{"id":1300,"date":"2012-12-30T18:07:21","date_gmt":"2012-12-30T18:07:21","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=1300"},"modified":"2013-06-29T07:20:44","modified_gmt":"2013-06-29T07:20:44","slug":"elvira-damico","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=1300","title":{"rendered":"Elvira D&#8217;Amico"},"content":{"rendered":"<p>elvi.damico@alice.it<\/p>\n<h3>La committenza viceregia  di panni, toselli, stendardi, nelle citt\u00e0 demaniali del regno di Sicilia<\/h3>\n<p>DOI: 10.7431\/RIV06072012<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un settore peculiare in cui la corte viceregia di Palermo esplica la sua committenza artistica \u00e8 quello relativo ai panni da muro da collocarsi negli uffici e nelle sale di rappresentanza dei palazzi sede del potere. Essa si affianca in ci\u00f2 a un altro importante committente, il senato palermitano, condividendone spesso gli esiti o subentrando talora\u00a0 ad esso in un interscambio finalizzato alla produzione di oggetti \u00a0tipologicamente affini<sup><a href=\"#footnote_0_1300\" id=\"identifier_0_1300\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. D&rsquo;Amico, La maestranza palermitana dei ricamatori, Palermo 1984, pp.10-12, pp.32-37\">1<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I documenti che qui si presentano attestano la commissione di questi \u00a0manufatti tessili, caratterizzati dal grande rapporto di disegno e da una certa vistosit\u00e0 formale, in edifici oggi in massima parte distrutti o trasformati, ma anche in sedi decentrate del potere regio e militare, come i castelli fortificati del Regno. Essi sono in genere di velluto cremisi con al centro le armi araldiche della monarchia di turno e vengono affidati di norma a maestranze gi\u00e0 in auge, svelandoci talora inedite collaborazioni e prassi poco conosciute .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al 1728 data la commissione a \u201cmastro Antonino Barone ricamatore di un aquila di tabbi d\u2019argento coll\u2019armi S.C.C.M. da porsi nel nuovo panno da eriggersi per servizio della R.Dogana di Palermo secondo la relazione fatta da mastro Vincenzo Cucuzza Console delli raccamatori\u201d, per una spesa di onze 15,15<sup><a href=\"#footnote_1_1300\" id=\"identifier_1_1300\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Archivio di Stato di Palermo,T.R.P.,Lettere viceregie e dispacci patrimoniali, 2671,f.210v.\">2<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il documento riveste interesse anche perch\u00e9 ci fa apprendere che in tali casi di prestigiose commissioni, la relazione preliminare sulla manifattura dell\u2019opera veniva eseguita dal console dei ricamatori in persona. Peraltro attesta il ricamatore Antonino Barone, gi\u00e0 autore di opere per famiglie nobiliari e importanti ordini religiosi, come uno dei pi\u00f9 qualificati della citt\u00e0<sup><a href=\"#footnote_2_1300\" id=\"identifier_2_1300\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E.D&rsquo;Amico, Antonino Barone, in Dizionario Sarullo Arti decorative, IV, pross.pubbl.\">3<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla stessa data si riscontra la commissione a \u201cmastro Bartolomeo Mazzuni per il nuovo panno di sgarlatone per servigio della R.Dogana\u2026bastoni e fiamma giusto la relazione fatta da mastro Lorenzo Aradaj console delli custureri\u201c<sup><a href=\"#footnote_3_1300\" id=\"identifier_3_1300\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A.S.PA., T.R.P.,&hellip;2671,f.209v.\">4<\/a><\/sup>. Essa, probabilmente riferentesi allo stesso drappo poi ricamato dal Barone, denota che, pure nel caso dei sarti o <em>custureri<\/em>, siano i consoli della maestranza ad arrogarsi la relazione preliminare, per opere siffatte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni documenti relativi ad analoghe commissioni del senato palermitano, da me rese note qualche decennio fa, ci danno dettagliate indicazioni sulla realizzazione di questa tipologia di ricami araldici. Al 1743 risale la formulazione \u00a0dei \u00a0\u201cCapitoli attinenti all\u2019opera di raccamatore per serviggio del nuovo panno da farsi per lo stirato dell\u2019Ecc.Senato tanto per la spallera et assettiti di sopra velluto cremisino quanto sopra velluto murato cremisino\u201d .In essa, poi aggiudicata a mastro Giovanni Giannotta, il ricamatore \u201cdeve fare un aquila grande con penne nere et argento perfilata di detto perfilo secondo appare nella mostra a quattro capi con sue nerve di penne d\u2019oro di basso et alto rilievo dell\u2019istesso oro\u2026con l\u2019armi nel petto tabbella corone etisone tutti d\u2019oro\u201d; parimenti sul panno di velluto morato va fatto \u201cil medesimo disegno con l\u2019aquile cio\u00e8 \u00a0armi corone tisone insegni di San Gennaro S.Giorgio e Spirito Santo tutti d\u2019oro\u2026e il restante per\u00f2 tutto di tabbi di lama d\u2019argento a specchio\u201d<sup><a href=\"#footnote_4_1300\" id=\"identifier_4_1300\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E.D&rsquo;Amico, La maestranza&hellip;, pp.35-37.