{"id":1591,"date":"2013-06-29T09:16:02","date_gmt":"2013-06-29T09:16:02","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=1591"},"modified":"2013-12-29T10:03:13","modified_gmt":"2013-12-29T10:03:13","slug":"maria-concetta-di-natale","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=1591","title":{"rendered":"Maria Concetta Di Natale"},"content":{"rendered":"<p>mariaconcetta.dinatale@unipa.it<\/p>\n<h3>Apparati effimeri e Arti Decorative: carri di trionfo in corallo<\/h3>\n<p>DOI: 10.7431\/RIV07062013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La realizzazione di diversi apparati effimeri con carri trionfali, in occasione dei Festini di Santa Rosalia tra fine XVII e inizio XVIII secolo a Palermo, disegnati dai famosi Architetti del Senato Paolo e Giacomo Amato<sup><a href=\"#footnote_0_1591\" id=\"identifier_0_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M.C. Ruggieri Tricoli, Paolo Amato, la corona e il serpente, Palermo 1983.\">1<\/a><\/sup>, produsse una parallela produzione di carri di trionfo anche in corallo, raffinati sopramobili per facoltosi committenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si incontra la figura del fiume Oreto insieme a Santa Rosalia in diversi apparati effimeri dovuti alla cultura dei due architetti del Senato, come quello festivo dell&#8217;altare maggiore della Cattedrale di Palermo del 1697, disegnato da Paolo Amato, raffigurante l&#8217;apoteosi dei Geni fluviali di Palermo sotto il carro di trionfo della Santa che sovrasta la citt\u00e0 (<a title=\"Fig. 1. Paolo Amato, &lt;i&gt;Disegno per apparato festivo dell'altare maggiore della Cattedrale di Palermo&lt;\/i&gt; (part.), 1697, Palermo, Galleria Interdisciplinare Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis. Foto di Enzo Brai.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/din01.jpg\">Fig. 1<\/a>)<sup><a href=\"#footnote_1_1591\" id=\"identifier_1_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. M.C. Ruggieri Tricoli, Le fontane di Palermo nei secoli XVI, XVII e XVIII, Palermo 1984, Fig. II. In un altro disegno di Paolo Amato della Galleria Regionale della Sicilia viene di nuovo raffigurata Santa Rosalia che sparge fiori sul genio del fiume Oreto, cfr. M.G. Paolini, Aggiunte al Grano e altre precisazioni sulla pittura palermitana tra Sei e Settecento, in Scritti in onore di Ottavio Morisani, Catania 1982, p. 135, nota 17, Fig. 175.\">2<\/a><\/sup>. La tematica iconografica di Santa Rosalia e del Genio del fiume Oreto, che trionfalmente unisce figure pagane e cristiane care al popolo palermitano, secondo non rare tradizioni e tollerati usi, ricorre anche nell&#8217;acquasantiera in filigrana d&#8217;argento con <em>Santa Rosalia e il genio del fiume Oreto <\/em>in corallo, firmata nel 1678 dall\u2019argentiere della famiglia Palumbo, Francesco, figlio di Gennaro, di verosimili origini napoletane, attivo a Palermo<sup><a href=\"#footnote_2_1591\" id=\"identifier_2_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M.C. Di Natale, scheda n. 116, in L&rsquo;arte del corallo in Sicilia, catalogo della Mostra a cura di C. Maltese e M.C. Di Natale, Palermo 1986, pp. 288-290. L&rsquo;opera reca la firma Franciscus Palumbo filius Gennari Palumbo fecit hoc opus 1678.\">3<\/a><\/sup>. Le figure dei protagonisti in corallo sono, verosimilmente, dovute a maestro corallaro trapanese, che pot\u00e9 anche essersi trasferito a Palermo dopo la diaspora causata dalla sommossa trapanese del 1672<sup><a href=\"#footnote_3_1591\" id=\"identifier_3_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem.\">4<\/a><\/sup>. Agli stessi autori dovrebbe riferirsi l\u2019<em>acquasantiera con San Rocco<\/em> del Museo della Collezione Bosio di Campoligure<sup><a href=\"#footnote_4_1591\" id=\"identifier_4_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M.C. Di Natale, scheda n. II, 101, in Ori e argenti di Sicilia dal Quattrocento al Settecento, catalogo della Mostra a cura di M.C. Di Natale, Milano 1989, p. 224.\">5<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i Trionfi di corallo che si legano alla cultura di questi architetti sono anche quelli privi di carro, come il <em>Trionfo di Carlo II<\/em>, della Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis (<a title=\"Fig. 2. Maestranze trapanesi e palermitane su disegno di Paolo e Giacomo Amato, Trionfo con Carlo II, fine XVII secolo, Palermo, Galleria Interdisciplinare Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis. Foto di Enzo Brai.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/din02.jpg\">Fig. 2<\/a>)<sup><a href=\"#footnote_5_1591\" id=\"identifier_5_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"V. Abbate, scheda n. 79, in I Grandi capolavori del corallo. I coralli di Trapani del XVII e XVIII secolo, a cura di V.P. Li Vigni, M.C. Di Natale, V. Abbate, Milano 2013, p. 150.\">6<\/a><\/sup>, forse proprio quello lasciato nel 1685 dallo scultore trapanese di corallo Vito Bova, composizione che si ispira a opere come il <em>monumento a Filippo IV<\/em> del 1661 del Piano del Palazzo Reale di Palermo, o la <em>fontana del Garraffo<\/em> della stessa citt\u00e0, dovuta al disegno di Paolo Amato, al prototipo di Giacomo Amato e alla realizzazione di Gioacchino Vitagliano<sup><a href=\"#footnote_6_1591\" id=\"identifier_6_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"V. Abbate, scheda n. I, 32, in Wunderkammer siciliana alle origini del Museo perduto, catalogo della Mostra a cura di V. Abbate, Napoli 2001, p. 124, che riporta la precedente bibliografia e vi nota &ldquo;affinit&agrave; coi trionfi degli imperatori romani che arricchiscono l&rsquo;apparato della Cattedrale di Palermo per il festino del 1686, opera di Paolo Amato&rdquo;.