{"id":1573,"date":"2013-06-29T08:55:30","date_gmt":"2013-06-29T08:55:30","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=1573"},"modified":"2013-12-29T10:02:38","modified_gmt":"2013-12-29T10:02:38","slug":"jacek-kriegseisen","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=1573","title":{"rendered":"Jacek Kriegseisen"},"content":{"rendered":"<p><a id=\"anonymous_element_35\">jacek.kriegseisen@wp.pl<\/a><\/p>\n<h3>Il servizio da altare ornato di corallo del tesoro del santuario mariano di Cz\u0119stochowa (Polonia)<\/h3>\n<p>DOI: 10.7431\/RIV07042013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019arte decorativa polacca d\u2019epoca moderna, dal XVI al XVIII secolo, dati i vivaci contatti politici e commerciali del tempo con il Vicino Oriente, soprattutto con la Turchia, abbonda di opere decorate con materiali rari e insoliti. Queste avevano sempre goduto di popolarit\u00e0 in Polonia dove erano indice di un alto status materiale e sociale. Proprio a questo genere di manufatti si possono ascrivere gli oggetti ornati di corallo realizzati nelle botteghe siciliane di Trapani o Palermo. Bench\u00e9 nelle collezioni dei musei e delle chiese non si incontrino spesso, fanno tuttavia parte di un gruppo senz\u2019altro consistente di questo genere di opere. In Polonia si sono conservati soprattutto alcuni caratteristici capezzali poligonali ornati di corallo, recipienti di vari generi e funzioni, nonch\u00e9 alcune piccole sculture ed esempi di gioielli. In definitiva si tratta di un insieme non uniforme composto di una quarantina di opere d\u2019arte<sup><a href=\"#footnote_0_1573\" id=\"identifier_0_1573\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"L&rsquo;Autore del presente testo sta preparando un&rsquo;opera pi&ugrave; ampia concernente gli oggetti eseguiti nelle botteghe attive in Sicilia nel XVII e XVIII secolo e presenti nelle collezioni polacche.\">1<\/a><\/sup>. Fra questi, i vasi sacri decorati in corallo con la tecnica del retroincastro sono rappresentati solo dal servizio proveniente dal tesoro del santuario mariano di Cz\u0119stochowa \u2013 il pi\u00f9 importante della Polonia, conosciuto ben al di l\u00e0 dei suoi confini (<a title=\"Fig. 1. Maestranze trapanesi del XVII sec., Servizio da altare, rame dorato, corallo e smalti, Santuario mariano di Cz\u0119stochowa.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/kri01.jpg\">Fig. 1<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Compongono il servizio da altare<sup><a href=\"#footnote_1_1573\" id=\"identifier_1_1573\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Dell&rsquo;insieme del servizio da altare fa parte anche una patena, che per&ograve; costituisce un&rsquo;aggiunta molto posteriore e perci&ograve; qui &egrave; stata omessa.\">2<\/a><\/sup>: un calice con piede rotondo, nodo ovoidale e coppa incastonata in un cestino (altezza 25,2 cm; diametro del piede 12 cm; diametro della coppa 8,6 cm &#8211; <a title=\"Fig. 2. Maestranze trapanesi del XVII sec., &lt;i&gt;Calice&lt;\/i&gt;, rame dorato, corallo e smalti, Santuario mariano di Cz\u0119stochowa.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/kri02.jpg\">Figg. 2<\/a> e <a title=\"Fig. 3. Maestranze trapanesi del XVII sec., &lt;i&gt;Calice&lt;\/i&gt; (part.), rame dorato, corallo e smalti, Santuario mariano di Cz\u0119stochowa.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/kri03.jpg\">3<\/a>); un vassoietto ovale porta-ampolle, decorato sul bordo da un fregio traforato con elementi che ricordano gigli, poggiato su una base che va a restringersi (altezza 5,5 cm; larghezza 19,2 cm; lunghezza 25,5 cm &#8211; <a title=\"Fig. 4. Maestranze trapanesi del XVII sec., &lt;i&gt;Vassoietto porta ampolle&lt;\/i&gt;, rame dorato, corallo e smalti, Santuario mariano di Cz\u0119stochowa.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/kri04.jpg\">Fig. 4<\/a>); delle ampolle in forma di brocchette crepate con bocche fortemente incurvate e manici in forma di volute a erma (altezza 13,3 cm &#8211; <a title=\"Fig. 5. Maestranze trapanesi del XVII sec., &lt;i&gt;Ampolla&lt;\/i&gt;, rame dorato, corallo e smalti, Santuario mariano di Cz\u0119stochowa.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/kri05.jpg\">Fig. 5<\/a>); uno scrigno minore, a base circolare, laminata, con coperchietto traforato (altezza 5,7 cm; diametro 9,3 cm); uno scrigno maggiore, a base ovale, con le pareti del corpo convesse e coperchietto a cupola (altezza 13,5 cm; larghezza 15 cm; lunghezza 20,5 cm); una piccola acquasantiera con vaschettina che ricorda un cesto e parete posteriore decorata con motivi a traforo con un\u2019ornamentazione stilizzata di elementi vegetali e ali d\u2019angelo (altezza 16,5 cm &#8211; <a title=\"Fig. 6. Maestranze trapanesi del XVII sec., &lt;i&gt;Acquasantiera&lt;\/i&gt;, rame dorato, corallo e smalti, Santuario mariano di Cz\u0119stochowa.