\">5<\/a><\/sup>. La commissione fa dunque chiaro riferimento all\u2019emblema \u00a0della Real Casa Borbone di Sicilia, che discende da quello della Real Casa d\u2019Austria in Sicilia, caratterizzato dalla presenza del collare del toson d\u2019oro e di altri \u00a0ordini cavallereschi<sup><a href=\"#footnote_5_1300\" id=\"identifier_5_1300\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"V.Palizzolo Gravina, Dizionario storico-araldico della Sicilia, pp.44-45, tav.6.\">6<\/a><\/sup>, testimoniandoci la stretta connessione tra i due massimi committenti del tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un drappo, oggi sito a Palazzo Abatellis(g.7361), in velluto marrone, reca un\u2019aquila \u00a0borbonica ricamata a riporto, molto simile a quella descritta nei suddetti capitoli (<a href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/dam01.jpg\">Fig. 1<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda parte della commissione del 1728 \u00a0al sarto Bartolomeo Mazzuni, sopra riportata, tocca il settore dei costumi dei figuranti che partecipavano a cortei e processioni indetti dalla regia corte. Essa infatti si estende a \u201c ancora n.8 vesti di peluzzo rosso,berrette, ed altri che devono servire per n.8 Mattarelli, che devono portare due cerii e parimente \u00a010 canne di damasco cremesi per foderare detti cerj con suoi arnesi guarniti di frinza foderata di tela della spina\u201d\u2026.o.50\u201d<sup><a href=\"#footnote_6_1300\" id=\"identifier_6_1300\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A.S.PA., T.R.P.,&hellip;2671.,f.209v.\">7<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale commissione si apparenta di nuovo a quelle del senato palermitano relative allo <em>staglio<\/em> del vestiario \u00a0dell\u2019equipaggio e degli addobbi del carro di S.Rosalia, che toccano il culmine nell\u2019anno dell\u2019 insediamento di Carlo III di Borbone(1735), anno di festeggiamenti straordinari<sup><a href=\"#footnote_7_1300\" id=\"identifier_7_1300\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E.D&rsquo;Amico, La maestranza&hellip;,p.11\">8<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Strettamente affine a questo \u00e8 il settore delle divise del personale di servizio nelle sedi della regia corte e nelle universit\u00e0 cittadine, per il quale ci rimane qualche significativo documento del secolo precedente; si tratta dei \u201cCapituli dello staglio del raccamo delli valdrappi et casacchi di tamburi della citt\u00e0\u201d, emanati nel 1656, poi aggiudicati a m.Bartolomeo Ferraro; questi saranno \u201cdella medesima forma delli vecchi con quelli lavori et ciati con l\u2019armi della citt\u00e0 perfilate di capicciola fina et vogliano che l\u2019aquila dell\u2019armi che ha pinnittiata la capicciola fina et la immagine di Palermo sia fatta an pittura come li passati ma che sia perfilata di detta capicciola fina et avira quello caraccio dove vanno li littri del senato che siano di lalletto ben fatto et accomodati et perfilate bene e che siano cositi tutti di sita di cusiri et magistrabilmente fatti\u2026\u201d<sup><a href=\"#footnote_8_1300\" id=\"identifier_8_1300\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem,p.32\">9<\/a><\/sup>. Stupisce la capillare indicazione del documento che dispone che le parti figurative delle divise \u2013l\u2019aquila e l\u2019immagine di Palermo- siano realizzate in pittura, secondo un\u2019antica consuetudine che si riscontra sui ricami \u00a0medievali e rinascimentali, ma non contemplata nei capitoli della maestranza di Palermo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un raro esempio degli emblemi congiunti dell\u2019aquila cittadina e del Genio di Palermo si ritrova \u00a0nei pendoni di un baldacchino seicentesco, gi\u00e0 nella cattedrale palermitana , oggi a Palazzo Abatellis, tratteggiati a carboncino con notevole maestria \u00a0da un buon pittore del tempo(inv.9186)<sup><a href=\"#footnote_9_1300\" id=\"identifier_9_1300\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E.D&rsquo;Amico Del Rosso, Palazzo Abatellis. Collezioni.I paramenti sacri, Palermo 1997,p.48\">10<\/a><\/sup> (<a href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/dam02.jpg\">Fig. 2<\/a>) .