\">7<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019<em>aquila reale<\/em> in corallo, pressoch\u00e9 identica a quella che sorregge il sovrano Carlo II, fa parte, insieme a <em>due leoni rampanti<\/em> che reggono due cornucopie fiorite e a uno <em>stemma araldico<\/em> in corallo, delle insegne gentilizie del Museo Liverino di Torre del Greco<sup><a href=\"#footnote_7_1591\" id=\"identifier_7_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. la scheda n. 55, in C. Del Mare, M. C. Di Natale, Mirabilia Coralii. Capolavori barocchi in corallo tra maestranze ebraiche e trapanesi, catalogo della Mostra a cura di C. Del Mare, Napoli 2009, p. 222.\">8<\/a><\/sup>, che trovano analogo riferimento negli stessi elementi della base del <em>Capezzale con la Madonna di Trapani<\/em>, del Museo Regionale Pepoli di Trapani<sup><a href=\"#footnote_8_1591\" id=\"identifier_8_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"V. Abbate, scheda n. 166,  in L&rsquo;arte del corallo&hellip;, 1986, p. 358.\">9<\/a><\/sup>, caratterizzato da decori in argento e madreperla. Questa importante opera, tradizionalmente dono a Vittorio Amedeo di Savoia in occasione della sua incoronazione a Re di Sicilia nella Cattedrale di Palermo nella notte di Natale del 1713, verosimilmente da parte della citt\u00e0 di Trapani, di cui peraltro \u00e8 emblema proprio quella scultura mariana, \u00e8 ancora ispirata al repertorio di Paolo e Giacomo Amato<sup><a href=\"#footnote_9_1591\" id=\"identifier_9_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem.\">10<\/a><\/sup>. Un\u2019altra versione, quasi identica di questo <em>Capezzale con Madonna di Trapani<\/em> \u00e8 stata recentemente rintracciata in una collezione privata di Catania<sup><a href=\"#footnote_10_1591\" id=\"identifier_10_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. M. C. Di Natale, Ad laborandum curallum, e scheda n. 102, in I Grandi capolavori del corallo&hellip;, 2013, pp. 39-55 e 178-179.\">11<\/a><\/sup> ed \u00e8 da riferire allo stesso ambito culturale e allo stesso maestro corallaro attivo nel 1713<sup><a href=\"#footnote_11_1591\" id=\"identifier_11_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem.\">12<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest\u2019opera presenta alla base della scultura della Vergine due leoni rampanti (e non due grifi come l\u2019altra) ai lati di un\u2019aquila reale, pressoch\u00e9 identici a quelli della Collezione Liverino e con maggiore fedelt\u00e0 rispetto alla targa marmorea del Palazzo del Senato e dell\u2019arco festivo dei Quattro Canti, ideati da Paolo Amato per l\u2019ingresso trionfale del re sabaudo a Palermo<sup><a href=\"#footnote_12_1591\" id=\"identifier_12_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"V. Abbate, scheda n. 166, in L&rsquo;arte del corallo&hellip;, 1986, p. 358. Cfr. M. C. Ruggirei Tricoli, Paolo Amato&hellip;, 1983, p. 125, figg. 128 e 134.\">13<\/a><\/sup>. Tutte queste opere dovettero essere realizzate dalla stessa bottega verosimilmente trapanese, ma poteva essere anche una di quelle botteghe di maestri trapanesi e palermitani attivi a Palermo, come alcune che sono state gi\u00e0 individuate, visto che almeno uno di questi capezzali fu dono regale da parte del Senato di Palermo al Sovrano. Stesse analogie si riscontrano nelle tre <em>scatole con l\u2019Immacolata<\/em> di collezione privata di Catania<sup><a href=\"#footnote_13_1591\" id=\"identifier_13_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. Vitella, scheda n. 36, in Splendori di Sicilia. Arti decorative dal Rinascimento al Barocco, catalogo della Mostra a cura di M. C. Di Natale, Milano 2001, pp. 494-495 e M. C. Di Natale, Ad laborandum curallum, e scheda n. 90, in I Grandi capolavori del corallo&hellip;, 2013, pp. 39-55 e 164.\">14<\/a><\/sup>, dove evidenti sono le affinit\u00e0 stilistiche, tecniche e tipologiche nella realizzazione delle aquile, dei carnosi fiori in corallo dai pistilli in madreperla, dei tralci acantiformi in corallo e persino di quelli in argento e filigrana d\u2019argento con quelli dei due capezzali. Analogie compositive sono riscontrabili anche nei panneggi degli abiti delle figure. Si tratta, dunque, di una bottega che ripropone pi\u00f9 volte gli stessi modelli, o che \u00e8 proprio ricercata per tali peculiari caratteristiche. \u00c8 stata coerentemente avanzata l\u2019ipotesi di studio che anche il <em>Trionfo con Carlo II<\/em>, dove non solo le analogie sono rilevabili nell\u2019aquila, ma anche nella tipologia dello stemma, nella composizione della statua del re e addirittura nel fiorellino di corallo dal pistillo di madreperla, fosse prodotto pi\u00f9 antico di una stessa bottega<sup><a href=\"#footnote_14_1591\" id=\"identifier_14_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. C. Di Natale, Ad laborandum curallum, in I Grandi capolavori del corallo&hellip;, 2013, pp. 39-55 e 164.\">15<\/a><\/sup>. Qualora poi questo trionfo fosse effettivamente da identificare con quella \u201cstatua\u201d o \u201cfigura\u201d di \u201cCarlo II\u201d indicato nel 1685 tra le opere lasciate dal trapanese Vito Bova, scultore in corallo<sup><a href=\"#footnote_15_1591\" id=\"identifier_15_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. Serraino, Trapani nella vita civile e religiosa, Trapani 1968, p. 113. Cfr. pure R. Vadal&agrave;, ad vocem Bova, in Corallari attivi a Trapani e nella Sicilia occidentale dal XV al XIX secolo, in Materiali preziosi dalla terra e dal mare nell&rsquo;arte trapanese e della Sicilia occidentale tra il XVIII e il XIX secolo, catalogo della Mostra a cura di M. C. Di Natale, Palermo 2003, p. 372.