{"id":1016,"date":"2011-12-26T23:48:47","date_gmt":"2011-12-26T23:48:47","guid":{"rendered":"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=1016"},"modified":"2013-06-13T00:15:41","modified_gmt":"2013-06-13T00:15:41","slug":"giovanni-travagliato","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=1016","title":{"rendered":"Giovanni Travagliato"},"content":{"rendered":"<p>giovanni.travagliato@libero.it<\/p>\n<h3>Aggiunte al catalogo di Bonaventura Caruso, sacerdote e orafo messinese della seconda met\u00e0 del \u2018700<\/h3>\n<p>DOI: 10.7431\/RIV04062011<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nome di Bonaventura Caruso, orafo e sacerdote messinese apostrofato in tale occasione come \u00abcelebre sicellatore di figura\u00bb, compare per la prima volta intorno agli anni \u201970 del XVIII secolo in qualit\u00e0 di maestro (che per\u00f2 \u2013a dire della fonte, ben presto superato dall\u2019allievo- \u00abnon lo complimentava\u00bb) del dodicenne concittadino Placido Palazzo Andronico (1758-1790), in una biografia manoscritta riguardante quest\u2019ultimo valente argentiere<sup><a href=\"#footnote_0_1016\" id=\"identifier_0_1016\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. D&rsquo;ANGELO, Memorie per servire alla storia letteraria di Sicilia, vol. III, cc. 193r-196r, ms. del XVIII sec. della Biblioteca Comunale di Palermo, ai segni Qq E 152N, pubblicato da N. BERTOLINO, Biografia di un argentiere messinese del XVIII secolo, in Ori e argenti di Sicilia dal Quattrocento al Settecento, catalogo mostra a cura di M.C. DI NATALE, Milano-Palermo 1989, p. 389. R. VADAL&Agrave;, ad vocem &ldquo;Palazzo Andronico Placido&rdquo;, in L. SARULLO, Dizionario degli Artisti Siciliani. IV. Arti Decorative a cura di M.C. DI NATALE, in corso di pubblicazione.\">1<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il prosieguo degli studi sull\u2019oreficeria siciliana ha permesso di riferire su base documentaria al Nostro alcuni oggetti: una legatura di libro liturgico su velluto cremisi, quattro \u00abcalici buoni di argento oro\u00bb ed una serie di \u201clampieri\u201d d\u2019argento \u2013 di cui uno di dimensioni maggiori \u00abcon suoi gran foglie a latere, e scudi in mezzo di rame rosso addorato\u00bb e altri due pi\u00f9 piccoli e modesti, identificabili con le lanterne processionali tardo-barocche ancora esistenti <em>in situ<\/em>-, opere realizzate nel 1779 per la chiesa di Santa Maria delle Grazie in Sant\u2019Eufemia di Sinopoli, oggi d\u2019Aspromonte (RC), pagate ben 530.68 ducati<sup><a href=\"#footnote_1_1016\" id=\"identifier_1_1016\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"A. TRIPODI, Notizie sulla storia dell&rsquo;arte e dell&rsquo;artigianato in Calabria (III parte), in &ldquo;Brutium&rdquo;, a. 67, 1988, n. 3, pp. 38, 42-43, citato in S. LANUZA, ad vocem &ldquo;Caruso Bonaventura&rdquo;, in L. SARULLO, Dizionario&hellip;, in corso di pubblicazione.\">2<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 noto, inoltre, che in qualit\u00e0 di \u201crestauratore\u201d nell\u2019accezione antica del termine sia intervenuto nel 1791-1792 su suppellettili liturgiche argentee della Chiesa Madre di Al\u00ec (ME) dedicata a Sant\u2019Agata, quando gli furono corrisposte 9 onze per aver \u201crifatto\u201d sei candelieri e per aver \u201caccomodato\u201d una pace secentesca ed un ostensorio realizzato dal conterraneo Gaetano Martinez nel 1739<sup><a href=\"#footnote_2_1016\" id=\"identifier_2_1016\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"S. DI BELLA, Al&igrave;, la Chiesa Madre: la cultura artistica, Messina 1994, pp. 87, 94, 109, 157, riportato in S. LANUZA, ad vocem &ldquo;Caruso Bonaventura&rdquo;, in L. SARULLO, Dizionario&hellip;, in corso di pubblicazione.\">3<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazia Musolino ha recentemente accertato su base documentaria l\u2019attivit\u00e0 a Milazzo (ME) del Caruso \u00abpubblico professore ed orefice, di Messina\u00bb almeno dal 1779 al 1788: oltre a realizzare nel 1779-1780 un grandioso ostensorio d\u2019argento e bronzo dorato con pietre policrome (<a title=\"Fig. 1. Bonaventura Caruso, &lt;i&gt;Ostensorio con Virt\u00f9 teologali&lt;\/i&gt;, 1779-1780, argento sbalzato e cesellato con parti fuse, bronzo dorato, Milazzo (ME), Chiesa Madre di Santo Stefano protomartire (da San Giacomo).\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tra01.jpg\">Fig. 1<\/a>) per il procuratore (sacerdote don Antonino La Rocca) ed i deputati (don Silvestro Lo Monaco giurato senatore, don Salvatore Marullo giurato sindaco, don Stefano Emanuele Zirilli cavaliere costantiniano, don Paolo Proto barone dell\u2019Albero e don Girolamo Bonaccorsi) della locale chiesa di San Giacomo, oggi conservato presso il moderno Duomo cittadino intitolato a Santo Stefano protomartire, \u00e8 difatti pagato dal procuratore del Duomo antico \u2013Santa Maria, poi Santo Stefano- per \u201crestaurare\u201d la celebre monumentale custodia architettonica tardogotica di fine XV-inizi XVI secolo<sup><a href=\"#footnote_3_1016\" id=\"identifier_3_1016\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"C. CIOLINO, scheda 115, in Il Tesoro dell&rsquo;Isola. Capolavori siciliani in argento e corallo dal XV al XVIII secolo, catalogo mostra (Praga, Maneggio di Palazzo Wellenstein, 19 ottobre &ndash; 21 novembre 2004) a cura di S. RIZZO, Palermo-Catania 2008, II, pp. 883-884, e relativa bibliografia.\">4<\/a><\/sup> (maggio 1780) ed il reliquiario a braccio di Santo Stefano (1788), per realizzare una corona -o raggiera?- (pagamento di 19 onze nel 1785) destinata alla nuova statua lignea del Santo Diacono titolare contestualmente realizzata (1786) dal gangitano Filippo Quattrocchi, ed altre due generiche corone (1787-1788); la stessa studiosa gli attribuisce inoltre, per affinit\u00e0 stilistico-formali e la presenza dei medesimi punzoni (marchio di Messina; P.L.79; P.C.), una croce astile del 1779 dalla complessa iconografia (sul <em>recto<\/em>: il Cristo morto con ai capicroce polilobati gli Evangelisti Luca Giovanni Marco e in basso una Madonna col Bambino; sul <em>verso<\/em>: l\u2019Assunta con ai terminali i SS. Pietro Paolo Stefano e Nicol\u00f2) presente anch\u2019essa nel tesoro del Duomo milazzese; infine, se dietro il punzone \u201cP.C.\u201d si celasse con certezza il Nostro, gli si potrebbe a ragione riferire la paternit\u00e0 di opere come la cassa reliquiaria di santa Flavia da San Giovanni di Malta di Messina (1769)<sup><a href=\"#footnote_4_1016\" id=\"identifier_4_1016\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. MUSOLINO, scheda 179, in Il Tesoro dell&rsquo;Isola&hellip;, II, pp. 954-957.\">5<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1997, grazie a fortunati ritrovamenti all\u2019interno dell\u2019Archivio Storico parrocchiale di Geraci Siculo (PA), documentavo l\u2019attivit\u00e0 del Caruso, definito \u201cargentiero\u201d, anche in quel centro, non a caso all\u2019epoca sotto la giurisdizione ecclesiastica dell\u2019Arcidiocesi di Messina, per realizzare tra giugno e agosto del 1785 quattro calici con rispettive patene (al prezzo di 4 onze e 6 tar\u00ec) ed una croce, inviata da Messina a Cefal\u00f9 e da l\u00ec giunta a destinazione (costata 13 onze, 21 tar\u00ec e 13 grani, pi\u00f9 16 tar\u00ec di trasporto), e nel dicembre 1789 la corona per la statua lignea dell\u2019Immacolata Concezione, sempre su committenza dei procuratori della Chiesa Madre dedicata a Santa Maria Maggiore<sup><a href=\"#footnote_5_1016\" id=\"identifier_5_1016\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. TRAVAGLIATO, Gli Archivi delle arti decorative delle Chiese di Geraci, in Forme d&rsquo;Arte a Geraci Siculo dalla pietra al decoro, catalogo mostra a cura di M.C. DI NATALE, Geraci Siculo 1997, pp. 162-163.