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/kri06.jpg\">Fig. 6<\/a>). La superficie di tutti gli oggetti \u00e8 fittamente incrostata di pezzetti di corallo levigato, impaginati in disegni ornamentali (rosette, gigli e file di arricciature). Fra i coralli sono state inserite rosette a smalto. Con la stessa tecnica sono stati eseguiti anche gli ornamenti sulle pareti dell\u2019acquasantiera. Sul vassoietto porta-ampolle sono stati inseriti inoltre cammei di corallo con figure umane, probabilmente personificazioni. Fra i coralli inseriti nel metallo sono state eseguite delicate incisioni puntinate in forma di un intreccio vegetale con rosette, mentre sulle bocche delle ampolle vi sono indicazioni che definiscono la loro destinazione d\u2019uso: per il vino (V) e per l\u2019acqua (A). Tutte queste opere sono state eseguite in una lega di rame dorato, a eccezione della coppa del calice realizzata in argento dorato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il servizio da altare \u00e8 un esempio dei sontuosi doni votivi offerti per secoli all\u2019immagine della Madonna di Cz\u0119stochowa. Il servizio in questione, secondo una tradizione consolidata, venne offerto il 27 febbraio 1670 dal re Michele Korybut Wi\u015bniowiecki (1638\u20131673) quando ebbe luogo il suo matrimonio con l\u2019arciduchessa Eleonora Maria Giuseppa d\u2019Austria (1653\u20131697). In occasione del matrimonio la coppia reale e la madre della regina, l\u2019imperatrice Eleonora di Gonzaga\u2013Nevers (1630\u20131686), moglie dell\u2019imperatore Ferdinando III d\u2019Asburgo (1608\u20131657), deposero nel tesoro del santuario molti oggetti preziosi. Anche se le descrizioni conservatesi dei solenni festeggiamenti in occasione delle nozze reali non ricordano direttamente la consegna da parte del re del servizio da altare ornato di corallo, essa viene confermata dalle memorie di un precettore e segretario personale dell\u2019arciduchessa Eleonora, purtroppo rimasto anonimo, memorie che furono date alle stampe solo nella seconda met\u00e0 del XIX secolo\u00a0<sup><a href=\"#footnote_2_1573\" id=\"identifier_2_1573\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A.M.S. DE CHARPIN-FEUGEROLLES, &Eacute;l&eacute;onore d&rsquo;Autriche, reine de Pologne, Paris 1866 [seconda edizione: &Eacute;l&eacute;onore d&rsquo;Autriche, reine de Pologne, (Suivi d&rsquo;une notice historique et g&eacute;n&eacute;alogique sur la famille de l&rsquo;auteur), Saint-&Eacute;tienne 1885]; cfr. M. HENNEL-BERNASIKOWA, \u015alub kr&oacute;lewski na Jasnej G&oacute;rze. Micha\u0142 Korybut Wi\u015bniowiecki i Eleonora Habsburg &ndash; 1670, Cz\u0119stochowa 2005, pp. 26, 108, nota 13.\">3<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualmente, all\u2019insieme delle opere \u00e8 stato aggiunto un medaglione votivo in forma di cuore ornato di corallo (altezza 8,4 cm; larghezza 6 cm). Nonostante sia stato probabilmente eseguito nel XVII secolo e sia verosimilmente un prodotto siciliano o napoletano, non sembrerebbe far parte fin dall\u2019inizio allo stesso insieme. Il fatto di essere stato unito al servizio da altare ha il compito di ricordare un altro ex-voto in forma di cuore, oggi non pi\u00f9 esistente, che il re Michele Korybut Wi\u015bniowiecki don\u00f2 a Cz\u0119stochowa nel dicembre del 1669, subito dopo la solenne incoronazione avvenuta a Cracovia, come gesto personale di sottomissione alla volont\u00e0 della Vergine. Era un documento scritto di proprio pugno dal re con apposti sigilli e racchiuso in uno speciale scrigno. Secondo il cronachista contemporaneo all\u2019evento era un cuore d\u2019oro della grandezza di due palmi circondato di ali d\u2019angelo e decorato di perle che componevano la scritta \u2018Maria\u2019. Oltre a ci\u00f2, sull\u2019ex-voto si trovava un\u2019iscrizione incisa che confermava l\u2019atto di offerta (\u201eSupplicat Michael Rex Reginae Poloniae indignus peccator\u201d)<sup><a href=\"#footnote_3_1573\" id=\"identifier_3_1573\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. NIESZPORKOWICZ, Odrobiny z sto\u0142u kr&oacute;lewskiego kr&oacute;lowy nieba y ziemi nay\u015bwi\u0119tszey Bogarodzicy panny Maryi, history\u0105, \u0142askami y cudami obrazu cz\u0119stochowkiego na Jans&eacute;y G&oacute;rze od S. \u0141ukasza na cyprysowym stole i&eacute;y malowanego&hellip;, Jasna G&oacute;ra 1720, p. 56; W. KOCHOWSKI, Rocznik&oacute;w Polski klimakter IV. obejmuj\u0105cy dzieje Polski pod panowaniem kr&oacute;la Micha\u0142a, ed. J.N. Bobrowicz, Lipsk 1953, p. 57; Relacye nuncyusz&oacute;w apostolskich i innych os&oacute;b o Polsce od roku 1548 do 1680, vol. 2, Berlin 1864, p. 408; M. BALI\u0143SKI, Pielgrzymka do Jasnej-G&oacute;ry w Cz\u0119stochowie odbyta przez p\u0105tnika XIX wieku i wydana z r\u0119kopisu, Warszawa 1846, p. 293; S SZAFRANIEC, Wotum kr&oacute;la Micha\u0142a, in Archiwa, Biblioteki i Muzea Ko\u015bcielne, II, 1962, 1&ndash;2, p. 331.