\">16<\/a><\/sup>, forse chi l\u2019ha acquistato o l\u2019erede della bottega, ha continuato la tradizione del maestro e dove era stato commissionato un Trionfo regale poteva esserne richiesto un altro ad un entourage di artisti-artigiani, dunque, collaudato ed affidabile. Nello specifico dell\u2019inventario di Vito Bova non \u00e8 dato, tuttavia, di individuare quest\u2019opera. Si parla, infatti, di due quadri d\u2019architettura con l\u2019Immacolata e la statua di re Carlo II e ancora di un quadro di architettura con San Giuseppe e la figura di re Carlo II. Se non temi iconografici, come l\u2019Immacolata presente nelle scatole e la figura de re, nel trionfo, non si hanno altri elementi che possano dare certezza a questa interessante ipotesi di studio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1714 in una macchina per fuochi d\u2019artificio nella Piazza del Palazzo Reale di Palermo per i festeggiamenti <em>delle Reali Maest\u00e0 di Vittorio Amedeo Duca di Savoia, e di Anna d\u2019Orl\u00e9ans da Francia ed Inghilterra, re e regina di Sicilia, <\/em>non poteva mancare la pesca del corallo, come propone l\u2019incisione di Francesco Cich\u00e8 del volume <em>La Felicit\u00e0 in trono<\/em> di Pietro Vitale<sup><a href=\"#footnote_16_1591\" id=\"identifier_16_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"P. Vitale, La felicit&agrave; in trono sull&rsquo;arrivo, acclamatione, e coronatione delle Reali Maest&agrave; di Vittorio Amedeo Duca di Savoia, e di Anna d&rsquo;Orl&eacute;ans da Francia ed Inghilterra, re e regina di Sicilia, Gerusalemme e Cipro, celebrata con gli applausi di tutto il Regno tra le pompe di Palermo reggia, e capitale descritta per ordine dell&rsquo;illustrissimo Senato palermitano&hellip;, Palermo 1714. L&rsquo;incisione &egrave; riportata da A. Daneu, L&rsquo;arte trapanese del corallo, Milano 1964, p. 38. Cfr. pure C. Arnaldi di Balme, S. Castronovo, I coralli nelle collezioni sabaude. Una ricognizione delle fonti inventariali e delle raccolte museali piemontesi, in Rosso corallo. Arti preziose della Sicilia Barocca, catalogo della Mostra a cura di C. Arnaldi di Balme, S. Castronovo, Cinisello Balsamo 2008, pp. 35-53.\">17<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dei vistosi apparati effimeri dovuti ai due architetti del Senato palermitano, come il <em>carro di trionfo<\/em> disegnato da Paolo Amato per il festino del 1693, sono rimasti diversi disegni che mostrano notevoli affinit\u00e0 con i trionfi di corallo di <em>Apollo-Sole<\/em> (<a title=\"Fig. 3. Maestranze trapanesi e palermitane su disegno di Giacomo Amato, &lt;i&gt;Trionfo con Apollo-Sole&lt;\/i&gt;, fine XVII secolo, Palermo, Fondazione Whitaker. Foto di Enzo Brai.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/din03.jpg\">Fig. 3<\/a>) e dell&#8217;<em>Annunciazione<\/em> (<a title=\"Fig. 4. Maestranze trapanesi e palermitane su disegno di Giacomo Amato, &lt;i&gt;Trionfo con Annunciazione&lt;\/i&gt;, fine XVII \u2013 inizi XVIII secolo, Palermo, Fondazione Whitaker. Foto di Enzo Brai.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/din04.jpg\">Fig. 4<\/a>) della Fondazione Whitaker di Palermo, attribuiti verosimilmente a maestri trapanesi e palermitani<sup><a href=\"#footnote_17_1591\" id=\"identifier_17_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"V. Abbate, schede nn. 156-157, in L&rsquo;arte del corallo&hellip;, 1986, pp. 342-345. Cfr. pure M.C. Di Natale, scheda n. 1, 15, in Wunderkammer siciliana&hellip;, 2001, p. 104 e scheda n.75, in I Grandi capolavori del corallo&hellip;, 2013, p. 144.\">18<\/a><\/sup>. Le opere sono strettamente affini agli altri due trionfi con Santa Rosalia (<a title=\"Fig. 5. Maestranze trapanesi e palermitane su disegno di Giacomo Amato, &lt;i&gt;Trionfo con Santa Rosalia&lt;\/i&gt;, fine XVII \u2013 inizi XVIII secolo, Firenze, Museo del Bargello.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/din05.jpg\">Fig. 5<\/a>) e San Michele (<a title=\"Fig. 6. Maestranze trapanesi e palermitane su disegno di Giacomo Amato, &lt;i&gt;Trionfo con San Michele&lt;\/i&gt;, fine XVII \u2013 inizi XVIII secolo, Firenze, Museo del Bargello.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/din06.jpg\">Fig. 6<\/a>), gi\u00e0 della collezione della Duchessa di Canevaro di Firenze, oggi passati al Bargello (Donazione Bruzzichelli) e all&#8217;altro con <em>San Michele<\/em> di collezione privata di Catania (<a title=\"Fig. 7. Maestranze trapanesi e palermitane su disegno di Giacomo Amato, &lt;i&gt;Trionfo con San Michele&lt;\/i&gt;, fine XVII \u2013 inizi XVIII secolo, Catania, collezione privata. Foto di Enzo Brai.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/din07.jpg\">Fig. 7<\/a>)<sup><a href=\"#footnote_18_1591\" id=\"identifier_18_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. C. Di Natale, Oro, argento e corallo tra committenza ecclesiastica e devozione laica, in Splendori di Sicilia&hellip;, 2001, pp. 22-69.\">19<\/a><\/sup>, straordinariamente vicino non solo a quello dallo stesso soggetto di Firenze, ma anche all&#8217;altro con <em>Apollo-Sole<\/em> di Palermo, tanto da poterli considerare opere di uno stesso maestro corallaro dall&#8217;ideazione di Giacomo Amato<sup><a href=\"#footnote_19_1591\" id=\"identifier_19_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem.\">20<\/a><\/sup>. Del Trionfo di <em>Apollo-Sole<\/em> Vincenzo Abbate nota come: \u201cStraordinario appare il richiamo al carro trionfale disegnato da Paolo Amato per il festino del 1693\u201d<sup><a href=\"#footnote_20_1591\" id=\"identifier_20_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"V. Abbate, schede n.157, in L&rsquo;arte del corallo&hellip;, 1986, p. 344.\">21<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <em>trionfo con l\u2019Annunciazione<\/em> non si articola sul carro trionfale, come pure lo splendido <em>trionfo con l&#8217;Immacolata<\/em> gi\u00e0 della collezione Ortolani di Bordonaro, oggi della Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis (<a title=\"Fig. 8. Maestranze trapanesi su disegno di Paolo e Giacomo Amato, &lt;i&gt;Trionfo con Immacolata&lt;\/i&gt;, fine XVII secolo, Palermo, Galleria Interdisciplinare Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis. Foto di Enzo Brai.