seconda met\u00e0 di quello stesso secolo la localit\u00e0 era gi\u00e0 nota come meta di pellegrinaggio <em>ad imaginem Sancte Marie in Lipky<\/em><sup><a href=\"#footnote_1_1805\" id=\"identifier_1_1805\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"J. Paszenda, \u015awi\u0119ta Lipka. Monografia, Krak&oacute;w 2008, s. 19.\">2<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non conosciamo il substrato su cui \u00e8 sorto il culto mariano a \u015awi\u0119ta Lipka, tuttavia antiche leggende spiegano i suoi inizi e le origini del nome della localit\u00e0. Secondo queste leggende, a un condannato a morte in attesa nella prigione del vicino castello che venisse eseguita la pena capitale apparve la Madre di Dio ingiungendogli di scolpire nel legno la sua immagine. L\u2019indomani, quando si vide la figura eseguita con grande perizia, il fatto fu riconosciuto come segno di un miracolo e di una remissione dei peccati del condannato. Una volta liberato, il recluso colloc\u00f2 la scultura su un tiglio lungo la strada e ben presto cominci\u00f2 a diffondersi la voce di miracoli avvenuti per opera sua: un nobile non vedente riacquist\u00f2 la vista, e gli animali di un pastore che passava nei pressi si inginocchiarono davanti alla sacra figura rendendo omaggio alla Madonna. Dopo un certo tempo con una solenne processione la scultura fu condotta nella chiesa pi\u00f9 vicina, ma gi\u00e0 l\u2019indomani la figura era ritornata miracolosamente al suo posto di prima. Dopo che il fatto si ripet\u00e9, si decise di costruirle intorno una cappella (si sa che fu eretta senz\u2019altro nell\u2019ultimo quarto del XV secolo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1525, dopo che il duca Albrecht von Hohenzollern fu passato al luteranesimo e lo stato monastico teutonico secolarizzato, il culto romano-cattolico venne vietato, la figura distrutta, il tiglio abbattuto, la cappella demolita e al suo posto venne eretta una forca, con la funzione di ricordare che era passibile di morte chiunque avesse partecipato a un qualsiasi culto proibito.<sup><a href=\"#footnote_2_1805\" id=\"identifier_2_1805\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"J. PASZENDA, \u015awi\u0119ta Lipka&hellip;, pp. 18&ndash;30.\">3<\/a><\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per decenni i pellegrinaggi vi si tennero in segreto, ma la situazione cambi\u00f2 all\u2019inizio del XVII secolo quando venne restituita ai cattolici la libert\u00e0 di culto. A \u015awi\u0119ta Lipka fu ricostruita una chiesa, poi affidata ai gesuiti, i quali, al posto della figura distrutta, commissionarono un quadro che fosse una copia dell\u2019immagine della Vergine conservata nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Roma (<em>Salus Populi Romani<\/em>). Da quel momento il culto mariano si estese e si consolid\u00f2, e il numero dei pellegrini che vi arrivavano si ampli\u00f2 decisamente. Ne fu un segnale fra l\u2019altro il fatto che una nuova chiesa intitolata alla Visitazione della SS. Vergine Maria<sup><a href=\"#footnote_3_1805\" id=\"identifier_3_1805\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"J. PASZENDA, \u015awi\u0119ta Lipka&hellip;, pp. 31&ndash;50.\">4<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 1. Veduta della chiesa e del monastero di \u015awi\u0119ta Lipka.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/kri01.jpg\">Fig. 1<\/a>) vi venisse costruita alla fine del XVII secolo e arredata all\u2019inizio del XVIII secolo. I lavori alla sua decorazione durarono intensamente fino alla met\u00e0 del XVIII secolo. Questo secolo fu il periodo pi\u00f9 luminoso della storia del santuario, che raggiunse allora un\u2019importanza sovraregionale. In quell\u2019epoca si andava in pellegrinaggio a \u015awi\u0119ta Lipka perfino dai territori pi\u00f9 remoti della vasta Repubblica Polacca. Tuttavia lo scopo pi\u00f9 importante dei Gesuiti insediatisi l\u00e0 era la cura pastorale dei cattolici che vivevano sparsi fra i protestanti all\u2019interno dei confini di questa parte del Regno di Prussia (a partire dal 1701)<sup><a href=\"#footnote_4_1805\" id=\"identifier_4_1805\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"J. PASZENDA, \u015awi\u0119ta Lipka&hellip;, pp. 132&ndash;157, 172&ndash;173. Dopo la soppressione dell&rsquo;Ordine dei Gesuiti decretata nel 1773 da Papa Clemente XIV, i Gesuiti lasciarono \u015awi\u0119ta Lipka nel 1780, ma vi tornarono nel 1932; v. J. PASZENDA, \u015awi\u0119ta Lipka&hellip;, pp. 158&ndash;159, 172&ndash;173.