\">4<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Probabilmente per il fatto che talvolta si riteneva che il calice e le ampolle fossero state eseguite in oro o argento con l\u2019utilizzo di un materiale insolito per la Polonia<sup><a href=\"#footnote_4_1573\" id=\"identifier_4_1573\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"W. DMOCHOWSKI &ndash; B. GRABOWSKI, Widoki Cz\u0119stochowy i Jasnej G&oacute;ry z opisem, Warszawa 1876, p. 11; Skarbiec Jasnog&oacute;rski i dary w nim z\u0142o\u017cone, Warszawa 1896, fig. a p. 42; W. TR\u0104PCZY\u0143SKI, Cz\u0119stochowa, Warszawa 1909, pp. 49&ndash;50.\">5<\/a><\/sup>, il servizio da altare o le sue parti per lungo tempo vennero annoverati, nelle pubblicazioni dell\u2019ambito della storia dell\u2019arte e nelle riviste popolari, fra gli altri doni particolarmente preziosi di re e nobili<sup><a href=\"#footnote_5_1573\" id=\"identifier_5_1573\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. PRZE\u0179DZIECKI &ndash; E. RASTAWIECKI, Wzory sztuki \u015bredniowiecznej i z epoki Odrodzenia po koniec wieku XVII w dawnej Polsce, Serya Druga \/ Monuments du moyen-&acirc;ge et de la renaissance, dans l&rsquo;ancienne Pologne depuis les temps les plus recul&eacute;s jusqu&rsquo;&agrave; la fin du XVII. si&eacute;cle, Seconde s&eacute;rie, Warszawa 1855&ndash;1858, fig. Rr; W. DMOCHOWSKI &ndash; B. GRABOWSKI, Widoki Cz\u0119stochowy&hellip;, 1876, fig. senza n., p. 11 (n. 7).\">6<\/a><\/sup>. Gli oggetti furono menzionati pi\u00f9 volte soprattutto nelle guide al santuario e al suo tesoro<sup><a href=\"#footnote_6_1573\" id=\"identifier_6_1573\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"W. PLEBANKIEWICZ, Marya Bogarodzica w Nazaret i na Jasnej-G&oacute;rze Cz\u0119stochowskiej. Jej \u017cywot, pomniki jej cn&oacute;t i cud&oacute;w, vol. 2, Krak&oacute;w 1845, pp. 85&ndash;86; M. BALI\u0143SKI, Pielgrzymka do Jasnej-G&oacute;ry&hellip;, 1846, pp. 41&ndash;42, 47; A. PRZE\u0179DZIECKI &ndash; E. RASTAWIECKI, Wzory sztuki&hellip;, 1855&ndash;1858, fig. Rr; J. LOMPA, Przewodnik dok\u0142adny dla odwiedzaj\u0105cych \u015bwi\u0119te, od wiek&oacute;w cudami s\u0142yn\u0105ce miejsce w obrazie Naj\u015bwi\u0119tszej Panny Maryi na Jasnej G&oacute;rze w Cz\u0119stochowie, Warszawa 1860, p. 29; Skarbiec Jasnog&oacute;rski i dary w nim z\u0142o\u017cone, Warszawa 1896, figg. a pp. 42&ndash;43; Opis klasztoru i cudownego obrazu Matki Boskiej na Jasnej G&oacute;rze, Cz\u0119stochowa 1900, p. 159; J. ADAMCZYK, Skarbiec Jasnog&oacute;rski, Cz\u0119stochowa 1903, p. 40, figg. a p. 41, 43; W. TR\u0104PCZY\u0143SKI, Cz\u0119stochowa&hellip;, 1909, pp. 49&ndash;50; W.S. TURCZY\u0143SKI, Przewodnik po skarbcu jasnog&oacute;rskim, Cz\u0119stochowa 1926, p. 14, fig. 8; J. SAMEK, Monstrancja pauli\u0144ska z r. 1706 i relacja o niej Benedykta Chmielowskiego oraz koral w rzemio\u015ble artystycznym w Polsce, in Folia Historiae Artium, X, 1974, p. 156, figg. 12&ndash;14; Z. ROZANOW &ndash; E. SMULIKOWSKA, Skarby kultury na Jasnej G&oacute;rze, Warszawa 1979, p. 94; J. PASIERB &ndash; J. SAMEK, Skarby Jasnej G&oacute;ry, Warszawa 1980 (I ed.), p. 29, 141, scheda e fig. n. 57; J. SAMEK &ndash; J. ZBUDNIEWEK, Klejnoty Jasnej G&oacute;ry, Warszawa 1982 (II ed.: 1983), p. 108&ndash;109, figg. 81, 82; E. SMULIKOWSKA, Skarbiec jasnog&oacute;rski &ndash; narodu skarbnic\u0105, in Jasnog&oacute;rska Bogurodzica 1382&ndash;1982, ed. J. Majdecki, Warszawa 1982 (II ed.: 1987), p. 106; J. SAMEK, Italian quadretti in Polish collections, in Bulletin du Mus&eacute;e National de Varsovie, XXX, 1989, 1&ndash;2, p. 39; J. PASIERB &ndash; J. SAMEK, Skarby Jasnej G&oacute;ry, Warszawa 1997 (V ed.), p. 16, 214, scheda e figg. nn. 84&ndash;86, 88; J. GOLONKA &ndash; J. \u017bMUDZI\u0143SKI, Skarbiec Jasnej G&oacute;ry, Jasna G&oacute;ra 2000, pp. 257&ndash;258, 269, figg. 16, 46; M. HENNEL-BERNASIKOWA, \u015alub kr&oacute;lewski&hellip;, 2005, p. 98, 116, note 166&ndash;167; J. GOLONKA, Skarby Jasnej G&oacute;ry, in Alma Mater, 2007, 94, pp. 18&ndash;19, fig.; J. Golonka &ndash; J. \u017bmudzi\u0144ski, scheda n. 54, in U tronu Kr&oacute;lowej Polski. Jasna G&oacute;ra w dziejach kultury i duchowo\u015bci polskiej, catalogo della mostra (Castello Reale di Varsavia) a cura di P. Mrozowski, Warszawa 2007, pp. 164&ndash;165; K.J. Czy\u017cewski &ndash; D. Nowacki, scheda n. I.41, in Droga do Watykanu, catalogo della mostra (Museo Storico di Cracovia e Museo Arcidiocesano del Cardinale Karol Wojty\u0142a di Cracovia), Krak&oacute;w 2008, pp. 54&ndash;55.