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">***<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro importante ambito di committenza viceregia \u00e8 costituito dagli stendardi e bandiere reali da collocarsi soprattutto nei castelli del Regno. Per esso, nei secoli precedenti, rinomati pittori come Nicol\u00f2 di Magio, Guglielmo Pesaro e Antonello Crescenzio prestano la loro opera nella pittura dell\u2019effigie centrale, attestando un fitto rapporto di interscambi fra arti minori e arte colta<sup><a href=\"#footnote_10_1300\" id=\"identifier_10_1300\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem, pp.24-27\">11<\/a><\/sup>. Alcune commissioni settecentesche fanno ulteriore luce su di esso, testimoniandoci ancora lo stretto connubio tra artigiani tessili e pittori, con in pi\u00f9 l\u2019apporto di ingegneri regi cui tocca ora redigere la relazione preliminare sull\u2019opera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1726 mastro Antonino Faranda risulta \u201cpartitario del nuovo stendardo seu bandiera del regio Castellammare di Palermo con l\u2019Aquila Imperiale e l\u2019arme di S.M. a una parte e l\u2019altra giusta la forma espressa nella relazione e Capitoli dell\u2019Ingegnere della Regia Corte\u201d<sup><a href=\"#footnote_11_1300\" id=\"identifier_11_1300\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A.S.PA., T.R.P., &hellip;2639,f.139\">12<\/a><\/sup>. Da una nota successiva dei giogali della chiesa del Castellammare di Palermo firmata dai <em>mastri sartori<\/em> Simone Iudica e Antonio Faranda<sup><a href=\"#footnote_12_1300\" id=\"identifier_12_1300\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A.S.PA., T.R.P., 2640,ff.96v.-98\">13<\/a><\/sup>, si deduce il mestiere di quest\u2019ultimo. La prassi che vuole la relazione preliminare \u00a0eseguita \u00a0da un ingegnere regio si ripete sotto il regno borbonico, in occasione \u00a0della commissione della bandiera del castello di Augusta a Carmelo Castorina, secondo la relazione \u00a0dell\u2019ingegnere militare Pietro Narbi (1751)<sup><a href=\"#footnote_13_1300\" id=\"identifier_13_1300\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A.S.PA., T.R.P.,&hellip;2971,f.21\">14<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale prassi di affidamento di stendardi e bandiere reali, potrebbe far luce anche sulla identit\u00e0 di quel mastro Francesco Manni milazzese, di cui poco chiara \u00e8 la sfera d\u2019attivit\u00e0. Questi, oriundo napoletano ma naturalizzatosi milazzese come il fratello, il pi\u00f9 famoso pittore Scipio Manni che impronta di s\u00e9 il settecento pittorico della citt\u00e0 mamertina<sup><a href=\"#footnote_14_1300\" id=\"identifier_14_1300\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A.Bilardo, La pittura a Milazzo dal Seicento al Novecento, in Milazzo il porto e l&rsquo;arte, a cura di F.Chillemi, Messina, 2008, pp.105-148, pp.118-129.\">15<\/a><\/sup>, \u00e8 chiamato espressamente <em>magister<\/em> nei documenti rinvenuti, che lo vogliono attivo a Milazzo \u00a0dal 1720 al 1740 ca.<sup><a href=\"#footnote_15_1300\" id=\"identifier_15_1300\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G.Lo Presti, Scipione Manni pittore napoletano a Milazzo (sec.XVIII).Alcuni documenti inediti su Scipione Manni e la sua famiglia, in Milazzo &hellip;cit.,2008, pp.149-159\">16<\/a><\/sup>. La nuova documentazione potrebbe suggerire una sua attivit\u00e0 nel campo del tessile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel giugno del 1733 infatti si registra una \u201cRelazione della spesa necessita per farsi la \u00a0nova bandiera di cod.Regio Castello\u2026liberata per o.5,20 a mastro Francesco Manni di codesta (Milazzo)\u201d, cui segue l\u2019ordine del vicer\u00e8 Sastago di effettuarsi il pagamento \u201cquando sar\u00e0 consegnata la bandiera magistrabilmente fatta\u201d<sup><a href=\"#footnote_16_1300\" id=\"identifier_16_1300\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E.D&rsquo;Amico, La bandiera di Francesco Manni, pros.pubbl. in MilazzoNostra\">17<\/a><\/sup>. L\u2019ipotesi che si tratti di un artigiano tessile, pi\u00f9 che un pittore, pu\u00f2 essere avallata dal fatto che, in casi di simili commissioni che prevedono l\u2019intervento di un pittore, questi \u00e8 ben differenziato dall\u2019artigiano dall\u2019appellativo di Don. Ci\u00f2 \u00e8 palese nell\u2019appalto \u00a0di una bandiera per il castello di Siracusa, \u201csecondo la relazione di D.Antonino Calvo Pittore e Mastro Simone Soria Sartore\u201d, nel febbraio 1748, per ordine del vicer\u00e8 Laviefuille<sup><a href=\"#footnote_17_1300\" id=\"identifier_17_1300\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A.S.PA., T.R.P., &hellip;2929,ff.326v.