\">5<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu sicuramente in quest\u2019epoca che giunse nel santuario, forse come ex voto, la scultura raffigurante san Sebastiano nella sua posa iconografica pi\u00f9 popolare, nota da decine di realizzazioni pittoriche e scultoree in Europa e al di fuori di essa: il Santo, trafitto da alcune frecce, \u00e8 in piedi atteggiato in un trasporto quasi estatico sullo sfondo di un albero, con la mano destra levata sopra la testa e legata a un ramo e la sinistra celata dietro la schiena. In letteratura la scultura non \u00e8 stata finora descritta e nemmeno menzionata. E\u2019 apparsa solo una volta in un\u2019illustrazione utilizzata in una storia divulgativa di \u015awi\u0119ta Lipka come esempio degli ex voto offerti al santuario<sup><a href=\"#footnote_5_1805\" id=\"identifier_5_1805\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"J. OB\u0141\u0104K, \u015awi\u0119ta Lipka, Olsztyn 1975, (II ed. 1982), p. e fig. senza numero.\">6<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si \u00e8 riusciti a individuare il donatore della scultura, e nemmeno a definire il periodo approssimativo in cui venne eseguita, perch\u00e9 non si sono conservate le iscrizioni delle persone che hanno offerto gli ex voto. Tuttavia si pu\u00f2 accogliere l\u2019ipotesi che un oggetto cos\u00ec insolito e prezioso sia stato offerto da uno dei membri della nobilt\u00e0 o del clero che visitavano numerosi \u015awi\u0119ta Lipka<sup><a href=\"#footnote_6_1805\" id=\"identifier_6_1805\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\". CLAGIUS, Linda Mariana&hellip;, 1659, pp. 375&ndash;380, 572&ndash;583; A. KOLBERG, Geschichte&hellip;, 1864&ndash;1866, pp. 97&ndash;99; J. PASZENDA, \u015awi\u0119ta Lipka&hellip;, 2008, pp. 48&ndash;50, 62&ndash;64.\">7<\/a><\/sup>. Doni preziosi venivano anche inviati da terre lontane. Ne possono essere un esempio le pianete offerte dalla regina Maria Kazimiera Sobieska e da Maria Leszczy\u0144ska, futura moglie del re di Francia Luigi XV.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle collezioni d\u2019arte polacche, pubbliche e private<sup><a href=\"#footnote_7_1805\" id=\"identifier_7_1805\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Sul tema degli oggetti antichi nelle collezioni polacche eseguiti con l&rsquo;utilizzo di corallo, cfr. J. KRIEGSEISEN, Il servizio da altare ornato di corallo del tesoro del santuario mariano di Cz\u0119stochowa (Polonia), in &ldquo;OADI. Rivista dell&rsquo;Osservatorio per le Arti Decorative in Italia&rdquo;, 7, 2013 (http:\/\/www.unipa.it\/oadi\/rivista\/).\">8<\/a><\/sup>, quest\u2019antico oggetto rappresenta un <em>unicum<\/em>, e anche se \u00e8 rimasto danneggiato a pi\u00f9 riprese (\u00e8 stato riparato e incollato in modo non professionale), si \u00e8 conservato in buono stato, con solo piccole perdite (rami spezzati dell\u2019albero di corallo) (<a title=\"Fig. 2. \u015awi\u0119ta Lipka, &lt;i&gt;S. Sebastiano legato ad un albero di corallo&lt;\/i&gt;, circa 1750.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/kri02.jpg\">Fig. 2<\/a>). \u00c8 una composizione sfarzosa (altezza 47,5 cm) posta su un basamento ottagonale che si restringe verso l\u2019alto (altezza 13,5 cm) chiuso in basso e in alto entro listelli profilati d\u2019argento. Il basamento \u00e8 realizzato in un unico blocco di pietra dai colori che si mescolano e compenetrano: un rosso dominante con gialli, grigi e bianchi, certamente composto dal cosiddetto diaspro rosso (diaspro di Sicilia)<sup><a href=\"#footnote_8_1805\" id=\"identifier_8_1805\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. C. NAPOLEONE, L&rsquo;impiego dei diaspri e delle agate di Sicilia dal XVI al XVII secolo, in Splendori di Sicilia. Arti decorative dal Rinascimento al Barocco, a cura di M.C. DI NATALE, Milano 2001, pp. 192&ndash;203.\">9<\/a><\/sup>. Sul basamento \u00e8 stato fissato l\u2019albero, la cui parte superiore fu eseguita con un unico, ramificato \u201calberello\u201d di corallo (altezza 24,5; larghezza 23 cm), e la parte bassa \u2013 il tronco \u2013, con frammenti di corallo assemblati insieme. Presso l\u2019albero \u00e8 stata collocata la figura seminuda del Santo scolpita in avorio (altezza 20 cm), in piedi, in posizione chiastica, con la testa leggermente reclinata sulla spalla destra, la mano destra sollevata sopra la testa e la sinistra celata dietro la schiena. Nel suo corpo sono conficcate sei frecce in metallo dorato e intorno alla testa \u00e8 stata fissata un\u2019aureola eseguita con lo stesso materiale (<a title=\"Fig. 3. \u015awi\u0119ta Lipka, &lt;i&gt;S. Sebastiano&lt;\/i&gt; (dettaglio), circa 1750.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/kri03.jpg\">Fig. 3<\/a>). Al di sopra della testa del Santo, sui rami di corallo, sono stati fissati due angeli anch\u2019essi scolpiti in avorio: uno con una corona di fiori e l\u2019altro con una foglia di palma (<a title=\"Fig. 4. \u015awi\u0119ta Lipka, &lt;i&gt;S. Sebastiano&lt;\/i&gt;, angeli sopra la testa del Santo (dettaglio), circa 1750.