\">7<\/a><\/sup>. Non suscitarono tuttavia un grande interesse fra gli studiosi dell\u2019artigianato artistico, forse a causa delle difficolt\u00e0 di accedere direttamente alle opere, ma soprattutto a causa dei problemi nel definire il luogo in cui furono realizzate e la giusta datazione. Il primo lavoro polacco concernente unicamente le opere decorate in corallo risale solo al 1974; il secondo usc\u00ec nel 1989. Sono brevi e selezionate presentazioni di alcune opere delle collezioni polacche (fra cui anche di origine siciliana), basate su una scarna scelta bibliografica e purtroppo non prive di errori<sup><a href=\"#footnote_7_1573\" id=\"identifier_7_1573\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"J. SAMEK, Monstrancja pauli\u0144ska&hellip;, 1974, pp. 147&ndash;161; J. SAMEK, Italian quadretti&hellip;, 1989, pp. 34&ndash;39.\">8<\/a><\/sup>. Soltanto gli ultimi anni ce ne hanno restituito una presentazione pi\u00f9 precisa<sup><a href=\"#footnote_8_1573\" id=\"identifier_8_1573\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"J. GOLONKA &ndash; J. \u017bMUDZI\u0143SKI, Skarbiec Jasnej G&oacute;ry&hellip;, 2000, pp. 257&ndash;258, 269, figg. 16, 46; J. Golonka &ndash; J. \u017bmudzi\u0144ski, scheda n. 54, in U tronu Kr&oacute;lowej Polski&hellip;, 2007, pp. 164&ndash;165, fig.\">9<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sappiamo in che modo il re sia venuto in possesso del servizio da altare. Una delle possibilit\u00e0 \u00e8 che lo avesse ricevuto non molto tempo prima a Varsavia come uno dei doni che gli vennero consegnati dopo essere stato eletto re di Polonia<sup><a href=\"#footnote_9_1573\" id=\"identifier_9_1573\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. HENNEL-BERNASIKOWA, \u015alub kr&oacute;lewski&hellip;, 2005, p. 22.\">10<\/a><\/sup>. Un\u2019altra possibilit\u00e0 \u00e8 che siano stati trasmessi al santuario oggetti che si trovavano in possesso di Michele Korybut Wi\u015bniowiecki o della sua famiglia. L\u2019unica cosa certa \u00e8 che le opere dovevano essere ritenute sfarzose e preziose, e per giunta insolite, cosa che poteva solo accrescerne il valore, e quindi degne di essere donate al tesoro di Cz\u0119stochowa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019indicazione del limite superiore di tempo in cui sorse il servizio da altare non presenta difficolt\u00e0: esso coincide infatti con la data di donazione delle opere al tesoro del monastero, vale a dire il 1670. Invece l\u2019epoca precisa della loro realizzazione \u00e8 pi\u00f9 difficile da definire. La loro nascita nella prima met\u00e0 del XVII secolo sembra confermata da molti esempi dalle collezioni europee, che tuttavia non si possono prendere come esempi di paragoni diretti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembra che le opere in oggetto non costituissero fin dall\u2019inizio un servizio. Il calice, la coppia di ampolle con il vassoietto<sup><a href=\"#footnote_10_1573\" id=\"identifier_10_1573\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Un&rsquo;analogia formale per le ampolle pu&ograve; essere costituita da un acquamanile con bacile, opera di orefici di Palermo della prima met&agrave; del XVII secolo, proveniente dal monastero palermitano di Santa Maria di Valverde. Quest&rsquo;opera tradisce una concezione simile dell&rsquo;orefice circa la struttura della forma del recipiente, cfr. V. Abbate, scheda n. 74, in Splendori di Sicilia. Arti decorative dal Rinascimento al Barocco, a cura di M.C. Di Natale, Milano 2001, pp. 408&ndash;409.\">11<\/a><\/sup> e uno scrigno (il minore) sono un insieme di oggetti il cui utilizzo comune \u00e8 giustificato dal punto di vista liturgico. Sembrano pi\u00f9 antichi degli altri. Sono decorati con pezzetti di corallo delicatamente levigati in forma di gocce, sistemati in un ornato, composto simmetricamente, in cui compare anche il caratteristico elemento del giglio araldico. Tuttavia nella loro decorazione ci\u00f2 che salta maggiormente all\u2019occhio sono le piccole rosette smaltate (sullo scrigno e sul piede del calice sono a quattro petali, monocromatiche \u2013 verdi o azzurre \u2013 mentre sulla coppa del calice, sulle ampolle e sul vassoietto sono a otto petali, smaltate alternamente in verde e azzurro). Proprio per l\u2019omogeneit\u00e0 dei dettagli della decorazione in corallo che li ricoprono, ma soprattutto per le rosette ricoperte di smalto, questi oggetti potevano costituire in origine un servizio completo. Il tempo in cui furono create, sulla base delle opere presentate in letteratura, si pu\u00f2 con una certa cautela definire come secondo quarto del XVII secolo. Lo confermerebbe la maniera decorativa di una navicella portaincenso dalle collezioni spagnole (Patrimonio Nacional, Real Monasterio de Santa Isabel, Madrid), datata in base ai punzoni da oreficeria con gli anni 1645\u20131647 che si trovano su di essa. Le sue pareti vennero ornate di corallo in modo simile: non troppo fittamente e con una marcata differenziazione nelle decorazioni, il che sottolinea la forma del recipiente<sup><a href=\"#footnote_11_1573\" id=\"identifier_11_1573\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"F.A. Mart&iacute;n, scheda 48, in Skarby Korony Hiszpa\u0144skiej \/ Treasures of the Spanish Crown, catalogo della mostra (Museo Nazionale di Cracovia) a cura di J.G. Moya Valga&ntilde;&oacute;n, Krak&oacute;w 2011, p. e fig. 200.