\">6<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Propongo in questa sede, pertanto, l\u2019identificazione e l\u2019attribuzione al Nostro di un gruppo di opere geracesi di argenteria sacra di produzione messinese caratterizzate tutte dalla presenza di forme e motivi decorativi Rococ\u00f2 (conchiglie e volute a ricciolo, campiture a rete, festoni fitomorfi, nodi a vaso di sezione triangolare, baccellature, perlinature o grani di rosario, elementi tutti inseriti entro morbide intelaiature architettoniche) ma gi\u00e0 tendenti al Neoclassicismo, ancora esistenti presso la Chiesa Madre ed il locale Monastero benedettino femminile di Santa Caterina d\u2019Alessandria, allo stato degli studi genericamente riferite ad argentiere messinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi avvarr\u00f2, di volta in volta, dei citati documenti, di considerazioni e raffronti stilistici o della presenza reiterata del riferito marchio \u201cP.C.\u201d o di quello meno ricorrente \u201cC.P.\u201d, parte dei quali potrebbe riferirsi al cognome Caruso, appartenente forse ad un familiare laico e iscritto alla maestranza \u2013cos\u00ec come anche a colleghi disponibili o ex-allievi devoti dal marchio a prima vista assolutamente estraneo e minimamente a lui associabile- ai quali il sacerdote orafo, per problemi fiscali o giuridici forse connessi al suo <em>status<\/em> clericale che ci proponiamo di approfondire in altra sede (forse non \u00e8 una coincidenza se nemmeno del pi\u00f9 noto don Camillo Barbavara, orafo e sacerdote anch\u2019esso, attivo nella Sicilia centro-orientale e a Palermo nella prima met\u00e0 del \u2018600, si \u00e8 finora riscontrato un marchio personale<sup><a href=\"#footnote_6_1016\" id=\"identifier_6_1016\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. TRAVAGLIATO, Appendice documentaria: nuovi documenti a completamento della biografia di don Camillo Barbavara, in La Madonna delle Vittorie di Piazza Armerina, catalogo mostra a cura di M.K. GUIDA, Napoli 2010, pp. 130-132, e relativa bibliografia.\">7<\/a><\/sup> ), usava appoggiarsi al fine di conseguire la marchiatura degli oggetti d\u2019oro e d\u2019argento che uscivano dalla sua bottega, operazione necessaria per legge, oltre che espressamente pretesa a propria garanzia dalla committenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Potrebbe trattarsi, a mio avviso, rispettivamente: del nuovo ricettacolo realizzato nel 1791 (marchi: M.S.; O.L.91) per il gi\u00e0 esistente reliquiario secentesco di sant\u2019Alberto (<a title=\"Fig. 2. Argentiere messinese e Bonaventura Caruso (qui attr.), &lt;i&gt;Reliquiario di sant\u2019Alberto&lt;\/i&gt;, XVII secolo e 1791, argento sbalzato e cesellato, rame dorato, Geraci Siculo (PA), Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tra02.jpg\">Fig. 2<\/a>); dei candelieri (marchi: Messina; Messina, D. &lt;o P.?&gt;L.94, C.P.) finora datati alla fine del XVII secolo e al 1694 -forse per le forme ancora arrotondate di nodi e fusto- ma con evidenti motivi decorativi Rococ\u00f2 tendenti al Neoclassicismo, che vanno pi\u00f9 correttamente collocati alla fine del XVIII e al 1794 (<a title=\"Fig. 3. Bonaventura Caruso (qui attr.), &lt;i&gt;Coppia di candelieri&lt;\/i&gt;, fine XVIII secolo, argento sbalzato e cesellato, Geraci Siculo (PA), Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tra03.jpg\">Figg. 3<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 4. Bonaventura Caruso (qui attr.), &lt;i&gt;Candeliere&lt;\/i&gt;, 1792, argento sbalzato e cesellato, Geraci Siculo (PA), Monastero benedettino di Santa Caterina d\u2019Alessandria.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tra04.jpg\">4<\/a>); dei due ostensori (datati 1784 e 1785) recanti sulla base uno Virt\u00f9 teologali e l\u2019altro puttini con simboli della Passione (marchi: Messina, F.F.84, S.B.; Messina, F.F.85, S.B.) (<a title=\"Fig. 5. Bonaventura Caruso (qui attr.), &lt;i&gt;Ostensorio con Virt\u00f9 teologali&lt;\/i&gt;, 1784, argento sbalzato e cesellato con parti fuse, Geraci Siculo (PA), Monastero benedettino di Santa Caterina d\u2019Alessandria.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tra05.jpg\">Figg. 5<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 6. Bonaventura Caruso (qui attr.), &lt;i&gt;Ostensorio con simboli della Passione&lt;\/i&gt;, 1785, argento sbalzato e cesellato con parti fuse, Geraci Siculo (PA), Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tra06.jpg\">6<\/a>); del calice, della croce astile e del vasetto per la purificazione (marchi: Messina, F.F.[**] e F.F.83, S.B.) (<a title=\"Fig. 7. Bonaventura Caruso (qui attr.), &lt;i&gt;Calice&lt;\/i&gt;, ultimo quarto del XVIII secolo, argento sbalzato e cesellato con parti fuse, Geraci Siculo (PA), Monastero benedettino di Santa Caterina d\u2019Alessandria.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tra07.jpg\">Figg. 7<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 8. Bonaventura Caruso (qui attr.), &lt;i&gt;Croce astile&lt;\/i&gt;, 1785, argento sbalzato e cesellato con parti fuse, Geraci Siculo (PA), Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tra08.jpg\">8<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 9. Bonaventura Caruso (qui attr.), &lt;i&gt;Vasetto per la purificazione&lt;\/i&gt;, 1783, argento sbalzato, cesellato e inciso, Geraci Siculo (PA), Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tra09.jpg\">9<\/a>); delle corone per una Madonna e il Bambino e per l\u2019Immacolata (Messina, F.F.83; Messina, G.&lt;o C.?&gt;P.) (<a title=\"Fig. 10. Bonaventura Caruso (qui attr.), &lt;i&gt;Coppia di corone da statua&lt;\/i&gt;, 1783, argento sbalzato e cesellato con parti fuse, Geraci Siculo (PA), Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tra10.jpg\">Figg. 10<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 11. Bonaventura Caruso (qui attr.), &lt;i&gt;Corona per la statua dell\u2019Immacolata&lt;\/i&gt;, 1789, argento sbalzato e cesellato con parti fuse, Geraci Siculo (PA), Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tra11.jpg\">11<\/a>); del turibolo con rispettiva navetta (marchi: Messina, P.C., V.C.79) (<a title=\"Fig. 12. Bonaventura Caruso (qui attr.), &lt;i&gt;Turibolo&lt;\/i&gt;, 1779, argento sbalzato e cesellato con parti fuse, Geraci Siculo (PA), Monastero benedettino di Santa Caterina d\u2019Alessandria.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tra12.jpg\">Figg. 12<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 13. Bonaventura Caruso (qui attr.), &lt;i&gt;Navetta&lt;\/i&gt;, 1779, argento sbalzato e cesellato con parti fuse, Geraci Siculo (PA), Monastero benedettino di Santa Caterina d\u2019Alessandria.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tra13.jpg\">13<\/a>); infine, dell\u2019esuberante reliquiario di san Bartolomeo (marchi: Messina, P.C., P.L.80), di tre pissidi (marchi: Messina, P.C., P.R.C.88; la terza Messina, S.F.93) e di un calice dalle forme ormai regolari simmetriche spigolose e con ornati alla greca (marchi: Messina, C.P, G.C.98)<sup><a href=\"#footnote_7_1016\" id=\"identifier_7_1016\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"M.C. DI NATALE, I tesori nella Contea dei Ventimiglia. Oreficeria a Geraci Siculo, fotografie di E. Brai, II ediz. aggiornata, Palermo 2006, pp. 35, 43, 55, 58, 60, 62, 63, 64, 66, 68, figg. 22, 32-33, 51-56, 57-59, 60, 61, 63, 64, 65, 73, 74, 78, 79, 80, 81, 82.