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/kri04.jpg\">Fig. 4<\/a>). Su alcuni rami dell\u2019albero di corallo e ai piedi del santo si conservano foglie verdi e fiori gialli con un grano di corallo al centro eseguiti con un sottile metallo smaltato (ridipinto) (<a title=\"Fig. 5. \u015awi\u0119ta Lipka, &lt;i&gt;S. Sebastiano&lt;\/i&gt;, foglie di metallo sui rami dell\u2019albero di corallo (dettaglio), circa 1750.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/kri05.jpg\">Fig. 5<\/a>). Al centro della piccola parte anteriore dello zoccolo \u00e8 stato montato un cartiglio eseguito in madreperla e ornato con alcune foglie di acanto in corallo rosso. Al suo centro \u00e8 un\u2019iscrizione che identifica il santo martire: S[anctus]. | SEBA= | STIA= | NUS. | M[artyr]. || (<a title=\"Fig. 6. \u015awi\u0119ta Lipka, &lt;i&gt;S. Sebastiano&lt;\/i&gt;, cartiglio sul basamento della scultura (dettaglio), circa 1750.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/kri06.jpg\">Fig. 6<\/a>). Sulla scultura di San Sebastiano si sono conservate tracce di policromia: nel punto in cui hanno colpito le frecce sono visibili \u201cgocce\u201d di rosso che imitano il sangue (<a title=\"Fig. 7. \u015awi\u0119ta Lipka, &lt;i&gt;S. Sebastiano&lt;\/i&gt; (dettaglio), circa 1750.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/kri07.jpg\">Fig. 7<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per l\u2019insieme della composizione, ma anche per i suoi dettagli e i materiali utilizzati (l\u2019avorio per la scultura e il corallo per l\u2019alberello), l\u2019analogia formale pi\u00f9 vicina all\u2019oggetto di \u015awi\u0119ta Lipka \u00e8 rappresentata dalla scultura, priva di basamento, messa in vendita il 5 dicembre 2007 dalla casa d\u2019aste Sotheby\u2019s di Londra con datazione, sicuramente troppo anticipata, intorno all\u2019anno 1700 (altezza 32 cm)<sup><a href=\"#footnote_9_1805\" id=\"identifier_9_1805\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Definito come manufatto di maestri trapanesi, cfr. http:\/\/www.sothebys.com\/en\/auctions\/ecatalogue\/2007\/european-sculpture-and-works-of-art-l07233\/lot.55.html.\">10<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 8. Sotheby\u2019s, &lt;i&gt;S. Sebastiano&lt;\/i&gt;, circa 1750.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/kri08.jpg\">Fig. 8<\/a>). Un altro esempio, altrettanto vicino, \u00e8 la scultura delle collezioni del Museo degli Argenti di Firenze, datata alla met\u00e0 del XVIII secolo (altezza 35 cm)<sup><a href=\"#footnote_10_1805\" id=\"identifier_10_1805\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. MOSCO, scheda n. V.10.4, in Materiali preziosi dalla terra e dal mare nell&rsquo;arte trapanese e della Sicilia occidentale tra il XVIII e il XIX secolo, catalogo della mostra (Museo Regionale &ldquo;A. Pepoli&rdquo;, Trapani) a cura di M.C. DI NATALE, Palermo 2003, pp. 258&ndash;259. Va aggiunta a queste ultime anche un&rsquo;opera analoga di una collezione privata di Palermo, in merito alla quale si rimanda a A. VIRGA, San Sebastiano. Iconografia e arte in Sicilia, Palermo 1993.\">11<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 9. Museo degli Argenti di Firenze, &lt;i&gt;S. Sebastiano&lt;\/i&gt;, circa 1750.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/kri09.jpg\">Fig. 9<\/a>). Ulteriori analogie formali sono costituite da opere d\u2019arte in cui si \u00e8 utilizzato soltanto alabastro (datate a met\u00e0 del XVIII secolo)<sup><a href=\"#footnote_11_1805\" id=\"identifier_11_1805\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"P. PALAZZOTTO, scheda n. V.10.3, in Materiali preziosi&hellip;, 2003, p. 258.\">12<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 10. Museo Diocesano di Palermo, &lt;i&gt;S. Sebastiano&lt;\/i&gt;, circa 1750.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/kri10.jpg\">Fig. 10<\/a>) o solo corallo (non tenendo conto delle parti eseguite in metallo; con datazione generale al XVIII secolo)<sup><a href=\"#footnote_12_1805\" id=\"identifier_12_1805\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Casa d&rsquo;aste Sotheby&rsquo;s, cfr. http:\/\/elogedelart.canalblog.com\/archives\/2009\/07\/13\/14380476.html.\">13<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 11. Sotheby\u2019s, &lt;i&gt;S. Sebastiano&lt;\/i&gt;, prima met\u00e0 del XVIII secolo.