\">12<\/a><\/sup>. Nella conferma di questa datazione non \u00e8 di aiuto purtroppo la bordura del vassoietto porta\u2013ampolle delle collezioni del monastero di Cz\u0119stochowa. Essa \u00e8 insolita per questo genere di recipienti. Fu realizzata con compatti, \u201erobusti\u201d elementi dalle terminazioni a tre petali, che ricordano un giglio araldico. Questa bordura \u00e8 decisamente diversa da altre a noi note in opere di questo tipo. Negli esempi pubblicati le sue singole parti sono delicate, e grazie all\u2019uso di smalto bianco e a volte celeste e all\u2019accentuazione dell\u2019asse o dei loro singoli centri tramite grani di corallo, queste bordure creano intorno ai recipienti dei \u201ecolletti\u201d decorativi che sono decisamente in contrasto con i corpi compatti dei recipienti stessi. Il loro delicato traforo sembra addirittura imporre un confronto fra i recipienti e la stretta fascia di merletto che queste bordure ricordano<sup><a href=\"#footnote_12_1573\" id=\"identifier_12_1573\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. schede nn. 4&ndash;5, in C. DEL MARE &ndash; M.C. DI NATALE, Mirabilia Coralli. Capolavori barocchi in corallo tra maestranze ebraiche e trapanesi \/ Baroque masterpieces in coral by jewish and sicilian craftsmen in Trapani, catalogo mostra a cura di \/ exhibition catalogue edited by C. Del Mare, Napoli 2009, pp. 96&ndash;97; schede nn. 5&ndash;7, in Il corallo trapanese nei secoli XVI e XVII, catalogo della mostra a cura di M.C. Di Natale con la collaborazione di M.T. Bottarel e L. Foi, (I quaderni di Brixiantiquaria, n. 1), Brescia 2002, pp. 32&ndash;37.\">13<\/a><\/sup>. A loro volta, un termine di paragone, relativo all\u2019utilizzo nella decorazione del vassoietto di quattro cammei entro una cornice smaltata inseriti simmetricamente sul suo colletto, sono due vassoi ovali con una decorazione pensata in modo simile datati a cavallo fra XVI e XVII secolo. Per quanto \u00e8 possibile sostenere, sono simili anche gli elementi centrali \u2013 alte e ampie rosette di corallo<sup><a href=\"#footnote_13_1573\" id=\"identifier_13_1573\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M. Accascina, Palinodia sull&rsquo;arte trapanese del corallo, in Antichit&agrave; viva, 5, 1966, 3, p. 49, fig. 1; cfr. scheda n. 15, in Rosso corallo. Arti preziose della Sicilia barocca, catalogo mostra a cura di C. Arnaldi di Balme e S. Castronovo, Milano 2008, p. 115, fig.\">14<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al momento di essere donato al tesoro del monastero, e forse anche prima, il servizio venne probabilmente completato con lo scrigno maggiore (in origine forse adibito a usi laici)<sup><a href=\"#footnote_14_1573\" id=\"identifier_14_1573\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E&rsquo; vicina, per forma e tipo di decorazione, all&rsquo;opera delle collezioni della Galleria Regionale Della Sicilia di Palazzo Abatellis a Palermo, cfr. scheda n. 3, in C. DEL MARE &ndash; M.C. DI NATALE, Mirabilia Coralli&hellip;, 2009, p. 94; scheda n. 2, in Il corallo trapanese&hellip;, 2002, p. 26.\">15<\/a><\/sup> e con l\u2019acquasantiera. La forma di quest\u2019ultima fa nascere del resto i maggiori dubbi, perch\u00e9 non si \u00e8 riusciti a trovare per essa alcuna analogia. Tanto la sua forma, quanto i dettagli della decorazione, nonch\u00e9 le pi\u00f9 tarde aggiunte di smalti decisamente maldestre, indicherebbero che essa fu rielaborata. Sarebbe stato riutilizzato solo il recipiente per l\u2019acqua santa e un elemento in origine proveniente forse dall\u2019incorniciatura di un capezzale ottagonale. Esso \u00e8, similmente alla decorazione in corallo dello stesso recipiente, quasi identica a un\u2019opera della prima met\u00e0 del XVII secolo proveniente dalle collezioni del Museo Liverino di Torre del Greco<sup><a href=\"#footnote_15_1573\" id=\"identifier_15_1573\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Scheda n. 21, in C. DEL MARE &ndash; M.C. DI NATALE, Mirabilia Coralli&hellip;, 2009, p. 130.