\">8<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 14. Bonaventura Caruso (qui attr.), &lt;i&gt;Reliquiario di san Bartolomeo&lt;\/i&gt;, 1780, argento sbalzato e cesellato con parti fuse, Geraci Siculo (PA), Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tra14.jpg\">Figg. 14<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 15. Bonaventura Caruso (qui attr.), &lt;i&gt;Pisside&lt;\/i&gt;, 1788, argento sbalzato e cesellato con parti fuse, Geraci Siculo (PA), Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tra15.jpg\">15<\/a>&#8211; <a title=\"Fig. 16. Bonaventura Caruso (qui attr.), &lt;i&gt;Pisside&lt;\/i&gt;, 1788, argento sbalzato e cesellato con parti fuse, Geraci Siculo (PA), Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tra16.jpg\">16<\/a>&#8211; <a title=\"Fig. 17. Bonaventura Caruso (qui attr.), &lt;i&gt;Pisside&lt;\/i&gt;, 1793, argento sbalzato e cesellato con parti fuse, Geraci Siculo (PA), Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tra17.jpg\">17<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 18. Bonaventura Caruso (qui attr.), &lt;i&gt;Calice&lt;\/i&gt;, 1798, argento sbalzato e cesellato con parti fuse, Geraci Siculo (PA), Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tra18.jpg\">18<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riguardo alle citate corone geracesi, poi, oggetti per la cui progettazione e realizzazione il Caruso doveva essere particolarmente portato, possiamo fortunatamente ancora avvalerci di un utilissimo raffronto pressoch\u00e9 coevo: la coppia di analoghi oggetti realizzati \u2013stavolta in oro argento dorato e gemme- nel 1783, <em>ex voto<\/em> della cittadinanza amestratina dopo lo scampato pericolo dal terribile sisma che aveva raso al suolo in quell\u2019anno Calabria e Sicilia orientale<sup><a href=\"#footnote_8_1016\" id=\"identifier_8_1016\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. infra, Appendice documentaria, doc. 3.\">9<\/a><\/sup>, per la statua marmorea della Madonna dei Miracoli (gi\u00e0 \u201cdi Loreto\u201d) venerata all\u2019interno della Chiesa Madre nella vicina Mistretta, tappa \u201cdi passaggio\u201d quasi obbligato nell\u2019itinerario montano dalle Madonie (Geraci-Gangi-Castelluccio-Mistretta, \u2026) verso Messina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le inedite corone di Mistretta (<a title=\"Figg. 19 - 20. Bonaventura Caruso, &lt;i&gt;Coppia di corone&lt;\/i&gt; per la Madonna dei Miracoli e il Bambino, 1783, oro e argento dorato sbalzato e cesellato con parti fuse; diamanti, smeraldi, rubini ed altre gemme policrome, Mistretta (ME), Chiesa Madre di Santa Lucia.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tra19.jpg\">Figg. 19<\/a> &#8211; <a title=\"Figg. 19 - 20. Bonaventura Caruso, &lt;i&gt;Coppia di corone&lt;\/i&gt; per la Madonna dei Miracoli e il Bambino, 1783, oro e argento dorato sbalzato e cesellato con parti fuse; diamanti, smeraldi, rubini ed altre gemme policrome, Mistretta (ME), Chiesa Madre di Santa Lucia.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tra20.jpg\">20<\/a> &#8211; <a title=\"Fig. 21. Antonio Vanella e Andrea Mancino, &lt;i&gt;Madonna dei Miracoli&lt;\/i&gt; (gi\u00e0 \u201cdi Loreto\u201d), 1495, scultura marmorea policromata e dorata, decorata con le corone di Bonaventura Caruso, Mistretta (ME), Chiesa Madre di Santa Lucia.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tra21.jpg\">21<\/a>), di tipo imperiale, pagate 100 onze<sup><a href=\"#footnote_9_1016\" id=\"identifier_9_1016\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. Archivio storico Parrocchia Santa Lucia Mistretta (da questo momento ASPSLM), Atti amministrativi, Mandati di pagamento dell&rsquo;anno 1784, senza segnatura, n. 2. Le opere, studiate in occasione della mia tesi di laurea, dal titolo Arti decorative nella chiesa di Santa Lucia di Mistretta, relatore la prof.ssa M.C. Di Natale, Universit&agrave; degli Studi di Palermo, a.a. 1996-&rsquo;97, scheda I,41, pp. 105-107, sono segnalate in G. TRAVAGLIATO, Arti decorative a Mistretta con Maria e per Maria, in Rosa Mystica. Maria Madre di Dio nel patrimonio artistico mistrettese, catalogo mostra (Mistretta, cripta della Chiesa Madre, 31 agosto &ndash; 8 settembre 2010) a cura di N. Lo Castro, Mistretta 2010, pp. 43-48.\">10<\/a><\/sup> e realizzate con l\u2019oro ottenuto dalla fusione di \u00abquattro libbre e due oncie parte di moneta delle Spagne e parte di moneta dell\u2019Imperio \u00bb, sono formate da una fascia circolare (non pertinente) da cui, poggiando su quattro fastigi trapezoidali, si dipartono altrettanti bracci ortogonali a doppia voluta, ed al loro punto di incrocio in alto si leva un globo realizzato a fusione su piedistallo circolare sormontato da una croce latina. I quattro spazi vuoti tra i bracci sono riempiti con altri fastigi triangolari culminanti con elementi stellari \u2013come negli esemplari geracesi, a conferma della comune paternit\u00e0 o discendenza dal medesimo bozzetto del Caruso-, a simulare fiori ad otto petali, definiti col termine di \u201croselle\u201d in un inventario mistrettese databile intorno al 1843 in nostro possesso<sup><a href=\"#footnote_10_1016\" id=\"identifier_10_1016\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. ASPSLM, Atti amministrativi, Repertorio, o sia consegna delli beni mobili di questa venerabile Madrice, che fa il reverendo dottor don Salvadore Conti, procuratore passato, al reverendo sacerdote don Paolo Di Salvo, e da questi al prefetto di sagristia, don Adamo Spinnato, obligato alla riconsegna. In Mistretta, l&igrave; [***], senza segnatura: &laquo;Due corone d&rsquo;oro ingemmate, una grande per Maria Santissima, e l&rsquo;altra piccola per il Santo Bambino Ges&ugrave;, quella grande mancante di cinque pietre preziose con numero dieci buchi di dietro, e quella di Ges&ugrave; Bambino mancante di una pietra preziosa ed una rosella ed altre pietre, e numero dieci &lt;un altro inventario contemporaneo ne conta invece &ldquo;nove&rdquo;&gt; buchi di dietro senza pietre&raquo;. La descrizione corrisponde fin nei minimi particolari alle opere in questione, avvalorando, insieme ad un&rsquo;attenta lettura tecnica e stilistica, la nostra proposta di identificazione con quelle dovute al Caruso, a scapito delle opinioni diffuse tra i fedeli, che le vorrebbero invece realizzate dopo il terremoto del 1967. &Egrave; certamente di questi anni, invece, il discutibile intervento di &ldquo;restauro&rdquo; che le ha interessate, consistito in: maldestre saldature ed irrobustimento delle parti danneggiate, sostituzione della base circolare con una nuova ancorata tramite moderne viti dorate (ci&ograve; fornisce una possibile spiegazione all&rsquo;attuale mancanza di qualunque segno distintivo originario, saggio o marchio di console e artefice, anche se dall&rsquo;atto d&rsquo;obbligo sappiamo che il Caruso si impegnava ad effettuare la saggiatura della lega e la punzonatura presso la maestranza messinese degli orafi e argentieri); applicazione su di essa dei castoni antichi smontati in precedenza con le pietre superstiti; forse la sostituzione di parti fuse. La corona maggiore &egrave; oggi corredata da due angeli d&rsquo;oro che la reggono simbolicamente, che si vorrebbero anch&rsquo;essi realizzati a sbalzo nell&rsquo;ultimo cinquantennio, mentre quelli antichi d&rsquo;argento, definiti nello stesso inventario come &laquo;due angeli palmarii d&rsquo;argento a guisa di scorcia d&rsquo;albero&raquo;, che sostenevano &laquo;un stellario d&rsquo;argento con stelle duodeci d&rsquo;argento&raquo; sono stati rubati, insieme alle ottocentesche corone d&rsquo;argento d&rsquo;uso feriale, nel 1984.