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/kri11.jpg\">Fig. 11<\/a>), ma in cui si sono conservati nella composizione, e soprattutto nella posa del Santo, caratteristici elementi manieristici<sup><a href=\"#footnote_13_1805\" id=\"identifier_13_1805\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Nello studiolo realizzato negli anni 1570&ndash;1572 nel Palazzo Vecchio (Palazzo della Signoria) di Firenze per il granduca di Toscana Francesco I de&rsquo; Medici si trova un quadro di Giorgio Vasari raffigurante Perseo e Andromeda. La posa di Andromeda incatenata alla roccia &egrave; sorprendentemente simile alla figura di San Sebastiano nelle opere descritte.\">14<\/a><\/sup>. In base al confronto con questi altri esempi, si pu\u00f2 datare l\u2019opera di \u015awi\u0119ta Lipka entro il 1750.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non conosciamo le intenzioni di suffragio per le quali la statuetta fu offerta al santuario di \u015awi\u0119ta Lipka, poich\u00e9 San Sebastiano l\u00e0 non era oggetto di culto, e, fra le opere d\u2019arte raccolte nella chiesa e nel monastero, di tema principalmente mariano, questa scultura costituisce un\u2019eccezione. La cosa pi\u00f9 verosimile \u00e8 che motivo della sua donazione sia stato il collegamento fra l\u2019\u201dalberello\u201d di corallo e la figura del Santo collocata presso di esso con la gi\u00e0 ricordata leggenda di \u015awi\u0119ta Lipka sulla figura di Maria Vergine venerata fra i rami del tiglio. In modo analogo aveva proceduto l\u2019orafo di Norimberga Hans Kellner il quale, in un\u2019opera realizzata intorno al 1590 e conservata nelle raccolte del Bayerisches Nationalmuseum di Monaco di Baviera, aveva utilizzato un frammento di corallo come albero della conoscenza del bene e del male da cui Adamo ed Eva avevano colto il frutto proibito<sup><a href=\"#footnote_14_1805\" id=\"identifier_14_1805\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L. SEELING, scheda senza numero, in Bayerisches Nationalmuseum. Handbook of the art. and cultural history collections, a cura di R. Eikelmann, Munich 2002, p. 161, fig.\">15<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 12. Bayerisches Nationalmuseum di Monaco di Baviera, Hans Kellner, &lt;i&gt;Albero della conoscenza del bene e del male&lt;\/i&gt;, circa 1590.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/kri12.jpg\">Fig. 12<\/a>). Tuttavia non si pu\u00f2 non prendere in considerazione anche la lunga e ricca tradizione di attribuire al corallo propriet\u00e0 specifiche: alchemiche (<em>lapis philosophorum<\/em>), mediche, apotropaiche o simbolico-religiose. Infine bisogna ricordare gli \u2018studioli\u2019 italiani e le Kunst-, Wunder- e Rarit\u00e4tenkammer nordeuropee, in cui gli alberelli di corallo, come <em>naturalia<\/em> (<a title=\"Fig. 13. Collection Frits Lugt, Jacques Linard (1597\u20131645), &lt;i&gt;Natura morta con conchiglie e coralli&lt;\/i&gt;.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/kri13.jpg\">Fig. 13<\/a>) \u2013 accanto agli <em>artificialia<\/em>, <em>mirabilia<\/em>, <em>exotica<\/em> e anche <em>instrumentalia<\/em> e <em>scientificalia<\/em> \u2013 occupavano un posto preminente. Sono noti molti oggetti di oreficeria dell\u2019Europa del Nord in cui, unendo insieme valori ideali di <em>artificialia<\/em> e <em>naturalia<\/em>, si utilizzava il corallo nelle sue forme naturali. Accanto alla gi\u00e0 ricordata opera di Hans Kellner, le pi\u00f9 rappresentative sono le figure in argento di Dafne eseguite a Norimberga da Wenzel e Abraham Jamnitzer: una del 1570 circa conservata nelle collezioni del Mus\u00e9e national de la Renaissance di Ch\u00e2teau d\u2019Ecouen, e l\u2019altra del 1580 circa nelle collezioni del Gr\u00fcnes Gew\u00f6lbe di Dresda (<a title=\"Fig. 14. Norimberga, Wenzel e Abraham Jamnitzer \u2013 (a sinistra) &lt;i&gt;Daphne&lt;\/i&gt;, circa 1570, Mus\u00e9e national de la Renaissance di Ch\u00e2teau d\u2019Ecouen, (a destra) &lt;i&gt;Daphne&lt;\/i&gt;, circa 1580, Gr\u00fcnes Gew\u00f6lbe di Dresda.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/kri14.jpg\">Fig. 14<\/a>). Nel caso delle due figure di Dafne abbiamo a che fare con un\u2019opera d\u2019arte autonoma in cui il corallo \u00e8 stato per\u00f2 utilizzato come elemento semantico sostanziale del suo contenuto. Ma sono note anche opere antiche in cui l\u2019alberello di corallo \u00e8 stato utilizzato senza attribuirgli, almeno a un primo sguardo, significati supplementari. Oggetti siffatti sono gli alberi di corallo inseriti nelle basi decorative o nei vasi (<a title=\"Fig. 15. &lt;i&gt;Vasi con alberi di corallo&lt;\/i&gt;, XVIII secolo.