\">16<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli oggetti presentati fanno parte in Polonia di un gruppo relativamente ristretto di opere d\u2019arte applicata realizzate nella Penisola Appenninica in epoca moderna. Oltre agli oggetti importati dall\u2019Italia o eseguiti da artisti italiani e in gran numero fatti arrivare dall\u2019Italia ai tempi in cui regn\u00f2 in Polonia Bona Sforza d\u2019Aragona (1494\u20131557; incoronata nel 1518)<sup><a href=\"#footnote_16_1573\" id=\"identifier_16_1573\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Da esempio pu&ograve; servire il perfetto cammeo con il ritratto della regina Bona conservato al Metropolitan Museum of Art di New York, cfr. M. PIWOCKA, Jeszcze o kamei z portretem kr&oacute;lowej Bony w zbiorach The Metropolitan Museum of Art, in Ca\u0142e srebro Rzeczypospolitej Panu Micha\u0142owi Gradowskiemu ofiarowane, a cura di J. Kriegseisen, Warszawa 2012, pp. 89&ndash;102, con ulteriore bibliografia.\">17<\/a><\/sup>, moglie del re Sigismondo I il Vecchio (1467\u20131548), la maggior parte di essi, per quanto si pu\u00f2 stabilire, venne acquisita dalle collezioni private e dalle raccolte dei musei abbastanza tardi. Molte di esse, a quanto sembra, erano potute finire in Polonia come acquisti fatti durante viaggi educativi e pellegrinaggi nel sud dell\u2019Europa<sup><a href=\"#footnote_17_1573\" id=\"identifier_17_1573\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. H. BARYCZ, Podr&oacute;\u017ce polskie do Neapolu w wiekach XV&ndash;XVIII, Warszawa 1939.\">18<\/a><\/sup>. Invece quelle che ci si procur\u00f2 in anni pi\u00f9 tardi, nel XVIII e soprattutto nel XIX secolo, gi\u00e0 nel momento dell\u2019acquisto avevano piuttosto il carattere antiquario di ricordi di viaggio. Per questo il servizio da altare del tesoro del monastero di Cz\u0119stochowa va ritenuto a maggior ragione come interessante, per il fatto di essere giunto in Polonia relativamente poco tempo dopo la sua realizzazione, probabilmente come espressione dell\u2019amore della nobilt\u00e0 e del clero polacchi per gli oggetti rari e insoliti, per di pi\u00f9 straordinariamente decorativi, e per questo preziosi.<\/p>\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_1573\" class=\"footnote\">L\u2019Autore del presente testo sta preparando un\u2019opera pi\u00f9 ampia concernente gli oggetti eseguiti nelle botteghe attive in Sicilia nel XVII e XVIII secolo e presenti nelle collezioni polacche.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_1573\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_1573\" class=\"footnote\">Dell\u2019insieme del servizio da altare fa parte anche una patena, che per\u00f2 costituisce un\u2019aggiunta molto posteriore e perci\u00f2 qui \u00e8 stata omessa.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_1573\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_2_1573\" class=\"footnote\">A.M.S. DE CHARPIN-FEUGEROLLES, <em>\u00c9l\u00e9onore d\u2019Autriche, reine de Pologne<\/em>, Paris 1866 [seconda edizione: <em>\u00c9l\u00e9onore d\u2019Autriche, reine de Pologne, (Suivi d\u2019une notice historique et g\u00e9n\u00e9alogique sur la famille de l\u2019auteur)<\/em>, Saint-\u00c9tienne 1885]; cfr. M. HENNEL-BERNASIKOWA, <em>\u015alub kr\u00f3lewski na Jasnej G\u00f3rze. <\/em><em>Micha\u0142 Korybut Wi\u015bniowiecki i Eleonora Habsburg \u2013 1670<\/em>, Cz\u0119stochowa 2005, pp. 26, 108, nota 13.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_2_1573\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_3_1573\" class=\"footnote\">A. NIESZPORKOWICZ, <em>Odrobiny z sto\u0142u kr\u00f3lewskiego kr\u00f3lowy nieba y ziemi nay\u015bwi\u0119tszey Bogarodzicy panny Maryi, history\u0105, \u0142askami y cudami obrazu cz\u0119stochowkiego na Jans\u00e9y G\u00f3rze od S. \u0141ukasza na cyprysowym stole i\u00e9y malowanego<\/em>\u2026, Jasna G\u00f3ra 1720, p. 56; W. KOCHOWSKI, <em>Rocznik\u00f3w Polski klimakter IV. obejmuj\u0105cy dzieje Polski pod panowaniem kr\u00f3la Micha\u0142a<\/em>, ed. J.N. Bobrowicz, Lipsk 1953, p. 57; <em>Relacye nuncyusz\u00f3w apostolskich i innych os\u00f3b o Polsce od roku 1548 do 1680<\/em>, vol. 2, Berlin 1864, p. 408; M. BALI\u0143SKI, <em>Pielgrzymka do Jasnej-G\u00f3ry w Cz\u0119stochowie odbyta przez p\u0105tnika XIX wieku i wydana z r\u0119kopisu<\/em>, Warszawa 1846, p. 293; S SZAFRANIEC, <em>Wotum kr\u00f3la Micha\u0142a<\/em>, in <em>Archiwa, Biblioteki i Muzea Ko\u015bcielne<\/em>, II, 1962, 1\u20132, p. 331.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_3_1573\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_4_1573\" class=\"footnote\">W. DMOCHOWSKI \u2013 B. GRABOWSKI, <em>Widoki Cz\u0119stochowy i Jasnej G\u00f3ry z opisem<\/em>, Warszawa 1876, p. 11; <em>Skarbiec Jasnog\u00f3rski i dary w nim z\u0142o\u017cone<\/em>, Warszawa 1896, fig. a p. 42; W. TR\u0104PCZY\u0143SKI, <em>Cz\u0119stochowa<\/em>, Warszawa 1909, pp. 49\u201350.