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/din08.jpg\">Fig. 8<\/a>), pure opera della fine del XVII secolo della stessa estrazione culturale<sup><a href=\"#footnote_21_1591\" id=\"identifier_21_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M.C. Gulisano, scheda I, 33, in Wunderkammer siciliana&hellip;, 2001, p. 127.\">22<\/a><\/sup>. Questi due ultimi trionfi sono impostati su un apparato scenografico che presenta il soggetto su una simbolica balconata che ad un tempo ne offre la visione e dall\u2019altra la isola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi allegorici trionfi costituiscono una ulteriore testimonianza di come le maestranze trapanesi fossero partecipi della circolazione culturale dell&#8217;isola. Il ricordato Ippolito Ciotta vendeva nel 1680 al palermitano Antonio Grassellino, due carri trionfali, uno con <em>San Francesco Saverio<\/em> e l\u2019altro con <em>San Francesco di Paola sul vascello<\/em> e lo scultore di corallo trapanese Vito De Bono nel 1687 realizzava una \u201cmacchina\u201d con l\u2019immagine di <em>Santa Rosalia<\/em>, di cui si \u00e8 tentati di ipotizzare l\u2019identificazione con quella oggi al Bargello<sup><a href=\"#footnote_22_1591\" id=\"identifier_22_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr.&nbsp; M.C. Di Natale, I maestri corallari&hellip;, in Materiali preziosi&hellip;, 2003, pp. 23-56, che riporta la precedente bibliografia.\">23<\/a><\/sup>. Lo stesso corallaro Vito Bova nel ricordato inventario dei beni lasciati alla morte nel 1685 include una macchina di Santa Rosalia, il che evidenzia come tutte queste coerenti ipotesi di studio siano difficilmente verificabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 inserire nella tipologia dei trionfi, senza carro trionfale, anche il <em>Calvario<\/em> del Museo Diocesano di Camerino (MC), proveniente dalla Collegiata di San Ginesio<sup><a href=\"#footnote_23_1591\" id=\"identifier_23_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"B. Montevecchi, Note su alcune opere trapanesi nelle Marche, in Storia, critica e tutela dell&rsquo;arte nel Novecento,. Un&rsquo;esperienza siciliana a confronto con il dibattito nazionale, Atti del Convegno Internazionale di studi in onore di Maria Accascina, a cura di M. C. Di Natale, Caltanissetta 2007, pp. 253-260.\">24<\/a><\/sup>. L\u2019opera, donata nel 1689 da Giovan Battista Ghiberti, Vescovo di cava dei Tirreni, originario di San Ginesio, dovuta a maestranze trapanesi della seconda met\u00e0 del Seicento, pot\u00e9 anche essere acquistata a Napoli prima del 1689, data che si pone come termine <em>ante quem<\/em> per la sua realizzazione<sup><a href=\"#footnote_24_1591\" id=\"identifier_24_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem.\">25<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un <em>Trionfo di corallo con San Giuseppe e il Bambino<\/em> si conserva nella Chiesa dell\u2019Ospedale dei Venerabili Sacerdoti di Siviglia (Fundaci\u00f2n Focus-Abengoa)<sup><a href=\"#footnote_25_1591\" id=\"identifier_25_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"J.M. Cruz Valdovinos, Opere conservate e documenti&hellip;, in Storia, critica e tutela&hellip;,  2007, pp. 161-173.\">26<\/a><\/sup>, raffrontabile all\u2019altro di collezione privata di Palermo, senza carro di trionfo<sup><a href=\"#footnote_26_1591\" id=\"identifier_26_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M.C. Di Natale, scheda n. 159, in L&rsquo;arte del corallo&hellip;, 1986, p. 348.\">27<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019inventario dell\u2019eredit\u00e0 del fu Principe di Torella Don Marino Caracciolo del 1696, tra le diverse importanti opere in corallo, sono elencate: \u201cDue scatole con due carri grandi di corallo sopra base di legno argentato e diversi fiori e tronchi similmente di coralli\u201d, \u201cun\u2019altra con la statua di San Michele Arcangelo di coralli sopra una basa di legno inargentato con cornici indorate con diverse rose e frasche di coralli\u201d e ancora \u201cun\u2019altra con la statua di San Giuseppe similmente di coralli consimile alla detta\u201d<sup><a href=\"#footnote_27_1591\" id=\"identifier_27_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"R.F. Margiotta, La ricerca d&rsquo;archivio. Note documentarie sulla produzione siciliana di manufatti in corallo e Appendice documentaria, in Sicilia ritrovata. Arti decorative dai Musei Vaticani e dalla Santa Casa di Loreto, catalogo a cura di M. C. Di Natale, G. Cornini, U. Utro, della Mostra a cura di A. Paolucci, M. C. Di Natale, Palermo&nbsp; 2012, p. 173. Si veda anche G.C. Ascione, Il corallo a Napoli storia di un collezionismo tra viceregno e regno, in Splendori di Sicilia&hellip;, 2001, p. 105.\">28<\/a><\/sup>. Tra i soggetti privilegiati nei carri di trionfo in corallo \u00e8 la figura di San Michele Arcangelo, simbolico vincitore nella lotta contro il demonio, il male e non a caso presente pure nel ricordato Trionfo di Palazzo Abatellis con l\u2019Immacolata, emblematica figura deputata a schiacciare il diavolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un inedito Trionfo di corallo, che ho individuato in una collezione privata di Palermo, raffigura, sopra l\u2019usuale carro, trainato da due aquile, come quello di Zeus, l\u2019<em>incontro della Madonna e Ges\u00f9 Risorto<\/em> (<a title=\"Fig. 9. Maestranze trapanesi su disegno di Paolo e Giacomo Amato, &lt;i&gt;Trionfo con la Madonna e Ges\u00f9 Risorto&lt;\/i&gt;, fine XVII secolo, Palermo, collezione privata. Foto di Enzo Brai.