\">11<\/a><\/sup>. La decorazione delle basi \u00e8 costituita da festoni di foglie e fiori dall\u2019andamento sinusoidale, mentre il resto delle superfici presenta motivi fitomorfi a festone incisi, sbalzati o applicati tramite pernetti. Abbondantissime le pietre preziose di diversa dimensione e qualit\u00e0 (principalmente diamanti, rubini e smeraldi), della quantit\u00e0 di \u00abdieci carati di diomanti in circa, ed altrettanto di rubini e smeraldi in circa\u00bb, come recita l\u2019atto d\u2019obbligo<sup><a href=\"#footnote_11_1016\" id=\"identifier_11_1016\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. infra, Appendice documentaria, doc. 2.\">12<\/a><\/sup>, tagliate a <em>diamante <\/em>e a <em>baguette<\/em>, inserite in delicati castoni d\u2019oro di forma floreale, a margherite o rose, sulla base, sui bracci, sugli elementi alternati ai bracci, sul globo, sulla croce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti, l\u2019argentiere era gi\u00e0 noto a Mistretta, in quanto nel 1770-1771 \u2013questa allo stato attuale sarebbe dunque la sua prima opera documentata- gli era stata commissionata da mastro Domenico Lo Iacono, procuratore della Cappella del Santissimo Sacramento dentro la Chiesa Madre, una \u00abninfa grandi\u00bb d\u2019argento e rame dorato<sup><a href=\"#footnote_12_1016\" id=\"identifier_12_1016\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. Archivio storico Comunale Mistretta (da questo momento ASCM), Opere Pie, Libro di conti della Venerabile Cappella del Santissimo Sacramento &lt;che&gt; incomincia l&rsquo;anno decimatertia inditione 1719 e 1720 e finisci l&rsquo;anno septima inditione 1773 e 1774. Tomo quarto, cc. 219r-v, 222v: &laquo;1770 e 71 agosto 30, ind. IV. [&hellip;] Item pagati &lt;mastro Domenico Lo Iacono procuratore&gt; onze centocinquantadue e tar&igrave; dieci al sacerdote don Bonaventura Caruso argintere di Messina per averi affare una ninfa grandi alla detta cappella, s&igrave; come appare per contratto di don Antonino Campo &lt;notaro&gt; sotto la sua giornata, et di onze 100 e tar&igrave; 4, una ricivota di mano del detto di Caruso di onze 52 e tar&igrave; 10. [&hellip;] 1771 e 72 agosto 30, ind. V. [&hellip;] Item pagati a don Bonaventura Caruso arginteri di Messina onze centotrentadue, tar&igrave; ventidue e grana setti per saldo accomplimento della ninfa&raquo;.\">13<\/a><\/sup> (<a title=\"Figg. 22 - 23. Bonaventura Caruso, &lt;i&gt;Ninfa del Santissimo Sacramento&lt;\/i&gt;, 1770-1771, argento sbalzato e cesellato con parti fuse, rame e bronzo dorato, Mistretta (ME), Chiesa Madre di Santa Lucia.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tra22.jpg\">Fig. 22<\/a> ), meglio descritta nell\u2019atto d\u2019obbligo da noi rintracciato ed identificabile senza alcun dubbio \u2013anche per le stringenti affinit\u00e0 soprattutto con il citato ostensorio di Milazzo- con quella ancora pendente dall\u2019arco di accesso alla stessa Cappella<em>: <\/em>\u00ab[\u2026] consistente in lumi vent\u2019uno, buoni, e magistribilmente lavorati, e perfezionati, di peso di solo argento libri trenta incirca, e che li cornocopii devono essere numero nove col fusto di rame adornato ed arricchito di riposti, ed adorni d\u2019argento, e che detti cornacopii, in quanto \u00e0 tre ci dovessero andare tre lumi per ciascheduno, e gl\u2019altri sei \u00e0 due lumi per ogn\u2019uno, con che l\u2019argento di detta ninfa sia bullato di pezzo in pezzo, ed in quanto al dorato sia secondo ricerca l\u2019arte, perfettamente, ed oro di zicchina, con che le spese, e mastria d\u2019indoratura si devono fare \u00e0 conto di detta venerabile Cappella, la grandezza di suddetta ninfa uguagliar deve \u00e0 quella del Venerabile Altare di Nostra Signora Maria delli Mi\/racoli, che esiste in detta Venerabile Madrice Chiesa, secondo richiede l\u2019architettura del disegno, che existe in podere di detto reverendo di Caruso, sottoscritto dal reverendo sacerdote don Domenico Lo Iacono di questa suddetta Citt\u00e0 e sue misurationi, colla libert\u00e0 \u00e0 detto reverendo di Caruso di mutare dal detto disegno qualche cosella per migliorare detta ninfa, e che il legno, e ferro, che serviranno per l\u2019anima dentro detta ninfa sodisfarsi devono da detto di Lo Iacono procuratore; quale ninfa detto reverendo di Caruso in virt\u00f9 del presente promette, e s\u2019obliga consegnare qui in Mistretta per tutti li dieci del mese di Giugno del prossimo futuro anno 1772 al detto procuratore di perfetto magistero, e secondo ricerca l\u2019arte\u00bb<sup><a href=\"#footnote_13_1016\" id=\"identifier_13_1016\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"Cfr. infra, Appendice documentaria, doc. 1.\">14<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si parla nel documento della presenza dei tre <em>Agnus Dei<\/em> apocalittici sul libro chiuso coi sette sigilli dorati \u2013chiaro riferimento eucaristico che sar\u00e0 inserito dopo qualche anno anche nella suppellettile milazzese e qui emblema del committente, peraltro riproposto contestualmente in stucco proprio sopra la chiave d\u2019arco nella stessa cappella (<a title=\"Figg. 22 - 23. Bonaventura Caruso, &lt;i&gt;Ninfa&lt;\/i&gt;, 1770-1771, argento sbalzato e cesellato con parti fuse, rame e bronzo dorato, nel contesto della Cappella del SS. Sacramento, Mistretta (ME), Chiesa Madre di Santa Lucia\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tra23.jpg\">Fig. 23)<\/a> &#8211; applicati sulle facce del fusto piramidale da cui si dipartono i tre ordini di bracci, n\u00e9 della colomba mistica sorante ad ali spiegate che sta in cima al lampadario, probabilmente concepiti dall\u2019orafo tra le varianti concesse al suo estro dai committenti; per quanto riguarda la seconda (talora letta come pellicano), essa trova riscontro in capolavori dell\u2019argenteria messinese del \u2018700: basti citare due significativi esempi, quali la <em>ninfa<\/em> (1700-1705) di ignota provenienza oggi al Museo Interdisciplinare Regionale \u201cMaria Accascina\u201d di Messina, recentemente attribuita alla proficua collaborazione tra gli argentieri Francesco Natale Juvarra e Francesco Lo Judice<sup><a href=\"#footnote_14_1016\" id=\"identifier_14_1016\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. MUSOLINO, L&rsquo;ostensorio della chiesa di San Giorgio a Modica e l&rsquo;attivit&agrave; &ldquo;eccellentissima&rdquo; di Francesco Lo Judice e Francesco Natale Juvarra. Proposte ed ipotesi, e M.P. PAVONE ALAJMO, scheda 147, in Il Tesoro dell&rsquo;Isola&hellip;, I, pp. 190-205 e II, pp. 921-922, che riportano la precedente bibliografia.\">15<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 24. Francesco Natale Juvarra e Francesco Lo Judice (attr.), &lt;i&gt;Ninfa&lt;\/i&gt;, 1700-1705, argento sbalzato e cesellato con parti fuse, Messina, Museo Interdisciplinare Regionale \u201cMaria Accascina\u201d.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tra24.jpg\">Fig. 24<\/a>), e l\u2019originalissima pisside a globo terracqueo attraversato dalla fascia zodiacale e sorretto dai simbolici esseri viventi, prefigurazione degli Evangelisti, delle visioni di Ezechiele e dell\u2019Apocalisse, opera di Pietro Donia (1780) per la Chiesa Madre di San Nicol\u00f2 di Bari a Taormina (ME), per la quale si sono proposti modelli napoletani mediati da esperienze calabresi<sup><a href=\"#footnote_15_1016\" id=\"identifier_15_1016\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"G. MUSOLINO, L&rsquo;argenteria del Settecento a Messina tra Barocchetto e formule Rococ&ograve;, in Argenti e Cultura Rococ&ograve; nella Sicilia centro-occidentale. 1735-1789, catalogo mostra (Lubecca, St. Annen-Museum, 21 ottobre 2007 &ndash; 6 gennaio 2008) a cura di S. GRASSO e M.C. GULISANO con la collaborazione di S. RIZZO, Palermo 2008, pp. 94-121, in part. p. 113, fig. 26.