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_4_1573\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_5_1573\" class=\"footnote\">A. PRZE\u0179DZIECKI \u2013 E. RASTAWIECKI, <em>Wzory sztuki \u015bredniowiecznej i z epoki Odrodzenia po koniec wieku XVII w dawnej Polsce<\/em>, Serya Druga \/ <em>Monuments du moyen-\u00e2ge et de la renaissance, dans l\u2019ancienne Pologne depuis les temps les plus recul\u00e9s jusqu\u2019\u00e0 la fin du XVII. si\u00e9cle<\/em>, Seconde s\u00e9rie, Warszawa 1855\u20131858, fig. Rr; W. DMOCHOWSKI \u2013 B. GRABOWSKI, <em>Widoki Cz\u0119stochowy<\/em>\u2026, 1876, fig. senza n., p. 11 (n. 7).<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_5_1573\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_6_1573\" class=\"footnote\">W. PLEBANKIEWICZ, <em>Marya Bogarodzica w Nazaret i na Jasnej-G\u00f3rze Cz\u0119stochowskiej. Jej \u017cywot, pomniki jej cn\u00f3t i cud\u00f3w<\/em>, vol. 2, Krak\u00f3w 1845, pp. 85\u201386; M. BALI\u0143SKI, <em>Pielgrzymka do Jasnej-G\u00f3ry<\/em>\u2026, 1846, pp. 41\u201342, 47; A. PRZE\u0179DZIECKI \u2013 E. RASTAWIECKI, <em>Wzory sztuki<\/em>\u2026, 1855\u20131858, fig. Rr; J. LOMPA, <em>Przewodnik dok\u0142adny dla odwiedzaj\u0105cych \u015bwi\u0119te, od wiek\u00f3w cudami s\u0142yn\u0105ce miejsce w obrazie Naj\u015bwi\u0119tszej Panny Maryi na Jasnej G\u00f3rze w Cz\u0119stochowie<\/em>, Warszawa 1860, p. 29; <em>Skarbiec Jasnog\u00f3rski i dary w nim z\u0142o\u017cone<\/em>, Warszawa 1896, figg. a pp. 42\u201343; <em>Opis klasztoru i cudownego obrazu Matki Boskiej na Jasnej G\u00f3rze<\/em>, Cz\u0119stochowa 1900, p. 159; J. ADAMCZYK, <em>Skarbiec Jasnog\u00f3rski<\/em>, Cz\u0119stochowa 1903, p. 40, figg. a p. 41, 43; W. TR\u0104PCZY\u0143SKI, <em>Cz\u0119stochowa<\/em>\u2026, 1909, pp. 49\u201350; W.S. TURCZY\u0143SKI, <em>Przewodnik po skarbcu jasnog\u00f3rskim<\/em>, Cz\u0119stochowa 1926, p. 14, fig. 8; J. SAMEK, <em>Monstrancja pauli\u0144ska z r. 1706 i relacja o niej Benedykta Chmielowskiego oraz koral w rzemio\u015ble artystycznym w Polsce<\/em>, in <em>Folia Historiae Artium<\/em>, X, 1974, p. 156, figg. 12\u201314; Z. ROZANOW \u2013 E. SMULIKOWSKA, <em>Skarby kultury na Jasnej G\u00f3rze<\/em>, Warszawa 1979, p. 94; J. PASIERB \u2013 J. SAMEK, <em>Skarby Jasnej G\u00f3ry<\/em>, Warszawa 1980 (I ed.), p. 29, 141, scheda e fig. n. 57; J. SAMEK \u2013 J. ZBUDNIEWEK, <em>Klejnoty Jasnej G\u00f3ry<\/em>, Warszawa 1982 (II ed.: 1983), p. 108\u2013109, figg. 81, 82; E. SMULIKOWSKA, <em>Skarbiec jasnog\u00f3rski \u2013 narodu skarbnic\u0105<\/em>, in <em>Jasnog\u00f3rska Bogurodzica 1382\u20131982<\/em>, ed. J. Majdecki, Warszawa 1982 (II ed.: 1987), p. 106; J. SAMEK, <em>Italian quadretti in Polish collections<\/em>, in <em>Bulletin du Mus\u00e9e National de Varsovie<\/em>, XXX, 1989, 1\u20132, p. 39; J. PASIERB \u2013 J. SAMEK, <em>Skarby Jasnej G\u00f3ry<\/em>, Warszawa 1997 (V ed.), p. 16, 214, scheda e figg. nn. 84\u201386, 88; J. GOLONKA \u2013 J. \u017bMUDZI\u0143SKI, <em>Skarbiec Jasnej G\u00f3ry<\/em>, Jasna G\u00f3ra 2000, pp. 257\u2013258, 269, figg. 16, 46; M. HENNEL-BERNASIKOWA, <em>\u015alub kr\u00f3lewski<\/em>\u2026, 2005, p. 98, 116, note 166\u2013167; J. GOLONKA, <em>Skarby Jasnej G\u00f3ry<\/em>, in <em>Alma Mater<\/em>, 2007, 94, pp. 18\u201319, fig.; J. Golonka \u2013 J. \u017bmudzi\u0144ski, scheda n. 54, in <em>U tronu Kr\u00f3lowej Polski. Jasna G\u00f3ra w dziejach kultury i duchowo\u015bci polskiej<\/em>, catalogo della mostra (Castello Reale di Varsavia) a cura di P. Mrozowski, Warszawa 2007, pp. 164\u2013165; K.J. Czy\u017cewski \u2013 D. Nowacki, scheda n. I.41, in<em> Droga do Watykanu<\/em>, catalogo della mostra (Museo Storico di Cracovia e Museo Arcidiocesano del Cardinale Karol Wojty\u0142a di Cracovia), Krak\u00f3w 2008, pp. 54\u201355.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_6_1573\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_7_1573\" class=\"footnote\">J. SAMEK, <em>Monstrancja pauli\u0144ska<\/em>\u2026, 1974, pp. 147\u2013161; J. SAMEK, <em>Italian quadretti<\/em>\u2026, 1989, pp. 34\u201339.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_7_1573\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_8_1573\" class=\"footnote\">J. GOLONKA \u2013 J. \u017bMUDZI\u0143SKI, <em>Skarbiec Jasnej G\u00f3ry<\/em>\u2026, 2000, pp. 257\u2013258, 269, figg. 16, 46; J. Golonka \u2013 J. \u017bmudzi\u0144ski, scheda n. 54, in<em> U tronu Kr\u00f3lowej Polski<\/em>\u2026, 2007, pp. 164\u2013165, fig.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_8_1573\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_9_1573\" class=\"footnote\">M. HENNEL-BERNASIKOWA, <em>\u015alub kr\u00f3lewski<\/em>\u2026, 2005, p. 22.