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/din09.jpg\">Fig. 9<\/a>). L\u2019iconografia non \u00e8 da confondere con quella pi\u00f9 diffusa del<em> Noli me tangere<\/em>, relativa all\u2019incontro di Ges\u00f9 Risorto con Maria Maddalena (Giovanni, 20,17), poich\u00e9 la figura di Maria reca sul capo una corona sempre in corallo. L\u2019opera, che rimanda al carro trionfale di Santa Rosalia riprodotto nella parte superiore del citato apparato festivo dell\u2019altare maggiore della cattedrale di Palermo del 1697 (cfr. Fig. 1), similmente trainato da grandi aquile condotte da un puttino, \u00e8 strettamente raffrontabile a quelli ricordati di<em> Apollo-Sole <\/em>della Fondazione Whitaker di Palermo, di <em>San Michele <\/em>del Museo del Bargello di Firenze e di collezione privata di Catania. Queste opere sono pure caratterizzate dalla presenza del carro trionfale a \u201cvascello\u201d che si diffonde tra il XVII e il XVIII secolo proprio in quelli realizzati nei festini di Santa Rosalia dei due famosi architetti del Senato palermitano, Paolo e Giacomo Amato. Tale tipologia si distingue da quella proposta nella <em>Caravella<\/em> di collezione privata di Palermo, che si rif\u00e0 a modelli pi\u00f9 realistici e a quelle ideate da Filippo Juvara, di cui si conservano i disegni alla Biblioteca Nazionale di Torino, ma che pu\u00f2, comunque, inserirsi nella tipologia delle opere in corallo definite \u201ctrionfi\u201d<sup><a href=\"#footnote_28_1591\" id=\"identifier_28_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M.C. Di Natale, scheda n.78, in I Grandi capolavori del corallo&hellip;, 2013, p. 148.\">29<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <em>trionfo di Ges\u00f9 e Maria <\/em>viene cos\u00ec ad aggiungersi come importante tassello alla ricca e varia produzione dei carri trionfali in corallo dovuti ai maestri trapanesi, possibilmente anche a botteghe di artisti ormai trapiantati e attivi a Palermo alla fine del XVII secolo a fianco dei due architetti del Senato. La raffinatezza dei personaggi protagonisti del trionfo rimanda la realizzazione dell\u2019opera al maestro della bottega, sia esso Ippolito Ciotta o Vito Bova o Vito de Bono, o altro abile artista. Tipologia, stile e raffinatezza esecutiva riportano l\u2019opera tra le pi\u00f9 emergenti del gruppo, distinguendola per la rarit\u00e0 dell\u2019iconografia e l\u2019eccezionale presenza delle aquile, condotte da un leggiadro puttino come auriga, al posto dei pi\u00f9 usuali cavalli, che rinviano chiaramente a precise volont\u00e0 della committenza. Si noti anche la variegata fantasmagoria dei rami di corallo culminanti con le usuali girandole floreali dai pistilli in madreperla analoghi a quelli che ricorrono non solo nei trionfi ma anche in diversi presepi di corallo non ultimo quello del Museo Regionale Pepoli di Trapani<sup><a href=\"#footnote_29_1591\" id=\"identifier_29_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"V. Abbate, scheda n. 158, in L&rsquo;arte del corallo&hellip;, 1986, p. 346.\">30<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 stretta appare la concordanza stilistica con il trionfo di San Michele di collezione privata di Catania. La tecnica con cui sono realizzate queste opere \u00e8 ormai quella della cucitura in uso dalla fine del XVII secolo. \u00c8 presente ancora qualche tocco di smalto, ma compare l\u2019argento. I supporti e le basi delle opere sono lignee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Palermo, non a caso, in anni molto vicini alla realizzazione dell\u2019inedito trionfo venivano fondate due confraternite intitolate a Maria e Ges\u00f9, quella al Banditore nel 1702 e l\u2019altra alla Loggia nel 1703<sup><a href=\"#footnote_30_1591\" id=\"identifier_30_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"F. Lo Piccolo, Le Confraternite dell&rsquo;Arcidiocesi di Palermo. Il tempo passato. La citt&agrave;, in Le Confraternite dell&rsquo;Arcidiocesi di Palermo. Storia e Arte, catalogo della Mostra a cura di M. C. Di Natale, Palermo 1993, p. 319, schede nn. VII, 161 e VII, 162.\">31<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima fu fondata dal Sacerdote Agostino Geraci nella Chiesa di San Giovanni Crisostomo all\u2019Albergheria, della maestranza degli indoratori e per iniziativa del banditore della citt\u00e0 Vincenzo Perino ebbe la costruzione di un nuovo oratorio, nella salita omonima nel 1703, oggi non pi\u00f9 esistente<sup><a href=\"#footnote_31_1591\" id=\"identifier_31_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem\">32<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altra confraternita dedicata a Ges\u00f9 e Maria sorse, pi\u00f9 tardi, nel 1729 nella cripta della Chiesa di Santa Maria dell\u2019Itria dei Cocchieri<sup><a href=\"#footnote_32_1591\" id=\"identifier_32_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"F. Lo Piccolo, Le Confraternite&hellip;, in Le Confraternite&hellip;, 1993, p. 323, scheda n. VII, 194.\">33<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sull\u2019altare della cripta un dipinto in ardesia presentava l\u2019iconografia dell\u2019Incontro di Ges\u00f9 e Maria, andato perduto<sup><a href=\"#footnote_33_1591\" id=\"identifier_33_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem.\">34<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si ha ancora notizia di una congregazione di Maria e Ges\u00f9 della Chiesa della Madonna della Volta, dalla quale alcuni confrati si separarono per fondarne un\u2019altra nella Chiesa di San Pietro Martire, per poi passare presso la parrocchia di Santa Margherita nel rione della Conceria e aprirvi una chiesa che fu benedetta nel 1735<sup><a href=\"#footnote_34_1591\" id=\"identifier_34_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"F. Lo Piccolo, Le Confraternite&hellip;, in Le Confraternite&hellip;, 1993, p. 324, scheda n. VII, 198.