-7\">18<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come fossero fatte le bandiere del castello di Milazzo sotto il governo austriaco, lo ricaviamo da un documento antecedente (gennaio del 1725), relativo alla richiesta di farsi \u201cuna bandiera nuova coll\u2019armi augustissime per servigio del Regio Castello a motivo che quella in atto esiste, per essere stata fatta molto grande, colla furia dei venti occorsi si lacer\u00f2 in pi\u00f9 pezzi, richiedendosi quella fatta di lunghezza palmi ventisei, e larghezza palmi venti di tela marina e manta mezza curata lisciandrina, come l\u2019antica\u201d<sup><a href=\"#footnote_18_1300\" id=\"identifier_18_1300\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E.D&rsquo;Amico, cit., pros.pubbl.\">19<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un frammento di vessillo ancora esistente alla biblioteca comunale di Milazzo, in tessuto di seta fucsia con un\u2019aquila a ricamo e il motto alludente alla battaglia romana combattutasi nelle acque antistanti, ci d\u00e0 un\u2019idea di come dovesse essere\u00a0 l\u2019emblema settecentesco dell\u2019universit\u00e0 milazzese (<a href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/dam03.jpg\">Fig. 3<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La corte viceregia interviene pure nella commissione di vessilli di antiche confraternite da essa patrocinate, che recano raffigurate dunque, oltre alle immagini sacre, anche le insegne reali. Nel 1723 \u201ci procuratori della SS.Vergine del Carmine nell\u2019insigne Collegiata di S.Nicol\u00f2 di Tortorici espongono come per antica e immemorabile osservanza si costumava la vigilia di d.a\u00a0 glor.ma Vergine conducere per tutta la Citt\u00e0 il vessillo seu bandiera reale con insegni dell\u2019armi reali di S.M. da una parte e dall\u2019altra con la festina seu Immagine di da. Gloriosissima Vergine associato d.o stendardo da tutti l\u2019officiali cio\u00e8 Capitano Giudice Civile Regio Proconservatore Sacr.me R.Fiscale e mastro notaro delle loro corti e soldati della Milizia con molto fasto e decoro\u2026s\u2019\u00e8 quasi abolita da pi\u00f9 anni e bramando rinovarsi tale consuetudine\u2026si degnasse ordinare a officiali locali di d.a citt\u00e0 che dovessero intervenire alla Cavalcata sud. e condotta di d.o stendardo reale conforme all\u2019antica osservanza\u201d<sup><a href=\"#footnote_19_1300\" id=\"identifier_19_1300\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A.S.PA., T.R.P , &hellip;2614, ff.227v.-8.\">20<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 dubbia la suggestione del documento che\u00a0 testimonia di un\u2019antica usanza oltre a darci notizia di questo prezioso stendardo, con l\u2019immagine della Madonna del Carmelo da un lato e dall\u2019altro le armi reali, di cui allo stato attuale non ho rinvenuto alcuna traccia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">***<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro tipico manufatto per cui la commmittenza regia \u00e8 strettamente connessa a quella municipale \u00e8 il <em>tosello <\/em>di cui sono dotate le universit\u00e0 cittadine, sorta di baldacchino in tessuto pregiato o ricamato, che accoglie in genere i ritratti dei regnanti e i seggi per le autorit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 gi\u00e0 noto che nel 1715 il senato palermitano bandisce l\u2019appalto del \u201cgallone d\u2019oro e frinze per il tosello da porsi nella camera senatoria\u201d<sup><a href=\"#footnote_20_1300\" id=\"identifier_20_1300\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E.D&rsquo;Amico, La maestranza&hellip;cit.,p.11\">21<\/a><\/sup>.Il documento potrebbe riferirsi al baldacchino riprodotto in una nota incisione settecentesca -il Camerone della corte del pretore- \u00a0ricamato a girali, su cui erano affissi i ritratti ovali del re e della regina, che alloggiava in basso un\u2019orchestra, in occasione della festa che vi si svolgeva (<a href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/dam04.jpg\">Fig. 4<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora, nel 1718 il senato palermitano bandisce l\u2019appalto dei \u201cfrinzoni d\u2019oro per le sedie del senato\u201d, vinto dal mastro frinzaro Giuseppe\u00a0 Criccinda<sup><a href=\"#footnote_21_1300\" id=\"identifier_21_1300\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Ibidem\">22<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno di questi\u00a0 seggi, che potevano essere collocati sotto il tosello, potrebbe identificarsi con la poltrona barocca ancora esistente a Palazzo delle aquile, databile agli inizi del \u2018700, in legno scolpito e