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_9_1573\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_10_1573\" class=\"footnote\">Un\u2019analogia formale per le ampolle pu\u00f2 essere costituita da un acquamanile con bacile, opera di orefici di Palermo della prima met\u00e0 del XVII secolo, proveniente dal monastero palermitano di Santa Maria di Valverde. Quest\u2019opera tradisce una concezione simile dell\u2019orefice circa la struttura della forma del recipiente, cfr. V. Abbate, scheda n. 74, in<em> Splendori di Sicilia. Arti decorative dal Rinascimento al Barocco<\/em>, a cura di M.C. Di Natale, Milano 2001, pp. 408\u2013409.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_10_1573\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_11_1573\" class=\"footnote\">F.A. Mart\u00edn, scheda 48, in<em> Skarby Korony Hiszpa\u0144skiej<\/em> \/ <em>Treasures of the Spanish Crown<\/em>, catalogo della mostra (Museo Nazionale di Cracovia) a cura di J.G. Moya Valga\u00f1\u00f3n, Krak\u00f3w 2011, p. e fig. 200.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_11_1573\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_12_1573\" class=\"footnote\">Cfr. schede nn. 4\u20135, in C. DEL MARE \u2013 M.C. DI NATALE, <em>Mirabilia Coralli<\/em>.<em> Capolavori barocchi in corallo tra maestranze ebraiche e trapanesi<\/em> \/ <em>Baroque masterpieces in coral by jewish and sicilian craftsmen in Trapani<\/em>, catalogo mostra a cura di \/ exhibition catalogue edited by C. Del Mare, Napoli 2009, pp. 96\u201397; schede nn. 5\u20137, in <em>Il corallo trapanese nei secoli XVI e XVII<\/em>, catalogo della mostra a cura di M.C. Di Natale con la collaborazione di M.T. Bottarel e L. Foi, (<em>I quaderni di Brixiantiquaria<\/em>, n. 1), Brescia 2002, pp. 32\u201337.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_12_1573\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_13_1573\" class=\"footnote\">M. Accascina, <em>Palinodia sull\u2019arte trapanese del corallo<\/em>, in <em>Antichit\u00e0 viva<\/em>, 5, 1966, 3, p. 49, fig. 1; cfr. scheda n. 15, in <em>Rosso corallo. Arti preziose della Sicilia barocca<\/em>, catalogo mostra a cura di C. Arnaldi di Balme e S. Castronovo, Milano 2008, p. 115, fig.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_13_1573\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_14_1573\" class=\"footnote\">E\u2019 vicina, per forma e tipo di decorazione, all\u2019opera delle collezioni della Galleria Regionale Della Sicilia di Palazzo Abatellis a Palermo, cfr. scheda n. 3, in C. DEL MARE \u2013 M.C. DI NATALE, <em>Mirabilia Coralli<\/em>\u2026, 2009, p. 94; scheda n. 2, in <em>Il corallo trapanese<\/em>\u2026, 2002, p. 26.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_14_1573\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_15_1573\" class=\"footnote\">Scheda n. 21, in C. DEL MARE \u2013 M.C. DI NATALE, <em>Mirabilia Coralli<\/em>\u2026, 2009, p. 130.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_15_1573\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_16_1573\" class=\"footnote\">Da esempio pu\u00f2 servire il perfetto cammeo con il ritratto della regina Bona conservato al Metropolitan Museum of Art di New York, cfr. M. PIWOCKA, <em>Jeszcze o kamei z portretem kr\u00f3lowej Bony w zbiorach The Metropolitan Museum of Art<\/em>, in <em>Ca\u0142e srebro Rzeczypospolitej Panu Micha\u0142owi Gradowskiemu ofiarowane<\/em>, a cura di J. Kriegseisen, Warszawa 2012, pp. 89\u2013102, con ulteriore bibliografia.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_16_1573\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_17_1573\" class=\"footnote\">Cfr. H. BARYCZ, <em>Podr\u00f3\u017ce polskie do Neapolu w wiekach XV\u2013XVIII<\/em>, Warszawa 1939.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_17_1573\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>jacek.kriegseisen@wp.pl Il servizio da altare ornato di corallo del tesoro del santuario mariano di Cz\u0119stochowa (Polonia) DOI: 10.7431\/RIV07042013 L\u2019arte decorativa polacca d\u2019epoca moderna, dal XVI <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=1573\" title=\"Jacek Kriegseisen\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":1738,"menu_order":5,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1573"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1573"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1573\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1743,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1573\/revisions\/1743"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1738"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1573"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}