\">16<\/a><\/sup> (<a title=\"Fig. 25. Pietro Donia, &lt;i&gt;Pisside&lt;\/i&gt;, 1780, argento e rame dorato, rubini, Taormina (ME), Chiesa Madre di San Nicol\u00f2.\" href=\"http:\/\/oadiriv.unipa.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tra25.jpg\">Fig. 25<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fortunata sopravvivenza della lumiera mistrettese, recentemente restaurata<sup><a href=\"#footnote_16_1016\" id=\"identifier_16_1016\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"I lavori, commissionati dall&rsquo;Arciprete di Mistretta mons. Michele Placido Giordano, si sono svolti presso il laboratorio palermitano del maestro argentiere Antonino Amato, ma non &egrave; stato purtroppo possibile individuare la presenza o meno di marchi.\">17<\/a><\/sup>, costata tante fatiche all\u2019artista ed ai committenti, a dispetto di tante altre preziose suppellettili argentee, tra cui il preesistente analogo arredo fornito come modello da imitare e superare, la \u00abninfa grandi con numero dieciotto cornacopii\u00bb che pendeva dinanzi la contigua cappella della Madonna dei Miracoli nel braccio sinistro del transetto, e la \u00abninfa piccola con suoi cornacopii d\u2019argento nella cappella di Santa Lucia\u00bb, \u00e8 legata al coraggio ed alla determinazione dei gestori della stessa Cappella, che dovendo consegnare degli argenti al capitano don Gaetano Allegra, che a sua volta li avrebbe trasmessi il 14 gennaio 1797 a don Salvatore Giardina e Battaglia, tesoriere del Monte dei Pegni istituito dal vescovo di Cefal\u00f9 mons. Francesco Vanni, preferirono sborsare \u00abonze ventisei in denari contanti moneta d\u2019oro di giusto peso in\u2019escambio del lampadario d\u2019argento\u00bb<sup><a href=\"#footnote_17_1016\" id=\"identifier_17_1016\" class=\"footnote-link footnote-identifier-link\" title=\"ASCM, Opere pie, Cappella del Santissimo Sacramento, Volume di scritture, senza segnatura, ff. 419r-420r.\">18<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Foto per gentile concessione di Enzo Brai<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Appendice documentaria<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Doc. 1<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1771, agosto 22, ind. IV, Mistretta<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Notarius don Antoninus Campo Civitatis Mistrettae.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Obligatio pro Venerabili Cappella Sanctissimi Sacramenti contra Reverendum don Bonaventuram Caruso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Iesus Maria Mater Septem Dolorum.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Die vigesimo secundo Augusti quartae indictionis &lt;anno&gt; millesimo septingentesimo septuagesimo primo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Testamur quod reverendus sacerdos don Bonaventura Caruso urbis Messanae, et ad praesens hic Mistrectae modo repertus, mihi notario cognitus praesens coram nobis vigore praesentis sponte promisit, et promictit, seque sollemniter obligavit, et obligat magistro Dominico Lo Iacono huius civitatis praedittae mihi notario etiam cognito praesenti, et uti procuratori ac procuratorio nomine Venerabilis Cappellae Santissimi Sacramenti erectae in hac Venerabili Maiori Ecclesia, stipulanti, ut dicitur <em>farci una ninfa d\u2019argento, e rame d\u2019orato, consistente in lumi vent\u2019uno, buoni, e magistribilmente lavorati, e perfezionati, di peso di solo argento libri trenta incirca, e che li cornocopii devono essere numero nove col fusto di rame adornato ed arricchito di riposti, ed adorni d\u2019argento, e che detti cornacopii, in quanto \u00e0 tre ci dovessero andare tre lumi per ciascheduno, e gl\u2019altri sei \u00e0 due lumi per ogn\u2019uno, con che l\u2019argento di detta ninfa sia bullato di pezzo in pezzo, ed in quanto al dorato sia secondo ricerca l\u2019arte, perfettamente, ed oro di zicchina, con che le spese, e mastria d\u2019indoratura si devono fare \u00e0 conto di detta venerabile Cappella, la grandezza di suddetta ninfa uguagliar deve \u00e0 quella del Venerabile Altare di Nostra Signora Maria delli Mi\/racoli, che esiste in detta Venerabile Madrice Chiesa, secondo richiede l\u2019architettura del disegno, che existe in podere di detto reverendo di Caruso, sottoscritto dal reverendo sacerdote don Domenico Lo Iacono di questa suddetta Citt\u00e0 e sue misurationi,colla libert\u00e0 \u00e0 detto reverendo di Caruso di mutare dal detto disegno qualche cosella per migliorare detta ninfa, e che il legno, e ferro, che serviranno per l\u2019anima dentro detta ninfa sodisfarsi devono da detto di Lo Iacono procuratore; quale ninfa detto reverendo di Caruso in virt\u00f9 del presente promette, e s\u2019obliga consegnare qui in Mistretta per tutti li dieci del mese di Giugno del prossimo futuro anno 1772 al detto procuratore di perfetto magistero, e secondo ricerca l\u2019arte, <\/em>et non deficere, et cetera. Alias, et cetera. <em>Con che detto procuratore di Lo Iacono pagar deve le spesi di nolo, e trasporto di detta ninfa dalla nostra marina in questa. <\/em>Sic de pacto, et cetera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pro pretio ad rationem tarenorum undecim ponderis generalis singula uncia argenti nimphae praedittae, ut dicitur <em>senza pagare detta Venerabile cappella mancanza, ma per quello argento che detta ninfa peser\u00e0, e riguardo \u00e0 manifattura di suddetta ninfa, che pagar si deve \u00e0 detto reverendo di Caruso, questa si deve arbitrare dal reverendo abbate don Giovan Battista Gallegra e dal molto reverendo padre Michel Angelo Provinciale, di questa suddetta Citt\u00e0, persone dette \u00e0 tal uopo da \/ li suddetti presenti.<\/em> Sic de pacto, et cetera. In computum praetii et manufacturae cuiusquidem nimphae supradictus de Lo Iacono dicto nomine vi praesentis sponte promisit, et promictit, seque sollemniter obligavit, et obligat solvere, et consegnare dicto reverendo de Caruso stipulanti in dicta urbe Messanae in proximo futuro mense Septembris 1771 uncias centumquatraginta ponderis generalis tam in pecunia de contanti, quam in pretio argenti, cum hoc quod dictus reverendus de Caruso in ventre apocae dictarum unciarum 140 supradictarum solvere ut supra promissarum, faciendae in dicta urbe Messanae per acta cuiusvis puplici notarii, teneatur fideiussionem praestare pro dictis unciis 140 per eum ut supra recipientis, benevisam personis designandis per dictum procuratorem de Lo Iacono, et non aliter, et remanentia praetii, et mercedis nimphae praedictae supradictus procurator de Lo Iacono dicto nomine in vim praesentis sponte promisit, et promictit, seque sollemniter obligavit, et obligat solvere dicto de Caruso stipulanti, vel personae pro eo legitime hic Mistrectae, statim facta consignatione nimphae praedictae, in pecunia de contanti generalis ponderis, et renuncians, et cetera. In pace, et cetera. Alias, et cetera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Pi\u00f9 di patto, che il rame, che servir deve, ed abbisogna per detta ninfa, ce lo deve donare detto procuratore di Lo Iacono, e che la mancanza <\/em>&lt;che&gt; <em>far\u00e0 nel farlo operare detto reverendo di Caruso, si deve \u00e0 conto di detta Venerabile Cappella, <\/em>sic de pacto, et cetera. Unde, et cetera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quae omnia, et cetera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sub hiipotheca, et cetera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Testes: Admodum reverendus sacerdos insignitus don Dominicus Tita \/ et don Alexander Nigrelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">(Archivio di Stato di Messina, Notai defunti, Antonino Campo, n. 4459, cc. 552r-553v)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Doc. 2<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1783, luglio 17, ind. I, Mistretta<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Obligatio\u00a0 pro altari Beatae Mariae Virginis Miraculorum dictae Civitatis Imperialis Mistrettae contra reverendum don Bonaventuram Caruso Messanae.