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/kri15.jpg\">Fig. 15<\/a>), talvolta completati da foglie e fiori smaltati. Attraverso un semplice collegamento formale dovevano senz\u2019altro far venire in mente mazzi di fiori. Fra gli esempi noti di questo genere, a proposito dell\u2019opera polacca, di particolare interesse sembra l\u2019oggetto messo in vendita dagli antiquari Altomani &amp; Sons di Milano<sup><a href=\"#footnote_15_1805\" id=\"identifier_15_1805\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. http:\/\/www.altomani.com\/viewdoc.asp?co_id=634\">16<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 16. Albero di corallo con foglie di metallo smaltate sul basamento realizzato con la tecnica del retroincastro, seconda met\u00e0 del XVII secolo (base) e prima met\u00e0 del XVIII secolo (albero di corallo).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/kri16.jpg\">Fig. 16<\/a>). Sicuramente questo oggetto non \u00e8 omogeneo, poich\u00e9 l\u2019alberello di corallo \u00e8 stato, a quanto pare, reimpiantato su una base pi\u00f9 antica, della seconda met\u00e0 del XVII secolo, decorata con la tecnica del retroincastro caratteristica delle botteghe siciliane. Tuttavia, a proposito dell\u2019oggetto polacco la cosa importante \u00e8 che i rami di corallo sono stati decorati con foglioline di metallo simili a quelle fissate sugli alberelli di \u015awi\u0119ta Lipka e di Firenze<sup><a href=\"#footnote_16_1805\" id=\"identifier_16_1805\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. MOSCO, scheda n. V.10.4, in Materiali preziosi&hellip;, 2003, pp. 258&ndash;259, fig.\">17<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scelta e l\u2019utilizzo in una stessa, virtuosistica opera di materiali caratteristici (corallo, madreperla, avorio, diaspro rosso), un analogo modo \u201cpittorico\u201d di scolpire la figura di san Sebastiano particolarmente ben visibile negli oggetti di \u015awi\u0119ta Lipka e di Firenze (la disposizione delle mani e della testa, i dettagli scolpiti del tessuto intorno ai fianchi del santo, del viso e dei capelli)<sup><a href=\"#footnote_17_1805\" id=\"identifier_17_1805\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"In molte chiese della Sicilia le sculture di San Sebastiano sono oggetto di culto (per esempio nella chiesa Madre di San Martino di Corleone, nella chiesa Madre di San Ciro di Marineo, nel Museo Diocesano di Palermo), cfr. schede nn. I.5, I.11, in Lungo le vie del legno, del marmo e dello stucco. Scultori e modellatori in Sicilia dal XV al XIX secolo, (Mirabilie Artificio, 2), a cura di M. GUTTILLA, Palermo 2010, pp. 74&ndash;75, 92&ndash;95; S. LA BARBERA, La scultura lignea nel Museo Diocesano di Palermo in Arti decorative nel Museo Diocesano di Palermo. Dalla citta\u0300 al museo e dal museo alla citta\u0300, a cura di M.C. DI NATALE, Palermo 1999, pp. 87&ndash;88.\">18<\/a><\/sup>, la collocazione sull\u2019albero di corallo degli angeli con gli attributi<sup><a href=\"#footnote_18_1805\" id=\"identifier_18_1805\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Analoghi angeli in avorio compaiono sull&rsquo;albero di corallo nel gruppo della Fuga in Egitto della met&agrave; del XVIII secolo. Nel suo basamento &egrave; stato a sua volta utilizzato senz&rsquo;altro diaspro rosso, cfr. scheda n. 46, in Rosso corallo. Arti preziose della Sicilia barocca, catalogo della mostra a cura di C. ARNALDI DI BALME &ndash; S. CASTRONOVO, Milano 2008, p. 186.\">19<\/a><\/sup>, le gocce di sangue dipinte (\u015awi\u0119ta Lipka, Firenze): tutti questi elementi indicano che l\u2019oggetto ritrovato in Polonia fu eseguito nella stessa bottega da cui sono usciti l\u2019opera messa all\u2019asta da Sotheby\u2019s<sup><a href=\"#footnote_19_1805\" id=\"identifier_19_1805\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. http:\/\/www.sothebys.com\/en\/auctions\/ecatalogue\/2007\/european-sculpture-and-works-of-art-l07233\/lot.55.html.\">20<\/a><\/sup> e quella delle collezioni fiorentine<sup><a href=\"#footnote_20_1805\" id=\"identifier_20_1805\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. MOSCO, scheda n. V.10.4, in Materiali preziosi&hellip;, 2003, pp. 258&ndash;259.\">21<\/a><\/sup>. Bottega che \u00e8 senz\u2019altro una di quelle operanti a Trapani. Potrebbe essere quella fondata da Giuseppe Tipa e poi gestita dai figli Andrea (1725\u20131766) e Alberto (1732\u20131783)<sup><a href=\"#footnote_21_1805\" id=\"identifier_21_1805\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M.C. DI NATALE, I maestri corallari trapanesi dal XVI al. XIX secolo, in Materiali preziosi&hellip;, 2003, pp. 23&ndash;56, in particolare pp. 39&ndash;45.\">22<\/a><\/sup>. I Tipa erano specializzati nell\u2019esecuzione di opere di vario genere, fra cui piccole sculture di materiali preziosi e insoliti come avorio, alabastro, corallo o ambra. Un esempio perfetto ne \u00e8 la scultura rappresentante san Giuseppe con il Bambinello Ges\u00f9 proveniente da una collezione privata di Palermo, per la cui esecuzione si sono utilizzati avorio, madreperla e diaspro rosso<sup><a href=\"#footnote_22_1805\" id=\"identifier_22_1805\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"V. CHIARAMONTE, scheda n. III.30, in Materiali preziosi&hellip;, 2003, p. 171.