\">35<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si ricorda ancora a Palermo la confraternita di Maria e Ges\u00f9 del Lume con sede nella Chiesa di San Francesco d\u2019Assisi, fondata nel 1750, che nell\u2019altare maggiore aveva un quadro che univa l\u2019iconografia dell\u2019Incontro di Maria e Ges\u00f9 con l\u2019altra della Madonna del Lume<sup><a href=\"#footnote_35_1591\" id=\"identifier_35_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"R. Di Natale, scheda n. I,13.4, in Le Confraternite&hellip;, 1993, pp. 126-127.\">36<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i dipinti che ripropongono l\u2019iconografia dell\u2019Incontro della Madonna con Ges\u00f9 Risorto si ricordano quello della confraternita di Ges\u00f9 e Maria dei Panettieri, presso la Chiesa di Sant\u2019Isidoro Agricola, attribuito a Guglielmo Borremans e datato al 1730 circa e l\u2019altro di carattere pi\u00f9 devozionale della confraternita di Maria SS. d\u2019Egitto, anche se dubitativamente interpretati come relativi all\u2019iconografia del <em>Noli me tangere<\/em><sup><a href=\"#footnote_36_1591\" id=\"identifier_36_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. Vitella, scheda n. II,25, in Le Confraternite&hellip;, 1993, p.177.\">37<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Termini Imerese era presente una confraternita di Ges\u00f9 e Maria dal 1671, con sede nell\u2019oratorio di Sant\u2019Agata<sup><a href=\"#footnote_37_1591\" id=\"identifier_37_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"F. Lo Piccolo, scheda n. VIII,6,4, in Le Confraternite &hellip;, 1993, p. 334.\">38<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un carro trionfale tipologicamente affine a quelli di corallo compare nel paliotto con il <em>Trionfo della Fede<\/em> della Chiesa del Ges\u00f9 di Casa Professa (<a title=\"Fig. 10. Maestro siciliano, &lt;i&gt;Paliotto con il trionfo della Fede&lt;\/i&gt;, fine del XVII secolo, Palermo, chiesa del Ges\u00f9 di Casa Professa. Foto di Enzo Brai.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/din10.jpg\">Fig. 10<\/a>)<sup><a href=\"#footnote_38_1591\" id=\"identifier_38_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. C. Di Natale, Oro, argento e corallo&hellip;, in Splendori di Sicilia&hellip;, 2001, pp. 22-69.\">39<\/a><\/sup>, opera magistralmente ricamata da maestro siciliano del XVII secolo. La tipologia del carro di trionfo utilizzata dai maestri corallari ritorna anche in opere pi\u00f9 tarde lignee come diverse cullette per statuine del Bambino Ges\u00f9, quale ad esempio quella della Chiesa della confraternita di Santa Maria di tutte le Grazie ai Pirriaturi di Palermo<sup><a href=\"#footnote_39_1591\" id=\"identifier_39_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"N. Bertolino, scheda n. III, 27, in Le Confraternite&hellip;, 1993, pp. 209-10.\">40<\/a><\/sup> o l\u2019altra, pure lignea finemente intagliata, di Maria Bambina della Chiesa Madre<sup><a href=\"#footnote_40_1591\" id=\"identifier_40_1591\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. Vitella, scheda n. 36, in Splendori di Sicilia&hellip;, 2001, p. 540.\">41<\/a><\/sup> di Bagheria, opere tutte che consentono di evidenziare la diffusione di analoghe tipologie di elementi compositivi e decorativi in manufatti dei pi\u00f9 svariati settori artistici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Referenze fotografiche<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per le figg. 1, 2 e 8 si ringrazia la Galleria Interdisciplinare Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis e Enzo Brai, autore delle fotografie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per le figg. 3 e 4 si ringrazia la Fondazione Whitaker e Enzo Brai, autore delle fotografie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per le figg. 5 e 6 si ringrazia il Museo del Bargello di Firenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per le figg. 7, 9 e 10 si ringrazia Enzo Brai, autore delle fotografie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_1591\" class=\"footnote\">M.C. Ruggieri Tricoli, <em>Paolo Amato, la corona e il serpente<\/em>, Palermo 1983.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_1591\" class=\"footnote\">Cfr. M.C. Ruggieri Tricoli, <em>Le fontane di Palermo nei secoli XVI, XVII e XVIII<\/em>, Palermo 1984, Fig. II. In un altro disegno di Paolo Amato della Galleria Regionale della Sicilia viene di nuovo raffigurata Santa Rosalia che sparge fiori sul genio del fiume Oreto, cfr. M.G. Paolini, <em>Aggiunte al Grano e altre precisazioni sulla pittura palermitana tra Sei e Settecento<\/em>, in <em>Scritti in onore di Ottavio Morisani<\/em>, Catania 1982, p. 135, nota 17, Fig. 175.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_2_1591\" class=\"footnote\">M.C. Di Natale, scheda n. 116, in<em> L\u2019arte del corallo in Sicilia<\/em>, catalogo della Mostra a cura di C. Maltese e M.C. Di Natale, Palermo 1986, pp. 288-290. L\u2019opera reca la firma <em>Franciscus Palumbo filius Gennari Palumbo fecit hoc opus 1678.<\/em><span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_2_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_3_1591\" class=\"footnote\"><em>Ibidem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_3_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_4_1591\" class=\"footnote\">M.C. Di Natale, scheda n. II, 101, in <em>Ori e argenti di Sicilia dal Quattrocento al Settecento<\/em>, catalogo della Mostra a cura di M.C. Di Natale, Milano 1989, p. 224. <span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_4_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_5_1591\" class=\"footnote\">V. Abbate, scheda n. 79, in <em>I Grandi capolavori del corallo. I coralli di Trapani del XVII e XVIII secolo<\/em>, a cura di V.P. Li Vigni, M.C. Di Natale, V. Abbate, Milano 2013, p. 150.