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Die decimo septimo iulii primae indictionis &lt;anno&gt; millesimo septingentesimo octuagesimo tertio 1783. Reverendus sacerdos don Bonaventura Caruso urbis Messanae, hic Mistrectae modo repertus, mihi notario cognitus coram nobis sponte virtute praesentis promisit et promittit seque sollemniter obligavit et obligat reverendissimo abbati don Ioanni Baptistae Gallegra, spectabili baroni utroque iure doctori don Antonino Scaduto et don Sebastiano Giaconia dictae Imperialis civitatis, mihi notario et&lt;iam&gt; cognitis, praesentibus stipulantibus et intervenientibus uti deputatis et exactoribus elaemosinarum a devotis Beatae Mariae Virginis Miracolorum, specialis Protectricis dictae Imperialis civitatis, exactarum et esigendarum, elaborare ex solo simplici, optimo et perfecto magisterio hic Mistrectae, duas coronas aureas, una&lt;m&gt; pro immagine marmorea dictae Beatae Mariae Virginis Miracolorum et aliam pro eius Infantulo, ad mentem graphidii, vulgo <em>disegno<\/em>, delineati per dictum reverendum de Caruso, et approbati per utramque partem in vim subscriptionum in pede eiusdem appositurum, incipiendo laborare in primis diebus mensis septembris proximi futuri secundae indictionis 1783, et postea continuare usque ad earum perfectionem, ita quod teneatur dictus reverendus de Caruso prout, vigore praesentis, sponte se obligavit et obligat dictis de Gallegra, Scaduto et Giaconia, dicto nomine stipulanti bus, illi tradere perfectas ab omni opere et magisterio usque et per totum mensem iulii proximi futuri secundae indictionis 1784. [\u2026] \/ Et hoc pro mercede unciarum centum ponderis generalis sic&lt;ut&gt; ex pacto et conventione inter eos facta tam pro magisterio quam pro iuribus accessus et recessus factis et faciendis usque ad complimentum operis praedicti et bullationis aureae dictarum coronarum, quam pro omnibus aliis et quibuscumque iuribus ipsi forte dicto de Caruso de superpluri petere posset, sponte ob eius devotionem erga dictam Beatam Virginem Mariam Miraculorum titolo elaemosinae altari relaxavit et relaxat [\u2026]. In computum cuiusquidem mercedis dicto reverendo de Caruso praesentialiter et manualiter numerando habuit et recepit a dictis de Gallegra, Scaduto et Giaconia, stipulantibus dicto nomine, et de pecuniis praedictis solventibus, et per manus meas, notarii infrascripti, uncias viginti in moneta antea in pecunia et numerata. Reliquum vero mercedis praedictae sive reliquas uncias 80 ad complimentum dictarum unciarum 100, dicti de Gallegra, Scaduto et Giaconia dicto nomine stipulantes, vigore praesentis, solvere promiserunt et promittunt, seque sollemniter obligaverunt et obligant dicto reverendo de Caruso stipulanti vel personae pro eo legitime hic Mistrectae de tempore in tempus ut dictus travagliando, pagando, faciendo complimentum statim, et fuerint ut dictae coronae perfectae, traditae et bullatae a consule messanensi in pecunia ponderis generalis de contanti [\u2026]. Sub infrascriptis tamen pactis iuramento fir\/matis et vulgariter expressatis pro eorum faciliori intelligentia, et primo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Che detti signori di Gallegra, Scaduto e Giaconia depositarii, allorch\u00e9 capiter\u00e0 dicto reverendo di Caruso in questa nelli primi di settembre secundae indictionis 1783, debano consegnarli libre quattro ed oncie due di oro, parte di moneta delle Spagne e parte di moneta dell\u2019Imperio, ad oggetto di fonderle, e ridurle a qualit\u00e0 di carati venti, restando il pi\u00f9, che avanzer\u00e0 e crescer\u00e0 colla liga in favore delli detti deputati ad effetto di impiegarlo giusta la volont\u00e0 delli devoti contribuenti, di quale oro fonduto sene deve pigliare un pezzetto, quale lo si deve conservare dalli deputati suddetti per confrontarsi colle corone terminate, affine di osservarsi del consule degli orifici di Messina, per stare alla determinazione dello stesso, e suo bollo, come ancora consegnarci quell\u2019argento che bisogner\u00e0 per lo spirito delle corone suddette, e dieci carati di diomanti in circa, ed altrettanto di rubini e smeraldi in circa.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Pi\u00f9, di pacto, che detto reverendo di Caruso sii obligato come in forza del presente si have obligato et obliga a sue spese non solo di far bollare le due suddette corone d\u2019oro, ma consegnare ancora a detti deputati una fede del consule suddetto, giurata, che accerti l\u2019oro delle corone sudette essere \/ di carati venti, e non meno.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Pi\u00f9, di pacto, che detti signori di Gallegra, Scaduto e Giaconia siano obligati come in forza del presente si hanno obligato ed obligano a detto reverendo di Caruso darli solamente letto gratis per suo serviggio, ed uso domentre dimorer\u00e0 in questa per travagliare dette corone, che sia in tutto fornito, come ancora la Casa degl\u2019Esercitii tanto per abitazione del medesimo e de\u2019 suoi giovani, che per uso della fatiga domentre durer\u00e0 la medesima.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di pacto, et cetera. Quae omnia, et cetera. Sub hypotheca, et cetera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Testes: reverendus don Petrus del Campo et reverendus don Ioseph Pedevillano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ex actis notarii don Francisci Pedevillano huius Imperialis civitatis Mistrectae extracta est praesens copia per me notarum Antoninum Campo civitatis eiusdem ob eius absentiam.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Collatione salva.<em> <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">(Archivio storico Parrocchia S. Lucia di Mistretta, Atti amministrativi, <em>Scrittura appartenente alla venerabile cappella di Maria Santissima de\u2019 Miracoli<\/em>, senza segnatura)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Doc. 3<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1784, agosto 21, ind. II, Mistretta<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Traditio coronarum aurearum sacrae immaginis Sanctae Mariae Miraculorum civitatis Mistrectae. 1784.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Iesus, Maria Immaculata Conceptio. Die vigesimo primo augusti secundae indictionis &lt;anno&gt; millesimo septingentesimo octuagesimo quarto 1784. Cum explorata liqueat tradizione, quod praesens Deiparae Virginis Immacolatae immago, anno 1619, quam plurimis ex miraculis ab ea peractis, populo acclamante pro eius debito cultu, a loco parum congruo in altari posita fuit, et ex inde, quem olim non habebat, ab eo Miraculorum, Protectricisque huius Amastrae civitatis titulum assequta, iure quidem optimo, dum usque ad praesens variis in angustiis taliter esperimento se praebuit; anno tandem retransacto, cum iam iteratis terremotibus Messana civitas miserrime ruit; hicque Mistrectae etiamnum terremotus tunc temporis interpellatim experiabatur extare: hinc pro inde populus asperrime perterritus ad praedictae Beatae Mariae Virginis Miraculorum simulacrum pro incolumnitate obtinenda, prout obtinuit, auxilium implorando confugit; insimulque aureas gemmatasque coronas efficiendas curare, eique donare, et ad solen\/nem coronationis actum devenire promisit; volensque igitur munus promissionis inchoare, ad praesentem praedictarum coronarum consignationem devenit.