\">23<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I piccoli capolavori della scultura e dell\u2019artigianato artistico eseguiti in Sicilia e nell\u2019Italia Meridionale nel XVII e nel XVIII secolo, ma anche successivamente, erano molto ricercati in Polonia. Dando espressione all\u2019insolito e allo sfarzo barocco, tanto ammirati in Polonia, erano testimonianza della ricchezza e dell\u2019importanza del loro proprietario.<\/p>\n<p><strong>Referenze fotografiche<\/strong><\/p>\n<p>Fig. 1 \u2013 collezione dell\u2019autore<\/p>\n<p>Fig. 2, 3, 4, 5, 7 \u2013 Rafa\u0142 Rzeczkowski<\/p>\n<p>Fig. 6 \u2013 Jacek Kriegseisen<\/p>\n<p>Fig. 8 \u2013 da <a href=\"http:\/\/www.sothebys.com\/en\/auctions\/ecatalogue\/2007\/european-sculpture-and-works-of-art-l07233\/lot.55.html\">http:\/\/www.sothebys.com\/en\/auctions\/ecatalogue\/2007\/european-sculpture-and-works-of-art-l07233\/lot.55.html<\/a><\/p>\n<p>Fig. 9 \u2013 da M. Mosco, scheda n. V.10.4, in<em> Materiali preziosi dalla terra e dal Mare nell\u2019arte trapanese e della Sicilia occidentale tra il XVIII e il XIX secolo<\/em>, catalogo della mostra (Museo Regionale \u201cA. Pepoli\u201d, Trapani) a cura di M.C. Di Natale, Palermo 2003, pp. 258\u2013259.<\/p>\n<p>Fig. 10 \u2013 da P. Palazzotto, scheda n. V.10.3, in <em>Materiali preziosi<\/em>\u2026, 2003, p. 258.<\/p>\n<p>Fig. 11 \u2013 da <a href=\"http:\/\/elogedelart.canalblog.com\/archives\/2009\/07\/13\/14380476.html\">http:\/\/elogedelart.canalblog.com\/archives\/2009\/07\/13\/14380476.html<\/a><\/p>\n<p>Fig. 12 \u2013 da L. Seeling, scheda senza numero, in <em>Bayerisches Nationalmuseum. <\/em><em>Handbook of the art. and cultural history collections<\/em>, a cura di R. Eikelmann, Munich 2002, p. 161.<\/p>\n<p>Fig. 13 \u2013 da <a href=\"http:\/\/www.fondationcustodia.fr\/ununiversintime\/55_linard_2799_fr.cfm\">http:\/\/www.fondationcustodia.fr\/ununiversintime\/55_linard_2799_fr.cfm<\/a><\/p>\n<p>Fig. 14 (a sinistra) \u2013 da <a href=\"http:\/\/www.cotidianul.ro\/wenzel-jamnitzer-geniul-renasterii-germane-202773\/\">http:\/\/www.cotidianul.ro\/wenzel-jamnitzer-geniul-renasterii-germane-202773\/<\/a><\/p>\n<p>Fig. 14 (a destra) \u2013 da <a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/24364447@N05\/7805444448\/lightbox\/\">http:\/\/www.flickr.com\/photos\/24364447@N05\/7805444448\/lightbox\/<\/a><\/p>\n<p>Fig. 15 (in alto e in basso) \u2013 da <a href=\"http:\/\/www.ilsegnodeltempo.com\">http:\/\/www.ilsegnodeltempo.com<\/a><\/p>\n<p>Fig. 16 \u2013 da <a href=\"http:\/\/www.altomani.com\/viewdoc.asp?co_id=634\">http:\/\/www.altomani.com\/viewdoc.asp?co_id=634<\/a><\/p>\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_1805\" class=\"footnote\">Alla nascita, alla storia, all\u2019architettura e agli arredi del santuario di \u015awi\u0119ta Lipka sono state dedicate molte pubblicazioni scientifiche e divulgative. Le pi\u00f9 importanti sono: M.F. CIARITIUS, <em>B.V.M. Lindensis. Vetustissimum et religiossimum in Prusia Sacellum Beatissimae Virginis Mariae sacrum, prodigiis divinis clarissimum<\/em>, Brunsbergae 1626; T. CLAGIUS, <em>Linda Mariana<\/em><em>, sive de B. Virgine Lindensi<\/em>, Coloniae 1659; A. KOLBERG, <em>Geschichte der Heiligenlinde<\/em>, in <em>Zeitschrift f\u00fcr die Geschichte und Altertumskunde Ermlands<\/em>, III, 1864\u20131866, 7\u20139, pp. 28\u2013138, 435\u2013520; A. ULBRICH, <em>Die Wallfahrtskirche in Heiligelinde. Ein Beitrag zur Kunstgeschichte des XVII. und XVIII. Jahrhunderts in Ostpreussen<\/em>, Strassburg 1901; J. POKLEWSKI, <em>\u015awi\u0119ta Lipka. <\/em><em>Polska fundacja barokowa na terenie Prus Ksi\u0105\u017c\u0119cych<\/em>, Warszawa 1974; J. OB\u0141\u0104K, <em>\u015awi\u0119ta Lipka<\/em>, Olsztyn 1975, (II ed. 1982); <strong>J. PASZENDA, <em>Dzieje \u015awi\u0119tej Lipki<\/em>, in <em>Biuletyn Historii Sztuki<\/em>, XXXIX, 1977, 3, pp. 278\u2013286; Idem, <\/strong><em>Architektura \u015awi\u0119tej Lipki<\/em>, in <em>Kwartalnik Architektury i Urbanistyki<\/em>, XXIII, 1978, 1\u20132, pp. 57\u201369; J. POKLEWSKI, <em>\u015awi\u0119ta Lipka<\/em>, Warszawa 1986; J. PASZENDA, <em>Architektura zespo\u0142u ko\u015bcielnego w \u015awi\u0119tej Lipce na tle polskiego baroku<\/em>, in <em>Komunikaty Warmi\u0144sko-Mazurskie<\/em>, 1993, 4, pp. 511\u2013518; Idem, <em>\u015awi\u0119ta Lipka<\/em>, Olsztyn 1996, (II ed. 2008); A. SZORC, <strong><em>Stefan Sadorski (1581\u20131640). Fundator \u015awi\u0119tej Lipki<\/em><\/strong><strong>, Olsztyn 1996; <\/strong>J. PASZENDA, <em>\u015awi\u0119ta Lipka. Monografia<\/em>, Krak\u00f3w 2008, con ulteriore bibliografia.