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_5_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_6_1591\" class=\"footnote\">V. Abbate, scheda n. I, 32, in <em>Wunderkammer siciliana alle origini del Museo perduto<\/em>, catalogo della Mostra a cura di V. Abbate, Napoli 2001, p. 124, che riporta la precedente bibliografia e vi nota &#8220;affinit\u00e0 coi trionfi degli imperatori romani che arricchiscono l&#8217;apparato della Cattedrale di Palermo per il festino del 1686, opera di Paolo Amato&#8221;.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_6_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_7_1591\" class=\"footnote\">Cfr. la scheda n. 55, in C. Del Mare, M. C. Di Natale, <em>Mirabilia Coralii<\/em>.<em> Capolavori barocchi in corallo tra maestranze ebraiche e trapanesi<\/em>, catalogo della Mostra a cura di C. Del Mare, Napoli 2009, p. 222.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_7_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_8_1591\" class=\"footnote\">V. Abbate, scheda n. 166,  in <em>L&#8217;arte del corallo&#8230;<\/em>, 1986, p. 358. <span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_8_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_9_1591\" class=\"footnote\"><em>Ibidem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_9_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_10_1591\" class=\"footnote\">Cfr. M. C. Di Natale, <em>Ad laborandum curallum,<\/em> e scheda n. 102<em>,<\/em> in <em>I Grandi capolavori del corallo\u2026,<\/em> 2013, pp. 39-55 e 178-179.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_10_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_11_1591\" class=\"footnote\"><em>Ibidem.<\/em><span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_11_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_12_1591\" class=\"footnote\">V. Abbate, scheda n. 166, in <em>L&#8217;arte del corallo&#8230;<\/em>, 1986, p. 358. Cfr. M. C. Ruggirei Tricoli, <em>Paolo Amato\u2026,<\/em> 1983, p. 125, figg. 128 e 134.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_12_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_13_1591\" class=\"footnote\">M. Vitella, scheda n. 36, in<em> Splendori di Sicilia. Arti decorative dal Rinascimento al Barocco, <\/em>catalogo della Mostra a cura di M. C. Di Natale, Milano 2001, pp. 494-495 e M. C. Di Natale,<em> Ad laborandum curallum,<\/em> e scheda n. 90<em>,<\/em> in <em>I Grandi capolavori del corallo\u2026,<\/em> 2013, pp. 39-55 e 164.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_13_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_14_1591\" class=\"footnote\">M. C. Di Natale,<em> Ad laborandum curallum,<\/em> in <em>I Grandi capolavori del corallo\u2026,<\/em> 2013, pp. 39-55 e 164.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_14_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_15_1591\" class=\"footnote\">M. Serraino, <em>Trapani nella vita civile e religiosa<\/em>, Trapani 1968, p. 113. Cfr. pure R. Vadal\u00e0, <em>ad vocem <\/em>Bova, in <em>Corallari attivi a Trapani e nella Sicilia occidentale dal XV al XIX secolo<\/em>, in <em>Materiali preziosi<\/em> <em>dalla terra e dal mare nell\u2019arte trapanese e della Sicilia occidentale tra il XVIII e il XIX secolo<\/em>, catalogo della Mostra a cura di M. C. Di Natale, Palermo 2003, p. 372.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_15_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_16_1591\" class=\"footnote\">P. Vitale, <em>La felicit\u00e0 in trono sull\u2019arrivo, acclamatione, e coronatione delle Reali Maest\u00e0 di Vittorio Amedeo Duca di Savoia, e di Anna d\u2019Orl\u00e9ans da Francia ed Inghilterra, re e regina di Sicilia, Gerusalemme e Cipro, celebrata con gli applausi di tutto il Regno tra le pompe di Palermo reggia, e capitale descritta per ordine dell\u2019illustrissimo Senato palermitano<\/em>\u2026, Palermo 1714. L\u2019incisione \u00e8 riportata da A. Daneu, <em>L\u2019arte trapanese del corallo<\/em>, Milano 1964, p. 38. Cfr. pure C. Arnaldi di Balme, S. Castronovo, <em>I coralli nelle collezioni<\/em> <em>sabaude. Una ricognizione delle fonti inventariali e delle raccolte museali piemontesi<\/em>, in<em> Rosso corallo. Arti preziose della Sicilia Barocca<\/em>, catalogo della Mostra a cura di C. Arnaldi di Balme, S. Castronovo, Cinisello Balsamo 2008, pp. 35-53.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_16_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_17_1591\" class=\"footnote\">V. Abbate, schede nn. 156-157, in <em>L&#8217;arte del corallo&#8230;<\/em>, 1986, pp. 342-345. Cfr. pure M.C. Di Natale, scheda n. 1, 15, in <em>Wunderkammer siciliana&#8230;<\/em>, 2001, p. 104 e scheda n.75, in <em>I Grandi capolavori del corallo\u2026,<\/em> 2013, p. 144. <span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_17_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_18_1591\" class=\"footnote\">M. C. Di Natale, <em>Oro, argento e corallo tra committenza ecclesiastica e devozione laica<\/em>, in <em>Splendori di Sicilia&#8230;<\/em>, 2001, pp. 22-69.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_18_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_19_1591\" class=\"footnote\"><em>Ibidem.<\/em><span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_19_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_20_1591\" class=\"footnote\"> V. Abbate, schede n.157, in <em>L&#8217;arte del corallo&#8230;<\/em>, 1986, p. 344.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_20_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_21_1591\" class=\"footnote\">M.C. Gulisano, scheda I, 33, in <em>Wunderkammer siciliana&#8230;<\/em>, 2001, p. 127.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_21_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_22_1591\" class=\"footnote\">Cfr.\u00a0 M.C. Di Natale, <em>I maestri corallari\u2026<\/em>, in <em>Materiali preziosi\u2026<\/em>, 2003, pp. 23-56, che riporta la precedente bibliografia.