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hinc est quod hodie praesenti praetitulato die admodum reverendus sacerdos prothonotarus apostolicus don Michael Pedevillano, archipresbiter huius civitatis Mistrectae, mihi notario cognitus, coram nobis huic interveniens veluti commissario et commissionato nomine reverendi abbatis don Ioannis Baptistae Gallegra, spectabilis baronis utroque iure doctoris don Antonini Scaduto et clerici coniurati don Sebastiani Giaconia deputatorum cretenus electorum ab hoc praedicto populo pro constructione praedictarum coronarum absentium, a quibus ad infrascritta dixit habuisse speciale mandatum et ordinem ac commissionem dicto nomine, coram nobis tradidit ac consignavit ac tradit pariter et consignat reverendo sacerdoti don Ioseph Pedevillano huius praedictae civitatis mihi notario et&lt;iam&gt; cognito et huic intervenienti veluti procuratori huius venerabili Matricis Ecclesiae praesenti et dicto nomine personaliter et manualiter recipienti binas coronas aureas gemmatas nonnullis lapidibus praetiosis nempe unam pro dicta immagine dictae \/ Beatae Mariae Virginis sine labe originali Conceptae sub titulo Miraculorum Protectricis huius civitatis, aliam vero pro simulacro Infantis Domini nostri Iesu Christi quod in brachiis dicta immago detinet, ad opus et effectum illas detinendi cum utensilibus praetiosis huius venerabilis Matricis Ecclesiae in veteri sacristia, existente in eadem venerabili Matrici Ecclesia, inserviendis coronibus praedictis pro solemniter coronandis capitibus dictorum simulacrorum in die publicae solemnitatis coronationis, quam primum fiendae, et in tribus principalibus festivitatibus anno quolibet solitis solemnizzari ad honorem dictae Beatae Mariae sub titulo Miraculorum Protectricis huius civitatis, et in aliis occurrentiis in quibus populus iste suas supplicationes porrecturus erit dictae Beatae Virgini sub titulo Miraculorum interpretando eius protectione erga Deum pro obtinendis gratiis, quas populus ipse locaturus erit ad publicam utilitatem, et non aliter, et cetera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ita tamen quod praedictus reverendus don Ioseph &lt;Pedevillano&gt; procurator teneatur et obligatus sit prout tenore praesentis se obligavit et obligat dicto admodum \/ reverendo sacerdoti don Michaeli &lt;Pedevillano&gt; archipresbitero dicto commissionato nomine stipulanti dictas binas coronas ut supra receptas tradere et consignare eius successori procuratori dictae huius Matricis Ecclesiae cum onere tradendi successori procuratori, et publicam quatelam obtinendi ad mentem praesentis tradictionis, et sic deinceps pro cunctis futuris temporibus observandum erit in perpetuum, et non aliter, et cetera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Iuraverunt tacto pectore, et cetera. Unde, et cetera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Testes: reverendus sacerdos doctor don Lucius Lo Iacono, utroque iure doctor don Stephanus Arcieri et utroque iure doctor don Antoninus Greco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ego prothonotarus apostolicus Michael Pedevillano archipresbiter confirmo ut supra.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sacerdos don Ioseph Pedevillano minor, procurator, ut supra.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ex actis notarii don Ignatii Mathiae Scaduto civitatis Mistrectae.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Collatione salva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">(ASPSLM, Atti amministrativi, <em>Scrittura appartenente alla venerabile cappella di Maria Santissima de\u2019 Miracoli<\/em>, senza segnatura)<\/p>\n<ol class=\"footnotes\"><li id=\"footnote_0_1016\" class=\"footnote\">G. D\u2019ANGELO, <em>Memorie per servire alla storia letteraria di Sicilia, <\/em>vol. III, cc. 193r-196r, ms. del XVIII sec. della Biblioteca Comunale di Palermo, ai segni Qq E 152N, pubblicato da N. BERTOLINO, <em>Biografia di un argentiere messinese del XVIII secolo<\/em>, in <em>Ori e argenti di Sicilia dal Quattrocento al Settecento<\/em>, catalogo mostra a cura di M.C. DI NATALE, Milano-Palermo 1989, p. 389. R. VADAL\u00c0, <em>ad vocem \u201cPalazzo Andronico Placido\u201d<\/em>, in L. SARULLO, <em>Dizionario degli Artisti Siciliani. IV. Arti Decorative <\/em>a cura di M.C. DI NATALE<em>, <\/em>in corso di pubblicazione.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_0_1016\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_1_1016\" class=\"footnote\">A. TRIPODI, <em>Notizie sulla storia dell\u2019arte e dell\u2019artigianato in Calabria (III parte)<\/em>, in \u201cBrutium\u201d, a. 67, 1988, n. 3, pp. 38, 42-43, citato in S. LANUZA, <em>ad vocem \u201cCaruso Bonaventura\u201d<\/em>, in L. SARULLO, <em>Dizionario\u2026, <\/em>in corso di pubblicazione.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_1_1016\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_2_1016\" class=\"footnote\">S. DI BELLA, <em>Al\u00ec, la Chiesa Madre: la cultura artistica, <\/em>Messina 1994, pp. 87, 94, 109, 157, riportato in S. LANUZA, <em>ad vocem <\/em>\u201cCaruso Bonaventura\u201d, in L. SARULLO, <em>Dizionario\u2026, <\/em>in corso di pubblicazione.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_2_1016\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_3_1016\" class=\"footnote\">C. CIOLINO, scheda 115, in <em>Il Tesoro dell\u2019Isola. Capolavori siciliani in argento e corallo dal XV al XVIII secolo<\/em>, catalogo mostra (Praga, Maneggio di Palazzo Wellenstein, 19 ottobre \u2013 21 novembre 2004) a cura di S. RIZZO, Palermo-Catania 2008, II, pp. 883-884, e relativa bibliografia.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_3_1016\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_4_1016\" class=\"footnote\">G. MUSOLINO, scheda 179, in <em>Il Tesoro dell\u2019Isola&#8230;<\/em>, II, pp. 954-957.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_4_1016\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_5_1016\" class=\"footnote\">G. TRAVAGLIATO, <em>Gli Archivi delle arti decorative delle Chiese di Geraci<\/em>, in <em>Forme d\u2019Arte a Geraci Siculo dalla pietra al decoro<\/em>, catalogo mostra a cura di M.C. DI NATALE, Geraci Siculo 1997, pp. 162-163.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_5_1016\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_6_1016\" class=\"footnote\">G. TRAVAGLIATO, <em>Appendice documentaria: nuovi documenti a completamento della biografia di don Camillo Barbavara,<\/em> in <em>La Madonna delle Vittorie di Piazza Armerina<\/em>, catalogo mostra a cura di M.K. GUIDA, Napoli 2010, pp. 130-132, e relativa bibliografia.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_6_1016\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_7_1016\" class=\"footnote\">M.C. DI NATALE, <em>I tesori nella Contea dei Ventimiglia. Oreficeria a Geraci Siculo<\/em>, fotografie di E. Brai, II ediz. aggiornata, Palermo 2006, pp. 35, 43, 55, 58, 60, 62, 63, 64, 66, 68, figg. 22, 32-33, 51-56, 57-59, 60, 61, 63, 64, 65, 73, 74, 78, 79, 80, 81, 82.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_7_1016\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_8_1016\" class=\"footnote\">Cfr. <em>infra<\/em>, Appendice documentaria, doc. 3.