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_1805\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_1805\" class=\"footnote\">J. Paszenda, <em>\u015awi\u0119ta Lipka. Monografia<\/em>, Krak\u00f3w 2008, s. 19.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_1805\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_2_1805\" class=\"footnote\">J. PASZENDA, <em>\u015awi\u0119ta Lipka&#8230;<\/em>, pp. 18\u201330.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_2_1805\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_3_1805\" class=\"footnote\">J. PASZENDA, <em>\u015awi\u0119ta Lipka&#8230;<\/em>, pp. 31\u201350.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_3_1805\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_4_1805\" class=\"footnote\">J. PASZENDA, <em>\u015awi\u0119ta Lipka&#8230;<\/em>, pp. 132\u2013157, 172\u2013173. Dopo la soppressione dell\u2019Ordine dei Gesuiti decretata nel 1773 da Papa Clemente XIV, i Gesuiti lasciarono \u015awi\u0119ta Lipka nel 1780, ma vi tornarono nel 1932; v. J. PASZENDA, <em>\u015awi\u0119ta Lipka&#8230;<\/em>, pp. 158\u2013159, 172\u2013173.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_4_1805\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_5_1805\" class=\"footnote\">J. OB\u0141\u0104K, <em>\u015awi\u0119ta Lipka<\/em>, Olsztyn 1975, (II ed. 1982), p. e fig. senza numero.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_5_1805\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_6_1805\" class=\"footnote\">. CLAGIUS, <em>Linda Mariana<\/em>\u2026<em>, <\/em>1659, pp. 375\u2013380, 572\u2013583; A. KOLBERG, <em>Geschichte<\/em>\u2026, 1864\u20131866, pp. 97\u201399; J. PASZENDA, <em>\u015awi\u0119ta Lipka<\/em>\u2026, 2008, pp. 48\u201350, 62\u201364.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_6_1805\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_7_1805\" class=\"footnote\">Sul tema degli oggetti antichi nelle collezioni polacche eseguiti con l\u2019utilizzo di corallo, cfr. J. KRIEGSEISEN, <em>Il servizio da altare ornato di corallo del tesoro del santuario mariano di Cz\u0119stochowa (Polonia)<\/em>, in \u201cOADI. Rivista dell\u2019Osservatorio per le Arti Decorative in Italia\u201d, 7, 2013 (<a href=\"http:\/\/www.unipa.it\/oadi\/rivista\/\">http:\/\/www.unipa.it\/oadi\/rivista\/<\/a>).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_7_1805\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_8_1805\" class=\"footnote\">Cfr. C. NAPOLEONE, <em>L\u2019impiego dei diaspri e delle agate di Sicilia dal XVI al XVII secolo<\/em>, in <em>Splendori di Sicilia. Arti decorative dal Rinascimento al Barocco<\/em>, a cura di M.C. DI NATALE, Milano 2001, pp. 192\u2013203.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_8_1805\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_9_1805\" class=\"footnote\">Definito come manufatto di maestri trapanesi, cfr. <a href=\"http:\/\/www.sothebys.com\/en\/auctions\/ecatalogue\/2007\/european-sculpture-and-works-of-art-l07233\/lot.55.html\">http:\/\/www.sothebys.com\/en\/auctions\/ecatalogue\/2007\/european-sculpture-and-works-of-art-l07233\/lot.55.html<\/a>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_9_1805\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_10_1805\" class=\"footnote\">M. MOSCO, scheda n. V.10.4, in<em> Materiali preziosi dalla terra e dal mare nell\u2019arte trapanese e della Sicilia occidentale tra il XVIII e il XIX secolo<\/em>, catalogo della mostra (Museo Regionale \u201cA. Pepoli\u201d, Trapani) a cura di M.C. DI NATALE, Palermo 2003, pp. 258\u2013259. Va aggiunta a queste ultime anche un\u2019opera analoga di una collezione privata di Palermo, in merito alla quale si rimanda a A. VIRGA, <em>San Sebastiano. Iconografia e arte in Sicilia<\/em>, Palermo 1993.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_10_1805\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_11_1805\" class=\"footnote\">P. PALAZZOTTO, scheda n. V.10.3, in <em>Materiali preziosi<\/em>\u2026, 2003, p. 258.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_11_1805\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_12_1805\" class=\"footnote\">Casa d\u2019aste Sotheby\u2019s, cfr. <a href=\"http:\/\/elogedelart.canalblog.com\/archives\/2009\/07\/13\/14380476.html\">http:\/\/elogedelart.canalblog.com\/archives\/2009\/07\/13\/14380476.html<\/a>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_12_1805\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_13_1805\" class=\"footnote\">Nello studiolo realizzato negli anni 1570\u20131572 nel Palazzo Vecchio (Palazzo della Signoria) di Firenze per il granduca di Toscana Francesco I de\u2019 Medici si trova un quadro di Giorgio Vasari raffigurante <em>Perseo e Andromeda<\/em>. La posa di Andromeda incatenata alla roccia \u00e8 sorprendentemente simile alla figura di San Sebastiano nelle opere descritte.