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_22_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_23_1591\" class=\"footnote\">B. Montevecchi, <em>Note su alcune opere trapanesi nelle Marche<\/em>, in <em>Storia, critica e tutela dell\u2019arte nel Novecento,. Un\u2019esperienza siciliana a confronto con il dibattito nazionale, <\/em>Atti del Convegno Internazionale di studi in onore di Maria Accascina, a cura di M. C. Di Natale, Caltanissetta 2007, pp. 253-260. <span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_23_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_24_1591\" class=\"footnote\"><em>Ibidem<\/em>.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_24_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_25_1591\" class=\"footnote\">J.M. Cruz Valdovinos, <em>Opere conservate e documenti\u2026<\/em>, in <em>Storia, critica e tutela\u2026, <\/em> 2007, pp. 161-173.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_25_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_26_1591\" class=\"footnote\">M.C. Di Natale, scheda n. 159, in <em>L&#8217;arte del corallo&#8230;<\/em>, 1986, p. 348. <span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_26_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_27_1591\" class=\"footnote\">R.F. Margiotta, <em>La ricerca<\/em> <em>d\u2019archivio. Note documentarie sulla produzione siciliana di manufatti in corallo<\/em> e <em>Appendice documentaria<\/em>, in <em>Sicilia ritrovata. Arti decorative dai Musei Vaticani e dalla Santa Casa di Loreto<\/em>, catalogo a cura di M. C. Di Natale, G. Cornini, U. Utro, della Mostra a cura di A. Paolucci, M. C. Di Natale, Palermo\u00a0 2012, p. 173. Si veda anche G.C. Ascione, <em>Il corallo a Napoli storia di un collezionismo tra viceregno e regno<\/em>, in <em>Splendori di Sicilia<\/em>\u2026, 2001, p. 105.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_27_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_28_1591\" class=\"footnote\">M.C. Di Natale, scheda n.78, in <em>I Grandi capolavori del corallo\u2026,<\/em> 2013, p. 148.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_28_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_29_1591\" class=\"footnote\">V. Abbate, scheda n. 158, in <em>L\u2019arte del corallo<\/em>\u2026, 1986, p. 346. <span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_29_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_30_1591\" class=\"footnote\">F. Lo Piccolo, <em>Le Confraternite dell\u2019Arcidiocesi di Palermo. Il tempo passato. La citt\u00e0,<\/em> in <em>Le Confraternite dell\u2019Arcidiocesi di Palermo. Storia e Arte<\/em>, catalogo della Mostra a cura di M. C. Di Natale, Palermo 1993, p. 319, schede nn. VII, 161 e VII, 162.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_30_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_31_1591\" class=\"footnote\"><em>Ibidem<\/em><span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_31_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_32_1591\" class=\"footnote\">F. Lo Piccolo, <em>Le Confraternite\u2026,<\/em> in <em>Le Confraternite\u2026,<\/em> 1993, p. 323, scheda n. VII, 194.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_32_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_33_1591\" class=\"footnote\"><em>Ibidem.<\/em><span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_33_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_34_1591\" class=\"footnote\">F. Lo Piccolo, <em>Le Confraternite\u2026,<\/em> in <em>Le Confraternite\u2026,<\/em> 1993, p. 324, scheda n. VII, 198.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_34_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_35_1591\" class=\"footnote\">R. Di Natale, scheda n. I,13.4, in <em>Le Confraternite\u2026,<\/em> 1993, pp. 126-127.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_35_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_36_1591\" class=\"footnote\">M. Vitella, scheda n. II,25<em>,<\/em> in <em>Le Confraternite\u2026,<\/em> 1993, p.177.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_36_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_37_1591\" class=\"footnote\">F. Lo Piccolo, scheda n. VIII,6,4, in <em>Le Confraternite \u2026,<\/em> 1993, p. 334.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_37_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_38_1591\" class=\"footnote\">M. C. Di Natale, <em>Oro, argento e corallo&#8230;<\/em>, in <em>Splendori di Sicilia&#8230;<\/em>, 2001, pp. 22-69.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_38_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_39_1591\" class=\"footnote\">N. Bertolino, scheda n. III, 27, in <em>Le Confraternite<\/em>\u2026, 1993, pp. 209-10.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_39_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_40_1591\" class=\"footnote\">M. Vitella, scheda n. 36, in <em>Splendori di Sicilia<\/em>\u2026, 2001, p. 540.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_40_1591\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>mariaconcetta.dinatale@unipa.it Apparati effimeri e Arti Decorative: carri di trionfo in corallo DOI: 10.7431\/RIV07062013 La realizzazione di diversi apparati effimeri con carri trionfali, in occasione dei <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=1591\" title=\"Maria Concetta Di Natale\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":1738,"menu_order":7,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1591"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1591"}],"version-history":[{"count":17,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1591\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1745,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1591\/revisions\/1745"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1738"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1591"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}