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_8_1016\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_9_1016\" class=\"footnote\">Cfr. Archivio storico Parrocchia Santa Lucia Mistretta (da questo momento ASPSLM), Atti amministrativi, <em>Mandati di pagamento dell\u2019anno 1784, <\/em>senza segnatura, n. 2. Le opere, studiate in occasione della mia tesi di laurea, dal titolo <em>Arti decorative nella chiesa di Santa Lucia di Mistretta<\/em>, relatore la prof.ssa M.C. Di Natale, Universit\u00e0 degli Studi di Palermo, a.a. 1996-\u201997, scheda I,41, pp. 105-107, sono segnalate in G. TRAVAGLIATO, <em>Arti decorative a Mistretta con Maria e per Maria<\/em>, in <em>Rosa Mystica. Maria Madre di Dio nel patrimonio artistico mistrettese<\/em>, catalogo mostra (Mistretta, cripta della Chiesa Madre, 31 agosto \u2013 8 settembre 2010) a cura di N. Lo Castro, Mistretta 2010, pp. 43-48.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_9_1016\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_10_1016\" class=\"footnote\">Cfr. ASPSLM, Atti amministrativi, <em>Repertorio, o sia consegna delli beni mobili di questa venerabile Madrice, che fa il reverendo dottor don Salvadore Conti, procuratore passato, al reverendo sacerdote don Paolo Di Salvo, e da questi al prefetto di sagristia, don Adamo Spinnato, obligato alla riconsegna. In Mistretta, l\u00ec [***]<\/em>, senza segnatura: \u00abDue corone d\u2019oro ingemmate, una grande per Maria Santissima, e l\u2019altra piccola per il Santo Bambino Ges\u00f9, quella grande mancante di cinque pietre preziose con numero dieci buchi di dietro, e quella di Ges\u00f9 Bambino mancante di una pietra preziosa ed una rosella ed altre pietre, e numero dieci &lt;un altro inventario contemporaneo ne conta invece \u201cnove\u201d&gt; buchi di dietro senza pietre\u00bb. La descrizione corrisponde fin nei minimi particolari alle opere in questione, avvalorando, insieme ad un\u2019attenta lettura tecnica e stilistica, la nostra proposta di identificazione con quelle dovute al Caruso, a scapito delle opinioni diffuse tra i fedeli, che le vorrebbero invece realizzate dopo il terremoto del 1967. \u00c8 certamente di questi anni, invece, il discutibile intervento di \u201crestauro\u201d che le ha interessate, consistito in: maldestre saldature ed irrobustimento delle parti danneggiate, sostituzione della base circolare con una nuova ancorata tramite moderne viti dorate (ci\u00f2 fornisce una possibile spiegazione all\u2019attuale mancanza di qualunque segno distintivo originario, saggio o marchio di console e artefice, anche se dall\u2019atto d\u2019obbligo sappiamo che il Caruso si impegnava ad effettuare la saggiatura della lega e la punzonatura presso la maestranza messinese degli orafi e argentieri); applicazione su di essa dei castoni antichi smontati in precedenza con le pietre superstiti; forse la sostituzione di parti fuse. La corona maggiore \u00e8 oggi corredata da due angeli d\u2019oro che la reggono simbolicamente, che si vorrebbero anch\u2019essi realizzati a sbalzo nell\u2019ultimo cinquantennio, mentre quelli antichi d\u2019argento, definiti nello stesso inventario come \u00abdue angeli palmarii d\u2019argento a guisa di scorcia d\u2019albero\u00bb, che sostenevano \u00abun stellario d\u2019argento con stelle duodeci d\u2019argento\u00bb sono stati rubati, insieme alle ottocentesche corone d\u2019argento d\u2019uso feriale, nel 1984.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_10_1016\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_11_1016\" class=\"footnote\">Cfr. <em>infra<\/em>, Appendice documentaria, doc. 2.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_11_1016\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_12_1016\" class=\"footnote\">Cfr. Archivio storico Comunale Mistretta (da questo momento ASCM), Opere Pie, <em>Libro di conti della Venerabile Cappella del Santissimo Sacramento <\/em>&lt;che&gt; <em>incomincia l\u2019anno decimatertia inditione 1719 e 1720 e finisci l\u2019anno septima inditione 1773 e 1774. Tomo quarto<\/em>, cc. 219r-v, 222v: \u00ab1770 e 71 agosto 30, ind. IV. [\u2026] Item pagati &lt;mastro Domenico Lo Iacono procuratore&gt; onze centocinquantadue e tar\u00ec dieci al sacerdote don Bonaventura Caruso argintere di Messina per averi affare una ninfa grandi alla detta cappella, s\u00ec come appare per contratto di don Antonino Campo &lt;notaro&gt; sotto la sua giornata, et di onze 100 e tar\u00ec 4, una ricivota di mano del detto di Caruso di onze 52 e tar\u00ec 10. [\u2026] 1771 e 72 agosto 30, ind. V. [\u2026] Item pagati a don Bonaventura Caruso arginteri di Messina onze centotrentadue, tar\u00ec ventidue e grana setti per saldo accomplimento della ninfa\u00bb.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_12_1016\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_13_1016\" class=\"footnote\">Cfr. <em>infra<\/em>, Appendice documentaria, doc. 1.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_13_1016\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_14_1016\" class=\"footnote\">G. MUSOLINO, <em>L\u2019ostensorio della chiesa di San Giorgio a Modica e l\u2019attivit\u00e0 \u201ceccellentissima\u201d di Francesco Lo Judice e Francesco Natale Juvarra. Proposte ed ipotesi<\/em>, e M.P. PAVONE ALAJMO, scheda 147, in <em>Il Tesoro dell\u2019Isola\u2026<\/em>, I, pp. 190-205 e II, pp. 921-922, che riportano la precedente bibliografia.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_14_1016\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_15_1016\" class=\"footnote\">G. MUSOLINO, <em>L\u2019argenteria del Settecento a Messina tra Barocchetto e formule Rococ\u00f2<\/em>, in <em>Argenti e Cultura Rococ\u00f2 nella Sicilia centro-occidentale. 1735-1789<\/em>, catalogo mostra (Lubecca, St. Annen-Museum, 21 ottobre 2007 \u2013 6 gennaio 2008) a cura di S. GRASSO e M.C. GULISANO con la collaborazione di S. RIZZO, Palermo 2008, pp. 94-121, in part. p. 113, fig. 26.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_15_1016\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_16_1016\" class=\"footnote\">I lavori, commissionati dall\u2019Arciprete di Mistretta mons. Michele Placido Giordano, si sono svolti presso il laboratorio palermitano del maestro argentiere Antonino Amato, ma non \u00e8 stato purtroppo possibile individuare la presenza o meno di marchi.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_16_1016\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><li id=\"footnote_17_1016\" class=\"footnote\">ASCM, Opere pie, Cappella del Santissimo Sacramento, <em>Volume di scritture<\/em>, senza segnatura, ff. 419r-420r.<span class=\"footnote-back-link-wrapper\"> [<a href=\"#identifier_17_1016\" class=\"footnote-link footnote-back-link\">&#8617;<\/a>]<\/span><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>giovanni.travagliato@libero.it Aggiunte al catalogo di Bonaventura Caruso, sacerdote e orafo messinese della seconda met\u00e0 del \u2018700 DOI: 10.7431\/RIV04062011 Il nome di Bonaventura Caruso, orafo e <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/?page_id=1016\" title=\"Giovanni Travagliato\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":1108,"menu_order":6,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1016"}],"collection":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1016"}],"version-history":[{"count":28,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1016\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1474,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1016\/revisions\/1474"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1108"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/oadiriv.unipa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1016"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}