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_13_1805\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_14_1805\" class=\"footnote\">L. SEELING, scheda senza numero, in <em>Bayerisches Nationalmuseum. <\/em><em>Handbook of the art. and cultural history collections<\/em>, a cura di R. Eikelmann, Munich 2002, p. 161, fig.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_14_1805\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_15_1805\" class=\"footnote\">Cfr. <a href=\"http:\/\/www.altomani.com\/viewdoc.asp?co_id=634\">http:\/\/www.altomani.com\/viewdoc.asp?co_id=634<\/a><span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_15_1805\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_16_1805\" class=\"footnote\">M. MOSCO, scheda n. V.10.4, in <em>Materiali preziosi<\/em>\u2026, 2003, pp. 258\u2013259, fig.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_16_1805\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_17_1805\" class=\"footnote\">In molte chiese della Sicilia le sculture di San Sebastiano sono oggetto di culto (per esempio nella chiesa Madre di San Martino di Corleone, nella chiesa Madre di San Ciro di Marineo, nel Museo Diocesano di Palermo), cfr. schede nn. I.5, I.11, in <em>Lungo le vie del legno, del marmo e dello stucco. Scultori e modellatori in Sicilia dal XV al XIX secolo<\/em>, (<em>Mirabilie Artificio<\/em>, 2), a cura di M. GUTTILLA, Palermo 2010, pp. 74\u201375, 92\u201395; S. LA BARBERA, <em>La scultura lignea nel Museo Diocesano di Palermo<\/em> in <em>Arti decorative nel Museo Diocesano di Palermo. Dalla citt<\/em><em>a\u0300<\/em> <em>al museo e dal museo alla citt<\/em><em>a\u0300<\/em>, a cura di M.C. DI NATALE, Palermo 1999, pp. 87\u201388.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_17_1805\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_18_1805\" class=\"footnote\">Analoghi angeli in avorio compaiono sull\u2019albero di corallo nel gruppo della <em>Fuga in Egitto<\/em> della met\u00e0 del XVIII secolo. Nel suo basamento \u00e8 stato a sua volta utilizzato senz\u2019altro diaspro rosso, cfr. scheda n. 46, in <em>Rosso corallo. Arti preziose della Sicilia barocca<\/em>, catalogo della mostra a cura di C. ARNALDI DI BALME \u2013 S. CASTRONOVO, Milano 2008, p. 186.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_18_1805\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_19_1805\" class=\"footnote\">Cfr. <a href=\"http:\/\/www.sothebys.com\/en\/auctions\/ecatalogue\/2007\/european-sculpture-and-works-of-art-l07233\/lot.55.html\">http:\/\/www.sothebys.com\/en\/auctions\/ecatalogue\/2007\/european-sculpture-and-works-of-art-l07233\/lot.55.html<\/a>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_19_1805\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_20_1805\" class=\"footnote\">M. MOSCO, scheda n. V.10.4, in <em>Materiali preziosi<\/em>\u2026, 2003, pp. 258\u2013259.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_20_1805\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_21_1805\" class=\"footnote\">M.C. DI NATALE, <em>I maestri corallari trapanesi dal XVI al. XIX secolo<\/em>, in <em>Materiali preziosi<\/em>\u2026, 2003, pp. 23\u201356, in particolare pp. 39\u201345.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_21_1805\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_22_1805\" class=\"footnote\">V. CHIARAMONTE, scheda n. III.30, in <em>Materiali preziosi<\/em>\u2026, 2003, p. 171.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_22_1805\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>jacek.kriegseisen@wp.pl Avorio e corallo. La statua di San Sebastiano del convento dei gesuiti a \u015awi\u0119ta Lipka (Polonia) DOI: 10.7431\/RIV08072013 Ai confini settentrionali della Polonia, nell\u2019antico <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=1805\" title=\"Jacek Kriegseisen\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":1868,"menu_order":7,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1805"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1805"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1805\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1808,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1805\/revisions\/1808"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1868"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1805"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}