dorato, tappezzata di velluto cremisi con l\u2019aquila del senato ricamata in oro filato, entro\u00a0 una cornice floreale che si ripete lungo il contorno della spalliera (<a href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/dam05.jpg\">Figg .5<\/a> &#8211; <a href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/dam06.jpg\">6<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni documenti del periodo borbonico relativi alle universit\u00e0 di Milazzo e di Lipari \u00a0attestano la presenza del <em>tosello<\/em> pure in centri demaniali ben lontani dalla capitale del regno, per disposizione della locale autorit\u00e0 militare. Nel Palazzo dei giurati di Milazzo, sito entro la Citt\u00e0 murata, ove la cospicua presenza di \u00a0tappezzerie rendeva necessaria \u00a0la figura di un guardarobiere, vi erano un panno di velluto sopra il banco giuratorio, cuscini e sedie rivestite di velluto e inoltre un tosello di damasco che doveva contenere il ritratto del re<sup><a href=\"#footnote_22_1300\" id=\"identifier_22_1300\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"E. D&rsquo;Amico,L&rsquo;arredo del Palazzo dei giurati, Milazzo inedita,in&nbsp; MilazzoNostra, nn.28-29, marzo\/luglio 2011,pp.26-27\">23<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 possibile che questo fosse simile al tosello ordinato nel 1747dal Governatore della piazza, per il Palazzo di citt\u00e0 della vicina Lipari ,con la quale Milazzo condivideva spesso le maestranze, oltre che le autorit\u00e0 \u00a0regie e militari: \u201cda cod.Governatore siete stati precisati fare un dosello di damasco per collocarsi nella Casa della Citt\u00e0 ed ivi affissarsi li retratti dell\u2019Augustissimi Regnanti,come altres\u00ec accomodare la d.Casa quasi sconquassata e addobbata di suppellettili\u201d\u2026per una spesa di o.55,7.Ordine del Laviefuille ai Giurati di Lipari<sup><a href=\"#footnote_23_1300\" id=\"identifier_23_1300\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A.S.PA., T.R.P., &hellip;2936,ff.76.-7\">24<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1762 si registra infine un ordine della Regia corte, riguardante la vicina citt\u00e0 di S.Lucia del Mela, relativo alla \u201ccostruzione di aquile per la Regia Screzia di S.Lucia\u201d \u00a0per una spesa di o.4,13<sup><a href=\"#footnote_24_1300\" id=\"identifier_24_1300\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A.S.PA., T.R.P, &hellip;3163,f.99\">25<\/a><\/sup>. Il documento non specifica la natura di queste aquile, ma alla cattedrale luciese si conserva ancora in discreto stato conservativo, una panno in velluto cremisi con l\u2019aquila reale borbonica e ai lati entro due scudi le figure dei santi protettori, ricamati a riporto (<a href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/dam07.jpg\">Figg. 7<\/a> &#8211; <a href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/dam08.jpg\">8<\/a> &#8211; <a href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/dam09.jpg\">9<\/a>) .Il drappo, un tempo sito nel palazzo municipale, testimonia di nuovo simbolicamente, nell\u2019importante centro demaniale ed ecclesiale dell\u2019entroterra milazzese, la stretta connessione tra i massimi poteri del tempo.<\/p>\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_1300\" class=\"footnote\">E. D\u2019Amico, <em>La maestranza palermitana dei ricamatori<\/em>, Palermo 1984, pp.10-12, pp.32-37<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_1300\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_1300\" class=\"footnote\">Archivio di Stato di Palermo,T.R.P.,Lettere viceregie e dispacci patrimoniali, 2671,f.210v.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_1300\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_2_1300\" class=\"footnote\">E.D\u2019Amico, <em>Antonino Barone<\/em>, in Dizionario Sarullo Arti decorative, IV, pross.pubbl.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_2_1300\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_3_1300\" class=\"footnote\">A.S.PA., T.R.P.,\u20262671,f.209v.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_3_1300\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_4_1300\" class=\"footnote\"> E.D\u2019Amico, <em>La maestranza<\/em>\u2026, pp.35-37.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_4_1300\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_5_1300\" class=\"footnote\">V.Palizzolo Gravina, <em>Dizionario storico-araldico della Sicilia<\/em>, pp.44-45, tav.6.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_5_1300\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_6_1300\" class=\"footnote\">A.S.PA., T.R.P.,\u20262671.,f.209v.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_6_1300\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_7_1300\" class=\"footnote\">E.D\u2019Amico, <em>La maestranza<\/em>\u2026,p.11<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_7_1300\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_8_1300\" class=\"footnote\"><em>Ibidem<\/em>,p.32<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_8_1300\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_9_1300\" class=\"footnote\">E.D\u2019Amico Del Rosso, Palazzo Abatellis. Collezioni<em>.I paramenti sacri<\/em>, Palermo 1997,p.48<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_9_1300\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_10_1300\" class=\"footnote\"><em>Ibidem,<\/em> pp.24-27<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_10_1300\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_11_1300\" class=\"footnote\">A.S.PA., T.R.P., \u20262639,f.139<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_11_1300\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_12_1300\" class=\"footnote\">A.S.PA., T.R.P., 2640,ff.96v.-98<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_12_1300\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_13_1300\" class=\"footnote\"> A.S.PA., T.R.P.,\u20262971,f.21<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_13_1300\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_14_1300\" class=\"footnote\">A.Bilardo, <em>La pittura a Milazzo dal Seicento al Novecento<\/em>, in <em>Milazzo il porto e l\u2019arte,<\/em> a cura di F.Chillemi, Messina, 2008, pp.105-148, pp.118-129.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_14_1300\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_15_1300\" class=\"footnote\">G.Lo Presti, <em>Scipione Manni pittore napoletano a Milazzo (sec.XVIII).Alcuni documenti inediti su Scipione Manni e la sua famiglia<\/em>, in <em>Milazzo<\/em> \u2026cit.,2008, pp.149-159 <span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_15_1300\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_16_1300\" class=\"footnote\">E.D\u2019Amico, <em>La bandiera di Francesco Manni<\/em>, pros.pubbl. in MilazzoNostra<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_16_1300\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_17_1300\" class=\"footnote\">A.S.PA., T.R.P., \u20262929,ff.326v.-7<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_17_1300\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_18_1300\" class=\"footnote\">E.D\u2019Amico, cit., pros.pubbl.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_18_1300\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_19_1300\" class=\"footnote\"> A.S.PA., T.R.P , \u20262614, ff.227v.-8.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_19_1300\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_20_1300\" class=\"footnote\">E.D\u2019Amico, <em>La maestranza<\/em>\u2026cit.,p.11<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_20_1300\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_21_1300\" class=\"footnote\"><em>Ibidem<\/em><span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_21_1300\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_22_1300\" class=\"footnote\">E. D\u2019Amico,<em>L\u2019arredo del Palazzo dei giurati<\/em>, <em>Milazzo inedita<\/em>,in\u00a0 MilazzoNostra, nn.28-29, marzo\/luglio 2011,pp.26-27<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_22_1300\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_23_1300\" class=\"footnote\">A.S.PA., T.R.P., \u20262936,ff.76.-7<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_23_1300\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_24_1300\" class=\"footnote\">A.S.PA., T.R.P, \u20263163,f.99<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_24_1300\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>elvi.damico@alice.it La committenza viceregia di panni, toselli, stendardi, nelle citt\u00e0 demaniali del regno di Sicilia DOI: 10.7431\/RIV06072012 Un settore peculiare in cui la corte viceregia <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=1300\" title=\"Elvira D&#8217;Amico\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":1531,"menu_order":6,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1300"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1300"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1300\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1539,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1300\/revisions\/1539"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1531"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1300"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}